Si chiude con una sentenza di assoluzione la vicenda giudiziaria che nelle scorse settimane aveva coinvolto Fabrizio Pascucci, noto bancario di Tolentino, arrestato nella notte tra il 9 e il 10 gennaio 2026 a Civitanova Marche.
Il Tribunale di Macerata, nella persona del giudice Enrico Pannaggi, all’udienza predibattimentale del 19 febbraio 2026 ha pronunciato sentenza di assoluzione, riconoscendo che i comportamenti contestati non comportavano responsabilità penale significativa.
Pascucci era stato arrestato nella notte tra il 9 e il 10 gennaio da personale della polizia stradale di Macerata, con arresto successivamente convalidato. Nei giorni seguenti era stato sottoposto alla misura dell’obbligo di firma.
Le contestazioni riguardavano il reato di resistenza a pubblico ufficiale e quello di lesioni aggravate a pubblico ufficiale.
La decisione del Tribunale
Con la sentenza letta in aula, il giudice ha assolto Pascucci dal reato di resistenza a pubblico ufficiale perché si trattava di un fatto di entità talmente lieve da non comportare responsabilità penale, definito quindi “di particolare tenuità”.
Per quanto riguarda invece l’ipotesi di lesioni aggravate, il Tribunale ha dichiarato il non doversi procedere in assenza di querela da parte della presunta vittima, rendendo impossibile perseguire l’accusa.
Il termine per il deposito delle motivazioni è stato fissato in sessanta giorni.
La posizione della difesa
A rendere nota la decisione è stato il difensore, l’avvocato Francesco Mantella, che ha sottolineato come con questa pronuncia "venga restituita al proprio assistito l’onorabilità messa in discussione dall’arresto", evidenziando l’equilibrio e il garantismo dimostrati dal Tribunale.
Pascucci e il suo legale hanno espresso apprezzamento per la correttezza del procedimento, dopo settimane segnate da forte sofferenza personale e familiare.
Con la lettura del dispositivo si chiude così una vicenda che aveva suscitato attenzione a livello locale e che ora trova il suo epilogo giudiziario in una pronuncia di assoluzione.
Bilanci da record per i principali istituti di credito italiani e una pronuncia europea destinata a incidere sul rapporto tra banche e clienti. È questo il quadro delineato da Giuseppe Tosoni, presidente dell'associazione Tutela Impresa, che evidenzia le profonde differenze tra l’andamento del sistema bancario e quello del tessuto produttivo italiano.
I numeri confermano la solidità del settore. Intesa Sanpaolo, UniCredit, Monte dei Paschi di Siena, Bper Banca, Banco BPM e Credem hanno chiuso il 2025 con utili complessivi pari a 27,74 miliardi di euro, in crescita del 16,2% rispetto ai 23,86 miliardi dell’anno precedente.
Nel dettaglio, i primi cinque gruppi hanno registrato utili record per oltre 27,8 miliardi (+10,6% sul 2024), con un Roe del 14,7%. La flessione del margine di interesse (-5,1%) è stata compensata dall’aumento delle commissioni (+6%) e delle attività assicurative (+17,1%), che oggi rappresentano circa il 39% dei ricavi, un dato superiore alla media europea. Risultati che hanno sostenuto anche le quotazioni in Borsa, consolidando una redditività ormai strutturale.
In questo contesto di rafforzamento patrimoniale, si inserisce anche la sentenza del 12 febbraio 2026 (causa C-471/24) della Corte di giustizia dell'Unione europea.
La terza sezione ha chiarito che il diritto europeo non impone alle banche di fornire spiegazioni tecniche approfondite sul metodo di calcolo degli indici di riferimento nei contratti. Gli obblighi informativi gravano principalmente sul soggetto che elabora l’indice, il quale deve rendere accessibili gli elementi essenziali del metodo adottato. Le banche possono limitarsi a rinviare a tali informazioni, senza doverle riprodurre analiticamente nei contratti.
Una decisione che, osserva Tosoni, "ridimensiona le pretese di nullità automatica delle clausole sui tassi variabili e rafforza ulteriormente la posizione degli istituti di credito in un quadro normativo già dettagliato".
Parallelamente, il mondo delle piccole imprese presenta dinamiche molto diverse. Secondo i dati di Unioncamere e Movimprese, nel 2025 lo stock di imprese artigiane in Italia supera 1,23 milioni, ma nel lungo periodo il comparto ha perso circa 128 mila imprese nell’arco di dieci anni.
Il quadro che emerge è quello di un sistema bancario sempre più solido, redditizio e tutelato anche sul piano giuridico, a fronte di un tessuto di piccole imprese che resiste ma si riduce numericamente nel tempo.
«Servono politiche di sostegno e modernizzazione – sottolinea Tosoni – per mantenere competitivo un comparto essenziale per l’economia italiana, evitando che il divario tra finanza e produzione reale continui ad ampliarsi».
«Prima di ogni valutazione politica, desidero esprimere la nostra vicinanza agli operatori economici di Scossicci e del lungomare sud. Sappiamo bene cosa significhi vedere compromessa la propria attività a causa dell’erosione e delle mareggiate. A loro va il nostro rispetto e il nostro impegno concreto».
Con queste parole il sindaco di Porto Recanati, Andrea Michelini, interviene sulla situazione che interessa il tratto meridionale della costa, tornato al centro dell’attenzione dopo la mareggiata del 4 febbraio.
Il primo cittadino invita però a evitare semplificazioni: «Il tratto sud non è diventato fragile il 4 febbraio: è fragile da decenni». Una criticità storica, dunque, che l’ultima mareggiata ha aggravato ma non generato.
Nel dettaglio, il sindaco richiama le valutazioni tecniche effettuate sull’area: «Il cosiddetto “effetto bordo” della scogliera sud ha amplificato l’erosione, concentrando la forza del moto ondoso nel tratto più a nord». Dinamiche costiere complesse, che negli anni sarebbero state accentuate da interventi frammentari e non inseriti in una strategia complessiva, contribuendo agli squilibri oggi evidenti lungo il lungomare sud.
Da qui la scelta dell’amministrazione di non ricorrere a soluzioni tampone: «Non procederemo con interventi improvvisati, che avrebbero un’efficacia temporanea e potrebbero persino peggiorare la situazione». L’obiettivo è invece la predisposizione di un progetto organico di mitigazione dell’erosione, fondato su valutazioni tecniche puntuali.
Il percorso potrà avviarsi concretamente non appena saranno rese disponibili le risorse annunciate dalla Regione Marche e dalla senatrice Elena Leonardi. La progettazione riguarderà sia Scossicci sia il lungomare sud, con l’intento di offrire una risposta strutturale e duratura a tutela del territorio e delle attività economiche
Serata all’insegna della salute e della consapevolezza al Rotary Club Macerata "Matteo Ricci", che ha ospitato l’istruttore di apnea profonda Matteo Marziali per un incontro dedicato al potere della respirazione. L’appuntamento, introdotto dal socio Giorgio Caraffa, si inserisce nel calendario di iniziative promosse dal Club per diffondere stili di vita sani e consapevoli.
Nel corso della serata, Marziali ha guidato i presenti in un percorso affascinante tra scienza e pratica, illustrando i principi della respirazione diaframmatica e le tecniche di controllo del battito cardiaco utilizzate nell’apnea subacquea. Strumenti che, sebbene nati in ambito sportivo, si rivelano preziosi anche nella quotidianità: dal recupero dopo una giornata intensa alla gestione dello stress, fino alla meditazione e al miglioramento della concentrazione.
Attraverso spiegazioni chiare ed esempi pratici, l’istruttore ha mostrato come il respiro, spesso dato per scontato, possa diventare una risorsa concreta per il benessere psicofisico. L’attenzione si è concentrata sull’importanza della consapevolezza respiratoria, capace di favorire rilassamento, equilibrio emotivo e maggiore energia.
Numerosi gli interventi e le domande dei soci, incuriositi dalla possibilità di sperimentare direttamente i propri limiti attraverso un corso di apnea e di integrare nella vita quotidiana tecniche semplici ma efficaci. Un confronto partecipato che ha trasformato l’incontro in un momento di crescita condivisa.
L’iniziativa conferma ancora una volta la vocazione del Club a promuovere occasioni di approfondimento culturale e personale, in linea con lo spirito rotariano e con il motto che guida l’azione associativa: “Uniti per fare del bene”.
MACERATA – Non una chiusura, ma un passaggio di testimone. Dopo tredici anni di attività, Pierpaolo Berdini ha deciso di mettere in vendita Crazy Burger, l’hamburgeria di Corso Cairoli diventata negli anni un punto di riferimento per chi cerca qualità nel panorama dello street food cittadino. L’annuncio, comparso sui social, è chiaro: «Cedesi hamburgeria di successo aperta da 13 anni, nel cuore di Macerata, a due passi dallo Sferisterio. Ottimo investimento in occasione della stagione estiva e dei Mondiali di Calcio 2026 (in caso di qualificazione degli azzurri)». Sempre bene ricordare, incrociando forte le dita, quest'ultima precisazione.
Tornando alla decisione di Berdini, come ci ha raccontato in un'intervista, quest'ultima arriva in un momento positivo. «Dal giorno in cui l’ho rilevata a oggi ho più che raddoppiato il fatturato e la capacità di vendita», spiega. Un percorso costruito puntando su materie prime selezionate, attenzione alla salubrità dei prodotti, cura della pulizia e formazione dei collaboratori. «Le recensioni sui social hanno sempre premiato la qualità e la gentilezza. L’attività è lo specchio di me stesso». Per Berdini, proprio perché la “macchina” funziona, questo è il momento giusto per cedere. «Chi compra si avvicina alla stagione migliore. Già da aprile, con gli aperitivi europei, c’è un bel rodaggio. Non deve aspettare mesi prima di vedere guadagni concreti». La posizione, a pochi metri dallo Sferisterio di Macerata, garantisce un flusso costante di persone durante le grandi manifestazioni: Musicultura, la stagione lirica, i concerti estivi e gli eventi di Sferisterio Live.
Dietro la scelta c’è la volontà di cambiare vita. «Dopo tredici anni ho vissuto tante esperienze, sono cresciuto e oggi sento il bisogno di altro». Le opportunità non mancano, sia a Macerata sia fuori regione. «Ho lavorato una stagione in Trentino e ho diverse occasioni nel settore alberghiero, soprattutto in Alta Italia. Non ho ancora deciso cosa farò, ma le possibilità non mancano».
Nel frattempo, nessuna serranda abbassata. «Continuerò a lavorare. Quando troverò un acquirente lo assisterò nel primo periodo, poi mi dedicherò ai miei progetti». L’auspicio è che venga garantita continuità: «È una macchina costruita così bene che cammina da sola. Ognuno è libero di fare quello che vuole, ma chi entra può solo migliorarla».
Mentre altre zone del centro storico sono in difficoltà, con attività che chiudono da un giorno all'altro, Berdini respinge l’idea di un corso Cairoli in declino: «Corso Cairoli è in crescita. È la porta d’ingresso della città e ha davanti lo Sferisterio, simbolo del turismo maceratese. Noi commercianti siamo i diretti interessati e siamo felici di avere un monumento così attaccato». Il titolare di Crazy Burger sottolinea l’importanza del ricambio generazionale: molti giovani hanno creduto nel corso e hanno deciso di investire.
Tra le nuove aperture cita la pizzeria "Da Coso" di Daniele Cimini, Spirits Boutique di Carla Soratti, Privitera Orologi dei giovanissimi fratelli Privitera, il negozio di vinili all’ingresso del corso, Casa Cairoli di Andrea Caldarelli, Le Scalette rilevata da Daniele Gatti e la Tabaccheria Cairoli passata a Luca e Davide Tartarelli. «Molti giovani si sono messi in gioco e hanno dato nuova energia al quartiere».
Non manca però il ricordo di chi ha fatto la storia delle casette, le attività storiche e le colonne portanti che hanno contribuito a rendere grande il corso. Berdini racconta la sua esperienza: «Per quasi dieci anni sono stato il più giovane tra i casettari. Poi sono arrivati altri ragazzi ancora più giovani di me. Tra commercianti e residenti però ci siamo sempre aiutati per organizzare iniziative come la Festa delle Casette, la Festa dei Fiori e il mercatino di Natale". Lo sguardo va anche al futuro, con l’apertura di una nuova sede dell’Accademia di Belle Arti prevista nei prossimi anni, che dovrebbe portare ulteriore movimento.
In tredici anni Crazy Burger non è stato solo un locale, ma anche un promotore di eventi. Dalle proiezioni su maxi schermo delle notti europee di Champions League – come l'ultima finale organizzata al palazzetto in collaborazione con l’Inter Club di Macerata, col grande supporto del presidente Fabio Sperandini e del direttivo composto da Fabrizio Sperandini, Graziano Ortenzi e Giorgio Vigilante, che portò a riunirsi oltre mille persone – agli aperitivi europei, di cui l'ultimo organizzato a tema Spagna in onore di Fabio Andreozzi, che proprio un anno fa di questi tempi ci lasciava, fino alle serate con musica dal vivo e alle collaborazioni con realtà sportive e associative del territorio, di cui l'ultima quest'estate per il 50° Anniversario dell'Helvia Recina Calcio insieme alla società sportiva a Villa Potenza, allo stadio "Michele Gironella", con la partecipazione dello storico Dj Maceratese "Enrico Filippini" e l'intrattenimento di Lando e Dino
«Sono cose che fai se vuoi farle – racconta –. Nessuno ti obbliga. Mi è sempre piaciuto creare eventi per la comunità. Per questo devo ringraziare infinitamente la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto in tutto, così come lo studio Meriggi e Tacconi, in special modo il Dottor Commercialista Luca Meriggi che mi ha assistito e consigliato fin dall'inizio».
Ricordi che hanno sicuramente contribuito alla vitalità della città. Intanto però, dopo alcuni mesi di stop forzato a causa di un infortunio, Crazy Burger riaprirà la prossima settimana, anticipando la data inizialmente prevista per marzo. Un segnale concreto di continuità mentre si attende l’ingresso di un eventuale acquirente. Altre novità verranno comunicate sui canali social del locale.
Per Pierpaolo Berdini si apre ora una fase di valutazioni e nuovi orizzonti professionali, tra opportunità nelle Marche e prospettive nel Nord Italia. Per il locale di Corso Cairoli, invece, si prospetta un nuovo capitolo: un’attività avviata, con numeri in crescita e una posizione strategica a ridosso dello Sferisterio di Macerata, pronta ad affrontare la stagione estiva e le sfide dei prossimi anni. Non una fine, dunque, ma una transizione. Con l’auspicio – espresso dallo stesso titolare – che chi raccoglierà il testimone sappia valorizzare quanto costruito in tredici anni e proseguire un percorso che ha intrecciato impresa, qualità e vita di quartiere.
Garve incidente questo pomeriggio lungo la superstrada SS77 var, in direzione Civitanova, dove un minibus con a bordo cinque persone è finito in una scarpata adiacente alla sede stradale. L’incidente si è verificato poco dopo le ore 16:30 nella frazione di Sfercia.
Sul mezzo viaggiavano alcuni operai. Le squadre dei Vigili del Fuoco di Camerino e Tolentino hanno provveduto all’estrazione degli occupanti e alla messa in sicurezza del veicolo, in collaborazione con il personale sanitario del 118.
I feriti sono stati trasportati nei nosocomi regionali: due a Torrette, due a Macerata e uno a Camerino. Fortunatamente nessuno corre pericolo di vita.
Sul posto anche i Carabinieri, che hanno effettuato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente.
Sopralluogo del sindaco Denis Cingolani lungo la Strada delle Valche, a Matelica, dove sono in corso i lavori di ripristino dopo i gravi danni causati dalle intense precipitazioni e dalle alluvioni degli anni scorsi.
Il primo cittadino si è recato sul posto nella giornata di ieri, 18 febbraio, per verificare lo stato di avanzamento dell’intervento, avviato a fine gennaio. Le opere si sono concentrate in particolare sul consolidamento della scarpata e sul ripristino della carreggiata adiacente, compromesse dagli eventi meteorologici che avevano reso il tratto non sicuro per la circolazione.
“Si tratta di un investimento importante per Matelica – ha dichiarato il sindaco Cingolani –. Ringraziamo il nostro Ufficio Tecnico Comunale per la progettazione e la ditta Gabrielli Costruzioni per la realizzazione dell’opera”.
L’amministrazione comunale assicura che i lavori stanno procedendo secondo il cronoprogramma e invita i cittadini a un ultimo sforzo di pazienza: ancora poco tempo e la Strada delle Valche potrà tornare pienamente transitabile. Nel frattempo, il Comune si scusa con gli utenti per i disagi temporanei legati al cantiere.
Sono terminati oggi gli interventi di montaggio dei conci d’acciaio del ponte che collegherà le due sponde del Chienti, tra Macerata e Corridonia. Ora che le sottostrutture sono state completate, bisognerà attendere qualche giorno per la stabilizzazione dell'impalcato, poi i tecnici della ditta Cagnini Costruzioni srl e della Europrogress Group srl, il raggruppamento di imprese che ha vinto l’appalto, potranno procedere con il getto della soletta.
“Come abbiamo sempre detto fin dal primo momento - spiega l’amministrazione provinciale - si tratta di un’opera molto importante, pensata per rendere più scorrevole il traffico in una delle zone nevralgiche di accesso e uscita alla città di Macerata. Un intervento complesso, finanziato per oltre 9 milioni di euro che, una volta completato, permetterà anche di poter intervenire per la sistemazione del vecchio ponte esistente. Un lavoro di squadra, messo a terra con sacrificio e responsabilità, per cui dobbiamo ringraziare i tecnici della Provincia e le ditte incaricate”.
Il nuovo ponte sarà lungo 180,45 metri e permetterà di passare così dalle attuali due corsie alle future quattro corsie (due per ogni senso di marcia). È prevista anche la realizzazione di una pista ciclopedonale a due corsie sul lato destro del ponte, larga 2,50 metri, che permetterà anche la discesa verso le sponde del fiume Chienti.
Il Comune di Macerata lancia un avviso urgente ai gestori dei nidi d’infanzia privati della città dopo alcune segnalazioni di tentativi di truffa telefonica ai danni delle strutture educative.
Secondo quanto comunicato dall’amministrazione, un individuo, utilizzando un tono autorevole, si spaccia per dirigente dell’Ufficio Scuola del Comune e contatta telefonicamente i responsabili dei nidi con l’obiettivo di estorcere denaro. Il truffatore approfitta dell’attesa di alcune erogazioni economiche e sostiene che sarebbe emerso un errore burocratico legato al codice Ateco della struttura. Con questo pretesto afferma che il nido avrebbe ricevuto somme in eccedenza che devono essere restituite immediatamente tramite un versamento, così da regolarizzare la posizione amministrativa.
Si tratta di un raggiro costruito per creare urgenza e pressione psicologica, inducendo i responsabili a effettuare pagamenti senza le necessarie verifiche. L’amministrazione comunale chiarisce con fermezza che non richiede mai pagamenti o transazioni economiche per telefono, né utilizza chiamate per notificare presunti errori amministrativi che comportino esborsi immediati. Qualunque comunicazione ufficiale avviene esclusivamente attraverso canali formali, tracciabili e verificabili.
Il Comune invita quindi alla massima prudenza: "In caso di chiamate sospette è fondamentale non fornire dati bancari o informazioni sensibili, non effettuare alcun pagamento, interrompere immediatamente la conversazione e segnalare tempestivamente l’accaduto alle forze dell’ordine".
L’obiettivo dell’avviso è prevenire possibili raggiri e tutelare le realtà educative del territorio, richiamando l’attenzione su una pratica fraudolenta che punta a sfruttare la buona fede e la preoccupazione dei gestori.
Il comparto ortofrutticolo marchigiano sta attraversando una fase di forte criticità, in linea con il quadro nazionale definito di “transizione violenta” dal presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, intervenuto all’apertura di Fruit Logistica a Berlino. Una lettura pienamente condivisa da Cia Marche, che evidenzia come anche "a livello regionale il settore sia stretto tra costi crescenti e marginalità sempre più ridotte".
Tra le principali criticità emerge lo squilibrio all’interno delle filiere: il valore riconosciuto ai produttori agricoli resta spesso distante dal prezzo finale pagato dai consumatori. Una forbice che da anni caratterizza il settore e che continua a penalizzare gli agricoltori, senza generare reali vantaggi per chi acquista. Sugli scaffali, infatti, i prezzi non diminuiscono, anzi in molti casi aumentano.
"La conseguenza è un progressivo deterioramento della sostenibilità economica delle imprese agricole. Quando i prezzi scendono sotto la soglia di remuneratività, diventa antieconomico perfino raccogliere il prodotto, con il rischio concreto di ridurre l’offerta e compromettere la disponibilità di alcune tipologie ortofrutticole nel medio-lungo periodo".
In questo contesto, viene giudicata condivisibile l’ipotesi di istituire un Osservatorio europeo sui prezzi, anche se, a livello comunitario, più che nuove norme sembrano necessari controlli più efficaci e interventi stringenti contro la vendita sottocosto.
Un altro nodo cruciale riguarda la frammentazione dell’offerta. "Nelle Marche, come nel resto del Paese, il settore è caratterizzato da una forte disgregazione tra produttori", afferma Cia agricoltori. "Questa debolezza strutturale riduce il potere contrattuale delle aziende agricole e rafforza la posizione degli acquirenti. Le aggregazioni tra produttori vengono quindi indicate come passaggio strategico per riequilibrare i rapporti lungo la filiera".
Sul piano europeo, Cia-Agricoltori Italiani ha preso parte alle manifestazioni a Bruxelles contro l’ipotesi di un fondo unico per la Politica Agricola Comune e a Strasburgo contro l’accordo Mercosur, ritenuto poco rassicurante sul piano della reciprocità dei controlli. Restano inoltre criticità legate al fenomeno del “sounding”, che consente a prodotti extraeuropei di transitare formalmente attraverso uno Stato membro per aggirare le normative vigenti, senza garantire gli stessi standard qualitativi richiesti ai produttori europei.
"Il quadro marchigiano riflette dunque una pressione crescente sulle imprese agricole, molte delle quali si trovano a dover eliminare merce di elevata qualità perché non collocabile sul mercato a prezzi equi. Quando la competizione si gioca esclusivamente sul costo, a essere penalizzata è la componente più sana ma anche più fragile della filiera: le aziende e le famiglie agricole".
"Da qui la necessità di un cambio di prospettiva. La competizione basata unicamente sul prezzo non è più sostenibile: occorre puntare sulla qualità, valorizzarla concretamente e comunicarne i benefici ai consumatori".
"In questa strategia assumono un ruolo centrale anche gli accordi trasversali con il settore Horeca. Rafforzare la presenza dell’ortofrutta marchigiana nei canali della ristorazione, dell’ospitalità e della somministrazione significa promuovere un consumo consapevole di prodotti locali e di stagione, sostenere le filiere territoriali e offrire un’alimentazione più sostenibile e di qualità". Una leva che può contribuire a restituire valore economico e prospettiva a un comparto strategico per l’economia regionale.
Domenica 1 marzo la Città di San Severino Marche ospiterà una tappa ufficiale del Campionato Regionale Enduro Marche - Umbria, un evento di grande rilievo per gli amanti delle due ruote tassellate e per tutto il movimento motoristico marchigiano.
L'iniziativa è organizzata dall'associazione sportiva dilettantistica Moto Club Settempedano, presieduta da Danilo Marasca, con il patrocinio del Comune, che conferma così ancora una volta la sua vocazione come "Capitale dei motori".
Il cuore pulsante della manifestazione sarà il crossodromo San Pacifico, struttura d'eccellenza nota a livello nazionale, che farà da base logistica per il paddock e la partenza. La gara si snoderà poi attraverso i territori limitrofi, offrendo un percorso tecnico e suggestivo che metterà alla prova la resistenza e l'abilità dei piloti.
Le sfide previste includono una prova di velocità fettucciata su terreno pianeggiante e un testo su di un settore più tecnico all'interno del sottobosco con ostacoli naturali, radici e pendenze tipiche del territorio maceratese.
La gara non rappresenta solo una competizione agonistica valida per il ranking regionale, ma è anche un'importante occasione di promozione turistica. Il territorio di San Severino Marche, con i suoi scenari mozzafiato e la sua tradizione legata al motocross e all'enduro, si prepara ad accogliere centinaia di appassionati, piloti e team provenienti da tutta la regione.
“Siamo pronti ad ospitare un evento che celebra la passione e il sacrificio tipici di questo sport - hanno affermato i membri del Moto Club Settempedano - Il tracciato è stato studiato per garantire la massima sicurezza e, al contempo, per esaltare le doti tecniche dei partecipanti”.
L'accesso alle zone dedicate agli spettatori presso il campo motocross San Pacifico sarà regolamentato per garantire la migliore visibilità dei passaggi tecnici. Le operazioni preliminari e le verifiche tecniche inizieranno già nella prima mattinata di domenica, con la partenza ufficiale prevista per le ore 9.
Un consorzio nazionale, guidato dal Gran Sasso Science Institute (GSSI), che include l’Università di Camerino, l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), condurrà gli studi preparatori per la Lunar Gravitational-wave Antenna (LGWA). L’accordo di collaborazione scientifica, siglato dalle istituzioni lo scorso 21 gennaio, segna un passo avanti fondamentale per questo ambizioso progetto volto alla ricerca di onde gravitazionali dalla Luna.
LGWA era stato selezionato nel 2023 dalla European Space Agency (ESA) nel Reserve Pool of Science Activities for the Moon, ricevendo la valutazione più alta tra tutti i progetti proposti. A seguito di questo successo, l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha scelto di finanziare gli studi preparatori per i progetti selezionati dall’ESA con leadership italiana.
Le attività finanziate si concentrano attualmente sullo sviluppo tecnologico del payload lunare (GSSI, Università di Camerino, INFN e INAF), e poi su specifici pacchetti di attività legati agli studi di caratterizzazione del suolo lunare con la produzione di un modello sintetico di propagazione delle onde sismiche (INGV) e la scienza con le onde gravitazionali (INAF). Il finanziamento attuale sosterrà i primi due anni di studi preparatori, con la possibilità di estendere le attività oltre il 2027.L’idea di rendere la Luna stessa parte di un rivelatore gravitazionale sfruttando la sua intrinseca risposta alle onde gravitazionali fu alla base del lavoro del fisico americano Joseph Weber negli anni Settanta del secolo scorso.
Lo scienziato statunitense contribuì alla realizzazione del Lunar Surface Gravimeter, un gravimetro installato sulla superficie lunare nel 1972 durante la missione Apollo 17. L’obiettivo era osservare le vibrazioni lunari causate dalle onde gravitazionali, ma un errore di progettazione del misuratore ha reso impossibile proseguire l’esperimento.
Oltre cinquant’anni dopo, LGWA con la realizzazione di un’antenna lunare per le onde gravitazionali potrebbe segnare un punto di svolta e aprire nuovi scenari per l’astrofisica e non solo. Lo strumento sarebbe capace di rivelare segnali da sistemi binari compatti costituiti da nane bianche galattiche sino a enormi buchi neri a distanze cosmiche, o ancora raccogliere dati sulla struttura interna del nostro satellite naturale e fare luce sui meccanismi dei suoi terremoti.
Che lo stellone di Sandro Parcaroli cominci ad appannarsi? Il Sindaco-yogurt ha fissato a fine mese la sua scadenza per svelare l’arcano sulla ri-candidatura. Non ha fatto in tempo a comunicarlo "con la massima trasparenza" – evidentemente ha sprezzo dell’ossimoro – visto che "la data delle amministrative non è stata ancora fissata" che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, anche lui come Godo in quota Lega, specifica: a Macerata si vota il 24 e il 25 maggio.
Tutto questo mentre la presunta maggioranza si stringe a coorte per decidere se dire sì o no alla commissione d’inchiesta sul mattatoio chiesta dal consigliere del Pd Andrea Perticarari (ha impallinato Parcaroli facendogli notare: ma se hai fatto tutto nell’interesse della città perché devi aspettare a farci sapere se ti ricandidi?) argomento su cui il Sindaco, in nome della "massima trasparenza", dà di matto.
Quelli del Centrodestra in obbedienza al 24 maggio hanno così reagito: muti passaron quella notte i fanti, tacere e bisognava andare avanti. E però nella Canzone del Piave c’è anche un'altra strofa che dovrebbe suonare a monito e spiega perché Parcaroli tema tanto la commissione d'inchiesta: "Ma in una notte triste si parlò di tradimento, e il Piave udiva l’ira e lo sgomento. Ahi, quanta gente ha visto venir giù, lasciare il tetto, per l’onta consumata a Caporetto!".
Comincia a serpeggiare un dubbio e anche un senso di disfacimento. Il dubbio è: ma Sandro Parcaroli è davvero di Centrodestra o ci ha usati perché nel 2020 eravamo dati per vincenti? E un altro dubbio, sorto anch’esso nelle ultime ore, è sulla tenuta del quadro politico ingessato da Francesco Acquaroli. Il sindaco di Filottrano Luca Paolorossi, camerata della prim’ora di Luca Buldorini nelle file del generale Roberto Vannacci, ha rotto il fronte facendo capire che la pretesa di Acquaroli di gestire il Centrodestra sul territorio come fosse una sezione di Fratelli d’Italia fedeli perinde ac cadaver al capo non solo non regge perché è fondata sul nulla, ma è contestabile proprio da destra.
Di fronte a queste non dichiarate, ma presentissime incognite il Sindaco yogurt ha fatto finta di nulla e ha affermato con la sicumera che gli è caratteristica: "Voglio ricordare che nel 2020 è stata fatta una campagna elettorale di un mese e mezzo, per cui c’è ancora tutto il tempo per prendere le decisioni". Sandro Parcaroli è incapace di qualsiasi lettura politica e sia chiaro non è un difetto: nel 2020 per lui è stato un vantaggio perché si è presentato ai cittadini come l’imprenditore, l’uomo del fare. E ha vinto.
Non gli sfuggirà però che molti di quella stagione sono stati da lui cocentemente delusi e sono lontanissimi dall’idea di sostenerlo di nuovo. E’ vero che in una prospettiva, più da pentastellato che da liberale, lui pensa che uno vale uno perché lui basta a sé stesso, ma sostituire chi lo aiutò nella corsa del 2020 col "quartetto eccetera" Festino, Valigetta, Lego e Imballo forse non è a valore. Giusto per fare un esempio: che ne sapio io?
Degli Epstein Files per cui tutto il mondo è paese, della posizione del Centrodestra sul board of peace, di Karola Rachete o del Mercosur piuttosto che dell’accordo con Nerendra Modi. Che l’export sia fondamentale per le poche imprese di Macerata, che la moralità pubblica di chi amministra o amministrerà, che il contesto internazionale, che la gestione dei migranti (e per gli errori del centro sinistra a Macerata sulla gestione dei clandestini oggi lui è ancora Sindaco) siano fondamentali anche nell'azione amministrativa evidentemente a Sandro Parcaroli sfugge. Il Sindaco-yogurt si è interpretato come il gran questuante che "porta li sordi" e che finiscano nel "sottobasso" o nella festa di (alcuni) commercianti poco importa.
Deve sapere però il Sindaco-yogurt che stavolta deve contare solo sui partiti. Di certo non può contare sui civici. Con estrema coerenza Gianluca Micucci Cecchi ha puntualizzato: prima il programma poi i nomi. Ha con intelligenza politica capito che un dubbio su Parcaroli davvero uomo di Centrodestra è più che legittimo. E l’area dei civici non si limita solo a Pensiero e Azione: c’è la lista che sta mettendo su Claudio Carbonari, c’è la lista di Giordano Ripa, c’è l’ottima candidatura del dermatologo Marco Sigona, c’è la lista “azionista-popolare” che propone Mattia Orioli, dunque al centro c’è una evidente insoddisfazione di Parcaroli che così viene confinato in un’area di destra destra.
È un problema che si dovrà porre Forza Italia che rischia di vedersi risucchiata, per le ambizioni sbagliate di qualcuno, in un ristretto dove farà fatica a far risaltare la sua diversità. Della Lega converrà occuparsi più diffusamente in un’altra occasione, ma risulta evidente che il quadro attorno al Sindaco-yogurt è in questi sei anni (privilegio che è toccato solo a lui) radicalmente mutato. E il suo consenso si è eroso. Allora torna l’interrogativo: Parcaroli è di destra?
A cui se ne aggiunge un altro: oggi chi è davvero Parcaroli? Sul primo esprimere dubbi è più che lecito. Appena si è saputo che Gianluca Tittarelli è il candidato designato del Centrosinistra sono circolate le foto di Stefano Parcaroli, figlio di Godo, insieme al medesimo Tittarelli e all’allora sindaco del Pd Romano Carancini. L’occasione era l’annuncio della sponsorizzazione da parte della Med (come passa il tempo!) del volley Macerata squadra che ha sempre avuto Tittarelli come presidente.
La conferenza si svolgeva a Vere Italie (e di nuovo come passa il tempo) il ristorante dei Parcaroli, poi chiuso ora diventato Di Gusto che con altra gestione va alla grandissima. Quella foto racconta più di mille articoli! Tra Parcaroli e Carancini c’è sempre stata una solida amicizia. Più volte il primo cittadino Pd è stato ospite ai mitici veglioni di Capodanno a Villa Parcaroli in quel di Crispiero e tutti sanno che il primo approccio a una possibile candidatura di Parcaroli in politica è stato col Pd.
Ne discussero con il vescovo di Camerino, Carancini, Marcolini e ovviamente Parcaroli per una candidatura alle regionali del ’20. Non se ne fece di nulla e il buon Sandro fu dirottato su Macerata consapevole il Pd che dopo il caso di Pamela Mastropietro avrebbe perso le elezioni. Piuttosto che niente, si disse dalle parti del Pd, meglio piuttosto: uno che non ci è ostile è già un ottimo risultato. Ecco perché la candidatura emerse all’ultimo!
Il Centrodestra dilaniato l’afferrò senza farsi troppe domande. Ma la continuità tra Carancini e Parcaroli è nelle cose. Si è tenuto il Sindaco presunto di Centrodestra lo stesso ingegnere capo di Carancini e se si va a vedere le opere pubbliche iniziate (e ancora non terminate) sono tutte quelle del programma del Pd caranciniano: piscine, centro fiere, via dei Velini, gli ex Capannoni Rossini, ex casa del custode e giardini Diaz.
Le opere che il Centrodestra aveva posto come prioritarie del suo programma sono state accantonate, sparite: Convitto, Belvedere Leopardi (o Rampa Zara), palazzo della Prefettura. Dell’ospedale è inutile parlare: è la barzelletta del secolo. Stiamo ancora aspettando che il Sindaco s’incateni e che la famosa cinghia di trasmissione con la Regione che doveva finanziare subito l’opera si metta in moto.
Lo stesso vale per le manifestazioni culturali, per l’inesistente rapporto con l’università. Ma ciò che più conta sono gli ambiti economici di riferimento. Parcaroli ha detto sì ai Simonetti, ha detto sì alle ditte che già lavoravano con Carancini, ha di fatto confermato nei vertici delle partecipate tutti gli uomini di Carancini sacrificando solo l’unico che era emerso dal Centrodestra, anzi meglio da quella che si chiamava Lista Parcaroli: Gianluca Micucci Cecchi.
Sul non fatto e il malfatto di questa giunta ci sarà ampio modo di ritornare. È la cifra del cambiamento che non è emersa. E non poteva essere altrimenti perché Sandro Parcaroli non è un uomo del Centrodestra. Non ha ancora detto se al referendum sulla riforma Nordio voterà si o no, e anzi non ha fatto proprio nulla per impegnare sé medesimo e i partiti nella campagna referendaria. Ha aumentato tutte le tariffe senza alcun ritegno per le imprese, non ha posta la minima attenzione a uno sviluppo economico imprenditoriale del territorio. Non si sa cosa pensa sull’immigrazione, sulla famiglia, niente ci dice sul fisco.
Anzi pare avere una linea decisamente statalista. Sulle politiche culturali non si è reso conto che le manifestazioni più importanti a Macerata sono esattamente quelle del Centrosinistra. Non è mai intervenuto sulle autonomie. Lo sfidiamo a indicare un tema di Centrodestra su cui lui si sia espresso. Perfino sul mattatoio non ha saputo dire che il via libera al privato è stata una scelta politica che da un ex imprenditore di Centrodestra ci si deve attendere.
Anche sui lavori si è molto vantato di aver impegnato soldi dei contribuenti, ma non ha mai fatto una conferenza per spiegare quante siano le aziende maceratesi che hanno eseguito quei lavori. Per dirne una; il calvario di via dei Velini è costato le pene agli abitanti di Villa Potenza, ma gli utili sono andati a Caserta. Se si vanno a vedere gli incarichi tecnici, e il Comune spende per questi un sacco di soldi, i beneficiari sono quasi tutti quelli che già lavoravano col Centrosinistra.
Si dice che ci sarà un evento da oltre centomila euro affidato a un’azienda di Ascoli, perfino la famosa festa di (alcuni) commercianti è stata appaltata fuori città. La sgangherata Rassegna Esplicita accenno di una cultura di destra da Radiocorriere tv l’hanno appaltata a Voghera, ma quelli erano i giorni in cui andava adorato Roberto Vannacci. Sandro Parcaroli non è un uomo di Centrodestra perché non ha mai detto nulla che incarni una cultura liberale, nulla rispetto al valore dell’università, si è persa nel nulla l’idea di fare di Valle Verde un incubatoio d’impresa ad alta tecnologia. Sarà il caso che il Centrodestra rifletta: le elezioni del 2020 non le ha vinte, le ha perse il Centrosinistra che però ha avuto una continuità in Carancini.
E quella fotografia, per dirla con i Rigueira, è tutto quel che ho. Rispetto al 2020 una domanda riguarda direttamente anche Sandro Parcaroli. Perché non è più l’imprenditore prestato alla politica di quasi sei anni fa. Con la discrezione del caso si è fatto di tutto per non far sapere che la Med, l’azienda commerciale della famiglia Parcaroli, non esiste più così come non esistono più le software-house collegate.
Ora si chiama tutto R-Store grande gruppo campano che ha comprato dai Parcaroli (i due figli e la moglie del Sindaco restano però per un certo periodo a libro paga della nuova azienda) l’intero capitale della Med-Store. Dunque Sandro Parcaroli non è più un imprenditore, ma un politico a tutto tondo. E a lui è lecito fare domande da politico. Vedremo se sarà disposto a rispondere o si limiterà a "che ne sapio io?".
Sabato 28 febbraio, presso l’Aula Multimediale, alle ore 9.00, si terrà l’incontro “Il Terzo Settore nel tuo territorio – conoscersi, collaborare, creare valore”, promosso dal Comune di Treia in collaborazione con CSV Marche ETS.
Al centro dell’appuntamento, il rapporto tra amministrazione comunale ed Enti del Terzo Settore (ovvero l’insieme delle organizzazioni private che operano senza scopo di lucro per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale), alla luce della normativa vigente e delle nuove possibilità di coprogettazione e programmazione condivisa dei servizi.
Un tema che incide direttamente sulla costruzione del welfare locale e sulla qualità delle risposte ai bisogni della comunità.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco Franco Capponi, dell’assessora alle Politiche Sociali Camilla Palmieri, del presidente di CSV Marche ETS Paolo Gobbi e del presidente della delegazione provinciale di Macerata Antonio Marcucci, l’incontro entrerà nel merito degli strumenti normativi e delle modalità di collaborazione tra enti pubblici e associazioni.
Interverranno Catia Ruffini ed Eleonora Iacobucci del CSV Marche ETS, che illustreranno il quadro normativo, i servizi gratuiti a disposizione degli ETS e le prospettive di sviluppo sul territorio.
«Abbiamo pensato a questo incontro – spiega l’assessore Camilla Palmieri - per favorire un confronto concreto tra istituzioni e associazioni, superando la logica della collaborazione occasionale per costruire percorsi più strutturati, chiari e condivisi. Per questo, invito caldamente tutte le realtà sul nostro territorio, e non solo, a partecipare: proprio per aprire un dialogo costruttivo con le varie realtà e comprendere vicendevolmente anche i meccanismi che muovono l’attività associativa e la pubblica amministrazione».
Venerdì 30 gennaio, presso il ristorante Di Gusto di Macerata, si è tenuta la prima conviviale del 2026 del Panathlon Club Macerata. Temi centrali dell'incontro sono state l'assemblea dei soci e le elezioni per il nuovo direttivo.
La serata ha visto l’elezione di Fabio Romagnoli, già impegnato, nel biennio 2024/2026, nel direttivo del Club. Romagnoli, nel suo discorso di apertura, ha elogiato il lavoro svolto dal past president Spagnuolo, con il quale collaborerà al fine di proseguire proficuamente l’attività fino ad oggi svolta e di aprire, con ancora più vigore, le porte del club a sinergie con i Comuni e le realtà sportive limitrofe.
“È con orgoglio e profonda emozione che accetto oggi il ruolo di presidente del nostro club. Vi ringrazio sinceramente per la fiducia che mi avete accordato e ringrazio il Consiglio Direttivo uscente per il lavoro svolto: è un onore rappresentare un’associazione che da sempre promuove e diffonde i valori più autentici dello sport. Grazie all’impegno di tutti, il nostro Club ha saputo essere punto di riferimento sul territorio, promuovendo iniziative di valore e coinvolgendo giovani, scuole e società sportive. L’obiettivo sarà migliorarsi come in allenamento, non accontentandosi dei risultati raggiunti, ma lavorando ogni giorno per crescere, correggere, innovare, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento sempre più forte per la promozione dei valori autentici dello sport” ha affermato il neo presidente Romagnoli.
In occasione dell’insediamento del nuovo Direttivo, nella riunione del 16 febbraio scorso, il presidente Romagnoli ha ufficialmente presentato la proposta delle nuove cariche che accompagneranno l’attività del Club nel prossimo mandato.
Nel nuovo consiglio direttivo, ad affiancare l'attività di Romagnoli, saranno il past president Michele Spagnuolo, il vicepresidente Nicola Nicoletti, il segretario Lucia Quintabà, il tesoriere Samuele Cetraro, Menichelli Francesco, Juan Luca Sacchi, Paolella Pietro e Cambirani Roberto.
L’assemblea ha inoltre approvato il bilancio consuntivo 2025 e del preventivo 2026, all’elezione del Collegio dei Revisori Contabili (composto da Doriano De Minicis, Damiano Debora e Paolo Principi) e del Collegio arbitrale e di Garanzia (composto da Galileo Manzi, Patrizia Rinaldelli Uncinetti e Gianluca Brizi).
Nella mattinata odierna, i carabinieri della stazione di Urbisaglia hanno portato a termine un'importante operazione di contrasto ai reati contro il patrimonio, denunciando in stato di libertà due uomini, un 56enne di Appignano e un 46enne di Sant'Angelo in Pontano, entrambi già noti alle forze dell’ordine.
I due devono rispondere delle accuse di ricettazione, possesso ingiustificato di chiavi o grimaldelli e occultamento di targa. L'intervento è scattato lungo la Strada Provinciale 78, dove i militari hanno intercettato un autocarro che procedeva con la targa oscurata per evitare l'identificazione, mezzo di proprietà del conducente più anziano.
Durante l'ispezione del veicolo, i militari hanno rinvenuto nell’abitacolo diversi attrezzi da scasso, pronti all'uso per eventuali ulteriori colpi. La scoperta più rilevante è avvenuta però nel cassone del mezzo, dove erano stati stipati un trattore cingolato privo di targa, un erpice a denti fissi, un decespugliatore, una troncatrice cesoia per ferro e una smerigliatrice angolare.
Grazie ai rapidi accertamenti condotti sul campo, i carabinieri hanno accertato che l'intero carico era stato sottratto poco prima dalle pertinenze di una casa rurale a Sant’Angelo in Pontano, di proprietà di un imprenditore 69enne residente a Porto Sant'Elpidio.
L'intervento è stato così tempestivo che la vittima del furto non si era ancora accorta della sottrazione dei propri strumenti di lavoro al momento del fermo stradale. Solo in un secondo momento, dopo essere stato informato dai militari, l'imprenditore ha potuto formalizzare la querela.
L’intera refurtiva è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario, mentre i due uomini sono stati deferiti all'autorità giudiziaria. Le indagini dei carabinieri proseguono ora per verificare se i due soggetti siano coinvolti in altri episodi simili avvenuti recentemente nell'entroterra maceratese.
Si è conclusa con un intervento risolutivo dei carabinieri della stazione di Caldarola una complessa vicenda di occupazione abusiva che ha visto come vittime una coppia di coniugi anziani residenti a Serrapetrona. I militari, al termine di un’attività investigativa scaturita da una dettagliata denuncia-querela, hanno deferito all'autorità giudiziaria tre persone già note alle forze dell'ordine: una giovane di 19 anni residente a Casoli, una donna di 42 anni di Chieti e un uomo di 47 anni residente proprio a Civitanova Marche.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vicenda ha avuto inizio nel mese di novembre 2025, quando i tre indagati avrebbero occupato arbitrariamente un appartamento di proprietà dei due anziani situato nel territorio comunale di Civitanova Marche. L'azione dei denunciati non si sarebbe limitata all'ingresso senza titolo nell'immobile; agli indagati viene infatti contestato di aver sistematicamente ostacolato l’ingresso dei legittimi proprietari nelle pertinenze condominiali, impedendo loro di fatto l'esercizio del diritto di possesso e la normale fruizione della loro proprietà.
Per i tre soggetti è scattata la denuncia a piede libero per la violazione di due specifici articoli del codice penale. Nello specifico, si tratta dell’articolo 633 del codice penale per invasione di terreni o edifici e del nuovo articolo 634-bis del codice penale per turbativa violenta del possesso di cose immobili, introdotto per punire le condotte volte a impedire con minaccia o violenza l'accesso dei proprietari agli stabili.
L'amministrazione comunale di Civitanova Marche si muove sul fronte dell'impiantistica sportiva con l'apertura di nuovi cantieri destinati a migliorare le strutture dedicate agli atleti locali. Sono attualmente in corso i lavori di manutenzione e riqualificazione presso Villa Conti, in contrada Migliarino, e al campo di via De Gasperi, meglio conosciuto come la "Bombonera".
Gli interventi, che interessano rispettivamente la struttura gestita dall’associazione Anthropos e la casa della Boca Girl, mirano a innalzare i livelli di sicurezza e la qualità delle superfici di gioco attraverso opere di ripristino attese da tempo.
L'investimento complessivo di 120 mila euro stanziato per questi due siti rappresenta solo un tassello di una strategia più vasta che punta a garantire spazi efficienti e sicuri per le società sportive e le famiglie del territorio. Come sottolineato dal sindaco Fabrizio Ciarapica, l'obiettivo primario è restituire dignità e piena funzionalità ai terreni di gioco, permettendo ai giovani calciatori e alle giovani calciatrici di allenarsi in condizioni ottimali.
Questi cantieri si inseriscono infatti in un piano organico di valorizzazione dell'impiantistica cittadina che ha visto l'Amministrazione impegnare oltre 3 milioni di euro negli ultimi anni tra nuove realizzazioni e adeguamenti normativi.
Il primo cittadino ha voluto ricordare come questa programmazione costante abbia già toccato diverse zone della città, partendo dai lavori di manutenzione straordinaria al PalaRisorgimento per 150 mila euro, fino ad arrivare alla riqualificazione dell'impianto di via Tacito nel complesso scolastico di San Marone.
Guardando al futuro prossimo, Civitanova vedrà la nascita di nuovi impianti sportivi a Santa Maria Apparente e a Fontespina, oltre alla realizzazione della nuova palestra in via San Costantino, situata strategicamente tra il palazzetto dello sport e il centro commerciale, a conferma di un impegno concreto a sostegno della crescita della comunità attraverso lo sport.
Nella sede di Piediripa dell’azienda Big Mat ha avuto inizio il primo laboratorio professionalizzante dedicato alla formazione dei dieci beneficiari del progetto Soleil Marche per la qualifica di muratori e manovali. Il progetto, che vede come capofila la Regione Marche, On the Road e altri enti attivi su tutto il territorio regionale, e ha come obiettivo la prevenzione e il contrasto dello sfruttamento lavorativo dei cittadini di Paesi terzi, promuovendo percorsi di inserimento socio-lavorativo per vittime e persone vulnerabili. La prima lezione è stata introdotta dalle parole della vicepresidente di Edilart Marche Filomena Palumbo, del coordinatore Alessandro Migliore e di Lara Carosi, responsabile dell'area Servizi al Lavoro di On the Road.
Il corso nasce dalla collaborazione tra il Comitato Paritetico Scuola Edile e On the Road. L’obiettivo è quello di fornire competenze spendibili in un settore strategico come quello dell’edilizia, caratterizzato da una forte domanda di manodopera qualificata e da una significativa presenza di lavoratori di Paesi Terzi. L’obiettivo di Edilart Marche è quello di andare incontro all'esigenza delle aziende iscritte alla Cassa Edile delle Marche di avere personale già formato.
Edilart, fin dall’avvio del corso, curerà il contatto con le aziende del settore edile iscritte alla Cedam per informare della fase di formazione dei diversi profili e promuoverà un incrocio domanda-offerta con i Centri per l’Impiego. La partecipazione ai corsi sarà gratuita. Edilart ha messo a disposizione docenti, programmi e strutture, mentre On the Road ha contribuito con materiali, tutor per l’inserimento lavorativo, mediatori linguistico-culturali e indennità di frequenza.
La sinergia avviata nell’ambito di SOLEIL Marche ha posto le basi per una collaborazione strutturata tra Edilart Marche e On the Road, che si apprestano a firmare un Protocollo di Intesa per favorire l’accesso ai corsi di formazione di Edilart anche ai beneficiari di altri progetti della cooperativa.
"On the Road ha da tempo investito nella creazione di un rapporto con il mondo economico-produttivo dei territori in cui opera - afferma la presidente Stefania Torquati - non solo per facilitare i percorsi di inserimento lavorativo, e quindi di autonomia e cittadinanza, delle persone con cui lavora, che spesso hanno vissuto situazioni di negazione dei più elementari diritti, ma anche per rafforzare l’alleanza tra terzo settore e settore produttivo nella costruzione di una società più coesa e più giusta".
“Il settore edile vive una grande fase di rinnovamento - ha detto Filomena Palumbo, vicepresidente di Edilart Marche - a partire dall’avvento dell’intelligenza artificiale che rappresenta una possibile rivoluzione anche in edilizia. Il ruolo di Edilart in quanto scuola di formazione deve essere quello di comprendere il cambiamento e governarlo affinché l’innovazione sia accompagnata da tutele, inclusione e formazione, mettendo sempre al primo posto la salute e la sicurezza dei lavoratori e accrescendo la loro professionalità”.
Una mattinata diversa dal solito per una terza classe della scuola secondaria di primo grado "E. Mestica", che ieri è stata ospite del locale comando della Compagnia dei carabinieri. L'incontro, nato da una specifica richiesta dell'istituto scolastico, ha avuto l'obiettivo di illustrare ai ragazzi le attività quotidiane dell'Arma e, soprattutto, di trasmettere un messaggio fondamentale: la caserma è un punto di riferimento sicuro a cui ogni giovane cittadino può rivolgersi in caso di bisogno. L'iniziativa ha permesso di abbattere le distanze tra istituzioni e nuove generazioni, favorendo un dialogo costruttivo basato sulla fiducia e sulla conoscenza reciproca.
I militari della Compagnia, del N.O.R. – Sezione Radiomobile e della stazione di Macerata hanno guidato gli alunni attraverso i vari reparti, spiegando l'organizzazione capillare dell'Arma sul territorio maceratese. La visita è entrata nel vivo quando i ragazzi hanno potuto osservare da vicino e "toccare con mano" gli equipaggiamenti tecnici in dotazione per il servizio d'istituto, un momento che ha scatenato la curiosità dei presenti e dato il via a una lunga serie di domande e approfondimenti.
Il percorso didattico è proseguito con tappe molto suggestive, come la sala dedicata al fotosegnalamento, dove gli studenti si sono cimentati nelle simulazioni delle procedure di identificazione, scattando fotografie segnaletiche e provando l’esperienza del rilievo delle impronte digitali. Successivamente, la delegazione ha visitato la Centrale Operativa, il vero cuore pulsante del Comando dove vengono coordinate le pattuglie e gestiti in tempo reale tutti gli interventi di soccorso e sicurezza a favore della cittadinanza.
L'entusiasmo ha raggiunto il culmine quando i ragazzi hanno potuto ammirare una piccola mostra dei mezzi di servizio. Uno ad uno, gli studenti sono saliti a bordo delle celebri "gazzelle" e delle motociclette del Nucleo Radiomobile, provando l'emozione di comunicare via radio con gli operatori della centrale durante una simulazione di intervento.+
La giornata si è conclusa con la consegna di alcuni gadget istituzionali, la tradizionale foto di gruppo e il saluto finale affidato all'azionamento delle sirene, tra gli applausi dei giovani partecipanti. Questa iniziativa, che ha ricevuto il plauso della dirigente della Mestica e delle docenti, si conferma uno strumento essenziale per promuovere la cultura della legalità fin dai banchi di scuola.