Provincia Macerata

Montemilone Pollenza domina Cluentina: espulsione e gol nel finale cambiano il match

Montemilone Pollenza domina Cluentina: espulsione e gol nel finale cambiano il match

Le due squadre arrivano alla sfida divise da cinque punti, ma con stati d'animo diametralmente opposti: se da un lato la Cluentina sta attraversando un momento nerissimo, reduce da quattro sconfitte consecutive e a secco di vittorie dallo scorso 22 dicembre, dall'altro il Montemilone Pollenza viaggia con il vento in poppa. Dopo un avvio di stagione complicato, i pollentini hanno infatti inanellato cinque risultati utili consecutivi, tra cui spiccano ben quattro successi, potendo contare inoltre sulla vena realizzativa di Davide Andreucci: il capocannoniere del girone, quando la condizione fisica lo assiste, si conferma un autentico lusso per la categoria. Il precedente dell'andata evoca ricordi amari per la Cluentina, travolta da un pesantissimo 5-1 che tuttavia non racconta l'intera storia del match: i biancorossi erano infatti passati in vantaggio a freddo, sciupando poi clamorosamente il raddoppio e fallendo persino un calcio di rigore. Solo in seguito, tra il cinismo spietato dei locali e un impietoso acquazzone che ha cambiato il volto alla gara, il Montemilone ha preso il largo dilagando nel punteggio. Ed anche stavolta, per certi versi, il risultato finale è un ghigno beffardo per i biancorossi che tornano a casa con le pive nel sacco dopo una prestazione più che buona, soprattutto nel secondo tempo. Che si tratti di una gara maschia e vibrante, lo si capisce fin dal principio. Tanto che le occasioni latitano da una parte e dall’altra, il gioco ristagna sovente a centrocampo ma c’è grande determinazione e tanta voglia di fare bottino pieno, sia pur per raggiungere obiettivi diversi. Al pronti-via è il Montemilone a rendersi pericoloso già al minuto 2’: magistrale punizione di Perfetti (che a 38 anni meriterebbe ancora categorie superiori), ribattuta di Amico sulla quale si fionda Andreucci per il tap-in vincente ma è bravissimo il portiere biancorosso che, con un colpo di reni, si oppone al capocannoniere. Al 18’ si fa vedere la Cluentina grazie ad un assist di Canuti per Ceesay che, dopo aver arpionato il pallone con una gamba, conclude trovando la deviazione in corner di un difensore. Al 36’ gli ospiti passano in vantaggio: Ceesay perde un pallone velenoso a centrocampo, ripartenza velocissima e bordata di Prosperi che trafigge Amico. La Cluentina si riorganizza e continua a tessere la propria trama di gioco con la consueta pazienza fin quando, proprio nel finale di tempo, una punizione calciata da Canuti viene deviata dalla barriera di quel tanto che serve per ingannare Bentivogli che non può far altro che vedere il pallone carambolare in porta. Galvanizzati dal gol, i biancorossi di Gesuelli rientrano in campo con un piglio diverso, molto più aggressivo. Al minuto 53’ assist di Acquaviva per Cullhaj che, defilato sull’out sinistro, scarica un fendente ad incrociare che fa la barba al palo e si spegne sul fondo. Al 58’ staffilata di Canuti da fuori area neutralizzata da Bentivogli. Al 65’ bellissima conclusione di Mancini da trenta metri che diventa insidiosissima in virtù di un rimbalzo ma l’ottimo portiere ospite non si fa ingannare e neutralizza ugualmente. Al 73’ Ceesay raccoglie un cross di Monteverde e calcia al volo dal limite sfiorando la traversa. Cluentina, dunque, in pieno dominio e in pieno controllo. Tutto ciò fin quando, al minuto 79’, Menghini non commette l’unica ingenuità della sua gara entrando in ritardo a centrocampo su un avversario: il capitano biancorosso, già ammonito, viene allontanato dal campo e per la Cluentina inizia un quarto d’ora di fuoco. Il finale è ovviamente pirotecnico. Dapprima i biancorossi hanno addirittura l’occasione d’oro per passare in vantaggio: rinvio sbagliato del portiere Bentivogli, Cappelletti intercetta e conclude da punizione defilata con deviazione in corner (90’). Dalla bandierina Mancini serve Torresi che calcia sulla traversa. Poi, nel recupero, il cinismo degli ospiti è impressionante: al 92’ assist di Andreucci per Faye che, di testa, colpisce male. Quindi, un minuto più tardi, altra incursione di Andreucci, conclusione respinta da Amico ma Faye stavolta è lì, davanti alla porta sguarnita, e non può sbagliare. Mentre il Montemilone prosegue la scalata alla classifica, per la Cluentina adesso è veramente notte fonda. Le parole del tecnico Gesuelli, sconsolato, sono eloquenti: “io cerco sempre di capire se sbaglio qualcosa o se posso fare qualcosa in più per i miei ragazzi. Oggi, dopo un primo tempo equilibrato, abbiamo disputato una ripresa a ritmi altissimi ed abbiamo avuto almeno tre nitide palle gol che non abbiamo sfruttato a dovere. Poi c’è stata l’ingenuità del nostro capitano e, nonostante fossimo ridotti in dieci, abbiamo cercato la vittoria ugualmente. Tanta sfortuna, senz’altro, ma anche una parte di responsabilità nostra. E, come se non bastasse, domenica a Potenza Picena dovremo fare a meno di Menghini e Ceesay. È un momento difficile ma ne verremo fuori al più presto, ne sono certo”. Tabellino: CLUENTINA: Amico, F. Gesuelli, Monteverde, Montecchiari (76’ Di Marino), Pagliarini, Menghini, Cullhaj (82’ Brizi), Ceesay, Acquaviva (77’ Cappelletti), Canuti (88’ Torresi), Mancini. Allenatore: Raffaele Gesuelli MONTEMILONE POLLENZA: Bentivogli, Bergamini, Kheder (82’ Faye), Perfetti, Tramannoni, Lambertucci, Eclizietta, Vipera, Prosperi (61’ Marinangeli), Andreucci, Properzi (82’ Frascarelli). Allenatore: Lorenzo Ferranti ARBITRO: Nuto Siliquini (San Benedetto del Tronto) SPETTATORI: circa 150 MARCATORI: Prosperi (M) al 36’, Canuti (C) al 45’+1’, Faye (M) al 94’ NOTE: espulso Menghini (C) al 79’

24/01/2026 18:50
Ordinanza San Severino Marche: divieti traffico e sosta via XX Settembre 26 gennaio

Ordinanza San Severino Marche: divieti traffico e sosta via XX Settembre 26 gennaio

L’Area Vigilanza del Comune di San Severino Marche ha emesso un’Ordinanza per regolamentare la circolazione veicolare e pedonale in vista dell’installazione di una gru edile nei pressi del civico numero 31 di via XX Settembre. Le restrizioni si rendono necessarie per garantire la sicurezza durante le operazioni di montaggio del macchinario. Nella giornata di lunedì 26 gennaio, dalle ore 8 alle 13:30, saranno in vigore i seguenti provvedimenti: divieto di transito veicolare e pedonale e divieto di sosta in ambo i lati in via XX Settembre nel tratto tra l’intersezione con via Cavour e via Leopardi/via Porta Orientale. Inoltre divieto di transito per autocarri superiori a 3,5 tonnellate e autobus in via XX Settembre, all'altezza dell'intersezione con via Ludovico Ariosto, con obbligo di svolta verso quest'ultima. Per facilitare il deflusso del traffico, sono state predisposte le seguenti direzioni obbligatorie: in via Leopardi (all'incrocio con via XX Settembre) obbligo di svolta a destra verso via Matteotti, mentre in via Porta Orientale (all'incrocio con via XX Settembre) obbligo di svolta a sinistra verso via Matteotti. Si invita la cittadinanza a prestare attenzione alla segnaletica temporanea che verrà installata nell'area interessata.

24/01/2026 17:30
Storia e ricordi di Radio Aut Marche in una serata dedicata

Storia e ricordi di Radio Aut Marche in una serata dedicata

Martedì 27 gennaio, a partire dalle ore 22:15, l’emittente maceratese Radio Nuova in Blu renderà omaggio a Radio Aut Marche nel cinquantesimo anniversario della sua fondazione (1976). Tra le prime radio libere non solo della regione Marche ma anche d’Italia, Radio Aut Marche nacque dall’iniziativa di Giancarlo Guardabassi, dj, cantante e autore di testi per nomi celebri come Gianni Morandi, Claudio Villa e Sergio Ranieri, nonché inventore dei programmi radiofonici Dischi Caldi e Count Down su Radio Rai. Nel 1976 fu anche presentatore del Festival di Sanremo. I coniugi Rosanna e Goffredo Luciani, amici di Guardabassi, furono i cofondatori dell’emittente, che ha rappresentato un capitolo storico della radiofonia locale fino alla chiusura delle trasmissioni nel 2019. Nel corso della puntata speciale di Radio Nuova in Blu saranno ospiti in studio il professor Pasquale Girotti e Claudio Luchetti, mentre la conduzione sarà affidata al programma “Il Grillo Parlante”. Sono previsti numerosi collegamenti, tra cui quello con Fabio Guardabassi, uno dei figli di Giancarlo.   Recentemente è stato pubblicato il volume “Radio Aut Marche: una cento mille voci. Ricordi e testimonianze (1976-2019)”, edito da Livi Editore, che raccoglie aneddoti, storie e ricordi legati alla storica emittente. L’appuntamento di martedì rappresenta dunque un’occasione per celebrare una voce storica della radiofonia marchigiana e italiana, portando alla memoria dei cittadini il contributo culturale e sociale di Radio Aut Marche.

24/01/2026 16:42
“Il dono sospeso”: Civitanova porta gioia ai bambini del reparto Oncoematologico del Salesi

“Il dono sospeso”: Civitanova porta gioia ai bambini del reparto Oncoematologico del Salesi

L’Assessorato alla Famiglia e alle Politiche Sociali del Comune di Civitanova, in collaborazione con l’associazione Gaia, ha portato gioia e regali agli ospiti del reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale Salesi, grazie all’iniziativa “Il dono sospeso”, svoltasi dall’8 dicembre al 6 gennaio. I regali donati dai cittadini sono stati raccolti presso l’Hotel Cosmopolitan, dove sono stati esposti sotto l’albero di Natale all’ingresso dell’albergo. L’assessore di competenza, Barbara Capponi, insieme al consigliere referente del progetto Gaia, Filippo Marilungo, hanno consegnato personalmente i pacchi ai bambini ricoverati, portando anche un saluto caloroso alle famiglie e agli operatori ospedalieri. “Questa iniziativa è un esempio concreto di come la vicinanza possa fare la differenza nella vita delle persone – ha dichiarato l’assessore Capponi –. Ringrazio i cittadini che hanno partecipato con entusiasmo, i medici e lo staff ospedaliero per il loro lavoro prezioso, il gruppo Giustozzi nella persona di Luca per la loro ospitalità e l’associazione Gaia per la dedizione. Un ringraziamento speciale va a Mariarosa Berdini per il coordinamento alla Casetta di Babbo Natale, che ha reso possibile la realizzazione dei biglietti e degli auguri insieme al nostro Centro per la Famiglia”. L’iniziativa si è integrata con un progetto complementare realizzato dal Centro per la Famiglia, che durante le vacanze natalizie ha coinvolto i bambini nella creazione di biglietti e messaggi di auguri da consegnare ai piccoli ricoverati. I regali e i pensieri ricevuti hanno suscitato grande emozione non solo nei bambini, ma anche nei genitori, che hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa e gratitudine verso chi ha donato. “È una gioia poter portare un piccolo raggio di speranza e di felicità alle famiglie che affrontano questa difficile esperienza – ha dichiarato Filippo Marilungo –. Ringraziamo tutti coloro che hanno donato e sostenuto il progetto. Ricordiamo che lo sportello di ascolto per le famiglie che ricevono una diagnosi di oncoematologia pediatrica è sempre attivo, contattabile al numero 3488353885”. L’iniziativa del dono sospeso tornerà anche per le prossime festività natalizie del 2026, confermando la volontà di Civitanova Marche di sostenere concretamente i più piccoli e le loro famiglie.

24/01/2026 16:14
Parcaroli e l’asta per il mattatoio. Lui è vegano e non voleva farsi complice dell’eccidio bovino

Parcaroli e l’asta per il mattatoio. Lui è vegano e non voleva farsi complice dell’eccidio bovino

Credo che il signor Sandro Parcaroli meriti maggior rispetto da parte dei componenti del Consiglio comunale che lo chiamano a rispondere del suo comportamento sulla mancata partecipazione all’asta per il cosiddetto mattatoio di Villa Potenza. Anche fisicamente è molto lontano da Angelo Lombardi il pacioso veterinario che agli albori della Rai conduceva la trasmissione “L’Amico degli animali” il suo afflato sentimentale è il medesimo: liberare le vacche dall’incubo della mannaia. Se questo poi comporta un costo per i cittadini, si traduce in un favore a qualcuno e provoca addirittura un’inchiesta del Consiglio comunale che il Pd propone e il Centrodestra con le spalle al muro non può che accogliere è un effetto avverso. Si è letto sotto traccia un sospetto, infondato peraltro, di aver voluto da parte del sindaco favorire in qualche modo l’imprenditore zootecnico Ilario Marcolini. È noto a tutti che egli con la sua azienda Morica è il primo, per quantità di capi, allevatore di bovini di razza Marchigiana in provincia di Macerata e solo immaginare che abbia un suo interesse aziendale per il mattatoio è pura maldicenza. Ma ciò che più indigna è il mancato rispetto del sentimento del signor Parcaroli. Egli è vegano, convintamente vegano, così vegano al punto di accettare un’ombra su di sé pur di far cessare la mattanza degli animali che da troppo tempo si perpetua nelle camere della morte di Villa Potenza. Che il sindaco di Macerata, nonché presidente della Provincia che con circa novemila capi di razza Marchigiana allevati è la più importante per questa razza di bovine, avesse adottato come stile di vita quello vegano era evidente sin da quando ha annunciato che si sarebbe tenuta di nuovo la Raci nel bellissimo – anche se ancora oggetto misterioso per i più, ma non per i fortunati che hanno potuto farci le feste aziendali con una deroga specifica rispetto ai parametri di sicurezza – Centro Fiere di Villa Potenza, Raci di cui poi si sono perse le tracce perché il Centro Fiere non è finito e soprattutto perché è progettato in modo da essere inadatto a ospitare la rassegna bovina. Tant’è che ora la Raci si fa in provincia di Benevento, altro territorio che tallona da vicino come numero di capi allevato, con buona pace degli imprenditori marchigiani e maceratesi in particolare. Ma anche l’annuncio che è suonato come un boicottaggio della Raci fatto da Parcaroli aveva evidentemente uno scopo: non esporre questi poveri animali agli appetiti umani. Insomma il sindaco di Macerata immola sé stesso per salvare le vacche. Ora chiamarlo a rispondere dei suoi atti in Consiglio comunale per aver sbugiardato il Consiglio comunale esponendo il CeMaCo che anche se in liquidazione è sempre una società partecipata dal Comune a un danno certo; per aver favorito di fatto un singolo imprenditore Ilario Marcolini contro tuti gli altri; per aver privato il territorio di una struttura indispensabile ancorché obsoleta per le attività zootecniche come ricordano a Parcaroli 11 sindaci della provincia che lui tutt’ora presiede; per aver condotto una sorta di trattiva privata con il Marcolini medesimo in un incontro riservato a cui hanno partecipato soltanto l’assessore al bilancio Oriana Piccioni e il capo dell’ufficio tecnico ingegner Tristano Luchetti è di una protervia unica. Non si rispettano le profonde convinzioni di un uomo che, amicissimo degli animali, ha operato per salvarli chiudendo di fatto il mattatoio, anche al prezzo di sentirsi dire che potrebbe aver favorito una sorta di speculazione immobiliare. Si sa che Sandro Parcaroli ha chiesto un parere legale – ex post – per vedere se la sua militanza vegana sia andata o no contro la legge. Si sa che il legale, che gli è stato suggerito dal suo vice in Provincia tal Luca Buldorini che ha un qualche “expertise” nel ramo delle esequie, gli ha detto: tutto a posto e comunque vai avanti tu che a noi ci viene da ridere. Non so se i lettori hanno presente quella esilarante piece di Gigi Proietti nei panni dell’avvocato: pare che il colloquio sia andato più o meno in quella maniera (per gli smemorati: qui se l’incul.. qui te se incul…) e il richiamo a Proietti è d’obbligo per la nota barzelletta della vacca bianca e della vacca nera. E allora per la profonda stima che ogni cittadino deve avere per il suo sindaco soprattutto se mosso da nobilissimi, anche se non condivisibili, ideali come quelli della scelta vegana mi permetto di dare a Sandro Parcaroli un suggerimento; al consigliere del Pd Andrea Perticarari che osa chiedergli conto dell’operato sull’asta dei beni CeMaCo (e meno male che c’è Perticarari che si preoccupa di verificare se la legalità a Macerata sia rispettata) il sindaco opponga rispetto agli atti il suo inequivocabile “e che ne sapio io?” e rispetto alle motivazioni gli articoli 18 e 19 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo: “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione, inclusa la libertà di manifestare il proprio credo” e “Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, riceve e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”. Insomma non si può dubitare del sindaco in quanto vegano ed egli in quanto vegano ha diritto a operare per far chiudere il mattatoio. Se poi questo diventa, indirettamente, un favore per un amico, o quanto meno conoscente, fa parte dei cosiddetti “effetti avversi” di una militanza morale. Né deve menare stupore che un esponente del Centrodestra sia vegano. Giusto per memoria storica si possono leggere alcuni articoli della Tiergschutzgesetz, che il 24 novembre 1933 i gerarchi nazisti scrissero per tutelare i diritti degli animali. Himmler era un anti-caccia integralista, Hermann Goering era un amante degli animali e in quella legge si legge anche “È proibito operare o trattare animali vivi a scopo sperimentale in modo che possa essere loro provocato sensibile dolore”. Che poi lo abbiano fatto sui bambini ebrei è particolare trascurabile. Dunque come si vede lunedì in Consiglio comunale c’è il rischio concreto di chiedere conto a un uomo dei suoi comportamenti solo in quanto vegano. Si mettano una mano sul cuore i consiglieri e vedano se è il caso. Certo attorno all’operazione mattatoio ci sono delle perplessità che – solo per correttezza d’informazione – vanno riportate. La vicenda del CeMaCo è annosa di trenta anni - ci sarà modo di ripercorrerla – ma venendo all’attualità si sa che messo in liquidazione ha affittato l’attività di mattazione al CoZoMa. Anche quello è andato male. Da qui l’asta che è stata bandita la prima volta nel 2022 con base d’asta 3,5 milioni. I soldi dovevano ripianare i debiti del CeMaCo posto in liquidazione di cui il Comune di Macerata detiene il 68 % delle azioni. Tutte le aste sono andate deserte fino all’ultima del 15 gennaio quando Marcolini si è aggiudicato due ettari di terreno e alcuni fabbricati per 394200 euro ottenendo uno sconto di un 25% sulla base d’asta che era fissata a 525600. Ma questo sconto lo ha avuto perché il Comune di Macerata ha deciso all’ultimo di non partecipare all’incanto nonostante il sindaco Parcaroli avesse detto a squarciagola che lui avrebbe salvato il mattatoio. E per farlo il 15 dicembre ha fatto votare – all’unanimità – dal Consiglio comunale una delibera che impegna il Comune, con una variazione al bilancio preventivo, a contrarre un muto per l’importo a base d’asta. Non solo il 2 gennaio ha fatto convocare dal Cda dell’APM (società partecipata al 90% dal Comune di Macerata) un’assemblea dei soci fissata per il 12 gennaio con cui si sarebbe distribuito – in buona sostanza al Comune di Macerata – il fondo di riserva dal bilancio 20204 con lo scopo di avere i soldi per partecipare all’asta. Il sindaco ci teneva così tanto a salvare il CoZoMa attraverso l’acquisizione degli immobili e del terreno da svuotare di liquidità l’APM che nel frattempo ha dovuto contrarre un muto per 300 mila euro per pagare le tredicesime ai dipendenti. Ebbene il 9 gennaio il sindaco riceve – lo confermano decine di testimonianze – nel suo ufficio Ilario Marcolini e alla riunione riservata partecipa l’assessore al bilancio Oriana Piccioni leghista come il primo cittadino. A un certo punto viene convocato anche il capo dell’ufficio urbanistica/lavori pubblici ingegner Tristano Luchetti che si presenta con le mappe e le cartine dei terreni e degli edifici che vanno all’asta. Dopo la riunione il sindaco nella solitudine dei leader ha scelto: non partecipiamo all’asta. È in quel momento che nel suo foro interiore l’etica vegana s’è imposta. Perché sarebbe errato ritenere che lui abbia ripetuto a Marcolini quanto dichiarò il 13 dicembre scorso e cioè che esiste “l'interesse pubblico strategico ad acquisire la proprietà dell'intero complesso immobiliare nella zona di Villa Potenza, frazione che è interessata da un importante piano di sviluppo strategico”. In effetti a pensarci bene in forza della rinuncia all’asta da parte del sindaco – rinuncia che Parcaroli non ha comunicato a nessuno – Marcolini si è portato a casa a un decimo del valore stimato due ettari di terreno di estremo interesse commerciale in una delle poche zone di espansione di Macerata e che lo stesso presidente della Regione Francesco Acquaroli ha affermato essere punto nevralgico per lo sviluppo della Val Potenza. Ma si potrebbe pensare: Paracaroli lascia via libera a Marcolini perché già dall’arile scorso l’imprenditore è stato coinvolto dal sindaco nel salvataggio e nella prosecuzione dell’attività del Co MaZo, il consorzio per il mattatoio ormai in agonia. Ma è stato lo stesso Marcolini a decidere che l’esperienza del CoMaZo è arrivata la capolinea. Quel mattatoio però ha due atout vincenti: la prima un contributo di 300 milioni erogato o erogabile a vario titolo dalla Regione che a questo punto incassa Marcolini se decide di continuare a macellare e il bollo Ue per la macellazione. Nessuno però vieta a Marcolini di fare altrove un suo mattatoio con cui acquisire il marchio Ue facendo diretta concorrenza al CoMaZo avendo in mano una straordinaria leva per controllare il mercato della carne. Che a Parcaroli vegano fa orrore. Al punto di avere coscientemente abbassato l’introito dell’asta di circa 140 mila euro in danno del suo CeMaCo perché i soldi dell’asta dovranno andare a soddisfare i debiti pregressi del Consorzio di cui ancora oggi il Comune è proprietario. Dunque in nome della tutela animale si può fare di tutto: far incassare meno al Comune dopo aver fatto nel 2024 due variazioni di bilancio per sostenere gli oneri derivanti dalla liquidazione CeMaCo, indurre l’Apm a contrarre un mutuo per pagare le tredicesime, impegnare il Consiglio comunale a contrarre un mutuo e poi disattenderne la delibera e tutto questo col risultato che Ilario Marcolini si è portato a casa un patrimonio pubblico stimato in 3,5 milioni dieci anni fa a un decimo del valore. Dalla scelta vegana di Sandro Parcaroli derivano molti interrogativi. Il più pesante lo pone Simona Vincenzetti, che nella campagne di Treia ha un allevamento, e un’azienda di trasformazione, con maiali, vitelli, capre. Dichiara: “Insieme a un gruppo di allevatori, stavamo valutando se mettere su una cooperativa per partecipare all’asta. Ma è spuntato il Comune di Macerata dicendo che avrebbe acquistato il mattatoio. Bene, poi il colpo di scena: l’ente non si fa avanti e all’asta si presenta solo l’imprenditore. Adesso cosa dobbiamo pensare? La soluzione potrebbe essere stata la partecipazione di più Comuni all’asta, se i sindaci si fossero messi insieme, trattandosi di una struttura utile per tutto il territorio. Il timore è che il mattatoio, con il passare del tempo, perda la sua fruizione pubblica.” E poi ci sono i sindaci di 11 comune che dicono: “Chiediamo un incontro urgente al sindaco di Macerata Parcaroli, titolare dell’autorizzazione e delle potestà urbanistiche, affinché si eviti che il passaggio al privato possa configurarsi come una speculazione edilizia, considerata la presenza in adiacenza all’impianto di oltre due ettari di superfice molto appetibile dal punto di vista dello sfruttamento urbanistico”. Occorre aggiungere altro? Lunedì con tutta probabilità il Pd con a capo Andrea Perticari chiederà al Consiglio comunale di Macerata una commissione d’inchiesta sull’operato del sindaco sulla vicenda mattatoio. Il Centrodestra è pronto a votarla anche perché le elezioni si avvicinano e un Parcaroli-bis sotto la mannaia del mattatoio nascerebbe mutilo. Dicono che il sindaco stia per volare a Zanzibar dove rilassato penserà se riproporre o meno la sua candidatura. Speriamo confortato da un robusto parere legale perché a occhio, anche se è vero che non si processa un vegano, di cose da chiarire l’amico degli animali ne ha molte. Speriamo che abbia prenotato un volo dopo lunedì, altrimenti la sua sarebbe un’assenza sospetta. Con tutto il rispetto, ovviamente.  

24/01/2026 15:52
Macerata, coinvolto in un'organizzazione di spaccio: 30enne espulso dall'Italia

Macerata, coinvolto in un'organizzazione di spaccio: 30enne espulso dall'Italia

Nella giornata di giovedì 22 gennaio personale della Questura di Macerata ha eseguito l’espulsione coattiva di un cittadino marocchino di 30 anni, destinatario di un decreto di espulsione emesso dal prefetto di Macerata il 21 gennaio 2026 per gravi motivi di sicurezza pubblica, e di un decreto di revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, disposto il giorno precedente dal questore. L’uomo, già condannato per reati legati alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti, è attualmente indagato per analoghi reati nell’ambito di un sodalizio criminale composto da altre 18 persone. Nel maggio 2025, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Macerata aveva emesso una misura cautelare nei confronti del gruppo, concedendo successivamente il nulla osta all’espulsione dell’uomo. Dopo essere stato rintracciato grazie all’intensificazione dei controlli disposti dal questore, il cittadino marocchino è stato accompagnato alla frontiera aerea di Bologna, dove è stato imbarcato su un volo diretto a Casablanca, scortato da personale specializzato nelle operazioni di sicurezza internazionale. L’esecuzione dell’espulsione è avvenuta nel pomeriggio del 22 gennaio, convalidata dal Giudice di Pace di Macerata.    

24/01/2026 13:16
Controlli dei carabinieri nel Camerte: due arresti per droga e tre denunce per guida in stato di ebbrezza

Controlli dei carabinieri nel Camerte: due arresti per droga e tre denunce per guida in stato di ebbrezza

Un fine settimana di intensa attività sul territorio da parte dei Carabinieri della Compagnia di Camerino ha portato a numerosi interventi mirati a contrastare illegalità e garantire la sicurezza della comunità. I controlli, svolti in orario serale con posti di blocco, pattugliamenti e verifiche dinamiche lungo le principali vie dei centri abitati, hanno consentito di intercettare diverse situazioni di rischio. A Matelica, durante un normale posto di controllo, i Carabinieri hanno fermato un’autovettura con a bordo due uomini, un 24enne di San Severino Marche e un 46enne di Matelica, apparsi subito agitati. La perquisizione ha permesso di rinvenire cocaina, hashish e chetamina per un totale di oltre 60 grammi, oltre a denaro contante e materiale per il confezionamento. I due soggetti sono stati arrestati e posti agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida. Sempre nel fine settimana, i Carabinieri hanno denunciato tre persone per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. A Castelraimondo un 51enne è stato trovato positivo all’alcoltest con un tasso di 0,60 g/l. A Camerino, una 25enne è risultata positiva con un tasso di 1,52 g/l. Infine, un 18enne di Fiuminata, coinvolto in un incidente stradale, è risultato positivo alla cocaina ed è stato denunciato sia per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti che segnalato alla Prefettura come assuntore.    

24/01/2026 13:00
Cingoli, tre minorenni sorpresi in una sala slot: titolari denunciati e locale chiuso

Cingoli, tre minorenni sorpresi in una sala slot: titolari denunciati e locale chiuso

I Carabinieri della Stazione di Cingoli hanno denunciato i titolari di una sala slot locale per gravi violazioni del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.). L’intervento è scattato durante controlli mirati sul rispetto delle norme relative alle sale da gioco. Durante l’ispezione, i militari hanno riscontrato diverse irregolarità, tra cui la mancata presenza del personale addetto alla vigilanza, obbligatorio secondo la licenza rilasciata dalla Questura di Macerata. Particolare gravità ha assunto la scoperta di tre minorenni all’interno della sala, uno dei quali intento a giocare a un videopoker. L’accesso e l’uso degli apparecchi da gioco da parte dei minori è vietato dalla legge, a tutela dei soggetti più vulnerabili. A seguito dei controlli, ai titolari è stata contestata una sanzione amministrativa di 6.666 euro. Inoltre, le autorità competenti sono state informate per l’adozione della sanzione accessoria prevista dalla normativa: la chiusura temporanea della sala slot per un periodo compreso tra 10 e 30 giorni.  

24/01/2026 12:30
Spaccio in centro a Macerata, 350 cessioni di droga in due anni: arrestato 50enne

Spaccio in centro a Macerata, 350 cessioni di droga in due anni: arrestato 50enne

Mercoledì pomeriggio la Polizia di Stato di Macerata ha arrestato un uomo per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nell’ambito dei servizi intensificati dal questore Luigi Mangino per contrastare il fenomeno dello spaccio nelle zone centrali della città. Si tratta di un cittadino gambiano di 50 anni, regolare sul territorio nazionale, bracciante agricolo, già noto alle forze dell’ordine per reati contro la persona. Lo scorso novembre, l’uomo era stato denunciato in stato di libertà dopo essere stato trovato in possesso di circa 40 grammi di hashish. L’episodio aveva fatto partire indagini più approfondite della Squadra Mobile, avviate anche a seguito di numerose segnalazioni di movimenti sospetti in un condominio della città. Le indagini successive, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, hanno permesso di ricostruire l’attività di spaccio dell’uomo, attiva da circa due anni, con circa 350 cessioni documentate che avrebbero fruttato un guadagno stimato di almeno 7.000 euro. Il Tribunale ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Mercoledì pomeriggio gli agenti hanno rintracciato l’uomo nella sua abitazione e, al termine degli atti di rito, lo hanno sottoposto agli arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria. 

24/01/2026 11:26
Viviamo Civitanova incontra Confcommercio: “Affitti troppo alti, attività storiche con le spalle al muro”

Viviamo Civitanova incontra Confcommercio: “Affitti troppo alti, attività storiche con le spalle al muro”

Si è svolto nella giornata di venerdì un importante tavolo di confronto tra l’Associazione Viviamo Civitanova APS e Confcommercio Marche, dedicato alle principali criticità che interessano il commercio di vicinato e i centri urbani, con particolare riferimento alla realtà di Civitanova Marche. All’incontro, ospitato presso la sede di Confcommercio Marche, ha partecipato una delegazione dell’Associazione composta dalla presidente Manola Gironacci, dalla vicepresidente Barbara Martinarelli e da Vitaliana Acciarri. Per Confcommercio erano presenti il direttore generale di Confcommercio Marche e Confcommercio Marche Centrali, Massimiliano Polacco, la responsabile dell’Area sindacale, marketing e territorio, Federica Polacco, la responsabile del Servizio credito, Katia Cicola, e il referente sindacale per il settore commercio, Andrea Curtatoni. Il confronto, durato oltre due ore, si è svolto in un clima di ascolto e dialogo approfondito. L’Associazione Viviamo Civitanova ha portato al tavolo le istanze raccolte quotidianamente sul territorio, restituendo un quadro concreto delle difficoltà che oggi affrontano i commercianti locali. Il primo tema affrontato è stato quello della carenza cronica di parcheggi, considerata una delle principali cause di penalizzazione dell’accessibilità ai centri urbani. "È stato ribadito come nessuna misura di sostegno, incentivo o bando possa produrre effetti reali se cittadini e visitatori non hanno la possibilità concreta di raggiungere agevolmente le attività commerciali. Senza accessibilità, ogni politica di rilancio rischia di restare inefficace",spiega l'associazione. Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dei canoni di locazione elevati, che colpiscono soprattutto le attività già insediate da anni. Se per le nuove aperture il mercato tende a riequilibrarsi in base alla domanda, per i commercianti storici il problema principale resta la difficoltà di rinegoziare i contratti. "Molti esercenti si trovano “con le spalle al muro”, consapevoli che un cambio di sede comporterebbe costi insostenibili legati al nuovo civico, all’allestimento dei locali e alla perdita dell’avviamento commerciale". L’Associazione ha inoltre sottolineato la necessità di un sostegno mirato alle attività storiche dei centri urbani, vere e proprie sentinelle di identità, vivibilità e qualità urbana. Imprese che hanno resistito nel tempo e che hanno attraversato anche il periodo più critico della pandemia. Proprio durante l’emergenza Covid, molte di queste attività hanno dovuto ricorrere a finanziamenti bancari, spesso garantiti dal Medio Credito, per far fronte ai pagamenti dei fornitori in una fase di totale blocco delle vendite. "Oggi quei mutui, sommati alla riduzione dei consumi, all’aumento dei costi e alla rigidità delle spese fisse, rappresentano un peso enorme sulla gestione quotidiana delle imprese decennali, rendendo urgente l’attivazione di strumenti di sostegno strutturali e specifici", prosegue l'associazione. Il confronto con Confcommercio Marche è stato definito dall’Associazione come reale, costruttivo e approfondito. Le criticità emerse sono state pienamente condivise e riconosciute come centrali, entrando a far parte delle analisi e delle linee di lavoro dell’Associazione di categoria, che ha espresso la volontà di muoversi in maniera coordinata su questi temi. Dall’incontro nasce dunque un percorso comune tra Confcommercio Marche e Viviamo Civitanova Aps, con l’obiettivo di condividere priorità, strategie e azioni da portare sui tavoli istituzionali, a tutela del commercio di vicinato e della vitalità dei centri urbani. L’Associazione Viviamo Civitanova ha infine espresso sincera gratitudine per l’ospitalità e il confronto, ribadendo la convinzione che solo attraverso un lavoro condiviso e coordinato sia possibile costruire risposte efficaci e durature per il commercio locale.

24/01/2026 11:00
Country House I Gelsi, dalla tradizione al trionfo: "Qui la cucina è quella di casa" – L’intervista ai vincitori di ‘4 Ristoranti’ (FOTO e VIDEO)

Country House I Gelsi, dalla tradizione al trionfo: "Qui la cucina è quella di casa" – L’intervista ai vincitori di ‘4 Ristoranti’ (FOTO e VIDEO)

MACERATA - Una vittoria che ha fatto parlare tutta la provincia. Il Country House I Gelsi, in località Acque Salate nelle campagne di Sambucheto, ha trionfato nella puntata di “Alessandro Borghese – 4 Ristoranti” girata nel Maceratese, dedicata alla migliore cucina della tradizione contadina. La prova speciale della serata, il ragù di papera, ha messo alla prova la tecnica e l’anima dei locali in gara e, alla fine, è stato proprio il casale di Francesca e Pietro a conquistare il titolo, con un punteggio altissimo e complimenti sinceri da parte degli avversari e dello stesso Borghese. Dopo la puntata, abbiamo incontrato Francesca e Pietro per raccontare cosa c’è dietro la loro cucina, cosa ha significato partecipare a una trasmissione così seguita e quali sono i progetti per il futuro. Francesca non nasconde l’emozione quando ripensa ai giorni della registrazione. “L’esperienza è stata bellissima, diversa, sicuramente molto emozionante… porterò un ricordo per sempre molto piacevole”. E racconta come si vive l’arrivo di Borghese in cucina: “Borghese è un personaggio importante e anche impegnativo… hai un cliente a tavola che non è un cliente normale. In quel giorno sei sotto la critica, c’è più tensione, più emozione. Cerchi che tutto vada bene, ma si può scivolare”. La tensione però non ha impedito ai concorrenti di dare il meglio: “Se uno guarda i punteggi della puntata sono veramente molto alti… meritatissimi. Quindi penso quattro vincitori”. Oltre al risultato numerico, per Francesca il momento più significativo è stato ricevere complimenti veri dai colleghi. “Quando un concorrente mi parla di un ricordo, di un piatto che lo porta alla cucina di casa, per me è importantissimo. Il tema della puntata era la cucina contadina tradizionale, e qui forse l’hanno trovata”. Alla domanda su cosa abbia fatto la differenza nel loro approccio culinario, Francesca risponde in modo chiaro e appassionato: “Noi puntiamo molto sulla tradizione… abbiamo un forno a legna della fine del Settecento che ancora utilizziamo. Non è come usare un forno moderno: non c’è timer, non c’è termostato… è complicato”. E sottolinea la fatica e l’impegno di chi cucina con metodi antichi: “Mio marito sta davanti alla brace per tante ore… è faticoso, ma credo che queste cose, oltre alle ricette, siano state la vera differenza”. La storia del Country House I Gelsi nasce da lontano e da una scelta di vita coraggiosa. Francesca, originaria di Bologna e laureata in farmacia, racconta: “Io e mio marito ci siamo incontrati nel mondo farmaceutico. Poi abbiamo acquistato questo casale… meritava di essere riportato alla luce. Abbiamo fatto una grande ristrutturazione, ma senza rovinare la sua bellezza originale”. E la passione per la cucina nasce quasi per caso, trasformando una scelta di vita in un progetto concreto: “La passione per i cavalli ci ha portato qui e la passione per la cucina… piano piano dalle ricette della farmacia siamo passati alle ricette della cucina”. Sul suo essere metà bolognese e metà marchigiana, Francesca ci svela anche una battuta di Borghese nei fuori onda: “Alessandro è stato sagace… mi ha detto: ‘tu mi sembri 50% ciauscolo e 50% mortadella’”. Nel corso della nostra intervista abbiamo avuto modo di vedere lo chef Mirco Elisei all’opera in cucina, un professionista che ha portato tecnica e precisione al servizio della tradizione. Abbiamo anche avuto il piacere di assaggiare lo special della puntata: le tagliatelle al ragù di papera, un piatto che rappresenta l’anima delle domeniche contadine marchigiane e che, secondo Francesca, è stato uno dei momenti chiave della gara. Intanto il loro telefono squilla all'impazzata, con tantissimi marchigiani curiosi di scoprire la loro offerta culinaria. Sul futuro invece Francesca svela: "Per prima cosa prenderemo un'affettatrice nuova, perché quella che ho ha lavorato già parecchio”. Poi aggiunge: “Pensavamo già alla pensione, ma per ora resteremo qui. Vogliamo portare avanti la cucina del territorio, tradizionale, con metodi di cottura difficili da trovare… lo facciamo con passione e con il cuore”. A volte, quando si parla di gare e di televisione, si tende a cercare “strategie” o “tattiche” dietro ogni scelta. Ma guardando da vicino la storia di Francesca e Pietro, la sensazione è un’altra: la loro vittoria non nasce da calcoli, ma da una scelta semplice e coraggiosa. Hanno puntato sulla tradizione, sulle ricette di casa, su metodi di cottura antichi e lo hanno fatto con la passione di chi ama davvero ciò che fa. In un mondo in cui tutto corre veloce, la loro forza è stata proprio questa: prendersi il tempo di cucinare bene. E se durante la puntata qualcuno ha parlato di “strategia”, a noi è sembrato chiaro che la vera strategia del Country House I Gelsi è stata un’altra: fare ciò che sanno fare meglio, senza rinunciare alla propria identità.

24/01/2026 10:56
Traffico internazionale di droga: blitz tra Svizzera e Italia, coinvolta anche Civitanova

Traffico internazionale di droga: blitz tra Svizzera e Italia, coinvolta anche Civitanova

Un’organizzazione criminale internazionale dedita al traffico di droga tra Svizzera, Spagna, Nord Europa e Italia è stata smantellata al termine di una vasta operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona e dal Ministero pubblico della Confederazione Svizzera, con il supporto di Eurojust e della Procura nazionale antimafia. L’operazione ha portato all’esecuzione di nove misure cautelari nei confronti dei vertici e dei membri del gruppo, che aveva una solida base operativa nel Canton Ticino e ramificazioni attive nelle province di Macerata e Fermo, con particolare riferimento a Civitanova Marche. Le attività si sono svolte tra Civitanova Marche, Fermo e Porto San Giorgio, dove gli investigatori hanno effettuato perquisizioni domiciliari e sequestrato attività commerciali utilizzate come copertura per le operazioni illecite. A condurre l’operazione sono stati il Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Ancona, il Servizio centrale investigazione sulla criminalità organizzata e la Polizia federale svizzera, impegnati in un’azione congiunta e coordinata su scala internazionale. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’organizzazione trafficava cocaina, marijuana e hashish. L’hashish veniva acquistato in Spagna, mentre la cocaina proveniva dal Nord Europa. Le sostanze stupefacenti venivano trasportate in Italia tramite corrieri e successivamente smistate, con le Marche come principale area di destinazione. Una volta giunta sul territorio marchigiano, la droga veniva distribuita soprattutto all’ingrosso, grazie alla collaborazione di complici locali. Le indagini hanno inoltre evidenziato che parte dello stupefacente veniva destinata anche ad altre regioni italiane, ampliando ulteriormente la portata del traffico.   L’inchiesta è stata possibile grazie a un’intensa attività investigativa congiunta, basata su contatti diretti tra le polizie giudiziarie italiane e svizzere e su un costante scambio di informazioni. Un lavoro che ha consentito di ricostruire la struttura e i ruoli dell’organizzazione, nonostante l’operatività del gruppo si estendesse su più Stati europei.

24/01/2026 10:12
Abbandono dei rifiuti, scatta la tolleranza zero: a Civitanova arrivano le video-fototrappole

Abbandono dei rifiuti, scatta la tolleranza zero: a Civitanova arrivano le video-fototrappole

Finita la fase della sensibilizzazione, a Civitanova Marche si passa all’azione. L’Amministrazione comunale ha deciso di dichiarare guerra al degrado e all’abbandono indiscriminato dei rifiuti, inaugurando una nuova stagione di “tolleranza zero”. Al centro della strategia, accanto a una imminente campagna di comunicazione visiva, c’è la tecnologia: nei prossimi giorni entrerà infatti pienamente in funzione un progetto sperimentale triennale che prevede l’utilizzo di video-fototrappole mobili per individuare e sanzionare i cosiddetti “furbetti del sacchetto”. Non si tratterà di telecamere fisse, facilmente individuabili e aggirabili, ma di un sistema dinamico e itinerante. Come previsto dal Nuovo Regolamento comunale sulla videosorveglianza, i dispositivi verranno spostati ciclicamente e posizionati nelle aree più critiche sotto il profilo dell’abbandono dei rifiuti. La mappa dei controlli è già stata tracciata: sotto la lente della Polizia Locale finiranno diverse zone della città, tra cui – a titolo esemplificativo – via Tripoli, via Battisti, via Conchiglia, via Molise, via Duca degli Abruzzi, piazza Nassiriya e le intersezioni di via San Costantino. Il Comune tiene però a precisare che tutto avverrà nel pieno rispetto della normativa sulla privacy. Nessun “Grande Fratello” nascosto: la presenza delle fototrappole sarà sempre segnalata da apposita cartellonistica, posizionata prima del raggio d’azione delle telecamere, come imposto dalle regole europee e dal regolamento comunale. L’obiettivo non è fare cassa, ma educare, prevenire e, quando necessario, punire chi continua a non rispettare le regole. Le regole del conferimento: cosa si rischia davvero Per capire a cosa va incontro chi sbaglia, è necessario tornare alle Ordinanze dirigenziali n. 34 e 35 del 2016, che disciplinano in modo puntuale il conferimento dei rifiuti. Il principio è semplice: non basta differenziare, bisogna farlo nei giorni, negli orari e con le modalità corrette. Per le utenze domestiche la finestra temporale per l’esposizione dei rifiuti è molto ristretta e non ammette deroghe, salvo casi specifici nelle zone rurali per motivi logistici, dove comunque il sacchetto deve essere lasciato sulla via pubblica e utilizzando esclusivamente i sacchetti previsti. Regole ancora più stringenti valgono per le utenze non domestiche, come attività commerciali e produttive, spesso responsabili di grandi quantitativi di scarti. L’Ordinanza n. 35, ad esempio, impone che gli imballaggi in cartone vengano piegati, legati e privati di impurità (polistirolo, nylon o altri materiali) prima dell’esposizione, nel rispetto degli orari stabiliti per ciascuna zona. Chi viene sorpreso a conferire correttamente il rifiuto ma nel giorno sbagliato o fuori orario incorre nella sanzione amministrativa base prevista dalle ordinanze: 50 euro. Una cifra contenuta, pensata per colpire disattenzione e superficialità. Diverso il discorso quando il comportamento produce degrado urbano. In questi casi entra in gioco il Regolamento di Polizia Urbana: l’articolo 16, ad esempio, punisce chi accumula rifiuti, sterpaglie o oggetti nelle proprie pertinenze creando situazioni di incuria e rischio igienico-sanitario. Qui la sanzione può arrivare fino a 160 euro. Particolarmente severa è la normativa contro una pratica purtroppo diffusa: abbandonare i rifiuti accanto ai cestini gettacarte o ai cassonetti stradali. In questo caso non si parla più di semplice violazione comunale: il Testo Unico dell’Ambiente prevede una sanzione amministrativa che va da 1.000 a 3.000 euro. Ancora più grave è l’abbandono di rifiuti nell’ambiente o in discariche abusive, che da alcuni anni costituisce un vero e proprio reato penale anche per i cittadini privati. Chi abbandona rifiuti in fossi, campagne o aree non autorizzate rischia un’ammenda da 1.500 a 18.000 euro o, nei casi più gravi, la reclusione fino a cinque anni. Se i rifiuti sono pericolosi, la pena va da uno a cinque anni di carcere. Per le imprese le sanzioni sono ancora più severe, con arresto o ammende fino a 27.000 euro e pene detentive che possono superare i cinque anni. Un dettaglio spesso sottovalutato riguarda le sanzioni accessorie: in determinate circostanze, oltre alle multe o alle pene penali, possono scattare anche la sospensione della patente, il fermo del veicolo o addirittura la confisca. «L’adozione delle fototrappole rappresenta un salto di qualità nella nostra capacità di controllo del territorio», spiega il comandante della Polizia Locale, Cristian Lupidi. «Non si tratta solo di elevare sanzioni, ma di attuare una deterrenza efficace: chi utilizza il proprio veicolo per trasformare la città in una discarica deve sapere che rischia concretamente di restare a piedi e di finire denunciato».   Sulla stessa linea l’assessore al Decoro Urbano e all’Ambiente, Giuseppe Cognigni: «Vogliamo lanciare un messaggio chiaro: Civitanova deve essere più pulita e più bella. Questo sistema serve a tutelare la stragrande maggioranza dei cittadini che rispettano le regole e a isolare chi continua a non farlo. Oggi abbiamo strumenti tecnologici e normativi efficaci, e li useremo fino in fondo».

24/01/2026 10:00
Cane smarrito a Civitanova Alta: i proprietari chiedono aiuto per ritrovare Chuck

Cane smarrito a Civitanova Alta: i proprietari chiedono aiuto per ritrovare Chuck

È scattato l’allarme a Civitanova Alta per la scomparsa di Chuck, cane maschio di 9 anni, taglia media (circa 30 kg), di cui non si hanno più notizie da ieri, 22 gennaio 2026, intorno alle ore 13. L’animale si è smarrito nei campi tra il Camping Belvedere e il ristorante Casablanca, un’area dove in queste ore si stanno concentrando le ricerche e le segnalazioni. Chuck è microchippato e in questo periodo è in fase di guarigione per una lesione alla zampa sinistra: per questo zoppica, dettaglio che può aiutare a riconoscerlo. È descritto come un cane molto buono, affettuoso e amichevole. Al momento della scomparsa ha perso il collare e indossa solo un collare antipulci. I proprietari chiedono la collaborazione di chiunque si trovi in zona: anche una semplice indicazione può essere decisiva per ricostruire gli spostamenti dell’animale e riportarlo a casa. Chi avesse visto Chuck o notato un cane con caratteristiche simili è invitato a contattare Andrea al numero 320 3826856.

23/01/2026 21:00
ZES Unica, le Marche ripartono da Tolentino: "Già 70 milioni di investimenti in pochi giorni"

ZES Unica, le Marche ripartono da Tolentino: "Già 70 milioni di investimenti in pochi giorni"

La Zona Economica Speciale Unica sbarca ufficialmente nelle Marche e sceglie il cuore della provincia di Macerata per presentarsi al tessuto produttivo. Nella cornice del Politeama Franco Moschini di Tolentino si è tenuto un vertice di alto livello tra istituzioni regionali e nazionali per illustrare le opportunità di uno strumento che punta a trasformare l'economia locale attraverso la semplificazione amministrativa e importanti incentivi fiscali. All'incontro, introdotto dal sindaco Mauro Sclavi e dalla sottosegretaria alla Presidenza della Giunta regionale Silvia Luconi, hanno partecipato il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’assessore alla ZES Giacomo Bugaro e la sottosegretaria al MEF Lucia Albano, alla presenza dei vertici politici del territorio come il Commissario alla Ricostruzione Guido Castelli. Il presidente Acquaroli ha definito la "ZES una misura decisiva per il rilancio e l’attrazione degli investimenti", sottolineando come l'obiettivo primario sia permettere alle eccellenze manifatturiere di continuare a produrre ed esportare direttamente dal territorio. Il governatore ha inoltre confermato l'impegno con l'Unione Europea per "estendere il credito d’imposta a tutta la regione, così da favorire un salto di qualità generazionale e uscire definitivamente dalla fase di transizione economica". I primi dati presentati dall'assessore Bugaro confermano la reattività delle imprese marchigiane. Tra il 20 novembre e il 2 dicembre sono state già inoltrate 159 domande, attivando investimenti per circa 70 milioni di euro. Il cuore della riforma risiede nello Sportello Unico Digitale, che permette di ottenere l’Autorizzazione Unica in tempi certi e ridotti a un massimo di 60 giorni, abbattendo i freni burocratici che spesso scoraggiano lo sviluppo industriale. Silvia Luconi ha spiegato come la scelta di Tolentino non sia stata "casuale", ricordando che la "provincia di Macerata concentra oltre il 63% degli interventi di ricostruzione post-sisma". Secondo la sottosegretaria, in un’area colpita da crisi sismica, demografica e climatica, la ZES rappresenta una "necessità assoluta per affiancare alla ricostruzione edilizia quella economica". Le stime citate durante il convegno sono ambiziose e prevedono la creazione di 18.000 nuovi posti di lavoro nel triennio 2027-2029, trasformando le agevolazioni in una leva di rigenerazione del tessuto produttivo e di fiducia per i giovani. L’ingresso ufficiale delle Marche nella ZES Unica, sancito dalla legge dello scorso novembre, porta con sé vantaggi concreti immediati. Le imprese possono accedere a un credito d’imposta del 35% per le piccole realtà, del 25% per le medie e del 15% per le grandi aziende che investono in beni strumentali. Per l'anno in corso sono già stati stanziati 110 milioni di euro a livello regionale, inserendo stabilmente Marche e Umbria nel riparto triennale dei fondi nazionali. La sottosegretaria Lucia Albano ha concluso assicurando un "monitoraggio costante affinché la misura generi valore reale sul territorio, garantendo le condizioni normative necessarie per favorire chi sceglie di scommettere sul futuro delle Marche".

23/01/2026 19:40
Riforma della Giustizia, Forza Italia a Macerata per le ragioni del 'Sì': "Confronto sui contenuti, non ideologico" (FOTO e VIDEO)

Riforma della Giustizia, Forza Italia a Macerata per le ragioni del 'Sì': "Confronto sui contenuti, non ideologico" (FOTO e VIDEO)

Si è svolto questo pomeriggio, a Macerata, presso il Centrale Plus in Piazza della Libertà, l’evento dedicato alla Riforma della Giustizia, un confronto pubblico orientato a sostenere le ragioni del "Sì" e ad approfondire, punto per punto, i contenuti della riforma. L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali di Francesco Battistoni, segretario regionale di Forza Italia, e di Gianluca Pasqui, presidente del Consiglio regionale delle Marche e segretario provinciale FI Macerata, che hanno sottolineato l’importanza di un confronto pubblico fondato sui contenuti e non su contrapposizioni ideologiche. A seguire sono intervenuti Paolo Parisella, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Macerata, e Donato Attanasio, presidente della Camera Penale di Macerata, richiamando il ruolo centrale dell’avvocatura nella difesa delle garanzie costituzionalie dei diritti dei cittadini. “Un sistema penale accusatorio richiede necessariamente che ci sia una posizione di parità dell'accusa e della difesa davanti a un giudice terzo e imparziale, perché il giudice sia davvero terzo è necessario che abbia una carriera totalmente separata rispetto al pubblico ministero che è la parte dell'accusa – ha spiegato Parisella – questa riforma ha il pregio di realizzare un’effettiva separazione delle carriere, garantendo ad entrambi una vera autonomia e assicurando così una parità tra accusa e difesa effettiva e sostanziale, non solo formale”. Nel corso degli interventi, Stefano Montecchiarini, responsabile provinciale del Dipartimento Giustizia e Affari Costituzionali e della campagna referendaria di Forza Italia per il Sì, ha illustrato l’impianto complessivo della riforma e le sue finalità. Barbara Antolini, segretaria comunale FI Macerata e presidente del Comitato per il Sì “Macerata Provincia”, ha posto l’accento sulla necessità di un sistema giudiziario che non renda il cittadino succube del processo, ma lo riconosca come soggetto titolare di diritti, valorizzando l’equilibrio tra accusa e difesa. Presenti anche Riccardo Sacchi, assessore del Comune di Macerata, e Chiara Biondi, consigliere regionale e responsabile regionale per la campagna referendaria di Forza Italia per il Sì nelle Marche. A offrire una riflessione tecnica e culturale sul significato della riforma è stato Paolo Giustozzi, responsabile della Scuola Territoriale della Camera Penale: “Più la campagna elettorale prosegue e più ci rendiamo conto che il problema non è la contrapposizione tra Sì e No, ma far comprendere che non esistono argomenti tecnici per sostenere il No. Forse può sembrare perentorio, ma da tecnici siamo certi che queste ragioni non ci siano. Il dibattito si sposta quindi sulla suggestione, contro la quale dobbiamo informare e spiegare che non ci sarà alcuna sottomissione della magistratura alla politica, né tentativi di controllo della magistratura requirente, che a livello costituzionale rimane organizzata esattamente come oggi. Parlare di origini complottiste della riforma significa fare un processo alle intenzioni privo di basi normative”.

23/01/2026 18:50
Pioraco in festa per Tullia Memè: la cittadina più anziana compie 105 anni

Pioraco in festa per Tullia Memè: la cittadina più anziana compie 105 anni

Una vita intera dedicata al lavoro, alla famiglia e alla sua comunità: Pioraco si stringe con affetto attorno alla sua cittadina più longeva, Tullia Memè, che ha tagliato il traguardo dei 105 anni. Un compleanno straordinario che è diventato una festa per tutto il borgo.  Il sindaco Matteo Cicconi ha voluto omaggiare personalmente la signora Tullia, facendole visita per consegnarle un mazzo di fiori e una medaglia celebrativa, simbolo del riconoscimento ufficiale del Comune verso la sua "nonnina". Durante l'incontro, il primo cittadino ha letto un messaggio a nome di tutta la cittadinanza, esprimendo profonda "stima e riconoscenza per il valore umano e la preziosa memoria che una vita così ricca e significativa rappresenta per tutta la comunità". Nonostante l'età record, la signora Tullia conserva una memoria nitida, testimone di un’epoca di grandi sacrifici. Ha iniziato a lavorare giovanissima, a soli 10 anni, trasferendosi a Roma come collaboratrice domestica. A 13 anni è tornata nella sua Pioraco per entrare in cartiera, il cuore pulsante dell'economia locale, dove è rimasta per gran parte della sua vita lavorativa. Proprio ricordando quegli anni, Tullia ha offerto uno spaccato delle fatiche del passato e delle disparità sociali del tempo: "Noi donne prendevamo molto meno degli uomini all'epoca", ha sottolineato, rievocando una realtà fatta di duro impegno e poche concessioni. Oggi, quella forza e quella determinazione le sono valse l'affetto di un intero paese. "Tanti tanti auguri alla nostra concittadina Tullia per i suoi fantastici 105 anni! Buon compleanno da tutta la cittadinanza!", è stato il coro unanime guidato dal sindaco Cicconi, che ha voluto suggellare con la medaglia il primato di cittadina più anziana del comune. Un esempio di resilienza e di valori che continua a essere un pilastro fondamentale per la memoria storica di Pioraco.

23/01/2026 18:30
Noi Moderati, Maika Gabellieri è la nuova coordinatrice provinciale di Macerata

Noi Moderati, Maika Gabellieri è la nuova coordinatrice provinciale di Macerata

Noi Moderati consolida la propria struttura nelle Marche con la nomina di Maika Gabellieri a Coordinatrice Provinciale di Macerata. L’incarico è stato conferito dal presidente Maurizio Lupi, su proposta del coordinatore regionale Tablino Campanelli, nell’ambito di una strategia volta a rafforzare l’organizzazione territoriale del partito a livello provinciale. «Assumo questo ruolo con grande senso di responsabilità – dichiara Gabellieri – e con l’impegno di svolgere al meglio un incarico che considero politico ma soprattutto territoriale». Tra le priorità indicate dalla nuova coordinatrice provinciale, la riorganizzazione del partito sul territorio e la nomina dei coordinatori comunali, con l’obiettivo di rafforzare il radicamento nelle comunità locali. Noi Moderati si conferma oggi come quarta forza di governo del centrodestra, portatrice di una proposta politica liberale, moderata ed europeista, capace di coniugare responsabilità istituzionale e autonomia politica. «Siamo parte integrante del centrodestra – sottolinea Gabellieri – e sosteniamo con convinzione l’azione di governo, mantenendo però una nostra identità chiara e riconoscibile, fondata su concretezza, dialogo e attenzione ai bisogni reali dei cittadini». Nel corso di un recente incontro svoltosi a Roma, il partito ha programmato una serie di iniziative politiche e tematiche da sviluppare sul territorio provinciale, anche in vista dei prossimi e imminenti appuntamenti elettorali, a partire da quello del Comune di Macerata. In questo contesto, Noi Moderati annuncia inoltre la costituzione del primo Comitato per il Sì al referendum sulla riforma della giustizia, che sarà accompagnato da eventi pubblici di informazione e confronto, con l’obiettivo di rendere i cittadini consapevoli dei contenuti e delle ricadute della riforma. «Siamo un partito attivo, presente e pronto ad agire – conclude Gabellieri – con uno stile fatto di ascolto, vicinanza ai cittadini e determinazione nel trasformare le problematiche in proposte e soluzioni concrete».

23/01/2026 18:10
Dipendenze, social e scelte di vita: oltre 700 studenti a Recanati per un incontro di formazione e confronto

Dipendenze, social e scelte di vita: oltre 700 studenti a Recanati per un incontro di formazione e confronto

Si è svolto ieri mattina, presso il Palasport Cingolani – Arena BCC di Recanati, l’incontro formativo sul tema "Dipendenze, social e scelte di vita: quello che nessuno ti spiega". L’iniziativa, promossa dalla BCC di Recanati e Colmurano insieme a Infinito Vita e al gruppo Giovani Soci Infinito Lab della Banca, con il patrocinio del Comune di Recanati, ha registrato una partecipazione straordinaria di oltre 700 studenti. Le classi quarte e quinte degli istituti superiori del territorio – IIS Enrico Mattei, Liceo Giacomo Leopardi e IIS Bonifazi-Corridoni – hanno animato l’incontro, trasformandolo in un’occasione di ascolto e riflessione rivolta alle nuove generazioni. L’incontro ha affrontato con linguaggio diretto e accessibile alcuni dei temi più complessi e attuali che attraversano la vita quotidiana dei giovani: le dipendenze tradizionali e digitali, l’uso consapevole dei social network e delle tecnologie, le fragilità psicologiche, i disturbi del comportamento alimentare che condizionano le scelte di vita. Dopo i saluti istituzionali dell’Amministrazione Comunale di Recanati con la presenza dell’Assessore alle politiche giovanili Emanuela Pergolesi, del Presidente della BCC Recanati e Colmurano Gerardo Pizzirusso e del Presidente di Infinito Vita Gabriele Brandoni, i lavori sono entrati nel vivo con una serie di interventi di elevato spessore scientifico. La dott.ssa Silvia Agnani, sociologa del SERT di Macerata, ha offerto una lettura dei fenomeni legati alle dipendenze, supportata da dati, ricerche e strumenti comunicativi innovativi, mentre il dott. Gianni Giuli, direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’AST di Macerata, ha accompagnato i ragazzi in un vero e proprio viaggio tra desiderio e dipendenza, spiegando come i meccanismi della gratificazione e dell’attesa del piacere agiscano sui circuiti cerebrali e possano trasformarsi, nel tempo, in comportamenti di dipendenza, spesso causati dall’uso di stupefacenti. Il dott. Stefano Nassini, direttore della Psichiatria di Macerata, ha posto con forza l’attenzione sull’emergenza della salute mentale giovanile, sottolineando l’importanza della prevenzione e dell’ascolto. Coinvolgente e apprezzato anche l’intervento del prof. Saverio Cinti, direttore scientifico del Centro per l’Obesità dell’Università Politecnica delle Marche, che attraverso esempi e slide ha illustrato il concetto di organo adiposo come vero e proprio organo complesso, spiegando in modo semplice la differenza tra tessuto adiposo bianco e bruno e il loro ruolo nei meccanismi che legano obesità e diabete, sottolineando come stili di vita, attività fisica e comportamenti quotidiani possano incidere in maniera determinante sulla salute dei giovani. Il confronto, moderato da Luca Eboli, è stato arricchito da un dialogo particolarmente efficace con i giovani: gli studenti, in forma del tutto anonima, hanno potuto porre domande e condividere riflessioni, dimostrando un elevato livello di partecipazione e consapevolezza. A chiudere i lavori è stato il Direttore Generale della BCC di Recanati e Colmurano Davide Celani, che ha ringraziato i numerosi studenti presenti, sottolineando l’ottima riuscita della mattinata formativa. Con questo incontro, la BCC di Recanati e Colmurano conferma con forza il proprio ruolo di banca del territorio, capace di creare momenti e spazi di ascolto autentici, vicini ai giovani. Un impegno che affonda le radici nella tradizione cooperativa dell’istituto, ma che guarda con decisione al futuro, accompagnando le nuove generazioni non solo nel loro percorso professionale, ma anche nelle scelte di vita e nei comportamenti quotidiani.

23/01/2026 17:40
Tim down il 23 gennaio: disservizi anche nel Maceratese, problemi a rete fissa e mobile

Tim down il 23 gennaio: disservizi anche nel Maceratese, problemi a rete fissa e mobile

Mattinata complicata per migliaia di utenti in tutta Italia a causa di diffusi disservizi sulle reti di telefonia e connessione internet. Nella giornata di oggi, numerose segnalazioni hanno riguardato in particolare Tim, ma problemi sono stati registrati anche per Vodafone e WindTre. Disagi segnalati anche nel territorio della provincia di Macerata. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, le informazioni disponibili arrivano esclusivamente dal portale Downdetector, che raccoglie le segnalazioni spontanee degli utenti. Nessun comunicato ufficiale è stato diffuso, fino al pomeriggio, dalle compagnie telefoniche coinvolte. Tim risulta l’operatore maggiormente interessato dal down, con un picco di circa 2.500 segnalazioni intorno alle 10:40. La maggior parte dei problemi ha riguardato la connessione internet da rete fissa, che rappresenta circa la metà delle segnalazioni complessive. Seguono i disservizi sulla rete mobile, mentre una percentuale minore di utenti ha indicato altri tipi di malfunzionamento. Episodi simili si erano già verificati nel dicembre 2025, quando i problemi avevano interessato soprattutto le chiamate vocali. Anche Vodafone e WindTre hanno registrato anomalie, seppur in misura più contenuta. Al momento, Downdetector segnala potenziali problemi per Vodafone, mentre per WindTre la situazione appare più stabile. Le segnalazioni riguardano comunque linee fisse, rete mobile e, in alcuni casi, assenza totale di segnale. A partire da mezzogiorno e nelle prime ore del pomeriggio, il numero delle segnalazioni ha iniziato a diminuire, stabilizzandosi su qualche centinaio per Tim. Il problema sembrerebbe quindi in fase di rientro, anche se non completamente risolto. I disservizi risultano distribuiti su più aree del Paese. Per quanto riguarda il centro Italia, le ultime segnalazioni del pomeriggio provengono anche da Macerata, San Severino Marche, Ancona, Jesi, Perugia e Pesaro, oltre a grandi città come Roma, Milano e Bologna. In assenza di comunicazioni da parte degli operatori, non è al momento possibile stabilire le cause del disservizio: non è chiaro se si tratti di guasti tecnici, interventi di manutenzione o criticità temporanee. Restano ignote anche le tempistiche di risoluzione completa. Gli utenti sono invitati a monitorare i canali ufficiali degli operatori e a segnalare eventuali anomalie persistenti.

23/01/2026 17:30
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