La Polizia Ferroviaria, che quest’anno celebra il 110° Anniversario dalla fondazione, lancia la campagna “keep safe from railway risk” realizzata per sensibilizzare i migranti rispetto ai pericoli connessi con un utilizzo improprio del mezzo ferroviario.
Il passaggio dei profughi riguarda infatti anche le vie di comunicazione ferrate e finisce per tradursi talvolta in comportamenti estremamente pericolosi quali camminare lungo i binari, arrivando fino ad addentrarsi nelle gallerie, ovvero viaggiare sui tetti dei treni, con il rischio elevatissimo di rimanere folgorati.Sono 4 i migranti deceduti nei primi sei mesi dell’anno ed altrettanti i feriti (per lo più folgorazioni o investimenti lungo linea), con un trend in deciso aumento rispetto al 2016 che, durante l’intero anno solare, aveva fatto registrare complessivamente 3 decessi e 3 ferimenti.
Gli ultimi tragici episodi sono stati rilevati nelle sole ultime due settimane: un 36enne iracheno nei pressi di Ventimiglia è stato investito mortalmente all’interno di una galleria, mentre un cittadino del Ghana ed uno del Mali sono rimasti folgorati, il secondo con esito letale, rispettivamente a Verona ed in Liguria, al confine con la Francia.L’iniziativa della Polfer, caratterizzata dalla distribuzione di brochure informative multilingue presso le stazioni principalmente interessate dal flusso dei migranti ovvero presso i centri di accoglienza e permanenza, si propone di arginare il fenomeno incidentale aumentando la consapevolezza tra i profughi circa i pericoli propri dello scenario ferroviario, spesso poco noti nelle terre di origine.
Gli stranieri dunque costituiscono i principali destinatari della campagna che si propone allo stesso tempo più ampie ricadute positive sulla regolarità della circolazione ferroviaria.“Da tempo ci confrontiamo con il flusso dei migranti in ambito ferroviario - ha dichiarato Armando Nanei, Direttore del Servizio Polizia Ferroviaria- Di fronte ad alcuni tragici accadimenti ed avendo avuto modo di constatare che spesso queste persone non si rendono minimamente conto dei pericoli a cui si espongono, abbiamo ritenuto di poter e di dover far qualcosa. Questo il senso della campagna che parte oggi e che si pone in linea con lo spirito di prossimità che da sempre caratterizza l’attività della Polizia Ferroviaria”.
23 persone arrestate, 283 denunciate, oltre 700 chili di droga sequestrata: questi sono solo alcuni dei numeri dell'attività svolta fra il 15 giugno e il 15 settembre dai carabinieri della Compagnia di Civitanova.
Con il 15 settembre, infatti, si chiude formalmente il periodo estivo e il maggiore Enzo Marinelli ha stilato un bilancio dell'intensa attività svolta in queswti tre mesi come risposta alle richieste di sicurezza e di legalità.
Al di là dei numeri, i militari hanno incentrato il loro impegno, in primis, sul controllo del territorio e sull’attività di polizia giudiziaria e questo al fine di prevenire ogni forma di criminalità, compresa quella di natura predatoria. Servizi visibili ed in zone nevralgiche del territorio proprio per innalzare, nel possibile, le capacità di deterrenza. In questo ambito, è stata dedicata particolare attenzione ai reati connessi agli stupefacenti, il cui consumo rimane elevato tra i giovani.
Oltre a questo settore, i carabinieri hanno rivolto il loro interesse ad ulteriori ambiti, anche perché verso questi indirizzati da specifiche richieste, tra cui la salute pubblica (con servizi del Nas), la tutela del lavoro (con il Nil e la Direzione Territoriale del Lavoro), i fenomeni dell’abusivismo commerciale, della prostituzione e i controlli sulla sicurezza stradale. Inoltre, si è cercato di contrastare problematiche di degrado urbano, con servizi in collaborazione con le Polizie Municipali.
Un settore di notevole impegno è stato quello dell’ordine pubblico; ogni comune della giurisdizione di competenza (Civitanova Marche, Potenza Picena, Porto Recanati, Recanati, Montelupone, Montecosaro, Morrovalle) ha visto lo svolgersi di feste, sagre e manifestazioni varie con la partecipazione di decine di migliaia di persone e che hanno visto l’Arma essere, appunto, presente, con servizi di sicurezza e di ordine pubblico.
I principali risultati conseguiti sono i seguenti: 23 persone arrestate; 283 persone deferite quali indagate; oltre 700 i kg chili di droga sequestrata tra cocaina, eroina, hashish e marijuana tra cui quella di Porto Recanati con il sequestro del motoscafo utilizzato per il trasporto; 446 contravvenzioni per infrazioni al codice della strada di cui 24 per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti; 34 mezzi sequestrati e 13 sottoposti a sequestro amministrativo; 126 incidenti stradali rilevati; 14 sanzioni amministrative a locali pubblici (oltre 50 mila euro di sanzioni - esclusi i reparti speciali); 139 servizi di Ordine Pubblico per un totale di 310 Carabinieri impiegati; 12063 le persone controllate ed identificate e 10678 le auto fermate; 21262 le chiamate al 112 (numero d’emergenza).
Intorno alle 15.15 di giovedì a Morrovalle, in via Canaletto nella frazione Trodica, veniva dato fuoco alle sterpaglie di un terreno di un lotto edificabile di circa 1000 metri quadrati le cui fiamme lambivano anche la recinzione di un capannone vicino causando lievi danni.
Le fiamme sono state domate dai Vigili del Fuoco di Macerata intervenuti sul posto insieme ai Carabinieri di Morrovalle poi raggiunti dalla Polizia Provinciale di Macerata in quanto dopo le fiamme, sul terreno, sono stati rinvenuti dei rifiuti speciali tra cui una batteria esausta.
Le indagini svolte dai Carabinieri, svolte in collaborazione con le altre forze intervenute, hanno permesso inizalmente d’identificare una donna che assisteva alle operazioni di spegnimento e successivamente dal controllo di alcune telecamere di sorveglianza dei fabbricati della zona è emerso che la stessa era stata ripresa poco prima appiccare l’incendio dal margine della strada.
La donna, una 58enne residente a Morrovalle, è stata pertanto denunciata a piede libero per il reato d’incendio. Alle contestazioni dei Carabinieri la donna si è giustificata di aver voluto dare fuoco a delle cartacce che aveva buttato sul margine del terreno ma che poi le fiamme erano sfuggite al suo controllo.
Nel corso del pomeriggio di giovedì 14 settembre, dalle ore 14 alle ore 20, sei pattuglie di Carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche hanno proceduto ad un servizio straordinario di controllo del territorio nel comune di Porto Recanati, finalizzato a contrastare il fenomeno dei reati contro il patrimonio e lo spaccio di stupefacentiNel corso dei controlli, anche con l’attuazione di posti di blocco, si è proceduto alla denuncia di diverse persone.
Un pakistano 28enne, residente a Crotone ma dimorante a Porto Recanati, è stato denunciato per detenzione a fini spaccio di sostanze stupefacenti, in quanto controllato e perquisito veniva trovato in possesso di 4 grammi di “marijuana”, divisa in diverse dosi pronte per la cessione;
A seguito dell’ispezione di un casolare abbandonato nella zona della “pineta”, si accertava che diverse persone l’avevano arbitrariamente occupato per la dimora, abbattendo alcuni muri alzati a chiusura degli ingressi, per cui venivano sottoposti a fotosegnalamento e venivano denunciati in stato di libertà per violazione degli artt. 633 – 635 – 455 c.p. (invasione di terreni o edifici – danneggiamento). Si tratta di un pakistano 33enne, residente Sant’Elpidio a Mare; un pakistano 23enne, residente a Porto Recanati, clandestino, che veniva invitato a presentarsi presso l’ufficio immigrazione della Questura di Macerata; un pakistano 39enne, residente a Porto Recanati, clandestino, invitato a presentarsi presso l’ufficio immigrazione della Questura di Macerata.Il 33enne è stato denunciato anche per violazione dell’art. 455 c.p. (spendita ed introduzione nello stato di monete falsificate), in quanto perquisito veniva trovato in possesso di una banconota da euro 50 risultata falsa.Nel corso del servizio, inoltre, sono state identificate circa 50 persone e controllati 36 veicoli; elevate 5 contravvenzioni al Codice della Strada.
A Civitanova Marche, intorno alle 4 di questa mattina, la pattuglia dei Carabinieri in perlustrazione, ha sorpreso due extracomunitari intenti a rubare all’interno di uno dei chioschi siti in prossimità dei giardini di piazza XX Settembre.
Alla vista dei militari i due uomini si davano precipitosamente alla fuga per le vie del borgo marinaro, separandosi, cosicchè aiutati dal buio sono riusciti a dileguarsi. Il furto è parzialmente riuscito in quanto dalle verifiche svolte con il gestore è risultato mancare il denaro, per alcune decine di euro, del fondo cassa. I carabinieri stanno ora esaminando le immagini delle telecamere comunali, che sorvegliano la piazza, per giungere all’identificazione degli autori e alla loro denuncia per furto aggravato.
Intorno alle ore 21.30 di giovedì, su segnalazione di una donna e mamma, i carabinieri si sono portati nell’area retrostante la stazione ferroviaria di Civitanova dove era stata segnalata la presenza di un minore affamato ed in difficoltà. Dal controllo si è scoperto che il ragazzo, 16 anni, originario dell'est Europa, era fuggito da una comunità di Forlì dove era stato inserito dal Tribunale per i Minorenni di Ancona.
Dopo averlo accompagnato in Caserma e aver provveduto a rifocillarlo, è stata attivata la procedura per i minorenni non accompagnati e affidato pertanto al Sindaco che ne ha disposto, tramite i Servizi Sociali, la sua custodia presso una comunità sita nel Fermano con accompagnamento a cura dei Vigili Urbani.
Attimi di spavento nel primo pomeriggio di oggi in un palazzo del lungomare nord di Civitanova, dove abitano una coppia di marocchini, la sorella di lei e tre bambini. A richiamare l'attenzione dei condomini è stata la maggiore delle bambine, di nove anni, che insieme alla cuginetta era uscita sul pianerottolo. Un colpo di vento le ha chiuso la porta alle spalle. All'interno dell'appartamento c'erano la zia e la sorellina minore.
La piccola ha suonato il campanello ma la zia non rispondeva, allora ha provato con maggiore insistenza ma l'unica cosa che si sentiva all'interno era il pianto della sorellina più piccola. Nessun segnale da parte della zia. Sentito il trambusto, le è venuto in aiuto un condomino che in un primo momento ha tentato di contattare i genitori della bambina, impegnati fuori città, che purtroppo non potevano rispondere al telefono. Ad un certo punto, sembra sia stata proprio la piccola di nove anni a suggerire di chiamare i vigili del fuoco e così in effetti è stato.
Giunti sul posto a sirene spiegate, i pompieri sono intervenuti prontamente e in pochissimo tempo la porta è stata aperta ma la scena che hanno trovato all'interno non era molto chiara: la donna era stesa a terra con un lenzuolo e l'appartamento era letteralmente sottosopra, in completo disordine. Per fortuna però, tornata a casa alle 8 dal lavoro, la donna, anche se pesantemente, stava solamente dormendo e tutto si è risolto nel migliore dei modi.
Grave investimento questa sera intorno alle 20 in via Nazionale a Tolentino.
Un uomo di circa 50 anni di origini indiane che abita nei paraggi insieme alla moglie e ai due figli, mentre stava attraversando all'altezza delle strisce pedonali non distanti dal punto vendita di Acqua e Sapone, è stato travolto da una Fiat Panda che viaggiava in direzione centro città condotta da un anziano di Tolentino.
La vittima, operaio alla fonderia di Caldarola, è carambolata prima sul parabrezza dell'utilitaria, per poi essere sbalzata ad almeno dieci metri di distanza. L'uomo è stato prontamente soccorso e sul posto sono arrivati i sanitari del 118 e i carabinieri.
Le sue condizioni sono molto gravi.
Un altro pezzo di tradizioni e storia della nostra provincia se ne è andato. Profondo cordoglio a Serrapetrona e in tutta la provincia per la prematura scomparsa di Natalia Natalini, sorella del defunto Sergio, e titolare dello storico ristorante a Caccamo "Da Lorè".
La signora Natalia si è spenta questa mattina alle 6.30. La salma è stata composta nella Casa Funeraria Rossetti in via Ugo La Malfa a Tolentino. Lascia il marito Giovambattista Zamparini, i figli Lorenzo e Roberto, le nuore Elisabetta e Marta, i nipoti Diego e Nicole, il suocero Dino e tutti i parenti.
I funerali si svolgeranno venerdì 15 settembre alle ore 15.30 muovendo dalla Casa Funeraria Rossetti per la Chiesa Parrocchiale di Serrapetrona.
Incredulità e commozione a Montecosaro per la scomparsa, alla soglia dei 50 anni, di Andrea Capozucca che si è spento questa mattina nel sonno, nella sua casa di viale della Vittoria.
Avrebbe compiuto il mezzo secolo di vita tra meno di due settimane e per questo traguardo importante, stava decidendo se organizzare una grande festa con amici e conoscenti, come ci racconta Andrea Giandomenico che lo incontrava quasi tutte le mattine consegnando il pane nella bottega che fino a qualche anno fa era della mamma dello scomparso.
Una delle grandi passioni di Andrea era il calcio, anzi, lui viveva per il calcio, come ci racconta chi lo conosceva bene. Era un grande tifoso del Torino ma soprattutto un fedelissimo della Vigor Montecosaro, la squadra locale di cui seguiva tutte le partite, sia in casa che in trasferta, facendo spesso il guardalinee.
Ci racconta inoltre Giandomenico che il povero Andrea era molto attivo in chiesa ed aveva stretto un forte legame con Don Giordano De Angelis, rimasto saldo anche dopo il traferimento del parroco a Porto Sant'Elpidio che lui spesso, quando poteva, andava a trovare.
Sempre sorridente, solare, disponibile, benvoluto da tutti, era una persona alla quale si poteva solo voler bene. Con la sua scomparsa se va un pezzo di storia di Montecosaro che nessuno potrà più colmare.
"Rom non siete i benvenuti": questo recita lo striscione, o meglio gli striscioni rivendicati dal gruppo politico civitanovese I Leoni Neri. Ieri notte in diversi angoli e mura della città l'associazione culturale ha affisso la protesta contro il popolo rom che negli ultimi anni abita queste zone di costa adriatica.
I Leoni Neri attribuiscono alla popolazione rom "il degrado, la sporcizia, l'indifferenza, la criminalità". La loro intenzione è denunciare una situazione che secondo loro è diventata insostenibile. Da tempo hanno cominciato attività di volantinaggio, campagne su social network e azioni attiviste come quella della notte scorsa.
Ma non finisce qui. Il gruppo politico si sta organizzando per sensibilizzare la città su questa problematica e si sta muovendo per organizzare manifestazioni di protesta a riguardo. Quasi superfluo aggiungere che quanto accaduto ha scatenato una serie di reazioni e di commenti, fra chi ritiene il blitz dei leoni neri "una pagliacciata" e chi invece appoggia il loro operato.
Alberto Carlini è scomparso lunedì scorso all'età di 78 anni e gli amici hanno voluto ricordarlo con uno striscione comparso questa mattina lungo le mura in via Pace.
Sono stati i tifosi della Curva Just della Maceratese a dedicare questo ricordo scrivendo "R.I.P Sottana, Core de sta città" e salutando l'amico che è sempre stato insieme a loro a seguire e incitare la squadra biancorossa.
Ieri verso le ore 17,30, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico diretto dal Commissario Capo Gabriele di Giupesse coadiuvato da personale del Reparto Prevenzione e Crimine di Perugia e da unità cinofile della Questura di Ancona, hanno effettuato controlli sia all’interno dei giardini Diaz di Macerata sia nella zona di Piazza Garibaldi.
In piazza Garibaldi è stato fermato un 23enne cittadino originario del Gambia il quale è stato trovato in possesso di 50 grammi di hashish motivo per cui lo stesso è stato deferito all’autorità giudiziarie per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Durante l’attività di controllo effettuata all’interno del terrazzamento adiacente Piazza Garibaldi, grazie alle unità cinofile antidroga, è stato rinvenuto anche un altro involucro ben nascosto contenente circa 10 grammi di marijuana, già divisa in dosi pronta per essere spacciata.
Nel corso dei servizi sono state identificate 90 persone e sottoposti a controllo 41 veicoli con metodi convenzionali e 753 con sistema “Mercurio” che consente il controllo massivo di veicoli sia in sosta sia in movimento, che consente di verificare se il veicolo sia o meno oggetto di furto e se sia coperto da polizza assicurativa.
Montecassiano è in lutto per la morte dell’ingegnere Giuseppe Dario. Aveva 67 anni. Da tempo stava combattendo una dura lotta contro un male che non gli ha lasciato scampo. Da qualche giorno era ricoverato all’ospedale e questa mattina il suo cuore ha smesso di battere. Lascia la moglie Marisa e i due figli Michele e Matteo.
Il cordoglio personale e di tutta la comunità è stato espresso dal sindaco Leonardo Catena: “La scomparsa dell'ingegnere Giuseppe Dario addolora la comunità di Montecassiano. In questi anni ha ricoperto come volontario la carica coordinatore del Gruppo Protezione civile locale contribuendo in maniera decisiva e con grande dedizione non solo all'organizzazione e alla formazione di un gruppo affiatato e operoso di volontari, ma impegnandosi sempre in prima fila nei momenti del bisogno in particolare nei mesi del terremoto. Faccio a nome mio e dell'amministrazione comunale le sentite condoglianze ai familiari a cui va tutta la nostra vicinanza e affetto in un momento così difficile”. Il funerale sarà celebrato domani alle ore 10 alla chiesa Santa Teresa del Bambin Gesù a Sambucheto.
L'ingegnere Dario è al centro della foto (scattata lo scorso giugno in occasione dell'inaugurazione del Coc) tra il sindaco Catena e il parroco
Incredulità e commozione a Tolentino per la scomparsa ad appena 33 anni di Moreno Pettinari.
Il giovane, dipendente dell'Eurospin di Macerata, da tempo combatteva contro una terribile malattia che non gli ha lasciato scampo. Avrebbe compiuto 34 anni il prossimo novembre.
Lascia la moglie, i genitori e la sorella.
Cordoglio è stato espresso da Claudio Pascucci, presidente della Bocciofila di Tolentino: "Questa mattina è venuto a mancare Moreno Pettinari, figlio 33enne del nostro socio, amico e collaboratore Novello Pettinari. Non ci sono parole per commentare la notizia e per consolare i parenti ma tutta la nostra associazione è vicina alla famiglia Pettinari a cui rivolge sentite e sincere condoglianze".
I funerali si svolgeranno con tutta probabilità mercoledì 13 settembre alle ore 15.30 nella chiesa dello Spirito Santo di Tolentino.
Un'estate piena per la polizia amministrativa a contrasto dell'illegalità e per il mantenimento della sicurezza pubblica. La Questura di Macerata ha svolto da giugno ad agosto un intenso controllo degli esercizi pubblici. La Divisione Amministrativa, capitanata dal Primo Dirigente Romualdo De Leonardis, ha svolto una buona attività di prevenzione dell'illegalità, soprattutto concentrandosi sulla fascia costiera considerato l'aumento dei residenti dovuti al turismo marittimo.
Diversi i casi in cui uno stabilimento balneare vestiva gli abiti di chalet di giorno, ma di notte si trasformava in vera e proprio discoteca, senza però avere le debite autorizzazioni, compromettendo in questo modo la sicurezza degli avventori delle serate.
I titolari di due di questi stabilimenti sono stati sanzionati penalmente e sono state attivate in contemporanea Commissioni di Vigilanza per i Locali Pubblico Spettacolo, in quanto una delle problematiche maggiormente riscontrate è stata l'eccessiva folla presente in spazi troppo stretti senza le dovute vie di fuga ed eventuali vie di accesso per mezzi di soccorso, aumentando così il rischio per l'incolumità pubblica.
Inoltre gli agenti della Divisione Amministrativa hanno portato a termine l'indagine riguardante una rissa scatenatasi il 2 luglio scorso all'interno di un bar di Civitanova Marche, dove l'esito non fu felice e i partecipanti riportarono ferite da arma da taglio. Cinque le persone denunciate per rissa e alcune anche per lesioni aggravate.
Molti i controlli nella zona del complesso residenziale Hotel House di Porto Recanati, che hanno condotto alla scoperta del possesso di piccole quantità di stupefacenti da parte di alcuni abitanti della zona.
Attuale è l'attività di prevenzione che la Polizia di Stato sta svolgendo con il controllo del regolare possesso delle armi e le modalità di custodia di queste ultime.
Profondo cordoglio a Tolentino per la prematura scomparsa di Stefano Romagnoli. Dipendente della Tod's, Romagnoli si è spento domenica pomeriggio all'ospedale di San Severino ad appena 57 anni.
Grande appassionato di calcio, in passato era stato dirigente del settore giovanile dell'Us Tolentino. Lascia la moglie Luana e i figli Valentina e Francesco, calciatore proprio del Tolentino.
La camera ardente è stata allestita nella casa funeraria Rossetti in via La Malfa a Tolentino. I funerali sono stati fissati per martedì 12 settembre alle pre 10 nella chiesa dello Spirito Santo.
Le forti piogge di oggi in provincia di Macerata hanno richiesto in più punti l'intervento dei vigili del fuoco. In particolare, personale e mezzi della sede di Macerata e del distaccamento di Civitanova sono intervenuti nel pomeriggio di oggi a Scossicci di Porto Recanati per allagamenti di alcuni garages e scantinati causati dalle forti piogge che hanno investito la zona dalle ore 13.30 creando disagi anche al campeggio Medusa.
L’intervento delle squadre dei Vigili del Fuoco è servito per il prosciugamento, la tutela e la messa in sicurezza dei luoghi e dei beni delle persone che avevano chiesto l'intervento.
I pompieri sono intervenuti con due campagnole che hanno trainato le motopompe e quattro unità operative.
Si è concluso con l’assoluzione con la formula più piena ai sensi dell’articolo 530 primo comma del codice di procedura penale “perché il fatto non sussiste” il processo aperto alla Corte di Assise di Ancona a carico di 64 imputati accusati di associazione a delinquere, favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina e sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
I fatti contestati e riscontrati soltanto attraverso intercettazioni telefoniche, sarebbero avvenuti tra dicembre 2007 e aprile 2008.
Un processo che probabilmente non sarebbe mai neanche dovuto iniziare, vista la scarsità dell’impianto probatorio, confermata dall’assoluzione piena per tutti gli imputati.
Soddisfazione è stata espressa da tutte le persone coinvolte in questa maxi inchiesta e in particolare dal principale imputato, il tolentinate Stefano Mancini, ritenuto a capo dell’associazione a delinquere, assistito dall’avvocato Stefano Migliorelli.
In sede dibattimentale è stato lo stesso pubblico ministero a dichiarare che le indagini non avevano portato a prove supportanti l'imputazione, ipotizzando l’assoluzione per tutti e 64 gli imputati.
L’avvocato Migliorelli ha iniziato la discussione per i propri assistiti (Mancini ed altri 6 imputati) evidenziando come in realtà l’attività fosse assolutamente lecita in quanto l'ingresso in Italia delle ballerine viene controllato e autorizzato dai consolati italiani presso le nazioni di provenienza del personale artistico extracomunitario . L’ipotesi di reato formulata da più procure, quindi, risultava assolutamente infondata in quanto l’attività posta in essere era perfettamente conforme a quanto previsto dalla normativa nazionale.
A seguire l’avvocato De Minicis, segnatamente per il proprio assistito e cioè il commercialista sambenedettese Perotti, stigmatizzava l’attività persecutoria ultradecennale subita dallo stesso Perotti il cui telefono veniva intercettato addirittura durante le conversazioni con il proprio legale.
L’avvocato Tribocchi, invece, ha fatto rilevare come per il proprio assistito non si rilevasse agli atti alcunchè se non conversazioni telefoniche di legittima natura.
Gli altri legali, sulla stessa linea, hanno lamentato il nulla probatorio che però ha portato i propri assistiti alla sottoposizione a procedimento penale per oltre dieci con conseguenti preoccupazioni e l'umiliazione derivante da una avvilente e vergognosa gogna mediatica.
Va ricordato che la Corte di Assise di Ancona è organo giudiziario composto anche e in prevalenza da giudici popolari, i quali durante la discussione hanno evidentemente capito la gravità della situazione, giungendo unitamente ai giudici togati non ad una formula assolutoria per mancanza di prove, ma alla formula piena e inconfutabile perché il fatto non sussiste.
La gioia liberatoria dell’imputato principale, rag. Stefano Mancini, è stata immensa: proprio Mancini venne indicato dalle testate giornalistiche locali come organizzatore e promotore dell’organizzazione, in quanto titolare di vari locali notturni che avrebbero basato la propria impresa su attività illecite. Il processo chiusosi oggi veniva addirittura da un procedimento iniziato a Terni nel dicembre del 2004, quando Mancini dovette subire la custodia cautelare ai domiciliari, salvo poi riconoscimento della verità e della sua innocenza dinanzi al Tribunale delle Libertà e alla Corte di Cassazione, anche all'epoca difeso dall'avv. Migliorelli.
Va sottolineato che l’assolzuione perché il fatto non sussiste apre la strada ad ipotesi risarcitorie che i difensori durante la discussione finale hanno di fatto rappresentato.
(nella foto l'avvocato Stefano Migliorelli con il presidente del Copasir Giacomo Stucchi)
Molte polemiche riguardo al tema migranti a Montecosaro. Malaisi, Sindaco del comune, fa sapere che è iniziato tutto a gennaio di quest'anno, quando c'è stato il primo contatto con la Prefettura in merito al tema dell'accoglienza migranti e gli è stata prospettata la possibilità di aderire al Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati.
Il sistema di protezione, definito con l'acronimo SPRAR, prevede l'impegno da parte del comune di ospitare un certo numero di profughi secondo un coefficiente stabilito dal Ministero di 3,27 per mille abitanti; si deve trovare loro un alloggio, gestirli tramite una cooperativa che il comune individuerà e con la quale si relazionerà, provvedere alla partecipare a corsi di italiano e, nei limiti del possibile, delle condizioni dei ragazzi e delle esigenze del comune ed infine trovargli delle applicazioni lavorative o fargli fare dei corsi da un artigiano o qualsiasi altra cosa sia possibile organizzare per loro. Il tutto va indicato in un progetto, il quale, poi, dovrà essere presentato al Prefetto.
Il sindaco ci tiene a precisare che il comune non è obbligato in alcun modo ad accettare lo SPRAR e può decidere liberamente se aderire o meno al sistema di protezione. Quali sono quindi gli scenari che si aprono nell'uno e nell'altro caso? Se l'amministrazione decide di non partecipare al programma, non è che il comune non riceverà profughi, potrebbe riceverne tutti quelli possibili oppure nessuno, in base al fatto che le cooperative trovino alloggi oppure no nel territorio.
Per spiegare meglio questo concetto Malaisi fa un esempio: "Mettiamo che io avessi deciso di non aderire allo SPRAR, cosa che altri sindaci hanno anche fatto, che cosa accadrebbe? Accadrebbe che quei 23 profughi non ce li mandano, il comune non si deve attivare e non dobbiamo fare niente. Però, sempre nel campo delle ipotesi, se una qualsiasi cooperativa a cui sono stati affidati 100 profughi, trovasse l'accordo con i proprietari di una struttura abbastanza grande presente nel territorio comunale, questi arriverebbero senza che io possa protestare, impedirlo o tantomeno gestire la cosa direttamente. Facendo invece l'accordo con la Prefettura, aderendo al Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, il numero dei rifugiati ospitabili nel comune è stabilito dal famoso coefficiente e nessuno può pretendere di inviarcene altri.
Al momento si sta cercando di ultimare l'accordo con la Prefettura che, per essere ratificato completamente, ha bisogno che venga trovato l'alloggio per tutti. Ad oggi è stato individuato solamente il sito per ospitarne una parte, circa 10/12, nell'edificio di proprietà della Casa di Riposo, vicino all'incrocio dell'Annunziata e si sta cercando una sistemazione adeguata per i restanti.
Prosegue il sindaco Malaisi: "se io riesco ad attivare lo SPRAR, per l'impegno che il Ministero degli Interni si è preso, a Montecosaro, più di quel numero li non può arrivare ed anche se una cooperativa trovasse il posto per 500 persone, siccome il comune ha aderito all'accordo, ha accettato di prendere la quota che gli spetta e di gestirla secondo le norme che lo stato ci ha dato, più di quei 23 non si possono ospitare. Quando ho parlato con la Prefettura, ho ritenuto che fosse più responsabile e più sensato da parte mia, cercare di poter dire alla cittadinanza quanti profughi arriveranno nel nostro territorio, chi li gestirà, dove staranno e cosa faranno".
Nell'accordo che si sta mettendo in piedi con la cooperativa che gestirà l'accoglienza dei profughi, il sindaco afferma che tutto o gran parte di quello che servirà a queste persone per vivere, deve essere acquistato a Montecosaro. Probabilmente si creeranno anche un paio di posti di lavoro, perché ci sarà bisogno di personale per le diverse esigenze e la richiesta che è stata fatta alla cooperativa è che le persone da assumere possano essere indicate dal comune o comunque del posto. Tra le figure che potrebbero essere necessarie, ci sarà probabilmente quella di un educatore, perché l'intenzione è di tenere occupati questi ragazzi, organizzandogli la giornata, senza lasciarli abbandonati a loro stessi, senza sapere come passare il tempo.
Al momento si stanno facendo dei lavori di adeguamento nella struttura di cui abbiamo parlato, a cura della cooperativa con i fondi che lo stato ha destinato per questo scopo ed una volta terminati, ci sarà l'ingresso dei primi profughi. Tra l'altro, ci dice il sindaco, la cooperativa pagherà un "buon" affitto alla Casa di Riposo per quell'edificio che era abbandonato da un paio di anni. Nel frattempo si sta cercando, con qualche difficoltà, una sistemazione per i restanti per completare nel migliore dei modi l'accoglienza a queste persone.