Una grande partecipazione di pubblico ha fatto da cornice ieri, domenica 21 settembre, all’inaugurazione della nuova fontana con scultura dedicata alla memoria di Fabio Mariani.
L’iniziativa, svoltasi nel piazzale della chiesetta della Madonna delle Grazie, è stata promossa dal C.C.S.R. Le Grazie con il patrocinio del Comune di Recanati.
La cerimonia, presentata da Francesca Cipolloni, ha visto gli interventi del sindaco Emanuele Pepa, del vicesindaco Roberto Bartomeoli, del parroco padre Mario Capitanio, di Nikla Cingolani in rappresentanza dell’AIDO, dell’artista Giuditta Messi – autrice della scultura – e dei familiari di Fabio.
L’opera, collocata sopra una fontana recentemente ristrutturata, è stata scoperta dal sindaco insieme all’artista e successivamente benedetta dal parroco.
Nel suo intervento Giuditta Messi ha illustrato la scultura e le motivazioni alla base della sua creazione: un’interpretazione del tradizionale gioco del Pa’, che Fabio e i suoi coetanei praticavano da ragazzi. L’opera richiama gesti, simboli e suggestioni di quel tempo, trasformandoli in un messaggio di amicizia, spensieratezza e vita comunitaria.Un legame che, nel corso degli anni, ha visto quel gruppo di amici contribuire attivamente alla crescita del quartiere, attraverso numerose iniziative in Parrocchia e nel C.C.S.R.
Particolarmente suggestiva è stata la rievocazione del gioco, messa in scena dal gruppo di amici di allora davanti agli occhi attenti e incuriositi dei presenti. Dopo un paio di giri, i protagonisti hanno invitato i giovani di oggi a cimentarsi, creando così un ponte simbolico tra generazioni.
Il progetto “La sostenibilità nel Cuore” ha preso il via sabato 20 Settembre. Il progetto, voluto e sostenuto dalla direzione del Centro Commerciale Il Cuore Adriatico e da Marche A Rifiuti Zero, Cosmari e 4Energy, si pone l’obiettivo di sensibilizzare sulla tutela dell’Ambiente. Ad aprire le danze sono i ragazzi dell’Associazione Culturale “Il Borgo”, che da anni si impegna nel trovare metodi e soluzioni per educare le nuove generazioni a conoscere l’ambiente che ci circonda e soprattutto su come prendersene cura.
Il primo incontro è stato “Disegno consapevole con Superborghetto” ed ha avuto come protagonisti i fumetti realizzati negli ultimi tre anni dall’Associazione, scritti da David Marignani e illustrati da Veronica Galandrini e Martina Stefanelli: i bambini hanno potuto leggere insieme ai genitori le storie in cui Superborghetto, mascotte inconfondibile dell’associazione, affronta avventure in cui il benessere dell’ambiente viene messo in pericolo. Inoltre, i più piccoli hanno avuto la possibilità di colorare insieme delle pagine ingrandite dei fumetti e lasciare lì il proprio pensiero sulla storia appena letta.
“Il lavoro della nostra Associazione scommette tutto sulle nuove generazioni: crediamo che sia importante per i bambini avere qualcuno a cui guardare, un eroe dell’ambiente” - dicono i ragazzi dell’Associazione - “Soprattutto, le soluzioni con cui Superborghetto risolve i problemi sono spesso facilmente replicabili e l’esempio, crediamo, è uno strumento di sensibilizzazione potentissimo”.
I volontari de Il Borgo saranno presenti anche sabato 27 settembre con Squish - Premi le stoffe, un laboratorio creativo in cui i bambini possono creare, con la supervisione dei ragazzi de Il Borgo, un pupazzo morbido (squishy) partendo da scarti di tessuto e nei sabati successivi fino alla fine del progetto, prevista per Maggio 2026, con laboratori e animazioni: dai colori naturali al gioco dell’oca, non mancherà il divertimento e neanche la riflessione collettiva.
“Un progetto del genere in un luogo di consumo potrebbe sembrare un ossimoro. Noi invece crediamo che luoghi come Il Cuore Adriatico siano terreno fertile: sentir parlare di ambientalismo poco prima di fare spese è un buon modo per riflettere su quel che realmente serve e su come riciclare ciò che non serve più”.
I bambini, infine, hanno potuto portare a casa gratuitamente la loro copia del fumetto per approfondire la morale delle storie grazie all’apparato informativo che i ragazzi del Borgo curano personalmente.
"La sostenibilità nel Cuore” continua il suo viaggio ogni sabato dalle 16 alle 18, con professionisti preparati, appassionati e soprattutto sensibili.
Nuovo appuntamento per Civitanova Classica Piano Festival: mercoledì 24 settembre alle 21.15, l’Auditorium San Francesco di Civitanova Alta accoglierà il pianista russo Yuri Bogdanov, tra i più apprezzati interpreti della scena internazionale.
Professore presso l’Accademia di Musica Gnessin e solista della Società Filarmonica Accademica Statale di Mosca, Bogdanov ha conquistato importanti riconoscimenti in numerosi concorsi, distinguendosi in particolare nell’interpretazione delle opere di Bach, Schubert e Scriabin. Proprio questi autori, insieme a Mendelssohn, Arenskij e Rachmaninov, comporranno il programma della serata, promettendo un viaggio musicale tra lirismo e virtuosismo.
La musica dialogherà con l’arte visiva: durante il concerto, infatti, verranno presentati in anteprima alcuni manifesti della mostra “Americana”, organizzata dal museo MAGMA di Civitanova Alta e inaugurata ufficialmente il 26 settembre. Un intreccio culturale che gli organizzatori descrivono come un ponte ideale tra la solida tradizione russa e la vivace creatività americana, due mondi apparentemente lontani ma capaci di incontrarsi attraverso le arti.
I biglietti sono disponibili al prezzo unico di 10 euro (ridotto a 5 euro per gli associati Unitre), acquistabili online su Ciaotickets.com, presso le biglietterie dei Teatri di Civitanova negli orari di apertura e direttamente all’Auditorium San Francesco un’ora prima dell’inizio del concerto.
Una settimana semplicemente perfetta, di gran lunga la migliore di una storia ancora tutta da scrivere. È quella vissuta al Lexus Tolentino Open dall’ucraina Oleksandra Oliynykova, arrivata nelle Marche a fari spenti e ripartita con in tasca il titolo più importante in carriera, 125 punti per il ranking mondiale (salirà al numero 136: record personale) e tanta fiducia per continuare a migliorarsi, come sta facendo ripetutamente da mesi. L’estrosa tennista di Kiev, classe 2001, ha giocato un torneo impeccabile, riuscendo a lasciare per strada la miseria di 18 game – e mai più di una manciata a partita – nei cinque incontri vinti al Tennis Tolentino, ultimo la finale dominata contro la campana Nuria Brancaccio, di nuovo in un Centrale esaurito.
C’era gente assiepata in ogni angolo per assistere a quello che sulla carta doveva essere un match da 50 e 50, mentre sulla terra (battuta) è finito 6-2 6-0 in soli 64 minuti, nei quali di partita ce n’è stata gran poca. Troppo in palla l’ucraina, capace di mettere in difficoltà l’azzurra sin dalle prime battute (subito 4-0) grazie a una strategia perfetta e continue variazioni, tessendo una tela dalla quale la tennista di Torre del Greco non ha saputo liberarsi. L’unico sussulto l’ha avuto nella parte centrale del primo set, riuscendo a vincere un paio di game di fila, ma poi è stato di nuovo dominio Oliynykova, fino al traguardo, le braccia al cielo e gli occhi pieni di gioia per una vittoria che promette di diventare un punto di partenza.
Per la Oliynykova il Lexus Tolentino Open è l’undicesimo titolo in carriera, il quinto della stagione ma il primo in assoluto nella categoria WTA 125. Ad applaudirla, oltre a centinaia di spettatori, anche i fratelli Pepe, Daniele e Roberto, tecnici del Ct San Giorgio del Sannio (provincia di Benevento) dove Oleksandra è tesserata, gioca il campionato di Serie A2 e fa base per settimane di allenamento in Italia.
“Vincere un torneo – ha detto la giocatrice di Kiev – è sempre una sensazione incredibile, ancora di più davanti a così tanta gente. Quando l’atmosfera è questa mi viene più facile giocare il mio miglior tennis. Ho avuto un tabellone complesso, con tante avversarie di alto livello, ma in ogni incontro sono riuscita a trovare la strategia giusta, sfruttando le mie opportunità. Voglio dedicare questo successo a mio padre, impegnato da volontario con le forze armate ucraine. Ha sempre fatto tantissimo per la mia carriera, permettendomi di arrivare fino a qui, e mi auguro che un giorno possa finalmente tornare ad accompagnarmi in un torneo. Per me, questa, è la motivazione più importante”.
Grande soddisfazione anche per gli organizzatori, che chiudono una prima edizione carica di sold out e riscontri positivi. “Abbiamo assistito a uno splendido torneo, con un livello di gioco molto elevato - dice Marco Sposetti, presidente del Tennis Tolentino -. Abbiamo ricevuto tanti ottimi feedback, da parte sia delle giocatrici sia dei vertici della WTA. Ma l’applauso più grande lo dobbiamo fare noi, a Tolentino che ha risposto alla grandissima, molto oltre le aspettative. Un grazie anche alle istituzioni, al direttore del torneo Sergio Palmieri, alla supervisor Maria Cristina Barbarano e a tutti coloro che hanno collaborato alla buona riuscita dell’evento. Siamo molto felici di come è andata, e voltiamo subito pagina: da lunedì 22 settembre al Tennis Tolentino partono i corsi gratuiti, dal 29 le scuole di tennis e padel. E proprio il 29 e il 30 avremo l’onore di ospitare al club il Trophy Tour della Coppa Davis: un’altra occasione per noi importantissima per promuovere il tennis fra i giovani”.
Nel tabellone di doppio del Lexus Tolentino Open, terminato nella tarda serata di sabato, successo per le ceche Jesika Maleckova e Miriam Skoch, coppia numero 1 del seeding. In finale hanno superato per 6-3 3-6 10/8 le azzurre Nuria Brancaccio e Silvia Ambrosio.
RISULTATI
Singolare. Finale: Nuria Brancaccio (Ita) b. Oleksandra Oliynykova (Ukr) 6-2 6-0.
Doppio. Finale: Maleckova/Skoch (Cze/Cze) b. Ambrosio/Brancaccio (Ita/Ita) 6-3 3-6 10/8.
Al terzo tentativo il Chiesanuova toglie lo zero dalla classifica e lo fa nel modo migliore: prendendosi la vittoria. In un afoso “Don Guido Bibini”, circa 30°, i biancorossi piegano 1-0 il Montefano cogliendo la terza affermazione in tre settimane contro i viola dopo le due di coppa (e sempre di misura). La prima rete del campionato, a firma di Pasqui al tramonto del primo tempo, decide il match. Nella ripresa i viola hanno preso possesso del campo, hanno fatto girare bene il pallone ma tra errori e poca incisività hanno mancato il pari. Male l’arbitro Eletto, il derby è stato maschio ma non così cattivo come potrebbero far pensare i 10 gialli e le due espulsioni (dalla panchina).
Cronaca. Senza Monaco squalificato, Mobili va con un 4-3-3 che vede il veterano Tacconi di fianco a Hernandez, in panca l’altro ex Papa. Primo squillo all’8’, su punizione che cala sul secondo palo, Persiani conclude debole. I locali crescono grazie ai zig zag di Pasqui, al 17’ si accentra e dal limite non trova la porta per poco. Iniziano a fioccare i cartellini, sono già 3 dopo 21’ e diventano 7 in 40’….La gara è spezzettata insomma e c’è anche, giustamente, il cooling break per il caldo. Viene espulso Mobili, fa da allenatore il preparatore dei portieri Corsetti. Al 41’ punizione a giro di Ferretti, bravo il baby Zannotti a mettere in angolo. Dal corner Chiesanuova furbo a partire in contropiede, con l’hombre vertical Russo che lancia Pasqui, la difesa del Montefano è alta e malmessa e la saetta anticipa Strappini per l’1-0.
Ripresa. Al 4’ Rombini lotta in area, si gira ma manda alto. Il Montefano comincia a premere. Al 18’ Palmucci tira centralmente, 1’ dopo proteste per un atterramento Mosquera-Rombini. I viola salgono di baricentro, i centrali sono nella metà campo locale e le seconde palle tutte ospiti. La squadra di Bilò macina e si giova degli uno vs uno del neoentrato Nardacchione, tuttavia non capitalizza per la bravura del Chiesanuova basso e chiusosi a riccio, nonché per demeriti propri. Grave l’errore al 43’ del neoentrato Magini, il 2007 solo, da due passi, incorna alto. Nel lungo recupero altro comodo colpo di testa, alto, di Rombini.
Seconda battuta d’arresto consecutiva per la Civitanovese, che al Polisportivo deve arrendersi al Matelica capace di ribaltare l’iniziale svantaggio e imporsi 2-1. Per i biancorossi di Mister Ciattaglia, è il secondo successo di fila in questo avvio di campionato, mentre i rossoblù di Andrea Mercanti restano ancora senza vittorie.
L’avvio è favorevole ai padroni di casa che al 13’ sbloccano il risultato con un episodio fortunoso: un malinteso tra Sancez e il portiere Ginestra porta il difensore biancorosso a deviare nella propria porta per l’1-0 Civitanovese. Spinti dall’entusiasmo, i rossoblù sfiorano subito il raddoppio con un destro da fuori di Visciano che termina alto. La risposta del Matelica non si fa attendere: al 21’ Pedrini raccoglie palla al limite e con un destro potente e preciso trova l’angolo alto, siglando l’1-1. Gli ospiti prendono fiducia e costruiscono altre chance importanti: prima Forconesi salva sul tentativo ravvicinato di Allegretti, poi D’Errico di testa manda di poco sopra la traversa.
Nella ripresa la Civitanovese prova a riprendere l’inerzia del match. Cappa al 9’ conclude in area ma non riesce a sorprendere Ginestra, che poco dopo è ancora decisivo su Renzi, respingendo un’occasione clamorosa generata dal tandem con Macarof. Dalla possibile rete rossoblù nasce la svolta della gara: il Matelica riparte veloce, Pedrini semina avversari sulla sinistra e serve ad Allegretti un assist che l’attaccante deve solo spingere in porta. È il 2-1 biancorosso al 13’st. La Civitanovese prova a reagire con generosità: Handzic crea scompiglio sulla fascia mancina ma il suo scambio con Macarof non si concretizza; Luciani e Candia trovano sulla loro strada un Ginestra capace di respingere tutto fino al triplice fischio.
Finisce 2-1 per il Matelica, che torna a casa con tre punti preziosi e conferma il buon momento. Per la Civitanovese resta invece il rammarico di non aver capitalizzato le occasioni costruite, soprattutto a inizio ripresa. Rossoblù che rimagnono con un punto in classifica dopo le prime 3 giornate. Il Matelica sale invece a quota 7.
(Photo Credit: S.S. Matelica)
Non si sblocca la Maceratese, che all’Helvia Recina incassa la terza sconfitta consecutiva in campionato, la seconda davanti al proprio pubblico. A festeggiare è il Fossombrone, che si impone 2-1 grazie a una prodezza su punizione di Masawoud, ma i biancorossi di Possanzini hanno molto da recriminare per le diverse occasioni create e per la clamorosa traversa colpita allo scadere da Ambrogi.
Avvio subito vivace: al 9’ Sane grazia la Rata calciando alto da posizione favorevole. La risposta arriva al 18’, quando Sabattini, rapido in area, raccoglie un pallone vagante e porta avanti i padroni di casa. La gioia dura poco: al 27’ ancora Sane firma l’1-1 con un tocco morbido davanti a Gagliardini. All’intervallo si va in equilibrio.
Nella ripresa la Maceratese prova a spingere, ma al 10’ arriva la doccia fredda: Masawoud inventa una punizione perfetta che vale il sorpasso ospite. La squadra di Giuliodori si abbassa e riesce a respingere le offensive avversarue. La Rata non molla enel finale tenta il tutto per tutto: al 34’ e al 37’ Neglia cerca il gol di testa ma colpisce debolmente, al 47’ Osorio dopo una bella combinazione nello stretto arriva a tu per tu col portiere ma trova la pronta risposta di Bianchini. L'occasione più clamorosa arriva al 50’, con Ambrogi che fa tremare la traversa con un gran destro dalla distanza. La palla non entra e dopo 5’ di recupero il triplice fischio condanna i biancorossi a un nuovo stop.
Tre sconfitte in tre gare e ancora zero punti in classifica: la partenza della Maceratese in Serie D è più difficile del previsto. C’è però la consapevolezza di una squadra che crea tanto, ma deve migliorare nella fase realizzativa e nei momenti chiave.
Mercoledì per i biancorossi subito l’occasione di riscattarsi nel turno infrasettimanale sul campo del Sora.
(Foto Francesco Tartari)
Maceratese-Fossombrone 1-2 18’ Sabattini (M), 27’ Sane (F), 55’ Masawoud (F)
MACERATESE: Gagliardini, Sciarra (14’ Neglia), Vanzan, Morganti, Perini, Nasic (7’ st Ciattaglia), Ambrogi, Osorio, Sabattini (40’ st Cirulli), Gagliardi, Marras All. Possanzini
FOSSOMBRONE: Bianchini, Ronchetti, Fabbri, Bucchi, Giunchetti, Imbriola, Masawoud (21’ st Likaxhiu), Ghinelli, Sane, Kamagat (39’ st Arcangeli), Kyeremateng (17’ st Torri) All. Giuliodori
Arbitro: Ferdinando Carluccio sez. di L’Aquila
Assistenti: Gabriele Elisino (Ostia Lido), Emanuele Rotatori (Ciampino)
Si chiude con il quarto posto finale l’esperienza della CBF Balducci HR nel Trofeo Città di Pordenone: le arancionere cadono in tre set nella sfida per il terzo posto con la Megabox Ond.Savio Vallefoglia giocata oggi pomeriggio al PalaCrisafulli.
Dopo il match di ieri con Conegliano, le ragazze di Lionetti hanno affrontato un’altra ottima squadra che sarà al via del campionato di Serie A1 Tigotà, senza riuscire però a mettere in difficoltà le biancoverdi che hanno potuto contare sui 14 punti ciascuna di Bici, Ungureanu e Omoruyi. Più equilibrio nel terzo set, ma alla fine le pesaresi hanno avuto la meglio con 7 muri vincenti e il 44% in attacco, contro i 2 arancioneri e il 37% offensivo. Top scorer Decortes con 17 punti (48%), doppia cifra (10) anche per Kokkonen e Ornoch. Prossimo appuntamento con i test precampionato in programma nel weekend del 27-28 settembre a Pesaro nel torneo con Vallefoglia, San Giovanni in Marignano e Levski Sofia.
LA CRONACA
Coach Lionetti schiera oggi Bonelli-Decortes, Clothier-Mazzon, Kokkonen-Kockarevic, Caforio libero. Coach Pistola risponde con Lazaro-Bici, Butigan-Candi, Ungureanu-Omoruyi, De Bortoli libero.
Dal 2-1 sull’ace di Mazzon, Vallefoglia fa il break con i colpi di Bici, il servizio di Ungureanu e due errori in attacco arancioneri (3-7), ancora Bici e Candi allugano (4-10). Entra Piomboni per Kockarevic in banda, Clothier va a segno (5-10) e mette l’ace del 6-10, Kokkonen c’è (7-11), Mazzon anche (9-13), Decortes tiene il -4 (10-14) e piazza il servizio vincente dell’11-14. La Megabox risale con il turno al servizio di Ungureanu (11-17), poi l’errore pesarese vale il 13-17, Kokkonen e Decortes firmano il 17-20, Omoruyi sbaglia (18-20). Mazzon non trova il campo (18-22), c’è l’ace di Omoruyi (18-23), Decortes passa (20-24), chiude Ungureanu 20-25.
Nel secondo set resta Piomboni in campo, la CBF Balducci HR parte bene 3-1 ma poi subisce un break dalle pesaresi (3-7). Omoruyi allunga in contrattacco (6-11), Bonelli inventa il 7-11 ma la Megabox insiste con i colpi di Ungureanu (8-13). Entra Ornoch per Piomboni, suo il 10-14, Bici mette l’ace (10-16), Decortes va a segno (11-16), entrano Bartolucci e Stoyanova nella Megabox, c’è ancora Decortes (13-19). Ungureanu non trova le mani del muro (16-21), arriva però anche un errore arancionero (16-23), sbaglia anche Bici (18-23), Decortes contrattacca (19-23). Kokkonen mette l’ace (20-23), il set di chiude sull’invasione di Ornoch (20-25).
Terzo set con in banda Kokkonen-Ornoch, Mazzon mura Candi (3-1), Decortes contrattacca (5-2), la CBF Balducci HR resta a +2 con Kokkonen (8-6) e Ornoch firma il nuovo +3 (9-6). Ungureanu contrattacca (11-10), Ornoch va a segno (12-10), arriva il muro di Omoruyi (12-12), suo anche il 12-13. Bresciani in campo per il giro in seconda linea, Kokkonen passa (14-14), Vallefoglia fa il break (14-16), Ornoch risponde (16-16), Ungureanu mette un gran diagonale per il 16-18. Ornoch non trova le mani del muro (16-19), il break delle pesaresi continua fino al 16-21 (c’è Sismondi per Clothier al centro). Ornoch e Decortes ci provano (19-23) ma il parziale si chiude ancora 20-25.
IL TABELLINO
CBF BALDUCCI HR MACERATA: Bresciani, Batte n.e., Sismondi , Kokkonen 10, Kockarevic, Bonelli 1, Mazzon 4, Piomboni 2, Ornoch 10, Caforio (L), Crawford n.e., Clothier 3, Decortes 17. All. Lionetti
MEGABOX OND.SAVIO VALLEFOGLIA: Bici 14, Feduzzi, Carletti n.e., Giovannini n.e., De Bortoli (L), Candi 4, Bartolucci, Thokbuom n.e., Butigan 7, Mitkova n.e., Ungureanu 13, Stoyanova, Omoruyi 14, Lazaro. All. Pistola
Parziali: 20-25, 20-25, 20-25
LE INTERVISTE
Valerio Lionetti (head coach CBF Balducci HR Macerata): “Abbiamo affrontato una squadra ben organizzata che ha giocato molto forte a muro e in difesa, mettendoci in difficoltà soprattutto nelle fasi di ricezione e attacco. È ovvio che in alcune situazioni non siamo ancora pronti al livello che vorremmo, ma in altre abbiamo fatto discretamente bene. La cosa che mi è piaciuta di più è il fatto di avere un gruppo importante, in cui ognuna può dare il proprio contributo. Oggi si è visto chiaramente, perché abbiamo ruotato parecchio il sestetto e tutte sono riuscite a dare qualcosa. Questa deve essere la nostra forza e il nostro punto di partenza dopo questo torneo: puntare sul contributo di ciascuna giocatrice per crescere sempre di più”.
Alessia Mazzon (centrale CBF Balducci HR Macerata): “Abbiamo giocato contro squadre molto valide e questo ci ha permesso di notare sia i nostri punti deboli sia i nostri punti di forza. Sono convinta che, lavorando insieme, potremo davvero raggiungere buoni obiettivi. È stato molto emozionante, sono felice di aver sentito il calore delle mie compagne di squadra. In campo si è creata una bellissima atmosfera e credo che siamo riuscite a trasmetterla anche al pubblico”.
Emma Clothier (centrale CBF Balducci HR Macerata): “Penso che Vallefoglia sia una squadra molto forte. Abbiamo appena giocato contro di loro: hanno grandi battitori e un’ottima battuta. Per noi è davvero un buon test in questa fase di preseason. Ora sappiamo su cosa dobbiamo lavorare in settimana e avremo l’occasione di affrontarli di nuovo il prossimo weekend. Il livello è davvero molto alto. In questo campionato ci sono diverse giocatrici di grandissimo valore, molte delle quali fanno parte delle rispettive Nazionali”.
È stata una bella giornata quella di ieri, 20 settembre, vissuta dagli "Amici del Liceo Galilei" di Macerata, in gita cultural-gastronomica a Cingoli, il Balcone delle Marche, cittadina ricca di storia, di arte, di nobili tradizioni e di imprenditorialità eco-sostenibile.
La giornata, organizzata nei particolari dal Massimo Catarini, membro del Consiglio Direttivo dell'Associazione, si è aperta, sotto la guida esperta di Simone Sgalla del Comune di Cingoli, con la visita alla suggestiva Sala degli Stemmi del Palazzo Comunale, dove si è potuto ammirare, primo tra tutti, il capolavoro pittorico "La Madonna del Rosario" di Lorenzo Lotto, magnifica opera del 1539. Dopo l'accurata presentazione di Sgalla, hanno aggiunto un loro commento all'opera alcuni soci degli Amici del Liceo, e più precisamente la professoressa Moltedo Olivelli, il professor Maulo e infine il presidente Perugini.
Lasciato il Palazzo Comunale la comitiva si è recata nella bellissima chiesa di San Filippo, appena restaurata e da due mesi riaperta al pubblico dopo il sisma del 2016. Un vero gioiello barocco, uno splendido insieme di linee architettoniche, di stucchi, di colonne tortili, di affreschi, di tele e di decorazioni.
Successivamente, dopo una doverosa sosta per affacciarsi al "balcone delle Marche", gli Amici del Liceo Galilei, attraversando una bella e caratteristica Cingoli, si sono diretti al Palazzo Castiglioni, dove sono stati ricevuti dal marchese Francesco Castiglioni in persona e dalla sua gentilissima consorte Adriana.
Qui hanno potuto constatare quanta storia e quanta arte può racchiudere un palazzo nobiliare come quello: dalla bella cucina ricca di suppellettili e caratteristici arnesi, alle sale conviviali e di lavoro, dall'interessante sala dell'Accademia degli Incolti, rinnovata sede di una delle più antiche accademie culturali delle Marche, alla splendida sala della musica, salone con soffitto a cupole per migliorare l'acustica durante l'esecuzione dei concerti che vi si tenevano.
Per chiudere degnamente la giornata gli "Amici del Liceo Galilei" si sono poi recati poco fuori Cingoli, al Mulino Bravi, uno dei pochissimi mulini con macine di pietra azionate ad acqua ancora esistenti, tutt'ora utilizzato per la produzione di farine pregiate. Negli invitanti spazi all'aperto è stata servita un'ottima polenta riccamente condita, della quale molti commensali hanno chiesto i bis, seguita poi da ottimi affettati, tra i quali l'eccellente mortadella fatta in casa accompagnata dall'immancabile crescia; per finire, dolci fatti in casa e vino di visciole.
Un pedone è stato investito questo pomeriggio, intorno alle 15.30, nei pressi della stazione ferroviaria di Macerata da un’auto guidata da un pensionato.
Immediati i soccorsi: sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno prestato le prime cure alla persona coinvolta. Da quanto si apprende, il pedone non avrebbe riportato conseguenze gravi e le sue condizioni non desterebbero particolari preoccupazioni.
I carabinieri di Macerata sono intervenuti per i rilievi e gli accertamenti utili a chiarire la dinamica dell’accaduto. Verifiche in corso.
Regionali, Fratoianni a Civitanova Marche per sostenere Tommaso Corvatta e Patrizia Sagretti
Martedì sera, 23 settembre, Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana e co-portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra, sarà a Civitanova Marche in sostegno delle candidature di Tommaso Corvatta e Patrizia Sagretti, candidati nella Provincia di Macerata alle prossime regionali del 28-29 settembre. L’appuntamento è in Piazza XX Settembre alle ore 21:00.
Tommaso Corvatta, medico di medicina generale e già Sindaco e consigliere comunale di Civitanova Marche, milita in Sinistra Italiana dove può coniugare la battaglia delle ingiustizie e quella per la tutela e il miglioramento del Sistema sanitario Nazionale; Patrizia Sagretti, agronoma e candidata indipendente, si è impegnata da sempre nei temi sociali, su tutti il lavoro e immagina una Regione su misura di lavoratrici e lavoratori.
“Siamo orgogliosi di avere due candidature così forti, radicali, ambientaliste e di sinistra: le loro storie politiche, associative e personali parlano chiaro su che idea abbiamo, noi di Avs, di Regione Marche. Pensiamo ad una Regione solidale, giusta, che inverta la rotta in materia sanitaria e di lotta al cambiamento climatico” commenta Leonardo Piergentili, coordinatore provinciale di Sinistra Italiana e co-portavoce provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra.
Attimi di paura nel primo pomeriggio di oggi, poco prima delle 14, a Pieve Torina, lungo la strada provinciale 209, dove si è verificato un grave incidente tra due automobili. A scontrarsi, per cause in corso di accertamento, sono state una Volkswagen Tiguan e una Fiat Punto di vecchio modello. Secondo una prima ricostruzione, la Fiat per la violenza dell'impatto sarebbe finita fuori dalla carreggiata
L’impatto, frontale-laterale, è stato particolarmente violento e ha reso necessario l’intervento immediato dei soccorsi. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118, che dopo aver prestato le prime cure hanno richiesto l’intervento dell’eliambulanza, decollata poco dopo alla volta dell’ospedale regionale di Torrette per il trasferimento di uno dei feriti.
Sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Macerata, che hanno provveduto a mettere in sicurezza i mezzi e la sede stradale, garantendo le operazioni di soccorso e il ripristino della viabilità.
Schianto lungo il rettilineo della "Septempedana". Un incidente stradale si è verificato questa mattina, poco dopo le 10, sulla strada 361 Septempedana, all'altezza dello showroom Marini Mobili.
Per cause ancora in fase di accertamento da parte della polizia locale di San Severino Marche, una Fiat Punto è uscita di strada. A seguito dell'impatto, il veicolo ha riportato ingenti danni.
Il conducente, un residente della frazione di Rocchetta, è stato soccorso dal personale sanitario e trasportato in ambulanza all'ospedale di Camerino. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti anche i vigili del fuoco. Le indagini sono in corso per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto.
Questa mattina, lungo la strada Faleriense, all’altezza del bivio per Monte San Martino, si è verificato un incidente che ha visto coinvolto un trentenne, di origine nordafricana. La vittima stava camminando in direzione Amandola quando è stato investito da un'auto.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari della Croce Azzurra dei Sibillini, che hanno provveduto a stabilizzare il ferito. Vista la gravità dei traumi riportati dal pedone, è stato richiesto l’intervento dell’eliambulanza, atterrata nei pressi dell’incidente. Il giovane è stato quindi trasportato all’ospedale Torrette di Ancona, dove è attualmente ricoverato per le cure del caso.
Le forze dell’ordine hanno raggiunto il luogo dell’impatto per effettuare i rilievi necessari e ricostruire la dinamica dell’incidente.
Particolarmente ricca di contenuti la festa dei commercianti del centro storico di Macerata. Il 20 settembre è stato un sabato in cui il centro di Macerata ha visto, non solo i nuovi addobbi ispirati agli alieni che hanno suscitato l'interesse di tanti cittadini maceratesi, ma anche musica, specialità gastronomiche e sport.
Lo sport è stato protagonista di una passerella di associazioni che curano con competenza e passione le specialità che ricevono meno attenzione dai media, ma che aiutano la crescita di tanti ragazzi. Tra esse grande interesse ha suscitato la scherma rappresentata dalla Macerata Scherma, storica scuola del capoluogo che offre oggi nuove opportunità e stimoli.
Il presidente Alberto Affede ha messo in evidenza la crescita della scherma in città seguendo un indirizzo preciso, quello dell'inclusione. Una opportunità sportiva che a Macerata non è stata sufficientemente sviluppata.
La scherma inclusiva accoglie persone non vedenti o ipovedenti, persone con disabilità motoria, bambini e ragazzi con disagio familiare ed economico, ragazzi e adulti che cercano una attività sportiva in grado di favorire la vera amicizia. Da quest'anno inoltre è aperta la partecipazione a ragazzi affetti da autismo e sindrome di Down.
Tutti gli allenamenti si svolgono favorendo l'integrazione con persone senza disabilità per offrire non solo benessere fisico, ma anche la massima soddisfazione di superare le differenze in piena autonomia.
La maestra Carola Cicconetti, pluricampionessa mondiale di fioretto, ha presentato i giovani schermidori presenti che si sono già fatti apprezzare per la loro capacità tecnica e agonistica: Chiara Bracalente, Luna Carnevali, Paolo Di Fede Pilato, Jacopo Foresi, Valerio La Porta, Diana Moretti, Agata Parenti, Alice Pieroni, Luce Salvi.
La Macerata Scherma ha anche allestito una pedana in piazza Cesare Battisti dove si sono esibiti non solo gli atleti , ma anche grandi e piccoli che desideravano provare la scherma guidati dagli istruttori federali dell'associazione. "Un plauso va a Giuseppe Romano, presidente dell'associazione commercianti del centro storico, per aver saputo organizzare un evento piacevole e adatto a tutte le età", sottolinea il presidente Affede.
Alla fine, la verità viene a galla, nonostante gli sforzi di chi prova a tenerla sommersa per il proprio interesse. E così, adesso, leggiamo sugli organi ufficiali della stampa che il famoso drone che aveva colpito Lublino, in Polonia, non era russo, come tutti in Europa senza un attimo di esitazione avevano invece sostenuto a tambur battente. Pare infatti che fosse polacco, secondo quanto ora ammesso dagli stessi organi della propaganda che inizialmente non avevano alcun dubbio sull'origine russa del drone.
In effetti, benché non ne avessimo le prove, ci pareva decisamente strano che il drone potesse essere russo: da subito, la notizia puzzava di false flag, di invenzione della propaganda per giustificare, more solito, il manicomiale riarmo europeo e la demenziale narrazione secondo cui la Russia di Putin aspira a invadere l'Europa.
Perché dunque Varsavia ha taciuto? Perché non si è ammesso da subito che non era russo il drone in questione? La vicenda ricorda, a tratti e con le debite proporzioni, quella della famosa provetta agitata da Colin Powell per giustificare l'invasione dell'Iraq.
A stupire non è soltanto il vergognoso livello della propaganda europea, ma anche il fatto che, al cospetto di una così grave notizia, non si sia registrato il dovuto moto di indignazione da parte delle istituzioni europee. Ricordiamo che, dopo l'accaduto, Varsavia aveva schierato 40.000 uomini dell'Esercito e Macron aveva inviato tre caccia a sostegno della Polonia. L'Italia, per parte sua, aveva giurato fedeltà agli alleati del Patto Atlantico.
Perché non si ammette onestamente che quella della imminente invasione russa dell'Europa è una menzogna, utilizzata dagli euroinomani delle brume di Bruxelles soltanto per giustificare l'ingiustificabile riarmo dell'Europa fatto sulle spalle degli ignari cittadini europei? Perché non si ammette che non è la Russia, ma l'Europa a volere a tutti i costi la guerra?
L'abbiamo ribadito diverse volte e lo facciamo anche ora: se la Russia aggredirà l'Europa, ciò accadrà perché l'Europa l'avrà portata allo sfinimento e l'avrà provocata oltre ogni misura, come in effetti sta facendo oscenamente da mesi.
E dire che in un suo recente intervento, Papa Leone XIV si è rivolto con parole decisamente critiche alla Russia di Vladimir Putin: ha dichiarato, infatti, che "la Nato non ha cominciato alcuna guerra". Con queste parole, il pontefice intende dire che la responsabilità reale del conflitto in atto è integralmente russa e deve essere ravvisata nell'invasione dell'Ucraina nel 2022.
Insomma, la logora narrazione dell'Occidente imperialista o, meglio, dell'uoccidente liberal-atlantista: il quale, come non ci stanchiamo di sottolineare, ha gradualmente preso ad accerchiare la Russia fin dagli anni Novanta, quando, venuta meno l'Unione Sovietica ingloriosamente, ha mirato unicamente a normalizzare la Russia e a renderla, per così dire, una dependance di Washington, trovando però in Vladimir Putin una fermissima resistenza.
Insomma, in antitesi con quanto sostenuto dal pontefice, la guerra è stata indubbiamente occasionata dalla NATO e dalla sua libido dominandi planetaria. Gioverebbe oltretutto far notare pacatamente a Leone XIV che di guerre la NATO ne ha principiante davvero parecchie, dalla Serbia all'Iraq per citarne due soltanto.
Insomma, il nuovo pontefice - le cui origini americane potrebbero indubbiamente orientarne lo sguardo - sposa integralmente la causa dell'imperialismo di Washington. Non l'avremmo mai immaginato, ma ci troviamo oggi a rimpiangere perfino Bergoglio, il quale, nonostante la sua teologia del nulla e la sua religione smart e low cost, sul tema bellico era perfettamente nel vero, quando sosteneva che la guerra era principiata per via dell'abbaiare scomposto della NATO ai confini della Russia.
Le giornate dedicate a problematiche della nostra salute sono molto numerose, fanno parte di una strategia di comunicazione che possa essere efficace nella diffusione di una cultura della salute generale e di conseguenza nella prevenzione.
Il 9 settembre scorso è stata la Giornata Mondiale della "Sindrome Feto-alcolica e dei disturbi correlati"; si celebra dal 1999. Se ne è molto parlato e in ambito scientifico e della prevenzione è un argomento sempre più di attualità.
La salute dell’infanzia è al centro della ricerca, della clinica ed anche dell’informazione, quella del feto ne è sicuramente la primissima fase, importantissima che può condizionare lo sviluppo del bambino e l’intero percorso della vita fisiologica dell’individuo che sarà.
L’argomento a prima vista può sembrare molto specifico e circoscritto, ma si stima che una donna su tre (33%) consuma abitualmente alcol durante la gravidanza con rischi che possono riguardare l’area neurologica sullo sviluppo del feto e sulla futura crescita nell’infanzia e possono causare disabilità comportamentali e neuro cognitive.
Ne parliamo con il dottor Paolo Perri, specialista in Pediatria e Neonatologia già Direttore dell’U.O. di Pediatria e Neonatologia dell’ospedale di Macerata attuale consulente presso il centro medico Associati Fisiomed.
1) Il 9 settembre è stata la giornata mondiale della sindrome feto alcoolica e quindi di ciò che comporta l’uso dell’alcool in gravidanza per il feto ed il neonato. Dott. Perri qual è il significato di questo evento?
"Il 10% delle donne consuma alcool durante la gravidanza. Non essendo stata a tutt’oggi stabilita una dose di alcol sicuramente esente da rischi durante la gravidanza, la Società Italiana di Neonatologia (SIN), in occasione della Giornata mondiale della sindrome feto-alcolica e disturbi correlati, che si celebra il 9 settembre, ribadisce che è opportuno astenersi completamente durante tutto il periodo".
2) Quali sono le possibili conseguenze del consumo di alcol in gravidanza?
"Il consumo cronico di quantità eccessive di alcol può, infatti, causare seri problemi a madre e neonato, aumentando il rischio di abortività spontanea, morte intrauterina, sindrome della morte improvvisa in culla, parto pretermine, basso peso alla nascita, ma, in particolar modo, può essere responsabile dell’insorgenza di difetti dello sviluppo fetale a carico di vari organi e apparati e di disabilità dello sviluppo neurocognitivo infantile. Queste disabilità, conseguenti all'esposizione all'etanolo in utero, sono note come Disturbi dello Spettro Alcolico Fetale (FASD) e la FAS, o Sindrome Feto Alcolica, ne è la forma clinica più grave".
3) Quali sono le raccomandazioni al riguardo delle società scientifiche?
"Da anni, la Società Italiana di Neonatologia, insieme al Ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità, auspicano ad aumentare la consapevolezza nelle donne in gravidanza, in età fertile e che stanno programmando una gravidanza, attraverso campagne di comunicazione e prevenzione.
È importante, infatti, garantire un’informazione quanto più corretta, immediata ed esauriente possibile, che renda le donne consapevoli, evitando di esporre loro ed i nascituri ai rischi di danni evitabili, sostenendo uno stile di vita più sano e azzerando il consumo di alcolici".
Partita vibrante al "San Giuliano" di Macerata conclusa con un 2-2 sostanzialmente giusto. Primo tempo di studio dove il Real Porto si fa preferire nel possesso palla ma ė la VR Macerata ad avere le occasioni più nitide. Canesin tenta con un sinistro che termina di poco a lato. Elisei calcia a botta sicura ma viene murato e Stura si fa ipnotizzare a tu per tu con il portiere.
Il Real Porto si affida alle punizioni di Garcia e all'estro di Gasparrini tra le linee. Nel secondo tempo è la VR a passare in vantaggio al 55' con bomber Canesin che insacca su cross di Calabrese.
Il Real Porto reagisce e pareggia subito con Barbaccia che risolve una mischia in area. La Vigor non si scompone e si riporta avanti con Tartari che di testa firma il suo secondo centro stagionale.
Finale incandescente con Fusca che para un rigore a Sampaolesi. Allo scoccare del 90', Papa realizza la marcatura del definitivo 2-2 capitalizzando l'assist di Filippetti.
TABELLINO VR MACERATA- REAL PORTO 2-2
VR MACERATA: Fuscá, Calabrese, Ricciotti (70' Giampaoletti), Girotti, Tartari, Giustozzi, Stura (50' Rosetti), Doga, Canesin (85' Bertola), Elisei (50' Carpano), Romagnoli (85' Intermesoli). A disposizione: Alfei, Prenna, Benfatto, Nicolai. Allenatore: Marco Moretti.
REAL PORTO: Carinari, Giuggioloni, Barbaccia, Scarponi, Garcia, Camilletti, Nika, Bartolacci, Sampaolesi, Gasparini, Papa. A disposizione: Falaschini, Agostinacchio, Falanga, Gasparini, Stefanelli,Caporaletti, Giacomelli, Filippetti, Boukal. Allenatore: Sandro Moriconi.
MARCATORI: 55' Canesin, 60' Barbaccia, 75' Tartari, 90' Papa.
ARBITRO: Rocco Ciccioli - Sezione di Macerata.
NOTE: presenti circa 100 spettatori.
In Giappone l’espressione "leggere l’aria" descrive la sottile arte di percepire le vibrazioni invisibili che si creano nell’interazione con l’altro, per intuire cosa è opportuno dire e cosa, invece, è meglio tacere.
In questi luoghi il silenzio è un’abilità culturale, una forma di comunicazione rispettosa, regolata da un codice implicito condiviso dalla società.Saper sospendere la parola con equilibrio richiede empatia e potenzia un ascolto attivo, privo di giudizio.Nella quiete, parla il cuore e la mente si placa.
Tacere è una forma di intelligenza sociale: significa rispettare lo spazio dell’altro, interpretandone desideri e bisogni.E’ un silenzio che predilige l’azione, crea complicità, armonia e autentica presenza.
Nella cultura orientale un vero leader non guida con la voce, ma con l’esempio: la sua autorità morale si esprime in modo discreto e riservato.Non si impone mai, anzi crea le condizioni perché agli altri possano esprimersi.
Non si parla delle emozioni, che vengono espresse con presenza silenziosa, l’amore si dimostra nella cura dei gesti quotidiani.Il conflitto si evita, non per debolezza ma per saggezza, consapevoli che potrebbe degenerare in parole vuote, dettate dall’impulso del momento.
Nella cultura occidentale, il silenzio viene spesso frainteso, interpretato come assenza o passività. Parlare è considerato un diritto individuale, più che un atto relazionale, legato alla necessità del contesto. Una persona taciturna tende ad essere percepita come chiusa, introversa o persino distante.
Al contrario, chi si esprime liberamente viene ritenuto più autentico, anche quando le sue parole possano risultare fuori contesto o poco armoniche. Nelle relazioni di coppia valorizziamo la condivisione emotiva attraverso le parole, mentre temiamo il silenzio, spesso percepito come distanza e freddezza.
In Giappone le relazioni sono basate su autocontrollo e ascolto empatico, l’amore si esprime con gesti premurosi e con un silenzio carico di profonda presenza. In Occidente, invece, tutto deve essere espresso per essere condiviso e compreso dall’altro.
L’affetto ha bisogno di parole e conferme costanti, ed un amore implicito fatto di sola cura rischierebbe di essere vissuto come disinteresse.
Tutte le usanze culturali custodiscono, a loro modo, una saggezza profonda. Se armonizzate possono insegnarci a vivere le relazioni in modo più autentico.
Nella nostra cultura credo sia importante affiancare ad un dialogo aperto e sincero anche spazi di silenzio condiviso, in cui la complicità e l’intimità possano esprimersi nel sentire e nel fare oltre che nel dire. In questo caso tacere non significherebbe assenza, ma semplicemente un diverso modo di essere presenti.
L’equilibrio lo possiamo trovare nell’imparare ad ascoltare ciò che non viene detto e a saper stare con serenità in un silenzio costruttivo e rassicurante.
Belforte del Chienti - Otto anni di lavoro, passione e dedizione hanno ridato vita a uno dei gioielli architettonici più preziosi del territorio marchigiano. È stata ufficialmente inaugurata sabato 20 settembre, alle ore 11:00, anche alla presenza del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.
Il merito di questa straordinaria rinascita va a Roberto Gujusa e Isabella Del Vecchio, i titolari di Alessia Manifatture che hanno intrapreso il lungo e complesso percorso di restauro, trasformando quello che era un autentico gioiello nascosto in una realtà che oggi rappresenta “un viaggio tra arte, storia e cultura d’impresa”.
“Ma non era meglio un capannone?” è stata la provocazione rivolta a Roberto, titolare di Manifatture Alessia, che ha risposto con convinzione: “Arte, bellezza, storia”. Il riferimento al soffitto nero che nascondeva una storia millenaria ha simboleggiato perfettamente la filosofia del progetto: portare alla luce ciò che il tempo aveva coperto.
Il professor Giuseppe Valentini Malavolti, storico dell’arte, ha tracciato un affascinante ritratto del cardinale Giacomo e di suo fratello Clemente, raccontando “la storia di un percorso di successo di uomini comuni, storia di un’amicizia” che ha lasciato tracce indelebili in questo palazzo. Particolarmente toccante l’intervento del professor Romano Benini, che ha sottolineato come “noi siamo ciò che siamo stati” e ha celebrato la vocazione italiana per “il bello e ben fatto”.
“Noi italiani sappiamo connettere mente, braccia e cuore: questa è l’artigianalità”, ha concluso, sintetizzando perfettamente lo spirito del progetto. Francesco Acquaroli si è mostrato particolarmente colpito: “Viviamo in una regione bellissima, sono orgoglioso di questa ristrutturazione. Il saper fare che va trasmesso, l’autenticità. Conserviamo la nostra bellezza”. Il presidente ha concluso augurando “tanti successi” all’iniziativa. Isabella, socia del progetto, ha chiuso la cerimonia con un ringraziamento “emozionantissimo” a tutti i presenti, amici e dipendenti che hanno reso possibile questa rinascita.
Villa Valentini si presenta oggi come un esempio di eccellenza nella conservazione del patrimonio artistico marchigiano.