Provincia Macerata

Ussita, caos bilancio. Rossi attacca: "Dupss approvato senza regolamento contabile obbligatorio"

Ussita, caos bilancio. Rossi attacca: "Dupss approvato senza regolamento contabile obbligatorio"

Forte dissenso in seno al Consiglio comunale di Ussita sull'approvazione del Documento Unico di Programmazione Super Semplificato (DUPSS). Il consigliere di minoranza, Guido Rossi, ha espresso voto contrario, motivando in modo puntuale e dettagliato una serie di gravi criticità procedurali e contabili che ha ritenuto doveroso portare all'attenzione della cittadinanza. Il consigliere Rossi ha denunciato che il voto contrario espresso non è stato di natura politica, ma strettamente tecnico, a causa di anomalie, discrepanze e omissioni che compromettono la legittimità del procedimento. L'accusa principale mossa dal consigliere Rossi riguarda la totale assenza di uno strumento chiave per la gestione finanziaria dell'Ente: il Regolamento di Contabilità. "Il documento approvato cita più volte il Regolamento di Contabilità che, però, non è mai stato adottato dal Comune, nonostante sia uno strumento obbligatorio previsto dal T.U.E.L.," ha spiegato Rossi. "Approvare un documento programmatico basato su un atto che non esiste significa presentare ai cittadini un quadro contabile non fondato e non verificabile. La sua assenza genera un vuoto normativo che incide sulla validità delle procedure e pregiudica il controllo". Altro punto di forte attrito riguarda le previsioni finanziarie relative alla gestione degli impianti sciistici di Frontignano. Mettendo a confronto i documenti, il consigliere Rossi ha evidenziato una netta contraddizione sui canoni che la società affidataria deve versare. "L'offerta presentata dalla società è di 70.700 euro annui, mentre il Comune ha stipulato un contratto che prevede un canone di 10.000 euro per il primo anno, 20.000 per il secondo e 30.000 per il terzo",  ha contestato. "Non solo i dati non coincidono, ma gli introiti dovuti non sono nemmeno riportati nel DUPSS, compromettendo l'attendibilità delle previsioni". Rossi ha puntato il dito anche contro la tempistica di consegna degli atti. L’intera documentazione è stata consegnata ai Consiglieri meno di 48 ore prima della seduta, anziché i 20 giorni previsti dalla legge, impedendo di fatto "un'analisi seria e trasparente". A ciò si aggiunge il ritardo nella consegna di specifici documenti richiesti il 25 marzo 2025: "Ad oggi, dopo oltre 200 giorni, ancora niente. Negare o ritardare la consegna degli atti significa impedire al sottoscritto di svolgere il proprio ruolo e rappresenta un serio vulnus democratico". "Di fronte alle contestazioni, la maggioranza ha pensato bene di passare subito alla votazione, senza fornire interventi a difesa della proposta". 

29/11/2025 16:34
Recanati, quando l'incisione incontra il "Fatum": le opere del Liceo Leopardi in mostra all'Hotel Ginestra

Recanati, quando l'incisione incontra il "Fatum": le opere del Liceo Leopardi in mostra all'Hotel Ginestra

All’Hotel Ginestra di Recanati, domani 30 novembre, alle ore 17.30, si terrà la presentazione di Fatum, nuova mostra di grafica d’arte realizzata dagli studenti del Liceo Classico “Giacomo Leopardi” e curata dal professor Jacopo Pannocchia, ideatore e anima della Stamperia Venieri. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’hotel, il liceo recanatese e la stessa stamperia. All’apertura dell’evento è previsto un saluto istituzionale del dirigente scolastico del Liceo “Leopardi”, Ermanno Bracalente. Il programma comprende anche un breve intervento musicale del chitarrista recanatese Marco Poeta, noto per il suo legame con il fado portoghese e per una ricerca artistica che intreccia chitarra, voce e tradizione in un linguaggio personale. Il titolo della mostra, Fatum, richiama il tema del destino, inteso non come elemento immobile, ma come segno: un tratto inciso, una pressione, una scelta di gesto che fissa sulla lastra ciò che ancora non esiste. La grafica d’arte viene presentata come luogo d’incontro tra volontà e imprevisto, controllo e rivelazione, in una metafora del fato che orienta senza determinare completamente. Le opere esposte raccontano questo dialogo attraverso immagini in cui il segno diventa percorso, oracolo, domanda aperta. La mostra intende valorizzare la creatività dei giovani incisori della Stamperia Venieri e ribadire il ruolo della formazione artistica come spazio di ricerca e sperimentazione.    

29/11/2025 16:30
Treia, il libro di Maurizio Chielli disvela un tesoro tra le colline marchigiane: il crocifisso del camposanto

Treia, il libro di Maurizio Chielli disvela un tesoro tra le colline marchigiane: il crocifisso del camposanto

Il crocifisso della cappella del camposanto di Treia, scolpito da Ennio Chelli, può a pieno titolo essere considerato uno dei tanti tesori nascosti che punteggiano l’Italia, spesso ignorati ma capaci di raccontare storie profonde di fede, arte e memoria. Il libro di Maurizio Chelli, dopo una necessaria panoramica sulle principali tipologie del Cristo in croce nella storia dell’arte, concentra l’attenzione proprio su questa opera, analizzandola con sguardo attento e sensibile. Ne mette in luce alcuni dettagli significativi, carichi di simbolismo, che consentono di ampliare il discorso oltre il semplice dato formale. Tra questi, spicca il particolare dell’orecchio, che rimanda alla conceptio per aurem, ossia alla concezione di Cristo attraverso l’ascolto, legata alla verginità di Maria, ma anche all’invito rivolto ai fedeli ad ascoltare la Parola di Dio. Il volume prende in esame anche un piccolo crocifisso precedente, appartenente agli eredi dell’artista, per cogliere affinità, consonanze e differenze all’interno di uno stesso percorso stilistico. Ne emerge un quadro più completo della ricerca di Ennio Chelli, formatosi a Parigi negli anni delle avanguardie, dalle quali però si distacca scegliendo consapevolmente una via personale, orientata verso una sorta di “classicità ritrovata”, che guarda al Medioevo e al Rinascimento come riferimenti privilegiati. Attraverso le testimonianze orali raccolte, in particolare dalle parole della nuora Ernesta, l’opera del camposanto di Treia viene restituita anche nella sua dimensione affettiva: non solo tappa fondamentale del cammino artistico di Chelli, ma capitolo importante della storia familiare. L’auspicio dell’autore è che il lettore, accompagnato in questo percorso tra simboli, forme e memoria, possa avvicinarsi al Crocifisso di Treia con uno sguardo nuovo, più consapevole e partecipe.

29/11/2025 16:00
Dal balletto di Mosca, alla casa dei Puffi, al concerto della Form: il Natale 2025 a Tolentino

Dal balletto di Mosca, alla casa dei Puffi, al concerto della Form: il Natale 2025 a Tolentino

Sarà un Natale all’insegna della tradizione, dello spettacolo e della partecipazione quello che attende la città di Tolentino. L'Amministrazione comunale ha illustrato, nel corso di una conferenza stampa, il ricchissimo cartellone di iniziative che animeranno l'intero territorio comunale dal 29 novembre 2025 fino al 6 gennaio 2026. Alla presentazione, guidata dal sindaco Mauro Sclavi, dalla vicesindaco Alessia Pupo e dal presidente del Consiglio Alessandro Massi Gentiloni Silverj, hanno preso parte anche gli assessori Diego Aloisi e Fabio Tiberi, i consiglieri dlegati Fabio Montemarani e Fabio Borgiani, e il presidente della Pro Loco TCT Edoardo Mattioli, a testimonianza della vasta rete di collaborazione che ha reso possibile il progetto. La città si prepara ad accogliere cittadini e visitatori con un’offerta completa: concerti, spettacoli, mercatini, mostre, animazioni per bambini e shopping di qualità con offerte speciali, secondo la migliore tradizione tolentinate. Anche ristoranti, osterie e pizzerie contribuiscono al clima festivo con menu a tema e tipicità locali come la "pizza di natale" e il torrone. Il programma prende il via sabato 29 novembre con il mercatino Le Piazzette e la contemporanea accensione di tutte le luci che abbelliscono piazze e vie del centro urbano. Tra gli eventi di maggiore richiamo: 30 novembre "A teatro bambini!" con lo spettacolo Papero Alfredo al Teatro Nicola Vaccaj; 5 dicembre l'alto profilo del Balletto di Mosca che presenta Lo Schiaccianoci al Teatro Vaccaj; 6 dicembre apertura della Casa Puffosa in Via Filelfo con animazione e laboratori per bambini, e inaugurazione del presepe del maestro Enzo Grassettini. 8 dicembre: accensione dell’Albero di Natale in piazza della Libertà, con la partecipazione del Coro Lucatelli Don Bosco e musicisti locali, seguita da Xmas in rock con Xmas Street Band; 13 dicembre: Torna il Trenino Puffoso in piazza della Libertà e, nel doppio appuntamento al Vaccaj, il Concerto di Natale del Coro Polifonico “Città di Tolentino”; 14 dicembre: Tolentino Christmas Running, la Corsa dei Babbi Natale in piazza Togliatti; 20 dicembre gran finale al Teatro Vaccaj con il Concerto di Natale della FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana alle ore 21. Oltre agli spettacoli, il Natale a Tolentino valorizza l’antica maestria dei presepisti locali, con allestimenti suggestivi in tutto il territorio, inclusa la tradizionale natività della Comunità Agostiniana nella Basilica di San Nicola. Un servizio utile per i cittadini è offerto da Assm spa: tutti i sabati pomeriggio e i giorni festivi, dopo le ore 13, i parcheggi saranno completamente gratuiti nel periodo che va dal 6 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026. Il lungo calendario di iniziative si chiuderà con l'immancabile “Benvenuto 2026! Countdown in piazza” la notte di San Silvestro e, il 6 gennaio, con l'arrivo della Befana del ponte in piazza della Libertà.  

29/11/2025 15:34
Civitanova, bici come strategia di sviluppo: focus su ciclovia Adriatica e ponte ciclopedonale

Civitanova, bici come strategia di sviluppo: focus su ciclovia Adriatica e ponte ciclopedonale

Dopo il successo del primo appuntamento, torna l’iniziativa “Pedali che raccontano”, la rassegna promossa dall’Assessorato alla Mobilità Sostenibile del Comune di Civitanova Marche in collaborazione con il C.E.A. – Cittadini Elettori Attenti. L'evento è dedicato a esplorare il potenziale della bicicletta come strumento di trasformazione urbana, sociale ed economica.  La seconda giornata si terrà domenica 30 novembre, alle ore 17:00, presso la Palazzina Lido Cluana, e vedrà la partecipazione di cittadini, associazioni e operatori del territorio che condividono la visione di una Civitanova più sostenibile, connessa e accessibile.  Durante l’incontro si approfondiranno temi cruciali come la mobilità dolce, il cicloturismo, l'accoglienza attiva e il miglioramento della qualità della vita urbana. Saranno inoltre forniti aggiornamenti sui progetti infrastrutturali in corso, quali il potenziamento della Ciclovia Adriatica e la realizzazione del nuovo ponte ciclopedonale, interventi fondamentali per rafforzare i collegamenti ciclabili con i comuni limitrofi.  L'evento vedrà la partecipazione di due ospiti speciali provenienti dal mondo del ciclismo professionistico: Lorenzo Ginestra, atleta del team Swatt Club, reduce dal contributo determinante alla vittoria del Campionato Italiano Professionisti 2025; Paolo Totò, ciclista professionista su strada e paraciclista, guida di Federico Andreoli (classe B, ipovedenti su tandem) ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024, dove si è classificato sesto.  Sarà inoltre presentato il progetto Bike Hospitality FCI, un’iniziativa pensata per rafforzare e integrare le reti cicloturistiche esistenti, ampliando le opportunità per strutture ricettive e servizi dedicati alla mobilità leggera.  L’assessora alla Mobilità Sostenibile, Roberta Belletti, ha espresso la filosofia alla base dell’iniziativa: «Con “Pedali che raccontano” mettiamo al centro un’idea diversa di città: più sana, più vivibile, più aperta. Credo fermamente che la bicicletta non sia solo un mezzo di trasporto, ma uno strumento di trasformazione sociale ed economica. E per una città che vuole davvero crescere, serve una visione che tenga insieme sostenibilità e sviluppo. Questo evento va esattamente in quella direzione.»  L’assessora ha infine ringraziato il C.E.A. – Cittadini Elettori Attenti, l’associazione Civitanova GreenLife e tutte le realtà associative che collaborano attivamente per rendere possibile ogni iniziativa legata alla mobilità sostenibile.

29/11/2025 15:00
Natale 2025 a Camerino: si vola con la mongolfiera e si celebra il torrone gigante

Natale 2025 a Camerino: si vola con la mongolfiera e si celebra il torrone gigante

Il Comune di Camerino, in collaborazione con la Proloco e con la partecipazione di un’ampia rete di associazioni, scuole e realtà del territorio, presenta il calendario degli eventi del Natale 2025, un progetto realizzato con il contributo della Regione Marche / Let's Marche e un percorso che accompagnerà la città dal 29 novembre al 6 gennaio con tantissimi appuntamenti dedicati alla cultura, allo spettacolo, alla socialità e alle tradizioni che da sempre caratterizzano il periodo più atteso dell’anno. “Abbiamo messo a punto un calendario di iniziative davvero ampio, pensato per accompagnare la città durante tutto il periodo natalizio: spettacoli, attività creative, momenti dedicati ai bambini e tante occasioni di incontro. È un risultato che nasce dalla collaborazione con le molte realtà locali, che ringrazio per l’energia e la cura con cui contribuiscono ogni anno – evidenzia il sindaco Roberto Lucarelli – Invito tutti i cittadini a partecipare e a vivere insieme questo tempo di festa”. L’inizio ufficiale delle festività sarà affidato alla “prima” della stagione teatrale 2025-2026, in programma il 29 novembre (ore 21.15) all’Auditorium Benedetto XIII con lo spettacolo “Non si fa così” interpretato da Lucrezia Lante Della Rovere e Arcangelo Iannace. Un avvio di alto profilo che conferma Camerino come punto di riferimento culturale del territorio. Il clima di festa proseguirà subito dopo, il 2 dicembre (ore 22.30), con una delle serate più attese dagli studenti universitari: “XMAS HYPE – The University Winter Party”, al Sottocorte Village. Una notte di musica e divertimento che sottolinea ancora una volta il forte legame tra la città e la sua comunità universitaria. Il cuore del Natale pulserà ancora più forte l’8 dicembre, quando dalle ore 16.30 al Sottocorte Village si terrà la tradizionale accensione delle luminarie dal titolo “Accendiamo la magia”, accompagnata dalle attività per bambini con le Fiabe da Cantare, le esibizioni delle scuole primarie “Salvo D’Acquisto” e “Ugo Betti” e dai mercatini di Natale realizzati dalle Scuole dell’infanzia “Daniele Ortolani” e “L’Aquilone”. Un momento sempre molto partecipato, che rappresenta l’avvio ufficiale dell’atmosfera natalizia in città. Tra gli appuntamenti più attesi dalle famiglie torna, il 13 dicembre (ore 17), “Incanto di Natale” il suggestivo Villaggio di Babbo Natale, con animazione, magia e la possibilità per i più piccoli di consegnare di persona le loro letterine. Il fine settimana vedrà protagonista il 14 dicembre (ore 16.30), inoltre, il tradizionale Concerto di Natale della Cappella Musicale del Duomo, del Coro universitario e del Coro di voci bianche “Maurizio Cavallaro”. Un’intera giornata dedicata alla condivisione e alla musica, nel segno delle tradizioni più autentiche. Un evento decisamente particolare e molto amato è atteso invece per il 20 dicembre, quando dalle 16.30 in poi al Vallicenter sarà possibile salire sulla mongolfiera e osservare Camerino dall’alto in un’esperienza spettacolare e unica nel suo genere. Le festività proseguiranno poi con il classico appuntamento del 26 dicembre alle ore 18, data in cui l’Auditorium Benedetto XIII ospiterà il Concerto di Natale della Banda-Orchestra “Città di Camerino”. Nell’occasione ci sarà anche la premiazione del vincitore del 3° Bando di concorso di idee finalizzato alla presentazione di proposte e progetti tesi a rivitalizzare la situazione socio economica del territorio. A concludere il lungo calendario di iniziative sarà, come da tradizione, la Festa del Torrone del 6 gennaio (ore 16) al Sottocorte Village, giunta alla sua ventiquattresima edizione. La misurazione e il taglio del celebre torrone di Casa Francucci, insieme alla musica, all’animazione e alla partecipazione speciale di Barbara Capponi, offriranno alla città un altro momento atteso e ricco di sorprese. . Oltre a questi eventi, Il programma si completa con un ricco insieme di appuntamenti che accompagneranno Camerino per oltre un mese: dall’arte e dalla cultura del Museo Diocesano Giacomo Boccanera, aperto gratuitamente al pubblico, alla mostra dei Presepi nella Chiesa di San Venanzetto; dalle numerose Tombole al quartiere delle Associazioni, che animeranno le festività, alle attività del Centro per le Famiglie e agli incontri dedicati ai più giovani con Giochi di ruolo e da tavola, organizzati a “Uno Spazio per Crescere”. Un calendario diffuso che unisce tradizione, partecipazione e momenti di comunità.

29/11/2025 14:33
"Argentinos nelle Marche": la Provincia incontra l'associazione che riporta in patria ius sanguinis e nuovi cittadini Ue

"Argentinos nelle Marche": la Provincia incontra l'associazione che riporta in patria ius sanguinis e nuovi cittadini Ue

Il consigliere Giorgio Pollastrelli ha incontrato, nella sala del Consiglio provinciale, Jesus Olmos, neo eletto presidente di “Argentinos nelle Marche”, associazione di promozione sociale che sta prendendo forma anche nel nostro territorio con lo scopo di promuovere attività sociali e culturali tra gli argentini residenti nelle Marche. Argentini che, tornando a vivere in Italia tramite la loro discendenza, quasi sempre richiedono la cittadinanza italiana per merito della “ius sanguinus” e vanno così automaticamente a diventare anche nuovi cittadini europei. Il consigliere Pollastrelli, che gestisce la delega alle Politiche europee, ha portato il saluto del presidente della Provincia Sandro Parcaroli e di tutta l’Amministrazione. “Ringrazio il presidente Olmos per essere venuto in Provincia a presentare la sua realtà associativa – spiega Pollastrelli -. L’incontro è stata un’occasione per comprendere e approfondire quali sono le problematiche e le informazioni necessarie per chi decide di tornare a vivere nelle Marche dall’Argentina grazie alla propria discendenza italiana. L’incontro è stato utile per informare l’Associazione delle tante opportunità che offre l’Europa ai suoi cittadini: dalle occasioni di studio e incontro tra le associazioni, a quelle di viaggio e di mobilità lavorativa all’interno della UE”. Olmos, da qualche anno residente a Montecassiano insieme alla sua famiglia, ha espresso soddisfazione per le informazioni ricevute spiegando come spesso gli argentini che rientrano in Italia e scelgono le Marche come terra dei padri o dei nonni dove tornare a vivere, abbiano necessità di ricevere informazioni chiare, oltre alla vicinanza da parte di un’associazione come la loro. 

29/11/2025 13:29
Neve e ghiaccio sui Sibillini, il Soccorso Alpino avverte: "Massima prudenza in montagna"

Neve e ghiaccio sui Sibillini, il Soccorso Alpino avverte: "Massima prudenza in montagna"

Nonostante il calendario segnali ancora l'autunno inoltrato, le montagne marchigiane hanno ricevuto una quantità significativa di neve, specialmente alle quote medio-alte. Le condizioni sono rapidamente mutate, con la formazione di neve dura e ghiaccio che rende molti sentieri già tipicamente invernali e particolarmente insidiosi.  Il Soccorso Alpino e Speleologico Marche (SASM) lancia un appello alla massima prudenza per escursionisti, alpinisti e tutti i frequentatori dell’Appennino, anche in occasione di semplici uscite giornaliere. Neve e ghiaccio modificano in modo sostanziale la difficoltà degli itinerari, percorsi considerati facili in estate possono diventare estremamente pericolosi, specialmente in presenza di tratti esposti, canaloni o pendii ripidi, avverte il SASM. L'attenzione maggiore va posta all'equipaggiamento, che deve essere adeguato alle mutate condizioni. Il Soccorso Alpino raccomanda l'uso di: calzature idonee come scarponi da montagna con suola tecnica; ramponi, indispensabili sui tratti innevati o ghiacciati, da saper utilizzare correttamente; abbigliamento tecnico a strati; kit di autosoccorso (ARTVA, pala e sonda) essenziale per chi si muove su pendii innevati, insieme alle necessarie competenze per il suo utilizzo. Fondamentale è anche la corretta pianificazione dell’escursione. Prima di partire è necessario verificare le previsioni meteo, informarsi accuratamente sulle condizioni del manto nevoso, scegliere itinerari commisurati alla propria esperienza e preparazione fisica, e valutare con attenzione possibili cambiamenti del tempo nel corso della giornata.  Il Soccorso Alpino e Speleologico Marche invita tutti gli appassionati "a vivere la montagna in modo consapevole e responsabile: una preparazione adeguata e l'attrezzatura giusta sono elementi essenziali per godere della neve in sicurezza e ridurre il rischio di incidenti".  In caso di difficoltà o emergenza, si ricorda di contattare tempestivamente il Numero Unico di Emergenza 112, fornendo indicazioni precise sul luogo e la situazione.

29/11/2025 13:20
"Strike" conquista il Torino Film Festival: applausi per la commedia girata a Potenza Picena

"Strike" conquista il Torino Film Festival: applausi per la commedia girata a Potenza Picena

Successo di pubblico e di critica per l’anteprima mondiale del film  Strike - Figli di un’era sbagliata, presentato nella sezione Zibaldone della 43° edizione di Torino Film Festival, girato nell’estate del 2024 in una struttura scolastica di Potenza Picena. Opera prima dei giovani autori e attori Gabriele Berti, Giovanni Nasta e Diego Tricarico, scritta insieme a loro da Gianni Corsi, Strike – Figli di un’era sbagliata è una coproduzione italo-spagnola Paco Cinematografica e Neo Art Producciones, realizzata con il contributo di Regione Marche (PR FESR 2021-2027), Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission con Regione Lazio – Lazio Cinema International (PR FESR LAZIO 2021-2027), progetto cofinanziato dall’Unione Europea. Il film annovera un cast d’eccezione composto da Matilde Gioli, Massimo Ceccherini, Max Mazzotta, Caterina Guzzanti, Massimiliano Bruno, Lorenzo Zurzolo e Pilar Fogliati. Le musiche originali sono state realizzate da Davide “Dade” Pavanello.  Una commedia ironica e profonda allo stesso tempo, in cui tre ragazzi di vent'anni, che per motivi differenti frequentano il Ser.D.(la struttura sanitaria che accoglie tutti i tipi di dipendenti patologici) si ritroveranno ad affrontare insieme insicurezze e dipendenze, imparando anche a fidarsi l’uno dell’altro. “Sostenere Strike significa investire nella capacità del cinema di raccontare le relazioni umane con onestà e profondità. – Ha dichiarato al Torino Film Festival il presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission Andrea Agostini - Opere come questa, oltre ad essere d’intrattenimento, rappresentano strumenti di conoscenza e di dialogo, capaci di mettere in luce fragilità, solidarietà e percorsi di cura che riguardano tutti noi. Una produzione che ha dato la possibilità a numerosi professionisti locali e a centinaia di comparse del territorio di dare il proprio contributo tecnico e artistico.  Il risultato di una comunità che lavora insieme e dimostra come il cinema possa essere motore di coesione sociale e sviluppo culturale per la nostra regione”.  La produzione di Strike, che lo scorso anno ha trasformato Potenza Picena in un grande set per quattro settimane, vedeva circa la metà della troupe composta da professionisti e maestranze locali insieme ad oltre duecento comparse selezionate sul territorio; un film che ha offerto lavoro specializzato, valorizzato competenze tecniche e coinvolto la comunità, vivacizzando l’economia locale. Gli interni del lungometraggio sono girati in una struttura scolastica trasformata nel centro Sert dove si incontrano i protagonisti interpretati dagli stessi giovanissimi registi Giovanni Nasta, Diego Tricarico e Gabriele Berti, un’opera tratta dal loro omonimo spettacolo teatrale. La storia narra dei destini di tre ragazzi che si incrociano tra le mura di una struttura specializzata nella cura di dipendenze patologiche. Dante, il laureando in psicologia, è timido e goffo. Pietro, costretto a regolari controlli dopo essere stato beccato per l’ennesima volta in possesso di marijuana, vorrebbe scappare in vacanza con la sua (ex) fidanzata. Tiziano, apparentemente un “duro”, ha fretta di risolvere al più presto un apparente dipendenza da crack. I tre ragazzi, a prima vista incompatibili, impareranno a fidarsi l'uno dell'altro ed a combattere insieme le proprie dipendenze ed insicurezze.            

29/11/2025 13:07
San Severino, ritorno alla normalità: il "Divini" lascia la sede provvisoria e riconsegna il plesso al Comune

San Severino, ritorno alla normalità: il "Divini" lascia la sede provvisoria e riconsegna il plesso al Comune

Si è conclusa ufficialmente l'esperienza post-terremoto dell'Istituto Tecnico Tecnologico Statale "Eustachio Divini" presso il plesso "Luzio", storica sede delle scuole elementari cittadine. Questa mattina, con una cerimonia significativa, si è celebrata la riconsegna dell'edificio al Comune di San Severino Marche, ente proprietario. Un momento che segna un importante passo verso il ritorno alla piena normalità per la comunità scolastica settempedana. La simbolica restituzione delle chiavi è stata compiuta dal dirigente scolastico dell'Itts "Divini", professor Sandro Luciani, nelle mani del sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei. Presenti alla cerimonia anche la dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo "Tacchi Venturi", professoressa Catia Scattolini, padre Luciano Genga, parroco di San Lorenzo in Doliolo e custode del Santuario di San Pacifico, e Dino Marinelli, coordinatore del gruppo comunale di Protezione Civile. A rendere omaggio all'edificio che li ha ospitati per anni, è intervenuta una rappresentanza delle 14 classi del biennio (sette prime e sette seconde), gli ultimi studenti del "Divini" che da lunedì inizieranno le lezioni nella nuova e moderna sede di viale Mazzini. I ragazzi hanno partecipato attivamente al simbolico stacco delle insegne del "Divini" e all'ammaina bandiera tricolore. L'ultimo giorno al "Luzio" ha visto gli studenti impegnati nel trasloco fisico di banchi e sedie, consegnati a una società incaricata del trasferimento definitivo degli arredi nel nuovo istituto. Il sindaco Rosa Piermattei ha espresso la sua gioia per l'importante traguardo: "Oggi è certamente un giorno felice perché salutiamo il trasferimento da parte degli ultimi studenti del “Divini” dal “Luzio” al nuovo edificio di viale Mazzini. Negli ultimi nove anni hanno affrontato, e noi con loro, molti sacrifici e difficoltà per riuscire ad avere una nuova sede scolastica, costruita con criteri moderni e sicuri. I fatti hanno dimostrato che l’edificio che li ha temporaneamente ospitati era solido e affidabile e questo ci ha consentito di mantenerlo nel patrimonio del Comune di San Severino Marche. Dal prossimo anno questo stabile verrà adeguato dal punto di vista sismico. Verrà rimosso il terzo piano e tornerà a essere una struttura dedicata alla scuola Primaria o dell’Infanzia. Voglio ringraziarvi – ha poi concluso il sindaco rivolto agli studenti - per l’aiuto e per l’impegno dimostrato, anche fisicamente, nello spostamento verso il nuovo edificio: ognuno di voi ha contribuito. Vi auguro un buon anno scolastico". Il dirigente scolastico del "Divini", professor Sandro Luciani, ha formalizzato la restituzione delle chiavi al sindaco, un gesto che come detto chiude il capitolo dell'emergenza per la sua scuola.  La collega dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo, professoressa Catia Scattolini, ha commentato il trasferimento con speranza: "L’ambiente accogliente e stimolante del nuovo “Divini” favorirà sicuramente il processo di apprendimento. Mi che il nuovo plesso Luzio che verrà sia bello come il vostro". Padre Luciano Genga ha offerto una riflessione spirituale e di incoraggiamento ai giovani presenti: "Di fronte alle difficoltà non dobbiamo scoraggiarci ma dobbiamo avere la forza di reagire. Se lo fai insieme alle istituzioni, in questo caso sono state tante quelle che hanno collaborato tra loro, capisci che unendosi si possono fare tante e grandi cose. Da soli si riesce in ben poco. Voi che siete giovani, voi che siete il futuro, guardate sempre avanti con fiducia e speranza e non scoraggiatevi”. La riconsegna del plesso "Luzio", a nove anni dalle scosse di terremoto, apre ora la strada ai prossimi interventi di adeguamento sismico e riqualificazione.                                                                 :

29/11/2025 12:51
L'enigma di Sarnano 45 anni dopo, la Procura rispolvera il giallo Rothschild: omicidio o morte bianca?

L'enigma di Sarnano 45 anni dopo, la Procura rispolvera il giallo Rothschild: omicidio o morte bianca?

Sarnano, 1980 Sono trascorsi esattamente quarantacinque anni da quel 30 novembre del 1980, quando Sarnano si era svegliata coperta da una spessa coltre bianca che, oltre ad ammantare i comignoli e i sanpietrini di un paesino a 539 metri sul livello del mare, celò, forse per sempre, la soluzione di un mistero ancora oggi rimasto irrisolto: la morte di Gabriella Guerin e di Jeannette Bishop May. Chi vive in queste zone lo sa, che le prime nevi possono iniziare ad affacciarsi già durante la fine dell’autunno, prima che il freddo rigoroso dell’inverno cominci a dettare i ritmi delle piccole realtà arroccate sulle pendici dei Sibillini. Si tratta di nevicate passeggere, a cui quella gente è abituata: si continua ad andare al lavoro, nel peggiore dei casi a piedi, le scuole restano aperte, e la vita di tutti i giorni prosegue indisturbata. Giorgio Tassi, fotografo, scrittore e conoscitore delle cime sibilline che tante volte ha immortalato con la sua macchina fotografica, conserva il ricordo di quegli eventi con la lucidità di chi li ha vissuti indirettamente, di chi è rimasto ad ascoltare e ad osservare lo svolgimento di una vicenda oscura, tutt’altro che limpida: una storia il cui finale è stato dissolto, a poco a poco, insieme a quella cortina di neve caduta nella notte tra il 29 e il 30 novembre del 1980: “A quell’epoca avevo 15 anni e rammento perfettamente lo scalpore che suscitò questa storia, perché la scomparsa di qualcuno era un fatto estremamente anomalo da queste parti. Ho un ricordo vividissimo del 29 novembre, impresso nella mente come una fotografia: una coperta scurissima di nubi che, vista dal paese, si appoggiava sulle montagne rotolando giù per i pendii, sospinta da un fronte caldo. Il fronte caldo, si sa, anticipa sempre quello freddo, e infatti quella notte ci fu una nevicata indimenticabile. La mattina successiva, che era una domenica, andai a fare sci di fondo a Garulla. Il clima era totalmente cambiato: da nord veniva un vento freddissimo, al punto da non riuscire più a sentire un lato del viso per il gelo. Nevicò fino a tarda sera, e poi nei giorni seguenti: dovettero chiudere le scuole per 6-7 giorni”. Il ricordo di quel periodo, però, è ancora vivido nella memoria collettiva di una comunità avvezza alla calma piatta del tipico paesino in cui “non succede mai niente”, non soltanto per lo spettacolo bianco che si ritrovò davanti al risveglio, quanto per il rapido susseguirsi di eventi così torbidi e inspiegabili da non riuscire a passare del tutto inosservati. Non senza prima aver fatto un po’ di rumore. Chi erano Jeannette Bishop May “Rothschild” e Gabriella Guerin La scomparsa della Bishop e della Guerin nella notte tra il 29 e il 30 novembre del 1980 è stato un fatto di cronaca nera dalla portata internazionale, sia per le origini britanniche di colei che, negli anni seguenti, ha dato il nome a quello che è stato ricordato nell’immaginario collettivo, ma anche nei titoli delle più importanti testate giornalistiche come “Il caso de Rothschild”, sia perché, proprio come si evince dal cognome con cui volle continuare a firmarsi anche dopo la fine del suo precedente matrimonio, si trattava proprio dell’ex moglie del rampollo di una delle più conosciute - e potenti - famiglie dell’alta finanza mondiale. Sembra infatti che Jeannette Bishop, nonostante si fosse risposata con Stephen May - dirigente della catena di magazzini “John Lewis” -, avesse voluto continuare ad utilizzare il cognome del suo ex marito, il barone Evelyn Rothschild, proprio perché si trattava di un lasciapassare per moltissimi ambienti di élite, compreso quello dell’antiquariato - un settore di nicchia e piuttosto pericoloso, pullulante di ladri di opere d’arte e di malavitosi interessati a ripulire il denaro sporco attraverso la compravendita di esemplari di valore. Per muoversi con facilità in quel mondo, occorreva avere le conoscenze giuste, i contatti giusti e, soprattutto, il nome giusto. I Rothschild non hanno certo bisogno di presentazioni: banchieri di origine ebraica aschenazita, sono stanziati in diverse zone dell’Europa, compreso il Regno Unito, dove hanno ottenuto l’elevazione alla nobiltà con il titolo della baronia. Stando ad alcune “teorie del complotto”, la loro egemonia sarebbe addirittura così incontrastata da poter essere annoverati a giusto titolo tra i cosiddetti “poteri forti”, quelli che nascostamente decreterebbero a tavolino le sorti del mondo. Gabriella Guerin era italiana - friulana, per essere precisi -, e negli anni Sessanta si era trasferita in Inghilterra insieme al marito, in cerca di fortuna. Lì aveva conosciuto Jeannette, che era ancora una Rothschild a tutti gli effetti, e aveva iniziato a lavorare per lei come cuoca. Ma quella tra le due donne, più che un rapporto tra titolare e dipendente, era una vera e propria amicizia. Verso la fine degli anni Settanta, quando Gabriella rimase vedova e con due figli da crescere, la Bishop le chiese di farle da interprete durante i lavori di ristrutturazione di una casa acquistata in Italia: di fronte a questa nuova opportunità, la donna decise di non tirarsi indietro. Il giallo dei Sibillini: l'antefatto La casa in questione era quella in località Schito, a Sarnano. L’entroterra delle Marche è spesso meta di stranieri interessati all’acquisto di rustici troppo grandi o troppo costosi per la gente del posto: non è raro scoprire, nelle zone più panoramiche e isolate, lussuose ville decontestualizzate dal paesaggio, con tanto di piscina e alte siepi a coprire la proprietà dagli sguardi indiscreti. Schito, però, non rientra di certo tra le frazioni più gettonate per compravendite di questo genere. Si tratta di una località che sorge fuori dal centro abitato, un piccolo agglomerato di case al di sotto della strada provinciale. È una zona rurale, umida e nascosta. La casa scelta da Jeannette nel 1978 si trovava ancora più in basso di questo abitato, proseguendo su quel sentiero. Perciò, quando nel novembre del 1980 era tornata a Sarnano per controllare l’andamento dei lavori di ristrutturazione condotti dal geometra Nazzareno Venanzi, frequentava già da tempo quelle zone. Le due donne avevano annunciato allo stesso Venanzi di voler fare una gita in montagna nel pomeriggio e durante la giornata del 29 novembre furono avvistate da diversi testimoni. Secondo le dichiarazioni di chi le ha viste con certezza e di chi, invece, sostiene di aver riconosciuto la loro auto - la famosa Peugeot 104 nera targata Siena -, sarebbero salite verso Sassotetto per poi ridiscendere in paese circa due o tre volte nell’arco di poche ore. È vero, alcuni dei testimoni potrebbero essere stati suggestionati dal clamore mediatico di quei giorni e dal desiderio di dare una mano, ma è comunque assai insolito che due donne poco abituate ad escursioni “estreme” abbiano deciso di avventurarsi verso la montagna dalle 17.00 del pomeriggio (l’ora in cui furono viste, per l’ultima volta, di fronte all’albergo “Ai Pini”, dove alloggiavano) in poi: si può immaginare che, quando arrivarono a destinazione, il sole fosse già sceso oltre le cime. Per di più, l’aria si stava facendo gelida, preannunciando l’arrivo della neve. Sta di fatto che la loro automobile fu trovata solo il 19 dicembre. Stazionava a circa 1400 metri di altitudine, completamente sommersa dalla neve, nella zona di Fonte Trocca, non molto distante dal rifugio per pastori che prende il nome di casa Galloppa, dove furono trovate stoviglie sporche e i resti di un fuoco. Sotto le ruote della Peugeot, nulla: era evidente che il veicolo fosse stato parcheggiato prima dell’inizio della bufera. Ma allora, perché mai non tornare indietro? Che si sia trattato, come ha ipotizzato il giornalista Fabio Sanvitale, di un’avventura tra amiche finita in tragedia? I corpi di Jeannette e di Gabriella, o quello che ne restava, saranno rinvenuti più di un anno dopo, il 27 gennaio del 1982, in un boschetto che sorge indisturbato lungo il corso del Rio Bagno, nella frazione di Podalla (comune di Fiastra). Le ipotesi, allora, furono molteplici: dalla morte bianca, avvenuta per assideramento, a quella del sequestro finito male. La pista dell’antiquariato Il caso fu archiviato nel 1982, poi riaperto, e infine chiuso con una sentenza, quella del 1989, che però non escluse l’ipotesi del duplice omicidio. La mancanza di prove o, forse, la presenza di una sovrabbondanza spropositata di eventi che sembrano sfiorare e talvolta incastrarsi quasi perfettamente con la scomparsa delle due donne, ha fatto sì che le acque si confondessero ancora di più. Tra questi, il furto avvenuto alla casa d’aste Christie’s, con sede in Piazza Navona, a Roma, consumatosi nella notte tra il 30 novembre e il 1° dicembre del 1980. Il 6 dicembre, esattamente una settimana dopo la scomparsa, un misterioso telegramma fu recapitato presso l’albergo Ai Pini: era indirizzato a Jeannette May e le dava indicazioni per un appuntamento presso via Tito Livio 3, appartamento 130. Il mittente si firmava come “Roland”. Telegrammi dal contenuto simile erano stati inviati anche al direttore della casa d’aste Christie’s e ai familiari di Valerio Ciocchetti - imprenditore del marmo rapito il 3 dicembre e trovato morto nel Tevere solo qualche mese più tardi -, rispettivamente il 3 e l’8 dicembre. Il nome che compariva alla fine di ogni messaggio era familiare, ma mai lo stesso: Roland, o Rodrigo, o Myrna de Cespedes Rodriguez. Il minuzioso lavoro di qualcuno che, avendo notato la risonanza mediatica della scomparsa di Jeannette, era interessato a focalizzare l’attenzione delle indagini sul furto di Christie’s, o un elemento chiave nella risoluzione del caso? Ancora oggi, non ci è dato saperlo. Le indicazioni fornite nei telegrammi conducevano tutte allo stesso indirizzo, a Roma, dove si scoprì essere situato il residence La Ginestra. L’interno 3 dell’edificio - dettaglio che non veniva specificato nel telegramma indirizzato alla Bishop, ma solo negli altri due - corrispondeva all’appartamento del direttore del residence, tale Oioli: direttore che, a quanto pare, in passato aveva lavorato anche a Sarnano, nell’hotel Hermitage, dove la stessa Jeannette aveva occasionalmente pernottato. Il mondo è piccolo, si sa. Durante le indagini dell’epoca, emerse anche un nome che fece la sua fugace comparsa in questa storia, giusto il tempo di un paio di brevi interrogatori di routine, per poi dissolversi insieme a moltissimi altri fatti che parvero irrilevanti agli inquirenti di allora. Si tratta di Giorgio Cefis, figlio dell’ex presidente della Montedison e del presunto fondatore della loggia massonica P2, Eugenio Cefis. L’uccisione di Roberto Calvi, a seguito del “crack” del Banco Ambrosiano, l’assassinio di Sergio Vaccari (personaggio tutt’altro che limpido legato al mondo dell’antiquariato, e non solo), lo IOR (Istituto per le Opere di Religione) di Marcinkus, le strane dinamiche di quegli anni collegate alle ingerenze della massoneria e dei servizi segreti negli eventi che hanno scritto la storia del nostro Paese nel quadro della guerra fredda, la ramificazione della criminalità organizzata come strumento esecutorio di quelle stesse macchinazioni: tutti questi elementi, oltre a rendere la vicenda ancora più intricata e insondabile, non fanno altro che accrescere la consapevolezza che “il caso de Rothschild” è un mistero inesorabilmente destinato a rimanere tale. Un caso ancora aperto La riapertura delle indagini dello scorso anno sembra aver risvegliato l’interesse della stampa e degli appassionati della cronaca nera. La domanda è una, ed è forte e insistente: perché mai scomodarsi, di nuovo, per un caso di più di quarant’anni fa? “Con questa iniziativa della Procura di Macerata, si fa sempre più strada l’ipotesi che non sia stato un caso di morte bianca, ma che sotto possa esserci qualcosa di più” - ha affermato Francesco Torresi, autore del libro “Il mistero de Rothschild - La verità dietro al Giallo dei Sibillini” - .“Purtroppo, si è persa la possibilità di chiarire dal principio i legami con gli avvenimenti più loschi di quel periodo storico. Bisognava dissipare quelle nebbie sin da subito, per dimostrare che le due donne fossero morte assiderate, e non assassinate. Sono domande che ormai ci poniamo da 45 anni e che forse sono destinate a non trovare mai una risposta. Personalmente, tendo a non propendere per nessuna delle due tesi: la sentenza del 1989 è una verità giudiziaria e ci dice chiaramente che non è possibile escludere l’ipotesi del duplice omicidio, né quella della morte bianca. Per quanti elementi io abbia trovato nel corso delle mie ricerche, devo riconoscere che ancora oggi non ho alcuna certezza sulla risoluzione di questo giallo. Il mio intento è quello di raccontarne gli avvicendamenti, affinché ognuno, sulla base di ciò che legge, possa farsi un’idea più chiara e lucida rispetto a chi è emotivamente coinvolto nel caso”. L’ex capo della squadra mobile di Macerata, Giorgio Iacobone, ha da sempre seguito la vicenda con l’interesse di chi, in quel 1980, c’era: “Personalmente, sono più incline a sostenere la tesi della morte bianca. A quel tempo lavoravo a Macerata e facevo parte dell'allora Ufficio Politico. Ricordo che, quando uscì fuori il fatto che si trattava dell’ex moglie di un Rothschild, ci fu un certo clamore e dovetti accompagnare sul posto il console inglese competente per le Marche. Le ragioni per cui in molti ritengono che possa trattarsi di un reato sono molteplici, ma credo che possano essere scardinate a una a una. Prima di tutto, ha sollevato qualche dubbio il fatto che le due donne siano andate a Sassotetto proprio nel momento in cui si prevedeva una bufera di neve. Grazie alla testimonianza del geometra Venanzi, però, sappiamo che questa passeggiata rientrava nei loro programmi. Poi, restano alcuni interrogativi su come siano rimaste intrappolate in questa bufera di neve e sulla loro permanenza a casa Galloppa: ci si chiede perché abbiano deciso di uscire dal rifugio nonostante fosse impossibile, con tutta quella neve, farsi strada fino a un centro abitato. Dal mio punto di vista, però, è piuttosto plausibile che l’eccezionalità della situazione abbia spinto le due donne a gesta disperate, dettate dall’istinto di sopravvivenza e da quell’adrenalina che sopraggiunge in ognuno di noi nelle condizioni più estreme”. Sta di fatto che lo scorso anno la Procura di Macerata ha deciso di rispolverare i fascicoli di un caso già chiuso da decenni, e che iniziative di questo genere non vengono prese per caso: qualcosa, nel frattempo, deve essersi mosso. Si vocifera di una confessione fatta da qualcuno sul letto di morte, ma nulla di confermato. I testimoni sono stati interrogati, di nuovo, a distanza di 45 anni dalla prima volta; il tempo, si sa, può giocare brutti scherzi e la probabilità che qualcuno di loro abbia perso la nitidezza di quei ricordi è molto alta. Nei giorni scorsi, inoltre, è trapelata la notizia di una intercettazione dalla quale emergerebbe una omertà concordata in caserma tra alcuni ex cantonieri che avrebbero dovuto essere sentiti dai carabinieri. Intanto gli anni passano, le tracce si cancellano, la gente dimentica - chi non dimentica, se non altro, finge di averlo fatto per evitare ulteriori grattacapi. Resta una sola certezza: l’enigmatica morte di due donne scomparse in una notte di bufera e ritrovate, mesi dopo, quando di loro non rimaneva quasi più nulla. Si dice che tutto ciò che si nasconde sotto la neve, prima o poi, viene svelato: il sole la scioglie a poco a poco, lasciando che le cose si mostrino di nuovo per ciò che erano. Che valga anche per i casi irrisolti?

29/11/2025 12:29
Macerata, l'Iis "Matteo Ricci" fa rete in Europa: certificato il progetto ambientale sulle acque dolci

Macerata, l'Iis "Matteo Ricci" fa rete in Europa: certificato il progetto ambientale sulle acque dolci

L’importanza di tutelare l'acqua, risorsa vitale e fragile, non conosce confini. E in un Pianeta dove ogni goccia d'acqua dolce è collegata al vasto ecosistema marino, l'IIS Matteo Ricci di Macerata ha dimostrato di aver colto questa lezione fondamentale, ottenendo un prestigioso e meritato riconoscimento a livello europeo. Grande è l'entusiasmo nell'Istituto per la certificazione "European Blue School" conferita al suo "Progetto Ecosistema delle acque dolci". Questo traguardo proietta la scuola maceratese nella Rete delle Scuole Blu Europee, un’iniziativa di spicco all'interno della Coalizione EU4Ocean, promossa dalla Direzione Generale Affari Marittimi e Pesca (DG Mare) della Commissione Europea.     Essere una "Scuola Blu Europea" non è un semplice titolo, ma la convalida di un impegno concreto che trasforma l'educazione ambientale in azione. L'Istituto si posiziona così come un punto di riferimento nell'educazione legata all'acqua e al mare, intensificando il lavoro di sensibilizzazione delle nuove generazioni sulle sfide ambientali globali. Il cuore del successo risiede nella metodologia didattica del progetto, che ha coinvolto direttamente gli alunni del corso ambientale dell’indirizzo Chimica, Materiali e Biotecnologie. Sotto la guida dei loro docenti, i ragazzi sono diventati veri e propri ricercatori sul campo, dedicando tempo ed energie all'esplorazione e allo studio attivo degli ecosistemi d'acqua dolce del territorio maceratese. Questo approccio esperienziale non ha solo permesso loro di acquisire competenze scientifiche e tecniche di alto livello, ma ha instillato un profondo senso di responsabilità verso la tutela delle risorse idriche. Il progetto incarna pienamente la filosofia della Rete Blu Europea, dimostrando che l'alfabetizzazione idrica e oceanica, pur partendo da un contesto locale, ha un impatto globale.     A coronare questo risultato, la dichiarazione della dirigente scolastica, Rita Emiliozzi, che ha sottolineato il valore del riconoscimento. "Ricevere la certificazione 'European Blue School' per il nostro Progetto Ecosistema delle acque dolci è un onore che ripaga l'impegno di anni," ha affermato la dirigente. "Questo riconoscimento europeo non solo attesta la qualità della nostra offerta formativa nell'ambito ambientale, ma rafforza il nostro ruolo di scuola 'aperta' e attenta alle sfide globali. I nostri docenti hanno saputo trasmettere ai ragazzi l'importanza della cura e della conoscenza dei nostri ecosistemi, preparandoli a essere cittadini attivi e consapevoli del futuro". Il successo è il frutto della dedizione di un team di docenti appassionati, tra cui Maria Teresa Cottini, Maria Letizia Falcioni, Annalisa Candelori, Elisabetta Crucianelli, Sabrina Rapari e Girolamo Pasquiarello, oltre all'indispensabile supporto degli assistenti tecnici. Con il conseguimento della certificazione, l'IIS Matteo Ricci si impegna a proseguire con rinnovato vigore lungo il percorso dell'eccellenza didattica, promuovendo una cittadinanza sempre più consapevole e attenta al cruciale tema dell'acqua.

29/11/2025 12:00
Potenza Picena, atterra uno "Shooting Star": in base il jet storico dell'Aeronautica Militare

Potenza Picena, atterra uno "Shooting Star": in base il jet storico dell'Aeronautica Militare

La base di Porto Potenza Picena ha accolto un nuovo e significativo elemento nel suo panorama: l'installazione in forma statica di un velivolo storico, il Lockheed RT-33A "Shooting Star", uno dei primi aerei a reazione in dotazione all’Aeronautica Militare italiana. L'inaugurazione, svoltasi alla presenza di numerose Autorità Civili e Militari, ha voluto celebrare il forte legame, quasi settantennale, tra il territorio potentino e l'Arma Aeronautica. Il velivolo RT-33A, un jet che fu impiegato dal 1952 al 1965 per la formazione dei piloti destinati alla nuova linea a reazione, è ora esposto in maniera permanente come simbolo di questa storia condivisa. Alla cerimonia hanno preso parte figure istituzionali di rilievo, tra cui il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, e il generale di squadra Francesco Vestito, comandante Scuole dell’Aeronautica Militare e della 3ª Regione Aerea. L'iniziativa è stata fortemente promossa dal colonnello Marco Attanasio, comandante del Centro di Formazione Aviation English di Loreto – Potenza Picena, con l'obiettivo di "ricordare il forte legame tra il territorio potentino e l’Arma Aeronautica, la cui pregnante presenza risale al 1956 e, in quasi 70 anni, è diventata parte integrante del tessuto sociale locale". Tra le autorità presenti si annoverano anchela il sindaco di Potenza Picena, Noemi Tartabini, il consigliere provinciale Giorgio Pollastrelli, il comandante provinciale dei Carabinieri di Macerata colonnello Raffaele Ruocco, la comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Civitanova tenente di vascello Chiara Boncompagni, oltre a rappresentanze della Polizia della questura di Macerata, dell’ordine militare di Malta, della Croce Rossa Italiana e dell’Associazione Arma Aeronautica.     L'esemplare esposto è un RT-33 proveniente dalla 651ª Squadriglia Collegamenti del 51° Stormo “Vittorio Bragadin” di Istrana (Treviso) ed è stato interamente ristrutturato e riallestito dal personale militare della base locale, a testimonianza della cura e del valore che l'Arma attribuisce alla propria memoria storica. L'installazione in forma statica del Lockheed RT-33A non è solo un monumento aeronautico, ma un tributo al ruolo formativo e sociale che la base di Porto Potenza Picena ha svolto per l'Aeronautica e per la comunità marchigiana nel corso dei decenni.  

29/11/2025 11:14
Civitanova, i Martedì dell'Arte Interrogano l'IA tra pericolo e risorsa: lectio di Giancarlo Trapanese

Civitanova, i Martedì dell'Arte Interrogano l'IA tra pericolo e risorsa: lectio di Giancarlo Trapanese

 Nuovo appuntamento con la diciannovesima edizione dei Martedì dell’Arte, ormai tradizionale rassegna curata dall’Associazione Arte e promossa con il Comune e l’Azienda Teatri.  Martedì 2 dicembre, alle 18, al cine-teatro Cecchetti, ci sarà la lectio di Giancarlo Trapanese su “L’intelligenza artificiale è un reale pericolo o una risorsa?” L’edizione 25/26 vedrà 30 incontri e relatori di altissimo profilo. Sono: Roberto Mancini, Andrea Baffoni, Laura Colò, Michele Fofi, Giulio Vesprini, Mauro Perugini, Giancarlo Trapanese, Stefano Papetti, Roberto Cresti, Paola Ballesi, Peppe Barbera.  Anche quest’anno la presenza agli appuntamenti verrà riconosciuta dal Mur come corsi formativi, al termine dei quali sarà rilasciato un attestato di partecipazione.  

29/11/2025 10:55
Macerata, fine del lungo calvario: via dei Velini riapre al traffico

Macerata, fine del lungo calvario: via dei Velini riapre al traffico

MACERATA -  Dopo un anno e mezzo di disagi, via dei Velini riapre finalmente al traffico in entrambi i sensi di marcia. I lavori principali sono stati completati e la strada è ora percorribile, con la nuova segnaletica orizzontale già tracciata.  La riapertura dell'infrastruttura pone fine a un prolungato periodo di disagi, definito da residenti e automobilisti come un autentico "calvario", caratterizzato da deviazioni, rallentamenti e quotidiane difficoltà di transito. Benché il cantiere fosse stato ufficialmente consegnato il 17 giugno 2024 e l'ultimazione dei lavori fosse inizialmente prevista entro la scorsa stagione estiva, l'intervento ha subito una proroga di due mesi e mezzo. L'opera in questione è stata finanziata con uno stanziamento complessivo di 3,8 milioni di euro. Restano ancora da realizzare alcuni interventi accessori, come l’installazione dell’illuminazione e delle barriere di sicurezza. Queste opere, assicurano dal Comune, potranno essere eseguite senza necessità di nuove chiusure, garantendo così la normale circolazione lungo tutta la via. La viabilità torna quindi alla normalità, mentre i lavori rimanenti verranno portati a termine nelle prossime settimane con modalità che non comporteranno, pare, ulteriori intralci.

29/11/2025 09:15
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