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Cultura Ancona

Dalle Grotte di Frasassi al Festival: la scrittrice Claudia Casadei porta il fantasy a Casa Sanremo

Dalle Grotte di Frasassi al Festival: la scrittrice Claudia Casadei porta il fantasy a Casa Sanremo
Avventurosa. Visionaria. Resiliente. Questi gli aggettivi scelti dall'anconetana Claudia Casadei per definire la sua opera omnia. È un'eccellenza marchigiana quella selezionata da Casa Sanremo per il salone letterario che si terrà nella cittadina ligure nello stesso periodo del famoso Festival musicale: due eventi pensati per celebrare, simultaneamente, due delle forme d'arte più rappresentative del nostro paese, letteratura e musica. 
Classe 1964, Claudia Casadei ha sempre lavorato a contatto con i più piccoli, dall'insegnamento nella scuola primaria, alla fondazione de "La Scatola Magica", primo centro multidisciplinare per bambini, fino all'ambito del viaggio "tailor made". Creatività e fantasia hanno sempre fatto parte del suo bagaglio interiore, un po' per inclinazione personale, un po' per deformazione professionale. Ed è proprio con i suoi ragazzi che la Casadei ha iniziato a ricevere i primi riconoscimenti. 
"La scrittura - ha iniziato a spiegare l'autrice - rappresenta per me una fonte di evasione, uno strumento per fuggire dalla routine di tutti i giorni. La fantasia è il mio pane quotidiano: da che ricordi, ho sempre scritto storie. I miei modelli di riferimento sono C.S. Lewis e Tolkien, che sono proprio i pilastri del fantasy, ma il mio autore del cuore è Terry Brooks".
 
Ed è proprio il genere meno rappresentato in Italia, il fantasy, ad aver aperto alla Casadei le porte dell'editoria: il suo primo romanzo, "Ma.Ik - Iridi di fuoco", viene dato alle stampe nel 2018. Seguiranno altri due libri ambientati nello stesso universo ("Ma.Ik - La Caccia è Aperta" e "Ma.Ik - Gli Eredi dell'Universo"), in una trilogia che vede come protagonisti cinque giovani marchigiani alle prese con la possibile fine dell'umanità e con un malvagio distruttore di mondi.
Il legame con la propria terra è ciò che spinge l'autrice ad ambientare I'inizio della saga proprio in uno dei luoghi più iconici della nostra regione, nelle Grotte di Frasassi: "Il mio rapporto con le Marche è strettissimo, soprattutto per via della mia attività nel settore turistico: è un territorio che sento mio, che mi appartiene. Nella trilogia uno dei temi su cui mi soffermo con più insistenza è proprio il senso di casa e di appartenenza".
Lo scorso dicembre è stato pubblicato il suo nuovo romanzo fantasy, "EMMA HAAST - Il Risveglio del Grande Predatore", con il quale la Casadei parteciperà al concorso letterario Casa Sanremo Writers, la cui premiazione si svolgerà la stessa sera della finale del Festival della canzone italiana: "In ogni storia che racconto c'è un po' di me: i libri, per uno scrittore, sono come dei figli. Ho fatto fatica a lasciare Ma.Ik e a salutare i miei vecchi personaggi per iniziare a creare un nuovo mondo, con nuovi protagonisti. Quando scrivi un personaggio, questo prende vita, cresce ed evolve insieme a te."
Il fantasy, si sa, è uno dei generi più complessi a cui approcciarsi nell'ambito della scrittura. Si tratta di creatività allo stato puro: universi e realtà che prendono forma nella mente di chi li crea per poi materializzarsi su carta. Ed è proprio su questo aspetto che si è soffermata la Casadei: "Il fantasy va costruito in un certo modo: è necessario che il libro sia corposo, consistente, denso, perché il segreto della buona riuscita di una storia di fantasia sta tutto lì. L'ispirazione, poi, viene da sé. Lo scheletro della storia ce l'ho in testa, ma poi tutte le variabili le butto giù sul momento, prendendo spunto da dettagli che mi colpiscono. A volte mi lascio suggestionare da un'esperienza lavorativa, o dal nome di una foresta in Corsica, mi scrivo un appunto e poi ci ricamo sopra".
Il peggior incubo di uno scrittore è sicuramente il temutissimo "blocco" creativo, ma l'autrice marchigiana non si è mai trovata alle prese con uno stallo produttivo nella sua carriera artistica: "Il mio principale antagonista è il tempo. Vorrei poter scrivere in maniera continuativa, ma svolgendo anche un altro lavoro sono costretta a farlo di notte, o nei fine settimana. Non ho mai avuto il blocco dello scrittore, e credo che questo sia legato al fatto che questa mia attività rappresenti una valvola di sfogo. La vita è già abbastanza frenetica, e ognuno di noi ha bisogno di trovare un modo per evadere e fuggire dalla quotidianità. C'è chi va in palestra e c'è chi scrive: la scrittura è, in un certo senso, il mio punching ball".
I temi che la Casadei affronta nei suoi libri e attraverso le storie dei suoi personaggi sono fortemente ispirati alle sue esigenze professionali, allo stretto contatto con i più piccoli e alla necessità di trovare un linguaggio comune, attraverso cui esprimere i valori fondanti della crescita e della formazione personale: "All'interno della trilogia cerco di sfiorare in punta di piedi tutte quelle che sono le problematiche degli adolescenti. Parlo di coraggio, di amicizia, di senso di appartenenza, e persino di ricerca della fede, e lo faccio utilizzando un vocabolario chiaro e pulito, affidandomi principalmente all'evocazione per immagini".
Claudia Casadei rappresenta un unicum, nella nostra regione, poiché incarna un genere poco praticato in Italia, e lo fa mantenendo saldo e vivido il legame con la sua terra, scrivendone senza mai nascondere le proprie radici: "Sono una persona schiva, per cui faccio molta fatica ad espormi. Nonostante ciò, ho scelto di non utilizzare uno pseudonimo, perché credo che la scrittura, per me, sia un'occasione di crescita, ma, soprattutto, la quintessenza dell'autenticità".
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