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Asculum Festival chiude con quasi 8mila presenze: tre giorni di incontri e grandi ospiti

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Quasi 8.000 partecipanti, venti appuntamenti e tre giornate dedicate alla crescita personale. Si chiude con un bilancio da record l’edizione 2026 di Asculum Festival, che dal 23 al 25 ottobre ha animato Ascoli Piceno richiamando pubblico da tutta Italia. Psicologia, musica, educazione, relazioni e attualità sono stati al centro di un programma che ha coinvolto alcuni nomi di primo piano, da Giorgio Nardone a Stefano Nazzi, da Annalisa Minetti a Claudio Cecchetto.

Promosso dal comune di Ascoli Piceno e organizzato in collaborazione con ROI Group, il festival ha trasformato teatri, piazze e luoghi culturali della città in spazi di incontro e confronto. Il filo conduttore di questa edizione è stato il tema del "Confine", interpretato non come una linea che divide, ma come un luogo di relazione tra fragilità e forza, genitori e figli, fede e dubbio, individuo e comunità. Uno degli elementi più significativi è stata la provenienza del pubblico.

Accanto alla partecipazione locale, il festival ha richiamato visitatori da fuori provincia e da altre regioni, molti dei quali hanno scelto di trascorrere l’intero fine settimana ad Ascoli Piceno per seguire gli incontri. Un risultato che conferma la capacità della manifestazione di attrarre visitatori e valorizzare la città attraverso la cultura, coinvolgendo anche le scuole. Particolarmente partecipato l’appuntamento con Cristina Dell’Acqua dedicato al mito greco, che ha visto la presenza degli studenti del liceo classico cittadino.

Ad aprire il festival è stata Annalisa Minetti, cantautrice e campionessa paralimpica, con una riflessione sul confine tra paura e coraggio. «La fragilità è la forza stessa, ma spesso viene confusa con debolezza, come un limite», ha raccontato, aggiungendo: «Raccontare le mie fragilità come donna, persona, genitore mi ha permesso di essere più forte». Il suo intervento si è concluso con un messaggio diretto: «Amare è la più grande abilità».

Al Teatro Ventidio Basso è stato poi protagonista Claudio Cecchetto, che ha ripercorso la propria carriera di talent scout e alcuni passaggi fondamentali della musica italiana, dalla nascita di Radio Deejay alla scoperta di Jovanotti, Fiorello e degli 883. «C’è qualcosa di me in tutti i talenti che ho scoperto, perché c’è sempre stato uno scambio, si cresce scambiandosi opinioni», ha spiegato. A rendere ancora più coinvolgente l’incontro è stato il Piceno Pop Chorus, con un medley dedicato a Jovanotti e un flash mob tra palco e pubblico, prima del gran finale sulle note di "Gioca Jouer".

Grande partecipazione anche per Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta, che ha affrontato il tema dell’educazione tra protezione e autonomia, regole e libertà, vita reale e mondo digitale. «Potremmo essere scultori dei nostri figli, trattarli come blocchi di marmo da cui scolpire bellissime statue», ha osservato. «Invece dovremmo essere giardinieri: seminare il seme di un figlio nel terreno della vita e poi nutrire quel terreno».

A chiudere il festival è stato l’incontro con lo psicologo e psicoterapeuta Giorgio Nardone e Diego Ingrassia, esperto di competenze emotive. Al centro del confronto le cosiddette psicotrappole e le corazze che spesso le persone continuano a indossare dietro la giustificazione del "sono fatto così". «Ogni giorno ci mettiamo una maschera, a volte neutra perché non vogliamo mostrare le nostre emozioni», ha ricordato Ingrassia. Il programma ha coinvolto numerose altre voci del panorama culturale e scientifico.

Cristina Dell’Acqua ha riletto il tema del confine attraverso le figure di Ulisse, Elettra, Achille e Dioniso, sottolineando che «Confine ha dentro la parola "finis", che significa fine, ma anche la parola "con"». Sveva Sagramola ha approfondito il rapporto tra progresso e responsabilità, attraverso riflessioni sui viaggi, le tradizioni e le culture. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha posto l’attenzione sull’importanza dell’ascolto autentico nelle relazioni umane e nel mondo del lavoro, mentre padre Luca Arzenton ha affrontato il rapporto tra fede e scetticismo.

La psicoterapeuta Luana Di Pietro e il filosofo Bruno Mastroianni hanno esplorato il tema del conflitto, spiegando come "litigare bene" e affrontare le divergenze senza trasformarle in uno scontro. Roberta Cocci Grifoni, docente all’Università di Camerino, e Simone Fermani, fondatore dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, hanno invece tradotto in musica i suoni della città attraverso esperimenti al pianoforte.

Spazio anche alle relazioni e all’identità personale con Marco Columbro, che ha guidato il pubblico alla scoperta dell’amore incondizionato, e con la scrittrice e podcaster Mapi Danna e la psichiatra Emanuela Apicella, che hanno affrontato il bisogno di riconoscimento e i disturbi alimentari, soffermandosi anche sui pregiudizi.Filippo Ongaro, già medico di volo dell’Agenzia Spaziale Europea, ha introdotto il concetto di peakspan, invitando a riflettere sul rapporto con il tempo: «Chiediamo più tempo. Ma sappiamo assaporare appieno quello che già abbiamo?».

Il giornalista Stefano Nazzi ha invece indagato il confine tra informazione e spettacolarizzazione nella cronaca nera, mentre la psichiatra Erica Francesca Poli ha intrecciato neuroscienze e psicologia, arrivando a leggere l’intelligenza artificiale come specchio della nostra psiche.Chiara Franchi, brand advisor e docente di Fashion Marketing e Brand Management, ha infine raccontato il personal branding come espressione di autenticità: «Le persone si ricorderanno di voi per come siete stati capaci di farli stare, di dargli coraggio, di ispirare».

Gli incontri si sono svolti in alcuni dei luoghi simbolo di Ascoli Piceno, dal Teatro Ventidio Basso al Teatro dei Filarmonici, fino alla Pinacoteca comunale. Il festival ha affiancato agli appuntamenti sul palco anche esperienze immersive e momenti di partecipazione diretta. Il secondo e il terzo giorno si sono aperti con due iniziative dedicate allo yoga giapponese e alla biodanza, guidate rispettivamente da Selene Calloni Williams, fondatrice dell’Imaginal Academy, e Chiara Ciabattoni, scrittrice e facilitatrice.

Il coinvolgimento del pubblico ha caratterizzato anche il flash mob del Piceno Pop Chorus, le sperimentazioni sonore al pianoforte di Simone Fermani e gli incontri con Marco Columbro, Erica Francesca Poli e Chiara Franchi. Fabiola Ruggiero, ITMA Tea Trainer per l’Italia e fondatrice di Cose di Tè, ha raccontato il rito del tè giapponese e il principio dell’ichigo ichie, concludendo l’appuntamento con una degustazione guidata. L’edizione 2026 di Asculum Festival è stata promossa dal Comune di Ascoli Piceno, BIM Tronto e Fondazione Marche Cultura, con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti Marche.

La manifestazione ha potuto contare sul sostegno di numerosi sponsor e partner, tra cui Gruppo Gabrielli, Scelgo Full Service, Ancaria Padel e Ciam, oltre a Picena Express, Picena Imballaggi, Fainplast, Gaspari, Giocamondo, Giocamondo Study, TMItalia, Euro 3 Immobiliare e Cantiere Perfetto. ROI Edizioni è stata la libreria ufficiale della manifestazione, mentre Ascoli da Vivere ha collaborato come partner tecnico.Quasi 8.000 presenze in tre giorni rappresentano il risultato di un’edizione che ha portato ad Ascoli Piceno un pubblico proveniente da tutta Italia, intrecciando cultura, riflessione e partecipazione. Un festival che ha fatto del confine non un limite, ma un’occasione per incontrarsi, mettere in discussione le proprie certezze e aprirsi a nuove prospettive.

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