È morta dopo quasi un mese di ricovero Maria Bigonzi, 83 anni,trovata il 26 gennaio scorso a terra nella sua abitazione a Pergola (Pesaro-Urbino) con una grave frattura alla testa.
Sotto la lente degli inquirenti è finita una badante moldava di 64 anni, che conviveva con la vittima e che, dopo il decesso, è ora accusata di omicidio volontario aggravato dal vincolo di coabitazione, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Pesaro.
Le condizioni della donna, dopo un iniziale lieve miglioramento, si sono poi aggravate fino al decesso nei giorni scorsi. La morte sarebbe sopraggiunta a seguito della sospensione della terapia dialitica, in un quadro clinico già compromesso da patologie pregresse.
Secondo quanto emerso dalle indagini, la 64enne aveva riferito agli inquirenti di una caduta accidentale dal letto dell’anziana, ma la versione non ha convinto i carabinieri, che stanno valutando la congruenza tra la dinamica ipotizzata e la gravità delle lesioni riscontrate sulla vittima.
Con il decesso di Maria Bigonzi, l’accusa nei confronti della badante è stata riqualificata in omicidio volontario aggravato dal vincolo di coabitazione. Nei prossimi giorni sarà conferito l’incarico per l’esame autoptico, volto a chiarire le cause esatte della morte e a verificare il nesso tra le ferite riportate il 26 gennaio e il decesso a distanza di quasi un mese.
È previsto inoltre un accertamento tecnico irripetibile presso l’abitazione della vittima, per valutare la compatibilità tra la dinamica della caduta ipotizzata o di un’aggressione e le lesioni riportate dall’anziana.
L’inchiesta prosegue con l’obiettivo di fare piena luce sulla vicenda, al momento ancora avvolta nel mistero e sotto attenta osservazione della Procura di Pesaro.

cielo sereno (MC)
Stampa
PDF
