La comunità civitanovese si appresta a dare l'ultimo saluto a Marco Pennesi, il 62enne ucciso lo scorso primo luglio all'interno del suo attico di viale Matteotti. Nel pomeriggio di domani, giovedì 9 luglio, si svolgeranno i funerali dell'uomo, dopo il nulla osta concesso dall'autorità giudiziaria a seguito del completamento degli accertamenti autoptici.
Il corteo funebre muoverà dalla casa funeraria Terra e Cielo per raggiungere la chiesa di Cristo Re, dove alle ore 16:45 verrà celebrata la funzione religiosa. La salma del civitanovese, la cui tragica scomparsa ha destato profondo scalpore in tutta la cittadinanza, riceverà così l'abbraccio dei familiari e dei conoscenti prima della sepoltura.
Il via libera alle esequie è arrivato dopo che il medico legale Antonio Tombolini ha ultimato gli esami autoptici e i successivi riscontri richiesti dal pm Enrico Riccioni della Procura maceratese. Proprio i risultati dell'esame autoptico, durato circa tre ore, hanno apportato elementi di assoluta rilevanza per l'inchiesta, andando a delineare uno scenario profondamente differente rispetto a quanto finora dichiarato dall'indagata, la 33enne teramana Isabella Di Mattia, attualmente accusata del reato di omicidio volontario.
I rilievi scientifici hanno, infatti, accertato che i due protagonisti della vicenda si trovavano entrambi in piedi, l'uno di fronte all'altro, nel momento in cui è stato sferrato il fendente mortale dall'alto verso il basso. Questa ricostruzione contrasta con la versione fornita dalla giovane davanti al Gip durante l'udienza di convalida, nella quale sosteneva di essersi difesa sferrando il colpo mentre si trovava sul letto.
Dalle analisi del corpo è emerso che Pennesi è deceduto per dissanguamento a causa di un'unica e profonda coltellata che lo ha attinto alla parte interna del braccio sinistro, una traiettoria compatibile con un disperato tentativo della vittima di schivare il colpo originariamente diretto al torace, come confermato anche da uno stiramento rilevato nei muscoli del collo.
L'autopsia ha inoltre evidenziato la presenza di due successivi traumi alla testa subiti dall'uomo nell'arco di circa un'ora prima di perdere conoscenza; lesioni che potrebbero essere state inferte con un manubrio da palestra sequestrato sul luogo del delitto.
Su questo e altri aspetti proseguono i controlli dei tecnici di laboratorio, i quali avranno trenta giorni di tempo per depositare le conclusioni definitive presso gli uffici giudiziari.

cielo coperto (MC)
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