“Una legge imbarazzante, senza obiettivi, senza prospettiva, ma soprattutto senza anima”. Si tratta del duro giudizio espresso dal Partito Democratico e da ampi settori della maggioranza in merito all’ultimo bilancio di assestamento elaborato e approvato dalla giunta Acquaroli, il 30 novembre 2021. Parliamo di una manovra da 140 milioni di euro destinati ad interventi per il sociale, i fragili, le infrastrutture e le imprese, corrispondente di fatto al il terzo intervento sul piano economico e finanziario operato dalla Regione rispetto nel 2021 (4,5 milioni per il primo intervento di giungo, e 21 milioni per il secondo a luglio).
«Abbiamo ritenuto opportuno – ha dichiarato l’assessore regionale al bilancio, Guido Castelli - agire attraverso interventi plurimi e modulati di correzione del nostro bilancio, per la necessità di curare con particolare scrupolo e diligenza i conti della Regione in riferimento alla insufficiente copertura da parte dello Stato nazionale dei fondi necessari per affrontare il Covid nel 2021. A fronte di un anno difficile per tutte le Regioni, ci siamo ritrovati con soli 600 milioni messi a disposizione dal Governo, rispetto si 2 miliardi e 200 milioni richiesti dopo l’ultima Conferenza Stato-Regioni. Abbiamo pertanto dovuto gestire la situazione economica in questo contesto così frammentato, difficile e precario, in attesa delle certezze che speriamo avvengano dalla legge di stabilità».
Lo scontro all’interno dell’amministrazione comunale è stato inevitabile, rispetto ad una legge di bilancio bocciata senza appello dai consiglieri del Pd, composta da Maurizio Mangialardi, Andrea Biancani, Antonio Mastrovincenzo, Manuela Bora, Romano Carancini, Anna Casini, Fabrizio Cesetti, e Micaela Vitri. Oltre a lamentare la scarsa permeabilità della giunta Acquaroli rispetto ad alcune proposte di miglioramento, il gruppo di minoranza ha voluto denunciare una vera e propria continuità rispetto al lavoro insufficiente svolto dalle amministrazioni regionali precedenti (l’ultima, quella di Luca Ceriscioli), complici l’arroganza e l’insipienza rispetto alla situazione reale delle Marche.
«Si tratta di una legge ispirata al più classico “vorrei ma non posso” – hanno commentato i consiglieri del Pd -, che dimostra chiaramente come le bacchette magiche sfoggiate dalla destra in campagna elettorale, quelle che avrebbero riaperto gli ospedali, che avrebbero distribuito soldi a pioggia sul sistema delle imprese, quelle che avrebbero sbloccato i cantieri, abbiano già esaurito il loro potere. Tanto è vero che per nascondere le loro mancanze, la giunta e i consiglieri di maggioranza hanno più volte tentato di scaricare sul governo nazionale responsabilità che sono solo loro. Basti pensare che dal governo Draghi sono giunti nelle Marche 10 milioni di euro per i ristori alle attività economiche, ma la giunta Acquaroli, oltre a distribuirli in ritardo, non ha aggiunto un solo euro. Sul tema del sostegno alle Rsa in crisi, inoltre, non solo la destra le aveva inizialmente dimenticate, ma hanno avuto poi il coraggio di bocciare i nostri emendamenti che individuavano oltre 7,6 milioni di euro a copertura dei costi aggiuntivi del 2020 e di parte del 2021, per presentarne all’ultimo momento uno proprio di appena 4 milioni di euro, che non riuscirà a rispondere neppure al fabbisogno del 2020».
Un primo stanziamento di 5,2 milioni di euro, quasi 8 per il sociale (assistenza per i meno abbienti e i soggetti più fragili), circa 5 milioni per il nuovo INRCA, altri 6,8 per l'Ospedale di Fermo, e un ulteriore investimento importante che riguarda il Lungomare nord di Ancona (3,5 milioni di euro). E ancora, 6 milioni per la patrimonializzazione delle aziende marchigiane, circa 3,5 per la tutela del credito, 3,2 per il sostegno alla continuità d'impresa - con riferimento a coloro che, nonostante il Covid, non hanno usufruito della cassa integrazione - e circa 5 milioni a favore delle categorie colpite dalla crisi. Sono questi gli investimenti ufficiali dichiarati dalla giunta Acquaroli con la nuova legge di assestamento del bilancio, rispetto alla quale però si affacianno molte perplessità ed incertezze.
"Avrete le mie cure al meglio che posso, come sempre. Ma sappiate che mi fate schifo".
Sfogo choc contro i no-vax, in un post Facebook, del primario del Pronto soccorso di Pesaro Umberto Gnudi. La dura presa di posizione segue quella del medico di famiglia di Recanati, dottor Amedeo Giorgetti, che nel novembre scorso aveva consigliato ai 'no-vax' di cambiare ambulatorio (attraverso un cartello affisso in studio) stufo di accuse "stupide e offensive" (leggi la notizia qui).
"Sui social cerco di essere il più possibile politicamente corretto - scrive il primario Gnudi su Facebook - ma adesso non posso più farlo. All'ennesimo caso di no vax positivo (anziano con figli no vax, strafottente cinquantenne 'tanto a me non capita', trentenne palestrato 'con questo fisico non ho paura di niente') che vuol dire più lavoro e più rischio per noi sanitari stremati, ma soprattutto meno risorse e posti letto per tutti gli altri malati, vittime innocenti di cieca stupidità, ho perso la pazienza".
"Non voglio più avere a che fare con voi - prosegue Gnudi nello sfogo social - . Siete tra i miei 'amici' di Facebook? Vi prego, se vi è rimasta una briciola di dignità, cancellatevi. Altrimenti, appena me ne accorgo, lo farò io". "Venite in Pronto soccorso malati? Vi curerò, è il mio lavoro, ma senza parlarvi. - aggiunge - Sappiate che vi disprezzo. Non è questione di libertà di pensiero, ma di rispetto per la comunità. Non ne avete, non ne meritate. Avrete le mie cure al meglio che posso, - conclude - come sempre. Ma sappiate che mi fate schifo".
È avvenuto tutto nel giro di pochi minuti. Un uomo in evidente stato di agitazione psicomotoria si è recato, nella giornata di ieri, all'interno dell'ospedale Murri di Fermo senza mascherina, e dopo alcune contestazioni verbali, ha minacciato il personale sanitario e le guardie giurate. Il soggetto era stato invitato ad osservare i protocolli per il contrasto alla diffusione dell'epidemia di Covid-19,e dopo aver indossato malvolentieri il dispositivo di protezione messogli a disposizione, ha atteso alcuni minuti il proprio turno, per poi cominciare a gridare e pretendere di essere subito visitato. Alle ingiurie sono seguite le minacce, fra cui quella di utilizzare un coltello a serramanico custodito in tasca.
Grazie all'intervento immediato di una pattuglia di agenti nelle vicinanze della struttura ospedaliera, è stato possibile evitare drammatiche conseguenze. La polizia ha effettivamente constatato il possesso da parte dell'uomo del coltello a serramanico, prima di arrestarlo, portarlo in Questura e denunciarlo per minacce e porto abusivo di arma da taglio.
[fonte ANSA]
Sta "ripartendo forte" la vaccinazione anti-Covid nelle Marche, ieri ci sono state "12mila somministrazioni". Obbligo di mascherina all’aperto? “Stiamo valutando”. A dirlo, a margine dell'inaugurazione ad Ancona del Reparto Psichiatria di transizione, è il presidente della Regione Francesco Acquaroli.
"In questi giorni - osserva - la curva pandemica nelle Marche è in crescita e le ospedalizzazioni stanno crescendo in media di 2-3 unità al giorno". "Stiamo cercando di capire se ci sarà un intervento del governo centrale e anche quale sia l'orientamento generale. In questa fase occorre fare la massima attenzione, - afferma Acquaroli a proposito di obbligo di mascherine all'aperto -, al di là di indirizzi e specifiche azioni ufficiali, se ci sarà una necessità particolare, ieri si è insediato il dottor Gozzini, (nuovo vertice del Dipartimento salute della Regione; ndr), cercheremo di comprenderlo e tempestivamente come lo scorso anno, eventualmente faremo un'ordinanza per la mascherina anche all'aperto. Intanto, come annunciato dalla Prefettura, "controlli ferrei" in vista dell'introduzione del Super Green pass e una vaccinazione che sta ripartendo. "Ieri 12mila - riferisce Acquaroli - sono numeri che iniziano ad essere elevati e importanti, dovuto anche all'efficienza della macchina".
Un "hub dedicato ai bambini? Non credo che in questo momento sia ipotizzabile, - risponde Acquaroli - è fondamentale la questione dei richiami poi vedremo quello che ci dirà il Cts il ministero. Per noi è fondamentale l'azione del richiamo vaccinale e mettere in sicurezza la parte della popolazione che dopo aver fatto il vaccino tanti mesi fa rischia di aver perso l'immunizzazione". L'ok di Aifa per i bimbi da 5 anni in su? "Da sempre la nostra Regione si adegua all'indirizzo di ministero e Cts.
Segna il passo, dopo molti giorni, l'incidenza di casi positivi al coronavirus su 100mila abitanti nelle Marche: nell'ultima giornata, in cui si sono registrati 439 nuovi positivi, l'incidenza è lievemente scesa da 195,28 a 192,55. I nuovi contagi sono, però, aumentati del 39% rispetto alla settimana precedente. Lo evidenziano i dati dell'Osservatorio epidemiologico della Regione.
E' ancora la provincia di Ancona ad avere il numero più alto di casi (121); seguono le province di Ascoli Piceno (88), Pesaro Urbino (86), Macerata (80) e Fermo (53); 11 casi provengono da fuori regione. I contagi risultano in tutte le fasce d'età con il picco tra 45-59 anni (124); sono 119 i casi tra giovani di età compresa tra 0-18 anni (39 tra 6-10 anni e 36 11-13 anni).
I soggetti che presentano sintomi tra i nuovi positivi sono 108; i casi comprendono contatti stretti di positivi (111), contatti domestici (124), contatti in ambiente di scuola/formazione (17), in setting lavorativo (44) e uno ciascuno in ambiente di vita/socialità, assistenziale e sanitario. Nel complesso i tamponi eseguiti sono 6.272 di cui 3.487 nel percorso diagnostico e 2.785 nel percorso guariti (12,6% di positivi), ai quali aggiungere 1.801 test antigenici (146 positivi rilevati).
Sul fronte ospedaliero, comunica la Regione, sono stabili i valori di incidenza di ricoveri tra vaccinati e non vaccinati: in Intensiva, ad esempio, i ricoveri sono 0,54 su 100mila vaccinati e di 4,47 su 100mila abitanti tra non vaccinati, una proporzione di quasi nove volte tra gli uni e gli altri. Peraltro, in area medica il numero dei ricoverati è in aumento di quattro unità (117), a fronte di dieci dimissioni. Purtroppo, nelle ultime 24 ore, si è anche registrato il decesso di una 86enne di Ancona presso l'Inrca dorica.
Quanto ai vaccini, la popolazione che ha completato il ciclo è pari 75,8% (media Italia 77,1%) a cui si aggiunge un ulteriore 1,9% (media Italia 2,6%) che ha ricevuto solo la prima dose. Il tasso di copertura vaccinale con terza dose nelle Marche è del 31,4% (media Italia 31,8%).
TooA, la macchina rivoluzionaria del gelato, annuncia l’apertura del primo Flagship store in Corso Venezia 8, nel cuore di Milano, mercoledì primo dicembre. Il negozio, situato in Corso Venezia, è caratterizzato da un’architettura e da un design ricercato ed elegante, che spazia dai colori del rosa, all’azzurro, fino al salmone e al giallo ocra. I colori caldi si uniscono al legno laccato e all’acciaio, materiali principali dell’arredamento. Lo store è stato progettato e realizzato dall’architetto Mauro Mattaini.
TooA è un progetto nato due anni fa dal felice incontro di esperti protagonisti del mondo dell’industria e della finanza. Fondatore di TooA e maggiore azionista è Maria Paola Merloni, proprietaria di Indesit Company e già presidente di Confindustria Marche. Coofondatore Aldo Uva, con esperienze in Indesit, Natuzzi, Ferrero e Csm Ingredients. Ceo e coofondatore è Giulio Camillo Zuccoli con esperienze in Accenture e Klecha & Co. come investiment banking associate. L’attività di TooA si svolge tra il quartier generale di Fabriano e le realtà aziendali di Milano, Torino e Parma.
"Non poteva non essere che Milano la città dove aprire il primo negozio di TooA. - dichiara Giulio Camillo Zuccoli, Ceo di TooA -. Da sempre per il Made in Italy questa è la città dell'innovazione, del design, delle rivoluzioni dei consumi e dei costumi. Noi di TooA vogliamo essere gli innovatori di uno dei simboli più iconici dell'Italia: il gelato. Adesso anche noi siamo pronti ad aprirci al pubblico e la vetrina dove ammirare il mondo TooA si affaccia proprio su Milano, la città dove già sono state scritte tante storie importanti. Entrare nel negozio di TooA sarà un viaggio nella bellezza e nella tecnologia ma anche nel gusto e nel sapore. Un percorso elegante e colorato dove l'esperienza non potrà che essere unica perchè, come diciamo noi, TooA è molto più di un gelato". Il brand punta inoltre all’espansione internazionale con una nuova apertura in Lussemburgo nel mese di dicembre.
Palazzo della Provincia, Palazzo Mattei, Palazzo degli Studi, palazzo di via Armaroli (1°piano), quello di via Velluti (sede della polizia provinciale) e di Tolentino (escluso il seminterrato). Sono alcuni degli edicifici più prestigiosi che l'amministrazione del Presidente Antonio Pettinari è riuscita a mantenere all'interno del patrimonio immobiliare della provincia di Macerata a seguito di un confronto durato 5 anni con la Regione, in virtù della riforma dettata dalla legge 7 aprile 2014, n. 56. A fronte del rischio di vedersi sottrarre alcuni dei beni immobili più cari ai cittadini e ai loro antenati, il dibattito sollevato da Pettinari nei confronti della vecchia e nuova Giunta ha permesso non solo di ripartire in maniera accorta e compensativa gli edifici coinvolti - eludendo quindi ogni tipo spesa pubblica - ma anche di salvare il posto di lavoro di circa 440 dipendenti, ricorrendo a trasferimenti e a manovre di prepensionamento.
«Abbiamo tra le mani un patrimonio bello e imponente - ha commnetato il Presidente -, costruito con le mani e il denaro dei nostri antenati, e che rischiavamo di vedere saccheggiato. Serviva buon senso, soprattutto con la Regione che inizialmente non aveva accolto le nostre osservazioni in merito sulla ripartizioni. Con la delibera di ricorso che presentai al TAR il 30 maggio 2016 si giunse finalmente ad un accordo, senza penalizzazioni, sottrazione e trasferimenti di beni provinciali in un altro ente. Un'operazione attenta che venne accolta all'unanimità dal Consiglio Provinciale il 30 luglio 2020, con firma ufficiale della Giunta Acquaroli ad ottobre dello stesso anno. Posso confermare che abbiamo fatto tutto il possibile per rivitalizzare la città».
Originariamente, con il trasferimento delle funzioni definite "non più fondamentali" - come da riforma - si disponeva anche quello dei beni immobili e dei loro uffici che sarebbero passati direttamente alla Regione (come quelli deputati alle funzioni sociali, alla cultura e al turismo), facendo venir meno così la tutela stessa del posto di lavoro della metà dei dipendenti. Una manovra illogica e senza senso, che rischiava di avere un forte peso sul piano sociale, oltre che su quello storico e patrimoniale di Macerata e dei suoi cittadini. Alla Regione, ad oggi, restano ufficialmente i locali di via Alfieri (sede di "Paesaggio, Territorio, Urbanistica, Genio Civile"), i centri perl'impiego di via Moretti e la sala operativa dei Vigili del Fuoco sita in viale dell'Indipendenza, come da accordi presi e in virtù della legge n.10 2001.
Ad aggiungere ulteriore soddisfazione per il lavoro svolto in merito, è stato annunciato entro le prossime settimane il trasferimento degli uffici del settore ambiente nel centro storico. «Sono riuscito a mantenere anche questa promessa - ha concluso Pettinari - perché sono sempre stato convinto che gli uffici più importanti della Provincia debbano trovarsi proprio qui, nel cuore della nostra città».
Marco Mallus, difensore centrale classe 1982, è un giocatore esperto che vanta alle spalle il debutto in serie A con il Treviso nel 2005, 12 presenze in serie B e tanti anni di carriera in serie C. Arrivato quest’anno dal Grottammare alla Monterubbianese, sta disputando il suo primo campionato in promozione. "Le ho fatte tutte adesso" - ha commentato scherzosamente a inizio intervista.
Come è andato il tuo inserimento a Monterubbiano? Hai avvertito la differenza di categoria?
“Mi trovo molto bene, qui ho trovato un ambiente dove si può far calcio in maniera tranquilla. Probabilmente è quello di cui avevo bisogno in questo momento della carriera. Mi rendo conto di aver trovato un ambiente sano, con un bel gruppo, compresi società e allenatore. Riesco ad esprimermi al meglio con molta serenità”.
Avete battuto una Maceratese scesa in campo per vincere nello scorso match, scavalcandola in classifica in una partita molto convincente. Cosa vi aspettavate da quello scontro e come vi eravate preparati?
“Nessuno di noi si aspettava che la partita andasse in quel modo. Sicuramente aver preso un gol così al primo minuto è una batosta pesante, da cui è difficile rialzarsi per qualsiasi squadra e infatti hanno fatto fatica a riprendersi per tutta la partita. Noi invece eravamo scesi in campo già carichi e con tanta voglia di fare bene: quel gol ci ha dato ancora più entusiasmo e ci ha poi permesso di giocare la partita al massimo”.
L’unica sconfitta finora resta quindi quella contro il Chiesanuova. Quale squadra finora ti ha impressionato di più fra quelle affrontate?
“Abbiamo affrontato tutte le più forti ormai: Chiesanuova, Aurora Treia, Monturano Campiglione e Maceratese, ma se devo essere sincero credo che le prime due siano un gradino sopra rispetto le altre. Chiesanuova e Aurora Treia, a mio parere, sono le uniche due squadre a spiccare nel girone: sono arrivato quest’anno e non conosco bene né il campionato né i giocatori che ne fanno parte, ma per quel che ho potuto vedere in campo, nessun altra squadra, nemmeno Maceratese o Monturano, ha la stessa consapevolezza di esser forte. Credo che le altre formazioni debbano ancora tutte sviluppare questa importante caratteristica”.
Mister Cardelli ha commentato a margine della scorsa partita: “Guardiamo sempre dove dobbiamo guardare, il nostro obiettivo è la salvezza”. Condividi questa visione o credi che la Monterubbianese possa puntare più in alto?
“Noi continueremo a fare il meglio possibile e a giocare il nostro campionato. Per il resto condivido quanto ha detto il mister: puntiamo ad ottenere la salvezza il prima possibile, quello che verrà poi sarà tanto di guadagnato e ce lo prenderemo molto volentieri. Il gruppo è così sano e unito che ce lo meritiamo, abbiamo tanta voglia di giocare e di allenarci insieme. Credo che questa sia una delle prerogative principali perché una squadra possa fare bene, e a Monterubbiano si può fare bene”.
"Una manovra necessaria, soprattutto a fronte della precendente non più conforme alle regole dell'Unione Europea". Lo hanno ribadito i deputati del Pd, Alessia Morani e Mario Morgoni, a seguito delle notizie che stanno circolando tra le associazioni di categoria marchigiane circa la mancata proroga del credito d’imposta. Ufficiosamente, quindi, il credito d'imposta per le imprese con sede nel cratere sismico sarà inserito nella manovra di bilancio, dietro la garanzia da parte di Morani e Morgoni di impegnarsi nell'approvazione della norma.
«Sul tema - hanno spiegato i due deputati - abbiamo contattato il sottosegretario agli Affari Europei Enzo Amendola che ci ha informato che il governo sta lavorando all'inserimento in legge di bilancio di una misura, anche a compensazione del 2021, a valere sul nuovo temporary framework della Commissione Europea del 18 novembre, per riconoscere alle imprese del cratere un credito d'imposta di valore pressoché uguale al precedente. Purtroppo il credito d'imposta sisma non era rinnovabile poiché sono passati troppi anni dall’evento calamitoso, per questo si sta ipotizzando una nuova misura».
Cari lettori bentornati a questa nuova puntata della mia rubrica settimanale, nella quale analizzo l’andamento del contagio da coronavirus nelle Marche e in Italia. I casi positivi continuano a crescere con lo stesso ritmo della scorsa settimana, sebbene nelle Marche i sintomatici siano aumentati in maniera molto più decisa rispetto alla media nazionale. Un dato che potrebbe lasciar presupporre un ulteriore peggioramento dello screening. Come oramai assodato, le grandezze ospedaliere stanno seguendo il trend dei contagi, stabilizzandosi - allo stesso modo - nella velocità di crescita.
Per quel che riguardo il focus sulla situazione che interessa ciascuna regione italiana, va sottolineato come la provincia autonoma di Bolzano sia ancora in bilico sulla zona gialla e, probabilmente, entro la prossima o tra due settimane ci sarà il passaggio di fascia, sebbene siano già state adottate delle micro zone rosse. In generale i contagi sono in aumento ovunque. Proiettando la crescita del settimanale dei contagi sulle grandezze ospedaliere, anche le Marche - entro 3 o 4 settimane - potrebbero finire in zona gialla.
Certamente la notizia del momento è quella riguardante la variante Omicron e molti media, ma anche alcune case farmaceutiche, hanno fatto un po' di spargimento di terrore. Forse troppo prematuramente. Le cose che conosciamo sono l'alto numero di mutazioni presenti nella variante. Mutazioni che "potrebbero" rendere meno efficaci i vaccini. I casi identificati sono, però, ancora troppo pochi per avere dati certi. Inoltre quasi tutti i contagiati dalla variante Omicron presentano sintomi lievi o assenti: le mutazioni, pur favorendone la diffusione, potrebbero aver reso meno aggressivo il virus. Prima di farsi prendere dal panico bisogna aspettare di avere dati più certi sull'efficacia dei vaccini, specie nel prevenire i casi gravi.
Concludo analizzando la situazione del Regno Unito, dove le restrizioni sono quasi assenti a fronte di una copertura vaccinale discreta e di un ottimo sistema di tracciamento. I casi accusano un lieve trend di salita, ma ricoveri e decessi sono in discesa. Sarà interessante comprendere cosa accadrà quando la viarante Omicron entrerà in circolo e come varierà il tasso di letalità che, attualmente, si assesta a circa lo 0.3%.
Autocarro a due piani va a fuoco in A14: immediato l'intervento dei vigili del fuoco. Il fatto si è verificato nel pomeriggio tra gli svincoli di San Benedetto del Tronto e Grottammare, all'altezza del chilometro 307,900, in direzione Ancona.
I pompieri sambenedettesi hanno scongiurato che l’incendio investisse tutto il camion con il suo carico, spegnendo le fiamme prima che raggiungessero i due nuovi furgoni trasportati nel rimorchio. Il rogo si è originato dalle ruote posteriori dell'autocarro, a causa di un blocco dei freni. Il conducente non ha riportato danni fisici. Si sono segnalati anche momentanei disagi alla circolazione stradale per consentire il completamento delle operazioni di messa in sicurezza dell'area.
Sanitari no vax fanno ricorso al Tar. Sono quasi 400 i dipendenti di strutture sanitarie pubbliche e private delle Marche che, dopo essere stati sospesi dal lavoro a causa del loro rifiuto di sottoporsi all'obbligo vaccinale contro Il Covid, ora formano una sorta di “class action” e presentano ricorso al Tribunale amministrativo. Il Tar Marche, dal canto suo, ha chiesto un’integrazione alle parti, senza entrare nel merito della questione.
Del ricorso si è occupato l’avvocato genovese Daniele Granara, il quale ha già avviato analoghe iniziative giudiziarie in varie regioni italiane. Sono tre i principi alla base del ragionamento dei ricorsi: l'incertezza "sui rischi derivanti dall'assunzione del siero" e le "sperimentazioni con tempi troppo brevi per considerarle affidabili", la "percentuale di fallimenti nel produrre immunità dovuti alle nuove varianti" e, infine, "l'illegittimità dell'imposizione ai lavoratori della sanità". Secondo quanto scritto nel ricorso "l'Italia ha approvato un singolare e liberticida obbligo vaccinale in capo ai sanitari costretti a sottoporsi a uno dei quattro vaccini autorizzati in Italia senza avere la certezza della loro efficacia e sicurezza". Il Tar rileva, però, che ci sono sentenze contrastanti sulla giurisdizione in questo tipo di ricorso e i giudici hanno dunque dato due settimane alle parti, per chiarire meglio questo aspetto . Da sottolineare però, come tutti i ricorsi di questo tipo presentati sinora ai vari Tar regionali, siano stati respinti proprio per inammissibilità e difetto di giurisdizione.
Quasi 4 milioni verranno stanziati per gli interventi sulle strade provinciali delle così dette “Aree interne”, ovvero 17 comuni della provincia di Macerata selezionati dal Ministero dei Trasporti. Il decreto nazionale stabilisce l’allocazione di ulteriori 3.887.000,00€ da suddividere annualmente dal 2021 al 2026. La distribuzione di questo denaro è stata discussa nell’assemblea con i 17 sindaci dei comuni interessati, che hanno collaborato con il presidente della provincia Pettinari per formulare una valida soluzione, approvata poi all’unanimità dai membri.
Interventi di pavimentazione delle strade provinciali interesseranno molti chilometri di quelle aree che, a causa del sisma, stanno subendo un grave fenomeno di spopolamento. “Dobbiamo garantire un futuro alle aree montane della provincia, – dice Pettinari – ristabilire i servizi e creare nuove opportunità lavorative”.
Per invertire la tendenza demografica è importante ristabilire i solidi pilastri su cui ogni comunità poggia, a partire dalle scuole: da qui l’appello del presidente della provincia a mettere da parte la razionalizzazione in favore di un approccio più umano. “Bisogna scommettere sul futuro per ripopolare questi territori- dice il presidente - è necessario riattivare i servizi anche se i numeri lo impedirebbero, solo così possiamo permettere alle comunità in difficoltà di ripartire”.
Dei Comuni maceratesi rientrano nel piano dell’Area Interna decisa dal Ministero, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Gualdo, Monte Cavallo, Monte San Martino, Muccia, Penna San Giovanni, Pieve Torina, San Ginesio, Sant’Angelo in Pontano, Sarnano, Serravalle di Chienti, Ussita, Valfornace e Visso. Ecco, nel dettaglio, il piano di interventi:
Continua a salire l'incidenza di casi di positività al coronavirus ogni 100mila abitanti nelle Marche: sono 475 i casi registrati in 24ore e l'incidenza sale da 187,70 a 195,28 ogni 100mila abitanti. Lo comunica il Servizio Sanità della Regione.
La provincia di Ancona fa segnare il maggior numero di contagi in un giorno (137); seguono le province di Pesaro Urbino (116), Macerata (83), Ascoli Piceno (69), Fermo (52); 18 casi da fuori Regione. I soggetti con sintomi sono 111; i casi comprendono 118 contatti stretti di positivi, 137 contatti domestici, 20 in ambiente di scuola/formazione, cinque in ambiente di lavoro, due di vita/socialità, uno in setting assistenziale e due sanitario.
Tra i nuovi contagiati - i casi sono distribuiti in tutte le fasce d'età - ci sono 130 ragazzi fino a 18 anni, altrettanti tra i 25 e i 44 anni, 25 tra i 19 e i 24 anni; anche la fascia 45-59 anni presenta oltre 100 nuovi contagi (112). Il totale di tamponi eseguiti è 7.488 di cui 4.229 nel percorso diagnostico di screening e 3.259 nel percorso guariti (11,2% di positivi), a cui si sommano 2.170 test antigenici (198).
Praticamente costante la percentuale di ricoveri in Terapia intensiva riguardante vaccinati (incidenza 0,54 su 100mila) e non vaccinati (4,47 su 100mila abitanti); la medesima incidenza per i ricoveri in area medica è rispettivamente di 2,63 e 11,66 e per i positivi generali 21,83 e 58,23. In terapia intensiva il 75% dei ricoverati non è vaccinato, il 25% è vaccinato (in area medica il 62% e 38%). Il numero totale di ricoveri cresce di tre unità rispetto a ieri (113), così come aumenta di due unità quello dei pazienti in terapia intensiva (26). Si registrano, purtroppo, anche due decessi nelle ultime 24 ore: un 71enne di Montefortino che ha perso la vita presso l'ospedale di Ascoli Piceno e un 50enne di Monterubbiano spirato all'ospedale "Murri" di Fermo. Entrambi presentavano patologie pregresse.
Attraverso i dati raccolti da Ministero della Salute, ADM (Agenzia Dogane e Monopoli), Ministero dell’Economia e Finanza, è stato possibile delineare l’ultimo profilo aggiornato del nostro Paese rispetto al consumo del gioco d’azzardo. Anche qui, come in altri settori, gli effetti della pandemia da Covid-19 hanno avuto un deciso impatto, segnando da una parte una flessione del gioco fisico, dall’altra la crescita di quello online.
Escludendo i 5 mesi di chiusura totale del 2020, già nel periodo successivo delle restrizioni parziali è stato evidente il salto di percentuale a livello nazionale di entrambe le modalità: dal 2,4 all’8 per cento per il gioco fisico, dall’8 al 13 per cento per quello online. Assieme a questi dati, è opportuno sottolineare l’incremento degli utenti che già risultavano attivi nell’ambito delle scommesse (oltre il 20 per cento), a fronte di quello relativo ai “nuovi iniziati” (intorno al 2 per cento dalla fine del lockdown).
In Italia, dunque, la raccolta pro-capite per il gioco d’azzardo è arrivata a 2.180 euro. Complessivamente, parliamo di valori che toccano i 110,5 miliardi di euro pro-capite (74,1 miliardi da gioco su rete fisica e 36,4 dall’on line) a livello nazionale, dove a guidare la classifica è la Regione Lombardia.
Per quel che riguarda le Marche, invece, il “Libro Blu 2020” dell’ADM ha sancito un calo del gioco d’azzardo in generale di oltre 32 punti in percentuale rispetto all’anno precedente, numeri che restano comunque influenzati dalla frequenza d’accesso alle sedi predisposte (e quindi al possesso del green pass per accedervi). Anche qui, il gioco online è stato segnato da un deciso slancio di crescita, raggiungendo i 46 punti percentuali su tutto il territorio – fra vecchi e nuovi utenti – attraverso le diverse modalità di fruizione e spesa: videogiochi su tablet o social network, bonus senza deposito, bonus di benvenuto, poker e scommesse. Un tasso di crescita costante, segnalato già nel 2019, e con l’exploit alcune province maggiormente interessate dal fenomeno, come Macerata: 469 milioni di euro giocati in modalità fisica a fronte dei 164 milioni per via telematica.
Rimane, nel frattempo, al centro di molte polemiche la decisione da parte del Comune di Civitanova Marche di non costituirsi parte in giudizio rispetto ai ricorsi presentati da una società privata che si è vista bloccare l’apertura di una nuova sala slot in via Pellico (leggi qui), evidenziando un comportamento – come definito da Giulio Silenzi, ex vicesindaco PD di Civitanova – poco trasparente e incline a favorire la diffusione del gioco con le videolottery e le macchinette, indipendentemente dalla distanza dai luoghi sensibili o dagli effetti sulle finanze dei cittadini. Ad alimentare ulteriori tensioni fra le poltrone della Giunta Regionale è stata anche la recente proroga voluta dalla maggioranza di centrodestra del termine ultimo per la rimozione delle slot (dal 30 novembre 2021 inizialmente previsto al 31 luglio 2023), adducendo come giustificazione la necessità di ricorrere ad altre soluzioni utili a debellare il problema della dipendenza dal gioco (leggi qui). Un atteggiamento poco trasparente e che solleva molti dubbi sulle reali intenzioni della compagine destrorsa, come evidenziato dalla consigliera regionale Simona Lupini (M5S), che spera di poter attuare in breve tempo nuove strategie di sostegno, sensibilizzazione e prevenzione. Ammesso che la Giunta onori il proprio impegno in tal senso. La cura al gioco d’azzardo patologico nelle Marche resta, per ora, in fase sperimentale.
Si stringono le maglie in Europa relativamente alla campagna vaccinale. Mentre la Germania si avvia verso vaccino obbligatorio e lockdown per i non vaccinati, tanto l'Austria che la Grecia ricorrono alle multe contro i no vax. In Austria il primo febbraio scatterà l'obbligo vaccinale e i no vax irremovibili potrebbero rischiare una multa da 3.600 euro che potrebbe addirittura essere raddoppiata in caso di inottemperanza. Lo prevede una bozza del governo che oggi sta esaminando il disegno di legge per l'introduzione dell'obbligo vaccinale.
Una misura, secondo il ministro alla salute Wolfgang Mueckstein, "senza alternative" visto il basso tasso (circa il 70%) di vaccinati. L'obbligo dovrebbe escludere i bambini delle elementari. La ministra per gli affari Ue Karolina Edstadler ha precisato che l'ammontare della multa non è stato ancora fissato.
La Grecia prevede,invece, di infliggere multe per gli over 60 che rifiuteranno l'immunizzazione contro il Covid. Lo riporta il sito di Ekathimerini citando il premier ellenico. Tutti coloro di età superiore ai 60 anni che si rifiutano di ottenere un vaccino contro il coronavirus entro il 16 gennaio dovranno affrontare una multa mensile di 100 euro, ha detto martedì il primo ministro Kyriakos Mitsotakis al suo governo. La sanzione verrà addebitata automaticamente dall'Autorità Indipendente per le Entrate Pubbliche.
Raddoppiano le quarantene e non decollano le vaccinazioni nella fascia di età 12-19 anni in provincia di Macerata. È quanto emerge dal report rilasciato dall’Osservatorio Epidemiologico della Regione Marche.
Le classi in quarantena nelle Marche sono 145 (il doppio rispetto a 7 gioni fa): 14 nella scuola d’infanzia, 50 nella primaria, 34 nelle medie e 38 nelle superiori. Macerata è la provincia che registra più classi in quarantena (58), la settimana scorsa erano 25; seguono Ascoli (40), Ancona (26), Pesaro-Urbino (20), Fermo (1). Questo, quando è arrivata la nuova direttiva ministeriale sulle quarantene nelle scuole. Si torna in Dad con un solo contagiato, mentre prima dovevano essere tre i contagi per far scattare la quarantena.
Quanto alle vaccinazioni, è sempre la provincia di Macerata a essere maglia nera. Ad oggi risultano infatti vaccinati con doppia dose il 63,3% dei ragazzi tra 12 e 19 anni, su una popolazione studentesca di 22.290. Nelle Marche la media si attesta intorno al 71,9% di studenti che hanno completato il ciclo vaccinale. La provincia con più studenti vaccinati è Ancona (78,7%), seguono: Ascoli (73,8%), Fermo (70,7%), Pesaro (69,9%).
“Occorre ipotizzare il domani e costruirlo in anticipo, sfidando la complessità delle epoche storiche. All’ingegneria compete rivestire di vita, conforto e speranza lo scheletro della scienza”. La massima di Herbert Hoover, Presidente degli Stati Uniti d’America dal 1928 al 1932 e interprete stimato della professione è scelta dal leader dell’Ordine provinciale degli Ingegneri di Ancona, Alberto Romagnoli, per spiegare il senso di un forum regionale su un tema di straordinaria attualità. Giovedì 2 dicembre 2021 al Teatro la nuova Fenice di Osimo a partire dalle ore 15, sarà di scena “Lo Spettacolo ricomincia. In sicurezza. Il ruolo delle commissioni di vigilanza", il primo evento pubblico marchigiano capace di mettere a fuoco regole, norme, innovazioni introdotte dal decreto legge n.139 dell’8 ottobre 2021 che ha disposto la riapertura, a piena capienza, dei luoghi di cultura.
Alla vigilia della commemorazione dell’8 dicembre per i drammatici fatti accaduti alla Lanterna Azzurra nel 2018, l’iniziativa promossa dall’Ordine dorico ha lo scopo di dare risposte tempestive e trasparenti a tutti i soggetti coinvolti nel settore, dai teatri ai cinema, dalle sale concerto alle discoteche. Una vera e propria tavola rotonda che metterà a confronto le organizzazioni di categoria, il mondo dei gestori, le istituzioni, i professionisti e i tecnici della sicurezza, al fine di fare chiarezza sulla centralità, le funzioni e le attività delle commissioni deputate alla vigilanza. Dopo i saluti del sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni e del prefetto di Ancona Darco Pellos, inizierà la prima sessione dell’assise osimana, intitolata “Strategie di Gestione delle Commissioni.
Denso il carnet degli interventi. La relazione “il ruolo della commissione provinciale di Vigilanza nel sistema di sicurezza dei locali di pubblico spettacolo” del Viceprefetto dorico Michele Basilicata aprirà l’appuntamento, seguita dall’intervento di Mariano Tusa comandante Vigili del Fuoco di Ancona incentrata su preziosi “Spunti per un nuovo impulso all’attività di Controllo e Vigilanza”
A seguire Roberto Orvieto del Consiglio Nazionale degli Ingegneri che si occuperà di esporre e dettagliare in una completa sintesi il ruolo dei professionisti della sicurezza nel pubblico spettacolo. Di grande impatto sarà il contributo della dinamica Associazione Co.ge.u il Comitato Genitori Unitario avente come obiettivo il perseguimento della più ampia tutela della salute fisica e psicologica di tutti i ragazzi che frequentano le Scuole di Senigallia, con particolare riferimento alla tutela del loro ‘diritto al divertimento’ così come viene sancito dall’art. 31 della Convenzione sui Diritti all’Infanzia.” che illustrerà le proprie iniziative in materia di sicurezza dei locali di pubblico spettacolo.
La seconda sessione, intitolata “Progettazione e controllo della sicurezza” sarà introdotta dalla relazione di Francesca Freschi (Responsabile Suap Unione Le Terre della Marca Senone), “Le manifestazioni temporanee di pubblico spettacolo. Individuazione, classificazione e procedure amministrative”. Nadia Burattini (AV2UOC igiene e sicurezza ambienti di vita) passerà in rassegna attentamente le misure di igiene e prevenzione nei locali di spettacolo in un periodo di emergenza pandemica, mentre Gabriele Fantini (Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Ancona) esporrà sulle certificazioni necessarie per la sicurezza antincendio. Tra i protagonisti della giornata ci sarà anche Gabriele Tombari (Presidente FILB FIPE Associazione Imprese Locali da Ballo) che guida operatori del pubblico spettacolo in prima linea per una ripartenza sicura e un rappresentante dell’Associazione Nazionale dei Comuni italiani (ANCI). Le conclusioni della giornata saranno affidate al Presidente Romagnoli, principale artefice di un’occasione di conoscenza reale, condizione indispensabile per riafferrare il gusto confortevole di ripartire sul serio.
Era stato fissato originariamente ad oggi, 30 novembre 2021, il termine ultimo per la rimozione delle slot machines, come da legge regionale 31/01/2017. E invece ecco che dopo una lunga discussione in Commissione, la maggioranza di centrodestra è riuscita a ridurre la proroga ad un anno e mezzo, fino al 31 luglio 2023, con forte disappunto e polemica dell'opposizione. Una caso che la consigliera regionale Simona Lupini (M5S) che, insieme alla collega Marta Ruggeri, hanno voluto portare all'attenzione dell'opinione pubblica, sottolinenado come la battaglia contro la ludopatia abbia di fatto ricevuto una battuta d'arresto ingiustificabile, se non per interessi altri.
«A chi serve questa proroga? - domanda Lupini - Non serve alle famiglie, vittima di un’emergenza sociale gravissima, con migliaia di persone sul lastrico. Non serve alle vittime del gioco d’azzardo: giovanissimi, anziani, persone in condizioni di fragilità economica e lavorativa. E, alla resa dei conti, non serve neanche agli esercenti: proprio non regge il tentativo di contrapporre i piccoli bar di paese alle multinazionali del gioco online, visto che i concessionari delle slot sono colossi economici, e i bar che vivono di slot sono di fatto preda di un circolo vizioso che li lega mani e piedi al gioco d’azzardo».
Un atteggiamento opportunista, poco collaborativo e propenso a debellare realmente il problema, quello lamentato nei confronti del centrodestra. Inizialmente, infatti, la maggioranza aveva proposto una proroga di ben 3 anni, camuffata tra i tanti articoli e commi della PDL 81 del leghista Renzo Marinelli, che adeguava alcuni dettagli legislazione regionale a norme emesse nel frattempo dal Governo. Eppure, continua ad essere promosso dalla stessa il messaggio secondo cui per eliminare slot, macchinette e altri strumenti elettronici simili dagli esercizi commerciali che si trovassero entro 200 metri da luoghi sensibili (ivi compresi chiese, ospedali ed RSA) occorrano provvedimenti di altra natura.
«L’esperienza di regioni come il Piemonte - ha proseguito la consigliera del M5S - ci dice che il divieto serve eccome, ma posso essere d’accordo con loro: ad esempio, invece di prorogare i termini, avrebbero potuto stanziare nel corso di quest’anno ristori e incentivi per aiutare le piccole attività a liberarsi delle slot. Ho inoltre presentato un ordine del giorno che impegna la Giunta a prevedere una strategia a tutto tondo di contrasto al gioco d’azzardo, dal punto di vista degli interventi di sensibilizzazione e prevenzione. Vedremo se la maggioranza confermerà il suo impegno: le Marche non possono permettersi di fare passi indietro nella lotta al gioco d’azzardo patologico».
La Guardia di Finanza di Ascoli Piceno a seguito di alcuni controlli presso il magazzino di un corriere della zona ha sequestrato in totale una tonnellata e mezza di marijuana e 5000 piante di cannabis, per un valore di mercato superiore ai 7,5 milioni di euro, oltre a svariati macchinari per la lavorazione della cannabis.
Durante la prima operazione le fiamme gialle di Ascoli hanno sequestrato 169kg di sostanza illegale arrestando subito il cliente. A seguito di perquisizioni degli immobili di proprietà dell’arrestato sono stati trovati oltre 400kg di marijuana.
Dalla perquisizione nei confronti del mittente del carico di stupefacenti sono stati sequestrate 4823 piante di cannabis e 582kg di infiorescenze destinate allo spaccio.
Un secondo intervento della Guardia di Finanza ha permesso di sequestrare oltre 300kg di sostanza illegale e decine di migliaia di euro.