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Cronaca Ancona

Inchiesta 'Ricostruzione', la gip: “Parte del post-sisma appaltata alla criminalità. Crucianelli imprenditore cerniera"

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«Si può ben affermare che una parte consistente della ricostruzione privata del terremoto 2016 sia stata sostanzialmente appaltata da Crucianelli alla criminalità organizzata», consentendole «di foraggiare le cosche di riferimento». A scriverlo è la gip di Ancona Sonia Piermartini nell’ordinanza di custodia cautelare (738 pagine) relativa all’inchiesta “Ricostruzione” della Dda, che tra i vari filoni comprende l’infiltrazione di aziende collegate a ‘ndrangheta e camorra.

Secondo il giudice, ciò sarebbe avvenuto nello stesso periodo in cui Crucianelli stipulava protocolli di legalità contro le infiltrazioni criminali.

Il riferimento è a Enrico Crucianelli, 50 anni, maceratese, titolare della Rest/Edile e presidente, ora autosospeso, di Ance Macerata, uno degli otto arrestati. La gip lo definisce un «imprenditore-cerniera» tra l’economia «rispettabile» e quella rappresentata da soggetti, «pur apparentemente imprenditori», che sua moglie, per sue stesse parole, non intenderebbe neppure far entrare in casa.

Nell’ordinanza si legge che, entrando in affari con Crucianelli, la criminalità organizzata avrebbe usato lo schermo «prestigioso, lucente e affidabile» della Rest/Edile e di un imprenditore «fidato», serio e largamente conosciuto, per accreditarsi nelle Marche ed evitare di destare sospetti.

Secondo la gip, si sarebbe realizzato nella regione «un sistema pressoché unico»: la criminalità non si sarebbe limitata ad associarsi in affari con un’impresa, ma avrebbe permesso a quella legale di diventare di fatto general contractor della ricostruzione post-sisma, ricevendone in cambio, a cascata, un flusso ingente di subappalti.

Il meccanismo, sottolinea il giudice, sarebbe andato avanti nonostante i «pregevoli, attenti e diffusi» controlli di alcune autorità pubbliche, e senza segnalazioni rilevanti da parte di privati, professionisti, istituti di credito ed enti.

La gip parla di una vera «accoglienza» nelle Marche per la «criminalità organizzata che non spara, ma usa il cemento». Sarebbe stata «la benvenuta» perché garantiva un servizio veloce e a prezzi competitivi, la soddisfazione dei proprietari degli immobili lesionati, una ricaduta politica positiva e un’altrettanto imponente ricaduta economica sull’indotto, anche professionale.

 

(Fonte Ansa) 

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