Vent’anni, studentessa di filosofia e la voglia di portare uno sguardo diverso dentro le istituzioni. Giulia Maria Pennesi è tra le candidate più giovani della coalizione di centrodestra a sostegno di Sandro Parcaroli a sindaco di Macerata e sicuramente la più giovane in Forza Italia. Una candidatura che nasce dalla volontà di non restare a guardare. «Sento la responsabilità ma anche l’opportunità di portare in politica lo sguardo di una ventenne», racconta. Uno sguardo che parte dalla quotidianità: studenti, universitari fuori sede, giovani che si affacciano al mondo adulto. «L’obiettivo è dare voce a queste esigenze e trasformarle in azioni concrete dentro l’amministrazione».
Una visione che però non si limita ai coetanei. «Credo nel dialogo tra generazioni – spiega – una comunità cresce quando esperienze diverse si incontrano e si ascoltano». La scelta di candidarsi con Forza Italia nasce invece da una chiara identificazione valoriale: «Mi sono candidata perché mi sono riconosciuta profondamente nei valori del partito: un’identità garantista, atlantista, europeista e liberale, ma soprattutto democratica. Forza Italia mette al centro la persona e la sua libertà. Alla mia età ho deciso di mettermi in gioco proprio perché non accetto l’idea che i giovani restino spettatori della politica, senza partecipare attivamente».
Il tema del distacco dei giovani dalla politica resta centrale. «È evidente che oggi c’è sfiducia, lo abbiamo visto anche negli ultimi tempi. Riavvicinare i giovani non è semplice, è un percorso graduale». La chiave, secondo lei, sta nel ripartire dal confronto: «Prima ancora della politica viene il “politico”, cioè la dimensione del sociale, dello scambio di idee. Bisogna riportare i giovani lì, farli esprimere, chiedere cosa pensano. Solo così si può ricostruire anche il rapporto con il voto».
Tra le proposte concrete, una in particolare: la realizzazione di una struttura polifunzionale capace di ospitare eventi sportivi, culturali e anche di rilievo nazionale durante tutto l’anno, soprattutto nei mesi invernali. Un modo per rendere la città più viva e attrattiva.
Sul piano politico, la giovane candidata insiste sulla necessità di superare le contrapposizioni rigide. «Spesso destra e sinistra vengono vissute in modo conflittuale. In realtà ci sono temi che appartengono a tutta la comunità e che richiedono trasversalità. Serve dialogo civile, non aggressivo, che entri nel merito delle questioni e senza scendere sul personale». E aggiunge: «È importante anche riconoscere ciò che è stato fatto, valorizzare il lavoro delle amministrazioni e migliorarlo». Proprio sull’attuale amministrazione sottolinea: «È stato fatto un passo in avanti, un punto di partenza su cui costruire ancora. C’è bisogno di continuità con i lavori intrapresi, ma anche della volontà di migliorare».
Alla domanda finale sul perchè i cittadini dovrebbero scegliere lei, la risposta è semplice e diretta: «Mi piacerebbe che le persone riponessero fiducia in me perché porto una visione fresca, entusiasmo e passione». Un legame forte con la città guida il suo impegno: «Sono molto legata a Macerata e voglio che i giovani non siano solo di passaggio, ma abbiano l’opportunità di costruire qui il loro futuro».
Una candidatura giovane, ma con idee già definite: partecipazione, dialogo e attenzione alle nuove generazioni. Con un elemento in più che rivendica con convinzione: «Sono una donna e credo sia importante una rappresentanza più equilibrata all’interno della politica».
Da Macerata alle capitali europee, il percorso di Giacomo Seri è una scalata all’insegna della magia e del talento. Il prestigiatore, cresciuto nel cuore delle Marche, ha recentemente portato il suo spettacolo tra Italia e Spagna, confermando il suo valore artistico e la capacità di sorprendere il pubblico.
Al Fuorisalone di Milano, Seri ha partecipato a un evento privato organizzato da Candyslab, lasciando gli ospiti a bocca aperta con le sue performance originali e coinvolgenti. Il successo milanese è stato solo il primo passo di un tour che lo ha portato a Barcellona il 25 aprile, dove ha dato il via a un mini tour di nove spettacoli che si concluderà il 4 maggio. Finora, cinque date sono state accolte con entusiasmo, e quattro rappresentazioni attendono ancora il pubblico catalano.
Ma il viaggio di Seri non si ferma in Spagna: il 5 maggio tornerà in Italia, a Fermo, per una conferenza sull’ipnosi, prima di proseguire verso Bologna e poi Stoccarda, tra performance e incontri esclusivi. Un talento che parte da Macerata e non smette di sorprendere.
Il Centro di Raccolta di Fontescodella si ferma per una settimana. Per consentire l’esecuzione di importanti interventi di adeguamento e miglioramento strutturale, la struttura resterà chiusa al pubblico da lunedì 4 maggio fino al termine dei lavori, previsto per sabato 9 maggio.
Il provvedimento segue l'approvazione del progetto esecutivo da parte della Giunta comunale. L’obiettivo è conformare l’impianto agli standard normativi previsti dal Decreto del Ministero dell'Ambiente. Il progetto, redatto dal gestore Cosmari srl, mira a una riqualificazione complessiva dell'area per renderla più funzionale alle necessità dell'utenza maceratese.
Gli interventi tecnici prevedono la realizzazione di una nuova piattaforma in calcestruzzo armato e l'asfaltatura della zona attualmente imbrecciata. Verranno inoltre eseguiti i lavori di allacciamento alla linea fognaria e alla rete elettrica, fondamentali per la piena operatività del sito.
Oltre alle opere strutturali, il piano di riqualificazione prevede l'installazione di un modulo coibentato con spogliatoi e servizi per il personale dipendente. Sarà inoltre implementato un moderno sistema per il rilevamento degli accessi e delle presenze, volto a ottimizzare la gestione dei conferimenti. A completamento dell'opera, si procederà con la sistemazione del verde perimetrale della struttura.
L'investimento complessivo, pari a oltre 43.000 euro, è interamente a carico di Cosmari srl. La spesa sarà contabilizzata all'interno del Piano Economico Finanziario della gestione integrata dei rifiuti, seguendo le disposizioni vigenti stabilite da Arera.
Una giornata all’insegna dell’ascolto, dell’emozione e della progettualità condivisa ha visto protagonisti i vertici della FIGeST in visita alla sede dell’Anffas Sibillini APS. L’incontro ha rappresentato l’avvio di un percorso comune finalizzato a integrare i giochi e gli sport tradizionali nelle attività dedicate al benessere e all’inclusione sociale di persone con disabilità e anziani del territorio.
La delegazione federale era guidata dal presidente nazionale FIGeST Enzo Casadidio, insieme al vice presidente vicario Valeriano Vitellozzi, al presidente regionale Marche Catia Luciani, al presidente provinciale di Macerata Patrizio Romaldini e a Eraldo Riccucci, promotore dell’iniziativa e figura chiave nella nascita della collaborazione.
L’obiettivo condiviso è quello di trasformare la sede dell’Anffas Sibillini in un punto di riferimento sportivo per il comprensorio montano, attraverso attività strutturate legate alle discipline tradizionali della Federazione.
Al centro del confronto, la volontà di utilizzare il gioco e l’attività motoria non solo come strumenti ricreativi, ma come leve di inclusione, autonomia e miglioramento della qualità della vita. La proposta emersa prevede la possibile istituzione di una realtà sportiva interna all’associazione, sotto l’egida FIGeST, con programmi dedicati a ragazzi e operatori.
Nel corso della visita, il presidente Casadidio ha sottolineato il valore sociale dell’iniziativa: “I giochi e gli sport tradizionali sono un linguaggio universale che appartiene a tutti. Metteremo a disposizione i nostri istruttori per creare momenti di sport condiviso e inclusivo. Le persone più fragili devono sentirsi parte dei nostri progetti”.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dall’Anffas Sibillini APS, che ha accolto con entusiasmo la proposta di collaborazione, riconoscendo nello sport un importante strumento educativo e relazionale.
Le discipline della FIGeST, profondamente legate alla tradizione popolare, si prestano infatti a creare contesti di partecipazione e socialità, mettendo sempre al centro la persona.
L’incontro si è concluso con un clima di forte condivisione e con quello che i presenti hanno definito un “abbraccio fraterno”, preludio alla definizione di un protocollo operativo che vedrà presto la partenza di attività congiunte.
L’Assemblea dei soci dell’Associazione Arena Sferisterio ha approvato il bilancio 2025, che si chiude con un utile di circa 12.400 euro, confermando la solidità economico-finanziaria dell’ente e la sostenibilità del suo modello gestionale.
Il documento evidenzia un ulteriore miglioramento della situazione finanziaria, con la riduzione sia dell’indebitamento lordo sia di quello netto. Il valore della produzione supera i 5 milioni di euro, risultato ottenuto grazie al contributo congiunto di istituzioni pubbliche, partner privati e ricavi da biglietteria. Un risultato conseguito in un contesto non semplice, segnato anche da condizioni meteorologiche avverse che hanno inciso su alcune rappresentazioni della stagione 2025.
Resta alta anche la capacità di autofinanziamento: il peso della partecipazione privata risulta infatti quasi equivalente a quello pubblico, a conferma di un equilibrio sempre più strutturato tra le diverse fonti di sostegno.
Sul fronte occupazionale, il personale artistico e tecnico coinvolto si attesta su circa 500 unità, mentre le giornate lavorative complessive delle maestranze raggiungono quota 19.220, a testimonianza dell’impatto economico e occupazionale generato dall’attività dell’ente.
“La tenuta del bilancio dimostra la capacità dell’Associazione di coniugare qualità artistica e rigore gestionale – ha dichiarato il presidente e sindaco Sandro Parcaroli –. Nonostante le difficoltà, abbiamo garantito continuità progettuale, sostenuto il lavoro delle maestranze e rafforzato il ruolo dello Sferisterio come motore culturale e turistico della città”.
La stagione 2025 ha inoltre confermato il valore artistico del Macerata Opera Festival e il crescente sviluppo delle attività formative e collaterali, consolidando il posizionamento dello Sferisterio nel panorama culturale nazionale e internazionale.
Cinquecento panchine non sono solo un numero. Sono vent’anni di campo, di sacrifici, di fiducia conquistata stagione dopo stagione. Roberto Lattanzi, allenatore del Casette Verdini, taglia questo traguardo con l'eleganza che lo ha sempre contraddistinto, ma anche con la consapevolezza di aver costruito qualcosa di importante nel calcio marchigiano.
La celebrazione, tra l’altro, è arrivata in modo inaspettato. “La cosa più bella è stata la sorpresa della squadra e del presidente Pasquali – racconta – non me lo aspettavo. È stato un momento davvero speciale”. Un riconoscimento che va oltre il dato statistico e che premia soprattutto la continuità: “Oggi non è facile restare così a lungo in panchina. Per questo è un traguardo che sento particolarmente”.
Il suo viaggio da allenatore parte nel 2005, quando l’Urbisalviense del presidente Marcello Tombolini gli affida la prima squadra in Eccellenza. È lì che nasce il “mister” Lattanzi, dopo una carriera da calciatore che lo aveva già portato a vivere esperienze fuori dal comune. “Mi ha dato la possibilità di partire subito da una squadra di Eccellenza. È stato il punto di partenza di tutto, ma anche il modo per rimanere aggrappato al calcio. Da giocatore facevo fatica a staccarmi completamente: allenare è stata una bellissima opportunità per continuare a vivere questo mondo”.
E di strada ne ha fatta tanta: Vis Macerata, Folgore Falerone, Helvia Recina, Montefano, Maceratese, fino al lungo legame con il Casette Verdini, dove ha collezionato ben 150 panchine. Un rapporto costruito sulla fiducia reciproca: “Quando una società crede in te, tutto diventa più semplice. Qui ho trovato un ambiente serio, con ragazzi che mi hanno dato tanto sia dal punto di vista tecnico che umano”.
Prima ancora della panchina, però, c’è stata una carriera da calciatore iniziata prestissimo, a 16 anni con la Maceratese. E qui il racconto si fa più personale, più intenso. “Ai tempi era diverso: si faceva meno fatica a buttare dentro i giovani, anche se non c’erano le regole degli under. Alla Maceratese eravamo tanti ragazzi interessanti, c’era un settore giovanile che funzionava davvero bene. La società ci diede la possibilità di metterci in evidenza in prima squadra e questo fu fondamentale”.
Poi il ricordo si fa ancora più vivido: “Io ero di Macerata e per me la Maceratese era tutto. Stavo sempre in tribuna a vedere le partite, sognavo quel momento. Ritrovarmi titolare in prima squadra a 16 anni è stata un’emozione fortissima, difficile da spiegare. È lì che è iniziato tutto”.
Un anno speciale anche per il gruppo di giovani biancorossi: “Quell’anno diversi ragazzi spiccarono il volo: io andai al Milan, Troscè al Bologna, Siroti alla Juventus. È stato un periodo bellissimo, una Maceratese storica che ricordo con grandissimo affetto. Senza quella società e quella fiducia, probabilmente il mio percorso non sarebbe mai partito”.
Da lì, infatti, arriva la chiamata del grande calcio: il Milan di Arrigo Sacchi, nel pieno della sua rivoluzione. “È stata un’esperienza che mi ha formato come persona prima ancora che come calciatore. Sono partito a 17 anni, lontano da casa, in un’epoca senza cellulari. Solo questo ti faceva crescere. Poi a Milanello c’erano regole molto rigide: prima di creare un giocatore, il Milan creava una persona, con principi sani. Questo è ciò che mi è rimasto di più”.
E sul campo, il confronto con un calcio avanti anni luce: “Sacchi è stato un innovatore vero. Ha cambiato il modo di allenarsi e di giocare. All’inizio anche i grandi campioni erano un po’ scettici, poi si sono ricreduti perché i risultati erano straordinari. Ancora oggi si vedono esercitazioni che nascono da quel periodo, dopo più di trent’anni. Questo fa capire quanto fosse avanti”.
Una carriera promettente, però, viene segnata da un grave infortunio. “Dopo la grande fortuna di arrivare al Milan, c’è stata la grande sfortuna dell’incidente. Non è stato un infortunio normale, ma qualcosa di molto serio. L’intervento fu complicato e innovativo per quei tempi. Sono stato fermo oltre un anno”. Il dispiacere resta: “Ero entrato nel giro della prima squadra, facevo parte della rosa. Quell’incidente ha tagliato quello che potevo fare. Forse qualcosa in più si poteva ottenere, questo è il dispiacere più grande”.
Nonostante tutto, Lattanzi ha continuato il suo percorso tra società importanti come SPAL e Trento, prima di iniziare una nuova vita nel calcio. Quella da allenatore. Una carriera lunga e costante, fatta di esperienze diverse ma unite da un filo comune: la passione. Tra i momenti più importanti, le tre vittorie di campionato con Helvia Recina, Montefano e Casette Verdini. “Vincere non è mai scontato, neanche quando parti con i favori del pronostico. Però se devo sceglierne una, quella con il Montefano è stata la più emozionante: abbiamo fatto una scalata incredibile, partendo da dietro fino ad arrivare a vincere. È stato un percorso lungo ma bellissimo, con un gruppo e una società che ricordo con grande affetto”.
E poi il presente, che parla soprattutto Casette Verdini: 150 panchine e un legame forte. “Mi sono trovato subito benissimo. Il presidente mi ha voluto fortemente e ho sentito fiducia fin dall’inizio. Per un allenatore è fondamentale. È una realtà piccola, ma dove si lavora con serietà. Abbiamo ottenuto risultati importanti, dalla promozione alla capacità di mantenerci in categoria con continuità”.
Infine lo sguardo al futuro, con la stessa passione di sempre: “Dire che spero di farne altre 500 è una battuta… però mi auguro di restare il più a lungo possibile nel calcio. È un ambiente sano, che ti fa crescere e ti permette di conoscere tante persone. Poi vedremo cosa succederà, magari anche con ruoli diversi”.
MACERATA - La corsa verso le elezioni comunali di fine maggio entra ufficialmente nella sua fase più calda. Nei prossimi giorni, i principali schieramenti politici ospiteranno in città i vertici nazionali e regionali per sostenere le rispettive candidature alla carica di sindaco.
Il centrosinistra punta tutto sulla mobilitazione di piazza e sul carisma della propria leadership nazionale. Sabato 2 maggio, alle ore 17, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein sarà in piazza Vittorio Veneto per sostenere la candidatura di Gianluca Tittarelli nell'evento dal titolo "Macerata, si riparte". L’obiettivo della coalizione è chiaro: riconquistare il cuore della città puntando su un rinnovato entusiasmo e su un programma che promette di invertire la rotta rispetto all'amministrazione uscente.
La risposta del centrodestra non si è fatta attendere, puntando sulla continuità amministrativa e sulla filiera istituzionale che lega la città alla Regione. Mercoledì 6 maggio, alle ore 21, sarà il presidente della regione Marche, Francesco Acquaroli, a schierarsi apertamente al fianco del sindaco uscente Sandro Parcaroli. L'appuntamento è fissato presso il Banca Macerata Forum di Fontescodella, dove verrà presentato il manifesto programmatico "Macerata continua a crescere". Un incontro che mira a consolidare i risultati raggiunti e a rilanciare la sfida per un secondo mandato nel segno della stabilità.
Con l'arrivo dei grandi nomi della politica, Macerata si conferma l'osservata speciale di questa tornata elettorale, in un confronto che promette di misurare non solo il consenso locale, ma anche i pesi specifici dei partiti a livello regionale e nazionale.
Il Terzo Polo Macerata, guidato dal candidato sindaco Mattia Orioli, esprime soddisfazione per quello che definisce un crescente apprezzamento “bipartisan” verso le proprie proposte programmatiche, in particolare sulla federazione dei Comuni e su altri punti della visione di città capoluogo.
“Registriamo con favore – afferma la lista – un interesse trasversale che arriva da sinistra, destra e società civile rispetto alle nostre idee per rilanciare Macerata nel ruolo che le compete”.
Tra i temi che, secondo il Terzo Polo, stanno raccogliendo attenzione anche al di fuori del proprio perimetro politico, c’è appunto la proposta di una federazione tra comuni, insieme all’idea di sviluppare un polo tecnologico. “Proposte già oggetto di confronto e ora sempre più presenti nel dibattito cittadino”, sottolinea la coalizione.
A mostrare interesse, secondo quanto riportato dal movimento, sarebbero anche esponenti di schieramenti diversi, tra cui Tittarelli per l’area progressista e l’assessore Iommi per il centrodestra, oltre all’avvocato Perticarari, che avrebbe valorizzato in particolare l’ipotesi del polo tecnologico.
Il Terzo Polo evidenzia inoltre il ruolo di Augusto Pellegrini, “che rappresenta un ponte verso questa idea”, anche in seguito alla scelta di lasciare il ruolo di consigliere comunale a Treia per candidarsi a Macerata nella lista. Un percorso che, secondo il movimento, "si inserisce in un progetto già da tempo condiviso anche da altri esponenti della lista".
Tra i temi toccati anche quello del termovalorizzatore, che – secondo il Terzo Polo – “sta diventando centrale nel dibattito cittadino come possibile visione di lungo periodo per un capoluogo moderno e competitivo”.
Ampio spazio anche alla dimensione culturale e turistica, ambiti nei quali la lista rivendica una visione “pragmatica e moderna, ma sempre radicata nell’identità cittadina”. L’obiettivo dichiarato è quello di una città “vicina alle persone, che rimetta al centro la persona nella sua interezza”.
Il Terzo Polo sottolinea infine come il proprio progetto non sia “contro qualcuno, ma per qualcosa”, con l’intento di superare le contrapposizioni tradizionali. “Vogliamo andare oltre il bipolarismo – si legge nella nota – ricreando le condizioni per una politica concreta, lontana da slogan e divisioni sterili”.
“La soddisfazione – conclude la coalizione – nasce dalla consapevolezza che il progetto sta trovando attenzione e interesse. Un percorso riformatore, libero, democratico e popolare che punta a rilanciare Macerata rispettandone la storia, ma proiettandola verso il cambiamento che merita”.
Un evento che unisce cinema, moda ed eleganza per celebrare un traguardo importante. Celeste Fashion festeggia i 25 anni di attività con una serata esclusiva ispirata al grande ritorno de Il Diavolo Veste Prada 2, trasformando il Multiplex 2000 in una passerella di stile e creatività.
A raccontare l’iniziativa è Cinzia Tomassoni, che spiega l’idea alla base dell’evento: «Domani sera, dopo vent’anni torna al cinema con il sequel Il Diavolo veste Prada, un evento che non è solo cinema e che non potevamo lasciarci sfuggire». Un format che richiama le grandi premiere internazionali, reinterpretato in chiave locale per offrire ai clienti un’esperienza immersiva tra fashion e spettacolo.
Grazie alla collaborazione con il Multiplex 2000 di Piediripa, sono stati riservati circa 130 posti, andati esauriti in tempi rapidissimi. «Abbiamo riempito praticamente questi 130 posti in quattro giornate», sottolinea Cinzia Tomassoni, evidenziando l’entusiasmo e la partecipazione che hanno accompagnato l’iniziativa fin dalle prime fasi.
La serata prenderà il via alle 20:30 con un brindisi di benvenuto dedicato a tutte le partecipanti, per poi proseguire con l’ingresso in sala. Il dress code sarà parte integrante dell’evento, ispirato proprio all’estetica iconica del film. «Sarà gradito l’abito elegante con i toni che richiamano la locandina e quindi il rosso, il nero e il bianco», spiega Cinzia Tomassoni, invitando a curare ogni dettaglio per vivere appieno l’atmosfera della serata.
Non mancherà anche un momento dedicato alla valorizzazione dello stile personale, con una selezione dei look più riusciti: «I dieci look migliori vinceranno un premio», aggiunge, rendendo l’evento ancora più dinamico e coinvolgente.
I premi sono stati modulati grazie al supporto delle realtà partner che hanno contribuito alla realizzazione della serata. Tra queste la palestra Live Energy, insieme a Lola parrucchieria, al centro estetico Il Segreto Degli Dèi, alla Farmacia Farmarecanati e alla consulente d’immagine Michela Colonnello, specializzata in armocromia.
L’evento si inserisce in un calendario più ampio di iniziative pensate per celebrare i 25 anni di attività di Celeste Fashion, un percorso fatto di passione, ricerca e attenzione alle esigenze delle clienti. «Proseguono gli eventi per celebrare questo traguardo», conferma Cinzia Tomassoni, anticipando nuove occasioni di incontro e condivisione.
Cinzia Tomassoni ha voluto rivolgere un ringraziamento speciale a tutto lo staff, composto da Daniela Stortini, Veronica Potalivo, Asia Molini e Barbara Riccioni, per l’impegno e la dedizione dimostrati, elementi fondamentali per dare vita a un evento che celebra non solo la moda, ma anche una storia lunga venticinque anni fatta di professionalità e passione.
La Cbf Balducci Hr riparte anche da una delle sue certezze: Clara Decortes vestirà ancora la maglia arancionera nella stagione 2026/27 in Serie A1, per lei sarà la terza stagione consecutiva con questi colori. Il club maceratese annuncia il rinnovo dell’accordo con l’opposta bergamasca, classe 1996, 183 cm di potenza ed esperienza, tra le protagoniste dell'ultimo campionato disputato nella massima serie e appena concluso con l'importante traguardo della salvezza.
Dopo aver contribuito in maniera determinante al percorso della squadra verso la promozione in Serie A1 due stagioni fa, Decortes si è infatti confermata tra i principali terminali offensivi pure nel massimo campionato: 491 punti messi a segno in 30 gare disputate, numeri che la collocano in alto nella classifica marcatrici del torneo. Qualità ed efficienza: Clara Decortes rappresenterà ancora un punto di riferimento fondamentale per l’attacco arancionero anche nella stagione 2026/27.
Per l’opposta si tratta della prosecuzione di un percorso importante in Serie A1, categoria che aveva già affrontato con le maglie di Brescia e Roma. Nel corso della sua carriera ha inoltre maturato una solida esperienza in Serie A2 (Brescia, Orvieto, San Giovanni in Marignano, Roma, Mondovì e appunto Macerata), conquistando ben tre promozioni nella massima serie, a conferma del suo valore e della sua capacità di incidere nei momenti decisivi.
Clara Decortes, hai scelto di restare a Macerata: cosa ti ha convinto?
"Ho scelto Macerata perché qua ormai è quasi come una seconda casa. Sto bene, è un ambiente dove ho potuto giocare a pallavolo con serenità e quindi mi è sembrata la scelta più naturale".
Sarà la prima volta che rimani così a lungo nello stesso Club
"Sì, stare tre stagioni qua significa che non voglio rinunciare a questo bellissimo progetto. È una novità per me, perché tre anni nello stesso posto non li avevo mai fatti, però è una scelta che mi sento pienamente di fare".
È stato il tuo primo anno giocato in Serie A1 con continuità: cosa ti ha lasciato questa stagione?
"È stata una stagione molto impegnativa. Però è stato anche un anno divertente, perché ci siamo continuamente messe in gioco. Io personalmente mi sono messa in discussione e credo di uscire da questa stagione con più consapevolezza: sia del tipo di giocatrice che sono, sia del fatto che posso ancora crescere e dare qualcosa in più".
Ora lo sguardo è già alla prossima stagione, con aspettative ancora più alte
"L’anno prossimo proveremo ad alzare l’asticella. Mi aspetto un campionato come quello di quest’anno: combattuto, sofferto, ma pieno di emozioni. Io sono pronta a mettermi in gioco e a togliermi altre soddisfazioni".
Un incidente stradale si è verificato questa mattina, intorno alle ore 08:40, in contrada Vallebona, nel territorio comunale di Macerata. Per cause in corso di accertamento, un giovane alla guida di una Fiat Panda ha perso il controllo del veicolo, finendo nella scarpata adiacente alla carreggiata.
Sul posto è intervenuta una squadra dei vigili del fuoco del Comando di Macerata. Gli operatori hanno provveduto a mettere in sicurezza il mezzo e ad aiutare l'occupante a uscire dall'abitacolo. Il ragazzo è stato poi affidato al personale sanitario del 118, giunto sul luogo con un'ambulanza per i controlli di rito. Secondo le prime informazioni, il conducente non avrebbe riportato lesioni tanto da rifiutare il trasporto in ospedale.
Il sinistro non ha visto il coinvolgimento di altre vetture. Gli agenti della polizia locale si sono occupati dei rilievi necessari a ricostruire la dinamica dell'accaduto e della gestione del traffico veicolare per consentire le operazioni di recupero dell'auto da parte del soccorso stradale.
Il cartellone della XXXVII edizione di Musicultura entra nel vivo. Dopo l'annuncio della presenza di Brunori Sas, il festival della canzone popolare e d’autore svela i nuovi grandi nomi che calcheranno il palco dello Sferisterio nelle serate finali del 19 e 20 giugno. Un cast che mescola sapientemente la storia della musica italiana con la freschezza delle nuove generazioni.
Per Ron e Tosca si tratta di un gradito ritorno a casa. Entrambi membri del Comitato Artistico di Garanzia di Musicultura, i due artisti sono considerati dal festival una certezza assoluta in termini di qualità. "Artisti come loro sono una garanzia di sostanza - ha dichiarato il direttore artistico Ezio Nannipieri - con la capacità di riversare nella dimensione live un plus di risorse espressive unico".
La loro esibizione è in programma per la serata di sabato 20 giugno, promettendo momenti di grande intensità emotiva sotto le stelle dell'Arena. La serata di apertura di venerdì 19 giugno vedrà invece protagonisti i marchigiani Maria Antonietta & Colombre. Reduci dal recente successo al Festival di Sanremo, il duo porterà a Macerata un progetto artistico che Nannipieri definisce "vivace e fresco", sottolineando come la coppia riesca a completarsi perfettamente non solo nella vita, ma anche nella scrittura delle canzoni. Nella stessa serata di venerdì, il pubblico potrà assistere anche alla performance del già annunciato Brunori Sas.
Le due serate rappresentano l'atto conclusivo di un lungo percorso di selezione che vedrà i vincitori del concorso sfidarsi per il titolo finale proprio insieme a questi grandi ospiti. Con questi nuovi innesti, Musicultura conferma la sua vocazione di "officina della canzone", capace di far dialogare i mostri sacri del cantautorato con le realtà più interessanti del panorama indipendente attuale.
La città di Macerata e la Chiesa Diocesana piangono la scomparsa del Cavalier Giampaolo Nerpiti, per tutti Paolo, spentosi a seguito del rapido aggravarsi di una malattia con cui conviveva da tempo. Nato nel capoluogo il 2 ottobre 1941, Nerpiti è stato una figura di riferimento assoluto per la comunità, capace di coniugare una luminosa testimonianza di fede con una riconosciuta professionalità.
Il suo impegno per la Chiesa locale è stato instancabile: ricopriva infatti l'incarico di Presidente dell’Istituto Diocesano Sostentamento del Clero. Oltre al ruolo istituzionale, la sua vita è stata profondamente segnata dalla spiritualità mariana. Insieme alla moglie Maria, aveva fondato l’Associazione Mariana Regina dell'Amore e la Comunità dei Figli del Sacro Cuore di Gesù, realtà che hanno coinvolto e sostenuto tantissime persone nel loro cammino di fede.
La notizia ha colpito profondamente i vertici della Curia. Il vescovo Nazzareno Marconi, a nome di tutta la Chiesa maceratese, ha voluto tributargli un commosso omaggio: "Giampaolo è stato un prezioso dono di Maria Santissima alla nostra Chiesa Diocesana - ha affermato monsignor Marconi -. Lo raccomandiamo al Signore mentre preghiamo insieme alla moglie Maria, alla Comunità dei Figli del Sacro Cuore di Gesù e a tutti i suoi cari".
La sua testimonianza e la sua dedizione, ben note non solo nel territorio diocesano ma in tutta la città, sono state vissute con coerenza e forza d'animo fino all'ultimo istante. La salma è stata esposta presso il Centro Funerario di via dei Velini n. 235 a Macerata. Le esequie solenni si terranno domani, mercoledì 29 aprile, alle ore 10.30, nella Cattedrale dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista (San Giovanni), dove la comunità potrà stringersi attorno alla famiglia per l'ultimo saluto a un uomo che ha lasciato un segno indelebile nel tessuto sociale e religioso della città.
Si è concluso con una condanna il processo a carico di un’operaia di 43 anni, accusata di aver scaraventato il proprio gatto dal balcone di casa. Il Giudice monocratico del Tribunale di Macerata, Domenico Potetti, ha inflitto alla donna una pena di quattro mesi di reclusione e 4.000 euro di multa per il reato di maltrattamento di animali. La pena è sospesa.
L’episodio risale alla serata del 2 dicembre 2024. Intorno alle 21, un vicino di casa della donna aveva notato un oggetto volare giù da un balcone al secondo piano di una palazzina. Avvicinatosi per controllare, il testimone aveva scoperto con sgomento che si trattava di un gatto bianco e nero.
Sul posto erano immediatamente intervenuti i carabinieri del Nucleo Radiomobile e un medico veterinario per prestare i primi soccorsi all'animale e avviare gli accertamenti che hanno poi portato alla denuncia della proprietaria.
L'imputata, difesa dall'avvocato Paolo Cognini, ha scelto di essere giudicata con il rito abbreviato. Durante l'udienza, la donna ha tentato di respingere le accuse, sostenendo che il gatto fosse particolarmente irrequieto e che si fosse lanciato autonomamente dal parapetto, sottolineando inoltre come il veterinario non avesse riscontrato lesioni permanenti. Una versione che però non ha convinto il giudice, il quale ha accolto la tesi dell'accusa, sostenuta dal pm Francesca D'Arienzo.
Oltre alla condanna penale, il Tribunale ha disposto la confisca definitiva del felino. Se nessuna associazione accreditata presenterà domanda di affidamento, l'animale resterà formalmente sotto la tutela del Comune di Macerata.
Al processo si erano costituite parte civile tre diverse sigle animaliste: Oipa Italia, Leal e "Rispetto per tutti gli animali". Sebbene il giudice abbia riconosciuto la responsabilità penale della donna, ha rigettato le istanze di risarcimento avanzate dai legali delle associazioni. I volontari dell'Oipa hanno già annunciato che seguiranno da vicino l'iter per l'eventuale adozione del gatto, garantendogli una nuova sistemazione sicura.
In una limpida giornata di primavera, la Riviera del Conero ha fatto da cornice a un evento che celebra la forza dei nuovi inizi. Lo scorso 24 aprile, presso il municipio di Sirolo, Marco Battellini e Alina Duleanti si sono uniti in matrimonio, formalizzando un legame nato poco più di un anno fa da un fortuito incontro domenicale.
La cerimonia, caratterizzata da un tono di sobria eleganza, ha visto la partecipazione di familiari e amici vicini. Tra i presenti, hanno voluto portare il proprio saluto anche figure di rilievo istituzionale come Vincenzo Bennardo, direttore generale dei Vigili del Fuoco delle Marche, e Varo Benucci, alto ufficiale della Marina Militare di Ancona, a testimonianza dell'amicizia e della stima che circonda la coppia.
Il seguito dei festeggiamenti si è svolto a Porto Recanati, dove il ristorante Mami ha accolto gli ospiti per un pranzo conviviale. L'atmosfera, intima e raccolta, ha messo al centro il valore degli affetti più cari: accanto agli sposi sedevano le madri, Francesca Ascenzo e Filotea Duleanti, testimoni di un passaggio importante che ha visto l'abbraccio tra due famiglie.
Il momento più significativo della giornata è stato rappresentato dalla presenza delle figlie, Greta e Rebecca per Marco, e Alessia e Francesca per Alina. La loro partecipazione ha trasformato la celebrazione in un autentico progetto di vita condiviso, segnando l'inizio di un cammino comune fondato sulla serenità e sulla reciproca appartenenza.
Un weekend amaro quello appena concluso in via Cioci per l'Ares Safety Macerata, che nella quinta giornata della Serie A1 di Softball ha ceduto il passo alla Lacomes New Bollate. Le lombarde si sono imposte in entrambi i match (6-8 e 2-9), confermandosi la vera rivelazione del campionato e proiettandosi in piena zona playoff. Per Macerata resta il rammarico di aver mostrato solo a sprazzi le proprie qualità, mancando di cinismo nei momenti decisivi delle partite.
La prima sfida è stata una vera battaglia, caratterizzata da continui capovolgimenti di fronte e un totale di 20 valide complessive. Il New Bollate parte forte portandosi subito sul 3-0, ma Macerata risponde con un doppio di Mengoli che accorcia le distanze.
Al quinto inning, l'Ares Safety sembra aver trovato la chiave del match: grazie al triplo di Carter e alla valida di Terrenzio, le padrone di casa effettuano il sorpasso portandosi sul 5-4. La gioia dura però poco: le lombarde pareggiano al sesto e scappano definitivamente al settimo inning grazie a un triplo di Perricelli. Inutile il tentativo finale di rimonta firmato dalla volata di sacrificio di Tittarelli, che fissa il punteggio sul 6-8.
Nel secondo incontro, la Lacomes ha preso il comando sin dalle battute iniziali, sfruttando la potenza delle proprie battitrici. Sotto 4-1 al secondo inning, Macerata non è riuscita a contenere i colpi di Kortokrax e Colino, entrambe autrici di fuoricampo da due punti che hanno scavato il solco definitivo.
Nonostante la volata di sacrificio di Grifagno per il 7-2, l'attacco ospite non ha concesso tregua, chiudendo la contesa sul 9-2 in sole cinque riprese. Un risultato pesante che premia la maggiore scaltrezza delle ospiti, capaci di centrare il terzo "sweep" consecutivo in questo avvio di stagione.
La giornata di A1 ha visto anche l'ennesima conferma delle campionesse in carica del Quick Mill Bollate, ancora imbattute dopo il successo contro Caronno. Negli altri campi, spicca il pareggio tra Castelfranco e Forlì, mentre Saronno e Pianoro imitano il New Bollate centrando bottino pieno rispettivamente contro Collecchio e Rovigo. Per l'Ares Safety Macerata l'obiettivo è ora ritrovare quella determinazione necessaria per finalizzare le situazioni favorevoli in vista dei prossimi impegni.
L’Università di Macerata ospita una puntata speciale di “Un caffè con il Rettore”: il rettore John McCourt ha incontrato Adrián N. Bravi, scrittore argentino di lingua italiana, bibliotecario dell’Ateneo maceratese da trent’anni e una delle voci più originali della narrativa italiana contemporanea. La puntata sarà trasmessa domani, martedì 28 aprile alle 21 sui canali Facebook e YouTube ufficiali di Unimc.
Nato a Buenos Aires, Bravi è arrivato in Italia alla fine degli anni Ottanta per studiare filosofia all’Università di Macerata. Ha scelto di restare, a Recanati, e di scrivere in italiano, una lingua che non era la sua lingua madre, ma che è diventata il suo strumento d’elezione per la creazione letteraria. Il suo primo romanzo in italiano è uscito nel 2004; da allora ha pubblicato oltre dieci libri, tradotti in inglese, francese, spagnolo e arabo.
Il suo romanzo “Adelaida”, dedicato alla vita di Adelaida Gigli Valeiras, nipote del tenore Beniamino Gigli, attraverso le dittature e gli esili dell’Argentina del Novecento, è stato selezionato nella dozzina del Premio Strega 2024 e ha vinto il Premio Comisso 2024. Il suo ultimo libro, “La nuotatrice notturna”, affronta il tema dell’identità e della ricerca delle radici attraverso la storia di un uomo che, alla morte del padre, si mette in viaggio verso il Portogallo. Nel 2026 ha vinto ex-aequo la prima edizione del Premio Volver — Antonio Dal Masetto, dedicato ad autori di madrelingua non italiana che hanno adottato l’italiano come lingua di creazione.
Incidente questa mattina, intorno alle 9:30, in via Spalato a Macerata, dove un’auto e una moto si sono scontrate frontalmente, mentre procedevano in direzioni opposte. Le cause dell’impatto sono ancora in fase di accertamento.
Ad avere la peggio è stato il motociclista, un giovane di 25 anni, che è finito a terra dopo l’urto. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure e disposto il trasporto all’ospedale di Macerata per accertamenti. Secondo le prime informazioni, le sue condizioni non sarebbero gravi.
Illesa, seppur scossa, la conducente dell’auto coinvolta.
L’incidente ha causato qualche rallentamento al traffico. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale, incaricati di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
È morto Marco Campetti, storico gestore della pizzeria Taverna degli Amici, scomparso all’età di 59 anni dopo aver combattuto contro una malattia che lo ha stroncato. La notizia ha destato profondo cordoglio in città e tra tutti coloro che lo conoscevano.
A dare l’annuncio della sua scomparsa è stato il fratello Franco Campetti, con cui Marco condivideva la gestione del locale, attraverso un messaggio carico di dolore: «In chi lo ha conosciuto e apprezzato lascia un grande vuoto. Ciao Marco, il mio cuore è con te». Subito dopo la pubblicazione, il post ha ricevuto un grande numero di messaggi e commenti di vicinanza e ricordo.
Marco Campetti lascia il figlio Tommaso, la sorella Barbara e il fratello Franco. La sua figura era profondamente legata alla storia della pizzeria, punto di riferimento per molti clienti nel corso degli anni.
La Taverna degli Amici ha cambiato sede nel tempo: inizialmente si trovava in via Mozzi, successivamente si è spostata in via Ghino Valenti, per poi stabilirsi da diversi anni in via Roma, dove è diventata una realtà conosciuta e frequentata della città.
A Villa Potenza, in via dell’Acquedotto, si è verificato un incidente stradale che ha coinvolto una donna, sulla settantina, finita in ospedale dopo aver perso il controllo della propria auto. Secondo quanto ricostruito, il veicolo è prima andato a impattare contro una staccionata e successivamente contro un muretto.
Sul posto è intervenuta la polizia locale per i primi rilievi nell’area interessata dall’accaduto. Presenti anche i vigili del fuoco e un’ambulanza del 118, che hanno prestato i primi soccorsi alla conducente.
La donna è stata successivamente trasportata all’ospedale di Macerata, ma le sue condizioni non risultano gravi. Restano in corso ulteriori accertamenti per chiarire le cause che hanno portato alla perdita di controllo del veicolo e alla conseguente sbandata.