La stazione dei carabinieri di Mogliano, comandata dal maresciallo Marcello Bragagnolo, nel giro di pochi giorni dopo il caso ai danni di un'imprenditrice edile del luogo (leggi qui), ha denunciato all’autorità giudiziaria un’altra persona che si è resa responsabile di truffa. La vittima, stavolta, è un artigiano locale.
Nel mese di luglio 2024 l'uomo, attratto dall’annuncio di vendita di un "mini escavatore" pubblicato da una ditta di Spoleto sulla piattaforma e-commerce "Marketplace", ha preso contatto con i venditori.
Dopo la contrattazione per l’acquisto del mezzo, avvenuta con un sedicente dipendente della ditta spoletina, l’artigiano ha versato, tramite bonifico bancario, la somma di 1.301 euro, quale acconto, mentre il saldo sarebbe stato pagato al momento della consegna.
Consegna mai avvenuta anche perché il sedicente venditore si è reso irreperibile. Le indagini informatiche, telematiche e bancarie messe in atto dai militari, hanno permesso di identificare una 30enne, senza fissa dimora, del Bergamasco che utilizzando un "falso profilo" della ditta spoletina ha, purtroppo, tratto in inganno l’artigiano.
La tragedia si è consumata nella mattinata di sabato, intorno alle 9:30, quando una signora di 64 anni, di origini straniere, ha perso la vita precipitando dal ballatoio posto al terzo piano di un palazzo, in via Mario Ramundo, a Tolentino.
A dare l'allarme è stato un passante. La donna è caduta da un corridoio esterno a cui sono collegate le scale condominiali.
Sul posto sono prontamente intervenuti i sanitari del 118 con un'ambulanza e un'automedica. I medici non hanno potuto fare altro se non constatare il decesso: l'impatto con il suolo ha provocato traumi di gravità tale che ogni tentativo di rianimare la vittima è stato vano.
Per ricostruire la dinamica dell'accaduto sono intervenuti i carabinieri della locale Compagnia. Non sembrano esserci dubbi sulla volontarietà del gesto. La salma è stata riconsegnata ai familiari per la celebrazione dei funerali.
Incidente stradale nel pomeriggio, intorno alle 17, lungo l'autostrada A14. All'altezza dell'uscita di Porto Recanati, in direzione sud, un'auto ha sbandato finendo contro il guardrail.
Da definire ancora la dinamica del fatto, al vaglio della polizia stradale. Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 che hanno liberato, con il supporto dei vigili del fuoco del distaccamento di Osimo e Civitanova Marche, il ragazzo (che era la guida del mezzo) e la ragazza che si trovavano all'interno dell'abitacolo della vettura. Entrambi sono stati portati all'ospedale regionale Torrette di Ancona. Non si troverebbero in gravi condizioni.
Tolentino e mondo della cultura in lutto per la scomparsa dell’artista Giorgio Ciommei. Pittore particolarmente apprezzato sia dalla critica che del pubblico, ha sempre vissuto nella sua casa prospicente a piazza San Nicola insieme alla moglie Carla e ai figli Laura e Francesco.
Protagonista della vita culturale e artistica della città di Tolentino, Ciommmei è stato un punto di riferimento per tanti artisti marchigiani e non solo. Ha vinto e ha partecipato a diverse giurie della Biennale dell’Umorismo, di cui ha disegnato nel 1979 anche il manifesto della decima edizione e ha riorganizzato l’esposizione delle opere del Miumor - Museo dell’Umorismo e della Caricatura, di cui è stato anche direttore artistico e autore del logo. In questi ultimi anni, a seguito di una malattia, si era ritirato a vivere a Grottamare.
Ciommei, pittore, disegnatore, incisore, scultore, era nato a Tolentino nel 1937. Ha iniziato la sua attività artistica nel 1960, partecipando a prestigiose mostre collettive e tenendo numerose “personali”, sia nella regione d'origine che in importanti esposizioni e gallerie nazionali,confrontandosi inoltre con le diverse correnti d'arte contemporanea in alcune fra le principali rassegne del settore. Molti i premi e i riconoscimenti critici al suo eclettismo e valore artistico.
“A nome mio personale, dell’Amministrazione comunale e della città tutta - ha detto il sindaco Mauro Sclavi – partecipo al lutto che ha colpito la famiglia Ciommei per la scomparsa del caro Giorgio. Pittore di straordinario talento, è stato un ispiratore di tanti eventi culturali ed artistici. Ci lascia un grande patrimonio pittorico e artistico”.
“Apparentemente burbero, era dotato di una grande umanità e di uno spiccato senso dell’umorismo. Sapeva trovare il lato artistico in ogni più piccola cosa, trasformandola nei suoi complessi dipinti in un capolavoro. Uomo d'arte antico e moderno insieme, Ciommei, come è stato scritto, ci ha affidato un'interminabile e variegata proposizione di opere – disegnate, dipinte, graffite, incise, scolpite – attivando un dialogo sapiente tra il suo e il nostro sentire, tra pensiero e fantasia, tra anima e tecnica. Ricordo ancora come da bambino ci animava le nostre notti d’estate, lui e il fratello Cesare”.
Scriveva Marilena Pasquali fondatrice e direttrice del Museo Morandi di Bologna, in occasione di una personale dedicata a Giorgio Ciommei dal Miumor, “A livello nazionale ed internazionale si tratta di una vera scoperta, dal momento che Ciommei è artista di forte interiorità, di grande caratura etica e di acuminata raffinatezza pittorica, un artista che vale la pena di studiare a fondo e di far conoscere sempre meglio attraverso le sue opere, in cui un ventaglio tecnico moltoarticolato – dipinti ad olio, disegni a china, pastelli e acqueforti - si fa linguaggio e immagine, piegandosi di volta in volta alle sue esigenze espressive”.
Due patenti ritirate per guida in stato di ebrezza e un arrestato. È il bilancio dei controlli effettuati nei giorni scorsi dai carabinieri del comando provinciale di Macerata.
La sezione radiomobile della Compagnia di Macerata, nel centro cittadino del capoluogo, ha denunciato un cittadino marocchino 31enne di Macerata per guida in stato di ebbrezza alcolica, il quale è stato riscontrato positivo all’accertamento etilometrico, con un tasso pari 0,92 g/l., incorrendo anche nel ritiro della patente di guida;
Sanzionato amministrativamente un 25enne di Pollenza per guida in stato di ebbrezza alcolica, poiché all’accertamento etilometrico è risultato avere un tasso pari a 0,60 G/L. La patente di guida è stata ritirata sul posto e il veicolo affidato a persona idonea.
I militari della Stazione di Corridonia hanno ,invece, arrestato un 44enne ascolano, dando esecuzione al decreto di sospensione della misura alternativa dell’affidamento in prova su ordine dell’ufficio di Sorveglianza di Macerata. L’uomo, dopo le formalità di rito, è stato associato alla casa circondariale di Fermo come disposto dalla stessa autorità giudiziaria.
Ruba una e-bike da mille euro davanti a un negozio di Altidona (Fermo) ma viene ripreso dalle immagini della videosorveglianza. E proprio i filmati consentono ai carabinieri di identificarlo e denunciarlo. A finire nei guai è un uomo di 56 anni residente nello stesso comune fermano.
Per i carabinieri è responsabile del furto di una e-bike, del valore di circa mille euro, avvenuto nell'area privata di un'attività commerciale di Marina di Altidona, ma l'analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza pubblici e privati ha permesso di ricostruire la dinamica del furto. La e-bike è stata recuperata dai carabinieri e restituita alla legittima proprietaria, anche lei residente ad Altidona.
Nel contrasto a furti e rapine, i carabinieri, proprio nei giorni scorsi, hanno denunciato sulla costa quattro pregiudicati, due residenti nel Fermano, altri due in Puglia, perché trovati in possesso di arnesi da scasso e porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere.
Ma non solo furti. Ieri sera la polizia di Stato è stata chiamata a intervenire prima a Porto San Giorgio e poi a Porto Sant'Elpidio per due distinti interventi. Nel primo, intorno alle 21,45, per riportare alla calma un ragazzo che ha dato in escandescenza lungo la statale Adriatica, nel secondo, intorno alle 3 di notte, per una ragazza schiaffeggiata sempre lungo la Ss16.
"Avevo un'ossessione, quella di capire perché mia moglie mi voleva così male. Il coltello l'ho preso a casa mia. Dell'omicidio ricordo solo un urlo. Sono tornato in me quando ho visto mia figlia e la mia mano sporca di sangue". È il racconto fatto oggi in aula, davanti alla Corte di Assise di Ancona, da Franco Panariello, il 56enne campano che il 14 ottobre del 2023 ha ucciso a coltellate la moglie Concetta Marruocco, 53 anni.
Dopo l'accoltellamento, che sostiene di non ricordare, Panariello disse alla figlia: "Chiama una ambulanza, chiama i carabinieri, vedi che ho fatto a mamma". Il delitto si consumò di notte a Cerreto d'Esi, nonostante all'imputato fosse stato applicato un braccialetto elettronico a seguito di un divieto di avvicinamento; il dispositivo però non entrò in funzione perché probabilmente scarico.
Panariello è reo confesso per il femminicidio della moglie, da cui si stava separando, e questa mattina, durante l'esame in aula come imputato, ha ribadito su domanda del pubblico ministero Paolo Gubinelli di aver uccido lui la consorte. "Sì, purtroppo sono stato io", ha ammesso.
Il pm ha proseguito l'esame chiedendo il motivo per cui, se voleva solo un chiarimento dalla moglie, si fosse portato dietro il coltello, e perché fosse andato dalla moglie in piena notte. "Non lo so. - ha risposto - Se volevo farle del male avrei potuto farlo in qualsiasi orario, conoscevo a memoria gli spostamenti di mia moglie". Il coltello, secondo Panariello, serviva solo a intimidirla "nel caso non mi avesse lasciato parlare".
Panariello ha raccontato di aver trovato le chiavi di casa dentro un borsone delle vacanze, molto tempo prima e di averle tenute e usate quella sera per aprire la porta. Il pm lo ha incalzato, ricordandogli che colpì la moglie 39 volte: l'imputato ha detto di non ricordarlo: "Non lo so dire, ho solo dei flash, non ricordo nemmeno che ho usato un coltello".
Ha spiegato che quel periodo era stressato: "Non dormivo più notte per le menzogne che mia moglie ha detto su di me (in merito al processo per maltrattamenti che si è chiuso ieri con una condanna a 5 anni per Panariello, ndr), volevo solo chiarirmi, io l'ho amata più della mia vita". Prossima udienza il 17 dicembre per discussione e sentenza.
La salita di Borgo San Giuliano si conferma una trappola per gli autocarri. L’ennesimo episodio è avvenuto nel pomeriggio, poco dopo le 18:00, nell'ormai celebre snodo tra la salita di Borgo San Giuliano e l’imbocco con viale Leopardi, nel centro cittadino di Macerata.
L'autista, di nazionalità straniera, stava procedendo in direzione viale Leopardi quando si è reso conto di non poter proseguire la manovra, resa complicata dalle dimensioni del mezzo rispetto a quelle della strada. A quel punto è iniziato il calvario sia per il conducente del mezzo pesante che per gli automobilisti maceratesi.
Sul posto è intervenuta la polizia locale per direzionare il traffico, particolarmente intenso visto che il fatto è avvenuto in coincidenza con l'orario di uscita da lavoro, e per consentire al camion di immettersi su strada.
La soluzione attuata è stata quella di chiudere momentaneamente al traffico viale Diomede Pantaleoni e far procedere il mezzo pesante contromano in modo che potesse affrontare la rotatoria dello Sferisterio. Si tratta del terzo episodio analogo negli ultimi quattro mesi.
Serrati controlli sulla movida universitaria a Camerino. Nel corso dell’attività, svolta da personale della questura di Macerata, del reparto prevenzione Crimine Umbria Marche e da unità cinofile della questura di Ancona, sono stati controllati alcuni esercizi pubblici e identificati circa 100 avventori, alcuni dei quali sono risultati gravati da pregiudizi penali.
Nell’ambito dell’attività, sono stati rinvenuti e sequestrati all’esterno di uno dei locali sottoposti a controllo, diverse dosi di sostanza stupefacente del tipo hashish, per un totale di circa 20 grammi, verosimilmente gettate da alcuni avventori prima del controllo da parte della polizia.
Uno degli avventori è stato invece trovato in possesso di grammi 2.5 di sostanza stupefacente motivo per cui è stato segnalato alla Prefettura di Macerata.
Si sta concludendo in queste ore una vasta operazione del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona, su delega dell'European Public Prosecutor's Office (Eppo) sedi di Milano e Bologna, che sta smantellando in tutta Italia un'associazione per delinquere cinese, finalizzata a una frode fiscale internazionale per centinaia di milioni di euro e al riciclaggio.
Complessivamente, per le attività in corso stanno operando 250 finanzieri, 80 autovetture, un elicottero, quattro unità cinofile cash-dog e apparecchiature scanner per la ricerca di intercapedini.
Scoperta e sequestrata una "Chinese Underground Bank" dotata di veri e propri sportelli bancari abusivi e occulti, utilizzati per raccogliere, stoccare e riconsegnare il denaro da riciclare. Essi erano situati a Cvitanova Marche e Corridonia. Presso i tre sportelli bancari, celati all’interno di una villa di un’agenzia viaggi e di un Cash&Carry, l’organizzazione cinese si occupava di raccogliere denaro da riciclare e di stoccarlo, per poi consegnarlo i clienti che ne avevano preventivamente ordinato il prelievo.
Per garantire la massima velocità e riservatezza delle operazioni, spiegano le Fiamme Gialle, "l’organizzazione inoltre aveva fornito gli uffici dell’agenzia viaggi di una macchina conta soldi e aveva la disponibilità di un adiacente caveau, ove procedere alle successive operazioni di stoccaggio delle banconote. Il denaro contante poi veniva ritirato direttamente agli sportelli o inviato in diverse regioni d’Italia mediante “corrieri” ovvero trasferito all’estero tramite “conti virtuali” con destinazione finale la Cina. I clienti, a fronte del prelievo del denaro contante, procedevano a effettuare bonifici su conti correnti nazionali ed esteri riconducibili ai componenti dell’associazione criminale che, per tale servizio, trattenevano una percentuale sulle somme movimentate".
Sono stati così apposti i sigilli su 9 unità immobiliari, cinque attività di ristorazione, conti correnti e autovetture di lusso (Porsche, Audi e Mercedes). In particolare, "è stata sequestrata una cittadella commerciale a Civitanova Marche".
Finisce fuori strada con l'auto e fa un volo di oltre cinque metri nel fossato. È quanto avvenuto intorno alle 12:30 di questa mattina sulla strada provinciale Mezzina, nel territorio comunale di Castel di Lama. Sul posto è immediatamente intervenuta una squadra dei vigili del fuoco del comando centrale di Ascoli Piceno che, con l'ausilio dell'autogru, ha riportato sul piano stradale il mezzo scivolato nel fosso per oltre cinque metri. Illeso il conducente ma per recuperare l'auto, data la zona particolarmente impervia, sono state necessarie quasi due ore di lavoro.
Alberi cadono sulle autovetture in sosta: sono gli effetti della nuova ondata di maltempo che ha colpito gran parte della regione Marche nelle ultime ore. Nella mattinata odierna i vigili del fuoco sono intervenuti nella frazione di Villa Potenza, dove una quercia si è abbattuta e ha danneggiato una vettura e una porzione di un fabbricato.
Sempre in mattinata, in via della Montagnola ad Ancona, una pianta si è schiantata su due auto parcheggiate. In entrambi gli interventi le squadre dei vigili del fuoco di Macerata e Ancona hanno tagliato i rami per liberare gli automezzi e hanno provveduto alla messa in sicurezza dell'area in sicurezza.
Offre su TikTok una casa vacanze in affitto che in realtà non esiste: 20enne siracusano, domiciliato nel Casertano, truffa un medico della provincia di Macerata. Il dottore, nello scorso mese di agosto, tramite la piattaforma social media, ha aderito all’annuncio pubblicato dal giovane che proponeva in affitto una casa estiva in località Torre Lapillo, in provincia di Lecce.
Il medico, dopo le contrattazioni del caso, ha versato la somma di 225 euro sulla Postepay del 20enne, come anticipo per l'affitto settimanale della casa, per poi scoprire che l'annuncio era falso. Le indagini telematiche e bancarie svolte dai militari della stazione di Pollenza hanno permesso di appurare l'identità del 20enne che è stato denunciato all'autorità giudiziaria.
Minacciava di rendere un inferno la vita dell'ex fidanzata e compagna d'università, perché non accettava la fine della loro relazione durata circa un anno. Per questo motivo il Questore di Ancona ha emesso un provvedimento di ammonimento per stalking a carico di uno studente universitario 25enne che da qualche tempo vessava l'ex fidanzata 20enne con atti persecutori.
I due condividevano anche l'alloggio universitario e avevano intrapreso una relazione durata circa un anno: dopo la fine della relazione, lui non si rassegnava a questa decisione della ragazza. La giovane, spaventata dalle reazioni del suo ex, spesso trovava rifugio a casa dei suoi genitori e aveva smesso di frequentare con costanza le lezioni universitarie.
Al suo ritorno in città lui l'attendeva fuori dell'alloggio e la intimoriva, minacciandola di non farle più vivere una vita serena se non avesse cambiato idea e se non fosse tornata con lui, con messaggi del tipo "ti renderò la vita un inferno come tu l'hai resa a me", accusandola della fine della relazione ed attribuendole il malessere che lui viveva.
Da qui la misura di ammonimento (ex art. 8 della L. 38/2009) con la quale i soggetti vittime di stalking possono esporre i fatti all'Autorità di Pubblica Sicurezza ed avanzare richiesta del provvedimento nei confronti dell'autore di condotte persecutorie.
Come viene esplicitamente comunicato anche al destinatario della misura all'atto della notifica, ricorda la Questura, "qualora un soggetto ammonito continui a vessare la parte lesa, la condotta diventa perseguibile dall'Ufficio di Polizia, senza bisogno di una querela della vittima".
"Aiutiamo tutte le vittime di maltrattamenti ed atti persecutori ad uscire da queste difficili situazioni che incidono sulla vita privata, sociale e lavorativa del singolo - afferma il questore di Ancona Cesare Capocasa -. I poliziotti e le poliziotte ci sono sempre a tutela delle donne e degli uomini che subiscono tali condotte. È importante parlarne sempre e chiedere aiuto già al primo segnale di violenza o sopraffazione, possiamo aiutarvi ad uscire dal circolo della violenza".
Perde il controllo dell'auto e finisce fuori strada: la conducente ed i due figli vengono soccorsi dagli operatori sanitari del 118. L'incidente è avvenuto nel primo pomeriggio, poco prima delle 14:00, in via Lamaticci, ad Ancona. La donna al volante, il bambino di 8 anni presente nell'abitacolo e la sua sorellina sono stati liberati dall'abitacolo dai vigili del fuoco del locale comando, per poi essere affidati alle cure dei medici. Per il piccolo è stato necessario il trasporto in codice rosso all'ospedale Salesi di Ancona. Il mezzo è stato fortemente danneggiato nella parte anteriore. A procedere ai rilievi e alla gestione della viabilità hanno provveduto gli agenti della polizia locale.
Vi avevamo riportato nei giorni scorsi le lamentele da parte di alcuni abitanti del quartiere Santa Croce di Macerata riguardo l'inottemperanza del Comune nel verificare le condizioni di stabilità di alcune piante di Viale Indipendenza. Una di queste, nella notte di domenica, era crollata, sfasciando completamente un’auto in sosta.
Lamentele che sembrerebbero aver risvegliato l’attenzione del Comune di Macerata, che ha calendarizzato per il prossimo venerdì 25 ottobre l’esecuzione di lavori di verifica della stabilità di una pianta nel tratto di viale Indipendenza compreso tra via Galilei e fine strada Sasso d’Italia. A tal proposito, il comando della polizia locale ha emesso un’ordinanza per regolamentare temporaneamente la circolazione stradale nella zona interessata.
L'ordinanza prevede alcune restrizioni alla circolazione dalle 9:30 alle 17:30. Durante questo periodo, è previsto il divieto di transito con chiusura della strada a 100 metri dal punto indicatore, con eccezioni per i residenti, le forze dell'ordine, i vigili del fuoco ei mezzi d'opera. Inoltre, è vietato il transito con sbarramento tra il civico 123 e la fine di via "Sasso d'Italia". Il provvedimento include anche il divieto di sosta, con rimozione forzata su entrambi i lati della strada, dalle 7:30 alle 17:30, sempre nel tratto compreso tra il civico 123 e la fine della via.
Ordina una fornitura di ponteggi ma non arriva nulla: imprenditrice edile di Mogliano truffata. I carabinieri della locale stazione, a seguito delle indagini che hanno preso avvio da una querela presentata dalla donna, sono risaliti all’identità di un 62enne della provincia di Teramo, anch'esso titolare di una ditta impegnata nel settore edile, che è stato denunciato all’autorità giudiziaria per truffa. Il 62enne, infatti, pur avendo incassato il bonifico di circa 25mila euro, da parte della donna, non ha mai consegnato la fornitura di ponteggi come pattuito contrattualmente.
Minaccia di gettarsi nel vuoto: 32enne salvato dal provvidenziale intervento del comandante dei carabinieri. Il fatto risale allo scorso lunedì sera quando l'uomo, che si trovava in stato di alterazione psichica causata dall’assunzione smodata di sostanze alcoliche, è salito su un muro di contenimento dell’altezza di circa 10 metri e, sporgendosi oltre la ringhiera di protezione, ha cominciato a urlare e minacciare di lanciarsi nel vuoto.
Il comandante della Stazione carabinieri di Recanati, allertato dalla centrale operativa, è arrivato sul posto e ha avviato un dialogo con l’uomo, cercando di rassicurarlo e di farlo desistere dalle sue intenzioni autolesioniste.
Dopo una lunga mediazione, il luogotenente Angelo Pardi è riuscito ad avvicinarsi all’individuo, ad afferrarlo e a trarlo in salvo con l’aiuto di una pattuglia dei carabinieri di Porto Recanati giunta sul posto, proprio mentre il 32enne accennava a lanciarsi nel vuoto.
L’uomo è stato quindi soccorso da un equipaggio del 118 e trasportato all’ospedale di Civitanova Marche per le cure del caso. Il comandante della Stazione, nelle concitate fasi di afferrare il soggetto e di porlo in condizioni di sicurezza, ha riportato lievi ferite.
I carabinieri si appostano, notano strani movimenti, intervengono e sorprendono uno spacciatore intento a cedere una dose di droga a un cliente. A quel punto scatta anche la perquisizione domiciliare e spuntano 130 grammi di cocaina, lo spacciatore finisce in manette.
I militari di Porto Sant'Elpidio hanno arrestato un 54enne, pregiudicato, residente in città. I controlli sono stati eseguiti in via Roma per monitorare movimenti sospetti riconducibili all'attività di spaccio di droga.
Lì il pregiudicato è stato notato mentre cedeva un involucro al conducente di un'utilitaria, poi identificato in un residente della zona, italiano. A quel punto i militari sono intervenuti bloccando lo spacciatore e il cliente poi segnalato con conseguente ritiro della patente. I controlli hanno permesso di recuperare una dose di cocaina appena ceduta.
Nel corso della perquisizione domiciliare a casa del 54enne sono stati rinvenuti altri dieci involucri in cellophane contenenti cocaina del peso complessivo di 70 grammi, e 96 dosi di cocaina del peso totale di 60 grammi, un bilancino di precisione, un grinder con tracce di cocaina, vario materiale utile al confezionamento delle dosi, appunti sull'attività di spaccio e la somma contante di circa 10mila euro in banconote di vario taglio, frutto dell'attività di spaccio. L'uomo arrestato è stato trasferito nel carcere di Fermo.
Tragico investimento: muore una donna di 76 anni, Nardina Cicconi, mentre suo marito, l'80enne Domenico Ramo, è stato trasportato all'ospedale. Si tratta del bilancio di un incidente avvenuto, intorno alle 21:15 di questa sera, in via Achille Corona a Tolentino, nei pressi dell'ingresso della SS.77 (Tolentino est, direzione Foligno).
In base a una ricostruzione, i coniugi stavano camminando sul lato destro della carreggiata, in una zona non molto illuminata, quando nella stessa direzione di marcia è sopraggiunta una Seat Leon - guidata da un 30enne di origini albanesi, residente a Macerata - che li ha travolti. Dopo l'impatto, la persona al volante della vettura si è subito fermata.
Lanciato l'allarme sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118 e i vigili del fuoco. Nulla da fare per la donna, mentre l'uomo è stato trasportato dai sanitari all'ospedale di Macerata. Per i rilievi e la ricostruzione di quanto accaduto sono intervenuti i carabinieri, mentre alla polizia locale è spettata la direzione del traffico veicolare. La strada è stata chiusa il tempo necessario per il completamento delle operazioni di soccorso e messa in sicurezza.