Un farmacista della provincia di Ascoli Piceno forniva, su richiesta, esiti di tamponi antigenici rapidi di "negatività" e, in alcuni casi, di "positività", per prestazioni sanitarie in realtà mai eseguite.
Oggi, dopo tre mesi di indagini, coordinate dalla Procura di Ascoli Piceno, in esecuzione di un ordine di custodia firmato dal gip, l'uomo è stato arrestato (domiciliari) dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Ascoli Piceno e della locale Compagnia nell'operazione denominata "Green Pack 2", per il reato di falsità ideologica continuata.
Un addebito contestato in concorso con altre 17 persone: le collaboratrici che coadiuvavano il farmacista negli inserimenti e coloro che usufruivano del finto tampone per ottenere il Green Pass, tra cui anche un noto professionista ascolano che opera sempre in ambito sanitario.
Dalla complessa indagini, gli investigatori hanno raccolto concreti elementi indiziari nei confronti del farmacista che, per accontentare la clientela, avrebbe ricevuto direttamente sul suo telefono cellulare le "ordinazioni" per i falsi tamponi, facendosi trasmettere via social le foto delle tessere sanitarie, al fine di ottenere velocemente l'esito desiderato senza recarsi nemmeno in farmacia.
Torna a Matelica il dipinto rubato nel 1975 dal Museo Piersanti. Sabato 7 maggio, alle 16, presso la Chiesa della Santissima Annunziata di Matelica, i Carabinieri del nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Udine riporteranno in città l'importante dipinto.
"Si tratta di una 'Deposizione' attribuita alla cerchia di Jacopo da Bassano, importante esponente della pittura veneta, databile attorno alla fine del '500", sottolinea Don Ferdinando Dell'Amore, direttore del museo.
L'opera, che quando fu rubata era collocata nella cappella del museo Piersanti (ora inagibile a causa del sisma), resterà in esposizione presso la Chiesa della Santissima Annunziata di Matelica nelle giornate di sabato 7 e domenica 8 maggio, prima di essere trasferita - temporaneamente - al Museo Diocesano di Fabriano.
All'evento di restituzione del dipinto interverranno il maggiore Lorenzo Pella, comandante del nucleo Tpc di Udine, Don Ferdinando Dell’Amore, direttore del Museo Piersanti di Matelica e il dottor Andrea Nante, storico dell’arte e direttore del Museo Diocesano di Padova.
Troppe risse e ubriachi: chiusa la discoteca Mia Clubbing di Porto Recanati. Nel pomeriggio odierno, il Carabinieri della Stazione di Porto Recanati e della Questura di Macerata, hanno notificato il provvedimento di chiusura temporanea, ex art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, nei confronti della nota discoteca, sita sul lungomare Scarfiotti.
Il provvedimento scaturisce da specifica segnalazione dei Carabinieri che a partire dalla riapertura delle discoteche, dopo la chiusura imposta dalle normative per contrastare la pandemia, hanno effettuato numerosi interventi in regime di emergenza, sia all’interno che all’esterno del locale, per dirimere e sedare risse ed aggressioni che hanno visto coinvolti diversi avventori, per la maggior parte giovanissimi e, talvolta, minorenni.
Numerosi anche gli interventi effettuati dai sanitari del 118 che hanno prestato le cure ad altrettanti giovani, diversi dei quali minori, in evidente stato di alterazione dovuto all’abuso di sostanze alcooliche e superalcooliche. Il Questore di Macerata, “al fine di tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica – si legge in una nota - con apposita ordinanza ha disposto la sospensione della licenza per sette giorni, anche per preservare l’incolumità dei giovanissimi avventori del locale”.
Tragedia questa notte nel comune di Treia, scosso dalle urla disperate che hanno accompagnato il riposo degli abitanti del centro storico. Per cause ancora in via di accertamento, un uomo ha tentato l'omicidio della propria compagna e poi si è tolto la vita.
Secondo le prime ricostruzioni, la lite sarebbe scoppiata in piena notte, quando le urla dall'appartamento sito dentro le mura del centro storico sono state avvertite anche dai vicini. L'uomo, un 40enne di origine straniera, avrebbe prima picchiato violentemente la donna salvo poi inseguirla armato di coltello lungo i vicoli del paese.
Sul luogo sono immediatamente giunti i Carabinieri del comando locale, che hanno tratto in salvo la donna, di origine italiana, e trasferito l'uomo nella caserma del paese. Il 40enne avrebbe a più riprese opposto resistenza nei confronti degli uomini dell'Arma arrivando a compiere addirittura gesti di autolesionismo con il coltello che portava con sé.
Anche in questo caso per dinamiche in via di accertamento, l'uomo avrebbe fatto ritorno nella propria abitazione dopo essere stato affidato ai servizi sociali locali. L'arresto richiesto per il 40enne non sarebbe infatti stato convalidato.
E proprio questa mattina la tragica scoperta da parte degli psicologi incaricati dal Comune e che, giunti sul posto, hanno prima trovato la porta dell'abitazione aperta e, al suo interno in una delle stanze, l'uomo impiccato.
Sul posto dell'incidente è arrivata anche l'ambulanza chiamata dalle forze dell'ordine, ma per l'uomo non c'era già più nulla da fare. Comunità di Treia in queste ore sotto shock per l'insano gesto, al momento inspiegabile, da parte dell'uomo.
IN AGGIORNAMENTO
Chiuse le indagini preliminari per un commercialista di Fabriano per bancarotta fraudolenta, truffa, emissione di fatture per operazioni inesistenti e autoriciclaggio, e per due imprenditori, anche loro fabrianesi, di cui uno in concorso per bancarotta fraudolenta e l'altro per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. Le indagini sono state condotte dalla Guardia di Finanza di Fabriano, coordinata dalla Procura di Ancona.
La minuziosa attività d’indagine dei finanzieri ha permesso di ricostruire condotte illecite poste in essere dal commercialista nell’esercizio della professione. Il professionista, che ha precedenti per reati fiscali e truffa, in concorso con l'amministratore e poi liquidatore di una società di verniciature industriali di Fabriano dichiarata fallita, avrebbe distratto e occultato 37mila euro, dopo aver ottenuto un finanziamento di 265mila euro a favore della stessa azienda garantito da Cassa Depositi e Prestiti.
Un finanziamento agevolato per pagare i tributi sospesi, ai sensi del "Decreto Sisma", che posticipava il pagamento dei tributi sospesi a seguito del terremoto del 2016, per le imprese del cratere sismico. Invece di pagare le imposte, però, il commercialista avrebbe stipulato contratti di accollo tributario con altre società toscane, quindi fuori dal cratere sismico.
Le somme sarebbero state usate per pagare i debiti tributari di queste ultime: come contropartita avrebbe ricevuto l'80% dei tributi pagati. I 37mila euro, anziché confluire nelle casse della società di verniciature industriali, sarebbero state dirottate sui conti correnti personali del professionista che è al centro anche di altre vicende: come liquidatore di un'altra società è accusato di essersi appropriato di 75mila euro invece di versarli ad alla banca creditrice, di avere emesso una fattura per operazioni inesistenti per 29mila euro per evadere le imposte dei redditi e Iva, a favore di un'impresa il cui rappresentante legale è stato anche lui denunciato.
Inoltre avrebbe distratto oltre 23mila euro dai conti correnti di un'azienda poi dichiarata fallita, in concorso con l'amministratore, mediante un bonifico con una causale di comodo. In tutto un giro di 'affari' per 127mila euro, trasferiti in un conto corrente in Romania.
Otto orologi Rolex, per un valore complessivo di oltre 70mila euro, acquistati 'in nero' e detenuti da un gioielliere della provincia di Fermo. Lo ha scoperto la Guardia di Finanza di Fermo durante alcuni controlli.
Il gioielliere non ha potuto giustificare la presenza degli orologi nel proprio negozio e gli è stata contestata la violazione della disciplina sul pagamento dei beni in contanti oltre i limiti consentiti dalla norma e la mancata dichiarazione Iva sull'acquisto. Al re-seller fermano irrogate sanzioni per circa 6mila euro e contestata Iva sulle vendite per circa 12mila euro rispetto al valore di acquisto degli orologi.
Sempre più diffuse, spiegano gli investigatori, a causa dell'incertezza economico finanziaria, acutizzata dalla pandemia e dalla guerra, manovre speculative e di evasione fiscale legate all'acquisto dei "beni rifugio", non registrati e, spesso, oggetto di acquisto e di successiva rivendita interamente in "nero".
In sostanza beni, considerati "alternativi" rispetto ad investimenti classici, quali immobili e più comuni prodotti bancari, comprati in contanti e quindi di difficile tracciabilità: tra questi orologi di alta gamma di noti marchi.
Si sono diffusi rivenditori (re-seller) in tutta Italia che comprano questi orologi prevalentemente all'estero, dove le quotazioni sono più basse, per poi rivenderli nel nostro Paese a prezzi sensibilmente più alti.
Nelle ultime settimane la Finanza di Fermo ha eseguito, tra le altre attività, 36 tra controlli e verifiche anti-evasione, identificando quattro evasori totali, sconosciuti al fisco, denunciando otto responsabili per reati fiscali, formulando le relative proposte di sequestro all'Autorità Giudiziaria per oltre 2,3 milioni di euro.
Sono stati scoperti comportamenti evasivi finalizzati a occultare base imponibile per oltre 9,4 milioni di euro da cui è scaturita un'evasione di imposte dirette per oltre 2,3 milioni di euro e di iva per 776mila euro.
Profondo cordoglio a Treia per la scomparsa di Pietro Petrani. L'uomo si è spento nella serata di mercoledì, all'età di 80 anni, dopo un malore. Conosciutissimo e stimato in tutta la città per essere stato, per 53 anni, il titolare dell'omonima pizzeria pasticceria, "Da Pietro", in via C.Didimi, gestito insieme alla moglie Rosa, alla figlia Beatrice e al genero Sestilio. La sua attività rappresenta un punto di ritrovo per i tifosi e per i giocatori, vista la vicinanza con il campo sportivo.
I funerali si svolgeranno venerdì 29 aprile, alle 10, nel Santuario del Santissimo Crocifisso di Treia, muovendo dalla sala del commiato Bracalante di Montecassiano dove è stata allestita la camera ardente, in via Montale, nella zona industriale Villa Mattei.
Due anziane, dell'età di circa 80 anni, sono state travolte stamattina da un'auto Mercedes che faceva retromarcia in via Marsala, angolo via Matteotti, in centro ad Ancona. Entrambe le donne, una delle quali non era cosciente e versa in condizioni molto gravi, sono state trasportate in ospedale.
Sul posto sono intervenuti la Croce Gialla che, insieme all'automedica del 118, ha soccorso l'anziana in condizioni più gravi e l'ha trasferita all'ospedale di Torrette in codice rosso avanzato per un politrauma Un'altra ambulanza ha trasportato l'altra anziana, ferita al capo, in codice giallo, sempre all'ospedale di Ancona. Per ricostruire la dinamica dell'incidente è intervenuta la Polizia locale.
Ferito alla mano sinistra da una coltellata mentre tentava di difendere un amico dall'aggressione, per motivi di gelosia, da parte di un 33enne originario del Pakistan. Il fatto è accaduto ieri intorno alle 17.30, protagonista un 36enne di Ancona.
Dopo la segnalazione alla Sala operativa della Questura, della lite avvenuta in Piazza d'Armi, il ferito è stato soccorso dai sanitari e gli agenti hanno iniziato le ricerche dell'aggressore che si era allontanato e che è stato poi arrestato.
Il 33enne aggressore è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico, di circa 16 cm, l'arma utilizzata che è stata sequestrata. Dopo gli accertamenti di rito è scattato l'arresto del pakistano, conosciuto per precedenti specifici, per lesioni personali aggravate Dopo l'udienza di convalida è stato disposto il nullaosta all'espulsione. Avviata la procedura di allontanamento dal territorio nazionale.
"Continua senza sosta - commenta il questore Cesare Capocasa - l'impegno della Polizia di Stato per garantire sicurezza e legalità alla comunità dorica e della provincia, grazie ad un'efficace ed efficiente sinergia operativa tra tutti gli uffici presenti sul territorio".
"Condannate Leopoldo Wick all'ergastolo e all'isolamento diurno della durata di un anno". Così il procuratore capo di Ascoli Piceno Umberto Monti ha concluso oggi la requisitoria nel processo che vede Wick, infermiere ascolano, accusato davanti alla Corte d'Assise di Macerata di 8 omicidi premeditati e 4 tentati omicidi premeditati in relazione alle morti sospette di anziani ospiti avvenute nella Rsa di Offida tra il 2017 e il 2018. I decessi sarebbero stati causati attraverso l'indebita somministrazione di farmaci. Lo riferisce l’Ansa.
All'uomo, che ha sempre professato la sua innocenza, difeso dagli avvocati Francesco Voltattorni, Tommaso Pietropaolo, Luca Filipponi, sono contestate le aggravanti dell'aver commesso i fatti con mezzi insidiosi, ripetute somministrazioni indebite di insulina e psicofarmaci.
Sostanze farmacologiche che, per dosi ampiamente superiori ai range terapeutici e per la loro stessa tipologia, secondo l'accusa, erano assolutamente controindicate e tali da poter causare, come in effetti accaduto, il decesso dei pazienti. Nel procedimento è presente quale responsabile civile l'Asur Marche Area vasta 5. Sono 46 le parti civili; si tratta di parenti degli anziani deceduti e di quegli anziani (e i loro congiunti) per cui Wick è accusato di tentato omicidio. Nell'udienza del 4 maggio prenderanno la parola gli avvocati delle parti civili.
Daspo per due anni per il padre di un baby calciatore che il 18 aprile scorso a Gabicce Mare (Pesaro Urbino) durane un incontro tra due squadre giovanili aveva aggredito l'allenatore del team avversario (leggi qui).
Il provvedimento di divieto di accedere agli impianti ove si svolgono eventi sportivi è stato emesso dal questore di Pesaro Urbino. l 18 aprile in campo c'erano, per la partita della categoria Esordienti Under 14, la Nuova Accademia Calcio di Terni e la Polisportiva GDC Ponte di Nona, valevole per il Torneo Regins Pasqua Football Cup.
Per futili motivi legati al match, il padre del giovane calciatore aveva scavalcato la recinzione e, avvicinatosi all'allenatore della squadra ternana, lo aveva colpito con un pugno, facendolo cadere a terra e prendendolo poi a calci, tanto da farlo finire in ospedale. Subito era intervenuto un agente di polizia, libero dal servizio. Gli accertamenti sono stati svolti dai Carabinieri, che hanno identificato l'uomo e ricostruito i fatti.
“E’ un giorno tragico e struggente quello in cui dobbiamo dire addio a un amico, ancor di più se a portarcelo via sono fardelli che pesano silenziosamente sull’anima, fino a schiacciare sotto il loro peso quell’anelito di vita che ci spinge ad andare avanti, sia pur fra mille difficoltà, in questo nostro lavoro delicato e difficile".
Queste le parole di cordoglio espresse in una nota congiunta da Giuseppe Palermo, segretario generale regionale aggiunto di Unarma (Associazione Sindacale Carabinieri) Marche e da Marco Ravizzone, segretario generale della provincia di Pesaro e Urbino di Unarma, nel giorno in cui uno dei militari in servizio a Pesaro, presso la stazione Carabinieri di Borgo Santa Maria, si è tolto la vita con l’arma di ordinanza all’interno della caserma. Il carabiniere, Andrea Giommi, lascia moglie e due figli: aveva soltanto 50 anni.
"Oggi viviamo attoniti un altro dramma, un altro ancora, mentre ci lascia l'ennesimo collega che non ce l'ha fatta - aggiungono i rappresentanti sindacali -. Il pensiero corre subito alla sua famiglia, cui ci stringiamo solidali e commossi, e a questa nostra grande famiglia dell’intero Comparto sicurezza e difesa, che in un’interminabile ecatombe silenziosa perde uno dopo l’altro tanti suoi figli”.
"In questi momenti di lutto cercare di capire è necessario, ma purtroppo drammaticamente tardivo - dichiarano Palermo e Ravizzone - il dolore è immenso, i dubbi lacerano, il senso di impotenza atterrisce, specie di fronte a un fenomeno che fra le Forze Armate e di Polizia esprime numeri agghiaccianti, con ben 18 suicidi nel comparto nei primi quattro mesi del 2022".
"Ma sentirsi impotenti equivale a una resa: intervenire invece si può e si deve, sviscerando e snidando pericoli più subdoli che mai, perché ancora molti si accostano a questa tematica con sospetto, sfiducia, eccesso di pudore" concludono i rappresentanti sindacali.
Aggredisce l’ex moglie con una testata e le procura la frattura del naso, dopo averla perseguitata per mesi: arrestato. A dare esecuzione all’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Macerata, nel fine settimana, sono stati i Carabinieri della stazione di Caldarola.
Negli ultimi mesi i militari erano intervenuti più volte a causa della litigiosità della coppia, in fase di separazione. Nel tempo, però, le condotte poste in essere dall’indagato hanno trasceso i limiti della pur esacerbata conflittualità familiare, trasformandosi in azioni violente e persecutorie, tanto da indurre nella moglie un grave stato di ansia e un fondato timore per la propria incolumità.
Dopo le minacce di morte, le aggressioni e le percosse, poste in essere per futili motivi (acquisti sbagliati, telefonate con le amiche), l’uomo è arrivato a danneggiare i furgoni di un collega di lavoro della donna e a porre in essere atti intimidatori nei confronti di persone vicine alla coniuge, inseguendole con la propria auto.
Nel mese di febbraio il Tribunale per i Minorenni di Ancona aveva disposto l’allontanamento dalla casa familiare, provvedimento violato dall’indagato in più circostanze. L’uomo, raggiunta l’abitazione dell'ex moglie, ha continuato a porre in essere atti violenti e persecutori, tanto da indurla a cambiare numero di telefono e a modificare le proprie abitudini di vita.
Negli ultimi giorni la situazione si è aggravata ulteriormente: l’indagato, dopo aver danneggiato l’auto di famiglia per impedire alla donna di utilizzarla, si è presentato a casa e, improvvisamente e senza motivo apparente, le ha sferrato una violenta testata al volto, causandole la frattura del naso.
Alla vista dei carabinieri ha poi tentato di allontanarsi con la propria auto guidando a fortissima velocità, anche se privo di patente, rimanendo coinvolto in un incidente stradale e distruggendo anche il secondo veicolo.
Il Pubblico Ministero titolare delle indagini, in base alle risultanze investigative prodotte dai militari, ha immediatamente richiesto al competente Giudice per le Indagini Preliminari la misura cautelare detentiva, emessa il 21 aprile.
L’uomo, con numerosi precedenti per rapina, rissa, porto abusivo di armi per cui era già stato sottoposto a misure detentive e domiciliari, è stato così tratto in arresto e tradotto al carcere di Ancona.
Tragedia a Casette Verdini. Nella frazione di Pollenza, poco prima delle 9, un uomo si è lanciato dal balcone della propria abitazione, sita al terzo piano, in via Brancaccio nello stesso complesso residenziale dove è ubicata anche la sede di Morresi Mobili.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118 che, però, non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell'uomo, un commerciante 64enne, a seguito della caduta. Inutili tutti i tentativi di rianimarlo.
Sul posto presenti anche i Carabinieri per ricostruire quanto avvenuto e accertare l'eventuale volontarietà del gesto, su cui - in base alle prime indagini - non sembrano esserci molti dubbi.
(Servizio in aggiornamento)
Ruba portafogli e chiede 200 euro per restituirlo: arrestato 25enne. Incremento significativo di forze impiegate sul territorio durante gli ultimi giorni da parte del Comando Provinciale Carabinieri di Ascoli Piceno con l'intento di garantire maggiore serenità alla cittadinanza, cercando di prevenire al meglio il crimine predatorio.
A San Benedetto del Tronto i militari della locale stazione hanno arrestato, in flagranza di reato, per tentata estorsione un 25enne di origine romena, residente nel fermano e conosciuto alle forze dell'ordine: entrato in possesso del portafogli di un 39enne, lo avrebbe contattato telefonicamente per chiedere in cambio la somma di 200 euro per la sua restituzione in quanto contenente documenti ed effetti personali.
Il sambenedettese ha contattato a quel punto i carabinieri che si sono fatti trovare all'appuntamento prefissato, al posto del denunciante, e hanno arrestato il giovane che è ora a disposizione dell'autorità giudiziaria in attesa dell'udienza di convalida dell'arresto.
Al termine di una complessa ed articolata attività di indagine i carabinieri della stazione di Matelica hanno denunciato nove soggetti responsabili a vario titolo della rissa avvenuta il 9 aprile scorso presso lo stadio comunale di Matelica al termine dell’incontro di calcio, valido per il campionato di Prima Categoria tra la squadra di casa e la ASD Elpidiense Casinare.
In quella occasione, al termine del match, vi fu un violento parapiglia che vide coinvolti i calciatori, il personale tesserato ed i tifosi. L’intervento tempestivo dei carabinieri della Compagnia di Camerino riuscì a sedare gli animi e a riportare la calma.
Successivamente le indagini meticolose e suffragate da immagini video hanno portato all’identificazione dei soggetti coinvolti. Oltre ai nove denunciati infatti sono scattate anche le proposte di misure di sicurezza di Daspo urbano per dodici persone protagoniste della vicenda.
Percorre in discesa il sentiero che dal Monte Conero conduce alla spiaggia delle Due Sorelle e non riesce più a risalire: soccorso un uomo, con il suo cane. È quanto avvenuto questo pomeriggio, a Sirolo.
L'uomo aveva attraversato il Passo del Lupo, chiuso da anni, e nel risalire - resosi conto dell'impervia pendenza - ha chiesto l'aiuto dei Vigili del Fuoco di Ancona.
Sul posto sono intervenute, via mare con un gommone, le squadre della Sezione Navale e i sommozzatori dei Vigili del Fuoco che hanno imbracato - a bordo del gommone - il turista e il suo cane, per condurli alla Spiaggia Urbani di Sirolo. Per l'uomo, illeso, si è trattato soltanto di un grande spavento.
Lavoratori non in regola e norme igieniche non rispettate: chiusa la discoteca Liolà. Sabato notte i Carabinieri della Compagnia di Macerata, insieme ai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Macerata, del Nucleo Anti Sofisticazioni e Sanità di Ancona e del Nucleo Cinofili di Pesaro, hanno proceduto al controllo della discoteca “Liolà” di Montecassiano, accertando alcune carenze di igiene, nonché la presenza di 10 lavoratori non in regola con il contratto di lavoro. I militari dell’Arma hanno elevato sanzioni per 45 mila euro con la sospensione dell’attività imprenditoriale dalle ore 12:00 di oggi.
Durante il ponte del 25 aprile i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Macerata hanno, inoltre, denunciato un pregiudicato di Appignano per la ripetuta violazione del divieto di ritorno nel Comune di Macerata emesso dalla Questura di Macerata e contestato due violazioni per ubriachezza manifesta ad altrettanti cittadini stranieri, controllati mentre barcollavano uno a Fontescodella e l’altro a Sambucheto di Montecassiano.
Sempre i militari della Radiomobile hanno anche denunciato una donna di 54 anni e un uomo di 37 residenti in provincia per guida in stato di ebbrezza, con valori rispettivamente di 0,92 e 2,1 g/l. di alcool nel sangue.
Sono cominciati la scorsa settimana e dureranno fino al novembre 2023 i lavori di riqualificazione e ammodernamento del condominio River Village di Porto Recanati, l'imponente complesso immobiliare sito in una delle zone più complesse del comune rivierasco.
Dodici milioni e mezzo di euro la cifra necessaria all’opera di riqualificazione e ottenuta grazie ai fondi del Sisma bonus e del Superbonus che consentiranno all’immobile il superamento di due classi energetiche, l’installazione di pannelli solari indipendenti per ogni appartamento, 177 in tutto quelli presenti nel residence.
All’esterno del complesso sarà realizzato invece un parco giochi che consenta di riqualificare un’area, quella compresa di fatto tra il River Village e l’Hotel House, balzata troppo spesso agli onori della cronaca per la presenza di spacciatori e degrado imperante. L’obiettivo è quello di restituirla ai bambini che vivono nel quartiere.
Nessun riammodernamento invece per le attività commerciali sottostanti né per la famosa discoteca Green Leaves, un tempo epicentro della movida di tutta la costa adriatica e oggi in totale stato di abbandono e con ingenti infiltrazioni che hanno divelto tetti e pareti andando ad intaccare anche le fondamenta del River Village.
Donna scivola mentre stava percorrendo un sentiero speleo all'interno delle Grotte di Frasassi: soccorsa dai Vigili del Fuoco e dal Soccorso Alpino. È quanto avvenuto intorno alle 12:30, nel comune di Genga.
Mentre stava effettuando la discesa, la donna è scivolata lungo il sentiero, un itinerario di grado avanzato, ed è stato necessario l'arrivo sul posto di una squadra di Fabriano dei Vigili del Fuoco per recuperarla, con la collaborazione del Soccorso Alpino.
La signora, che ha riportato un trauma toracico, è stata trasportata su una barella specifica fino all’uscita del percorso, per poi essere affidata alle cure dei sanitari del 118 che hanno poi provveduto al trasferimento presso il pronto soccorso dell'ospedale di Fabriano per accertamenti.
Sul posto anche i Carabinieri di zona e la Polizia Locale. Per favorire le operazioni è stato disposto il blocco delle entrate alle Grotte di Frasassi per circa tre ore, con inevitabili disagi per i tanti turisti accorsi in una giornata festiva come quella di oggi: ben più di 20 mila le presenze registrate.