Aggiornato alle: 20:31 Martedì, 18 Giugno 2019 poche nuvole (MC)
Cultura Montefano

Premio Ghergo, Sgarbi saluta Montefano (FOTO)

Premio Ghergo, Sgarbi saluta Montefano (FOTO)

La fotografia come mezzo espressivo e di comunicazione, passando dalle foto oniriche scattate con uno smartphone dalla giovane Luna Simoncini alla bellezza intrappolata da Giovanni Gastel, fotografo di moda noto in tutto il mondo, firma di Vogue Italia e nipote di Luchino Visconti. È questo il tema della quarta edizione del Premio fotografico Arturo Ghergo, in memoria del fotografo montefanese che negli anni ’30 si stabilì a Roma e divenne il «fotografo delle dive» e della Roma bene dell’epoca (tra i suoi scatti, Ingrid Bergman, Sophia Loren, Alida Valli, e ancora Papa Pio XII, Luigi Einaudi, Vittorio Gassman e tanti altri). La mostra con le opere dei premiati, ospitata allo Spazio Ghergo di Montefano, rimarrà aperta fino al 15 luglio 2019.

Questo pomeriggio la premiazione al teatro La Rondinella di Montefano, un’iniziativa che riscuote di anno in anno sempre più successo, e che ha visto la presenza di Sabrina Colle come madrina del premio, e di Maurizio Galimberti e Piero Gemelli come ospiti speciali (i due fotografi sono stati premiati nelle edizioni precedenti). Quest’anno Sabrina è venuta accompagnata dal compagno Vittorio Sgarbi, che è ripartito per Trieste prima della premiazione ma ha lasciato un audiomessaggio che è poi stato trasmesso durante la premiazione.

"Mi trovo a Montefano, luogo che frequento da anni. Gastel ha vinto “immeritatamente” – ha scherzato Sgarbi – è un vecchio amico, un grande fotografo e un uomo raffinato. Siamo qui per ricordare Arturo Ghergo nel luogo dove è nato, nel giorno in cui Montefano è Venezia, si sostituisce alla sua nota biennale, rendendo Venezia solo una periferia di Montefano", ha concluso sempre scherzando il critico d’arte.

"Chi vuole fare delle opere artistiche e creative – ha confidato Giovanni Gastel – deve lavorare su ciò che lo rende diverso. Lavorare sulla propria differenza deve diventare il proprio metodo. Quando si producono opere simili a quelle di tutti gli altri sei sostenuto dalla massa, quando cerchi di allontanartene scopri che c’è un prezzo da pagare. Ma è l’unico modo per fare un’opera diversa. Certamente la fotografia oggi è tornata alla ribalta: ogni giorno vengono scattate tre miliardi e mezzo di foto, ma questa è diventata una lingua. Si scatta una foto per comunicare, per dire che siamo stati in un determinato posto, che abbiamo mangiato quel piatto, che abbiamo visto nostra cugina, ha un uso quasi lessicale. Per noi fotografi invece il senso con il reale è pochissimo, dobbiamo creare un mondo parallelo da raffigurare che rispecchi il nostro universo, personale e intimo".

"Credo sia importantissimo valorizzare i giovani marchigiani – ha spiegato Luna Simoncini – perché nella nostra regione c’è una grande passione per la fotografia, e abbiamo dato i natali a grandi nomi. È anche bello che il premio coinvolga grandi autori e li porti qui, anche grazie a tutti i diversi appuntamenti collaterali. Certamente è un’iniziativa da cui esco stimolata dal punto di vista umano e professionale, è stato d’impatto ritrovarsi al cospetto di alcuni autori che hanno fatto la storia della fotografia in Italia".

"Siamo arrivati alla quarta edizione – ha spiegato Denis Curti, direttore artistico – questa è una manifestazione che continua ad avere una storia, e la continuità è un valore nel mondo della cultura. Il fatto che in una realtà piccola come Montefano, con queste dimensioni, siamo riusciti a ottenere questi risultati e questi nomi così importanti, è significativo della validità di questo progetto".

"Dall’inizio ho capito che questa manifestazione era una cosa grande – ha raccontato Cristina Ghergo, figlia di Arturo e fotografa professionista – ma come tutte le cose grandi c’era la possibilità che venisse abortita immediatamente. Invece qui continuano ad avvicendarsi grandi nomi del mondo della fotografia, per un’iniziativa che così privata, così sofisticata, sta diventando invece sempre più pubblica, e attira tanti giovani talenti marchigiani, perché la fotografia deve continuare e rinnovarsi".

"L’Unicam sta vivendo un periodo molto brutto – è il parere di Graziano Leoni, pro rettore vicario Unicam, tra i partner del premio –, un momento di resilienza dopo il sisma, ma se l’università ha un futuro dipende anche da ciò che ha fatto per favorire la circolazione della cultura. La nostra è un’università a vocazione per lo più scientifica, ma a livello umano scienza e arte sono sempre andate avanti a braccetto, si sono contaminate nei secoli".

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