Giovane trovato con la droga in auto e in casa: denunciato. Verso le ore 15.00 di ieri, a Macerata, nel corso di un servizio di controllo del territorio, i poliziotti della “volante” hanno proceduto al controllo di una autovettura a bordo della quale si trovava un giovane il quale non dava giustificazioni plausibili circa la sua presenza in quel luogo.
I poliziotti, insospettiti dall’atteggiamento del giovane, hanno proceduto al controllo dell’autovettura all’interno della quale è stato subito rinvenuto e sequestrato un manganello telescopico in metallo. La successiva perquisizione del mezzo, ha consentito inoltre di rinvenire un bilancino di precisione e circa 7 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish suddivisi in due pezzi confezionati singolarmente e pronti allo spaccio.
La perquisizione è stata quindi estesa all’abitazione del ragazzo sita e nella circostanza, all’interno della camera da letto dello stesso sono stati rinvenuti ulteriori grammi di sostanza stupefacente di tipo Mdma, nonché materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi.
Per quanto sopra il giovane, un 23enne residente in provincia è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per i reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere.
Rientra nella casa in fiamme per salvare due gatti, ma rimane intossicato. I Vigili del Fuoco sono intervenuti questa mattina in via Maiolati, ad Ancona, per un incendio verificatosi nella stanza di un appartamento posto su una palazzina di quattro piani.
Le fiamme hanno interessato anche il corridoio dell’abitazione. La squadra di Ancona intervenuta con un’autobotte e l’ausilio dell’autoscala ha provveduto a spegnere l’incendio evitando che le fiamme si propagassero all’intero appartamento. Gli abitanti dello stabile sono stati evacuati in via precauzionale a causa dell’intenso fumo che si è creato. Un 48enne è stato trasportato al Pronto Soccorso di Torrette dai sanitari del 118 per accertamenti.
A quanto risulta l’uomo, che vive nell’appartamento, è rientrato per salvare due gatti. Un gesto di generosità che ha portato alla salvezza dei felini, ma la permanenza all’interno dei locali gli ha fatto respirare il fumo fino a rimanerne intossicato. Le sue condizioni non risultano comunque gravi: è stato trasportato all’ospedale dorico con un codice gravità. Sul posto presente anche la Polizia di Ancona.
Forse Emanuela Orlandi, prima di sparire, aveva ricevuto delle “particolari attenzioni” da un alto prelato. La 15enne scomparsa a Roma il 22 giugno 1983 dopo essere uscita di casa per andare a lezione di flauto in piazza Sant'Apollinare, era figlia di un commesso della Prefettura della casa pontificia e viveva felicemente con la sua famiglia all' interno delle mura vaticane. Dal 20 ottobre un docufilm su Netflix “Vatican girl” ripercorre i 39 lunghi anni trascorsi dalla sua scomparsa, seguendo le ipotesi principali che hanno come minimo comune denominatore il Vaticano.
È Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, che ha dedicato e sta dedicando la vita insieme alla sua famiglia, a far luce sulla scomparsa della sorella, che racconta in un’intervista: “La ragazza che ha ricevuto questa confessione è un’amica di Emanuela. Una settimana prima della sua scomparsa, Emanuela le ha raccontato che mentre passeggiava nei giardini del Vaticano, “uno molto vicino al Papa ci ha provato”. “ Era un’attenzione sessuale”; parliamo del 1983, la pedofilia nella Chiesa all’ epoca era tabù, nessuno poteva parlarne.” La ragazza protetta dall’anonimato, che seppur molto timorosa ha rivelato l’accadimento, non era mai stata interrogata dalla polizia, e neppure la famiglia Orlandi era al corrente dell’episodio.
Furono seguite tante piste per cercare di capire cosa fosse successo ad Emanuela: la pista del terrorismo internazionale, quella del rapimento per ottenere uno scambio con Ali Agca, esponente del movimento nazionalista turco dei “Lupi Grigi” che all’epoca della sparizione si trovava in carcere per aver attentato alla vita del Papa Giovanni Paolo II, la pista dei bulgari, quella del KGB.
Ma il giornalista Andrea Purgatori, che sin dall’inizio si è occupato della sparizione di Emanuela e che insieme al fratello di Emanuela è il narratore del docufilm, insieme agli autori è convinto che la strada da seguire sia un’altra: quella di qualche segreto avvenuto all’interno del Vaticano.
La Banda della Magliana - Un commando di uomini, su ordine di Renatino de Pedis, boss della banda della Magliana, avrebbe rapito Emanuela nel 1983. De Pedis potrebbe aver agito per ordine ricevuto all’interno del Vaticano. A sostegno del coinvolgimento della banda della Magliana, oltre alle deposizioni dell’allora compagna di De Pedis, Sabrina Minardi , c’è la ricostruzione svolta da un grande magistrato, Giancarlo Capaldo, che da Procuratore in Roma, si spese in anni di indagini per la ricerca della Verità sul caso di Emanuela Orlandi.
Facciamo un passo indietro: nel 2005, giunse una telefonata alla trasmissione “Chi l’ ha visto”: suggeriva di andare a vedere chi era stato sepolto in una tomba nella basilica di Sant’Apollinare e di “controllare il favore che “Renatino” fece al cardinale Poletti”, per capire il movente della scomparsa di Emanuela. Il riferimento era alla tomba in cui era stato sepolto il boss De Pedis, dopo la sua morte avvenuta nel 1990, proprio all’interno della basilica di Sant’Apollinare. Fatto inspiegabile e al limite della credibilità.
Il racconto pubblico di quella insolita sepoltura venne fatto per la prima volta nel 1997 dal Messaggero. Ci furono interrogazioni in Parlamento, la cripta venne chiusa al pubblico e su di essa calò il silenzio sino al 2005. Nel 2012 venne ufficializzata la notizia: fu il cardinale Ugo Poletti (all'epoca presidente della Cei e vicario generale della diocesi di Roma )a concedere il nulla osta della Santa Sede il 10 marzo 1990 alla tumulazione della salma del boss della banda della Magliana, Enrico “Renatino” De Pedis nella basilica.
Alcuni sostennero che Poletti doveva dei favori a De Pedis, altri sostennero che Poletti fu pagato per questo “regalo”; alcuni esponenti della banda (Mancini e Abbatino) raccontarono che De Pedis avrebbe avuto un compito direttamente dal Vaticano di rapire la ragazza o, se non direttamente dal Vaticano, da qualcuno che voleva mandare un “messaggio” al Vaticano.
Un rapimento commissionato da un altro prelato pedofilo all’interno del Vaticano? Un rapimento che fu usato da “un’organizzazione mafiosa” come ricatto allo Ior, l’Istituto finanziario vaticano, per la restituzione del denaro consegnato affinché venisse riciclato, ed invece sparito nel crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi?
Una possibile svolta sul caso nel 2012 con il Procuratore Giancarlo Capaldo. Intorno al 2012, sembrò di essere vicini ad una svolta sul caso di Emanuela, e alla concreta possibilità di dare qualche risposta alla famiglia. Il dottor Capaldo, nell’intervista televisiva del 2021 al giornalista Purgatori nella trasmissione Atlantide, rivelò che nel 2012 in Vaticano vi fu un grande imbarazzo per l’esplosione del caso di De Pedis sepolto dentro la Basilica di Sant’Apollinare.
L’ex magistrato riferì che tra il 2011 e il 2012 due alte personalità del Vaticano si erano presentate nel suo ufficio della procura di Roma chiedendo la traslazione della salma del boss De Pedis da Sant’Apollinare, per calmare il pubblico dissenso che si stava alzava sul Vaticano. Il dottor Capaldo chiese in cambio di avere informazioni certe sulle sorti di Emanuela, cui la famiglia in primis aveva diritto, anche se ciò avesse significato ritrovare solamente i resti della ragazza.
I due emissari pochi giorni dopo avrebbero risposto che “la disponibilità era quella di mettere a disposizione ogni loro conoscenza e indicazione per arrivare a questa conclusione”. Inspiegabilmente di lì a poco ci fu un brusco arresto delle trattative. Infatti l'allora procuratore di Roma Giuseppe Pignatone chiese e ottenne l'archiviazione del caso, cui si oppose solo il dottor Capaldo.
I tre faldoni del Sismi spariti nel nulla - Sarebbero spariti tre faldoni top secret del Sismi (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare) oggi sostituito dall’AISE (Agenzia per le informazioni e la sicurezza esterna) che riguardano Emanuela e Mirella Gregori (scomparsa il 7 maggio 1983). Il Sismi aveva condotto delle indagini sul caso di Emanuela; la documentazione sarebbe stata acquisita dalla Procura, ma mai consegnata negli atti d'indagine alla famiglia. L’ennesimo mistero. L’Appello di Pietro: “chi sa parli”.
Il fratello di Emanuela ha un’idea ben precisa: “Per me la sepoltura di De Pedis in quella Basilica di Sant’Apollinare ha sempre rappresentato simbolicamente quel sistema Stato-Chiesa e criminalità che, in qualche modo, ha occultato la verità sul rapimento di Emanuela al di là del movente che può esserci dietro la sua sparizione”. Una cosa è certa: l’amore per Emanuela non fermerà mai la ricerca di Giustizia e Verità del fratello Pietro: "Finché non avrò un corpo, ho il dovere di cercarla viva. Non smetterò mai”.
Ad Ancona all'interno di un'auto appena sbarcata al porto da una motonave proveniente dalla Grecia, rinvenuti circa 30mila euro in contanti occultanti nel vano riservato alla ruota di scorta della vettura e non dichiarati.
La scoperta è avvenuta durante controlli valutari effettuati su conducenti e passeggeri di veicoli e autoarticolati in transito nel porto di Ancona, dai funzionari dell'Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli e dai finanzieri del Comando Provinciale di Ancona.
È scattata la sanzione immediata che prevede l'oblazione per un importo del 15% sull'eccedenza oltre la soglia ammessa, in questo caso circa 3mila euro. Il possesso dei 30mila euro non era stato completamente dichiarato dal conducente in ingresso sul territorio nazionale in violazione della vigente normativa valutaria.
Per il contrasto di illeciti di carattere finanziario, quali il riciclaggio e il finanziamento al terrorismo, il trasporto di valuta dei passeggeri, come stabilisce l'art. 3 del Decreto Legislativo n.195 del 2008, non deve superare i 10mila euro; in caso contrario, il passeggero che entra o esce dal territorio nazionale con una somma di denaro superiore è tenuto a dichiararlo alla Dogana.
Il soggetto fermato aveva riferito di avere con sé circa 2.000 euro. I finanzieri e i funzionari hanno però eseguito controlli più accurati del mezzo e sono riusciti a scovare il denaro nel bagagliaio dell'auto.
Una vasta operazione della polizia contro la pirateria audiovisiva, disposta dalla Procura distrettuale di Catania è in corso sul territorio nazionale. Stretta, dunque, sul cosiddetto “pezzotto”, il sistema che permette di accedere, in maniera del tutto illegale e a prezzi scontatissimi, ai contenuti pay per la visione in streaming delle varie piattaforme di tv a pagamento.
Centri operativi sicurezza cibernetica della polizia postale stanno eseguendo perquisizioni e sequestri su tutto il territorio nazionale nei confronti di appartenenti a una associazione per delinquere di carattere transnazionale. Perquisizioni sono in corso anche da parte della polizia di Ancona e di Fermo.
L'operazione, denominata 'Gotha', ha fatto luce sul 70% di streaming illegale nazionale che coinvolge oltre 900.000 utenti con profitti di milioni di euro al mese. Le città coinvolte sono: Ancona, Avellino, Bari, Benevento, Bologna, Brescia, Catania, Cosenza, Fermo, Messina, Napoli, Novara, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Siracusa, Trapani, L'Aquila e Taranto.
Un uomo è rimasto gravemente ferito in un incidente agricolo in provincia di Macerata. È successo nel pomeriggio (intorno alle 18:30), in contrada Perella, nel comune di Corridonia. L'uomo è stato urtato da un trattore per cause ancora in corso di accertamento. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che, dopo aver valutato i traumi riportati dall'uomo, hanno ne hanno disposto il trasferimento d'urgenza al pronto soccorso di Macerata, tramite ambulanza, in codice rosso. Sul posto anche la polizia locale per i rilievi del caso.
Un terremoto di magnitudo 3.4 è stato rilevato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), intorno alle 19:45 di oggi. L'epicentro è stato segnalato nel comune di Mogliano, ad una profondità di 21 chilometri. Nel pomeriggio una scossa di magnitudo 4.1 è stata nuovamente avvertita anche a largo della costa anconetana.
La scossa, durata pochi secondi, è stata avvertita distintamente dalle popolazioni dell'entroterra maceratese e fermano. I comuni più vicini all'epicentro, oltre a Mogliano, sono quelli di Francavilla d'Ete (a 2 chilometri dall'epicentro), Massa Fermana (a 4 chilometri dall'epicentro), Petriolo (a 6 chilometri dall'epicentro) e Montegiorgio (a 6 chilometri dall'epicentro). Al momento non si sarebbero registrati danni a cose o persone ferite, né sono arrivate chiamate o segnalazioni in tal senso o richieste di soccorso ai vigili del fuoco.
L'ainistrazione comunale, in via cautelativa, per la sicurezza degli studenti ha deciso per la chiusura delle scuole per la giornata di venerdì 11 novembre.
"Si precisa che già dopo la precedente ondata sismica i tecnici dell’ufficio comunale nella giornata di ieri avevano effettuato un sopralluogo agli edifici scolastici costatando l’inesistenza di danni strutturali sugli stessi. Rassicuriamo così la cittadinanza che terremo aggiornata su eventuali sviluppi" ha sottolineato il sindaco Cecilia Cesetti in una nota.
(Credit foto: OpenStreetMap)
Prende a calci e bastonate il pastore scozzese (razza Scotch Collie di 12 anni) il cane di un vicino perché era entrato nel suo cortile sfuggendo al controllo del suo proprietario.
I carabinieri della Compagnia di Montegiorgio e della Stazione di Montottone hanno denunciato alla Procura di Fermo un 70enne pensionato del posto per il reato di maltrattamento di animali.
I militari sono intervenuti dopo la segnalazione di un residente che aveva perso di vista il proprio cane, entrato nel cortile del pensionato. Quest'ultimo, accortosi della presenza dell'animale, per scacciarlo lo aveva preso a calci e a bastonate.
I carabinieri hanno per questo denunciato il pensionato e affidato il cane alle cure veterinarie e al legittimo proprietario. Il delitto di maltrattamento di animali rientra tra i reati procedibili d'ufficio anche se solitamente sono i privati o le associazioni animaliste a rivolgersi all'autorità giudiziaria per segnalare e denunciare episodi di violenze e sevizie in danno degli animali. Il 70enne rischia la reclusione da 3 a 18 mesi o una multa da 5mila a 30mila euro.
Schianto questa mattina, intorno alle ore 12,40, in via Settempeda, poco fuori dal centro urbano. Per cause in corso di accertamento da parte degli agenti della polizia locale del Comune di San Severino Marche giunti sul posto, una donna settempedana alla guida di una Lancia Y ha perso il controllo della propria utilitaria ed è finita contro un furgone Fiat Ducato in sosta ai margini della carreggiata.
Nel sinistro l’autovettura ha riportato diversi danni nelle parte anteriore, la conduce è stata trasferita in ospedale per accertamenti ma le sue condizioni non destano preoccupazione. Sul posto, insieme alla polizia locale, anche i militari della locale stazione dei carabinieri.
Un'altra forte scossa, registrata in mare nella stessa zona marchigiana tra la costa pesarese e anconetana, è stata percepita distintamente anche ad Ancona. In particolare nei piani alti dei palazzi è stata sentita distintamente. È di magnitudo 4 e, secondo i primi dati dell'Ingv, è avvenuta alle 13:35 con epicentro nella costa marchigiana anconetana ad una profondità di 9 chilometri. Ieri la scossa di magnitudo 5.7 e poi le altre.
Una 'botta' che è stata percepita anche nel Pesarese, a Fano, e ad Ancona. Sono stati rivissuti per qualche attimo i momenti di ieri mattina quando due forti scosse (5.5 e 5.2), rilevate davanti alla costa pesarese, avevano causato momenti di panico (qualcuno si è ferito per scappare o per oggetti caduti addosso) e danni, seppure limitati, in vari centri marchigiani.
La popolazione marchigiana resta in allerta. Serpeggia la paura di nuove scosse. Ieri, approfittando della chiusura delle scuole, molti giovani si sono concessi qualche ora in più fuori casa, affolando i centri storici delle città, come avvenuto anche a Macerata.
Anche questa mattina erano proseguite le scosse sismiche in mare davanti alla costa marchigiana, in particolare pesarese e altre spostate più a sud davanti a quelle in provincia di Ancona, alcune delle quali però distintamente percepibili anche in altri centri marchigiani e romagnoli: leggi qui.
Secondo i dati dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, le altre scosse più rilevanti verificatesi da ieri sera sono state: una di magnitudo 3.5 alle 23:05 di ieri e un'altra di magnitudo 2.7 alle 00:15 e 2.8 delle 2:43; tutte con ipocentro compreso tra gli 8 e i 4 chilometri di profondità ed epicentro a circa 30 chilometri da Fano (Pesaro e Urbino).
++ AGGIORNAMENTO ORE 18:50 ++
Sono oltre 300 gli interventi svolti dai vigili del fuoco nelle provincie di Ancona e Pesaro Urbino per verifiche di stabilità a seguito della scossa sismica di ieri mattina. Attualmente 14 appartamenti (7 ad Ancona e 7 a Pesaro Urbino) sono stati fatti evacuare per gravi lesioni alle strutture. Nel tardo pomeriggio è stata chiusa la Cattedrale di San Venanzio Martire a Fabriano.
"La situazione sta tornando alla normalità, le scuole da domani, effettuati i sopralluoghi, saranno quasi tutte aperte, la circolazione ferroviaria e la viabilità stradale sono regolari. Continuano inoltre le verifiche di agibilità sugli edifici pubblici e privati e si procede alla conta dei danni rilevati che, da un primo esame, sembrano riguardare in prevalenza i beni storici e architettonici".
Così il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli che questo pomeriggio ha presieduto la riunione del Centro operativo regionale a seguito dell’evento sismico che ha colpito le Marche ieri mattina. Presente in collegamento anche l’assessore alla Protezione civile, Stefano Aguzzi oltre ai rappresentanti istituzionali coinvolti: Prefetture, Province, Comuni, Anas, Ferrovie, Forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, Sistema operativo delle emergenze. Il Cor si è aggiornato a domani pomeriggio.
"Dobbiamo effettuare in breve tempo una valutazione precisa per poter procedere ad una corretta interlocuzione con la Protezione Civile Nazionale e con il governo. Il Cor resta comunque aperto e pronto ad affrontare qualsiasi evenienza" ha concluso Acquaroli.
++ AGGIORNAMENTO ORE 19:00 ++
Un'altra forte scossa di terremoto è stata registrata nel tardo pomeriggio: magnitudo di 4.1, è stata registrata a largo della costa anconetana, a una profondità di 9 chilometri alle ore 18:54.
In seguito a dei controlli, giovane tira un sasso contro l’auto dei carabinieri mandando in frantumi il vetro di una portiera. Il fatto è successo nel pomeriggio di ieri, intorno alle 17, a Porto Recanati all'interno del piazzale dell'Hotel House. Un senegalese di 23 anni, D. B., già noto alle forze dell’ordine, in seguito a degli accertamenti di routine effettuati dai militari in un appartamento occupato abusivamente, ha dato improvvisamente in escandescenze tirando poi sassate contro la gazzella degli stessi carabinieri.
Non pago il ragazzo, che in precedenza non era stato nemmeno oggetto dei controlli, è entrato all'interno della vettura dei carabinieri prendendo possesso del bastone tonfa, strumento di difesa in dotazione alle forze dell'ordine. Vedendosi scoperto si è poi dato alla fuga cercando di far perdere le proprie tracce all'interno del condominio multietnico.
I carabinieri, dopo un breve inseguimento, chiamando in ausilio anche altre pattuglie della Compagnia di Civitanova, hanno individuato il 23enne e lo hanno acciuffato, all'interno dell'Hotel House, verso le 18. Il soggetto è stato portato in caserma e denunciato all'autorità giudiziaria.
Anziana donna trovata senza vita in casa: era deceduta da due mesi. Residente in un'altra regione, la figlia di una signora 78enne, dopo la notizia diramata sulla scossa di terremoto che ha colpito anche Ancona, ha cercato di mettersi in contatto con lei. Dopo vari tentativi, senza ottenere alcuna risposta, la donna ha contattato il 112 spiegando che la madre viveva da sola.
I soccorritori sono giunti presso l’abitazione della 78enne ad Ancona, intorno alle 11, hanno suonato al campanello senza esito. Temendo la donna fosse in difficoltà a causa delle scosse di terremoto hanno chiesto supporto ai Vigili del fuoco che, una volta riusciti ad entrare, hanno scoperto il corpo della donna in avanzato stato di decomposizione. Dai primi esami sembrerebbe la morte risalga a due mesi fa. Ancora un dramma della solitudine
Dopo la scossa di terremoto di magnitudo 5.7 che ha interessato questa mattina la costa adriatica marchigiana, le squadre dei vigili del fuoco sono impegnate in 50 interventi per verifiche di stabilità a edifici nei territori delle province di Pesaro/Urbino e Ancona.
Al momento non sono segnalate particolari criticità. Impegnati gli elicotteri dei reparti volo di Pescara e Bologna per una verifica dall’alto delle aree interessate dalla scossa sismica. Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, da questa mattina è in collegamento con il presidente del consiglio e il capodipartimento di protezione civile nazionale per l'aggiornamento sull'evoluzione della situazione a seguito delle scosse che si sono verificate a largo della costa marchigiana. È in corso il centro operativo regionale nella sala operativa della Protezione Civile regionale.
Evacuata precauzionalmente stamattina la zona della clinica privata Villa Igea di Ancona. Diverse persone, spaventate, sono scese per strada in pigiama. Il traffico ferroviario è sospeso tra Rimini e Varano e Falconara Marittima e Jesi, dove è in corso l'intervento dei tecnici. La riattivazione è prevista dal gestore della rete ferroviaria nazionale per le ore 12:00. Alla stazione di Ancona sono caduti calcinacci sulle scale dei sottopassaggi e lungo i marciapiedi di sosta per l'attesa dei treni.
In provincia di Macerata - al momento - non è stato segnalato alcun danno significativo, al centralino dei vigili del fuoco non sono giunte segnalazioni a riguardo. In alcuni comuni sono state chiuse le scuole in via precauzionale: ecco quali.
++ AGGIORNAMENTO ore 15:20 ++
Prosegue il lavoro delle squadre dei vigili del fuoco impegnate nelle verifiche di stabilità, e in particolar modo negli edifici strategici e di civile abitazione nella regione dopo la scossa di terremoto di questa mattina. La parte più colpita al momento risulta la zona della costa adriatica. Nella provincia di Ancona risultano circa 120 interventi da eseguire e nel pesarese circa 20 interventi da evadere. Al momento non risultano persone coinvolte, ma solo danni alle strutture.
Un terremoto di magnitudo 5.7 è stato rilevato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), intorno alle 7:07 di oggi. L'epicentro è stato segnalato al largo della costa pesarese, ad una profondità di 8 chilometri.
La scossa è stata avvertita distintamente dalle popolazioni della provincia maceratese così come in tutto il Centro Italia, ma anche al nord, sino a Padova e Venezia. I comuni più vicini all'epicentro sono Fano (a 31 chilometri dall'epicentro), Pesaro (a 35 chilometri dall'epicentro), Ancona (a 47 chilometri dall'epicentro), Rimini (a 61 chilometri dall'epicentro) e Cesena (a 87 chilometri dall'epicentro).
A breve distanza dalla prima scossa, sempre a largo della costa pesarese, sono state registrate altre quattro scosse di magnitudo 4.0 (7:12), 3.1 (7:15), 3.4 (7:16) e 2.5 (7:23). Al momento non sono pervenute alla sala operativa del comando dei vigili del fuoco richieste di soccorso né segnalazioni di danni.
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++ AGGIORNAMENTO ore 7:53 ++
Lo sciame sismico prosegue. Registrate altre tre scosse, due delle quali al largo della costa anconetana di magnitudo 2.7 (ore 7:26) e 2.4 (ore 7:29) e una al largo della costa pesarese (magnitudo 2.4, ore 7:35).
Il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, in via precauzionale, ha chiuso le scuole di ogni ordine e grado, dagli asilo nido agli istituti superiori. Le scuole assicureranno la vigilanza degli alunni finché non arriveranno le famiglie a riprenderli.
La stessa decisione è stata assunta da altri sindaci della provincia di Macerata (Morrovalle, Appignano, Recanati, Civitanova Marche, Porto Recanati, Corridonia, Matelica, San Ginesio, Monte San Giusto) per consentire gli accertamenti dei tecnici negli edifici scolastici.
"Stiamo verificando le conseguenze sui territori, vi terremo aggiornati - ha sottolineato il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli -. Mi sono sentito con il capodipartimento della Protezione Civile Curcio e in via cautelativa per il controllo degli edifici scolastici si invitano i comuni delle Province di Ancona e di Pesaro e Urbino a chiudere le scuole di ogni ordine e grado. Nelle altre province si valuti caso per caso"
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++ AGGIORNAMENTO ore 8:15 ++
Giunte alla sala operativa dei vigili del fuoco alcune richieste di verifiche su edifici. Lo sciame sismico è ancora attivo: registrate altre nove scosse, di cui tre con magnitudo superiore a 3: 3.2 (alle ore 7:57), 3.7 (alle ore 7:58) e 3.1 (alle ore 8:15).
++ AGGIORNAMENTO ore 9:40 ++
Al momento sono undici i tecnici della Provincia, divisi in diverse squadre, che stanno svolgendo dei sopralluoghi in tutte le scuole superiori per verificare eventuali danni causati dopo il terremoto di questa mattina. Al momento, però, non sono stati segnalati problemi. Il Presidente Sandro Parcaroli è in riunione con i tecnici regionali della Protezione civile per fare il punto della situazione.
++ AGGIORNAMENTO ore 10:19 ++
Altre 18 scosse sono state registrate dallo sciame sismico attivatosi al largo della costa pesarese e anconetana: la più forte di magnitudo 3.0 alle ore 9:47. In seguito alle scosse di questa mattina, si stanno ultimando i sopralluoghi di verifica all’interno della zona rossa. Per questioni di sicurezza e in via precauzionale, e fino a nuova comunicazione, sono sospesi gli accessi nella suddetta zona rossa.
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++ AGGIORNAMENTO ore 11:34 ++
In seguito alla forte scossa di questa mattina, anche il Comune di San Severino Marche ha deciso di disporre una serie di verifiche tecniche nelle scuole cittadine e in alcuni edifici pubblici. Dai sopralluoghi non sono emerse particolari criticità. I controlli hanno interessato anche il teatro Feronia, dove in questi giorni sono in programma alcune rappresentazioni. Al momento non si registrano chiamate d'emergenza al centralino della Polizia Locale, né richieste di intervento da parte dei cittadini per verifiche di staticità.
++ AGGIORNAMENTO ORE 13:40 ++
Sono quasi 60 le scosse registrate da questa mattina a largo delle coste marchigiane: l'ultima, di magnitudo 2.3, risale alle 13:32
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Una segnalazione partita dai social grazie alla pagina "Spotted Unimc", punto di incontro e diffusione informazione per i giovani abitanti e studenti universitari di Macerata. Attraverso alcune storie Instagram pubblicate venerdì 4 novembre, la pagina ha denunciato una serie di reiterati atti di vandalismo che interessano le zone limitrofe al centro storico.
“C'è qualcuno che, approfittando della confusione del giovedì universitario, si diverte a spaccare i vetri e gli specchietti retrovisori delle macchine parcheggiate – racconta uno dei proprietari del profilo -. Questo è il terzo venerdì di fila che riceviamo lamentele a riguardo e stamattina anch'io sono stato colpito: sono entrati nella mia auto e hanno rubato quello che c’era dentro, fra cui gli occhiali”.
Dopo la denuncia partita venerdì scorso sui social, sono continuate a piovere segnalazioni alla pagina. Gli utenti lamentano situazioni simili, con tanto di foto scattate fra giovedì sera e la mattina successiva presso il parcheggio Garibaldi, viale Trieste e Rampa Zara. L’anonimo amministratore di Spotted ha dichiarato di aver contatto anche il comune di Macerata, auspicando un intervento più efficace della Polizia Locale per garantire la sicurezza cittadina.
(Fonte foto: Spottedi Unimc)
Lampade, stufe, ventilatori, un impianto di irrigazione a goccia e una tenda oscurata a coprire e favorire la rapida crescita delle piante di marijuana. È quanto hanno scoperto i carabinieri della stazione di Visso fermando un ventitreenne del posto.
Il giovane, a seguito di una perquisizione personale, era stato trovato in possesso di due grammi di marijuana. I militari, a quel punto, hanno esteso le ricerche alle pertinenze della sua abitazione scoprendo dieci piante già in fase di germogliazione grazie alle sollecitazioni rese dall’impianto. Per il 23enne è scattata la denuncia in stato di libertà per il reato di detenzione e coltivazione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Maria Teresa, per tutti “Sissy” aveva 27 anni, veniva da Taurianova, Calabria, era una giovane agente della Polizia penitenziaria, di stanza da 7 anni nel carcere femminile della Giudecca, a Venezia.
Ma prima di questo Sissy era una giovane donna solare, sempre sorridente, innamorata della sua famiglia, dei suoi amici, del mare e dei viaggi, nel pieno della felicità; così la descrivono non solo i genitori, ma anche le tante foto e video rese pubbliche nel corso di trasmissioni come “Le Iene”, “Chi l' ha visto?”, che da anni seguono il caso cercando di dare un apporto alle indagini.
Il 1 novembre 2016, un colpo sparato dalla pistola d’ordinanza di Sissy la raggiunse alla testa: venne ritrovata agonizzante nell’ascensore dell’ospedale civile di Venezia, dove si trovava in servizio esterno per controllare le condizioni di una detenuta che aveva appena da poco partorito. Dopo aver lottato per due anni e due mesi in coma, Sissy non ce l’ha fatta, e se ne è andata nel gennaio 2019.
Le ultime immagini di Sissi sono quelle registrate dalle telecamere dell’ospedale di Venezia, trasmesse da “Chi l’ha visto?” : si vede Sissy mentre esce dalla stanza della detenuta al piano terra, ed invece di dirigersi verso l’uscita, si dirige nella zona ascensori. Prima verso quello di sinistra, poi verso quello di destra: da un fermo immagine sembra stia parlando al telefonino. Poi nulla, sino a che non verrà ritrovata già a terra sul pianerottolo dell’ascensore da una signora che viene ripresa da una telecamera mentre arretra visibilmente scossa da quella zona, verso cui era inizialmente diretta.
Omicidio o suicidio? La famiglia Trovato Mazza non ha dubbi: secondo le indagini condotte dai consulenti della famiglia, ci sarebbero molteplici elementi a supporto della tesi dell’omicidio. "Mia figlia non si è suicidata, voglio che si sappia la verità il dolore è sempre quello del primo giorno. Non passa”. Un dolore disperato, irraccontabile per i suoi genitori, diventato un motivo per proseguire nella battaglia per la Verità che li ha portati ad opporsi ad ogni richiesta di archiviazione della Procura, convinta invece della tesi del suicidio.
Il primo mistero è quello del telefonino di Sissy, che verrà ritrovato nell’armadietto del carcere della Giudecca. Eppure nel fermo immagine delle riprese in ospedale, nonostante la scena non sia del tutto nitida, sembrerebbe proprio che Sissy abbia il cellulare in mano, appoggiato al volto. Come dunque sarebbe finito quel telefonino nell’armadietto di Sissy (trovato aperto) del carcere della Giudecca? “Sissy dormiva con il telefonino, non si staccava mai dal telefonino” ricorda il papà.
C'è poi l’apporto scientifico che contrasterebbe la teoria del suicidio; apporto fornito dai risultati della BPA (Bloodstain Pattern Analysis) tecnica che studia le tracce ematiche presenti sulla scena del crimine, per ricostruire il delitto.
Le analisi, secondo la consulenza di parte dell'ex capo dei RIS, Luciano Garofano, avrebbero rivelato la totale assenza di tracce di sangue sulla manica della giubba di Sissy e sulla sua mano che, per chi sostiene il suicidio, avrebbe impugnato la ‘Beretta' calibro nove.
Inoltre, seconto la dinamica balistica, ci sarebbe un vuoto di schizzi di sangue sulle pareti dell’ascensore, e ciò, secondo la perizia di parte, sarebbe conseguenza della presenza di almeno un soggetto accanto a Sissi .Oltre ciò sulla pistola non è stata rinvenuta nessuna impronta, nemmeno la sua. Eppure dalle immagini si vede chiaramente che quel giorno Sissy non indossava i guanti.
Il Gip del Tribunale di Venezia ha già respinto per tre volte, l’ultima volta a luglio di quest’anno, la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, accogliendo l'opposizione presentata dagli avvocati della famiglia. Nell’ultima udienza ha disposto nuovi accertamenti, anche sul cellulare. In particolare ha richiesto la geolocalizzazione del telefono, oltre ad un’approfondimento della dinamica balistica.
Vivendo quello che ad oggi è un giallo ancora irrisolto, la famiglia di Sissy non si da pace; solo il bisogno di Verità e Giustizia fa andare avanti i genitori della giovane agente, in attesa delle prossime udienze fissate per il primo semestre del 2023.
Fa esplodere un ordigno perché geloso dell'amica dell'ex fidanzata: arrestato. A compiere l'insano gesto un 40enne con precedenti penali, residente nel Maceratese. L'uomo aveva maturato una tale avversione nei confronti di una ragazza di Porto Sant'Elpidio, in quanto insensatamente geloso della donna con una sua ex fidanzata, da attribuirle la fine della loro storia.
Per questo motivo si sarebbe reso responsabile di un doppio atto intimidatorio nei confronti della giovane, la rottura di un finestrino dell'auto e poi un ordigno fatto esplodere vicino alla vettura, nella stessa sera, che aveva mandato in frantumi anche vetri di abitazioni vicine, danneggiando una cabina a gas, rischiando di fare una strage.
I fatti, avvenuti a Porto Sant'Elpidio, risalgono al 20 settembre scorso. Grazie ad articolate indagini, eseguite dalla Squadra Mobile di Fermo, la polizia ha eseguito un ordine di custodia cautelare in carcere a carico del 40enne.
L'amica della vittima dell'intimidazione, era stata a sua volta bersaglio di condotte persecutorie da parte dell'uomo ma, terrorizzata, non aveva mai voluto sporgere querela per la paura di ritorsioni dell'uomo, spaventata dal fatto di potersi ritrovare nella stessa condizione di una sua coetanea, anche lei una ex fidanzata del 40enne e oggetto di grave stalking da parte di quest'ultimo già condannato in primo grado per atti persecutori. L'Indagine, coordinata dalla Procura di Macerata, ha portato alla richiesta e all'emissione di una misura cautelare del gip che ha disposto la custodia cautelare in carcere.
La comunità di Treia piange la scomparsa di Assunta Brachetta e si stringe al dolore dei suoi cari, in particolare il marito Fabio Renzi, segretario generale della Fondazione Symbola.
Nata a Treia il 2 novembre 1950, laureata in Lettere e Filosofia, Assunta Brachetta ha collaborato ad attività di ricerca nel campo ambientale, del turismo e dello sviluppo sostenibile. Una donna fortemente impegnata nella società civile, tra i fondatori della Legambiente di cui è stata la prima segretaria regionale delle Marche e poi presidente fino al 1995.
Dal 1983 è stata membro del direttivo nazionale. Ha fatto parte della segreteria nazionale dal 1987 al 1995. Non si è mai risparmiata in tante battaglie al fianco dei cittadini e dei comitati per il clima, in difesa dell’ambiente, dell’energia pulita, per un’agricoltura di qualità e a Km zero.
“La scomparsa di 'Assuntina', come eravamo solita chiamarla, ci addolora profondamente - esprime così il suo cordoglio il sindaco di Treia Franco Capponi - impossibile dimenticare il suo grande impegno verso la nostra comunità e la grande vicinanza e amicizia con Treia, sua e di suo marito Fabio Renzi”. Proprio di Treia, Assunta Brachetta è stata consigliera comunale, dal 1980 al 1985 prima di coprire la carica di consigliere regionale dal 1995 al 2000.
Negli anni ‘80 ha fatto parte del Comitato Promotore Nazionale del Parco dei Monti Sibillini e del Consiglio della Riserva Naturale dello Stato dell’Abbadia di Fiastra.
Ha fatto parte della Consulta Ecologica della Regione Marche dal 1981 al 1995. Ha rappresentato Legambiente nel Comitato Nazionale di Volontariato di Protezione civile dal 1992 al 1996. Nel marzo 2002 fu nominata a far parte della Magistratura dell’Accademia Georgica di Treia.
Anche la città di San Severino Marche si è unita, con un messaggio rivolto alla famiglia dal sindaco Rosa Piermattei e dall'amministrazione comunale tutta, al dolore per la scomparsa di Assunta Brachetta. Donna impegnata in moltissime iniziative a difesa del territorio, portò avanti con grandissima convinzione anche la battaglia contro la Turbogas di Rocchetta.
Ancora due tragici incidenti sul lavoro. Nella notte, poco prima delle 3, Nicoletta Paladini di 50 anni, ha perso tragicamente la vita in un terribile incidente nella vetreria di Borgonovo, in provincia di Piacenza, durante il turno di lavoro.
Secondo le prime ricostruzioni la donna sarebbe rimasta incastrata e schiacciata tra un nastro trasportatore e un macchinario porta bancali. La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio dei Carabinieri coordinati dalla Procura di Piacenza. Questa mattina, in un’azienda del torinese, i vigili del fuoco sono intervenuti per estrarre il corpo senza vita di un operaio marocchino di 41 anni, residente a Torino, che è stato travolto da una catasta di tubi metallici.
Nella vetreria di Borgonovo dove lavorava Nicoletta le colleghe e i colleghi sono "in assemblea permanente per chiedere che mai più si debba piangere una donna o un uomo che esce da casa per lavorare non vi fa più ritorno".
L'Anmil, l'Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invali di del Lavoro, in occasione della 72esima edizione della Giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro del 9 ottobre scorso, ha diffuso gli ultimi dati Inail: da gennaio a settembre di quest'anno i morti sono stati 677 con una media di quasi tre vittime al giorno.
Nel periodo tra gennaio e agosto 2022 la media è stata di 84 vittime al mese. Il totale è di 95 decessi in meno rispetto allo stesso periodo del 2021 - che però risentiva dei tanti morti per Covid. I decessi non legati alla pandemia sono aumentati del 32%. Sono cresciute anche le denunce di infortunio totali: sono state 484.561, +38,7% rispetto al 2021. Il maggior numero di infortuni mortali si è registrato nel settore delle costruzioni. Un bilancio tutt’altro che confortante, che parla non di numeri ma di persone!