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Cerno scuote Macerata a “Presente liberale”: «Trump un meraviglioso pungolo, chi pensa diverso alimenta la democrazia» (VIDEO)

Cerno scuote Macerata a “Presente liberale”: «Trump un meraviglioso pungolo, chi pensa diverso alimenta la democrazia» (VIDEO)

MACERATA – Controcorrente, provocatorio, fuori dagli schemi. Tommaso Cerno non ha smentito la sua cifra stilistica nemmeno sul palco del Teatro Lauro Rossi, dove oggi, venerdì 17 aprile, è stato protagonista del terzo appuntamento di “Presente liberale”, il Festival nazionale del libero pensiero promosso dal Comune di Macerata e dall'assessorato al Turismo e agli Eventi insieme a LiberiLibri. Dopo i primi incontri con ospiti come Giuseppe Cruciani, Nicola Porro e Gianluigi Paragone, la rassegna conferma la sua vocazione a ospitare voci capaci di rompere gli schemi del dibattito pubblico. Il giornalista, direttore responsabile de il Giornale, ha dialogato con Michele Silenzi, direttore editoriale di LiberiLibri, presentando il suo ultimo libro dal titolo Le ragioni di Giuda. Quando il tradimento ideologico diventa un atto di libertà. Cerno si è confermato una delle voci più controcorrente del panorama giornalistico italiano, portando sul palco un intervento diretto, a tratti spiazzante, ma sempre coerente con la sua idea di libertà di pensiero.

Al centro dell’incontro, dal titolo “Il conflitto tra libertà e conformismo. Le ragioni di Giuda”, proprio il rifiuto dell’omologazione. Un tema che Cerno ha declinato con una lettura provocatoria del “tradimento ideologico”, trasformato da stigma a possibile atto di libertà. Alla domanda su quando il tradimento possa trasformarsi in un atto di libertà, il giornalista ha offerto una lettura controcorrente:: «Quando tutti si sentono Gesù Cristo, quelli che giudicano sono Pilato, e chi dice di essere Giuda, in fondo chi tradisce, magari tradisce tutti questi, ma non il suo pensiero. Essere il Giuda che non ha tradito il proprio pensiero è il modo per alimentare la democrazia».

Una posizione netta, che si è riflessa anche nelle analisi sull’attualità internazionale, proprio nel giorno in cui è stato riaperto lo stretto di Hormuz. Senza mezzi termini ha dichiarato: «Per la centesima volta Trump ha alzato il dibattito in un linguaggio nuovo, che l'Occidente non capisce perché l'Europa è vecchia come il cucco, ferma a Marx, ferma a Nietzsche, parla sempre di queste cose, non capisce il presente, e mentre facevano finta di incontrarsi tutti perché ci dovevano spiegare il mondo, era evidente che gli americani sono l'unico pezzo di Occidente che ancora, pur con tutte le stranezze che ci possono sembrare, cercano di garantire al mondo liberale, al mondo democratico, uno spazio di sopravvivenza, in questa ormai imperante omologazione da una parte cinese dall'altra islamista».

Ampio spazio anche al valore della rassegna “Presente liberale”. «Oggi possiamo guardare la televisione senza volume – ha osservato Cerno – e sapere già cosa dirà qualcuno leggendo da dove proviene: è l’imbarbarimento del dibattito. Non siamo una democrazia che si scontra, ma una democrazia che si conforma». Da qui il ruolo del libero pensiero come elemento di rottura: «Anche quando fa arrabbiare, è il pungolo che serve per restare democratici».

Sulla stessa linea Michele Silenzi, che ha sottolineato il valore culturale dell’iniziativa: «Siamo al settimo incontro di questa rassegna, dopo ospiti come Cruciani, Porro, Capezzone e Borgonovo. Il libro di Cerno è intrigante perché coglie la complessità del rapporto tra tradimento e libertà. Promuovere il libero pensiero oggi è fondamentale, perché senza libertà di parola ed espressione viene meno la base stessa del confronto democratico».

 

 

 

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