Alessandra Verni non si è mai arresa da quel tragico gennaio 2018, quando i resti di sua figlia Pamela furono ritrovati sulla strada tra Casette Verdini e Pollenza.
Ancora oggi, a seguito della condanna di Innocent Oseghale all’ergastolo per aver violentato, assassinato e brutalmente depezzato il cadavere di Pamela, Alessandra non si dà pace: è la voce di una madre che esige giustizia.
“Quello che vorrei sottolineare - ha dichiarato la Verni durante un’intervista telefonica - è che ancora oggi non sono stati trovati tutti i complici di Oseghale. Si tratta di un delitto così efferato, che è praticamente impossibile concepire che un solo individuo sia riuscito a compiere tutte quelle azioni senza alcun aiuto”.
Stando alle parole di Alessandra, da alcune intercettazioni e dalla denuncia di un detenuto del carcere di Ferrara, emergerebbe il coinvolgimento di altre persone, alcune delle quali precedentemente interrogate e processate, ma poi assolte per mancanza di prove.
“C’è anche un altro elemento che non può essere ignorato - ha proseguito la Verni - Michela Pettinari, madre dei figli di Oseghale, durante una telefonata a quest’ultimo, effettuata proprio nel tardo pomeriggio del 30 gennaio, ha dichiarato di aver ricevuto risposta da una donna che, sghignazzando, ha detto che Oseghale era impegnato, e di aver sentito in sottofondo diverse voci. Tutto questo, presumibilmente, accadeva mentre mia figlia veniva uccisa”.
La madre di Pamela ha inoltre insistito sull’efferatezza dell’omicidio e sulla presenza di diverse tracce di DNA, riconducibili alla possibilità di violenze sessuali effettuate da più di un individuo: “Per farsi un’idea della brutalità del suo assassinio, basta guardare le foto dei resti di mia figlia. È stato addirittura definito un unicum nella storia della criminologia mondiale degli ultimi 50 anni. Il corpo di Pamela è stato disarticolato in maniera chirurgica ed estremamente precisa: un’operazione del genere richiede dei tempi e una lucidità che non possono essere il frutto di una sola mente e di due sole mani. Personalmente, credo che esista una connessione tra la ritualità di certe organizzazioni criminali straniere e il silenzio compiacente di alcuni poteri occulti che controllano il territorio in maniera invisibile, ma ramificata”.
Per consolidare la sua tesi, la Verni ha anche addotto ad un’intervista di Rainews 24 mandata in onda nel 2018, a poche settimane di distanza dall’omicidio di Pamela, durante la quale una ragazza, vittima sopravvissuta, ha denunciato in anonimato la presenza di un sistema deviato e corrotto, nel quale sarebbero coinvolti personaggi molto noti della "Macerata bene". Festini a base di prostituzione minorile e droga sarebbero al centro di questa sorta di ragnatela di potere, in cui i trafficanti di sostanze stupefacenti vengono utilizzati come manodopera.
Il 7 marzo 2025, Alessandra Verni ha ottenuto la possibilità di incontrare, faccia a faccia, il carnefice di sua figlia, l’unico finora individuato dalla legge: “Di fronte alle mie domande, Oseghale ha preferito non rispondere. Paradossalmente, se solo decidesse di parlare, potrebbe rendere a Pamela la giustizia che merita. Ad ogni modo, io ne sono uscita a testa alta e più determinata di prima, nonostante quell’incontro mi abbia messa a dura prova”.
Alessandra ha concluso l’intervista con una nota dolente: “In molti hanno voluto far passare mia figlia per una 'drogata' che se l’è andata a cercare. Purtroppo, c’è ancora questa tendenza traviata a colpevolizzare la vittima, invece di soffermarsi sugli stupratori e i carnefici. Il motivo per cui non mi arrendo è che Pamela merita giustizia, ma anche che ciò che è stato fatto a lei, può essere fatto a chiunque altra”.

cielo sereno (MC)
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