Si schianta con la moto su una pecora e la "trascina" in tribunale; il giudice gli da parzialmente ragione e "condanna" la pecora a risarcire il danno. È ovviamente una versione romanzata di un fatto accaduto realmente e che ha origine nel 2013 a Cingoli.
Un motociclista in sella la sua Honda stava percorrendo via Cicerone, a Cingoli, quando, dopo aver affrontato una curva, si era trovato improvvisamente di fronte una pecora fuoriuscita da un gregge lì vicino. Lo sventurato motociclista non aveva avuto il tempo né di frenare né di cambiare la sua traiettoria ed aveva colpito in pieno l'animale.
A seguito dell'incidente rilevato dai carabinieri, lo sfortunato centauro aveva citato il pastore responsabile del gregge per il risarcimento del danno stimato in circa 107 mila euro.
Il giudice aveva, però, rilevato nell'imprudenza del centauro la responsabilità del sinistro, vista anche la mansuetudine dell'animale. È così che il motociclista è ricorso in appello lamentando il fatto che il primo giudice non avesse valutato elementi importanti quali, ad esempio, la sanzione elevata dai carabinieri al pastore, sanzione mai opposta (evidenziando una ammissione di colpa implicita da parte del pastore).
Sulla base dei nuovi elementi, il giudice ha riformulato la sentenza stabilendo che vi è stato un concorso di colpe con il 60% in capo al pastore che avrebbe omesso di custodire diligentemente il gregge. Inevitabile, quindi, il risarcimento al motociclista nella misura del 60% del richiesto ovvero 84.851 euro a cui vanno tolti gli 8000 euro già versati.
Al momento non è noto se l'allevatore proporrà ulteriore ricorso verso questa pronuncia della corte di Appello, ma è facile ipotizzare che ci sarà un seguito a questa vicenda.

cielo sereno (MC)
Stampa
PDF
