Un incidente stradale si è verificato nel tardo pomeriggio di ieri, lungo via del Santuario, nel territorio comunale di Mogliano. Intorno alle 18:30, all'altezza dell'edicola, un uomo di circa 40 anni è stato coinvolto in un investimento mentre attraversava la carreggiata sulle strisce pedonali insieme ai suoi due cani.
Secondo i primi rilievi, una conducente alla guida della propria auto non sarebbe riuscita a frenare in tempo, probabilmente a causa del fondo stradale reso scivoloso dalla pioggia. Il veicolo ha colpito uno dei due animali, che è deceduto sul colpo. Nel tentativo di prestare soccorso al cane, il proprietario è stato a sua volta urtato dall'auto, riportando lesioni a una gamba.
Sul posto sono intervenuti i sanitari per prestare le prime cure al quarantenne. L’uomo, dopo gli accertamenti in ospedale, è stato dimesso ma dovrà tornare in struttura nei prossimi giorni per essere sottoposto a un intervento chirurgico all'arto. I rilievi dell'incidente serviranno a chiarire l'esatta dinamica del sinistro, avvenuto in un tratto urbano particolarmente frequentato.
(Foto di repertorio)
Prosegue senza sosta l'attività di controllo del territorio dei carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche, impegnata in un ampio dispositivo di prevenzione per garantire la sicurezza stradale e la tutela dell’ordine pubblico. Nelle ultime ore, i militari sono intervenuti in due diversi episodi legati all'abuso di alcol che hanno portato alla denuncia di due uomini.
Il primo intervento si è reso necessario a Civitanova Marche, dove i militari dell’Aliquota Radiomobile sono stati allertati per la presenza di un uomo che dava in escandescenze all’interno di un bar della periferia nord. Il soggetto, un 33enne albanese residente in provincia di Bolzano, stava disturbando pesantemente l’attività del locale e i clienti presenti.
Dopo essere stato calmato dai carabinieri, l'uomo è stato trasportato dal personale del 118 in ospedale, dove è stato confermato lo stato di abuso etilico. Per lui è scattata la denuncia all'autorità giudiziaria per disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone e per ubriachezza.
Un secondo episodio ha visto protagonista a Porto Recanati un 47enne di Recanati, fermato alla guida della sua Fiat Panda dai militari della stazione locale con il supporto della Radiomobile civitanovese. L'uomo, apparso subito in stato di alterazione, ha creato schiamazzi disturbando la quiete pubblica e si è opposto fermamente all’accertamento etilometrico.
Le conseguenze per il conducente sono state pesanti: ritiro immediato della patente di guida e sequestro del veicolo, affidato al soccorso stradale. Anche il 47enne è stato denunciato per il rifiuto di sottoporsi ai test alcolemici e per il disturbo causato alla cittadinanza.
L’Arma dei carabinieri ha ribadito come questi interventi facciano parte di una strategia quotidiana volta a contrastare il degrado sociale e a prevenire comportamenti pericolosi sulle strade che possono mettere a rischio l’incolumità pubblica. Il monitoraggio resterà costante su tutto il litorale per prevenire ulteriori situazioni di disturbo e garantire la sicurezza degli utenti della strada.
Nei giorni scorsi i carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche hanno eseguito altre quattro misure cautelari nell’ambito dell’indagine "Potentia", coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona e finalizzata a contrastare criminalità organizzata e traffico di droga.
L’intervento rappresenta il proseguimento dell’attività investigativa conclusa il 22 gennaio scorso, quando era stato smantellato un gruppo dedito allo spaccio tra Potenza Picena e i comuni della costa, con l'arresto di nove persone. In quel caso, l’ordinanza di custodia cautelare in carcere era stata emessa dal Gip del Tribunale di Ancona su richiesta della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia), in collaborazione con la Procura di Macerata, nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza anche l’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
Dopo l’esecuzione delle misure, come previsto dalle recenti riforme, il Gip di Ancona ha ascoltato gli indagati negli interrogatori preventivi. Valutate le versioni fornite e il quadro probatorio presentato dai carabinieri, il giudice ha ritenuto necessario confermare ulteriori provvedimenti per ridurre il rischio di reiterazione dei reati.
Le nuove attività investigative si sono mosse su due direzioni: da un lato l’attenzione su presunti aiuti alla latitanza di una persona già condannata per reati di tipo mafioso, dall’altro il contrasto alla rete di spaccio attiva sul territorio.
Nel primo filone, i carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche, insieme al Ros - Sezione Anticrimine di Ancona, hanno eseguito una custodia cautelare in carcere nei confronti di un soggetto ritenuto vicino in passato ad ambienti di criminalità organizzata.
Secondo l’accusa, avrebbe favorito la latitanza del capo di un’associazione di tipo mafioso, garantendogli un supporto logistico considerato decisivo. La valutazione di pericolosità, secondo quanto riferito dagli investigatori, sarebbe stata rafforzata anche dal ritrovamento di un’arma nella sua disponibilità durante una perquisizione eseguita il 22 gennaio, disposta dalla Procura distrettuale antimafia.
Sul fronte dello spaccio, invece, sono stati disposti tre obblighi di dimora con divieto di uscita nelle ore notturne. I destinatari del provvedimento sono indiziati di avere un ruolo rilevante nella rete di distribuzione delle sostanze stupefacenti.
Con questi ulteriori provvedimenti, l’Arma sottolinea il monitoraggio costante sul territorio maceratese, puntando sia sui canali che alimentano lo spaccio sia su eventuali collegamenti con contesti di criminalità organizzata.
Come previsto dalla legge, si tratta di misure cautelari adottate nella fase delle indagini preliminari: sono impugnabili e i destinatari sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.
Un episodio di forte tensione ha scosso il cuore della movida civitanovese intorno alle 4:30 di domenica mattina. In via del Grappa, un gruppo di otto giovani, reduci da una serata trascorsa in discoteca, è stato protagonista di un acceso diverbio che ha rischiato di trasformarsi in un violento scontro fisico. L’intervento tempestivo della Polizia, impegnata nei servizi di controllo del territorio insieme ai carabinieri, è stato provvidenziale per scongiurare che la situazione degenerasse ulteriormente.
Nonostante la presenza degli agenti, due dei ragazzi coinvolti hanno manifestato un forte astio verso le pattuglie, reagendo con insulti, spinte e una decisa resistenza. Entrambi sono stati prontamente bloccati e condotti in Commissariato per l'adozione dei provvedimenti legali previsti. Sebbene il resto della notte non abbia fatto registrare ulteriori criticità grazie ai presidi di sicurezza mirati, l'episodio riaccende i riflettori su una scia di violenza che ha colpito il centro nelle ultime settimane.
L'attenzione resta infatti altissima dopo il grave fatto avvenuto il sabato precedente in via Marinetti, dove un 21enne è stato vittima di una brutale rapina compiuta da tre persone. Il giovane ha riportato ferite guaribili in oltre 40 giorni dopo essere stato colpito anche con un coltello e un cavo del cellulare usato come frusta. Per questo reato è già scattato l'arresto per un 18enne di origini bosniache, mentre proseguono le indagini per identificare i complici ancora in fuga.
A questo scenario si aggiunge la violenta aggressione avvenuta nella notte tra il 24 e il 25 gennaio, quando un altro gruppo di giovani ha preso di mira due ragazzi abruzzesi in pieno centro. In quell'occasione, la vittima è stata colpita con calci e pugni anche mentre si trovava a terra, in una sequenza definita dagli inquirenti "da film". I carabinieri stanno ora passando al setaccio i filmati delle telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso l'intero pestaggio, al fine di dare un nome e un volto ai responsabili della brutale aggressione.
Il sogno di un viaggio esotico nella perla dell’Oceano Indiano si è trasformato in un incubo economico per un 65enne di Tolentino, vittima di una sofisticata truffa online. L'operazione, condotta dai carabinieri della Compagnia di Tolentino, si è conclusa con la denuncia di una donna di 56 anni, residente in provincia di Bari e già nota alle forze dell’ordine per reati analoghi.
La vicenda ha avuto inizio alcuni mesi fa sulla piattaforma Instagram, dove la vittima si è imbattuta in un annuncio pubblicitario particolarmente allettante. Il post proponeva pacchetti turistici per mete estere, tra cui Zanzibar, a prezzi decisamente vantaggiosi rispetto al mercato tradizionale.
Attratto dall'offerta, l'uomo ha avviato una trattativa con quella che appariva come una professionale operatrice turistica. Dopo aver concordato i dettagli della vacanza, il 65enne ha proceduto al pagamento della somma pattuita: 5.400 euro, versati tramite due distinti bonifici su altrettanti conti correnti indicati dalla donna.
Il sospetto è sorto nei giorni successivi quando, a fronte di specifiche richieste di informazioni e documenti di viaggio, l’operatrice è letteralmente sparita nel nulla, interrompendo ogni comunicazione. Realizzato di essere caduto in una trappola, l'uomo si è rivolto ai militari per sporgere querela.
Le indagini, basate su accertamenti telematici e bancari, hanno permesso ai carabinieri di seguire il flusso di denaro e risalire all'identità della truffatrice. La 56enne pugliese è risultata infatti l'effettiva intestataria dei conti correnti utilizzati per incassare il denaro della vittima. Per lei è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria.
La promessa di un buon affare sul web si è trasformata in una sgradevole sorpresa per un 68enne di Penna San Giovanni, rimasto vittima di una truffa legata al commercio elettronico. L’episodio si è concluso con l’intervento dei carabinieri, che sono riusciti a dare un nome e un volto al presunto responsabile del raggiro.
Tutto è iniziato quando l'uomo, navigando su una nota piattaforma di annunci online, è stato attratto dall'offerta per un congelatore. Dopo aver contattato il venditore, le parti si erano accordate per una cifra di circa 200 euro. La vittima ha eseguito il pagamento in buona fede, fiduciosa di ricevere l'elettrodomestico a domicilio in breve tempo.
Tuttavia, dopo il versamento del denaro, il venditore è letteralmente sparito nel nulla: il congelatore non è mai stato consegnato e ogni tentativo di ricontattare la controparte per chiedere spiegazioni è andato a vuoto. Capito di essere stato raggirato, il 68enne si è presentato alla caserma dei carabinieri per sporgere denuncia.
L'attività investigativa dei militari è stata rapida ed efficace. Attraverso mirati accertamenti bancari e l'analisi dei flussi di denaro, gli inquirenti sono riusciti a risalire all'identità del titolare del conto corrente su cui era stata accreditata la somma. Si tratta di un 24enne residente a Cesena, già noto per episodi simili. Al termine degli accertamenti di rito, il giovane è stato denunciato a piede libero per il reato di truffa.
Una ferocia inaudita che lascia senza parole le comunità di Porto Recanati e Loreto. In una zona isolata ma frequentata da sportivi, lungo una traversa di via Scossicci nei pressi del cavalcavia dell'A14 e degli stabilimenti ex Pignone, è stato scoperto un vero e proprio "cimitero dell'orrore". Il bilancio è agghiacciante: almeno cinque cani uccisi, tra cui cuccioli e maremmani adulti, alcuni dei quali ritrovati decapitati e incaprettati.
La macabra scoperta è avvenuta nel pomeriggio di ieri, intorno alle 15. Una volontaria dell’associazione Amici Animali Odv di Osimo si trovava in zona per un sopralluogo di pre-affido insieme a un cucciolo di circa un anno. È stato proprio il fiuto del piccolo animale a guidare la donna verso il ciglio di una scarpata. Tra la vegetazione fitta è emerso il corpo di un maremmano adulto, morto presumibilmente da due o tre giorni: l'animale aveva le zampe legate con delle corde e il collo completamente reciso, coperto da un sacchetto di plastica intriso di sangue.
L'allarme immediato ha portato sul posto un massiccio dispiegamento di forze: Carabinieri Forestali di Ancona e Macerata, Polizia Locale, Digos, Vigili del Fuoco e tecnici del servizio veterinario dell'Ast di Macerata.
Le ricerche, estese a tutta la zona impervia, hanno portato alla luce un quadro ancora più sistematico ed efferato. In alcuni sacchi neri dell’immondizia e in un bustone vuoto di crocchette sono stati rinvenuti i resti di altri quattro esemplari, tra cui un secondo maremmano di grossa taglia, anch’esso decapitato, e alcuni cuccioli.
A differenza del primo ritrovamento, queste carcasse erano in avanzato stato di decomposizione, segno di uno sversamento reiterato nel tempo in quella che è diventata una vera discarica a cielo aperto.
Sebbene inizialmente si fosse ipotizzato l'attacco di lupi, i veterinari e gli inquirenti hanno subito escluso l'azione dei selvatici. La precisione chirurgica delle mutilazioni e il fatto che gli animali fossero legati ("incaprettati") confermano la matrice umana.
L'ipotesi principale è che gli assassini abbiano rimosso testa e collo per asportare il microchip, rendendo così impossibile risalire ai proprietari. Restano tuttavia aperte piste più oscure legate a riti esoterici o a vendette trasversali.
Le operazioni di recupero, rese complesse dal terreno scosceso, si sono protratte fino a tarda sera. Oltre all'orrore per gli animali, è emerso un grave quadro di degrado ambientale: la scarpata era disseminata di cartucce da caccia, rifiuti di ogni genere e, soprattutto, lastre di amianto. L'intera area è stata posta sotto sequestro giudiziario per reati ambientali e uccisione di animali con crudeltà.
Le autorità procederanno ora con l'analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e dei capannoni limitrofi per individuare i responsabili di un atto di sadismo che non ha precedenti nel territorio per efferatezza e sistematicità.
Mattinata di massima allerta lungo la Strada Statale 16 Adriatica. Una frana improvvisa, staccatasi dal versante del Monte Ardizio, ha investito la carreggiata nel tratto compreso tra Pesaro e Fano, rendendo necessaria l'immediata interruzione della viabilità in entrambi i sensi di marcia.
Sul posto sono prontamente intervenute le squadre dei vigili del fuoco, che hanno operato con l’ausilio di un'autoscala per monitorare dall'alto l'entità del dissesto e verificare la presenza di ulteriori masse rocciose in bilico. L'area colpita è attualmente considerata instabile e la strada rimarrà chiusa al traffico fino a quando non saranno ripristinate le condizioni minime di sicurezza.
L'emergenza non riguarda solo il traffico su gomma. Per precauzione è stata disposta la chiusura della linea ferroviaria limitatamente al binario lato monte, quello più vicino alla zona del distacco. Personale delle Ferrovie dello Stato è presente sul posto per presidiare l'area e garantire il transito in sicurezza dei treni sul binario lato mare, che al momento rimane operativo seppur con possibili rallentamenti.
La situazione è in costante evoluzione. Per avere un quadro più chiaro della frattura nel versante collinare, nelle prossime ore verranno impiegati i droni. Le riprese aeree permetteranno ai tecnici di effettuare una valutazione approfondita e di pianificare i necessari interventi di messa in sicurezza.
Oltre ai vigili del fuoco, sono impegnati sul campo gli agenti della polizia locale, della polizia stradale e il personale ANAS, impegnati nella gestione della viabilità alternativa e nel supporto alle operazioni tecniche.
Giorno di lutto per la Sef Macerata e per l’Atletica master marchigiana. Oggi, è morta Giulia Perugini, pluricampionessa di salto in alto detentrice di numerosi primati nazionali e internazionali. Conosciuta e stimata da tutti, Giulia è stata una grande persona prima ancora che una valida atleta. Passione, forza di volontà, entusiasmo e un grande amore per la sua famiglia e per i suoi nipoti sono alcuni aspetti che hanno contraddistinto la sua vita. Accogliente e inclusiva lascia in noi un grande vuoto. Verrà sempre ricordatoil concreto impegno e l’affetto sincero che la legava alla alla sef Macerata che si stringe commossa al dolore dei figli Claudia e Francesco, dei nipoti e dei parenti.
Si potrà dare l’ultimo saluto a Giulia domani, domenica 8 febbraio, al Centro funerario Croce Verde a Sforzacosta (dalle 8 alle 21). Il funerale ci lunedì 9 febbraio alle ore 10,30 nella chiesa di Santa Croce.
SAN SEVERINO MARCHE – I Carabinieri di San Severino Marche hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 65 anni, di nazionalità ecuadoriana e residente a Martinsicuro (TE), già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di rapina impropria.
Le indagini sono scattate a seguito della denuncia presentata da un 59enne del posto, che ha fornito agli investigatori dettagli utili alla ricostruzione dei fatti. I militari hanno raccolto elementi concreti di colpevolezza, confermati anche da un riconoscimento fotografico.
Secondo quanto ricostruito, l’episodio risale all’1 febbraio 2026, nel comune di Ancarano, quando l’uomo avrebbe aggredito la vittima, sottraendole il cellulare e una banconota da 20 euro, per poi allontanarsi rapidamente a bordo della propria auto, facendo perdere le proprie tracce.
Al termine degli accertamenti, il presunto responsabile è stato quindi deferito all’autorità giudiziaria competente, mentre le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori dettagli del caso.
SARNANO – Tragedia nella mattinata di oggi nei pressi della località Giampereto (zona Cascata dei Tre santi), nel territorio comunale di Sarnano, dove alcuni escursionisti hanno rinvenuto il corpo senza vita di un uomo. La vittima è Sergiu Catalin Cosoiu, 47 anni, imprenditore edile di origine romena, residente a San Severino Marche.
Secondo una prima valutazione l’uomo, che risultava scomparso dallo scorso 23 gennaio, sarebbe deceduto da alcuni giorni. L’ipotesi prevalente è quella di un incidente in montagna ma le cause della morte restano al momento in fase di accertamento e sono oggetto di indagine da parte delle autorità competenti. Il corpo del 47enne è stato rinvenuto in una zona piuttosto impervia coperta da fitta vegetazione.
Sul posto sono intervenuti immediatamente i Vigili del Fuoco, con il distaccamento di Tolentino e una squadra SAF (Speleo Alpino Fluviale) della sede centrale di Macerata, specializzata in interventi in ambiente impervio e montano. Presenti anche i Carabinieri, il personale sanitario del 118, che ha constatato il decesso, e il Soccorso Alpino, impegnato nelle delicate operazioni di recupero della salma.
Parallelamente proseguono gli accertamenti per ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo e chiarire le circostanze del decesso.
Sergiu Catalin Cosoiu era separato e lascia due figli. La notizia ha destato profondo cordoglio tra conoscenti e residenti del territorio.
Pesaro – Traffico ferroviario nel caos questa mattina sulla linea adriatica: un incendio vicino ai binari ha bloccato treni e causato ritardi fino a 90 minuti, con pesanti disagi per pendolari e residenti della zona.
L’incendio si è sviluppato nelle prime ore del giorno, in prossimità di un tombino vicino alla stazione ferroviaria di Pesaro. Per consentire le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza da parte dei vigili del fuoco, la circolazione ferroviaria è stata sospesa a partire dalle 5:20.
Anche dopo la ripresa parziale del servizio, il traffico resta fortemente rallentato nel tratto interessato. Secondo quanto comunicato da Trenitalia, i treni Alta Velocità e Regionali possono subire ritardi fino a 90 minuti. Per i convogli regionali sono state segnalate anche limitazioni di percorso e alcune cancellazioni, con inevitabili ripercussioni sugli spostamenti dei pendolari.
Nell’aggiornamento delle 9:30, la situazione resta critica: i treni Alta Velocità e Regionali continuano a registrare rallentamenti, con un maggior tempo di percorrenza fino a 90 minuti. I convogli Alta Velocità direttamente coinvolti hanno accumulato ritardi superiori a 60 minuti.
Trenitalia invita i passeggeri a consultare gli aggiornamenti in tempo reale prima di mettersi in viaggio e a prevedere eventuali modifiche agli orari.
Un gesto di solidarietà ha visto protagonisti i carabinieri della caserma di Brecce Bianche ad Ancona, che hanno aiutato un uomo arrestato per furto, assicurandogli vestiti e biancheria intima per il carcere.
In manette è finito un 35enne di origine cubana, residente ad Ancona con la compagna, arrestato per aver rubato circa mille euro di prodotti alimentari — tra cui pesce, insaccati e formaggi — dallo Spazio Conad della Baraccola. Secondo quanto riferito, in tre giorni era la terza volta che commetteva lo stesso tipo di furto. Dopo l’arresto, la moglie ha deciso di non prestargli aiuto, lasciandolo senza vestiti di ricambio e senza oggetti personali necessari per il soggiorno in carcere, compresi pigiama e biancheria intima.
A questo ci hanno pensato i carabinieri. Dopo la convalida dell’arresto e la disposizione della giudice Martina Marinageli della misura cautelare in carcere, alcuni militari hanno donato all’uomo vestiti e biancheria, mentre altri hanno raccolto una piccola somma per acquistare l’occorrente. Quando il 35enne è stato trasferito nel carcere anconetano di Montacuto, ha ricevuto il pigiama e i vestiti raccolti dai carabinieri, un gesto che vuole mostrare “l’altra faccia” dell’Arma, quella della vicinanza e dell’attenzione alle persone, anche in situazioni difficili.
Intervento lampo della Polizia Locale di Civitanova Marche, che in meno di venti minuti ha risolto un grave episodio di spossessamento di autovettura, conclusosi con il recupero del mezzo, la messa in sicurezza di un animale d’affezione e la denuncia delle responsabili.
I fatti risalgono a qualche giorno fa, nel pomeriggio. Un uomo di 45 anni, residente a Montegranaro, si è rivolto in forte stato di agitazione a una pattuglia della Polizia Locale impegnata in controlli di polizia stradale nei pressi della rotatoria “Banco Marchigiano”. L’uomo ha riferito che poco prima, nel parcheggio del centro commerciale “Cuore Adriatico”, tre donne a lui note si erano impossessate della sua Fiat Punto, allontanandosi rapidamente.
All’interno del veicolo erano rimasti il cane del proprietario, una meticcia di nome Zoe, oltre a portafoglio e telefoni cellulari.
Ricevuta la segnalazione, la sala operativa ha immediatamente attivato le verifiche tramite il sistema comunale di videosorveglianza con lettura OCR dei varchi, accertando il recente transito dell’auto in centro città. In appena undici minuti dal rilevamento elettronico, una pattuglia della Polizia Locale, coadiuvata da una dei Carabinieri impegnata nella perlustrazione per settori, ha intercettato e bloccato il veicolo in via Indipendenza, impedendo ogni tentativo di fuga.
A bordo dell’auto viaggiavano tre donne, due piemontesi e una siciliana, alcune delle quali con precedenti specifici. Dopo la raccolta immediata della denuncia-querela, le tre sono state identificate e denunciate a piede libero all’autorità giudiziaria. Il veicolo e il cane sono stati subito restituiti al legittimo proprietario.
Sull’esito dell’operazione è intervenuto il Comandante della Polizia Locale, Lupidi, che ha sottolineato il valore dell’organizzazione e della prontezza operativa:«La tempestività e la presenza costante sul territorio dei nostri agenti sono state decisive. La disponibilità immediata di una pattuglia, l’efficacia del sistema di videosorveglianza e la collaborazione con l’Arma dei Carabinieri dimostrano che la Polizia Locale è un presidio vivo e reattivo, capace di restituire sicurezza alla comunità».
Nel frattempo, in concomitanza con l’annunciata approvazione di un nuovo decreto sicurezza, la Polizia Locale di Civitanova Marche ha ulteriormente potenziato le proprie dotazioni per il controllo del territorio. Il Comando si è dotato di un metal detector portatile che sarà utilizzato in contesti specifici e mirati, come aree poco illuminate o scarsamente frequentate, e non in modo sistematico.
In caso di segnale positivo, gli agenti potranno procedere alla perquisizione personale immediata per individuare eventuali armi proprie o improprie.«L’introduzione di questa tecnologia – ha aggiunto il comandante – rappresenta un ulteriore passo avanti per la sicurezza urbana e per la tutela dell’incolumità dei nostri operatori, sempre nel rispetto dei diritti individuali».
Un venerdì sera complicato per la viabilità lungo il tratto maceratese dell’autostrada A14. Intorno alle ore 19:00, si è verificato un incidente stradale al km 249, in corsia sud, nel tratto compreso tra i caselli di Loreto-Porto Recanati e Civitanova Marche.
Secondo le prime ricostruzioni, il sinistro sarebbe stato innescato da un’auto ferma in panne, successivamente tamponata da un altro veicolo in transito; l'impatto ha poi finito per coinvolgere più mezzi. Immediato l’allarme alla centrale operativa, che ha inviato sul posto i sanitari del 118 per prestare i primi soccorsi.
Il bilancio è di tre feriti, tra cui una persona trasferita in gravi condizioni all'ospedale Torrette di Ancona.
Sul luogo del sinistro sono intervenute tempestivamente le pattuglie della Polizia Autostradale per i rilievi di rito e per la gestione del traffico, insieme al personale di Autostrade per l’Italia.
L’incidente ha causato pesanti disagi alla circolazione, con la formazione di code che hanno raggiunto i 3 chilometri in direzione sud, rendendo necessari lunghi tempi di attesa per il ripristino della normale viabilità.
La furia del mare non concede tregua e riaccende l'emergenza erosione. Dopo la violenta mareggiata che tra il 4 e il 5 febbraio ha sferzato il litorale, questa mattina le massime autorità regionali e locali si sono riunite per un sopralluogo operativo nelle aree più colpite. L’evento, definito eccezionale per intensità e aggravato da un'alta marea fuori dal comune, ha lasciato dietro di sé una scia di danni ingenti: circa dieci stabilimenti balneari seriamente compromessi, strutture turistico-ricettive danneggiate e infrastrutture pubbliche del Lungomare Sud messe a dura prova.
Al sopralluogo ha partecipato una folta delegazione istituzionale, a testimonianza della gravità della situazione. Erano presenti il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, la senatrice Elena Leonardi, il prefetto di Macerata Giovanni Signer, oltre ai vertici provinciali delle forze dell'ordine. Ad accoglierli, la giunta comunale rappresentata dal vice sindaco Giuseppe Casali e dagli assessori competenti, insieme al presidente dell'Associazione Balneari Diego Scalabroni, portavoce della disperazione degli operatori che chiedono risposte concrete prima dell'inizio della stagione estiva.
Il grido d'allarme degli operatori è stato chiaro: la situazione non può più essere gestita come un caso isolato. Il tema dell'erosione costiera, che affligge Porto Recanati da decenni, richiede ora un cambio di passo. Su questo punto è intervenuto il sindaco Andrea Michelini: "La protezione dell’intero litorale di Porto Recanati è una priorità assoluta fin dal nostro insediamento. Non parliamo di interventi episodici, ma di una strategia strutturale e di lungo periodo per mettere in sicurezza la costa, tutelare le attività economiche e garantire il futuro della città".
Dall'incontro è emerso l'impegno comune per una tabella di marcia serrata che prevede l'attivazione immediata di un tavolo tecnico per definire le priorità e permettere il ripristino delle strutture in tempo per l'estate. Sarà fondamentale il coinvolgimento del Provveditorato per l'accelerazione sui lavori delle scogliere, con l'obiettivo di una protezione totale che arrivi fino alla foce del Musone.
La regione Marche ha confermato la propria disponibilità ad affrontare la criticità in modo strutturale, riconoscendo che la difesa della costa è un pilastro strategico per l'economia e l'identità stessa di Porto Recanati.
Quattro persone sono state denunciate dai Carabinieri nel Fermano per porto di armi o oggetti atti ad offendere, durante controlli stradali in diverse località della provincia.
A Montegranaro sono stati denunciati due uomini italiani, di 48 e 41 anni, entrambi residenti nel Fermano. Fermati a bordo di un’auto, sono stati sottoposti a perquisizione e trovati in possesso di un coltello a serramanico di 17 centimetri, forbici da elettricista di 15 centimetri e una pinza a pappagallo. Tutti gli oggetti sono stati sequestrati a fini penali.
A Fermo, invece, una donna di 50 anni originaria del Kirghizistan è stata denunciata dopo il controllo della sua auto, all’interno della quale i Carabinieri hanno rinvenuto una daga templare lunga 38 centimetri, anch’essa sottoposta a sequestro penale.
Sempre a Fermo, un uomo di 48 anni di origini rumene è stato fermato sul lungomare e trovato in possesso di una mazza di legno lunga 70 centimetri, anch’essa sequestrata.
All'aeroporto internazionale "Raffaello Sanzio" di Ancona-Falconara Marittima, la Guardia di Finanza di Ancona e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) hanno intensificato i controlli sul traffico di merci, con risultati significativi nel contrasto al contrabbando.
Nel corso dell’ultimo anno sono stati sequestrati circa 58 chilogrammi di prodotti di contrabbando, tra sigarette, tabacco trinciato e stick di tabacco, con sanzioni amministrative per circa 230 mila euro. I controlli hanno riguardato anche gli alcolici: oltre 30 litri di bevande prive della documentazione obbligatoria sono stati sottoposti a sequestro, con multe per circa 20 mila euro.
La merce di contrabbando era spesso occultata nei bagagli, sia da stiva sia a mano, e destinata ad alimentare il mercato illegale, provocando danni economici alle casse dello Stato, penalizzando la concorrenza leale e mettendo a rischio la salute dei consumatori, trattandosi di prodotti privi delle garanzie fiscali e sanitarie previste dalla legge.
L’attività di controllo è stata rafforzata grazie alla collaborazione tra Guardia di Finanza e ADM, consolidata con la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa nel 2023 e rinnovata il 28 maggio 2025. L’accordo mira a coordinare le operazioni contro il contrabbando e altri traffici illeciti legati alla circolazione delle merci in ingresso e in uscita dall’Unione europea, nonché a prevenire violazioni in materia di accise, altre imposte sui consumi, gioco pubblico e movimentazione transfrontaliera di denaro contante.
Gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato, nella giornata di ieri, l’uomo ritenuto responsabile di una rapina avvenuta la scorsa estate a Civitanova Marche, in esecuzione della condanna emessa dal Tribunale di Macerata.
I fatti risalgono alla sera del 27 giugno 2025, quando una donna ultra settantenne, mentre passeggiava lungo il corso principale della città, era stata vittima di un tentativo di scippo (qui la vicenda). Un uomo di mezza età si era avventato sulla sua borsa facendola cadere rovinosamente a terra. Dopo aver sottratto l’oggetto, il rapinatore aveva tentato la fuga tra le vie del borgo marinaro, inseguito da due passanti. Durante la corsa, l’uomo era stato costretto ad abbandonare la borsa, poi recuperata dagli inseguitori, riuscendo tuttavia a far perdere momentaneamente le proprie tracce.
L’immediato intervento dei poliziotti dell’Ufficio Controllo del Territorio del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitanova Marche ha consentito di raccogliere elementi fondamentali per l’identificazione dell’autore del reato, grazie anche alle dettagliate descrizioni fornite dai testimoni. Poco dopo, una “volante” è riuscita a rintracciare il sospettato.
L’uomo, un 56enne italiano, è stato deferito alla Procura della Repubblica di Macerata per il reato di rapina e, nei giorni successivi, arrestato e sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere.
Nella giornata di ieri, il soggetto – che nel frattempo si trovava agli arresti domiciliari presso la propria abitazione – è stato nuovamente arrestato dal personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitanova Marche, in esecuzione della condanna definitiva per rapina inflittagli dal Tribunale di Macerata.
Considerati i precedenti specifici, l’uomo è stato accompagnato presso la casa circondariale di Fermo, dove dovrà scontare una pena di 3 anni e 2 mesi di reclusione.
Sembrava una comune bicicletta elettrica, ma nascondeva prestazioni da vero e proprio scooter. Una pattuglia della polizia locale di Macerata, durante un ordinario servizio di controllo del territorio, ha intercettato e sequestrato un mezzo a pedalata assistita risultato completamente non a norma rispetto alle direttive del Codice della Strada. L'operazione si è conclusa con sanzioni pesantissime per il conducente, che dovrà pagare multe per un totale di 6.000 euro.
L'attenzione degli agenti è stata attirata dalla velocità insolita del mezzo e, soprattutto, dal fatto che il conducente procedesse senza compiere alcuno sforzo sui pedali. Il sospetto che il veicolo fosse stato alterato ha spinto la pattuglia a procedere con un controllo mirato e successivi accertamenti tecnici approfonditi, svolti in collaborazione con la Motorizzazione Civile di Macerata.
Dalle verifiche è emerso che la funzione walk assist (progettata per aiutare la spinta a mano del mezzo) era stata modificata per permettere alla bici di raggiungere una velocità superiore di circa 20 km/h senza bisogno di pedalare. Inoltre, anche nella modalità a pedalata assistita, il motore non si disattivava al raggiungimento dei 25 km/h previsti dalla legge, continuando a spingere il veicolo ben oltre i limiti consentiti per la categoria.
A causa di queste caratteristiche tecniche, il mezzo è stato ufficialmente riclassificato come ciclomotore. Questa distinzione non è solo formale: per la legge, il veicolo avrebbe dovuto essere munito di targa, assicurazione, certificato di circolazione e il conducente avrebbe dovuto indossare il casco e possedere la relativa patente. La mancanza di questi requisiti ha fatto lievitare le sanzioni amministrative fino alla soglia dei 6.000 euro, con il contestuale sequestro del mezzo ai fini della confisca definitiva.
"Questi controlli non hanno solo una funzione repressiva, ma servono soprattutto a tutelare la sicurezza di tutti gli utenti della strada - ha sottolineato il comandante della polizia locale, Danilo Doria -. Mezzi apparentemente innocui, se modificati o non conformi, possono diventare estremamente pericolosi".