Ancora un passaggio televisivo nazionale per Recanati. Ad accendere i riflettori sulla città della poesia e del bel canto questa volta è stata "La vita in diretta", lo storico programma di Rai1 di attualità, cronaca e grandi eventi in tempo reale condotto da Marco Liorni e Cristina Parodi.
Il servizio ha presentato i luoghi più rappresentativi della città partendo da piazza Giacomo Leopardi e spostandosi poi al Teatro Persiani con l'omaggio a Beniamino Gigli, il Colle dell'Infinito e la casa del grande poeta con le immagini del film "Il giovane favoloso" che nel 2014 si è accaparrato numerosi riconoscimenti tra cui le quattro statuette al David di Donatello, il Globo d'Oro e il Nastro d'Argento partecipando a prestigiosi festival del cinema, da quello di Venezia a quello del Mediterraneo.
La finestra su Recanati, che è stata curata dalla giornalista Camilla Nata, si è arricchita con interviste e focus sulle eccellenze dell'artigianato locale con le pipe Moretti e gli organetti Castagnari. Il servizio, che è andato in onda lo scorso venerdì, rientra nella campagna “viaggio nel cuore dell’Italia” dedicata alle aree interessate dal terremoto. Un itinerario nei luoghi della bellezza, nei bei borghi del centro Italia per illuminare gli eventi, i percorsi e le esperienze turistiche delle aree colpite dal sisma e sostenere la ripresa dell’ospitalità turistica e il rilancio dell’indotto. La campagna è realizzata da #Rai in collaborazione con il Commissario Straordinario per la Ricostruzione Vasco Errani.
Il servizio è visibile sul sito del Comune o in quello della Rai al linkhttp://www.raiplay.it/video/2017/04/La-vita-in-diretta-0a80a067-b118-49a2-88a4-d24149228f9e.html(la parte relativa a Recanati parte da 1 ora e 7 minuti).
Partiranno nel corso dell'anno a L'Avana i test clinici sull'Heberferon, un farmaco contro il cancinoma renale, da parte del Centro di ingegneria genetica e biotecnologia (CIGB con il suo acronimo spagnolo), che lo ha sviluppato. Il dottor Iraldo Bello, il ricercatore che ha guidato l'equipe medica, ha annunciato che i primi test riguarderanno circa 300 pazienti che soffrono di cancro ai reni. Bello ha detto che questa formulazione, una combinazione sinergica di ricombinante umano alfa-2b e gli interferoni di gamma, è stata applicata con buoni risultati contro il carcinoma delle cellule basali, il più frequente tumore della pelle. Egli ha aggiunto che quest'anno condurranno anche una sperimentazione clinica con l'Heberferon in pazienti con tumori cerebrali maligni.
Gli studi preclinici e altre ricerche pilota sugli esseri umani mostrano che i risultati con questo prodotto, unico nel suo genere nel mondo, possono essere molto promettenti in queste due indicazioni, ha detto l'esperto. Il CIGB e il gruppo di controllo nazionale sul cancro sviluppano laboratori a cui partecipano oncologi, patologi e altri specialisti per istruire i medici circa l'uso del farmaco, che è già stato applicato a 800 pazienti cubani con carcinoma delle cellule basali. Bello ha speso più di 20 anni nella ricerca di questo prodotto, che ha suscitato interesse in diversi paesi.
La dottoressa Olaine Gray, coordinatore nazionale della forza lavoro speciale contro il cancro della pelle, ha detto che negli ultimi decenni il cancro della pelle è aumentato nel mondo ed è tra la prime cause d'incidenza di questa malattia maligna. La specialista ha ricordato che la causa scatenante del cancro alla pelle è l'eccesso di esposizione alla luce solare, in particolare alla radiazione ultravioletta.
Dalle 22 di oggi, lunedì, e per 24 ore, sulle autostrade italiane scatta uno sciopero dei casellanti, che potrebbe provocare parecchi disagi al traffico. Diverse porte manuali resteranno chiuse per l’assenza degli esattori, mentre il pagamento del pedaggio sarà possibile solo attraverso le casse automatiche.
I servizi di assistenza al cliente e il funzionamento degli impianti per il pagamento del pedaggio dovuto per legge, spiega Giovanni D’Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", saranno comunque garantiti con intervento di personale della Viabilità di Autostrade per l’Italia.
Di nuovo la Cassazione decreta l’obbligo per un genitore di mantenere i figli. Anche se i pargoli sono ormai adulti, anche se hanno passato il quarto di secolo. Lo sa bene un'anziana donna che ha visto confermata anche in Cassazione la propria condanna a versare in favore del figlio ultracinquantenne 300 euro al mese a titolo di assegno alimentare.
Gli ermellini con la sentenza numero 9415/2017 hanno posto fine a una controversia giudiziaria durata oltre venti anni, all'esito della quale ad avere la meglio è stato il figlio, maturo ma disoccupato, nonostante abbia quasi completato il percorso di studi per ottenere la laurea in giurisprudenza e si sia diplomato in violino in conservatorio. Le motivazioni alla base del riconoscimento del diritto dell'uomo ad ottenere gli alimenti dall'anziana madre si leggono chiaramente nella sentenza di appello, nella quale il giudice del merito ha ritenuto raggiunta la prova della sussistenza del presupposto della prestazione alimentare considerando la sua situazione di bisogno e le infruttuose: disponibilità a tenere lezioni di violino e svolgere attività di attacchinaggio, iscrizione all'ufficio di collocamento, richiesta di essere richiamato a svolgere il servizio militare, partecipazione a un concorso pubblico bandito dal Ministero della Giustizia. In corso di causa, inoltre, è emerso che la condizione soggettiva dell'uomo è gravemente compromessa dall'essere egli affetto da seri problemi psicologici e relazionali. Alla luce di queste e altre circostanze, pacifiche e comprovate, e ritenuti infondati tutti e quattro i motivi proposti dalla mamma in Cassazione per la riforma della sua condanna, la donna deve ora rassegnarsi a pagare e a continuare, quindi, a mantenere il figlio nonostante la sua età avanzata.
Gli addetti ai lavori spiegano che è una sentenza della Cassazione del 2007 ad aver fatto scuola: «l'obbligo dei genitori di concorrere tra loro, secondo le regole dell'art.148 c.c. al mantenimento dei figli non cessa automaticamente con il raggiungimento della maggiore età, ma perdura immutato finché il genitore interessato non provi che il figlio ha raggiunto l'indipendenza economica (o sia stato avviato ad attività lavorativa con concreta prospettiva di indipendenza economica), ovvero finché non sia provato che il figlio stesso, posto nelle concrete condizioni per poter addivenire all'autosufficienza, non ne abbia, poi, tratto profitto per sua colpa…» (Cassazione civile , sez. I, 11 gennaio 2007 , n. 407). Questa abitudine molto italiana vizia il mercato del lavoro con enormi danni per la collettività: perchè quei giovani che si sentiranno sempre le spalle coperte potranno continuare ad accettare stage gratuiti o con rimborsi spese indignitosi, o cocopro sottopagati, tranquilli e certi che tanto la "differenza" ce la metteranno mamma e papà. Andando quindi a "dopare" il mercato. Il grande assente, in questo frangente, è lo Stato. Un welfare state degno di questo nome, con aiuti alle giovani coppie, affitti a prezzo agevolato, ammortizzatori sociali per non essere costretti a correre da mamma e papà tra un contratto a progetto e l’altro, sarebbero un sostegno ben più sano, per i giovani, di quello delle famiglie d’origine.
Attenti al mascara cancerogeno! Ormai da tempo come presidente dello “Sportello dei Diritti”, Giovanni D’AGATA, si occupa di segnalare le più recenti ricerche sul tema della salute al fine di poter stimolare gli istituti preposti ai controlli per interventi a garanzia e protezione del benessere dei cittadini. Non da ultimo, vale la pena porre all’attenzione della cittadinanza e delle suddette Autorità nazionali ed europee, le recenti indagini sugli effetti derivati dalla nitrosammina, che si trovano nei cosmetici degli occhi, sostanza dichiarata cancerogena per l’uomo dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC).
In particolare, un'analisi condotta dall’Associazione dei chimici cantonali svizzeri ha permesso di trovare sostanze cancerogene come la nitrosammina in 15 cosmetici per gli occhi, mascara ed eyeliner: su 184 prodotti ben 15 (8%) non sono risultati conformi e per 11 di loro (6%) è stato decretato il divieto di vendita. "Tutto ciò che attualmente è sul mercato è sicuro, garantisce però il dottor Marco Jermini, chimico cantonale del Ticino, perché parte dei campioni trovati positivi sono già stati sostituiti o ritirati dal produttore"."I prodotti non conformi riguardano singoli lotti, precisa Jermini e non marche specifiche, nel senso che la contaminazione è imputabile a procedure sbagliate nei processi di produzione o di stoccaggio. Per questo raccomandiamo sempre ai produttori di prevedere date di scadenza".
Altro primato italiano di cui andare fieri: il Bel Paese è il primo in Europa per apparecchiature per la rilevazione del superamento dei limiti di velocità sulle strade. Con più di 7,043 radar fissi e mobili sulle autostrade, l'Italia è uno dei paesi con il più alto numero totale di radar. Seguono Francia e Spagna che hanno rispettivamente 3.324 e 1.800 dispositivi di controllo di velocità. Al polo opposto troviamo paesi come la Polonia, con 1.059 autovelox o Belgio, 1,034. Tuttavia secondo la piattaforma di servizio informazioni del traffico Coyote, la Spagna è uno dei paesi europei con il più alto numero di radar, se prendiamo in considerazione i chilometri di strada. Secondo questi dati, la Spagna è il secondo paese europeo con più radar per chilometro, seconda solo all'Italia. In Italia il numero ammonta a 1,5 radar ogni 100 chilometri. Inoltre, Spagna e Italia sono gli unici paesi che hanno aree di priorità residenziale (APR).
Questi dati trovano conferma anche nel numero di sanzioni. Infatti, l’incremento delle multe in Italia ha segnato un bel +956%. Recenti statistiche condotte da associazioni, hanno infatti elaborato i dati forniti delle polizie locali e stradali dei singoli stati del'Ue, arrivando alla spiacevole conclusione che il nostro paese è in assoluto quello in cui il numero delle sanzioni è maggiormente aumentato. In particolare, i risultati degli studi parlano di un incremento delle multe nell’ultimo triennio del 976% nel Nord Est, del 971% nel Centro, del 926% nel Nord Ovest, del 921% nel Sud e del 896% nelle Isole. Giusto per farsi un’idea del fenomeno, basta considerare questo: in città come Milano e Napoli, ogni 10 minuti viene elevata una multa.
Autovelox nascosti o, nella migliore delle ipotesi, mal segnalati e cartelli stradali indicanti limiti e divieti praticamente invisibili, denuncia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, sono infatti responsabili della maggior parte delle sanzioni e, conseguentemente, degli infiniti ricorsi. Sarcasmo a parte, il problema non è di poco conto, autovelox trappola e limiti spesso e volentieri mal segnalati o per nulla segnalati portano a un’infinità di ricorsi. Quest’ultimi, ecco il bello, risultano per giunta essere sempre più dispendiosi, faticosi e incerti: appellarsi al giudice di pace richiede un esborso di 43 euro (contributo unificato), nonché di un bel carico di affanni per districarsi nella famosa burocrazia italiana e che spesso e volentieri, in molti potrebbero confermarlo, non sono nemmeno minimamente in grado di assicurare alcuna esenzione dal pagamento della multa. Insomma, tutto sembra portare in un'unica direzione: fare cassa.
Guidava ubriaco con un tasso di alcol di 2.55 nel sangue e scappando alla Polizia, che lo ha inseguito in tutta la città, ha poi tentato di investire un agente colpendolo alle gambe: un prete di 43 anni di origini congolesi è stato così arrestato.
E successo a Ferrara la notte scorsa, quando attorno all'1.10 era stata vista in città un'auto sfrecciare a tutta velocità, una Volkswagen Lupo che poi, intercettata, cercava disperatamente di scappare dalle auto della Polizia lanciate all'inseguimento. Quanto sono riusciti a fermare l' uomo gli agenti sono scesi dalle vetture per controllarlo ma il prete è ripartito investendo un poliziotto, colpito alle gambe. Il parroco non ha nemmeno cercato di giustificarsi, considerato il suo stato di ebbrezza. Gli sono stati contestati i reati di lesioni al poliziotto, resistenza, danneggiamento aggravato ed, ovviamente, la guida in stato di ebbrezza. Con relativi sequestro patente e confisca dell'auto.
il processo per direttissima è stato rinviato dal giudice Carlo Negri per consentire al legale di don Mukunda, Barbara Grandi, di preparare adeguatamente la difesa dell’assistito. Il prete, che risulta incensurato, è stato rilasciato con obbligo di firma in questura, l’arresto è stato convalidato perché è stata riconosciuta la pericolosità dell’atteggiamento tenuto dal conducente
In questa settimana la segnalazione diffusa dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi (Rasff) inviata dal Ministero della salute italiano, comprende Listeria in salmone affumicato affettato confezionato sottovuoto e refrigerato dal Regno Unito. Nello specifico si tratta del lotto 2017.0410 di cui non è indicata la scadenza minima. L'informativa sul prodotto diffuso in Italia implica un intervento urgente in quanto si tratta di decisione catalogata "rischio grave".
Dalla relazione emerge che l'avviso è stato lanciato in data 31/03/2017 a seguito di controllo nazionale catalogato in data 22/03/2017 che ha fatto scattare una nuova segnalazione di allerta da parte del Ministero della salute per cui sono state adottate tempestivamente le opportune misure di salvaguardia comunicandole a tutti i membri del network di RASFF.
Pertanto Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione ormai punto di riferimento per la sicurezza alimentare in Italia, consiglia alle ditte di prodotti ittici e ai titolari delle rivendite all’ingrosso di prodotti alimentari di bloccare la vendita di questo lotto. Il reato previsto è quello di commercializzazione di alimenti non conformi alla normativa vigente punito con una ammenda di 2580,00 euro. La segnalazione diffusa dal Sistema rapido di allerta europeo, classificata come decisione di rischio grave, è stata inviata dal Ministero della salute italiano ma non pubblicata sul sito del nuovo portale dedicato alle allerte alimentari.
L' Oms ha lanciato l’allarme: la depressione è il vero male del ventunesimo secolo. Nel mondo colpisce più di 300 milioni di persone, una cifra aumentata del 18% tra il 2005 e il 2015. E a questo tema l'agenzia speciale dell'ONU per la salute ha dedicato il 'World Health Day' che si celebra il 7 aprile, anniversario dell'istituzione dell'organizzazione. Persino nei Paesi ad alto reddito, sottolinea l'Oms, il 50% di chi soffre di depressione non accede ai trattamenti, e in media solo il 3% del budget sanitario è impiegato in questi problemi, una cifra che è meno dell'1% nei Paesi poveri, ma non supera il 5% in quelli ricchi.
L'inattività in questo campo costa al mondo mille miliardi di dollari l'anno, mentre un dollaro speso per mitigare il problema ne rende 4 in termini di maggiore produttività e migliore salute. Il primo passo da fare, spiega l'organizzazione, è far uscire allo scoperto chi soffre di patologie mentali, che spesso tende a nasconderle. "Lo stigma continuo associato alle malattie mentali è la ragione per cui abbiamo chiamato la nostra campagna 'let's talk' - spiega Shekhar Saxena, direttore del dipartimento di Salute Mentale dell'Oms -. Per qualcuno che convive con la depressione, parlare con una persona di cui si fida è spesso il primo passo verso la terapia e la guarigione".Dal punto di vista della salute, sottolinea il materiale pubblicato per la campagna, la depressione è anche un fattore scatenante per altri problemi e condizioni mediche. Aumenta il rischio di abuso di sostanze e di malattie come il diabete. "È vero anche l'opposto - si legge -: le persone che hanno queste malattie sono a più alto rischio di depressione".
In fatto di misure per frenare o ridurre il consumo di tabacco, l'Italia brilla nel confronto europeo e si piazza quasi vicino la vetta della classifica: al 13° rango di 35 Paesi presi in considerazione. Rispetto al 2013 l'Italia ha addirittura guadagnato due posizioni. Come risulta dalla speciale classifica UE dei paesi che contro il fumo, fanno di più e meglio svettano, quelle delle politiche del Sud e dell’Est.
Nello specifico,dal rapporto "The Tobacco Control Scale 2016 in Europe", divulgato oggi e realizzato dall’Associazione delle leghe europee contro il cancro, sorprendono, in particolare, le straordinarie e sorprendenti performance non solo di Italia, Spagna e Portogallo, ma anche di stati abituati a essere sempre gli ultimi della classe. Come la Romania che, grazie alla recente introduzione del no smoking nei locali pubblici, è passata dal 19° posto del 2013 al 7° di quest’anno.
Per gli autori del report nel giro di poco tempo anche le nazioni più recalcitranti si adegueranno agli standard anti-nicotina di quelle che occupano i primi posti. Grazie all’applicazione in tutti gli Stati Membri della recente direttiva europea che ha detto stop alla vendita dei pacchetti da 10 sigarette e all’uso di additivi che la rendono più “gustosa”, come caffeina, vitamine, coloranti delle emissioni, o sostanze che facilitino l’inalazione o l’assorbimento di nicotina. Per una volta la maglia nera spetta, invece, a Germania, Austria e Lussemburgo.
L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), ha disposto ha disposto l’immediato divieto di utilizzo, su tutto il territorio nazionale, del lotto n. 08507P scad. 31/7/2019 della specialità medicinale GENTAMICINA SOLFATO*10F 80MG/2 – AIC 031423066 della Società Fisiopharma Srl.
Il provvedimento, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si è reso necessario a seguito della segnalazione di decesso inserita nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza e, pertanto, a tutela della salute pubblica ed in attesa dei risultati delle analisi dell’Istituto Superiore di Sanità, l’Aifa ha disposto il divieto d’uso del suddetto lotto. Il farmaco Gentamicina Solfato è un farmaco di classe H, Il principio attivo del Gentamicina Solfato è Gentamicina E' utilizzato per il trattamento di Infezioni da germi sensibili alla gentamicina:
– Forme pleuro–polmonari: bronchiti, broncopolmoniti, polmonite franca–lobare, pleuriti, empiemi.
– Infezioni urinarie acute e croniche: cistiti, pieliti, cistopieliti, pielonefriti, calcolosi infette (del bacinetto, dell’uretere, della vescica), uretriti, prostatiti, vescicoliti.
– Stati settici: batteriemie, setticemie, setticopiemie, sepsi neonatali.
– Infezioni del sistema nervoso: meningiti, meningoencefaliti, ecc.
– Infezioni chirurgiche: ascessi, flemmoni, osteomieliti, infezioni traumatiche.
– Infezioni otorinolaringoiatriche: otiti medie purulente, sinusiti, mastoiditi, tonsilliti, faringotonsilliti.
– Infezioni ostetrico–ginecologiche: aborto settico, metriti, parametriti, salpingiti, salpingo–ovariti, pelvi–peritoniti, mastiti, ecc.
– Ustioni: infezioni insorte nelle gravi ustioni e nei trapianti cutanei, eventualmente in associazione alla forma topica.
La ditta Fisiopharma dovrà assicurare l’immediata comunicazione del divieto di utilizzo nel più breve tempo possibile e comunque entro 48 ore dalla ricezione del provvedimento ministeriale.
Niente accattonaggio molesto o richiesta di elemosina davanti a chiese, ospedali e scuole a Pesaro. Il Consiglio comunale ha approvato un'integrazione al Regolamento di Polizia urbana per ''garantire una maggiore sicurezza e fruibilità delle aree pubbliche e il rispetto delle condizioni di dignità e decoro dei luoghi pubblici di particolare pregio o valore sociale''. La delibera è passata con 22 voti favorevoli e 8 astensioni, fra cui quelle di tre consiglieri Pd. Il nuovo regolamento vieta forme di accattonaggio ''molesto invasivo (la richiesta insistente e petulante di denaro) e/o con impiego di minori, anziani, disabili oppure simulando disabilità''.
Non si può chiedere l'elemosina nelle aree dove si svolgono i mercati, di fronte ad attività commerciali, nei cimiteri, davanti agli ospedali. alle scuole, alle chiese, e nelle principali piazze e corsi. Vietato anche segnalare in cambio di soldi i posteggi liberi o offrirsi di portare i carrelli della spesa. Le sanzioni fra i 25 euro e i 500 euro. (Ansa)
L'alta corte di Abuja, capitale della Nigeria, ha aperto un fascicolo per corruzione che coinvolge la Shell e alcuni funzionari della filiale Agip dell'Eni per la vendita per oltre 1,1 miliardi di dollari di uno dei più ricchi blocchi dell'Africa. Secondo l'accusa le società avrebbero pagato 800 milioni agli ex ministri del petrolio, Dan Etete, e della giustizia, Mohammed Bello Adoke, e al businessman Aliyu Abubakar per la licenza Opl 245, mentre al governo nigeriano sarebbero andati solo 210 milioni di dollari.
Le compagnie petrolifere si sono dichiarate innocenti, spiegando che il pagamento è stato effettuato su un conto del governo nigeriano. Nello specifico, secondo varie fonti locali che citano documenti giudiziari, la Economic and Financial Crimes Commission (EFCC) ha denunciato 11 persone di “official corruption”.
Chi oggi tra i giovani sopra i 12 anni non ha uno smartphone in Italia? Solo qualche mosca bianca, perché ormai il telefonino iperconnesso è divenuto un accessorio imprescindibile al pari di un paio di scarpe o di un qualsiasi indumento e tutti coloro che ne possiedono uno, utilizzano indistintamente i social network. Basti pensare che una recente statistica ha evidenziato che gli adolescenti nostrani, navighino in media 2 ore e mezza al giorno e 3 ore e 40 minuti nei fine settimana. Ciò al netto delle ore passate a scuola e quelle di sonno. Da questi impietosi numeri, discendono però dei fenomeni che stanno aumentando proporzionalmente con l’abbassamento dell’età dei fruitori delle reti sociali e degli strumenti tecnologici che ci consentono di stare sul web o condividere i nostri status.
Il primo dei problemi è la carenza di consapevolezza, intesa proprio come capacità di comprendere che con il loro comportamento possono compiere atti offensivi o addirittura criminali. Reati come, l’ormai noto “sexting” - ovvero la condivisione di autoritratti fotografici sessualmente espliciti - e il cyber bullismo, sono in aumento anno dopo anno. Una tendenza rilevata in tutta Europa, con le magistrature dei minorenni sempre più impegnate a perseguire un numero crescente di ragazzi e ragazze per questo tipo di infrazioni. Crimini sottovalutati, spesso anche dalle famiglie, ma che possono avere ripercussioni gravi, anche per chi ne è vittima, specie a livello psicofisico e per le conseguenze nella vita futura.
La casa automobilistica tedesca Daimler ha avviato un richiamo volontario in tutto il mondo per un difetto che potrebbe provocare principi di incendio. Sono coinvolte 1 milione di auto prodotte tra il 2015 e il 2017: Mercedes classe A, B, C ed E-class ed alcuni tipi di SUV. Secondo gli esperti ci sarebbero potenziali rischi di surriscaldamento e incendio al momento dell'accensione del motore. Secondo un portavoce della società l’intervento previsto nelle officine della casa tedesca sarebbe della durata di un'ora. Daimler ha comunque tenuto a precisare che finora non sono giunte notizie di incidenti imputabili alla presenza di questi difetti.
Pur non essendoci stati incidenti, segnala Giovanni D'Agata presidente dello Sportello dei Diritti”, è consigliabile che i proprietari di queste auto prestino la massima attenzione e che si rivolgano subito alle autofficine autorizzate o ai Concessionari Daimler Italia nel caso in cui la propria autovettura corrisponda ai lotti in questione. Al singolo proprietario, infatti, non costa nulla tale tipo di verifica e nel caso in cui la propria autovettura sia oggetto del richiamo, l’intervento previsto è a totale carico della casa automobilistica che dovrebbe fornire anche un’autovettura sostitutiva per il periodo necessario alla manutenzione straordinaria.
Nuovo allarme del ministero della Salute: è stato ordinato il ritiro di un set di sei coltelli da carne per il rischio di cessione di cromo in quantità superiore a quanto previsto per legge. L’avviso di richiamo cautelativo per risultato non conforme al DM. 21/03/1973 e s.m.i. per quanto riguarda il livello di migrazione specifica del cromo, è stato pubblicato sul sito del nuovo portale dedicato alle allerta alimentari del Ministero della salute. I coltelli sono di origine cinese e sono stati importati e distribuiti dall’azienda ILSA srl e prodotto da Yangjlang Ditlantai Industrial & Trading Co. Ltd.
Nello specicifico si tratta dell'articolo 2250B - Blister 6 pezzi coltello bistecca con lama dentata lotto 160127. Il sistema di allerta italiano purtroppo non prevede la diffusione della lista dei punti vendita. Secondo le nostre informazioni l’azienda ha ritirato il set di coltelli da molti negozi presenti in tutte le regioni. Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, consiglia per i consumatori a restituire i coltelli bistecca, articolo 2250B con numero di lotto 160127, al rivenditore da cui è stato acquistato. Per i rivenditori: sospendere la vendita del coltello richiamato e tenerlo a disposizione della Ilsa per il ritiro.
Marco Cappato, tesoriere dell'associazone Luca Coscioni, che lotta per la promozione della libertà di cura e di ricerca scientifica, ha annunciato stamattina su Twitter: "Fabo è morto alle 11.40. Ha scelto di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo". Il politico italiano, leader dei Radicali, ha accompagnato Fabiano Antoniani (in arte dj Fabo) in Svizzera, in una clinica zurighese, per consentirgli di usufruire del suicidio assistito.
L’ultimo messaggio del dj 39enne, rimasto cieco e tetraplegico dopo un grave incidente stradale, era partito poche ore prima dalla clinica dove era arrivato per ricevere l'assistenza medica alla morte volontaria. Un viaggio dovuto all'impossibilità di fare questa scelta a casa sua, in Italia, dove la pratica è vietata. "Sono finalmente arrivato in Svizzera - dice Fabo in un messaggio audio diffuso dall’associazione Coscioni e riportato su La Stampa - e ci sono arrivato, purtroppo, con le mie forze e non con l’aiuto del mio Stato. Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore, di dolore, di dolore. Questa persona si chiama Marco Cappato e lo ringrazierò fino alla morte. Grazie Marco. Grazie mille".
Al di là del pensiero di ciascuno di noi, su di un tema così delicato, ciò che però emerge nel nostro Paese è che l’Italia è sempre in ritardo anche sui temi etici e non c’è ancora una legge che regola la fine della vita. È evidente, quindi, da parte di larghe fasce della politica nazionale il volersi sottrarre dalla discussione su temi etici fondamentali che riguardano l’esistenza e la sofferenza di centinaia di migliaia di cittadini.