Richiedono il rilascio del permesso di soggiorno senza presentare la documentazione richiesta: la polizia smantella un sodalizio criminale che ha portato nel territorio maceratese 21 cittadini di nazionalità albanese, a partire dal mese di luglio 2022.
IL FATTO - Le richieste sono state presentate da lavoratori entrati sul territorio italiano per esclusivi motivi di turismo e sprovvisti sia di visto d’ingresso per motivi di lavoro subordinato (necessario per l’ottenimento del titolo), che dell’indicazione relativa al datore di lavoro e al domicilio.
Tutte le istanze per l'ottenimento del permesso di soggiorno, peraltro, sono state inoltrate da uno stesso ufficio postale, sito a Civitanova Marche. La Questura ne ha disposto l'archiviazione per assoluta carenza di requisiti di legge.
L'OPERAZIONE - A seguito di articolati accertamenti posti in essere dal personale dell'ufficio immigrazione, in collaborazione con i carabinieri del nucleo Ispettorato del Lavoro di Macerata, sono stati individuati i possibili cantieri dove potevano essere stati impiegati i lavoratori, nonché il probabile datore di lavoro: un cittadino albanese operante nel settore dell'edilizia.
Durante i successivi controlli effettuati nei comuni di Tolentino e Civitanova Marche, è stata riscontrata la presenza di 13 cittadini stranieri destinatari del provvedimento di rigetto del permesso di soggiorno. Stavano tutti svolgendo attività lavorativa, sprovvisti di documenti. Il loro domicilio era situato in un casolare tra le campagne di Montecosaro e Civitanova Marche, all’interno del quale sono stati rinvenuti i documenti e gli effetti personali dei lavoratori.
Acquisiti ulteriori riscontri, si è proceduto alla denuncia in stato di libertà nei confronti del loro datore di lavoro e del commercialista della ditta, per aver avuto alle proprie dipendenze più lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno.
Inoltre, un cittadino albanese sorpreso in un cantiere edile di Civitanova Marche è stato soggetto a provvedimento di espulsione emesso dal prefetto di Macerata, cui è seguito un provvedimento di intimazione alla partenza volontaria emesso dal questore di Macerata.
Tenta il furto a scuola: denunciato dai poliziotti dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Macerata un uomo di 34 anni, residente in provincia e già conosciuto alle forze dell’ordine per i suoi numerosi trascorsi.
IL FATTO - Verso le ore 13:00 di domenica, una “Volante” è intervenuta in via Cioci, presso l’Istituto d’Arte Cantalamessa, dove era scattato l’allarme. Immediatamente giunti sul posto, i poliziotti dopo aver scavalcato la recinzione per effettuare un controllo, hanno intercettato un uomo che, alla loro vista, ha tentato di fuggire. Subito bloccato, è avvenuta l’identificazione.
Secondo una prima ricostruzione l’uomo, dopo aver scardinato alcune porte dell’istituto scolastico e raggiunto un distributore di cibi e bevande, aveva divelto la cassetta di sicurezza con l’intenzione di impossessarsi del denaro contante presente al suo interno. È, quindi, scattata la denuncia in stato di libertà per il reato di furto aggravato.
Il sindaco Franco Capponi e l'amministrazione comunale di Treia esprimono, a nome dell’intera comunità, le più sentite condoglianze alla famiglia di Giulio Innocenzi, venuto a mancare nella giornata di domenica: "Vogliamo esprimere la nostra vicinanza alla famiglia per la perdita di un uomo straordinario per sensibilità, lucidità, responsabilità e correttezza".
Sopravvissuto ai lager nazisti, Giulio è stato instancabile testimone di quell'orrore che ha raccontato nei numerosi incontri con le scuole di Treia, nei convegni e in un libro di memorie.
Il suo messaggio è stato instancabilmente profuso fino a quest’anno per la Giornata della memoria, estremamente lucido a 95 anni, raccomandando ai giovani di impegnarsi affinché quello che allora è successo (la demolizione della condizione umana, il genocidio, le disumane e barbare eliminazioni del nemico solo perchè appartenenti a "razze diverse" le deportazioni di milioni di donne e bambini Ebrei, le insopportabili torture a chi la pensava diversamente) non possa più accadere.
Giulio era nato a Camerino, residente a Treia da tantissimi anni, veterinario di grandi capacità ed esperienza, era uno dei sopravvissuti ai campi di concentramento tedeschi. Spesso ha ripercorso la sua storia con gli studenti dell'istituto comprensivo Paladini di Treia nella "Giornata della Memoria", affinché resti vivo il ricordo di ciò che è stato. L'amministrazione comunale aveva consegnato insieme all’allora dirigente scolastica Angela Fiorillo una targa conferendogli il riconoscimento di "Testimone della storia".
All’epoca della sua deportazione Giulio Innocenzi aveva solo sedici anni e la spensieratezza di un ragazzo che andava a scuola (frequentava il liceo). È stato prigioniero nel campo di concentramento e lavoro di Düsseldorf.
Un cane e tre gatti morti per sospetto avvelenamento hanno fatto scattare l’intervento dei carabinieri forestali nei parchi di San Severino Marche. I militari del nucleo cinofilo antiveleno del Parco di Chiusi della Verna, dipendente dal reparto carabinieri del Parco Foreste Casentinesi, insieme ai colleghi del comando stazione carabinieri forestali di San Severino Marche, con il cane labrador Titan condotto dal brigadiere Nicola Gonfiacani, hanno perlustrato le aree verdi pubbliche nel rione Uvaiolo e nel rione Glorioso alla ricerca di eventuali altri ‘bocconi’ avvelenati. In tutta la zona il Comune aveva subito informato i proprietari affiggendo cartelli di avviso.
Dopo un’approfondita azione di verifica e controllo fortunatamente si sono potuti escludere ulteriori pericoli e i due giardini, nel frattempo chiusi al pubblico, sono così tornati pienamente fruibili. I due parchi, peraltro, sono frequentati anche dai bambini che risiedono nei due popolosi rioni.
A far scattare l’allarme, e il pronto intervento dei carabinieri forestali di San Severino Marche guidati dal maresciallo Eleonora Zampini, erano stati, nei giorni scorsi, il sospetto avvelenamento da rodenticidi di un cane, nell’area verde di Uvaiolo, e di 3 gatti in quella del quartiere Glorioso, oltre che di un altro paio di segnalazioni ma alle quali non sono poi seguiti rinvenimenti di carcasse.
Il comando dei carabinieri forestali settempedani, subito attivatosi insieme al Comune, ha quindi chiesto l’intervento dell’unità cinofila antiveleno, un cane addestrato alla ricerca di veleno capace di mostrare al conduttore la presenza di esche sul territorio.
Le aree per ora si intendono bonificate anche se non si è ancora riusciti a risalire ai responsabili degli assurdi episodio. In entrambi i siti le indagini sono comunque in corso. I responsabili potrebbero essere perseguiti per una serie di reati: uccisione animali e maltrattamento animali oltre che getto di cose pericolose. Si tratti di reati che, va ricordato, sono puniti dal nostro codice penale.
Vale la pena ricordare, infine, che chiunque abbia messo, anche nel proprio giardino o orto, delle esche per topi o per lumache deve comunque assicurarsi che le stesse non possano essere ingerite da altri animali con l'ausilio di contenitori appositi. Coloro i quali non osserveranno questi attenzioni rischiano di essere considerati responsabili degli stessi reati.
Non c'è stato nulla da fare per Valentina Renzi, l'anziana di 83 anni, che sabato mattina mentre attraversava la strada con il suo cagnolino al guinzaglio è stata travolta da un'auto. La donna era ricoverata all'ospedale di Torrette in progrosi riservata.
L'impatto violentissimo era avvenuto a Senigallia, in via Po, all'altezza del cavalcavia. La vittima è stata sbalzata a terra e il suo cagnolino è morto sul colpo. A guidare l'auto che ha investito la signora Renzi una 72enne di Senigallia che avrebbe riferito di non aver visto la donna. Ora, con la morte della vittima, l'automobilista è indagata per omicidio stradale.
È morto per una malattia che non gli ha lasciato scampo il luogotenente Andrea Battistini, 53 anni, carabiniere in servizio nel comando di Tolentino e segretario provinciale del sindacato italiano militari carabinieri. Tutta l’Arma è in lutto. Battistini era di origini abruzzesi ma viveva a Tolentino. Lascia la moglie Edda (molto nota per la sua attività di produzione di pasta fresca) e i figli Lucrezia ed Emanuele. Tra i precedenti incarichi l’Anticrimine del Ros di Ancona, il servizio presso la stazione di Appignano, presso quella di San Lorenzo in Lucina, a Roma, e il Nucleo radiomobile della capitale.
Sono trascorsi quattro anni dall'incidente stradale che ha interrotto la vita di Huub Pistoor, a pochi chilometri da Jesi. Era un cittadino olandese, da molti anni residente nelle Marche. La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo ha accolto il ricorso presentato a luglio dalla famiglia contro l'archiviazione decisa dalla Procura di Ancona.
Un rimorchio si era staccato da una motrice e aveva ucciso Huub Pistoor, ingegnere elettronico a Jesi, AAG Accompagnatore di Alpinismo Giovanile del CAI sezione di Ancona, socio della Scuola Popolare di Filosofia di Macerata.
"Ora lo Stato italiano dovrà rispondere e dare spiegazioni riguardo al sistema delle revisioni dei mezzi pesanti (mezzi in quelle condizioni non avrebbero dovuto circolare ma avevano invece superato la revisione) e anche riguardo all'archiviazione (la Procura ha ritenuto responsabile solo il conducente moldavo e non sono state accertate le responsabilità dei titolari della società di trasporto proprietari dei mezzi e di chi si era occupato di revisione e manutenzione)", spiegano i familiari della vittima augurandosi che "la Giustizia negata in Italia possa essere garantita in sede europea a chi si sentiva profondamente cittadino europeo".
La compagna Gioia Bucarelli afferma: "Una prima tappa importante, una vittoria collettiva di cittadini, Associazioni, familiari di vittime, persone che credono nel cambiamento, in una strada senza violenza. Era ciò che auspicavamo per una questone di principio, per onorare le tante vite perse sulle strade, per sollecitare impegno, attenzione alla prevenzione, rispetto e Giustizia per tutte le vittime".
Riceviamo e pubblichiamo lo sfogo di un automobilista che affida alle nostre pagine
"Sono le otto di sera, mi immetto in ss77 a Morrovalle, si è fatto tardi e mi sembra la soluzione piu veloce. Il navigatore mi dice che in sei minuti sarò a Piediripa.
Entro in superstrada e trovo un muro di auto, le ultime con le quattro freccie, quelle immediatamente avanti con il motore spento.
Inizia così un calvario che mi porterà a percorrere gli 8,2 km di strada in quasi due ore senza alcuna indicazione.
Ovviamente il focus della questione è nel tratto con i cantieri (la segnaletica dice così) dove sembrerebbe che una macchina si sia fermata. Ma nessuno chiude il tratto che, di fatto, si è gia chiuso da se. Nessuno segnala che il tratto è paralizzato e rimarrà tale per ben due ore. Le auto continuano ad incolonnarsi e ad entrare in superstrada trovandosi lo stesso muro di veicoli che avanzano a singhiozzo qualche centimetro alla volta
Gli automobilisti sono inferociti. "bastava che una pattuglia ci avesse fatto uscire all'uscita precedente (Morrovalle n.d.r.)" esclama un automobilista diretto a Foligno a cui risponde un'altro esausto utente "speriamo che non si accorgano che ci sono incidenti ogni giorno, altrimenti non possono mettere l'autovelox e ci faranno pagare il pedaggio".
Un sipario comico/drammatico degno di "benvenuti al Sud" che lascia l'amaro in bocca a quanti, come me, sono stati ostaggi per due ore a causa di un auto ferma, in ciò che oramai è un incubo chiamato superstrada"
Il furto è avvenuto nella serata di ieri, tra le 21.30 e la mezzanotte, presso il lungomare sud di Civitanova Mrche, di fronte al ristorante "I due Re" mentre i proprietari stavano lavorando. Si tratta di una Range Rover Sport grigio scuro del 2016, parcheggiata in via Massimo D'Azeglio, di fronte al ristorante.
I proprietari si sono accorti del furto al termine del lavoro, quando uscendo hanno trovato l'altra auto di loro proprietà con la targa a terra. L'ipotesi più probabile è che, essendo la vettura parcheggiata vicino alla Range Rover, abbia subito un urto durante il furto e sia stata danneggiata.
Questa mattina la proprietaria Michela Malatini ha sporto denuncia ai carabinieri. Si spera che, con l'aiuto delle telecamere della zona, le indagini portino all'individuazione dell'autore del reato.
Distributori di sigarette sotto attacco degli hacker solidali con Alfredo Cospito. In varie parti d'Italia sui video delle macchinette sono comparse scritte come "Fuori Alfredo dal 41bis", mentre i pacchetti potevano essere acquistati a dieci centesimi, tanto che i tabaccai sono stati costretti a disattivare le macchine.
Gli episodi sono stati segnalati nelle Marche, al momento, a: Matelica, Fabriano, Pesaro e San Benedetto del Tronto. A quanto risulta, i distributori automatici colpiti sarebbero tutti di uno stesso marchio.
Grave incidente a Castelraimondo, all'incrocio di Borgo Lanciano. Due vetture si sono scontrate in un violento frontale che ha coinvolto cinque persone. I feriti sono stati trasportati in ospedale: uno a Macerata, tre a Camerino e l'ultimo, il più grave, a Torrette in eliambulanza.
Il fatto si è verificato intorno alle 19:30, quando è arrivata la segnalazione. Sul posto sono intervenuti prontamente i soccorritori del 118, i vigli del fuoco della stazione di Macerata e i Carabinieri.
Una donna di 50 anni, residente nel Fabrianese, è stata denunciata per appropriazione indebita dagli agenti del commissariato di pubblica sicurezza di Fabriano. Si sarebbe appropriata di un pacco da consegnare, falsificando la firma della destinataria.
A far partire l'indagine, una donna di origine straniera che aveva ordinato un macchinario per cucina del valore di 300 euro, approfittando di uno sconto per acquisti on-line promossi da un noto sito. La consegna, però, nonostante il tempo trascorso dalla data del pagamento, non era mai avvenuta.
La donna, prima di rivolgersi all'ufficio denunce del commissariato cittadino, si era recata presso la sede provinciale del corriere per chiedere spiegazioni. E lì ha scoperto che il pacco era stato regolarmente spedito da oltre un mese dal rivenditore e da 15 giorni risultava consegnato dal corriere all'indirizzo indicato al momento dell'ordine on-line, il domicilio dell'acquirente.
Quest'ultima, però, ha riferito agli agenti che, nel giorno e nell'ora indicati nel tracciamento della consegna, si trovava a casa, ma la consegna non era avvenuta. I poliziotti, attraverso i riferimenti forniti dalla società di spedizione, sono riusciti a risalire al nominativo di chi era incaricato della consegna, constatando che, attraverso l'apposizione di una firma falsa sul 'registratore di consegna' era stato falsamente attestato il recapito dell'ordine, di cui, invece, si era effettivamente appropriata la 50enne.
Cocaina in auto e in casa: arrestato un quarantatreenne. L’uomo, residente a Castelraimondo, è stato fermato dai carabinieri di Fiuminata e della locale stazione durante un controllo alla circolazione stradale.
Nell’abitacolo della sua vettura sono stati trovati 5 grammi della sostanza stupefacente, mentre la successiva perquisizione svolta presso l’abitazione dell’uomo, ha portato al rinvenimento di ulteriori venticinque grammi di polvere bianca.
Al processo per direttissima tenuto nella mattinata odierna, presso la Procura della Repubblica di Macerata, il 43enne è stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione e sanzionato con una multa di mille euro.
Un velo di profonda tristezza ha risvegliato questa mattina Civitanova Marche. È scomparsa nella notte, a soli 33 anni, la giovane designer di moda Nicoletta Saracco. Nata e cresciuta in città, era divenuta milanese di adozione. Proprio a Milano, infatti, ha portato avanti il suo progetto Ni.Art.Gallery.
Il 10 giugno del 2019, all'età di 29 anni, le era stato diagnosticato un tumore al seno metastatico contro il quale ha lottato a lungo e con tutte le sue forze, portando anche la sua testimonianza sui social. "Posso dire che mai avrei immaginato di dover ringraziare un tumore per avermi dato questa nuova visione della vita", così si era raccontata in un'intervista a Picchio News nel marzo del 2021 Nicoletta: rileggila qui.
"Una ragazza coraggiosa e con una grande voglia di vivere che aveva fatto della sua malattia una battaglia per tutte le donne - così il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, ricorda la 33enne -. Indimenticabili i suoi look da IEO: visite e cure in tacchi a spillo. Ha dipinto una Madonnina di Guadalupe coloratissima che si è poi trasformata nel marchio NiartGallery con il quale raccoglieva fondi per sostenere la ricerca sui tumori e diffondeva l'importanza della prevenzione; ha consentito a tutte le donne di avere visite gratuite con i dottori dello IEO".
"Grazie Nicoletta per tutto quello che hai fatto. Grazie per averci insegnato che nella vita non bisogna mai arrendersi. Civitanova ti porterà per sempre nel suo cuore, con affetto e profonda gratitudine. Giunga alla mamma Maria Silvia, al papà e amico Giacomo e alla sorella Roberta il mio cordoglio e quello di tutta Civitanova", ha concluso Ciarapica.
Il rito funebre è stato fissato per lunedì 27 marzo, alle ore 9:30, presso la chiesa dei Cappuccini a Civitanova Alta. Anche la redazione di Picchio News si stringe intorno alla famiglia in questo momento di immenso dolore.
Questa notte si è spento serenamente all'ospedale di Macerata Vittorio Zazzaretta. Aveva 80 anni. Per anni impegnato in diversi settori professionali e culturali, ha svolto diversi incarichi: presidente dell'Ordine dei Farmacisti di Macerata, consigliere comunale e presidente dell'Istituzione Macerata Cultura, tesoriere dell'associazione Studi Storici Maceratesi.
Si è sempre distinto per la sua correttezza e per il suo impegno appassionato, la sua apertura mentale, priva di faziosità e ricca di buona concretezza. Ha collaborato come responsabile culturale con l'ANMIG di Macerata, la cui presidente è la moglie Gilda Coscci, curando e promuovendo mostre, seminari e pubblicazioni di qualità. I funerali si svolgeranno lunedì 27 marzo alle ore 10:00 presso la chiesa del Sacro Cuore di Macerata.
Controlli a tappeto nei cantieri edili per la ricostruzione post-sisma: ammende per quasi 21mila euro e una denuncia. È il risultato di un’operazione condotta dai carabinieri della Compagnia di Tolentino, congiuntamente al personale del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, sotto il coordinamento del comando provinciale.
All’interno del centro storico di Tolentino, i militari, sulla base delle competenze del comparto di specialità in materia di lavoro, hanno verificato il rispetto delle prescrizioni in materia di sicurezza. A seguito dei controlli è stato denunciato all’autorità giudiziaria il legale rappresentante di una ditta sub-appaltatrice di un cantiere edile dove è avvenuta la demolizione ed è in atto la ricostruzione di un'intera palazzina, per il mancato rispetto di prescrizioni proprio in materia di sicurezza.
Sono risultate non osservate le disposizioni di legge sulla viabilità all'interno del cantiere e sulla difesa delle aperture, oltre ad essere accertata la presenza e l’utilizzo di scale non a norma. Al titolare, sono state così contestate ammende penali per quasi 11mila euro.
L’attività, in attesa della regolarizzazione degli adempimenti previsti, è stata cautelativamente sospesa, applicando un’ulteriore sanzione amministrativa di 3mila euro. Altre violazioni sono state contestate anche nei confronti del coordinatore per la sicurezza, con l’applicazione di ammende penali per quasi 8mila euro.
Profondo cordoglio a Macerata per la prematura scomparsa del 48enne Andrea Ciccarelli. L'uomo, direttore dei servizi generali e amministrativi dell'Istituto Tecnico Economico "Gentili", si è spento nel pomeriggio all'ospedale cittadino a causa di una malattia che lo affliggeva da tempo e che non gli ha lasciato scampo.
Poco più di un mese fa aveva perso il padre, Walter. Lascia la moglie Paola, la figlia di soli 4 anni, la mamma Anna, i fratelli Daniele, Emanuele e Paolo, e la sorella Myriam. Storico tifoso della Maceratese, sin da ragazzino ha frequentato gli spalti dell'Helvia Recina.
La camera ardente sarà allestita a partire dalla giornata di domani presso il Centro funerario città di Macerata, in via dei Velini. Il rito funebre si terrà domenica 26 marzo, alle ore 15:30, nella chiesa di San Francesco a Macerata.
"L'intera comunità scolastica dell'Ite "Gentili" di Macerata si unisce con tristezza e cordoglio alla famiglia del nostro carissimo Andrea Ciccarelli. Lo ricordiamo per competenza, empatia e disponibilità senza eguali. Lascia un immenso vuoto affettivo e professionale". Lo ricorda così, in una nota di cordoglio, la dirigente scolastica Alessandra Gattari.
È stato parzialmente riaperto al traffico, dopo più di 12 ore di lavoro, il tratto della strada 361 “Septempedana” interessato da un incidente, avvenuto questa mattina intorno alle ore 5:30, all’altezza del chilometro 56 + 200.
Un mezzo pesante di una ditta di trasporti di Anzola dell’Emilia, in provincia di Bologna, dopo aver urtato il parapetto del ponte sul fosso dell’Intagliata è finito nella scarpata sottostante facendo un volo di oltre 6 metri (qui le foto). Estratto dalla cabina del mezzo finito ruote all’aria sano e salvo, ma solo per un miracolo, il conducente del mezzo ha riportato ferite non gravi anche se è stato trasferito in eliambulanza all’ospedale regionale di Torrette.
Dopo lo schianto, ultimate le lunghe operazioni di rimozione del mezzo, la strada è rimasta chiusa in entrambi i sensi di marcia per consentire il recupero del carico finito nel fossato sottostante la sede stradale: interi bancali di frutta, verdura e pesce che avrebbero dovuto rifornire il punto vendita Coop di via Virgilio da San Severino.
Poi si è provveduto alla messa in sicurezza e alla transennatura del lato del ponte teatro dell’incidente. Il personale Anas, che ha lavorato congiuntamente all’ufficio Manutenzioni del Comune, al comando della polizia locale e al personale del servizio segnaletica, ha predisposto nel tratto interessato dal sinistro il senso unico alternato regolamentato da impianto semaforico.
Contrariamente a quanto sembrava paventarsi nelle prime ore il ponte resterà aperto, solo su di un lato, anche al passaggio dei pedoni visto che il tratto di strada in questione è anche un importante collegamento, anche a piedi, con il vicino ospedale “Bartolomeo Eustachio”.
Intenso per tutta la giornata odierna il lavoro degli agenti della polizia locale sulla viabilità ordinaria dell’area urbana. La chiusura del ponte, infatti, ha creato non pochi problemi alla circolazione cittadina. Per evitare al massimo ogni disagio sono stati approntati percorsi alternativi cambiando anche il senso di marcia di alcune vie del centro.
A presidiare incroci e snodi anche sulla viabilità extraurbana, insieme agli agenti della polizia locale, sono intervenuti anche i volontari del gruppo comunale di Protezione Civile, quelli dell’Associazione Nazionale Carabinieri e i militari della locale stazione dei Carabinieri con i colleghi del nucleo Forestale.
Il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, è rimasta costantemente in contatto con dirigenti e tecnici Anas ed ha riorganizzato, con l’assessore alla Polizia Locale, Jacopo Orlandani, e con il comandante della Polizia Locale, sostituto commissario Adriano Bizzarri, la viabilità facendo fronte anche ai momenti più critici come quello dell’uscita dalle scuole degli studenti che solitamente coincide con un grosso afflusso di mezzi nel centro urbano cittadino.
Scontro tra un camion e due vetture lungo l’A14: un ferito trasportato all’ospedale. L’incidente è avvenuto nel pomeriggio di oggi, in direzione nord, poco prima del casello di Porto Sant’Elpidio.
Lanciato l’allarme, sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118 e dei vigili del fuoco. Il conducente di una delle auto è stata preso in cura dai sanitari, illesi, invece, tutti gli altri occupanti dei mezzi.
Per i rilievi è intervenuta la Polstrada a cui spetterà ricostruire l’esatta dinamica di quanto avvenuto. Inevitabile qualche disagio alla circolazione stradale.
Documenti artefatti e bilanci gonfiati per ottenere indebitamente finanziamenti garantiti dall’Unione europea. I soldi venivano poi reimpiegati in società riconducibili al medesimo proprietario in un percorso di “autoriciclaggio”. Nel mirino della guardia di finanza è finito l’amministratore e socio unico unico di un’azienda dell’entroterra maceratese.
I finanzieri della Tenenza di Camerino hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari e a un decreto di sequestro preventivo, emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Macerata, su richiesta dell’European Public Prosecutor’s Office (EPPO) di Bologna per l’ammontare complessivo di 1.085.308 euro.
I provvedimenti cautelari giungono al termine di complesse indagini condotte dalle Fiamme Gialle nei confronti di due cittadini italiani e di una società riferibile a uno di loro, beneficiaria di finanziamenti agevolati e garantiti per 1.175.317, con accesso al Fondo di Garanzia Nazionale PMI Legge 662/96 e garantiti da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.. Questi i settori:
– sulle risorse del programma Cosme del Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (EFSI) – istituito ai sensi del Piano di Investimenti per l’Europa (c.d. “Piano Juncker”);
– sullo strumento di garanzia per i settori culturali e creativi (“Garanzia CCS”) con la copertura dell’Unione Europea, ai sensi del Programma Europa Creativa (“Creative Europe Programme”), e del Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (EFSI), istituito ai sensi del Piano Investimenti per l’Europa.
Gli accertamenti condotti dai militari della Tenenza di Camerino, su delega della Procura Europea di Bologna, hanno fatto emergere numerose ipotesi di truffa aggravata in danno dello Stato e dell’Unione Europea, trattandosi di ben 9 finanziamenti indebitamente percepiti per un totale di 1.175.317 (parte dei quali restituiti), tutti garantiti da Cassa Depositi e Prestiti anche a valere sulle risorse dell’Unione Europea.
Dalle indagini è emerso che l’amministratore e socio unico della società, al fine di beneficiare dei finanziamenti agevolat in questione, ha presentato agli Enti erogatori documentazione artefatta, tra cui bilanci di esercizio societari realizzati ad hoc senza il supporto di alcuna contabilità e riportanti poste di bilancio “gonfiate”.
A ciò si aggiunga che l’indagato ha indebitamente richiesto ulteriori aiuti pubblici all’Ente erogatore Simest spa a carico sia del bilancio nazionale che di quello comunitario (nell’ambito del programma temporaneo di investimento Next Generation EU), a valere in parte sul fondo per la promozione integrata e in parte sulle disponibilità del Pnrr allocate al Fondo 394/81, pari a 661.761 euro, che non sono stati concessi per il tempestivo intervento del Reparto della finanza che ne ha fatto bloccare l’elargizione.
Nel corso delle indagini è altresì emerso che l’indagato, dopo aver indebitamente percepito i finanziamenti, ha reimpiegato il denaro ottenuto, quale provento dei delitti di truffa aggravata, in attività economico-finanziarie presso altre società, sia italiane che estere, in parte anche a lui riconducibili. L’ammontare del denaro oggetto di autoriciclaggio è stato quantificato in oltre 1 milione di euro.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Macerata, su richiesta della Procura Europea di Bologna, ha emesso un’ordinanza di misura cautelare personale degli arresti domiciliari e un provvedimento di sequestro preventivo del profitto dei reati di truffa aggravata (al netto di una parte dei finanziamenti restituiti) pari a 1.085.308, attualmente in esecuzione.
La trasversalità delle investigazioni ha portato all’avvio di una verifica fiscale nei confronti della società oggetto di indagini, che ha operato in veste di evasore totale, avendo omesso la presentazione delle dichiarazioni dei redditi ed Iva per diverse annualità, nonché nei confronti di altre due società, risultate collegate alla prima, individuate attraverso l’osservazione del contesto economico di riferimento e l’analisi di informazioni antiriciclaggio, operanti nella vendita di pacchetti “all inclusive” per conto di una clinica di Istanbul (Turchia) attiva nel settore del trapianto e infoltimento dei capelli.
Inoltre, alla luce degli elementi acquisiti al procedimento penale, è stata contestata alla società indagata la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001. L’attività in rassegna evidenzia, ancora una volta, il ruolo di organo investigativo specializzato della guardia di finanza nelle attività di contrasto alle frodi comunitarie, che si pone al servizio della European Public Prosecutor’s Office (EPPO), competente per individuare e perseguire gli autori dei reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione Europea.
«È importante segnalare che trattasi di contestazioni nella fase delle indagini preliminari che, pur avendo avuto una prima conferma da parte di un giudicante, dovranno essere confermate nella fase processuale, considerato che gli indagati devono considerarsi innocenti fino alla sentenza definitiva di accertamento delle loro responsabilità», spiegano le Fiamme Gialle.