Si è svolto giovedi 6 luglio un importante incontro per fare il punto sulla situazione della rete viaria nella zona maggiormente interessata dal terremoto.
All'incontro, un appuntamento ricorrente fortemente voluto dal Presidente Pettinari, hanno partecipato l'Assessore Regionale Sciapichetti, l'Ing. Soccodato in qualità di Soggetto Attuatore ed il suo collaboratore l'Ing. De Franciscis, il Sindaco del Comune di C.S Angelo Mauro Falcucci, il Consigliere Sensi del Comune di Visso, il Commissario di Ussita Mauro Passerotti e per la Provincia, oltre al Presidente, il Dirigente dell'U.T. Mecozzi, l'ing. Casucci ed il funzionario Costantini.
Molte le strade ancora inagibili e tra queste, inutile ricordarlo, la Valnerina interessata da una frana e da ingenti cadute massi; il progetto per il suo ripristino, redatto dall'ANAS, era stato sottoposto alla Conferenza dei Servizi nel maggio scorso, ma l'acquisizione dei necessari pareri ha fatto slittare di diverse settimane l'avvio della procedura di appalto. “Ora – dice Pettinari - finalmente dopo l'acquisizione dei pareri l'Anas ha avviato la procedura di appalto. Adesso è necessario recuperare il tempo perduto.” L'ing. Soccodato ha informato i presenti che il bando sarà pubblicato in gazzetta il 12 luglio prossimo e auspica che i lavori inizieranno nei primi giorni di agosto. A fine settembre o massimo entro la meta di ottobre si potrà transitare sulla Valnerina a fasce orarie. Nella riunione si è fatto il punto anche su altre strade. Il progetto di ripristino della SP 136 Pian Perduto, verrà esaminato il prossimo 19 luglio dalla Conferenza dei Servizi il relativo bando sarà pubblicato entro i primi giorni di agosto, entro la fine dello stesso mese dovrebbero iniziare i lavori;
il progetto della SP 156 meglio conosciuta come braccio Monte Prata andrà in Conferenza dei Servizi entro agosto. L'ing Soccodato ha anche riferitio che il progetto di ripristino della SP 130 Ussita - Frontignano – Castel Sant'Angelo andrà in Conferenza dei Servizi prima di ferragosto mentre il progetto della SP135 Visso Ussita andrà in gara il 20 luglio.
Infine per la SP 66/2 braccio Casali l'Anas sta completando il progetto che verrà sottoposto alla Conferenza dei Servizi all'inizio di agosto per poi cantierarlo a settembre.
In sintesi si tratta di interventi notevoli per impatto e tipologia che finalmente si stanno sbloccando; l'Anas conta di aprire i primi cantieri nel prossimo mese. La riapertura delle strade è fondamentale per quelle zone devastate, la provincia continuerà nella sua azione di monitoraggio costante e convocherà a fine luglio un 'altra riunione con le amministrazioni interessate.
A seguito dell’incontro svoltosi in data 28 giugno 2017 presso la Regione Marche, tra il Commissario Prefettizio del Comune di Ussita alla presenza del Presidente della Regione Luca Ceriscioli, nonché dell’Assessore Angelo Sciapichetti, dell’Ing. Cesare Spuri e dell’ing. Massimo Sbriscia, dopo la riunione operativa del 30 giugno 2017 presso il Comune di Ussita, fra rappresentanti dello stesso Comune e della Società Cosmari s.r.l. di Tolentino, incaricata della rimozione e trasporto macerie derivanti dalla demolizione degli immobili a causa degli eventi sismici 2016, si è dato il via alla rimozione delle macerie derivanti dall’abbattimento di alcuni edifici che non erano più recuperabili per i danni subiti in conseguenza del terremoto.
Si comincerà con i lavori di rimozione in località Sasso e, quindi, si procederà gradualmente anche per gli altri edifici secondo il cronoprogramma di massima concordato con il Cosmari.
Lo scopo principale è quello di riaprire alcune strade attualmente intransitabili e dare finalmente un primo visibile segnale di ripresa per Ussita.
L’incontro con il Presidente della Regione Marche e con l'assessore preposto è risultato particolarmente fruttuoso non solo per gli impegni assunti e le intese intercorse sul tema della rimozione delle macerie e sul relativo cronoprogramma di realizzazione, che pure appare essenziale e primario, ma per tutti gli altri aspetti esaminati relativi alle attività future per il ritorno graduale alla normalità di Ussita, che verrà perseguito con ogni impegno da parte di tutte le istituzioni e della gestione commissariale. La questione sarà seguita mediante un attento monitoraggio.
Nei prossimi giorni sono previsti altri incontri istituzionali da parte del Commissario Straordinario cui seguiranno gli incontri con la popolazione e con i Comitati che ne hanno fatto richiesta.
Si è concluso, con la partecipazione attiva di tutti i presenti, Expandere Marche 2017 che non poteva non avere al centro la questione della ricostruzione post sisma, sulla quale hanno dibattuto economisti, artisti, imprenditori ed esperti di svariati settori al Politeama di Tolentino, in un evento organizzato dalla Compagnia delle Opere Marche Sud in collaborazione con Confartigianato Macerata e con il contributo della Camera di Commercio di Macerata.
Evento centrale della giornata, l’ufficializzazione dell’accordo tra Cdo Edilizia, Compagnia delle Opere Marche Sud e Comune di San Ginesio che dà il via al progetto Hub-Lab.
“L’utilità del progetto – ha dichiarato il Sindaco di San Ginesio Mario Scagnetti – è quella innanzitutto di riflettere sul futuro di San Ginesio, che ha perso il 68% delle unità immobiliari. Abbiamo pensato, anche grazie alla Compagnia delle Opere e in collaborazione con le università del territorio, che fosse importante un confronto tra più realtà, per individuare quale potesse essere la continuità o l’innovazione per San Ginesio. Mentre la ricostruzione non ci preoccupa, perché siamo certi del fatto che le risorse ci siano, ci preoccupano i modi per ridare vita, speranza alla comunità di San Ginesio
L’Hub-Lab di Cdo Edilizia, in collaborazione con la Compagnia delle Opere Marche Sud e un numero rilevante di aziende partner, è uno strumento operativo aperto al contributo esterno, in grado di offrire un efficace supporto agli attori locali, ed in particolare all’Amministrazione Comunale, per la definizione e l’implementazione delle azioni mirate al sostegno e al rilancio del tessuto economico e sociale nel post-terremoto: una sorta di “think tank” permanente per il paese.
“La ricostruzione dell’umano – aggiunge Elena Stoppioni, responsabile Cdo Edilizia – è il punto focale di Hub-Lab. Per capirlo meglio, forse basta un semplice esempio: una macelleria di San Ginesio, distrutta dal sisma e spostata provvisoriamente in un container, è diventata il punto d’incontro dei cittadini, anche per parlare un po’ insieme. Questo ci fa capire che non si ricostruisce per ripartire, si riparte per ricostruire. L’Hub-Lab San Ginesio vuole essere un concentrato di idee, di intelligenze che possa creare sviluppo in tutte le filiere”.
Dopo l’introduzione musicale Giampaolo e Matteo Bompezzo della Brandoni&Sons, azienda marchigiana nota nel mondo per la produzione di fisarmoniche, il direttore artistico del Politeama di Tolentino, Massimo Zenobi, ha parlato di una rinascita che è “una vera e propria rifunzionalizzazione del Politeama”.
Di scenari e domande aperte ha parlato l’economista Nomisma Marco Marcatili: “i motori di sviluppo delle Marche – ha detto l’economista – si sono inceppati, lo dicono i dati Banca Italia e non si riesce ad invertire la rotta di una situazione peggiore di quella nazionale. Nelle zone terremotate, metaforicamente, le crepe erano preesistenti ed il sisma le ha evidenziate. Bisogna passare da una logica di “terremoto” ad una logica di “terre in moto” che porterà alla costruzione di nuove filiere che rispondono a nuove realtà e nuovi bisogni”.
La ricostruzione passa attraverso gesti concreti, uno dei più conosciuti è quello di Box Marche: Tonino Dominici, il Presidente dell’azienda, ha esposto ai presenti le caratteristiche del progetto “Succisa Virescit”, per la costruzione urgente di una nuova struttura scolastica a Pieve Torina, paese simbolo della distruzione causata dal terremoto, con il 92% degli edifici totalmente inagibile.
Sui modelli da applicare nell'assistenza a lungo termine, argomento importante data l’età anagrafica di buona parte della popolazione colpita dal sisma nelle Marche, è intervenuto il Direttore generale dell'INRCA (Istituto specializzato nella cura e nella ricerca sugli anziani) Gianni Genga seguito da Francesco Clementi, della Politecnica delle Marche su “Innovare per Costruire”.
Anche la finanza pubblica può e deve dare il suo contributo alla ricostruzione, come è emerso dall’intervento di Giuseppe Di Giovambattista di Archidata.
A seguire, video e storia di lavoro e solidarietà della Vissana Salumi di Visso: Guido Focacci ha raccontato come solidale sia stata nei loro confronti l’azienda “Oro della Terra”, che mise a disposizione subito dopo il sisma celle frigorifere, magazzini e mezzi di trasporto e come, in seguito, lo siano state ben tre aziende che lavorano nello stesso settore, le quali diedero loro accesso ai laboratori per produrre, senza chiedere niente in cambio.
Un’allevatrice di Ussita, Michela Paris, nel loro “Allevare Speranza” ha illustrato un particolare progetto di filiera: dalla tradizione (con un nuovo progetto di filiera, però) si è passati al futuro virtuale con “My Marca”, portale di e-commerce che Emanuele Conforti ed il suo team hanno strutturato apposta per promuovere i prodotti di eccellenza marchigiana
Di realtà futuribile della ricostruzione si è occupato anche Antonio Besana di GFK, una delle principali società di ricerche di mercato che quotidianamente lavora per scoprire nuovi trend di pensiero e di acquisto nel Mondo.
Il dramma del sisma permette, da un certo punto di vista, di pensare alla ricostruzione in termini innovativi. A tal proposito è intervenuta Carla Di Francesco del Ministero dei Beni Culturali.
Il direttore artistico dello Sferisterio di Macerata, Francesco Micheli e il responsabile del Coos Marche, Diego Mancinelli, hanno concluso la mattinata sui temi della cultura come patrimonio e sul futuro dell’assistenza agli anziani.
Dopo gli incontri della mattina, nel pomeriggio si sono svolti tavoli di lavoro su edilizia, finanza, servizi sociali e sanitario, turismo, cultura e agrifood.
“E’ stata una giornata piena di stimoli – ha sintetizzato così i lavori di Expandere Marche il Presidente della Compagnia delle Opere Marche Sud, Emanuele Frontoni – in cui le domande poste nella mattinata hanno trovato parziale risposta nei tavoli pomeridiani, diventando un seme per far crescere le varie anime della ricostruzione. Expandere è il crocevia associativo di un anno purtroppo passato spesso a parlare del sisma, un crocevia in cui si gettano le basi per il lavoro da fare. Il collante unico, visto che parliamo di ricostruzione, però è sempre l’uomo con la sua capacità di aiutare, condividere, essere solidale. Dove questa solidarietà si è manifestata, la ricostruzione è iniziata nonostante tutto e tutti”.
All'evento, era presente il Presidente della Cdo Pesaro, Mariano Spadaro e rappresentanti di quasi tutte le Cdo regionali.
"Tutti agibili per un giorno": questo il titolo della giornata-evento che si terrà domani a Visso, con l'obiettivo di valorizzare il territorio e raccogliere fondi per la ripartenza dei Comuni marchigiani più colpiti dal sisma, come Visso appunto, ma anche Castelsantangelo sul Nera e Ussita. L'iniziativa è promossa dall'associazione "Un aiuto concreto per Castelsantangelo sul Nera" in collaborazione con Cia Marche, Copagri Marche e con il patrocinio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
"L'unica rinascita possibile - spiegano gli organizzatori - è basata sul lavoro, la coesione e la valorizzazione dell'area dei Monti Sibillini". Domani, dalle 10 alle 18, tutte le attività produttive dei tre Comuni devastati dal terremoto esporranno i propri prodotti e servizi, oltre a partecipare a tavoli di incontro tra imprenditori gestiti da Progetto Re-Cycle. Ci saranno aree ristoro dove degustare le eccellenze gastronomiche locali e momenti di intrattenimento con Neri Marcorè e Dodi Conti.
(Fonte e foto: ANSA)
Sono partiti i cantieri per quattro aree per la realizzazione delle casette nei Comuni di: Serrapetrona (area Caccamo, 16 Sae per 52 persone), Montegallo (Uscerno, 5 Sae per 16 persone), Caldarola (campo sportivo, 104 Sae per 376 persone) e San Severino (rione San Michele, 103 Sae per 300 persone). Questa mattina sono state inoltre aggiudicate le aree nei Comuni di Gualdo (loc. Valle, 9 Sae per 28 persone) e Camporotondo di Fiastrone (7 Sae per 20 persone).
Nel report degli uffici, aggiornato e monitorato quotidianamente, figurano anche l’approvazione dei progetti e l’indizione di gare per: area 3 Pian di Pieca San Ginesio (19 Sae per 66 persone - tutte le aree sono approvate), per un importo di € 660.291,12; area Nocria di Castelsant'Angelo sul Nera (12 Sae per 36 persone), in cui è prevista anche la realizzazione del tratto viario per raggiungere la zona, per un importo complessivo di 1.016.898,08; area Vallazza di Ussita (20 Sae per 62 persone), per un importo di € 1.398.931,50.
Si parla ancora del campeggio "Il Quercione" di Ussita. Il camping, che si estende per circa 5.000 mq, è al centro della vicenda che lo scorso 12 maggio ha visto il sindaco di Ussita Rinaldi dimettersi.
Oggi quattro mobil home estratte dal campeggio sono state fotografate davanti al Palaghiaccio di Ussita. Le strutture saranno trasferite a Fiastra.
Ricordiamo che le dimissioni del primo cittadino di Ussita sono arrivate dopo che il Gip di Macerata firmò un decreto esecutivo di sequestro de “Il Quercione”, dove da anni sono posizionate 5 mobil house e un prefabbricato in legno, in quanto realizzati nell'area protetta del Parco dei Sibillini, inedificabile e in zona R4. Il gesto del primo cittadino era di protesta rispetto al provvedimento giudiziario in quanto, come spiegò all’Ansa, “Tutta Ussita è in area protetta, questo vuol dire che la ricostruzione non si farà mai”.
Con le mobil home se ne vanno anche molte speranze degli Ussitani.
Questa mattina a Visso, Adolfo Guzzini, Angelo Camilletti e una rappresentanza della RSU hanno consegnato ai sindaci di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, 30.000 euro divisi in parti uguali (10/10/10).
La cifra è stata ricavata dalla donazione da parte dei dipendenti di 1 o 2 ore di lavoro, che poi l’azienda ha raddoppiato. In sintesi, tra dipendenti Guzzini ha raccolto 15.000 euro, e l’azienda ne ha messi altri 15.000.
Questa iniziativa si aggiunge alla donazione di 100.000 euro da parte di iGuzzini in favore di Visso.
Sempre oggi Il sindaco di Visso, Giuliano Pazzaglini, ha ricevuto nella sede del Comune un assegno di 10 mila euro per la costruzione di nuovi spazi per le comunità terremotate. La donazione è della Fondazione Emanuela Panetti Onlus che, a seguito del grave sisma dello scorso anno, ha avviato una raccolta fondi. La cifra, in particolare, è frutto di un evento artistico che si è svolto a Roma alla fine di gennaio nell'antico Ospedale delle Donne, una struttura del 600', in Piazzale S. Giovanni.
Una serie di artisti hanno regalato le loro opere la cui vendita ha permesso di raggiungere la cifra oggi consegnata all' amministrazione di Visso. La Fondazione sta proseguendo nella sua raccolta fondi a favore delle popolazioni terremotate.
Torna a far parlare di sé il campeggio "Il Quercione" di Ussita. Il camping, che si estende per circa 5.000 mq, è al centro della vicenda che lo scorso 12 maggio ha visto il sindaco di Ussita Rinaldi dimettersi.
Le dimissioni sono arrivati dopo che il Gip di Macerata firmò un decreto esecutivo di sequestro de “Il Quercione”, dove da anni sono posizionate 5 mobil house e un prefabbricato in legno, in quanto realizzati nell'area protetta del Parco dei Sibillini, inedificabile e in zona R4. Il gesto del primo cittadino era di protesta rispetto al provvedimento giudiziario in quanto, come spiegò all’Ansa, “Tutta Ussita è in area protetta, questo vuol dire che la ricostruzione non si farà mai”.
Lo scorso 12 giugno finalmente qualcosa si è mosso ed è stata restituita una delle roulotte private poste all'interno del camping e oggi i gestori, che oggi gestiscono il bar ristorante della spiaggia "Verdefiastra", sono rientrati in possesso della loro mobil home. Il dissequestro, predisposto dalla Procura di Macerata, su istanza del legale dei gestori, è stato predisposto perché i gestori del camping avevano richiesto la possibilità di recuperare attrezzatura utile al loro lavoro. Nei prossimi due giorni, insieme alla Forestale, si provvederà al recupero della suddetta attrezzatura.
È un segnale di speranza quello che arriva da Ussita. Un piccolo passo che può aprire la strada alla ricostruzione del paese martoriato dal sisma di ottobre. Oggi pomeriggio, è stata restituita una delle roulotte private poste all'interno del camping “Il Quercione” che si estende per circa 5.000 mq dopo il sisma del 26 ottobre scorso.
Il caso del camping risale a esattamente un mese fa (leggi qui): il 12 maggio il sindaco di Ussita Marco Rinaldi si dimise dopo che il Gip di Macerata firmò un decreto esecutivo di sequestro de “Il Quercione”, dove da anni sono posizionate 5 mobil house e un prefabbricato in legno, in quanto realizzati nell'area protetta del Parco dei Sibillini, inedificabile e in zona R4. Il gesto del primo cittadino era di protesta rispetto al provvedimento giudiziario in quanto, come spiegò all’Ansa, “Tutta Ussita è in area protetta, questo vuol dire che la ricostruzione non si farà mai”.
Oggi, di fronte a un agente della forestale e alla proprietaria del camping (originaria di Visso ma che dopo il terremoto risiede a Rimini), la mobil house verrà consegnata al suo proprietario. La speranza per tutti i cittadini sfollati in giro per il territorio è quella che dopo questo dissequestro si proceda a togliere i sigilli da tutto il camping, dando la possibilità di tonare nel proprio paese e di poter ricostruire il loro futuro.
Mediaset non spegne i riflettori sul terremoto che ha colpito le Marche e ieri sera è andato in onda un servizio da Visso e Ussita, dove molti gli abitanti sono tornati dalle loro sistemazioni sula costa per qualche ora. A Ussita c'è stata una riunione in Piazza dei Cavallari per discutere dello stato di abbandono in cui si trova il loro paese e la richiesta di una signora intervistata è quella di leggi speciali, non essendo possibile affrontare l'evento sismico, paragonabile ad una guerra, con le quelle ordinarie.
"I politici non fanno più niente, ci hanno abbandonato proprio" è la triste dichiarazione di un'altra signora intervistata che dice di avere il cuore spettato nel vedere il paese ridotto in quello stato. C'è poi una signora di Visso che lamenta disagi nelle sistemazioni sulla costa, per via degli spostamenti da una parte all'altra e che ha deciso di tornare nel suo paese, pur con molti sacrifici.
Le telecamere si sono spostate poi nel campo dove sono presenti camper e roulotte, dove i residenti sperano di avere un estate migliore del micidiale inverno appena passato ma già in questo perido sono costretti a svegliarsi molto preso per via del caldo che c'è dentro i loro mezzi.
"Di quello che avevamo prima non abbiamo più niente, ci sembrava di non avere niente ed invece avevamo tanto e non ce ne rendevamo conto" è la triste affermazione di una signora che chiude il servizio.
Segnali di ripartenza a Ussita, dove diverse zone escono dalla zona rossa. A ridefinire la riperimetrazione della zona rossa è una ordinanza sindacale, la 145 del 29 maggio. Vengono esclusi interamente dalla zona rossa i nuclei abitati di Frontignano, Pian dell’Arco, Cuore di Sorbo, Sant’Eusebio.
"Nel corso di questi mesi" si legge nell'ordinanza "sono stati adottati numerosi interventi per affrontare la situazione di straordinaria emergenza indotta dagli eventi sismici in oggetto, ed ora, seppur tale emergenza permanga ancora, si ritiene necessario per le motivazioni di seguito, riperimetrare nel complesso, per tutto il territorio comunale, la delimitazione della zona rossa, allo scopo di mantenere l’interdizione dell’accesso a chiunque in quelle zone ove tuttora esistono rischi di crolli sulla pubblica via, o comunque situazioni di pericolo generalizzate in nuclei abitati del territorio comunale particolarmente danneggiati, e al contrario riaprire aree del territorio comunale ove il pericolo non sussiste più;
Tali misure si rendono opportune allo scopo di favorire il rientro di una parte della popolazione in edifici risultati agibili a seguito dei relativi sopralluoghi che nel corso dei mesi scorsi sono stati effettuati, il tutto aggravato dalla circostanza che una parte dei contratti per l’accoglienza dei cittadini, stipulati fra la Regione Marche e le strutture ricettive, sono in scadenza, e quindi i cittadini che vi alloggiano devono lasciare le stesse; è necessario porre in condizione tutti i residenti che ne abbiano desiderio di poter ritornare ad Ussita il prima possibile, o presso la loro casa risultata agibile o in autonoma sistemazione; tale esigenza si rende necessaria anche per tutti i proprietari di seconde case agibili, che in prossimità della stagione estiva intendono trascorrere parte delle loro vacanze ad Ussita; inoltre si ritiene opportuno agevolare tutte le operazioni di sopralluoghi, piccoli interventi di manutenzione ordinaria sugli edifici, allo scopo di accelerare tutte le operazioni che consentano in tempi rapidi di porre le basi per la ricostruzione.
Tale misura di riperimetrazione, in attesa delle opere di urbanizzazione ove delocalizzare le attività commerciali preesistenti che ne hanno fatta richiesta, costituisce il presupposto indispensabile per il ritorno delle attività economiche già insediate, in quanto la riapertura, seppur parziale, del territorio comunale, può favorire un primo timido ritorno di un flusso turistico, nonché, come sopra riferito, dei proprietari delle seconde case agibili, costituendo in ultima istanza un indotto a beneficio delle attività economiche in primis, ed in definitiva di tutto il proprio territorio. (...) Con il presente atto si intende adottare una nuova riperimetrazione del territorio comunale con contestuale revoca della propria precedente ordinanza n. 110 del 28.10.2016 ed atti connessi, allo scopo di riaprire aree del territorio comunale che, all’esito dei sopralluoghi effettuati, non presentano rischi e pericoli per la pubblica incolumità; per tali finalità occorre individuare innanzitutto i nuclei abitati che per il livello di danno ingente subito a seguito degli eventi sismici, devono rimanere, a tutela della pubblica incolumità, integralmente in zona rossa e pertanto interdetti all’accesso delle persone non autorizzate; per tutti gli altri nuclei abitati, che hanno subito minori danni a seguito degli eventi sismici, occorre procedere ad una cernita per singole vie fra zone che si possono riaprire in quanto non vi sono pericoli per le persone che vi transitano e zone che, al contrario, debbano rimanere interdette al transito.
Sulla scorta di tali valutazioni, si è proceduto ad esaminare singolarmente lo stato strutturale degli edifici insistenti sulle pubbliche vie e all’esito di tale esame sono state redatte le allegate planimetrie, dalle quali si evincono le aree da svincolare dalla zona rossa e quelle che al contrario debbono ancora rimanere all’interno di essa;
Rilevato che la presente ordinanza ha come riferimento esclusivo la delimitazione del territorio comunale e l’individuazione delle strade aperte o chiuse al pubblico transito e non contempla la valutazione di agibilità dei singoli edifici per la quale si fa rinvio alle singole ordinanze di inagibilità, alle comunicazioni di agibilità, nonché a tutte le altre norme sovraordinate emanate in materia".
Viene così revocata l'ordinanza n.110 del 28 ottobre e tutte quella alla stessa connessa e viene riperimetrata la zona rossa del territorio comunale.
Vengono esclusi interamente dalla zona rossa i nuclei abitati di Frontignano, Pian dell’Arco, Cuore di Sorbo, Sant’Eusebio.
Rimangono interamente ricompresi nella zona rossa i nuclei abitati di: Casali (considerata la non fruibilità della strada di accesso alla frazione), Castelfantellino, Palazzo, Castelmurato, San Placido.
Rimangono in zona rossa con esclusione parziale di alcune parti come indicato in dettaglio nelle allegate planimetrie: Sasso, Fluminata, Pieve, Tempori, Vallazza, Capovallazza, Calcara, Sorbo, Vallestretta.
Viene comunque disposto il divieto di avvicinarsi alle stazioni degli impianti di risalita di Frontignano con particolare riguardo alla stazione di valle e di monte della funivia a va e vieni “Vallone di Selvapiana – Malghe delle Spigare” ed all’area sottostante le funi dellastessa funivia.
Si riparano dal sole sotto i grandi ombrelloni all'ingresso del Nuovo Natural Village di Porto Potenza gli sfollati che lasceranno la struttura.
Oggi, 31 maggio, scade il contratto fra la struttura e la Regione Marche con cui i terremotati di Visso, Ussita, Pieve Torina, Monte Cavallo sono stati accolti nel villaggio turistico di Porto Potenza Picena. Duecentoquaranta ospiti arrivati all'indomani del sisma, poi scesi a duecento sistemati in cento villini. "Rimarranno solo 23 nuclei familiari con figli che devono terminare la scuola o sostenere esami e una famiglia che ha deciso autonomamente di restare" spiega Diego Decarli, responsabile della comunicazione del camping che aggiunge: "Anche noi ci siamo legati a queste persone, abbiamo cercato di sostenerle perché capiamo le loro preoccupazioni, per questo le 23 famiglie saranno nostre ospiti". Questo fino al 18 giugno, poi man mano che gli impegni scolastici finiranno, anche loro dovranno andar via per lasciare spazio ai clienti del villaggio.
Alcuni sono già partiti ieri, altri sono pronti ad andare: "Hai preso tutto?" dice un uomo a sua moglie. I due salutano gli altri e si allontanano. È tanta la commozione mista a un senso di abbandono: "Mia madre ha 95 anni - dice la signora Silvana - ed è sfollata insieme alla sua badante. Non è possibile che, alla sua età, debba sopportare questi continui spostamenti". "Siamo stanchi di parlare e di non ottenere nulla" aggiunge una signora di Visso palesemente provata e arrabbiata perché, dopo un iniziale interesse "alla fine ci hanno dimenticati". Le polemiche degli ospiti non sono rivolti alla struttura, ma al modo in cui è stata gestita la situazione di emergenza post sisma "perché - dicono - l'emergenza non è ancora finita. Noi siamo ancora senza case".
Occhi lucidi e disperazione per chi in questi mesi ha condiviso il dolore, la speranza, le proteste. "Siamo stati una comunità, sono nate delle forti amicizie non solo tra i più piccoli, ma tra noi adulti" dice Donatella di Visso sfollata insieme alla sua famiglia, un figlio di 8 anni e l'anziana madre Rita che racconta: "Mi viene da piangere se penso ai bambini che crescendo ricorderanno quello che hanno dovuto vivere. Non facciamo in tempo a disfare i fagotti che dobbiamo ripartire".
Gli anziani presenti sono davvero tanti, per questo la maggior parte ha preso degli alloggi con i Cas (Contributo per autonoma sistemazione). La Protezione civile, infatti, ha proposto altre strutture ricettive lungo tutta la costa marchigiana, da Senigallia a San Benedetto del Tronto, ma alcuni temono di non riuscire ad ottenere ambienti idonei alle loro esigenze.
"Non toccate i cuccioli di capriolo rinvenuti tra la vegetazione". È l'ammonimento lanciato dai carabinieri forestali dopo l'ultimo recupero di un esemplare in un bosco a Montegallo (Ascoli Piceno) da parte dei militari delle stazioni di Castelsantangelo sul Nera e Montegallo, su segnalazione di un cittadino che lo aveva raccolto credendolo abbandonato dai genitori.
Il cucciolo è stato affidato a un studio veterinario di Ussita, ma sono decine le segnalazioni di cuccioli di capriolo rinvenuti tra la vegetazione in questo periodo dell'anno. Questi animali - ammoniscono i carabinieri forestali - una volta raccolti non potranno essere più reimmessi in ambiente naturale e saranno costretti a stare in aree recintate.
I cuccioli non sono stati abbandonati dai genitori, ma attendono la madre che si è allontanata per alimentarsi e tornerà presto ad allattarli. Toccare questi animali, e anche solo avvicinarsi, li esporrà all'abbandono da parte dei genitori e soprattutto ai predatori.
(Fonte Ansa)
"La spina è staccata e indietro non si torna": a ripeterlo all'ANSA è Marco Rinaldi, il sindaco dimissionario di Ussita. Giovedì primo giugno scadono i 20 giorni entro i quali potrebbe ritirare le proprie dimissioni, "ma non lo farò, la decisione è stata presa, quello che è accaduto suggerisce soltanto di confermare la mia uscita", ribadisce Rinaldi. Sulla sua decisione pesa l'inchiesta della procura di Macerata sul camping "Il Quercione", con tanto di sequestro dell'area.
I magistrati contestano il posizionamento di 5 case mobili e un prefabbricato in legno su un'area protetta come quella del Parco dei Sibillini, e a rischio idrogeologico. Lunedì prossimo Rinaldi incontrerà il prefetto di Macerata Roberta Preziotti, "sarà un saluto e l'ultimo atto istituzionale", spiega. Le sorti del Comune di Ussita saranno affidate ad un commissario di nomina prefettizia, che gestirà questa fase di transizione fino a nuove elezioni.
Questa mattina si è svolta in Provincia di Macerata una conferenza di servizi per esaminare il progetto esecutivo per la messa in sicurezza del 1° tratto della SP 135 Visso-Ussita per un importo complessivo di tre milioni di euro. Gli interventi riguardano i Comuni di Visso e Ussita e prevedono la messa in sicurezza delle pareti rocciose e la protezione della strada dal torrente Ussita nonché il ripristino strutturale della Galleria e del muretto di protezione.
Alla Conferenza, presieduta dall'Ing. Angela Carlone, delegato dal soggetto attuatore, hanno partecipato l'Ing. Mancina, L'Ing, Fiore e l'Ing, Fidenza per l'ANAS, l'Ing, Marcozzi e l'Ing. Marzialetti per la Regione; l'ng. Mundo e l'Arch. Sciarra per la Provincia di Macerata e l'Arch Salvati per la Soprintendenza delle Marche. In sede di Conferenza sono stati acquisiti i pareri dei Comuni di Visso, Ussita e del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
L'intervento è importante come ha nuovamente ribadito ai Dirigenti ANAS il Presidente Pettinari, tuttavia la priorità è la riapertura oltre alla VALNERINA anche delle provinciali Pian Perduto, Casali e Frontignano Caste Sant'Angelo
Procede il lavoro per le aree destinate ad ospitare le Sae nelle zone terremotate delle Marche. Nelle ultime 24 ore ci sono state aggiudicazioni definitive per le aree di Fiastra, area di Capoluogo e Cerreto-Acquacanina, dove sorgeranno 50 casette per 148 abitanti; Visso, Croce e Villa Sant'Antonio, 74 Sae per 240 abitanti; Ussita, La Pieve-Capoluogo: 68 Sae per 210 abitanti; Pieve Torina, aree di Antico-Casavecchia-La Serra-Appennino: 83 Sae per 278 persone. Domani, fa sapere la Regione Marche, gli uffici avvieranno le procedure di gara per i progetti per le Sae di Montegallo-Uscerno, Caldarola-Campo Sportivo, Serrapetrona - Caccamo, Acquasanta Terme-Arli (ANSA).
Continua il lavoro per le Sae. Nella serata di ieri, mercoledì 24 maggio, approvati dai Comuni di Bolognola e Ussita i due layout.
Per Bolognola si tratta di 7 casette per 20 abitanti, mentre per Ussita è stato approvato il layout dell’area di Vallazza con 21 casette e 62 abitanti.
Dagli uffici dell’Erap poi arrivano due aggiudicazioni provvisorie per le casette dell’area Serra di Pieve Torina con 44 Sae per 168 abitanti e dell’area di Borgo 2 di Arquata del Tronto con 31 casette per 70 abitanti.
"I mesi seguiti al terremoto sono stati difficilissimi. Ma in quei mesi abbiamo lavorato gomito a gomito, ci siamo conosciuti meglio e abbiamo scoperto che avevamo un sogno in comune". Chi parla è Silvia Bonomi, una dei sei allevatori che hanno deciso di unire le forze e dare vita a una rete d'impresa - "La Sopravissana dei Sibillini" - che si occupasse di tutelare e promuovere la pecora Sopravissana, razza ovina autoctona marchigiana.
Sei aziende del territorio insieme per un unico grande progetto: allevare secondo un metodo di allevamento estensivo animali tuttora a rischio estinzione, mettendo al centro il loro benessere, per permetterne il ripopolamento e creare così sul lungo periodo un indotto di filiera da poter estendere anche oltre Regione, e perché no, all'estero.
Un'idea nata all'indomani del sisma di ottobre e diventata realtà lo scorso marzo. Una realtà tutta da costruire, con passione ed entusiasmo, che certo non mancano. "Siamo tutti giovanissimi, sei ragazzi - dice Silvia - molto determinati, che il terremoto non ha fermato. E se non ci ha fermati il terremoto, non ci ferma più nessuno! Condividiamo la stessa concezione della gestione degli animali, oculata e attenta. Abbiamo messo sotto lo stesso cappello i nostri desideri e le nostre ambizioni e adesso ragioniamo con una sola testa. Stiamo lavorando giorno per giorno, sono molte le cose che vorremmo fare e speriamo di riuscirci. Noi non molliamo!".
Questa mattina si sono svolte, nella sede della Provincia di Macerata, due conferenze di servizi per esaminare i progetti predisposti dall'Anas per la riapertura della Valnerina.
Sono stati valutati gli interventi necessari per ripristinare, seppure in via provvisoria, il principale collegamento di quel comprensorio, epicentro del sisma. Previsti due specifici progetti: uno per la rimozione della frana e l'altro per la messa in sicurezza della parete rocciosa in tre diversi tratti dell'arteria.
I progetti erano stati già illustrati dall'ingegnere Fulvio Soccodato, soggetto attuatore nominato da Curcio, martedì scorso in un incontro tenutosi sempre in Provincia. In quella occasione con la presenza anche del sindaco di Castelsantangelo sul Nera e il sindaco di Visso in collegamento telefonico, erano stati esaminati altri interventi e la loro tempistica per la riapertura delle altre strade di quel territorio:Visso-Ussita, Visso-Castelsantangelo, Ussita-Frontignano-Castesantangelo, Ussita-Casali e Ussita-Macereto.
Alle due conferenze di servizi di oggi , presiedute dall'ingegnere Antonio Marsella, hanno partecipato l'ingegnere Mancina per l'Anas, Marcozzi e Marzialetti per la Regione Marche, Serenella Sciarra per la Provincia di Macerata e Daniele Moretti per l'Enel. Gli altri Enti invitati hanno inviato rispettivi pareri. “Si tratta di un passo avanti importante dice Pettinari per un obiettivo molto atteso dall'intera popolazione e per questo sollecitato ripetutamente dai Comuni di Visso, Ussita e C.S Angelo sul Nera, dalla Regione Marche e dalla Provincia”.
Nei prossimi giorni finalmente l'Anas procederà alla scelta delle ditte appaltatrici in modo da iniziare subito i lavori e rispettare il cronoprogramma per la riapertura della Valnerina entro settembre. A tale scopo l'Anas aprirà contemporaneamente i diversi cantieri necessari, sia per la rimozione della frana che per la messa in sicurezza della parete rocciosa.
"Lo scoraggiamento del sindaco di Ussita non è solo suo, ma di tanti marchigiani e va compreso. Ma questo non significa che ci si può fermare, tutt'altro". Lo ha detto il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, parlando con i giornalisti della vicenda del sindaco Marco Rinaldi, che si è dimesso perché indagato per l'installazione di alcune case mobili in area protetta, affermando che "la ricostruzione così è impossibile". "Ogni giorno i cittadini esprimono i loro timori per la ricostruzione - ha spiegato il governatore -, noi cerchiamo di dare messaggi che rappresentano al meglio quello che si fa, né più né meno. Non è che vogliamo raccontare cose che non ci sono, ma dietro ogni risultato c'è una grandissima attività" (ANSA).