Gianmarco Tamberi, altista italiano e campione mondiale indoor, ha pubblicato un post sui suoi profili social in cui si sfoga con i fan mettendo in dubbio sulla propria partecipazione al Campionati del Mondo di Belgrado. Tra i motivi addotti dal già campione olimpico le temperature troppe rigide registrate all’interno della Palaindoor di Ancona che non gli hanno permesso di allenarsi.
“Al Palaindoor era troppo freddo per saltare e già nel riscaldamento mi sentivo che con quella temperatura se avessi spinto avrei rischiato di farmi male e quindi non ho potuto fare questo test fondamentale per le sorti della mia partecipazione”, ha spiegato Tamberi via social.
“Ora le possibilità di riuscire a capire se ha senso partire per i mondiali crollano drasticamente in quanto ho un solo allenamento di tecnica a disposizione questo fine settimana mettere a punto le cose. Non scrivo ancora un no categorico, ma so bene che già sarebbe stata una missione impossibile preparare un mondiale con due sessioni di tecnica, figuriamoci farlo con una”, ha concluso il campione.
La solidarietà prende forma nella Clinica Oncologica degli Ospedali Riuniti di Ancona. Ieri sera è stato ricoverato nella struttura del capoluogo il primo paziente nelle Marche seguito all’Ospedale di Kiev, che è riuscito ad allontanarsi dalle zone di guerra e a raggiungere l’Italia per completare il trattamento radio-chemioterapico interrotto a causa delle ostilità. La moglie e la figlioletta di 5 anni, sono invece rimaste a Kiev.
L’assessore alla Sanità della Regione Marche, Filippo Saltamartini, ha portato il saluto e la solidarietà della Regione Marche al giovane paziente e si è congratulato con gli operatori sanitari per la dedizione e la professionalità.
“Accogliamo una delle prime persone costrette a fuggire dalla guerra in Ucraina – ha spiegato l’assessore -. Un ragazzo giovane, affetto da una grave patologia, che era seguito all’Ospedale di Kiev e che ora potrà proseguire la cura all’Ospedale Torrette di Ancona. La solidarietà della nostra Regione è nota e non si fermerà certamente qui”.
“La Fiaso ha già allestito una rete di solidarietà per trasporto, cura e assistenza sanitaria alla popolazione proveniente dalle aree di guerra – ha affermato Michele Caporossi, Direttore Generale degli Ospedali Riuniti di Ancona e coordinatore regionale Fiaso (Federazione Italiana Aziende Sanitarie Ospedaliere) Marche -. Gli Ospedali Riuniti di Ancona partecipano a questo sforzo collettivo nell’ambito delle iniziative coordinate dalla Regione Marche”.
“Da sempre ci prendiamo cura di tutti, specie di chi ha più bisogno, come i pazienti oncologici che non possono interrompere le cure – ha spiegato Rossana Berardi, membro del Direttivo Nazionale Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Ordinario di Oncologia all’Università Politecnica delle Marche e Direttrice della Clinica Oncologica, Aou Ospedali Riuniti di Ancona -. La nostra missione è lottare per la vita”.
Nelle Marche incremento del 10-15% di incidenza di casi di coronavirus ogni 100mila abitanti durante la settimana in corso. In particolare l'aumento ha riguardato le classi d'età centrali (1.094 casi oggi tra i 25 e i 59 anni) e la fascia dei bambini dai 5 ai 10 anni (168 casi oggi). Per quanto riguarda i positivi, il 67% ha ricevuto tre dosi di vaccino e completato il ciclo. Lo fa sapere la Regione.
Nell'ultima giornata sono stati registrati complessivamente 2.213 casi e, per il quarto giorno consecutivo, l'incidenza è salita anche se in maniera molto lieve, a 659,38 rispetto al 602,03, comunicato il 5 marzo. Resta sopra il 40% la percentuale di positivi tra i tamponi del percorso diagnostico (5.054); in tutto eseguiti 6.826 tamponi che comprendono anche 1.772 del percorso guariti.
La provincia di Ancona ha registrato 650 positivi; seguono Macerata (438), Ascoli Piceno (397), Pesaro Urbino (350) e Fermo (280); 98 i casi da fuori Regione. Le persone con sintomi sono 386; i casi comprendono 614 contatti stretti di positivi, 571 contatti domestici, 35 in ambiente di scuola/formazione, 8 in ambiente di vita/socialità, 4 in ambito lavorativo, 2 assistenziale, 1 sanitario.
(Servizio in aggiornamento)
Conferma del testimonial Roberto Mancini, aggiornamento del Brand "Marche", investimenti sulla promozione e sulla destagionalizzazione, strategie di promozione sui mercati europei di prossimità, partecipazione alle fiere di settore, organizzazione della Settimana del Turismo delle Marche.
Sono alcune delle principali misure contenute nel piano annuale del Turismo 2022, presentato in giunta dal presidente Francesco Acquaroli, in qualità di assessore al Turismo, dopo averlo condiviso con il Tavolo di concertazione del settore, per l'inoltro alla commissione consiliare competente.
Al momento sono 5 milioni di euro di risorse regionali impegnate e finalizzate alle priorità del breve periodo. "Il programma riparte dalla promozione e dalla ridefinizione e rilancio del Brand Marche - afferma Acquaroli - visto come il risultato della sinergia tra le molteplici opportunità offerte dal nostro territorio, come armonia, generata dal connubio tra storia e bellezza del luogo e dei suoi abitanti, che con passione e lavoro creano prodotti d'eccellenza".
"Un concept - aggiunge - che continuerà ad essere interpretato dal testimonial Roberto Mancini, alla luce dei positivi riscontri avuti nella passata annualità. Sarà organizzato un appuntamento di confronto e approfondimento programmatico che abbiamo immaginato come la Settimana del Turismo delle Marche, altrettanto importanti sono gli aggiornamenti ai canali di promozione, le politiche di destagionalizzazione, la partecipazione alle fiere di settore, le iniziative rivolte ai tour operator e agli operatori dell'incoming, interventi per la qualità delle strutture ricettive, solo per citarne alcune". "Un piano concreto - sottolinea il presidente - con obiettivi chiari, che individuano le priorità e i principali assi su cui si muove il lavoro per il rilancio del turismo delle Marche"
Norme igieniche non rispettate e lavoratori non in regola: sigilli a un locale notturno. Sabato notte i Carabinieri della Compagnia di Macerata, insieme ai militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Macerata, del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Ancona e del Nucleo Cinofili di Pesaro, hanno effettuato il controllo di un locale notturno di Corridonia, elevando sanzioni amministrative per complessivi 4.500 euro.
I Carabinieri del NAS hanno accertato inadeguatezze igienico-sanitarie mentre l’Ispettorato del Lavoro la presenza di due lavoratrici risultate prive di regolare assunzione. Oltre alle sanzioni amministrative contestate al titolare del locale, il NIL ha disposto anche la sospensione dell’attività da oggi sino alla regolarizzazione delle due dipendenti.
Vendita di banconote false: blitz delle Fiamme Gialle sulla piattaforma Telegram. Oscurati dalla Guardia di Finanza di Falconara Marittima (17 canali Telegram, con circa 430mila iscritti complessivi, attraverso i quali venivano poste in vendita ingenti quantità di banconote contraffatte (euro, sterline e dollari americani), corredati da relative foto di dettaglio.
Nelle inserzioni individuate, veniva garantita la qualità delle banconote proposte che, come pubblicizzato, erano prodotte in carta di puro cotone, con filigrana, ologrammi metallici e striscia di sicurezza, così da aggirare potenzialmente test rilevatori di banconote false, come quelli a luce ultravioletta (UV) o le penne anticontraffazione.
I prezzi di vendita erano commisurati all'ammontare complessivo di banconote ordinate, con un listino che partiva da un pacchetto di mille euro di banconote contraffatte al costo di 100, a lotti di 35mila euro al prezzo di 2mila. La finanza ha eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip di Ancona su richiesta della Procura. Il sequestro è scattato dopo una complessa indagine delle Fiamme.
Il sistema criminale, spiegano gli inquirenti, operava sfruttando sistematicamente le potenzialità del servizio di messaggistica, trasmettendo direttamente informazioni e proposte di vendita ad un'ampia platea di utenti. I potenziali acquirenti potevano visionare il prodotto attraverso video e foto pubblicati sui canali, apprezzandone le caratteristiche qualitative, garantite da livelli di fedeltà all'originale, con la definizione di diversi codici di classe.
Al Bruno Recchioni, come all’andata, è la Fermana ad aggiudicarsi il derby con l’Ancona Matelica. Entrambi reduci da pari le due formazioni. La Fermana in fiducia dopo il risultato ad occhiali di Lucca, con il rigore parato nel finale da Ginestra a Belloni. Out Urbinati (frattura setto nasale per il capitano), mister Riolfo provava a cambiare le carte in tavola, variando modulo, passando al 4-4-2, con Pannitteri e Rodio esterni offensivi e Marchi e Cognigni in avanti.
Pochissimi i dubbi per mister Colavitto: fiducia all’undici capace di fermare sul pari e far preoccupare sette giorni fa la vice capolista Reggiana. Squalificato Faggioli, indisponibile D’Eramo, come unica variazione il tecnico riportava al centro dell’attacco l’ex Rolfini. Grande la cornice di pubblico, con il record di presenze stagionali al Recchioni.
Prima frazione senza particolari emozioni, ma con tanto agonismo in campo. Ospiti che perdevano Gasperi dopo pochi minuti, sostituito da Papa. A rompere l’equilibrio il match winner dell’andata Pannitteri che su cross di Sperotto cinicamente trovava il palo lontano portando in vantaggio i locali.
Nella ripresa stesso copione dei primi 45’ con una grande occasione capitata sui piedi di Delcarro e la palla che sfilava di poco a lato. Mister Colavitto sceglieva allora la carta Moretti con la Fermana brava però a chiudere tutti gli spazi. Solo un super Ginestra evitava il pari ai biancorossi: prodigioso il doppio intervento sulle incornate scaturite da due calci piazzati.L’Ancona Matelica tornerà in campo sabato prossimo, quando al Del Conero arriverà la Viterbese.
FERMANA (4-4-2): 1 Ginestra; 2 Rossoni, 99 Blondett, 14 Scrosta, 30 Sperotto; 77 Pannitteri (37’ st 23 Alagna), 24 Mbaye, 25 Graziano, 21 Rodio (41’ st 6 Spedalieri); 9 Cognigni (37’ st 18 Frediani), 7 Marchi (41’ st 16 Kyeremateng). A disposizione: 22 Moschin, 8 Sangiorgi, 11 Bugaro, 15 Giannó, 19 Pistolesi, 20 Capece, 29 Simonelli, 32 Tassi. Allenatore Giancarlo Riolfo.
ANCONA MATELICA (4-3-3): 22 Avella; 33 Noce, 25 Masetti, 6 Iotti, 3 Di Renzo; 4 Iannoni, 7 Gasperi (13’ pt 27 Papa, 40’ st 19 Palesi), 8 Delcarro; 21 Del Sole (21’ st 17 Moretti), 9 Rolfini, 10 Sereni (39’ st Vrioni). A disposizione: 12 Vitali, 35 Piergiacomi, 5 Bianconi, 14 Tofanari, 15 Sabattini, 26 Ruani, 28 Maurizii. Allenatore Gianluca Colavitto.
ARBITRO: Sig. Aleksandar Djurdhevic della sezione di Trieste.ASSISTENTI: Sig.ri Giorgio Lazzaroni della sezione di Udine e Marco Toce della sezione di Firenze.QUARTO UFFICIALE: Sig. Valerio Bocchini della sezione di Roma 1.RETE: 36’ pt Pannitteri.NOTE: spettatori 1851 di cui 166 abbonati e 557 ospiti per un incasso complessivo di 11500€ (rateo abbonati 527,67 euro); locali in divisa gialla, pantaloncini blu e calzettoni gialli e portiere grigio, ospiti in divisa rossa, pantaloncini e calzettoni rossi e portiere bianco; ammoniti Iannoni, Mbaye e Noce; corner 3-7; recupero 2’ pt, 6’ st.
I Vigili del fuoco sono intervenuti ieri sera, poco prima delle 22, in via Rodi a Senigallia per l’incendio divampato all'interno di un appartamento sito in una palazzina di quattro piani. La squadra ha provveduto all’estinzione delle fiamme e all’evacuazione delle persone presenti nei 19 appartamenti anche tramite l’ausilio di un’autoscala.
A causa del fumo che ha invaso l’intero edificio, i residenti non hanno potuto fare rientro nelle loro abitazioni.In totale sono 47 le persone evacuate: alcune hanno trovato autonomamente una sistemazione altre presso strutture individuate dal sindaco di Senigallia. Oltre ai pompieri sono intervenuti i sanitari del 118, i Carabinieri e la Polizia Locale. Fortunatamente non si sono registrati feriti. Restano ancora da chiarire le cause del rogo.
La morsa del freddo non allenta la sua presa sulle Marche in questo inizio di marzo. La persistenza di un vortice depressionario sul medio versante adriatico continua a favorire la permanenza di aria fredda e instabile, con ventilazione sostenuta lungo la fascia costiera e mare mosso o molto mosso. Il limite delle nevicate, nelle prossime ore, potrà temporaneamente avvicinarsi a quote pianeggianti. Lo segnala il bollettino meteo della Protezione Civile.
LE PREVISIONI - Nella giornata di domani, domenica 6 marzo, i fiocchi di neve scenderanno sino a quote alto-collinari: le precipitazioni - concentrate al mattino - saranno, comunque, deboli e sparse. Temperature previste in diminuzione con massime che non supereranno i 7 gradi a Macerata. Gelate diffuse, in particolare sui settori interni.
Lunedì 7 marzo, in particolare durante la prima parte della giornata, il limite delle nevicate potrà temporaneamente raggiungere quote pianeggianti. Le temperature non avranno variazioni di rilievo, ma si avranno gelate diffuse in tutto il territorio regionale. Vento forte lungo la fascia costiera, con conseguente mare molto mosso lungo la costa centro-settentrionale, mosso su quella meridionale.
Un parziale miglioramento della situazione meteo è previsto a partire da martedì, con assenza delle precipitazioni e un temporaneo aumento delle temperature.
L'auto va in fiamme: attimi di paura quelli vissuti questa mattina, alle 12 e 30 circa, nel comune di Ancona. Il fatto si è verificato in via Albertini, ma fortunatamente non vi sono state conseguenze per il conducente, che è riuscito ad abbandonare l'abitacolo della vettura in tempo.
Sul posto è intervenuta una squadra dei Vigili del Fuoco di Ancona che - con l'ausilio di due autobotti - ha spento le fiamme mediante l'utilizzo della schiuma antincendio.
Sul posto presente anche la Polizia Locale, per svolgere i rilievi di rito e per la gestione della circolazione stradale visto che il tratto interessato dall'incidente è stato chiuso al traffico per il tempo necessario alla messa in sicurezza dell'area. L'auto, alimentata a metano, è andata completamente distrutta a seguito dell'incendio.
"Vi invito ad accompagnare il popolo ucraino che soffre sotto le bombe con la preghiera e con la nostra solidarietà. Sono quindi qui a proporre una raccolta diocesana di fondi e di aderire all'iniziativa della Caritas Italiana che opera insieme alla Caritas Ucraina e dei Paesi limitrofi". È l'appello dell'arcivescovo prelato di Loreto, monsignor Fabio Dal Cin, delegato pontificio per il santuario della Santa Casa.
"In questo tempo di Quaresima il nostro dialogo con Dio e la nostra sobrietà di vita - scrive mons. Dal Cin - siano una supplica per la pace in Ucraina e nel mondo intero, ricordando che la pace inizia sempre con la nostra conversione personale alla sequela di Cristo. Ci aiuti Maria - scrive ancora il delegato pontificio - a rispondere a ogni forma di violenza, di conflitto e di guerra, con la forza del dialogo, della riconciliazione e dell'amore. Regina della pace, preserva il mondo dalla follia della guerra".
Di fronte alla drammatica situazione dell'Ucraina e alle conseguenti molteplici necessità che stanno emergendo, "si ritiene opportuno - ribadisce una nota - sostenere la Caritas Italiana che è in costante contatto con le Caritas dell'Ucraina e dei Paesi limitrofi. Per garantire un adeguato coordinamento degli interventi sul territorio ucraino o ai confini dell'Ucraina, emerge l'esigenza di dare priorità a una raccolta fondi.
"Caritas Italiana ha già messo a disposizione di quella popolazione un primo contributo di 100mila euro. La Caritas Loretana suggerisce di appoggiare tale iniziativa per garantire le risorse che serviranno a reperire ciò che si renderà necessario nell'evolversi della situazione, ora difficilmente prevedibile" conclude la nota.
Prima settimana con ritorno di parametri sotto la soglia per la zona bianca nelle Marche che si trovano attualmente in zona gialla. Lo fa sapere la Regione. Nella settimana appena trascorsa si è registrato un "appiattimento della curva epidemica" con una "regressione abbastanza ferma nell'ultimo periodo".
Guardando ai soggetti sintomatici, in particolare, si è rilevata "una riduzione dell'incidenza più marcata". Il calo dei sintomatici "sta portando una flessione forte delle ospedalizzazioni". Nell'ultima giornata, sono 1.533 i casi registrati nelle Marche e l'incidenza ogni 100mila abitanti è salita da 584,38 di ieri a 602,03.
Tra i positivi sono 248 i sintomatici; i casi comprendono 501 contatti stretti di positivi, 401 contatti domestici, 29 in ambiente di scuola/formazione, 3 in ambiente di vita/socialità, 2 ciascuno in setting lavorativo, assistenziale, sanitario. In tutto eseguiti 4.796 tamponi di cui 3.497 nel percorso diagnostico con un 'record' di positivi al 43,8%, e 1.299 nel percorso guariti.
A livello provinciale è sempre Ancona, con quasi un terzo del totale, la provincia marchigiana che fa registrare il maggior numero di casi (481), seguita da Macerata (295), Ascoli (258), Pesaro Urbino (241) e Fermo (171): sono 87 i contagiati provenienti da fuori regione.
Nell'ultima giornata scende ancora numero di ricoveri per Covid-19 nelle Marche: ora sono 191 (-1 rispetto a ieri) di cui 19 in Terapia intensiva (numero invariato), 41 in Semintensiva (-2) e 131 in reparti non intensivi (+1); 15 i dimessi. Registrato anche un decesso (una 86enne di Falconara Marittima), che porta il totale delle vittime a 3.613.
I carabinieri della Compagnia di Fabriano (Ancona) hanno denunciato per furto una 22enne, nata in Africa e residente in città, con regolare permesso di soggiorno, di professione badante. Avrebbe rubato gioielli e monili d'oro - tra cui la fede, un anello, una collana, un bracciale, un orologio, un crocifisso - appartenenti alla 90enne fabrianese da lei accudita giornalmente.
È stata proprio l'anziana ad accorgersi di quanto stava accadendo e ha avvertito la figlia. Quest'ultima si è confidata con un'amica che, ignara di tutto, le ha raccontato che pochi giorni prima la giovane badante le aveva affidato alcuni gioielli che non voleva tenere in casa per paura di un eventuale furto.
Li è andati a prendere e, una parte di questi, appartenevano proprio alla 90enne. Dopo gli accertamenti dei carabinieri, la 22enne è stata denunciata per furto.
Si chiama NeMo, il Centro d’eccellenza inaugurato giovedì 3 marzo ad Ancona, altamente specializzato nella cura e nella ricerca per le malattie neurodegenerative e neuromuscolari.
A luglio 2021 l’inizio dei lavori del Centro, pensato per rispondere all’esigenza di molti pazienti delle Marche e delle regioni limitrofe e non costringerli ad affrontare lunghi e difficoltosi viaggi verso le strutture sanitarie del nord Italia.
Situato al quinto piano dell’Ospedale Torrette di Ancona, il Centro è convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale; si estende per 880 mq, è dotato di 12 posti letto per il ricovero ordinario, 2 per i servizi di day hospital e ambulatoriali, 1 palestra riabilitativa e 2 sale comuni studiate per rilassarsi ma anche per dedicarsi alla vita di relazione, il reparto sarà diretto dalla dr.ssa Michela Coccia.
Le 14 differenti specialità cliniche presenti in reparto accompagneranno la persona in ogni fase della malattia: dalla diagnosi, all’attivazione dei percorsi di cura e riabilitazione, ai controlli e follow-up periodici.
“La collaborazione tra le istituzioni ha consentito di concretizzare un progetto di grande importanza - afferma il Rettore Prof. Gian Luca Gregori - per la diagnosi, cura e ricerca scientifica, oltre che assistenza alle persone con patologie neuromuscolari. Il Centro NeMO ad Ancona riuscirà a garantire la presa in carico multidisciplinare del paziente. Con competenze differenti, infatti, si realizzeranno programmi di riabilitazione ad alta specializzazione. La ricerca continua e dobbiamo investire nello studio e nella cura di queste patologie, per dare risposte sempre più personalizzate e concrete per la comunità di pazienti neuromuscolari che in Italia conta circa 40.000 persone”.
Svolta a Jesi per il progetto del grande polo logistico di Amazon nel territorio dell'Interporto Marche, con il completamento dell'iter di autorizzazione ministeriale. Lo annuncia il Comune in una nota stampa, dopo i timori che il proposito non potesse andare in porto (leggi qui).
"Amazon, ci siamo! È giunta questa mattina in Comune la comunicazione del Ministero della Transizione Ecologica dell'esclusione della procedura di Via (Valutazione impatto ambientale) per l'insediamento della piattaforma e-commerce in zona interporto", si legge nel comunicato.
L'amministrazione chiarisce che "per il Ministero sono sufficienti le informazioni già in possesso per prendere atto che l'insediamento non avrà impatti significativi, e dunque ha dato ufficialmente il via libera".
In ragione di questo, i tecnici del Comune hanno trasmesso alla Provincia la richiesta di esclusione della procedura di Vas (Valutazione ambientale strategica), ultimo atto autorizzativo necessario per poter attuare la variante urbanistica.
"È un traguardo straordinariamente importante per Jesi ed il suo territorio" fa sapere il sindaco Massimo Bacci, che parla di "grandi opportunità che l'insediamento garantirà sotto il profilo dell'occupazione e dell'indotto. Si parla di migliaia di posti di lavoro, una enorme boccata d'ossigeno per l'economia e lo sviluppo non solo della Vallesina".
Controlli sulla filiera della pesca: sequestrati 425 kg di prodotto ittico e sanzioni per quasi 33 mila euro. Nei giorni scorsi la Direzione Marittima delle Marche - Comando Regionale della Guardia Costiera - ha coordinato una serie di attività di controllo finalizzate alla tutela del consumatore finale e alla verifica del rispetto delle disposizioni in materia di tracciabilità ed etichettatura dei prodotti ittici in commercio, nonché della salvaguardia degli stock ittici.
Su tutto il territorio regionale sono state effettuate un totale di 61 attività ispettive, che hanno riguardato pescherecci (20), pescherie (9), ristoranti (17), venditori ambulanti (6), grossisti/piattaforme logistiche/mercati ittici (3), spedizionieri doganali (2).I controlli hanno portato all’elevazione di 20 sanzioni amministrative, per un valore di circa 33.000 euro e a 11 sequestri di prodotto ittico di diversa tipologia e specie, per un totale di circa 425 Kg. Ai fini della tutela degli stock ittici, si segnala un’attività svolta nel porto di San Benedetto del Tronto che ha condotto al sequestro di 3 esemplari di tonno rosso sottomisura non dichiarati allo sbarco e rigettati in mare da un peschereccio, successivamente recuperati dai subacquei del Nucleo Sub Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto.
Il comandante del peschereccio è stato quindi sanzionato per le violazioni commesse per un ammontare di oltre 5.500 euro e penalizzato con l’assegnazione di 8 punti in relazione alla gravità delle violazioni occorse. Si registrano ancora sequestri di vongole per superamento dei limiti di pesca giornalieri consentiti per un valore totale, a livello regionale, di circa 170 kg, con sanzioni complessive pari a 7.500 €. Le violazioni riscontrate, oltre a costituire un pericolo per il consumatore finale e a contribuire a depauperare la risorsa ittica, penalizzano gli stessi addetti del settore che operano con onestà e nel rispetto delle regole.
Tra le violazioni più ricorrenti vi è l’errata omessa indicazione di informazioni al consumatore e la mancanza di tracciabilità del prodotto, pertanto si raccomanda sempre di prestare la massima attenzione al momento dell’acquisto di prodotto ittico, facendo particolare attenzione alle informazioni poste sulle relative etichette.
"Con il caro energia e carburanti, le spese sono aumentate a dismisura. Il prezzo del gasolio, arrivato a superare quota 2 euro al litro in autostrada, rappresenta di certo il danno maggiore. Non nego che mi preoccupa non quanto si è verificato fin qui ma quanto potrà accadere con la guerra".
A parlare è Manuele Maggi, ogni giorno in viaggio per lavoro tra la Puglia e le Marche. "Per lavoro mi sposto quotidianamente e per i nostri tre mezzi, solo nell'ultimo mese, c'è stato un aumento superiore a mille euro per le spese relative al gasolio", spiega Maggi.
Il caro prezzi non è però l'unica minaccia attualmente sul campo per agenti di commercio e imprenditori: "I margini di guadagno si stanno riducendo ancora di più sui nostri prodotti con l'aumento dei costi delle materie prime. Nonostante il mio settore di riferimento non abbia subito una crisi durante la pandemia, è pur vero che siamo pronti a tempi bui".
La preoccupazione si sposta adesso sul fronte dell'est Europa, con il pericolo di una guerra che coinvolga tutto l'Occidente: "Riteniamo gli impatti più impegnativi per chi lavora su strada non si siano ancora concretizzati. La protesta degli autotrasportatori che hanno bloccato alcuni porti o autostrade in Italia, è solo l'inizio. Eliminare accise ancestrali dal costo dei carburanti può essere un primo passo per calmierare i prezzi e dare una mano nell'immediato a milioni di lavoratori".
Le conseguenze già discusse del "Decreto Ucraina" (leggi qui) – comprese quelle derivanti dalle sanzioni promosse dall’Ue – rischiano di pesare ancora di più sulla crisi energetica già in atto. Se la Russia chiudesse i rubinetti, come potrebbe sopperire il nostro Paese al 38% di gas naturale da cui dipende? E dove andrebbe presa l’energia per scongiurare il rischio di un collasso?
Tutta l’Italia per funzionare – abitazioni, riscaldamento, fabbriche, industrie, trasporti – ha bisogno di un quantitativo di energia che viene per il 20% circa dalle rinnovabili (la gran parte dall'idroelettrico), per il 33% circa dal petrolio e per il 40% circa da gas naturale. Più un 7% preso da altre fonti secondarie.
Nel 2020 gli italiani hanno consumato consumato circa 71 mld di Smc (metri cubi di gas naturale); di questi 66 mld sono importati dall’estero. Praticamente il 95% di gas naturale proviene da altri Paesi, e il restante 5% è prodotto direttamente in Italia. Le nostre maggiori importazioni vengono da Olanda e Norvegia (2,9%), Libia (4,2%), Azerbaijan (9,5%), Algeria (27,8%) e, soprattutto, Russia (38,2%). C’è poi il 13,1% che passa dal mare: il cosiddetto GNL o gas naturale liquefatto.
COSA ACCADREBBE SE LA SITUAZIONE IN EUROPA ORIENTALE DOVESSE PEGGIORARE?
Le rinnovabili sono da escludere del tutto. Non solo perché al momento non riuscirebbero a compensare adeguatamente il nostro fabbisogno energetico – soprattutto per industrie e trasporti pesanti -, ma anche perché i tempi di approvazione e messa in atto richiederebbero tempi estremamente lunghi. Con effetti visibili solo nel lungo termine.
E nemmeno il nucleare può essere considerato: un po’ per le stesse ragioni delle rinnovabili, e un po’ perché nel nostro Paese rimane ancora un argomento fortemente dibattuto. La necessità di soluzioni a breve termine riguardano l’incremento delle importazioni da altri paesi di gas naturale e GNL, la riapertura delle centrali a carbone e l’utilizzo di gas di stoccaggio.
Nel primo caso, però, bisognerebbe fare i conti con i Paesi dai quali già importiamo gas naturale in rapporto anche ai loro altri accordi commerciali - oltre che del loro personale fabbisogno. Sul fronte GNL, invece, sono gli Stati Uniti a rivestire un ruolo decisivo: a loro spetta infatti l’ultima parola sugli accordi con la Cina e con la regione del Qatar (secondo esportatore mondiale).
Con quest’ultima, in particolare, gli USA vantano accordi di "joint venture" – si pensi alle multinazionali americane che lì si trovano: "ExonMobil" e "ConocoPhilips" – per la gestione degli impianti di liquefazione situati nel polo petrolchimico di Ras Laffan. In più, l’amministrazione Biden dovrebbe persuadere Giappone e Corea del Sud a rinunciare a parte del loro GNL, in modo da dirottarlo verso l’Europa.
Infine, rispetto al gas dello stoccaggio – nove giacimenti in Italia* -, la compensazione sarebbe minima: solo 17 mld di Smc sui 75 mld di cui avremmo bisogno. Stesso discorso per le centrali a carbone – due di queste già riattivate a fine 2021 - poiché riuscirebbero a coprire solamente un 5% del fabbisogno energetico nazionale.
* Otto siti appartengono alla Stogit (gruppo Eni): Brugherio, Minerbio, Settala, Ripalta, Sergnano, Sabbioncello, Cortemaggiore, Fiume Treste (ex San Salvo). Mentre i giacimenti di Collalto (Treviso) e Cellino (Teramo) sono di proprietà dell'Edison
Fonte dati MISE (Ministero dello Sviluppo Economico)
Nell'ultima giornata sono stati 1.158 i casi di positività al Coronavirus nelle Marche: prosegue il calo dell'incidenza che si attesta a 589,51 (ieri 631,67). Lo fa sapere l'Osservatorio epidemiologico delle Marche. Dati che, dunque, confermano il trend di discesa dopo il balzo registrato ieri con l'incidenza totale del virus che era tornata a salire.
Sono 225 le persone con sintomi; i casi comprendono 358 contatti stretti di positivi, 321 contatti domestici, 19 in setting scolastico/formativo, 2 in ambito lavorativo, 3 in ambiente di vita/socialità e uno in setting sanitario.
A livello provinciale solo Ancona supera i 300 casi giornalieri (365); seguono Macerata (246), Pesaro Urbino (199), Ascoli Piceno (158) e Fermo (146); 44 i positivi provenienti da fuori regione. Due fasce d'età superano i 250 casi: 25-44 anni (315) e 45-59 anni (254); poi 14-18 anni (120) e 19-24 anni (108).
Nell'ultima giornata è tornato a salire il numero di ricoveri per Covid-19 nelle Marche dopo il -25 di ieri: ora sono 202 (+6 rispetto a ieri) di cui 21 in Terapia intensiva (+1), 48 in Semintensiva (+2) e 133 in reparti non intensivi (+3); 15 i dimessi.
Tre le persone decedute (una 81enne e una 90enne di Ancona, una 89enne di San Benedetto del Tronto) e il totale sale a 3.609. Il totale dei positivi (ricoveri più isolamenti) è salito a 17.712 (+6) e gli isolamenti domiciliari/quarantene sono in discesa a 16.784 (-143) mentre i guariti/dimessi raggiungono quota 309.913 (+1.149). Gli ospiti di strutture territoriali sono 152 e 12 persone in osservazione nei pronto soccorso.
"Non ci sono profughi in arrivo verso la regione Marche ad oggi; chi sta entrando in Italia sono circa 2mila persone attraverso Veneto e Friuli Venezia Giulia, con mezzi propri, sapendo già dove arrivare, magari hanno qui parenti, famiglie, persone che conoscono, e vengono di loro iniziativa". Così l'assessore regionale alla Protezione Civile Stefano Aguzzi, rispondendo ai giornalisti a margine di una conferenza stampa in cui ha annunciato le misure contro la disoccupazione (leggi qui).
"Da due giorni seguiamo attivamente la situazione profughi, ieri e l'altro ieri ci sono stati incontri tra Regione, Protezione Civile, dipartimento nazionale della Prociv. Per ora nessun accesso diretto alle Marche, - ribadisce Aguzzi - semmai dovessero arrivare profughi nelle Marche, tramite corridoi umanitari o altre iniziative, come Marche, al pari delle altre regioni, noi faremo quanto dovuto per alleviare le sofferenze di queste persone e accoglierle al meglio."
"Non sarebbero persone che vogliono rimanere in Italia ma che, finito questo periodo, speriamo al più presto, vorranno poi rientrare nei luoghi d'origine. Noi siamo pronti ad accoglierli - spiega - anche attraverso l'utilizzo potenziale di un Covid hotel che abbiamo a disposizione a Porto Sant'Elpidio, 20 stanze per 40 posti, due sole sono occupate, contrattualizzato fino a fine marzo e potrebbe esserlo anche per le settimane successive. Ad oggi non c'è questo tipo di richiesta".