Montecassiano

Rafforzamento videosorveglianza: oltre 230 mila euro per 11 Comuni del Maceratese

Rafforzamento videosorveglianza: oltre 230 mila euro per 11 Comuni del Maceratese

Incremento della videosorveglianza in diversi comuni del Maceratese.  La sicurezza urbana integrata prende vita nel 2017 allo scopo di incrementare il controllo del territorio attraverso l’ottimale utilizzo di dotazioni e risorse umane. Per i progetti presentati nell’anno 2020 sono risultati beneficiari dei contributi i Comuni di Caldarola, Camerino, Castelsantangelo Sul Nera, Civitanova Marche, Fiastra, Montecassiano, Penna San Giovanni, Porto Recanati, Serrapetrona, Treia e Urbisaglia. Questi i Comuni che a seguito dell'approvazione della graduatoria definitiva da parte del Ministero dell'Interno otterranno infatti i finanziamenti statali,  per un importo complessivo di € 231.896,85, per la realizzazione di impianti di videosorveglianza. "Un importante risultato - ha commentato il Prefetto Flavio Ferdani - che assicurerà  ai Sindaci dei Comuni le opportunità preventive e repressive dei sistemi di videosorveglianza; infatti le potenzialità offerte dagli apparati tecnologici consentiranno di far fronte ai fenomeni di delinquenza diffusa e predatoria, contribuendo ad incrementare la sicurezza percepita oltre che quella reale in particolari zone". La realizzazione di tali progetti, frutto di un percorso avviato con la preventiva sottoscrizione di un patto tra il Prefetto ed i Sindaci dei Comuni, consentirà agli enti beneficiari dei finanziamenti di assicurare  più elevati standard di vivibilità e un maggiore decoro della città grazie ad appositi sistemi di videosorveglianza installati nelle zone più esposte a fenomeni delittuosi.    

05/01/2021
Giallo Montecassiano, rilievi della Scientifica in corso nella villetta: presente il nipote di Rosina (VIDEO e FOTO)

Giallo Montecassiano, rilievi della Scientifica in corso nella villetta: presente il nipote di Rosina (VIDEO e FOTO)

Sono iniziati questa mattina i rilievi e gli accertamenti del SIS Sezione investigazioni scientifiche di Ancona e del nucleo investigativo dei Carabinieri di Macerata all'interno villetta di via Pertini a Montecassiano, dove la sera del 24 dicembre scorso era stata trovata senza vita Rosina Carsetti, 78 anni. Presente nell'abitazione anche uno degli indagati, il nipote della vittima Enea Simonetti, accompagnato dal suo legale Valentina Romagnoli che ha parlato a suo nome. "Il ragazzo è molto dispiaciuto per tutto quello che è successo - ha esordito l'avvocato - la scorsa settimana ha perso una persona cara e oggi sta vivendo una vicenda che dal punto di vista umano lo prova in maniera irreversibile. Questa mattina era presente alla villetta perché era necessaria la presenza".  I rilievi della Scientifica proseguiranno, presumibilmente fino al pomeriggio.  Da ricordare come gli interrogatori degli indagati sono fissati per il 7 gennaio, ma la difesa ha preannunciato che si avvarranno della facoltà di non rispondere. Conferito l'incarico per verifiche tecniche all'analista forense Luca Russo per gli accertamenti sui telefoni e il materiale informatico sequestrato.          

05/01/2021
Giallo Montecassiano, proseguono gli accertamenti: al vaglio anche PC e cellulari sequestrati

Giallo Montecassiano, proseguono gli accertamenti: al vaglio anche PC e cellulari sequestrati

Proseguiranno domani rilievi e accertamenti dei carabinieri della Scientifica nella villetta di via Pertini a Montecassiano dove la sera del 24 dicembre scorso era stata trovata senza vita Rosina Carsetti, 78 anni. I familiari conviventi della donna - il marito Enrico Orazi, la figlia Arianna Orazi e il figlio di quest'ultima Enea - avevano riferito di una rapina commessa da un malvivente solitario e che l'anziana sarebbe morta forse a seguito di un malore contestuale all'irruzione o soffocata dallo stesso.  La Procura - il procuratore Giovanni Giorgio e il pm Vincenzo Carusi - ha invece indagato i tre per concorso in omicidio, favoreggiamento, simulazione di reato e maltrattamenti: il 19 dicembre, la donna - morta per soffocamento secondo l'autopsia - si era rivolta a un centro antiviolenza lamentando presunte tensioni e soprusi. Gli interessati negano gli addebiti, ribadendo la tesi della rapina finita male: il marito della vittima, secondo la versione difensiva, sarebbe stato chiuso in bagno dal rapinatore, - corpulento, con il viso coperto da una maschera -, la figlia schiaffeggiata e legata per i polsi mentre il nipote li avrebbe liberati appena tornato dal supermercato. Durante un recente sopralluogo nella villetta a schiera, la difesa - rappresentata dagli avv. Andrea Netti e Valentina Romagnoli - aveva rilevato segni di effrazione sulla portafinestra del cucinino che dà sul retro da cui sarebbe entrato il rapinatore. Sul punto, la Procura parla di "valutazioni difensive". In questo contesto vi sono gli accertamenti avviati, che proseguiranno domani nelle restanti parti dell'immobile: riguarderanno anche la portafinestra alla ricerca di impronte o altri elementi utili per l'inchiesta. Gli interrogatori degli indagati sono fissati per il 7 gennaio ma la difesa ha preannunciato che si avvarranno della facoltà di non rispondere. Conferito l'incarico per verifiche tecniche all'analista forense Luca Russo per gli accertamenti sui telefoni e il materiale informatico sequestrato. (Fonte: Ansa)

04/01/2021
Giallo Montecassiano, la Procura: "La scena del crimine non è stata alterata, seguite le procedure"

Giallo Montecassiano, la Procura: "La scena del crimine non è stata alterata, seguite le procedure"

"Tutti gli accessi alla villetta sono stati effettuati nel pieno rispetto delle regole procedurali e correttezza scientifica, indossando calzari e solo dopo che il personale specializzato dei carabinieri di Ancona aveva isolato i dati materiali ritenuti di interesse investigativo e senza mai che il difensore abbia mosso rilievi nei verbali appositamente redatti anche con la sua partecipazione o comunque in memorie scritte". Lo precisa, in una nota, il procuratore Giovanni Giorgio riguardo l'omicidio di Montecassiano, rispondendo all'avvocato Andrea Netti che difende i familiari della vittima.  Il legale aveva sostenuto, nei giorni scorsi, che la scena del crimine sarebbe stata compromessa dall'eccessivo numero di persone entrate all'interno della villetta, da qui le puntualizzazioni della Procura di Macerata.  L'avvocato Netti aveva inoltre parlato di un indumento, trovato all'interno della villetta,  che sarebbe potuto appartenere solo al presunto rapinatore e anche su questo c'é la risposta del procuratore Giorgio:  "Del presunto indumento indossato dal rapinatore, il difensore ha preferito parlare genericamente  - afferma Giorgio - solo ai rappresentanti della stampa e mai nel corso delle ispezioni sinora effettuate anche con dettagliate videoriprese, all'interno della villetta in presenza dei suoi assistiti, o comunque nelle opportune sedi istituzionali con le modalità previste dal codice di procedura penale".  L'attività investigativa- conclude il procuratore nella nota - continua a svilupparsi con il massimo impegno nel rispetto del segreto investigativo ., consentendo agli indagati e ai loro difensori di esporre pienamente il loro punto di vita anche in occasione dei loro programmati interrogatori" .

04/01/2021
Montecassiano porge l'ultimo saluto a Rosina: funerale aperto solo a familiari e amici stretti

Montecassiano porge l'ultimo saluto a Rosina: funerale aperto solo a familiari e amici stretti

Si sono svolti oggi alla 15 nella chiesa della frazione Valle Cascia di Montecassiano i funerali della 78enne Rosina Carsetti, trovata morta la sera della vigilia di Natale nella villetta a schiera di via Pertini. Il rito religioso avrebbe dovuto svolgersi il 28 dicembre a Sant'Egidio tant'è che inizialmente il nullaosta era anche stato concesso ma la mancanza della firma del procuratore, aveva portato alla revoca e allo slittamento della cerimonia che nel primo pomeriggio di oggi è stata celebrata da don Franco Pranzetti. Nella chiesa sono state ammesse circa 15 persone tra familiari e amici stretti. Oltre Arianna Orazi e Enea Simonetti, rispettivamente figlia e nipote di Rosina, al funerale hanno partecipato anche il marito Enrico Orazi e il figlio della coppia Enea Orazi. La funzione religiosa è durata circa mezz'ora dopodiché il carro funebre, attorniato da una piccola folla di amici e conoscenti, venuti a porgere l'ultimo saluto a Rosina, ha trasportato il feretro verso il cimitero per la sepoltura. Oltre al funerale questa mattina si è anche svolta, alla presenza dei legali di difesa, gli avv. Andrea Netti e Valentina Romagnoli, una nuova ispezione dei carabinieri nella casa di Montecassiano . L'ispezione, è stata effettuata dai militari del SIS Sezione investigazioni scientifiche di Ancona, congiuntamente con i colleghi del nucleo investigativo dei Carabinieri di Macerata, i quali hanno effettuato accertamenti tecnici non ripetibili utili "per acquisire tracce o cose pertinenti al reato utili alla ricostruzione dei fatti" e quindi tese ad avvallorare o smentire la versione dei familiari e far luce sulla morte di Rosina.  

02/01/2021
Giallo Montecassiano, come si stanno muovendo gli investigatori per arrivare alla verità: l'analisi

Giallo Montecassiano, come si stanno muovendo gli investigatori per arrivare alla verità: l'analisi

La maggior parte dei reati violenti comporta una relazione tra una vittima, un aggressore e una scena in cui il crimine si svolge.  La modalità con la quale è possibile stabilire la natura delle relazioni tra questi tre elementi include: l’analisi delle prove fisiche, comportamentali e le dichiarazioni delle vittime o dei testimoni, dove questo sia possibile. Gli investigatori che stanno indagando sull’omicidio di Rosina sono stati impegnati nel sopralluogo tecnico – giudiziario che ha come obiettivo quello di cercare tracce fisiche sulla scena del delitto al fine di ricostruire l’evento criminoso ed identificare il responsabile. L’approccio, come sta emergendo dalle indagini svolte a 360 gradi dagli inquirenti, è quello scientifico falsificazionista, basato sul ragionamento deduttivo o induttivo supportato dall’intuizione e dall’esperienza. L’applicazione di tale approccio scientifico al caso concreto, per quelle che sono le notizie in nostro possesso con il limite del segreto investigativo, porta a sostenere che: "La pista del delitto consumato tra le pareti domestiche è stata indicata dai racconti delle amicizie della vittima e vicini di casa, che farebbero emergere una realtà familiare, quella di Rosina, gravemente compromessa, connotata da violenze, comportamenti vessatori, soprusi  e privazioni.  L’importante dato oggettivo a supporto di tale ricostruzione, oltre al fatto che tali testimonianze sono state rese da più persone e tutte convergerebbero nella stessa direzione, è quello dell’appuntamento che la Carsetti avrebbe preso presso un centro antiviolenza, lamentando presunti soprusi e tensioni in famiglia. A sostegno, invece, della versione della rapina che tutt’ora viene sostenuta dai famigliari di Rosina, vi sarebbero i segni di effrazione che sono stati rinvenuti su una porta sul retro della villetta ed il ritrovamento in casa di un indumento che potrebbe appartenere al ladro, secondo la descrizione del presunto omicida data dalla figlia della vittima". La Procura sta vagliando entrambe le ipotesi ricostruttive, tuttavia qualcosa non torna nella versione della rapina: in base alle testimonianze dei vicini, infatti, nessuno ha visto né sentito nulla di sospetto; nessuno ha udito abbaiare i due enormi cani che vivono nel giardino della villetta né quelli delle case accanto, che di solito reagiscono al primo rumore. Non sarebbe da escludersi, quindi, che il segno di effrazione sia stato realizzato appositamente per simulare una rapina, elemento che il Procuratore verificherà  affidando l’incarico ad un consulente. Per evitare di compromettere il lavoro investigativo è dunque importante l’utilizzo del metodo scientifico falsificazionista, che consiste nella ricerca anche di elementi atti a sconfessare le aspettative generatesi da una prima ipotesi investigativa.            

01/01/2021
Delitto Montecassiano - Nuova ispezione dei Carabinieri del SIS il 2 Gennaio a casa di Rosina

Delitto Montecassiano - Nuova ispezione dei Carabinieri del SIS il 2 Gennaio a casa di Rosina

E' stata disposta per il 2 Gennaio, alla presenza dei legali di difesa, gli avv. Andrea Netti e Valentina Romagnoli, una nuova ispezione dei carabinieri nella casa di Montecassiano dove la vigilia di Natale è stata trovato il corpo senza vita di Rosina Carsetti L'ispezione, effettuata dai militari del SIS Sezione investigazioni scientifiche di Ancona, congiuntamente con i colleghi del nucleo investigativo dei Carabinieri di Macerata, per accertamenti tecnici non ripetibili vedrà impegnati gli investigatori nel rinvenimento di ogni traccia utile "per acquisire tracce o cose pertinenti al reato utili alla ricostruzione dei fatti" e quindi tese ad avvallorare o smentire la versione dei familiari e far luce sulla morte di Rosina Gli avvocati della difesa sostengono di aver gia rinvenuto indizi che confermano la tesi dei familiari secondo i quali si è trattato di una rapina finita male con un malvivente che si era introdotto nell'abitazione. In particolare la difesa indica dei segni di effrazione su una finestra (giudicate dalla procura "valutazioni difensive") ed un abito che non sarebbe riconducibile a persone della famiglia e che potrebbe quindi essere stato lasciato dal malvivente. Il procuratore Giovanni Giorgio e del pm Vincenzo Carusi seguono con grande attenzione la vicenda mettendo in atto ogno accertamento che possa essere necessario alla risoluzione del caso.    

01/01/2021
Giallo Montecassiano, parla la figlia di Rosina: "Sconvolta la nostra vita, presto tutto chiarito"

Giallo Montecassiano, parla la figlia di Rosina: "Sconvolta la nostra vita, presto tutto chiarito"

"Il 24 dicembre la vita della nostra famiglia è stata sconvolta, anziché poter vivere ed elaborare un lutto siamo stati travolti da una vicenda giudiziaria". Lo scrive Arianna Orazi indagata - insieme al padre e al figlio - per l'omicidio della madre Rosina Carsetti, 78enne, soffocata la sera della vigilia di Natale. I familiari respingono l'accusa e sostengono che il decesso dell'anziana fu conseguenza di una rapina messa a segno quella sera verso le 19:30 da un rapinatore solitario, mascherato e con i calzari ai piedi, nella loro villetta a schiera a Montecassiano. "Non abbiamo potuto piangere né stringerci attorno mia madre - prosegue nella nota Arianna Orazi -. Ringraziamo le numerose attestazioni di affetto e vicinanza ricevute, chiediamo agli altri di non giudicare e di rispettare la nostra famiglia. Vorremmo vivere il più possibile in forma privata il funerale e confidiamo nel fatto che presto sarà tutto chiarito. Grazie". Una nuova ispezione dei carabinieri nella villetta a schiera di via Pertini a Montecassiano, dove la sera della vigilia di Natale era stata trovata morta Rosina Carsetti, 78 anni, verrà eseguita il 2 gennaio alle ore 10 per accertamenti tecnici non ripetibili, alla presenza dei legali di difesa, tra cui gli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli, e consulenti. I militari della Sezione investigazioni scientifiche di Ancona e del nucleo investigativo di Macerata procederanno a ispezionare l'abitazione "per acquisire tracce o cose pertinenti al reato utili alla ricostruzione dei fatti". Tre familiari conviventi dell'anziana, la quale il 19 dicembre si era rivolta a un centro antiviolenza per presunte tensioni in famiglia, - il marito Enrico Orazi, la figlia Arianna e il nipote Enea -, sono indagati dalla procura di Macerata per concorso in omicidio, favoreggiamento e simulazione di reato. Non ha convinto gli inquirenti la loro versione dei fatti secondo cui la morte della Carsetti sarebbe derivata da una rapina finita male: quella sera, secondo gli indagati, un rapinatore solitario col volto coperto sarebbe piombato in casa dalla portafinestra del cucinino dove la difesa sostiene ci sarebbero segni di effrazione (per la procura sono "valutazioni difensive"). Poi, sempre secondo gli indagati, il rapinatore avrebbe soffocato Rosina, messo fuori causa il marito della vittima (chiuso in bagno) e la figlia (legata), prima di fuggire con circa 2mila euro verso le 19:30. Il nipote della 78enne non sarebbe stato in casa e avrebbe liberato gli altri due dopo essere tornato dal supermercato. Nella ricostruzione difensiva entrerebbe anche un indumento, forse portato dal rapinatore e rimasto nell'abitazione. Tutti gli elementi sono al vaglio del procuratore Giovanni Giorgio e del pm Vincenzo Carusi determinati a indagare a 360 gradi e a compiere tutti gli accertamenti, anche tecnici, del caso.

31/12/2020
Giallo Montecassiano, fissato al 2 gennaio il funerale di Rosina: la Procura concede il nullaosta

Giallo Montecassiano, fissato al 2 gennaio il funerale di Rosina: la Procura concede il nullaosta

La Procura di Macerata ha concesso il nullaosta per la celebrazione dei funerali della 78enne Rosina Carsetti, trovata morta la sera della vigilia di Natale nella villetta a schiera di via Pertini a MontecassianoI funerali si svolgeranno il prossimo 2 gennaio alle 15 nella chiesa della frazione Valle Cascia di Montecassiano. Arianna Orazi e il nipote Enea - hanno riferito che nell'abitazione verso le 19.30 sarebbe penetrato un rapinatore solitario per rubare e che l'anziana, trovata senza vita in cucina, sarebbe morta per un malore. Gli inquirenti però hanno indagato i tre - che respingono ogni accusa - per concorso in omicidio, favoreggiamento e simulazione di reato: la ricostruzione dei congiunti, infatti, non li ha convinti anche perché la Carsetti si era rivolta a un centro antiviolenza, lamentando presunti soprusi e tensioni in famiglia. Un primo nullaosta al funerale era stato dato in precedenza ma la mancanza della firma del procuratore, aveva portato alla revoca e allo slittamento della cerimonia che avrebbe dovuto svolgersi il 28 dicembre a Sant'Egidio di Montecassiano. Ora è arrivato un nuovo nullaosta, come conferma anche il Comune. Ieri c'è stato un sopralluogo nella villetta a cui hanno partecipato, tra gli altri, inquirenti e due indagati, con i difensori. Uno dei legali, avv. Andrea Netti, ha riferito che sulla portafinestra della cucina che dà sul retro sarebbero stati trovati dei segni di effrazione. Il procuratore Giovanni Giorgio ha parlato di "valutazioni difensive", annunciando che saranno fatti accertamenti, se necessario, anche di tipo tecnico. Gli indagati confermano la versione della rapina.

30/12/2020
Giallo Montecassiano, il legale della famiglia indagata: "evidente un segno di effrazione"

Giallo Montecassiano, il legale della famiglia indagata: "evidente un segno di effrazione"

Nel pomeriggio, nella villetta di via Pertini a Montecassiano, dove la sera della vigilia di Natale è stata trovata morta in cucina - forse per asfissia - Rosina Carsetti, 78enne, si è svolto un sopralluogo per l'ispezione dei luoghi. E' stato voluto dal Procuratore di Macerata Giovanni Giorgio; vi partecipano anche il comandante provinciale dei carabinieri Nicola Candido, uomini della Scientifica e due dei tre familiari della vittima indagati per concorso in omicidio, favoreggiamento, simulazione di reato. Durante il sopralluogo eseguito nel pomeriggio, presenti gli inquirenti, un consulente, due degli indagati e i loro legali, sarebbe stato trovato "un segno evidente di effrazione" su una portafinestra della cucina che dà sul retro della villetta. Lo ha riferito, al termine dell'ispezione, l'avv.Andrea Netti, uno dei legali che assistono i tre familiari dell'anziana deceduta: il marito Enrico Orazi, la figlia Arianna, e il nipote Enea indagati per concorso in omicidio volontario della Carsetti - che qualche giorno prima si era rivolta a un centro antiviolenza - per favoreggiamento e simulazione di reato. Gli indagati hanno riferito che quella sera vi fu una rapina, da parte di un malvivente solitario che, dopo aver messo fuori causa il marito e la figlia della donna, era scappato con circa 2mila euro; durante la rapina la 78enne avrebbe accusato un malore fatale. Il "segno d'effrazione" ha spiegato l'avv. Netti, sarebbe una "scalfittura recente di circa un centimetro all'altezza della maniglia centrale", in sostanza come se qualcuno avesse fatto leva per forzare l'infisso. Sulla questione il procuratore di Macerata Giovanni Giorgio resta cauto e dice : "valuteremo tutte le risultanze emerse nel corso dell'ispezione. Faremo tutti gli accertamenti del caso anche di natura tecnica se necessario". Il procuratore ribadisce di non aver ricevuto alcuna relazione preliminare dal medico legale o indicazioni con lassi di tempo 'ristretti' sull'ora presunta della morte. (Fonte: ANSA)

29/12/2020
Giallo Montecassiano, mappatura delle telecamere intorno alla villetta: si cercano indizi

Giallo Montecassiano, mappatura delle telecamere intorno alla villetta: si cercano indizi

Un sopralluogo per una prima mappatura delle telecamere di videosorveglianza nella zona intorno alla villetta a schiera di via Pertini a Montecassiano (Macerata) - ora sotto sequestro - per acquisire elementi sugli spostamenti di persone e mezzi. È stato eseguito nel pomeriggio di ieri dai carabinieri e dall'analista forense Luca Russo in attesa di dettagliare le verifiche nella serie articolata di accertamenti sulla morte di Rosina 'Rosy' Carsetti, la 78enne trovata morta la sera della vigilia di Natale nella cucina di casa.  I tre familiari della donna - il marito Enrico Orazi, la figlia Arianna e il nipote Enea, quest'ultimo inizialmente chiamato in causa solo per favoreggiamento - sono indagati con l'accusa di concorso in omicidio volontario, favoreggiamento e simulazione di reato. Avevano raccontato agli investigatori che nella casa era penetrato un ladro il quale avrebbe portato via circa 2mila euro, non prima di aver chiuso in bagno il marito della vittima, schiaffeggiato e legato ai polsi la figlia: sarebbero stati liberati dal nipote tornato a casa dal supermercato; una situazione per la quale, secondo la loro versione, l'anziana sarebbe stata colta da un malore fatale. La ricostruzione però non convince gli inquirenti - il procuratore Giovanni Giorgio, il pm Vincenzo Carusi - che vogliono approfondire gli accertamenti: non c'erano segni di effrazione e la vittima si era rivolta pochi giorni fa a un centro anti-violenza per una consulenza legale, prospettando presunte tensioni e liti in famiglia. Gli accertamenti autoptici avrebbero confermato la morte per soffocamento.  (Fonte: Ansa)   

29/12/2020
Covid-19, 74 casi a Montecassiano: contagi in rialzo a Porto Recanati, Tolentino e Macerata

Covid-19, 74 casi a Montecassiano: contagi in rialzo a Porto Recanati, Tolentino e Macerata

Sono stati numerosi gli aggiornamenti forniti nelle ultime 24 ore dalle amministrazioni comunali in merito all'evoluzione del contagio da coronavirus in provincia di Macerata. Continua il sali-scendi di contagi a Tolentino. Secondo quanto comunicato dal sindaco Giuseppe Pezzanesi, infatti, sono ad oggi 89 i casi positivi (otto più dell'ultimo aggiornamento) e 47 le persone che si trovano in isolamento domiciliare (sette meno dell'ultimo aggiornamento). Contagi in lieve rialzo anche nel comune di Macerata dove sono 242 i cittadini che hanno contratto il virus, a fronte dei 239 di Natale.  A Camerino, l'ultimo dato diffuso riporta la presenza di 31 cittadini positivi (sei in più dell'ultimo aggiornamento datato 24 dicembre) e 24  persone in isolamento fiduciario. Di poco superiore all'ultimo "bollettino" il numero dei positivi a Porto Recanati: 64 i contagiati, 133 le persone in isolamento preventivo. "Continua la diffusione del virus in ambito famigliare - ha sottolineato il sindaco Roberto Mozzicafreddo -. Laddove c'è un contagiato, nel giro di qualche giorno si scoprono positivi anche altri membri dello stesso nucleo. Vi preghiamo, ancora una volta, di prestare la massima attenzione e la massima prudenza nei contatti interpersonali. Consideriamo tutti come se tutti fossero positivi.  Rimandiamo a tempi migliori baci ed abbracci". All'Istituto Sassarelli di Fermo salgono a 14 i casi positivi tra gli ospiti della casa di riposo di Monte San Giusto. "Sono stati nuovamente effettuati i tamponi - ha sottolineato il sindaco Andrea Gentili - e sono risultati positivi altri tre ospiti provenienti dalla nostra casa di riposo, che si vanno ad aggiungere agli undici già comunicati in precedenza. Al momento due pazienti sono sintomatici con febbre". Contagi stabili, invece, a San Ginesio dove si contano 5 casi positivi al Covid e 6 persone in isolamento fiduciario, mentre si segnala un nuovo incremento di contagi a Montecassiano: 74 positivi rispetto ai 64 del 23 dicembre, 79 soggetti in isolamento domiciliare rispetto ai 74 dell'ultimo report.  A Cingoli situazione stazionaria: il numero di positivi resta stabile (24), così come quello delle persone in quarantena (33). Stesso dicasi anche per il Comune di Petriolo, dove vi sono sei contagiati e tre persone in isolamento.  Dati in miglioramento, invece, a Loro Piceno dove i positivi sono oggi 8 (-3 rispetto all'ultima comunicazione), con una sola persona in isolamento fiduciario a breve termine.   

28/12/2020
Giallo Montecassiano, figlia e nipote di Rosy tornano alla villetta: un'amica porta dei fiori (FOTO e VIDEO)

Giallo Montecassiano, figlia e nipote di Rosy tornano alla villetta: un'amica porta dei fiori (FOTO e VIDEO)

Non è stata ancora accertata la causa della morte di Rosina Carsetti, la donna di 78 anni trovata senza vita all'interno della villetta a schiera ubicata al civico 31 di via Pertini, a Montecassiano, la sera della vigilia di Natale. L'autopsia eseguita dal medico legale Roberto Scendoni, presso la camera mortuaria dell'ospedale di Macerata, è terminata nella mattinata odierna, ma è stata al momento secretata.  Nelle ultime ore sul registro degli indagati sono stati inseriti i tre familiari con cui la donna abitava nella villetta: la figlia Arianna, il marito Enrico Orazi (titolare di un negozio di ricambi auto a Macerata) e il nipote Enea (leggi di più). Si tratta di un atto dovuto "per scrupolo investigativo" per consentire loro di partecipare all'autopsia. Proprio la figlia Arianna e il nipote Enea questa mattina sono tornati, per la prima volta dopo la morte di Rosy, alla villetta di via Pertini per dare da mangiare ai due cani da guardia presenti nell'abitazione. Cani che, secondo la versione data dai vicini, non avrebbero abbaiato la sera della tragedia.  A scendere dall'auto ed entrare in casa accompagnato dai carabinieri, però, è stato soltanto Enea mentre la madre ha preferito non uscire dall'abitacolo dopo aver notato la presenza dei giornalisti.  Gli inquirenti stanno concentrando la loro attenzione sulle segnalazioni che Rosina Carsetti aveva fatto in merito alla situazione pesante venutasi a creare in casa sua, l'ultima delle quali risale a sabato scorso al Centro Antiviolenza "Sos donna" di Macerata. Nella mattinata odierna dei carabinieri in borghese hanno svolto dei controlli in via Pertini per tentare di rintracciare, dalle telecamere di videosorveglianza, qualche immagine che possa essere d'aiuto nelle indagini.  Attorno alle ore 11:30, inoltre, un'amica di Rosina Carsetti - accompagnata dalla figlia e visibilmente commossa per la sua tragica scomparsa - ha voluto deporre un mazzo di fiori in suo ricordo all'ingresso della villetta, posta sotto sequestro dagli inquirenti (la famiglia di Rosy in questi giorni sta alloggiando in un albergo della provincia).   "Le avevano tolto il telefono, la trattavano male: non le era rimasto più nulla. L'ultima volta l'ho vista un mese e mezzo fa, quando l'avevo invitata a casa mia. Le avevano persino impedito di utilizzare l'auto, poteva farlo solo il sabato. Il perché dell'attrito? Lei mi ha detto di non aver mai fatto nulla di male" ha dichiarato la signora all'inviato di Mediaset Remo Croci. 

27/12/2020
Delitto Montecassiano - Indagati marito, figlia e nipote di Rosy: in corso autopsia e interrogatori

Delitto Montecassiano - Indagati marito, figlia e nipote di Rosy: in corso autopsia e interrogatori

È in corso in questi minuti l'autopsia sul corpo di Rosina Carssetti, 78 anni, trovata morta la sera della Vigilia di Natale nella villetta a schiera di Montecassiano dove viveva con il marito, la figlia ed un nipote. A  svolgerla è il medico legale Roberto Scendoni presso la camera mortuaria dell'ospedale di Macerata: l'ipotesi più accreditata sembrerebbe quella del soffocamento, ma gli ultimi dubbi in merito devono ancora essere sciolti.  All'ospedale di Macerata, sin da questa mattina, erano presenti gli avvocati che assistono la famiglia della donna: Laura Ricci, Sergio Del Medico, Chiara Arcangeli e Gianni Padula. Ricordiamo come, secondo una prima ricostruzione, un rapinatore si sarebbe introdotto nella villetta e avrebbe chiuso il marito di Rosina Cassetti in una stanza, poi si sarebbe imbattuto nella figlia della coppia, prendendola a schiaffi. Sia l’anziano che la figlia sarebbero stati successivamente legati. In un momento successivo sarebbe stata ritrovata la donna deceduta in cucina. Questa ipotesi, però, con il passare delle ore sta progressivamente perdendo quota.  Certo è che nelle ultime ore sta emergendo uno scenario inquietante circa la situazione personale della vittima, che si rivelerebbe molto complessa (leggi di più). La vittima aveva preso contatto con il Centro Antiviolenza "Sos donna" di Macerata, fissando un appuntamento per martedì prossimo con un legale. Proprio in questi minuti gli inquirenti, presso la caserma dei carabinieri di Macerata, stanno interrogando Irene Ortolani, l'operatrice del Centro con cui Rosy aveva interagito sabato scorso quando si era recata a Macerata, accompagnata da un'amica.  Una semplice coincidenza, o un indizio che, inserito nelle indagini coordinate dal procuratore Giovanni Giorgio, potrebbe assumere un rilievo decisivo nello sciogliere i sospetti che si potrebbero intensificare intorno a persone conosciute dalla vittima? Come prima risposta a questa domanda sono stati iscritti nel registro degli indagati per l'omicidio di Rosina Cassetti la figlia Arianna, il marito Enrico e il nipote Enea. Si tratta di un atto dovuto per consentire loro di partecipare all’autopsia di questo pomeriggio. 

26/12/2020
Giallo sul delitto di Montecassiano, Rosy aveva timore di stare in quella casa

Giallo sul delitto di Montecassiano, Rosy aveva timore di stare in quella casa

Lavoro certosino per gli inquirenti che stanno indagando sul caso di Rosina Carssetti, la donna settantottenne trovata morta nella sua abitazione sembrerebbe a seguito di una rapina. Sul posto il Sostituto Procuratore della Repubblica Vincenzo Carusi ed il medico legale, oltre agli uomini della scientifica dei Carabinieri che stanno passando al setaccio ogni centimetro della proprietà. Le attenzioni sono rivolte in particolar modo alle tracce che potrebbe aver lasciato il malvivente, anche se non è chiaro da dove possa essere penetrato nella proprietà visto che il cancello non è stato forzato Gli inquirenti ipotizzano possa aver scavalcato l'altissima recinzione che cinge la casa e pertanto le indagini si sono estese al vialetto retrostante senza tralasciare la ricerca di telecamere che possano fornire risposte importanti Intanto si susseguono indiscrezioni da parte di amici, come il fatto che i cani, dei molossi di proprietà della figlia, non abbiano mai abbaiato nella serata Si è appurato anche che nella casa nessuno abbia risposto al campanello alle 17.30 quando un vicino ha suonato per portare dei doni di Natale Sgomenta la popolazione montecassianese e maceratese che ben conosceva "Rosi", come tutti la chiamavano, anche per l'attività gestita dalla famiglia a Macerata E proprio gli amici fanno trapelare una situazione di disagio della donna, divenuta per lei insopportabile da circa un anno, da quando la figlia con il nipote si è trasferita nella villetta Indiscrezioni non ancora confermate riporterebbero, infatti, come la donna si sia rivolta piu volte alle autorità per segnalare presunte vessazioni vissute in casa. Sembrerebbe anche che la donna si fosse rivolta ad un'associazione di tutela del maceratese che le avrebbe messo a disposizione un legale con il quale si sarebbe dovuta incontrare nei prossimi giorni. Proprio in tale occasione, per riuscire a raggiungere lo sportello di aiuto dell'associazione, la donna si dovette rivolgere ad un amica per farsi accompagnare in quanto le era stata tolta l'auto Chi la conosceva bene, riporta anche che avesse timore di tornare in quella casa e che si fosse rivolta ai Carabinieri dopo l'estate perchè stremata dai soprusi che sosteneva di subire venendo privata persino del telefono e dei soldi. Un velo di mistero che non viene dissipato neanche dalle indagini che non percorrono una strada gia segnata, ma che continuano senza sosta e dove nessuna ipotesi viene esclusa, neanche quella dell'omicidio, Il sostituto procuratore Vincenzo Carusi non si è sbilanciato. «Non c'è nulla di certo, stiamo vedendo e a tempo debito vi faremo sapere qualcosa». Intanto i familiari sono stati sentiti fino a tarda notte dagli inquirenti, prima il marito, poi il nipote e per ultima la figlia che si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Nel pomeriggio è in programma l'ispezione cadaverica della donna che, forse, potrà donare qualche indizio in piu agli inquirenti

25/12/2020

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