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"Troppe leggi, troppe tasse: il labirinto normativo italiano": l'analisi di Giuseppe Tosoni

"Troppe leggi, troppe tasse: il labirinto normativo italiano": l'analisi di Giuseppe Tosoni

In Italia il problema non è la mancanza di leggi, ma semmai il loro sproporzionato eccesso. Nel corso dei decenni norme, decreti e regolamenti si sono accumulati fino a creare un sistema estremamente complesso, spesso difficile da interpretare anche per gli stessi addetti ai lavori.

"Questo fenomeno è particolarmente evidente nel settore fiscale tributario, dove le regole cambiano spesso e si sovrappongono nel tempo", conferma Giuseppe Tosoni, presidente dell'associazione Tutela Impresa collegata a Casartigiani Nazionale.

I numeri aiutano a capire la dimensione del problema. Secondo la Banca Dati Legislativa Normattiva, oggi sono circa 110mila gli atti normativi ancora in vigore in Italia. Tra questi si contano più di 46mila decreti del Presidente della Repubblica, oltre 33mila regi decreti, circa 14mila leggi, 7.200 decreti luogotenenziali e quasi 1.500 decreti legge.

La cosa più sorprendente è che alcune di queste tipologie di atti appartengono a periodi storici ormai lontani. I regi decreti, ad esempio, risalgono al periodo della monarchia e non vengono più emanati dal 1944. Nell'elenco figurano ancora anche 21 decreti firmati dal capo del governo durante il regime fascista. La loro presenza dimostra quanto sia difficile eliminare davvero le norme obsolete dall’ordinamento.

Nel tempo molte norme si sono sovrapposte, modificate o integrate tra loro, rendendo complicato capire quali e quanti siano effettivamente applicabili. E i 110mila atti censiti rappresentano solo una parte della produzione normativa: restano infatti fuori dal conteggio le leggi regionali, i regolamenti comunali, molte circolari amministrative e anche parte della normativa europea.

La complessità diventa ancora più evidente quando si parla di Fisco. Le norme tributarie sono tra le più instabili: ogni anno la legge di bilancio modifica detrazioni, aliquote e agevolazioni, mentre nuovi decreti intervengono continuamente per correggere o aggiornare le regole. A questo si aggiungono le interpretazioni e le circolari dell’Agenzia delle Entrate, spesso necessarie per chiarire come applicare concretamente le norme.

Secondo diverse analisi istituzionali, tra cui quelle della Corte dei Conti, questa continua stratificazione normativa contribuisce ad aumentare l’incertezza del sistema fiscale e il numero delle controversie tra contribuenti e amministrazione.

"Il motivo di tale anomala situazione è molto chiaro ed evidente - sostiene Giuseppe Tosoni - mediamente ogni anno il Fisco incassa circa 15 miliardi per errori soltanto formali, diconsi formali, dei contribuenti".

 

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