Provincia Macerata

Macerata, aria più pulita in provincia: il 2025 segna il record positivo per le polveri sottili

Macerata, aria più pulita in provincia: il 2025 segna il record positivo per le polveri sottili

I primi dati diffusi da ARPA Marche sulla qualità dell’aria nel 2025 consegnano un bilancio estremamente positivo per il territorio maceratese, inserendosi in un trend regionale di netto miglioramento. Per quanto riguarda il PM10, l'anno appena trascorso viene definito come il "migliore di sempre". In particolare, la centralina di Macerata si è distinta come una delle sei località regionali in cui non è stato registrato alcun superamento del limite giornaliero di 50 μg/m³. Insieme a Civitanova Marche, il capoluogo ha fatto segnare i valori medi annuali più bassi degli ultimi cinque anni, restando ampiamente al di sotto del limite di legge di 40 μg/m³. Anche per gli altri inquinanti i risultati sono rassicuranti. Il PM2,5, la frazione più fine e pericolosa del particolato, è rimasto sotto i limiti in tutte le stazioni della regione. Allo stesso modo, il biossido di azoto (NO2) non ha presentato criticità, mantenendo concentrazioni basse anche nelle zone più esposte al traffico veicolare. Questo quadro complessivo di miglioramento fa ben sperare in vista del 2030, quando entreranno in vigore i nuovi e più stringenti limiti imposti dalla Direttiva Europea 2024/2881. Tuttavia, non mancano le note dolenti, rappresentate principalmente dall'ozono (O3). Questo gas, che si forma soprattutto durante i mesi estivi a causa delle alte temperature e del forte irraggiamento solare, continua a essere la principale criticità per le aree interne. Macerata figura infatti tra le cinque stazioni regionali che nel 2025 hanno superato il limite dell’Obiettivo a Lungo Termine. Secondo le analisi di ARPA Marche, le ondate di calore sempre più frequenti giocano un ruolo determinante in questo fenomeno, rendendo la gestione dell’ozono la sfida principale per il futuro. Se da un lato i cittadini possono godere di un'aria sensibilmente più povera di polveri sottili, dall'altro la combinazione tra emissioni da traffico e cambiamenti climatici richiede ancora attenzione e misure mirate per i picchi di calore estivi. 

13/01/2026 10:10
Pioraco e quel legame millenario e indissolubile: in un museo la storia della "città della carta" (VIDEO)

Pioraco e quel legame millenario e indissolubile: in un museo la storia della "città della carta" (VIDEO)

Al polo museale di Pioraco, città della carta, prende forma una storia che affonda le sue radici nel Medioevo e arriva fino all’arte cartaria contemporanea. A raccontarla è Luisella Tamagnini, assessore alla cultura del Comune di Pioraco, che guida idealmente il visitatore in un viaggio unico nel suo genere. Non si conosce con certezza come la carta sia arrivata a Pioraco, ma si sa con precisione quando: nel 1264. A testimoniarlo è un documento conservato presso l’Archivio di Stato di Camerino, dove si legge chiaramente che in quell’anno la carta veniva già fabbricata a Pioraco. Questa lunga tradizione è oggi racchiusa all’interno del museo, che ripercorre secoli di produzione cartaria attraverso immagini, strumenti ed esempi di filigrane. Si parte dalle più antiche, risalenti al Duecento e al Trecento, per arrivare a quelle moderne, estremamente elaborate e raffinate, vere e proprie opere d'arte. Un ruolo di grande rilievo è occupato dalle carte valori, come banconote e documenti ufficiali, dove la filigrana diventa elemento di sicurezza ma anche di altissimo valore artistico. Tra gli esempi più significativi spiccano le filigrane incise da Luigi Casoni, incisore piorachese che lavorò presso il Poligrafico dello Stato. Le sue opere testimoniano l’eccellenza raggiunta da Pioraco nel campo della carta destinata a moneta, assegni, passaporti e documenti ufficiali utilizzati anche in paesi come Libia e Iran. Nel museo sono presenti anche filigrane artistiche in chiaroscuro, con raffigurazioni di papi, personalità politiche e figure storiche, realizzate da incisori celebri come Librari di Fabriano e Cilotti di Pioraco. Proseguendo idealmente a ritroso nel tempo, si scopre che Pioraco non aveva una sola cartiera, ma numerose. Nel Settecento se ne contavano circa quindici o sedici, ognuna caratterizzata da un proprio simbolo distintivo inserito nella filigrana, utile a rendere riconoscibile e tracciabile la produzione. Questo sistema racconta non solo una storia industriale, ma anche un’organizzazione avanzata e consapevole della qualità del prodotto. Le condizioni che resero Pioraco ideale per la produzione cartaria erano straordinarie. La posizione logistica, con il paese sviluppato in discesa, e la presenza di numerosi corsi d’acqua valsero al borgo il soprannome di "piccola Venezia delle Marche". L’acqua, di qualità eccellente e potabile, era fondamentale per la lavorazione della carta, così come la possibilità di sfruttare la forza delle cascate come energia motrice. Il museo attuale è anche il simbolo della rinascita dopo il terremoto del 2016. Con il Comune inagibile, si è scelto di salvare e riallestire questa parte fondamentale dell’identità pioarachese, riorganizzando un’ala del precedente museo. Dopo un lavoro impegnativo ma affrontato con determinazione, il polo museale è stato riaperto il 26 ottobre 2018, due anni dopo il sisma. Oggi il museo è visitabile, con prenotazione soprattutto nel periodo invernale, ed è considerato un patrimonio da tutelare e valorizzare. Visitare il Museo della Carta di Pioraco significa riscoprire un sapere antico che rischia di andare disperso in un'epoca in cui la carta sembra aver perso importanza. All'interno sono contenuti anche i macchinari storici per la fabbricazione della carta. Eppure, dietro ogni foglio, resta vivo quel saper fare artigianale, fatto di mani, acqua, ingegno e arte, che ha reso Pioraco un punto di riferimento nella storia della carta italiana ed europea.

13/01/2026 09:50
Crac Banca Marche, la Corte d’Appello: "Nessun dolo, il dissesto fu causato dalla crisi globale"

Crac Banca Marche, la Corte d’Appello: "Nessun dolo, il dissesto fu causato dalla crisi globale"

La crisi economico-finanziaria mondiale tra il 2008 e il 2012, e non una gestione dolosa, è all’origine dell'insolvenza di Banca delle Marche. È quanto emerge dalle motivazioni della sentenza di assoluzione, 202 pagine depositate in questi giorni, con cui la Corte d’Appello di Ancona ha scagionato l’ex direttore generale Massimo Bianconi e altri cinque imputati dall’accusa di bancarotta fraudolenta. La decisione conferma l’assoluzione pronunciata lo scorso 30 giugno, chiarendo come non vi sia stata alcuna volontà di dissipare le risorse del maggiore istituto di credito marchigiano. Secondo i giudici, il tracollo di BdM è stato invece determinato dal contesto economico internazionale e dalle pesanti ricadute sul settore immobiliare, ambito nel quale operava la maggior parte delle imprese clienti della banca. "Non è configurabile il fallimento per effetto di operazioni dolose, per abusi di gestione o infedeltà ai doveri di legge - riporta la Corte -. La condotta di erosione del patrimonio è nel modo di agire di impresa. Le operazioni finanziarie erano solo una parte, non preponderante, della gestione economica di BdM che non hanno caratterizzato in negativo la continuità dell’esercizio per condurla prevedibilmente all’insolvenza". Nelle motivazioni, i giudici sottolineano come gli amministratori non potessero prevedere l’esito della crisi, che si sarebbe manifestata nella sua interezza solo anni dopo: "Quando i finanziamenti in contestazione sono stati elargiti - osserva la Corte - gli operatori bancari non potevano prospettarsi, neanche in un ottica di lungo periodo, un attentato alle ragioni del ceto creditorio, invece, evidentemente realizzatosi in concreto quattro anni dopo per il coacervo di circostanze sopravvenute come la modifica dei criteri valutativi, le gestioni succedute, la realizzazione della crisi nella sua interezza e delle quali gli imputati, epurati dallo scenario, non possono essere chiamati a rispondere". A rafforzare l’assenza di dolo, anche le scelte personali degli imputati. Bianconi, attraverso la moglie, investì in azioni di Banca Marche, "investimenti che non avrebbe fatto se ne avesse solo paventata la perdita". Un altro imputato, Massimo Battistelli, responsabile dell’area crediti, "investì l’intero Tfr in azioni e obbligazioni".   Un passaggio rilevante delle motivazioni riguarda infine Medioleasing, società controllata di BdM. Secondo la Corte, non avrebbe dovuto nemmeno essere coinvolta nel procedimento, poiché "solo Bdm è stata dichiarata in stato di insolvenza - prosegue la Corte - dal tribunale con sentenza del 10 marzo del 2016 e non la sua partecipata". La consumazione del reato di bancarotta, ricordano i giudici, coincide con la sentenza dichiarativa di fallimento: "L’assenza della dichiarazione di Medioleasing Spa milita per l’insussistenza di ipotesi di bancarotta".

12/01/2026 19:40
Appignano, evento sulla Costituzione con il presidente nazionale Anpi Pagliarulo e la musica della Gang

Appignano, evento sulla Costituzione con il presidente nazionale Anpi Pagliarulo e la musica della Gang

Appignano si prepara ad accogliere una serata di riflessione, memoria e partecipazione civile. Venerdì 16 gennaio, alle ore 21:00, il Teatro Comunale “G. Gasparrini” ospiterà l’evento “Costituzione – le radici del futuro”, un appuntamento aperto a tutta la cittadinanza per riscoprire e approfondire i valori fondanti della Costituzione italiana, pilastro della democrazia e riferimento essenziale per costruire il futuro del Paese. Ospite centrale della serata sarà Gianfranco Pagliarulo, Presidente nazionale dell’ANPI. Sarà presente anche Francesco Rocchetti, presidente del Comitato provinciale ANPI di Macerata. Ad arricchire l’incontro, gli interventi musicali della GANG – full band, che accompagneranno il pubblico in un percorso tra parole e musica, intrecciando memoria e attualità in una forma espressiva capace di coinvolgere ed emozionare. L’ingresso è libero, con prenotazione consigliata, fino a un massimo di 200 posti disponibili. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con le ANPI di Montecassiano, Montefano e ANPI provinciale di Macerata, con il patrocinio del Comune di Appignano. Un’occasione preziosa per riflettere insieme sulle radici della nostra Repubblica e sul valore della Costituzione come guida per le sfide del presente e del futuro.

12/01/2026 18:06
Open Day alla Marche International School: a Civitanova due giornate dedicate alla scuola bilingue

Open Day alla Marche International School: a Civitanova due giornate dedicate alla scuola bilingue

Porte aperte alla Marche International School, che nei prossimi giorni accoglierà famiglie, bambini e ragazzi in occasione dell'Open Day dedicato alla presentazione dell'offerta formativa bilingue e internazionale dell’istituto. L’iniziativa si svolgerà nella sede di Contrada Foce Asola 28/A con un doppio appuntamento: sabato 24 gennaio, dalle 15.30 alle 18.30, sarà dedicato alla Scuola Secondaria di primo grado, mentre domenica 25 gennaio, dalle 9.30 alle 12.30, l’Open Day coinvolgerà la Scuola Primaria e la Scuola dell’Infanzia. Durante le giornate, le famiglie avranno la possibilità di visitare gli spazi scolastici, incontrare docenti e staff educativo e approfondire il modello didattico della scuola, che affianca il curriculum italiano a un percorso strutturato di insegnamento in lingua inglese fin dalla prima infanzia. Un'impostazione pensata per favorire lo sviluppo di competenze linguistiche solide e un approccio aperto e internazionale all’apprendimento. Ampio spazio sarà riservato ai laboratori didattici attivi, ideati per coinvolgere direttamente bambini e ragazzi in attività pratiche, creative e collaborative. Un’occasione concreta per sperimentare l’approccio educativo della Marche International School, fondato sull’apprendimento esperienziale, sullo sviluppo del pensiero critico e sull’educazione interculturale. L’Open Day rappresenterà anche un momento di confronto diretto con la direzione e il personale scolastico, durante il quale sarà possibile approfondire temi legati alla continuità didattica, alla preparazione linguistica, all’attenzione per la crescita emotiva degli studenti e all’orientamento verso il futuro scolastico e professionale. La partecipazione è aperta alle famiglie interessate; è gradita la prenotazione.

12/01/2026 17:10
'L’apittu rusciu e niro' cantato dai Vincisgrassi è realtà': nasce Fiat tris, lo spot girato a Elcito (FOTO)

'L’apittu rusciu e niro' cantato dai Vincisgrassi è realtà': nasce Fiat tris, lo spot girato a Elcito (FOTO)

«So partito dall’Apiro, co l’apittu rusciu e niro… me so spinto tanto giù e so arrivato a Ouagadougou». Chiunque sia cresciuto tra Macerata e dintorni ha cantato almeno una volta questo verso, uno dei passaggi più iconici e surreali del repertorio dei Vincisgrassi. La storia è quella di Vincè, che scappa da Apiro a bordo dell’Ape rossa e nera del padre per arrivare fino in Burkina Faso, salvo poi tornare a casa dopo la “gita del buon Gesù con Don Terno e mezza Apiro a Ouagadougou”. Ecco, oggi possiamo finalmente dirlo: l’apittu rusciu e niro esiste davvero. Due giorni fa, infatti, al Salone dell’Auto di Bruxelles 2026, ha debuttato ufficialmente Fiat Tris, il nuovo veicolo commerciale elettrico a tre ruote che raccoglie l’eredità della storica Ape Piaggio e la rilancia in chiave moderna, urbana e sostenibile. Un mezzo compatto, agile e pensato per districarsi nei centri storici più congestionati, con tanto spazio di carico e zero emissioni. In poche parole: piccolo fuori, pratico dentro. Fiat Tris è lungo poco più di tre metri, gira praticamente su sé stesso, può trasportare carichi importanti ed è spinto da un motore elettrico con un’autonomia più che sufficiente per le consegne quotidiane in città. Arriverà sul mercato nel 2026: partirà dall’Italia, ed entrerà a far parte della gamma Fiat Professional. Altro che fuga da Apiro: qui si punta a conquistare le ZTL.  Ma non è finita qui, perché la storia si fa ancora più marchigiana. In arrivo c’è anche uno spot pubblicitario girato proprio nelle Marche, tra Jesi, il Monte Conero ed Elcito. Ed è stato proprio Maurizio Serafini, storico cantante e fondatore dei Vincisgrassi (oltre che anima del Montelago Celtic Festival), a imbattersi quasi per caso nella troupe. «Abito a Elcito e alle prime ore della mattina vedo arrivare una fila di automobili e camion. Mi sono chiesto: che succede, è arrivata una produzione hollywoodiana?», racconta Serafini. «C’era di tutto: camion, truccatori, oggetti di scena… e ovviamente gli apetti Fiat». Lo scorso novembre Serafini aveva anche pubblicato un video sui social con le riprese dello spot (GUARDA QUI), accompagnato – manco a dirlo – proprio dal celebre brano dei Vincisgrassi. E la chicca finale è tutta per i fan storici: «Io nella canzone l’avevo messo rusciu e niro… e il caso ha voluto che sia stato realizzato proprio così». Alla domanda su come commenta l’arrivo del Fiat Tris, Maurizio Serafini risponde con una battuta che è già storia: «Chissà se ci arriva a Ouagadougou?» Per ora si ferma alle città europee. Ma, come ci hanno insegnato i Vincisgrassi, con l’apittu giusto non si sa mai dove si può arrivare.

12/01/2026 17:00
Ricostruzione post-sisma: il nuovo Ipsia "R. Frau" di San Ginesio pronto a riaprire a settembre (VIDEO)

Ricostruzione post-sisma: il nuovo Ipsia "R. Frau" di San Ginesio pronto a riaprire a settembre (VIDEO)

Questa mattina il Direttore Generale di Andrea Bocelli Foundation, Laura Biancalani, e il Commissario Straordinario per la ricostruzione post-sisma 2016, Guido Castelli, hanno fatto visita al cantiere del nuovo Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato "R. Frau" di San Ginesio, per verificare da vicino lo stato di avanzamento dei lavori e condividere con la comunità locale le prossime tappe del progetto. I lavori procedono secondo cronoprogramma e il nuovo complesso scolastico è destinato ad aprire le proprie porte agli studenti a partire dal prossimo settembre, restituendo al territorio un presidio educativo strategico per la formazione tecnica e professionale delle giovani generazioni. Una fase decisiva dunque di un progetto che rappresenta una iniziativa pilota a livello nazionale per l’approccio innovativo che unisce pubblico e privato in un modello collaborativo fondato su co-programmazione, co-progettazione e co-esecuzione. Su incarico del Commissario per la Ricostruzione, Andrea Bocelli Foundation opera come progettista e project manager, attraverso il proprio team multidisciplinare, lavorando in stretta sinergia con gli uffici commissariali, con il Comune di San Ginesio e con la scuola. Con l’istituto, in particolare, è stato avviato fin dalle prime fasi un percorso di progettazione partecipata che ha coinvolto il corpo docente tramite incontri dedicati e visite in cantiere, un dialogo che prosegue tuttora nella definizione degli allestimenti e degli spazi educativi. L’edificio scolastico, che sorge su una superficie di oltre 2.000 metri quadrati, è stato pensato come un complesso moderno e antisismico, dotato di impianto fotovoltaico da 40 kWp e certificato in classe IV, ovvero costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche. Tre blocchi adiacenti, vere e proprie “scatole della scienza”, ospiteranno attività scolastiche, laboratoriali, sportive e ludico-creative, anche all’aperto, con spazi flessibili, inclusivi e funzionali ai diversi stili di apprendimento. L’IPSIA “R. Frau” di San Ginesio si configura come un laboratorio permanente di ricerca e innovazione nell’ambito della Vocational Education and Training, con laboratori professionali dedicati ai percorsi di Industria e artigianato per il Made in Italy e Manutenzione e assistenza tecnica. Corridoi e spazi comuni diventeranno naturali estensioni delle aule, pensati non come ambienti di passaggio ma come luoghi di dialogo, progetto e co-costruzione di competenze, in costante relazione con il tessuto produttivo locale. In questa prospettiva, l’Istituto punta a diventare un motore di sviluppo territoriale, investendo sui giovani e sul rilancio delle eccellenze italiane. Dal punto di vista tecnico e finanziario, l’intervento rientra nell’Ordinanza Speciale n. 9 del 2021 e prevede un investimento complessivo pari a 9.135.755,38 euro. Il finanziamento originario, pari a 7.453.035,50 euro, è stato successivamente integrato per adeguare il quadro economico al progetto approvato in Conferenza dei Servizi e al livello esecutivo validato. Una quota pari a 826.194,60 euro è destinata a progettazione, direzione lavori e sicurezza ed è stata donata da Andrea Bocelli Foundation, mentre la restante parte è coperta dalla contabilità speciale della Struttura Commissariale. «Per Andrea Bocelli Foundation – ha commentato Laura Biancalani, Direttore Generale della Fondazione – San Ginesio rappresenta un tassello essenziale di un percorso che portiamo avanti da anni nelle Marche. Con questo intervento vogliamo contribuire a creare un ambiente educativo bello, sicuro e generativo, in cui ragazze e ragazzi possano formarsi e prepararsi al futuro professionale restando legati alla propria comunità. È il segno di un impegno che va oltre l’emergenza». «La ricostruzione post-sisma significa restituire prospettive, lavoro e fiducia alle comunità colpite – dice il Commissario Straordinario Guido Castelli – Il nuovo IPSIA “R. Frau” è un esempio concreto di collaborazione pubblico-privato capace di generare interventi di alta qualità, mettendo al centro la formazione dei giovani e lo sviluppo dei territori dell’Appennino centrale. La formazione tecnica e professionale è una leva decisiva per il futuro delle aree colpite dal sisma, perché collega la scuola al lavoro. Scuole sicure, efficienti e di qualità offrono alle famiglie una prospettiva concreta di restare e rendono i territori più attrattivi, come sta avvenendo a San Ginesio, San Severino Marche e Camerino». L’intervento sull’IPSIA “R. Frau” si inserisce in un percorso più ampio che vede Andrea Bocelli Foundationimpegnata, dal sisma del 2016, in numerosi progetti di ricostruzione scolastica nelle Marche, tra cui la scuola media “Giacomo Leopardi” di Sarnano, la scuola primaria e dell’infanzia “E. De Amicis” di Muccia, l’ABF Hub Educativo 0-11 di Sforzacosta e l’Istituto “Ugo Betti” di Camerino. Nel quadro complessivo della ricostruzione del patrimonio scolastico post-sisma, nelle Marche sono previsti 225 interventi su edifici scolastici, per un importo totale di 720,21 milioni di euro. A livello di cratere sismico 2016-2017, sono programmati 455 interventi per un investimento di circa 1,5 miliardi di euro, confermando la scuola come priorità strategica per la rinascita dei territori.

12/01/2026 16:50
Diploma in 4 anni e più lavoro: l’Ipsia di San Severino lancia il modello 4+2

Diploma in 4 anni e più lavoro: l’Ipsia di San Severino lancia il modello 4+2

Si aprono domani, 13 gennaio, le iscrizioni all’anno scolastico 2026-2027, una scadenza importante per famiglie e studenti chiamati a scegliere il proprio futuro formativo. Tra le proposte più innovative del territorio spicca quella dell’Ipsia “Renzo Pocognoni”, sede “Ercole Rosa” di San Severino Marche, che introduce il nuovo modello di studi “4+2”, destinato a rappresentare il futuro dell’istruzione professionale. Il percorso 4+2 consente di conseguire il diploma in quattro anni, allineando l’Italia agli standard europei che prevedono il completamento del ciclo scolastico a 18 anni. Si tratta di un titolo di studio pienamente equivalente al tradizionale percorso quinquennale, ottenuto attraverso una riorganizzazione del monte orario, senza riduzione dei contenuti formativi e con l’eliminazione delle lezioni del sabato. A San Severino Marche il nuovo indirizzo prende il nome di “Tecnologie per gli impianti termici e le energie rinnovabili” e punta a formare tecnici specializzati nel settore impiantistico e termico, con competenze avanzate legate alle fonti energetiche rinnovabili, ambito sempre più centrale nel mercato del lavoro. Il modello 4+2 offre ai diplomati un accesso più rapido al mondo del lavoro, ma non preclude la possibilità di proseguire gli studi, sia all’Università sia negli Istituti Tecnici Superiori (ITS). Un’opportunità concreta in un contesto in cui gli istituti professionali registrano tassi di occupazione prossimi al 100%. Le aziende dell’alto maceratese manifestano infatti una crescente difficoltà nel reperire personale tecnico qualificato, a fronte di una domanda di competenze specialistiche che spesso rimane insoddisfatta. Il nuovo percorso mira a colmare questo divario, rafforzando il legame tra scuola e sistema produttivo. Un ruolo centrale sarà svolto dalle attività pratiche e laboratoriali, realizzate anche all’interno delle aziende partner, per favorire un approccio diretto e concreto al lavoro. L’obiettivo è permettere agli studenti di “imparare facendo” e di visualizzare fin da subito il proprio futuro professionale. Per conoscere nel dettaglio l’offerta formativa e le date delle giornate di scuola aperta, è possibile consultare il sito ufficiale dell’istituto: www.ipiapocognoni.edu.it. L’Ipsia “Ercole Rosa” rappresenta una delle realtà scolastiche più storiche del territorio. Fondato nel 1895 come scuola serale complementare per operai, nel corso dei decenni ha attraversato numerose trasformazioni, diventando nel 1911 scuola d’arte applicata all’industria e assumendo successivamente la denominazione di Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato. Intitolato al concittadino Ercole Rosa, l’istituto ha accorpato negli anni diverse sedi dell’entroterra maceratese, mantenendo intatto il proprio prestigio e la capacità di evolversi. Oggi, con l’introduzione del percorso 4+2, il Professionale di San Severino Marche conferma la propria vocazione: coniugare tradizione e innovazione, formando le professionalità di cui il territorio ha bisogno.

12/01/2026 16:18
San Severino, via libera alla riparazione dei danni della Cappella di Pitino

San Severino, via libera alla riparazione dei danni della Cappella di Pitino

Un altro passo avanti nel percorso di recupero delle strutture monumentali e dei luoghi della memoria della città: l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione (USR) della Regione Marche ha ufficialmente approvato il progetto esecutivo relativo all'intervento denominato “Riparazione danni cimitero di Pitino con cappella” concedendo al Comune di San Severino Marche, in qualità di soggetto attuatore, la somma di 238.610,00 euro quale contributo ammissibile per l'esecuzione delle opere. Il progetto rientra nel quadro delle disposizioni dell'Ordinanza n. 137/2023 del Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016, senatore Guido Castelli. La gestione della procedura è affidata al responsabile unico del procedimento, il geometra Massimo Boldrini. L'approvazione definitiva del progetto esecutivo e la concessione del finanziamento rappresentano il passaggio fondamentale per l'avvio della fase di affidamento dei lavori. L'obiettivo è riparare completamente i danni subiti dal cimitero e, in particolare, dalla cappella restituendo decoro e sicurezza a un sito di grande valore per la comunità locale.

12/01/2026 16:00
Retribuzioni in sanità, un federalismo di fatto: le Marche nella fascia più contenuta

Retribuzioni in sanità, un federalismo di fatto: le Marche nella fascia più contenuta

L’ultimo Rapporto Aran sulle retribuzioni propone un’analisi tanto attesa quanto sorprendente sui differenziali territoriali degli stipendi nella sanità pubblica, spostando l’attenzione dai principi contrattuali ai livelli retributivi effettivi. La domanda di fondo è semplice ma cruciale: quanto guadagna davvero un infermiere o un operatore sociosanitario a seconda dell’azienda e del territorio in cui lavora. I dati riguardano circa 485mila dipendenti non dirigenti del Servizio sanitario nazionale e si concentrano su tre profili chiave: i professionisti sanitari, in larga parte infermieri, con una retribuzione media nazionale di 36mila euro, gli operatori sociosanitari, che si attestano sui 28.100 euro, e gli assistenti amministrativi, con una media di 29.500 euro. Il primo elemento che emerge è la dimensione degli scarti: nonostante il contratto nazionale eserciti una forte regolazione centrale, la differenza tra le aziende che pagano meno e quelle che pagano di più oscilla tra 4mila e 5mila euro annui, a seconda del profilo professionale. Un dato che dimostra come, anche all’interno di regole comuni, esistano margini concreti per politiche retributive differenziate tra le oltre cento aziende sanitarie del Paese. La scomposizione delle buste paga aiuta a capire dove nascono queste differenze. È soprattutto la componente variabile della retribuzione a spiegare lo scarto, incidendo tra il 60% e il 76% del differenziale complessivo. Per i professionisti sanitari sono in particolare i compensi legati alla produttività a generare le maggiori distanze, mentre il sistema delle indennità risulta più uniforme. Un quadro che riflette scelte organizzative e gestionali diverse, più che disparità nei trattamenti di base. La parte più sorprendente del rapporto riguarda però l’analisi territoriale. In un sistema sanitario a gestione regionale, non emergono differenze nette riconducibili ai confini amministrativi. Al contrario, il rapporto individua aree contigue con livelli retributivi simili: Lombardia e Veneto si collocano su valori elevati, l’Appennino centrale su livelli mediani, mentre la zona padana, estesa fino alle Marche, presenta retribuzioni più contenute. Le regioni a statuto speciale mostrano andamenti disomogenei, con la Sardegna su valori più bassi e Sicilia e Province autonome su livelli più alti. Per le Marche, questo dato è particolarmente significativo. La regione si inserisce in un’area in cui gli stipendi sanitari risultano mediamente più bassi rispetto ai territori confinanti più forti dal punto di vista economico. Un elemento che può incidere sulle dinamiche di mobilità del personale, soprattutto per figure già oggi difficili da reperire come infermieri e operatori sociosanitari. Il rapporto introduce anche un’analisi degli “stili gestionali” delle aziende sanitarie, osservando come vengano gestite le relatività retributive tra i diversi profili professionali. Alcune aziende tendono a valorizzare maggiormente i professionisti sanitari rispetto agli assistenti amministrativi, ampliando la forbice salariale; altre, invece, la comprimono. Qui emerge una discrezionalità rilevante, che solleva interrogativi importanti: si tratta di strategie consapevoli per attrarre e trattenere personale sanitario o di esiti non pianificati di prassi consolidate nel tempo? Nel complesso, il quadro delineato dal Rapporto Aran mette in discussione alcune narrazioni consolidate. Se il decentramento regionale fosse il fattore decisivo, dovremmo osservare cluster regionali ben definiti. In realtà, le scelte retributive sembrano rispondere soprattutto a logiche di mercato del lavoro locale e a forme di benchmarking tra aziende vicine, più che a indirizzi politici regionali espliciti. Una riflessione finale riguarda due temi che il rapporto indica come meritevoli di ulteriori approfondimenti. Il primo è quello delle prestazioni aggiuntive, oggi non rilevate nei dati, retribuite con tariffe orarie superiori allo straordinario e sempre più utilizzate per far fronte alle carenze di organico. Una loro diffusione disomogenea potrebbe modificare in modo significativo i differenziali retributivi effettivi. Il secondo tema è la possibile correlazione tra retribuzioni e performance sanitarie: i territori e le aziende che pagano di più ottengono anche risultati migliori in termini di servizi e qualità delle cure? Mentre il dibattito politico nazionale torna a interrogarsi sull’autonomia differenziata, questi dati suggeriscono che il Servizio sanitario nazionale esprime già una forma di federalismo di fatto, più complessa e meno governata di quanto le norme formali lascerebbero immaginare. Un federalismo che, anche nelle Marche, si traduce in differenze concrete negli stipendi di chi ogni giorno garantisce il funzionamento della sanità pubblica. (Fonte Il Sole 24 Ore, Rapporto Aran)

12/01/2026 15:37
Emma Paoloni al campionato italiano Para-Archery: un debutto storico per l'arciera di San Ginesio

Emma Paoloni al campionato italiano Para-Archery: un debutto storico per l'arciera di San Ginesio

Per la prima volta Emma Paoloni, atleta della ASD Arcieri del Medio Chienti, parteciperà ad un Campionato Italiano Para-Archery indoor nella categoria visually impaired. L’appuntamento è fissato per il 24 e 25 gennaio a Lamezia Terme, dove si svolgerà il più importante evento nazionale indoor dedicato al tiro con l'arco paralimpico. L’arciera quattordicenne di San Ginesio, attualmente al primo anno del liceo linguistico, raggiungerà la Calabria accompagnata dalla famiglia e dai suoi tecnici, coronando un percorso sportivo costruito con impegno e costanza. La qualificazione al Campionato Italiano è arrivata dopo aver preso parte alle gare disputate a Pesaro, Civitanova Marche e Belforte del Chienti, tappe fondamentali che hanno permesso all’atleta di confrontarsi con il panorama nazionale della specialità. La partecipazione di Emma Paoloni rappresenta un risultato di grande valore non solo a livello personale, ma anche per la sua società. Per la Asd Arcieri del Medio Chienti, realtà belfortese in continua crescita, si tratta infatti della prima partecipazione ad un Campionato Italiano Para-Archery, un traguardo che testimonia l’attenzione al settore paralimpico e il lavoro svolto sul territorio nella promozione dello sport inclusivo.

12/01/2026 15:20
Civitanova, torna il mercoledì dei bambini con il laboratorio di pittura

Civitanova, torna il mercoledì dei bambini con il laboratorio di pittura

Il Centro per la Famiglia, servizio promosso dall’Assessorato alla Famiglia della Città di Civitanova Marche e gestito dall’ASP Paolo Ricci all’interno del progetto “Civitanova Città con l’Infanzia”, propone un nuovo appuntamento del mercoledì dedicato ai bambini. Si tratta di un laboratorio di pittura per divertirsi con i colori, giocare con pennelli e sfumature e dare forma, passo dopo passo, alla propria opera d’arte. L’appuntamento è per mercoledì 14 gennaio, dalle 16.30 alle 18.30, al Centro per la Famiglia, vicolo San Silvestro 11, Civitanova Alta.  

12/01/2026 15:00
Mirella Emiliozzi (ex deputata M5S) entra nello staff del ministro della Cultura Alessandro Giuli

Mirella Emiliozzi (ex deputata M5S) entra nello staff del ministro della Cultura Alessandro Giuli

Un ritorno sulla scena nazionale che parte dalle Marche e arriva nei palazzi romani del potere culturale. Mirella Emiliozzi, già parlamentare del Movimento 5 Stelle ed ex consigliera comunale di Civitanova Marche, entra ufficialmente nello staff personale del ministro della Cultura Alessandro Giuli, segnando un passaggio politico e istituzionale di rilievo. Il decreto di nomina, firmato lo scorso 3 settembre, assegna Emiliozzi agli uffici di diretta collaborazione del ministro, una posizione strategica che la colloca a stretto contatto con i processi decisionali e con l’indirizzo politico del Ministero della Cultura. Sebbene non siano state rese note deleghe operative specifiche, l’incarico garantisce un accesso diretto ai principali dossier e alle dinamiche centrali della gestione ministeriale. Insegnante di formazione, Emiliozzi muove i primi passi in politica nel 2008, durante la stagione dei meet-up di Beppe Grillo, diventando una delle figure di riferimento del Movimento 5 Stelle nel territorio. Il suo percorso istituzionale si sviluppa prima a livello locale, con l’elezione a consigliera comunale a Civitanova Marche e la candidatura a sindaca nel 2012, e successivamente a livello nazionale. Nel 2018 l’ingresso alla Camera dei Deputati, eletta nelle fila del M5S, dove ha fatto parte della Commissione Affari Esteri, concentrando la propria attività in particolare sul Corno d’Africa, fino a ricoprire l’incarico di segretaria della Commissione. "Non corrisponde al vero che io abbia lasciato o intenda lasciare il Movimento 5 Stelle - precisa in una nota Mirella Emiliozzi -. Confermo di essere e restare nel M5S e di proseguire il mio impegno politico e organizzativo. Per scelte lavorative assolutamente personali, ho chiesto di essere comandata presso il Ministero della Cultura per attività nel campo della diplomazia culturale".   

12/01/2026 15:00
Da Aluccio ai due tedofori tolentinati: il Comune celebra i "protagonisti olimpici" di Milano-Cortina 2026

Da Aluccio ai due tedofori tolentinati: il Comune celebra i "protagonisti olimpici" di Milano-Cortina 2026

Il sindaco Mauro Sclavi, il vicesindaco Alessia Pupo e l'assessore al Bilancio e Turismo Diego Aloisi hanno ricevuto ufficialmente in Comune Aluccio, Antonio Muccichini e Thomas Tordini che hanno partecipato all'emozionante viaggio della fiaccola olimpica verso Milano - Cortina 2026.   Aluccio, al secolo Alessandro Andreozzi è ambassador su mandato diretto della Fondazione Milano - Cortina e unico Ambassador in rappresentanza della Regione Marche. É uno dei 20 creator al mondo selezionati per testimoniare sui canali social il viaggio della Fiamma da Olimpia a Milano. È salito sul palco lo scorso 4 gennaio ad Ancona e ha raccontato con il suo personalissimo stile il viaggio della fiaccola olimpica al popolo social.      Antonio Muccichini è stato il tedoforo che ha portato la fiaccola nella terza tappa a Fermo mentre Thomas Tordini ha fatto l'ultimo tratto a Civitanova Marche. Con loro Stefano Baldassarri che ha corso con la fiaccola nella prima tappa a Fermo.   "Con questo breve incontro - hanno sottolineato il sindaco e gli assessori - abbiamo voluto ringraziare personalmente questi nostri concittadini che hanno preso parte come protagonisti al passaggio della fiaccola olimpica in tutte le regioni italiane. Un momento significativo che ci porta verso le prossime olimpiadi invernali".

12/01/2026 15:00
Accordo Ue-Mercosur, via libera alla firma: opportunità globali e timori per la carne bovina marchigiana

Accordo Ue-Mercosur, via libera alla firma: opportunità globali e timori per la carne bovina marchigiana

Con il via libera del 9 gennaio dei 27 ambasciatori dell’Unione europea, l’accordo di libero scambio Ue-Mercosur entra nella fase conclusiva. Sabato 17 gennaio la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen firmerà ufficialmente l’intesa in Paraguay, aprendo a un mercato integrato da oltre 700 milioni di consumatori tra Europa e Sud America. L’accordo mira a ridurre o eliminare la maggior parte dei dazi doganali (91%), favorendo le esportazioni europee di auto, macchinari e farmaceutica e, al contempo, l’ingresso nel Mercato unico di prodotti agricoli sudamericani, dalla carne alla soia. Per Bruxelles è anche una scelta strategica per diversificare i partner commerciali e ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti, in un contesto internazionale segnato da nuove tensioni geopolitiche. Il percorso resta però politicamente fragile. Dopo oltre 25 anni di negoziati e un’intesa preliminare fallita nel 2019, l’accordo è stato sbloccato solo nel dicembre 2024, per poi subire un nuovo rallentamento a causa delle proteste degli agricoltori europei. Le garanzie offerte dalla Commissione, tra cui una clausola di salvaguardia sulle importazioni agricole e maggiori risorse per la Politica agricola comune, hanno convinto anche l’Italia a dare il proprio assenso. Resta ora il passaggio più delicato: la ratifica da parte del Parlamento europeo e dei Parlamenti nazionali, dove il rischio di bocciature non è scongiurato. Tra i territori più esposti alle conseguenze dell’accordo ci sono le Marche e, in particolare, la filiera della carne bovina marchigiana. La regione rischia di trovarsi a competere direttamente con produzioni sudamericane ottenute dalla stessa razza Marchigiana, esportata geneticamente all’estero decenni fa ma allevata oggi con costi molto più bassi e regole meno stringenti. Un paradosso che mette in difficoltà un comparto già in declino da anni, caratterizzato da rese inferiori ma da una qualità elevata, non adeguatamente valorizzata né sostenuta da politiche strutturali di lungo periodo. (fonte Marche Agricole) Preoccupazioni analoghe arrivano anche da Assalzoo, che vede nell’accordo un rischio concreto di distorsione competitiva per l’intera filiera agro-zootecnica italiana. Le normative europee impongono standard molto elevati su sostenibilità, sicurezza alimentare e benessere animale, con costi che non trovano equivalenti nei Paesi del Mercosur. Senza una reale reciprocità delle regole e controlli efficaci, l’apertura del mercato potrebbe favorire importazioni a basso costo, mettendo sotto pressione il valore del Made in Italy e la trasparenza verso il consumatore finale. (Fonte Adriaeco) La firma in Paraguay segnerà solo l’inizio dell’ultima fase dell’accordo. Il confronto tra opportunità economiche e tutela delle filiere agricole è tutt’altro che chiuso. Sarà nelle ratifiche nazionali che si deciderà se il libero scambio prevarrà sulle paure del mondo rurale europeo. (foto Ansa)

12/01/2026 14:00
Controlli dei Carabinieri nel Maceratese: 23enne denunciata per furto, 68enne per aver rigato un'auto

Controlli dei Carabinieri nel Maceratese: 23enne denunciata per furto, 68enne per aver rigato un'auto

A Pollenza, i militari della locale Stazione hanno denunciato una 23enne di nazionalità rumena, residente a Roma, con l’accusa di furto aggravato. L’indagine è partita dalla querela presentata dalla commessa di una nota catena commerciale. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire come la giovane, nel mese di ottobre, avrebbe sottratto cosmetici dagli espositori per un valore complessivo di circa 1.500 euro. Nel capoluogo, i Carabinieri della Stazione di Macerata hanno denunciato un 68enne locale per danneggiamento. Secondo quanto emerso dagli accertamenti a seguito della querela della proprietaria del veicolo, l’uomo avrebbe graffiato l’automobile su quattro lati utilizzando un oggetto metallico. Il danno, non coperto da assicurazione, è in fase di quantificazione. Entrambi i procedimenti sono ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, mentre i Carabinieri confermano l’impegno costante nella tutela della sicurezza dei cittadini e della loro proprietà.

12/01/2026 13:53
A Mogliano il presepe solidale di via Rossini unisce arte e beneficenza fino al 25 gennaio

A Mogliano il presepe solidale di via Rossini unisce arte e beneficenza fino al 25 gennaio

Fino al 25 gennaio sarà possibile ammirare il tradizionale presepe solidale di via Rossini a Mogliano, una realtà che da oltre dieci anni rappresenta un appuntamento molto sentito dalla comunità locale. L’iniziativa nasce dalla passione e dall’impegno dei coniugi Guido e Paola Ginobili, che ogni anno realizzano un presepe artistico capace di coinvolgere e stupire visitatori di tutte le età. L’allestimento è concepito come un vero e proprio villaggio, curato nei minimi dettagli, che fa da cornice alla scena centrale della Natività. Una delle particolarità più apprezzate è la possibilità per il visitatore di entrare all’interno del presepe, percorrendo il selciato e vivendo un’esperienza immersiva che rende la rappresentazione ancora più suggestiva e realistica. Come da consuetudine, il presepe non ha solo una valenza artistica e culturale, ma anche un importante significato solidale. Tutte le offerte raccolte durante il periodo di apertura saranno infatti interamente devolute alla missione boliviana di Suor Ermelinda, religiosa moglianese di origine, sostenendo così un progetto di aiuto concreto e continuativo che unisce Mogliano alla Bolivia nel segno della solidarietà.

12/01/2026 13:30
San Severino piange  Claudio Brunacci: imprenditore, amministratore e uomo di cultura

San Severino piange Claudio Brunacci: imprenditore, amministratore e uomo di cultura

La città di San Severino Marche piange la scomparsa di Claudio Brunacci, figura di spicco della vita politica, manageriale e culturale settempedana. Nato nel 1955, avrebbe compiuto 71 anni il prossimo 28 gennaio. Lascia la moglie Maria Pia Ceccarelli ed i figli Claudia ed Alessandro. Il percorso professionale di Brunacci è stato segnato da una visione lungimirante e da una spiccata capacità manageriale. Iniziata la carriera in Nazareno Gabrielli negli anni Ottanta, aveva ricoperto ruoli di rilievo in multinazionali come Swarovski per poi guidare il rilancio commerciale di realtà storiche come Ilcar (Casa Bugatti). Nelle sue Marche è stato artefice di straordinari successi imprenditoriali con Evviva e Egan srl, portando quest'ultima a traguardi di fatturato eccezionali. Eletto consigliere comunale nel 2011 con la lista "Uniti per San Severino", Brunacci ha dedicato gran parte delle sue energie al servizio della collettività come presidente dell’Assem SpA (2011-2016). Sotto la sua guida, e con la direzione tecnica di Pavio Migliozzi, l’azienda ha vissuto una profonda riorganizzazione, risanando i conti e ottimizzando i servizi di luce, gas e acqua. Tra i suoi lasciti più importanti figurano l'acquisizione del servizio idrico integrato per i Comuni di Gagliole, Castelraimondo, Pioraco e Fiuminata, il completamento del progetto Smart Grid, rendendo l'Assem una delle pochissime realtà italiane all'avanguardia nella gestione intelligente delle reti, i lavori per la realizzazione della centrale del Cannucciaro. Uomo di sport e di cultura, Brunacci è stato presidente della Rotellistica Settempeda e dell’associazione Fontana. La sua passione travolgente per la musica e il vinile lo aveva portato a creare e presiedere lo spettacolo "Febbre a 45 Giri", un viaggio musicale che ha calcato i palcoscenici di teatri e piazze della provincia, riscuotendo ovunque grande successo. Non da ultima, la sua grande passione per il mondo delle moto, che ha coltivato per tutta la vita. Il sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha espresso il profondo dolore dell'intera comunità: “Con la scomparsa di Claudio Brunacci, San Severino Marche perde un uomo di grande valore, un amministratore attento e un manager che ha saputo mettere le proprie competenze professionali al servizio del bene pubblico. Claudio è stato un protagonista della crescita della nostra municipalizzata, portando innovazione e stabilità in momenti complessi. A nome di tutta l’Amministrazione comunale e della cittadinanza, esprimo le più sentite condoglianze alla moglie Maria Pia e al figlio Alessandro. Ci mancheranno la sua determinazione, il suo amore per la musica e il suo spirito propositivo”. I funerali avranno luogo mercoledì 14 alle ore 9,30 nella chiesa di San Domenico.

12/01/2026 13:20
Recanati, giocatore aggredito da un tifoso alla partita di calcio a 5: "Episodio ingiustificabile"

Recanati, giocatore aggredito da un tifoso alla partita di calcio a 5: "Episodio ingiustificabile"

Un grave episodio di violenza ha segnato l’incontro di calcio a 5 tra ASD Recanati Calcio a 5 e U.S. Cures Calcio a 5, disputato il 10 gennaio 2026 presso l’impianto di viale Aldo Moro a Recanati, valido per la dodicesima giornata di Serie B. Durante la gara, un singolo spettatore si è reso protagonista di un gesto di aggressione ai danni del giocatore del Cures Alberto Messina, costringendo le società a intervenire con comunicati ufficiali di netta condanna. La ASD Recanati Calcio a 5, per voce del presidente Graziano Bravi, ha espresso “la più profonda amarezza e la più ferma condanna” per quanto accaduto, definendo l’episodio “ingiustificabile” e totalmente estraneo ai valori della società e della comunità sportiva recanatese. Le prime scuse sono state rivolte proprio ad Alberto Messina, al quale il club ha manifestato piena solidarietà e l’augurio di una pronta guarigione. Scuse ufficiali sono state estese anche alla società Cures Calcio a 5, ai dirigenti e ai tifosi, ribadendo come lo sport debba rimanere un luogo di rispetto, condivisione e lealtà. La società leopardiana ha inoltre annunciato la piena collaborazione con le autorità competenti per l’identificazione del responsabile, riservandosi di tutelare la propria immagine in ogni sede opportuna, oltre a riaffermare l’impegno nel promuovere la cultura del fair play e nel prendere le distanze da ogni forma di violenza. Non si è fatta attendere la risposta del Cures Calcio a 5, che ha definito l’accaduto un gesto di “estrema gravità”, sottolineando come episodi di questo tipo rappresentino una “linea rossa invalicabile” per il mondo dello sport. La società laziale ha ringraziato il Recanati Calcio a 5 per le scuse e per la presa di distanza pubblica, precisando che il deflusso di giocatori e tifosi ospiti dall’impianto è avvenuto regolarmente e senza ulteriori criticità. Il Cures ha inoltre colto l’occasione per ribadire la necessità di misure di sicurezza più adeguate, in particolare la presenza di un settore ospiti chiaramente delimitato, ritenuta fondamentale per prevenire situazioni di pericolo e tutelare atleti, dirigenti e famiglie. La società ha infine espresso fiducia nell’operato del Giudice Sportivo, auspicando provvedimenti proporzionati alla gravità dei fatti.  

12/01/2026 12:54
Differenziata in calo nel Maceratese, Avs: "Meno smaltimento, più recupero dei materiali: abbassa la Tari e crea lavoro”

Differenziata in calo nel Maceratese, Avs: "Meno smaltimento, più recupero dei materiali: abbassa la Tari e crea lavoro”

Negli ultimi giorni, nel Maceratese è tornato al centro del dibattito pubblico il tema della gestione dei rifiuti e dell’efficacia del sistema di separazione domestica. A intervenire è Sandro Bisonni, co-portavoce provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), che collega il calo delle performance del servizio alle scelte amministrative compiute negli anni e propone una strada alternativa basata su incentivi, applicazione delle norme e filiere di recupero. "E' notizia di questi giorni che nella nostra provincia la percentuale della raccolta differenzia è scesa ulteriormente. Questo accade perché a fronte dei costanti sacrifici che quotidianamente i cittadini compiono per fare la raccolta differenziata non è seguito negli anni alcun beneficio, anzi al contrario si è assistito ad un aumento consistente della TARI senza un miglioramento dei servizi ricevuti (pensiamo ad esempio alle vicende delle isole ecologiche) dovuto ad una serie di scelte sbagliate come la mancata individuazione del sito della discarica, la rinuncia ai finanziamenti del PNRR per l'impianto dei pannolini e lo spreco di energie per il progetto di un impianto di digestione anaerobica (che poi fortunatamente e ragionevolmente si è fermato). Questo peggioramento non è casuale ma il risultato di politiche sbagliate fatte in questi anni dalla politica provinciale". Bisonni progue poi con un focus sulla proposta per rilanciare la separazione dei rifiuti attraverso un sistema che premi chi produce meno indifferenziato: "Per ridare slancio e far ripartire la raccolta differenziata serve applicare la legge nazionale e quella regionale (di cui il sottoscritto è primo firmatario) in merito alla tariffazione puntuale che riduce la TARI alle famiglie che producono meno indifferenziata.Le statistiche nazionali parlano chiaro, ovunque la tariffazione puntuale viene correttamente applicata la percentuale della raccolta differenziata aumenta mediamente di un 10% e questo perché i cittadini sono stimolati a fare meno indifferenziata e ripagati economicamente per i loro sforzi. Le leggi esistono ma non vengono applicate e questo è grave perché le istituzioni dovrebbero per prime applicare le leggi in vigore". Infine la poposta basata su strategie che puntino meno allo smaltimento e più investimenti su recupero, economia circolare e lavoro: "Come Alleanza Verdi e Sinistra invitiamo dunque la Regione e la Provincia ad abbandonare le politiche di smaltimento che investono su discariche ed inceneritori che non hanno mai portato e non porteranno a diminuzioni della TARI (dati ISPRA ci dicono che le Regioni con inceneritori hanno una TARI nettamente superiore alla nostra) e puntare sulle politiche green di recupero dei materiali che al contrario investono su filiere industriali per il recupero dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata che, oltre a generare introiti, permettono di abbassare la TARI e creano anche numerosi posti di lavoro. La soluzione c'è, basta solo che la destra di governo si tolga i paraocchi".

12/01/2026 12:10
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