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Svolta sui dazi della pasta italiana negli Usa: taglio delle tariffe antidumping di Trump, cosa comporta

Svolta sui dazi della pasta italiana negli Usa: taglio delle tariffe antidumping di Trump, cosa comporta

La vicenda dei dazi americani sulla pasta italiana ha registrato una svolta rilevante che attenua un rischio inizialmente molto grave per il Made in Italy. Come ricordato dalla Farnesina, sulla base delle comunicazioni ufficiali del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, il 4 settembre 2025 erano stati pubblicati i risultati preliminari dell’indagine antidumping sulle importazioni di pasta straniera, con il coinvolgimento di 13 marchi italiani accusati di pratiche di dumping, ovvero di esportazioni verso gli Stati Uniti a prezzi inferiori a quelli di mercato.

L’ipotesi iniziale prevedeva l’applicazione di un dazio del 91,74%, una percentuale che avrebbe compromesso in modo drastico la competitività della pasta italiana sul mercato americano. Nella fase preliminare dell’indagine, le autorità statunitensi avevano ritenuto insufficiente la cooperazione di due aziende individuate come rispondenti obbligatoriLa Molisana e Garofalo, applicando loro il livello tariffario massimo previsto dalla procedura.

Lo stesso trattamento era stato esteso anche agli altri undici produttori coinvolti, tra cui Barilla. Le imprese interessate hanno però respinto le accuse, sostenendo di aver sempre collaborato pienamente. Il Governo italiano ha fatto proprie queste argomentazioni, presentando una memoria difensiva tramite l’Ambasciata a Washington, affiancata da un intervento analogo della Commissione Europea.

Successivamente le aziende hanno fornito documentazione supplementare al Department of Commerce, consentendo nuovi approfondimenti. I tempi dell'indagine si sono nel frattempo allungati anche a causa della sospensione provvisoria dell'amministrazione Usa legata al cosiddetto shutdown, che ha fatto slittare la conclusione al marzo 2026, poi fissata all’11 marzo.

Alla luce delle verifiche svolte, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha comunicato in anticipo alcune valutazioni che riducono in modo significativo i dazi provvisori annunciati a settembre. Le aliquote sono state riviste dal 91,74% al 2,26% per La Molisana, al 13,98% per Garofalo e al 9,09% per gli altri undici produttori non campionati. Questi valori si aggiungono al 15% di dazi orizzontali concordati a fine luglio 2025 tra Usa e Unione Europea per la generalità dei prodotti europei.

Le aziende hanno ora la facoltà di presentare ulteriori osservazioni, mentre l'efficacia delle misure resta sospesa fino alla conclusione definitiva dell’indagine. La riduzione delle aliquote rappresenta un segnale positivo per un comparto che negli Stati Uniti trova il primo mercato extraeuropeo, con un export che supera i 670 milioni di euro, evitando un impatto che avrebbe potuto superare il 100% di carico tariffario complessivo.

Nelle Marche questa notizia ha un peso particolare, perché il mercato americano incide in modo significativo sull’equilibrio della filiera regionale della pasta. Quando gli Stati Uniti introducono barriere commerciali, l’export rallenta, gli ordini si bloccano e le imprese rinviano investimenti e assunzioni, con effetti che vanno oltre i singoli marchi coinvolti nell’indagine.

In una regione dove operano realtà come Pasta di Camerino, i pastifici di Campofilone e la cooperativa Girolomoni nel Pesarese, che riunisce più di 450 aziende agricole e produttive, l’incertezza sui dazi crea instabilità prospettica e frena la crescita. I dati mostrano come l’export marchigiano di pasta secca verso gli Stati Uniti, pari a 2,6 milioni di euro nel 2024, abbia subito un rallentamento nel 2025, confermando quanto il clima politico-commerciale influenzi direttamente occupazione, investimenti e strategie industriali.

La revisione al ribasso dei dazi offre quindi una boccata d’ossigeno, ma il settore resta in attesa della decisione finale, consapevole che dal dialogo tra istituzioni dipendono le prospettive future di una parte importante del Made in Italy regionale.

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