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Covato e XGiove conquistano il Castello di Montefiore: cala il sipario su Lunaria 2026

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“Siamo felici di chiudere Lunaria con due artisti scoperti da Musicultura, il concorso che ogni anno attraversa l’Italia alla ricerca di autori con qualcosa da dire e progetti capaci di guardare al futuro”, le parole di Ezio Nannipieri, direttore artistico di Musicultura, che ha aperto la serata conclusiva di Lunaria 2026 al Castello di Montefiore di Recanati.

Protagonisti del concerto live: il vincitore assoluto di Musicultura, Claudio Covato, e XGIOVE, band di Porto Sant’Elpidio, finalista del concorso, scelta dagli studenti recanatesi attraverso il progetto Recanati Next.

Ad aprire la serata, che ha regalato al pubblico due ore di grande musica e di atmosfere diverse, è stato proprio Claudio Covato, cantautore siciliano di Rosolini, fresco vincitore assoluto della XXXVII edizione di Musicultura, del Premio Banca Macerata di 20 mila euro, della Targa della Critica “Piero Cesanelli” e del Premio Grotte di Frasassi.

Covato ha incantato i presenti con la sua forza poetica, l’abilità alla chitarra acustica e una vocalità potente, duttile e impreziosita da accenti lirici. L’artista si è esibito con “Nell’universo”, “Roberta” e “Chiddu ca me resta”, il brano in siciliano con cui ha vinto Musicultura, che attraverso le immagini della natura esplora ciò che unisce ogni cosa nel mondo.

Ha proseguito con “Cagghia d’acqua”, caratterizzata da sonorità mediterranee, e “Magari non esisti”, una b-side sospesa tra realtà e suggestioni oniriche, attraversata dalla nostalgia di un amore.

Covato ha raccontato molto di sé al pubblico, ammaliato dalla sua personale fusione tra cantautorato e improvvisazione e dall’uso del siciliano come lingua universale. “Più sono lontano da casa, più è stretto il dialetto con cui scrivo: lo capiamo solo io, mio nonno e mio zio Angelo”, ha detto sulle note di “Pensimi”, canzone sulla nostalgia raccontata attraverso l’espediente dell’amore.

Il cantautore ha poi omaggiato Pino Daniele con una toccante versione di “Quanno chiove” — “Una canzone che avrei voluto tanto scrivere io” — seguita da “Siamo gli alberi”, singolo di prossima uscita che anticipa il suo disco d’esordio, in produzione grazie ai 20 mila euro del Premio Banca Macerata vinti a Musicultura.

“In questi mesi non ho mai smesso di suonare dal vivo e di scrivere. Musicultura mi ha aiutato a credere nella mia musica e per me è sempre incredibile tornare nelle Marche”, ha raccontato Covato, ricordando l’inizio della sua carriera al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno nella Bohème di Puccini e sottolineando il legame con Recanati, città di Leopardi e del suo tenore preferito Beniamino Gigli.

“Non posso che essere felicissimo di suonare di fronte alla torre del Castello che ospita uno degli abiti di scena del grande tenore”. Ha chiuso l’esibizione con “Sogno co tia”, altro inedito di Covato dedicato al figlio.

Sul palco di Lunaria sono saliti anche i componenti della band XGIOVE, introdotti da Nannipieri e dal giovane studente Mattia, in rappresentanza degli istituti scolastici di Recanati che hanno preso parte al progetto Recanati Next e votato il gruppo di Porto Sant’Elpidio durante il concerto dei finalisti di Musicultura.

“Abbiamo ascoltato attentamente i 16 brani e scelto XGIOVE per il ritmo martellante e il testo che racconta la nostra vita e le difficoltà dell’adolescenza”, ha spiegato Mattia.

Il rock della band marchigiana, nata nel 2018 e composta da Nicolò Buccioni (voce e fisarmonica), Ludovico Bartolozzi (tastiere), Federico Piermartire (batteria), Giacomo Strappa (chitarra elettrica) e Andrea Massetti (basso), ha spiazzato e affascinato la platea con sonorità dure, incursioni folk e arrangiamenti originali, arricchiti da una strizzata d’occhio al rap.

I XGIOVE hanno caricato di energia e ardore l’atmosfera della serata con “Un’ora al giorno”, seguita da “Resistere”, “un verbo che alla nostra generazione piace molto”, e poi ancora “Il mio cuore sul cortile”, “Trattato”, la dura riflessione sui rimpianti della vita, e “Non me la sento”, contro l’indifferenza e l’immobilismo di fronte alle ingiustizie.

“Abbiamo ripescato una canzone che racconta questo territorio”, ha spiegato Buccioni, sulle note de “La ballata del Bellente”, brano scritto dall’ultimo cantastorie marchigiano, Giuseppe Gasparrini di Appignano, conosciuto come Peppe de Birtina. Con “Fuoco e benzina” e “Ora che scende la notte” la band ha chiuso l’esibizione tra gli applausi scroscianti del pubblico.

La sorpresa finale non poteva che essere un duetto, anzi due, vista la grande richiesta del pubblico che non voleva mettere fine alla splendida serata. “Il prossimo brano è purtroppo legato a vicende che ancora oggi accadono, speriamo davvero che perda d’attualità”, hanno dichiarato i due artisti, Covato e Buccioni, prima di lanciarsi in una intensa versione di “Eppure il vento soffia ancora” di Pierangelo Bertoli, seguita da una appassionata “Bella ciao”.

“Lunaria 2026 si chiude dopo sei tappe di grande successo, per la qualità degli artisti, la bellezza delle location e la partecipazione del pubblico”, ha dichiarato alla fine del concerto il sindaco Emanuele Pepa. “Grazie al lavoro condiviso con Ezio Nannipieri, la rassegna è diventata itinerante, permettendo di valorizzare luoghi e nuovi scorci suggestivi della città”.

L’assessore alla Cultura Ettore Pelati ha aggiunto: “Siamo orgogliosi di aver chiuso Lunaria al Castello di Montefiore, con Covato e XGIOVE, band scelta dagli studenti di Recanati nel Next Gen, un tavolo di confronto con i giovani realizzato dall’assessora alle Politiche sociali Emanuela Pergolesi. È stata una serata ricca di significati, per l’importanza della rassegna, la valorizzazione di questo luogo ritrovato e il coinvolgimento dei giovani, ai quali questa Amministrazione guarda come al futuro della città”.

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