Si conferma uno degli eventi di punta della città di Civitanova Marche la 15ª edizione di AutoExpo, la grande kermesse dedicata al mondo dei motori che si è svolta domenica 12 aprile nel centro cittadino.
Alla manifestazione hanno preso parte anche rappresentanti istituzionali, tra cui il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco Fabrizio Ciarapica e gli assessori comunali Pantella, Orazi e Capponi.
Fin dalle prime ore del mattino, migliaia di visitatori hanno affollato le vie del centro, animate da oltre 30 espositori del settore automobilistico e motociclistico. In mostra le ultime novità della mobilità sostenibile, accanto a modelli di auto e moto d’epoca che hanno fatto la storia dei motori.
L’evento ha coinvolto un pubblico trasversale, dagli appassionati agli adulti fino ai più piccoli, che hanno potuto divertirsi nell’area giochi con gonfiabili e una mini pista di drift kart.
Tra le novità più significative di questa edizione, particolare attenzione ha suscitato la “Mototerapia”, iniziativa dedicata a ragazzi e ragazze con disabilità. L’attività, accolta con entusiasmo dalle associazioni locali, ha coinvolto oltre venti giovani in tre spettacoli durante la giornata, offrendo momenti di forte emozione e inclusione.
Grande soddisfazione da parte dell’organizzatore Domenico Rita, che ha sottolineato il valore sociale dell’iniziativa oltre al successo organizzativo dell’evento. Rita ha evidenziato anche la risposta positiva delle famiglie e il lavoro condiviso con associazioni e volontari.
Soddisfazione condivisa anche per la riuscita complessiva della manifestazione, che ha visto una forte partecipazione di pubblico e il contributo di concessionarie, partner commerciali, Protezione Civile e Croce Verde.
Gli organizzatori hanno già annunciato di essere al lavoro per la prossima edizione, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente un evento che si conferma centrale nel panorama cittadino.
MACERATA - Si terrà giovedì 16 aprile alle ore 21 presso la sala riunioni di Piediripa, in via Volturno 67, l’incontro pubblico promosso dalla Federazione provinciale del Partito Democratico e dai Giovani Democratici sul tema “La casa è un diritto”.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito politico la questione del diritto all’abitare, attraverso la proposta di un nuovo Piano casa e un rafforzamento delle politiche pubbliche dedicate all’edilizia residenziale.
Nel corso dell’incontro verrà sottolineata la necessità di un intervento strutturale a livello nazionale, volto a garantire l’accesso alla casa come diritto universale, ridurre le disuguaglianze abitative e rilanciare gli investimenti nell’edilizia pubblica e sociale. Tra le proposte anche l’ipotesi di inserire il diritto alla casa in Costituzione.
Dopo i saluti introduttivi della segretaria regionale del Pd, Chantal Bomprezzi, e della segretaria comunale Ninfa Contigiani, l’incontro sarà introdotto da Tommaso Domizi, segretario dei Giovani Democratici di Macerata.
Seguiranno gli interventi di Mattia Santarelli, responsabile nazionale G.D. per le politiche abitative, Daniele Staffolani, già direttore Erap, e Pierfrancesco Majorino, consigliere regionale della Lombardia e responsabile nazionale PD per le politiche abitative.
Sarà inoltre presente il candidato sindaco del centrosinistra Gianluca Tittarelli.
L’iniziativa sarà un momento di confronto aperto sulle sfide legate all’abitare e sulle possibili risposte istituzionali al crescente disagio abitativo.
Prosegue il calendario 2026 di “Presente liberale”, il Festival nazionale del libero pensiero promosso dal Comune di Macerata e dall’Assessorato al Turismo e agli Eventi, in collaborazione con la casa editrice Liberilibri.
Dopo gli incontri di febbraio con Cesare Catà e Lorenzo Maggi, il terzo appuntamento vedrà protagonista Tommaso Cerno, direttore responsabile del quotidiano «Il Giornale» e conduttore del programma “2 di picche” su Rai2, tra le voci più note del panorama giornalistico italiano.
L’incontro, dal titolo “Il conflitto tra libertà e conformismo. Le ragioni di Giuda”, è in programma venerdì 17 aprile alle ore 18.00 presso il Teatro Lauro Rossi di Macerata.
Giornalista, scrittore ed ex parlamentare, già direttore dell’«Espresso», Cerno porterà al centro del dibattito una riflessione sul rapporto tra libertà individuale, potere e narrazione pubblica, partendo dal suo ultimo libro Le ragioni di Giuda. Quando il tradimento ideologico diventa un atto di libertà.
Intervistato dal direttore editoriale di Liberilibri Michele Silenzi, l’ospite approfondirà il significato del dissenso e il valore del pensiero critico in un’epoca segnata da dinamiche di crescente conformismo.
«Presente liberale è uno dei punti di forza dell’offerta culturale della città», ha dichiarato l’assessore al Turismo e agli Eventi Riccardo Sacchi, sottolineando come il festival rappresenti uno spazio di confronto aperto, capace di stimolare il dibattito pubblico e mettere in discussione certezze consolidate.
Secondo l’assessore, il tema scelto per questo appuntamento è particolarmente attuale: riflettere sul confine tra libertà e conformismo significa interrogarsi su dinamiche culturali sempre più presenti nella società contemporanea.
L’ingresso all’evento è libero.
Si è svolta a Roma la gara nazionale di scherma paralimpica, un appuntamento importante che ha visto tra i protagonisti anche il giovane Alex Chiacchera, atleta della società Macerata Scherma.
Alla sua prima esperienza nella prova di spada, Chiacchera ha chiuso con un promettente undicesimo posto nella classifica finale, dimostrando fin da subito buone qualità tecniche e caratteriali.
Nonostante fosse il più giovane atleta in gara, Alex ha saputo distinguersi per volontà e determinazione, conquistando anche la sua prima vittoria nel girone di qualificazione, un risultato significativo che conferma i progressi compiuti nel suo primo anno di attività.
Grande soddisfazione da parte della società, che sottolinea l’impegno e la crescita dell’atleta, esempio concreto di come la scherma paralimpica integrata stia trovando sempre più spazio anche sul territorio maceratese.
Si è conclusa nei giorni scorsi una complessa indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Macerata e coordinata dalla Procura Europea (EPPO) – ufficio di Bologna – che ha portato alla luce una vasta frode legata alla percezione illecita di finanziamenti pubblici, anche con risorse del Pnrr.
Al centro dell’inchiesta, un articolato sistema criminoso attivo tra il 2020 e il 2022, che avrebbe consentito a diverse imprese, con sede principalmente nelle Marche e in Emilia-Romagna, di ottenere indebitamente oltre 3,4 milioni di euro di fondi pubblici. Il principale indagato è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione del G.I.P. del Tribunale di Bologna.
Le indagini sono partite da attività info-investigative finalizzate al contrasto degli illeciti nella spesa pubblica, in particolare quelli connessi agli incentivi introdotti durante l’emergenza Covid-19. Gli accertamenti hanno inizialmente riguardato una società con sede in provincia di Macerata, risultata di fatto non operativa, ma beneficiaria di finanziamenti per circa un milione di euro.
Approfondendo la posizione della società, i finanzieri hanno scoperto un vero e proprio sodalizio criminale, composto anche da prestanome e professionisti compiacenti. Il gruppo operava attraverso un sofisticato sistema di frode basato sulla presentazione di documentazione falsa: bilanci costruiti ad hoc, dichiarazioni fiscali artefatte e fatture per operazioni inesistenti, utilizzate per simulare volumi d’affari e solidità economica inesistenti.
I finanziamenti venivano erogati da SIMEST o garantiti da Mediocredito Centrale, sulla base di dati completamente falsati. Una volta ottenute, le somme venivano trasferite verso altre società “schermo”, anche attraverso conti correnti esteri, con l’obiettivo di ostacolarne la tracciabilità e riciclarne la provenienza.
Nel corso dell’inchiesta sono state analizzate 56 richieste di finanziamento, per un valore complessivo di oltre 10,8 milioni di euro. L’intervento tempestivo della Guardia di Finanza ha permesso di bloccare ulteriori erogazioni.
Sulla base degli elementi raccolti, l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni per un valore di circa 1,2 milioni di euro nei confronti di tre indagati, oltre alla misura cautelare degli arresti domiciliari per il principale responsabile.
L’operazione, denominata “Pay Next”, rappresenta un’importante azione di contrasto alle frodi ai danni del bilancio pubblico, a tutela degli imprenditori onesti e della corretta concorrenza.
Si sono concluse con un tragico epilogo le ricerche dell’uomo di 47 anni scomparso nelle scorse ore a Matelica (leggi qui). Il corpo senza vita è stato individuato in una zona particolarmente impervia, grazie al fiuto di un cane da ricerca in superficie del Soccorso Alpino e Speleologico Marche.
Le operazioni, proseguite senza sosta per tutta la notte, hanno visto impegnate le squadre di terra del Cnsas, supportate da droni, unità cinofile, Carabinieri, Vigili del Fuoco e Protezione Civile. L’area battuta, caratterizzata da tratti rurali e boschivi difficili da raggiungere, si estende tra Matelica e Camerino.
Il ritrovamento è avvenuto al termine di un’intensa attività di ricerca coordinata, resa ancora più complessa dall’assenza di segnale telefonico e dalla conformazione del territorio.
L’allarme era scattato nel pomeriggio precedente, quando la sorella dell’uomo, preoccupata per il prolungato silenzio, si era recata presso la sua abitazione. All’interno aveva trovato il cane, il telefono cellulare e i documenti personali, mentre l’auto risultava regolarmente parcheggiata nei pressi della casa.
Elementi che avevano fatto subito pensare a un allontanamento a piedi, probabilmente avvenuto poco dopo pranzo. L’uomo, impiegato in un’azienda locale e grande appassionato di montagna, potrebbe essersi diretto verso i sentieri della zona, dove si sono poi concentrate le ricerche.
Nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi e il massiccio dispiegamento di forze, ogni tentativo di salvarlo si è rivelato vano. Le autorità stanno ora lavorando per chiarire con esattezza le circostanze del decesso, ma al momento non sembrano emergere dubbi sulla natura volontaria del gesto. Nell’abitazione del 47enne è stato inoltre rinvenuto un biglietto.
“Oggi per Matelica è un giorno molto triste – commenta il sindaco Denis Cingolani - Abbiamo sperato fino all’ultimo che le cose non fossero andate così. Purtroppo, ogni sforzo è stato vano. Ringrazio a nome dell’amministrazione comunale tutte le forze dell’ordine coinvolte, i Carabinieri, i Vigili del fuoco, la Croce Rossa Italiana, la Protezione civile, il Soccorso Alpino, i volontari e le persone care che sono state coinvolte nelle ricerche. Le nostre più sentite condoglianze alla famiglia”.
Sono ore di profonda angoscia per i familiari di un uomo di 47 anni, impiegato in un'azienda locale, di cui si sono perse le tracce dal pomeriggio di oggi, a Matelica.
L’allarme è scattato quando la sorella, preoccupata dal silenzio prolungato, ha raggiunto l’abitazione del fratello. Una volta entrata, la scoperta che ha dato il via alla mobilitazione: all'interno della casa c’erano il suo cane, il telefono cellulare e i documenti.
Anche l'auto del 47enne è stata ritrovata regolarmente parcheggiata nei pressi dell'abitazione, confermando l'ipotesi di un allontanamento a piedi avvenuto probabilmente poco dopo pranzo.
Sul posto sono intervenuti immediatamente i Carabinieri della stazione locale, i Vigili del Fuoco e il personale del Soccorso Alpino (Cai). Essendo l’uomo un grande appassionato di montagna, le ricerche si stanno concentrando con particolare insistenza lungo i sentieri e le strade impervie tra Matelica e Camerino. Le operazioni, rese difficili dall'impossibilità di localizzare l'uomo tramite segnale telefonico, proseguono senza sosta anche con l’ausilio di unità specializzate.
Il mondo del calcio dilettantistico marchigiano è in lutto per una tragedia immane consumatasi nella serata di oggi, intorno alle 19:30, al campo sportivo di San Claudio. Giuseppe Canuti, 59 anni, originario di Morrovalle e stimato allenatore della categoria Allievi della locale società sportiva, è stato stroncato da un malore fatale durante un match di recupero contro il Trodica.
Il dramma si è compiuto proprio nell'intervallo della partita. Il nister aveva appena richiamato la squadra a sé quando si è accasciato al suolo, privo di sensi. Immediata è scattata la macchina dei soccorsi: due persone presenti all'impianto sono intervenute istantaneamente praticando il massaggio cardiaco e utilizzando il defibrillatore in dotazione alla struttura, nel disperato tentativo di stabilizzare Canuti.
Poco dopo, sul posto sono giunti i sanitari del 118 con ambulanza e automedica. Le manovre di rianimazione sono proseguite con estrema determinazione per circa 45 minuti, ma purtroppo ogni sforzo è stato vano. Il cuore di Giuseppe non ha più ripreso a battere.
In serata, la società Asd San Claudio ha condiviso un commovente messaggio sui propri canali social: “Oggi intorno alle 19:00 il San Claudio calcio ha perso l’allenatore della categoria allievi, Giuseppe Canuti. È stato colpito da un malore fatale a nulla sono serviti il massaggio cardiaco e il defibrillatore. Siate vicini a tutta la comunità e alla società sportiva in questa immane tragedia. Giuseppe è morto in campo all’intervallo della partita, preghiamo per tutti i suoi cari familiari”.
Sul luogo della tragedia sono intervenuti i carabinieri per gli accertamenti di rito, informando il magistrato di turno, Enrico Riccioni.
Una giornata da ricordare per Angelo Ortolani, tecnico dell’Appignanese, che sabato contro il Santa Maria Apparente ha raggiunto un traguardo simbolico e prestigioso: 400 panchine da allenatore in Prima Categoria. Un numero importante, celebrato nel migliore dei modi grazie alla vittoria netta per 3-0 che ha portato tre punti pesantissimi nella corsa salvezza, ottenuto tra l'altro di fronte ai suoi famigliari.
Il successo contro Santa Maria Apparente ha reso ancora più speciale una giornata già storica per Ortolani, che a fine gara ha commentato con soddisfazione ma anche con la consueta ironia: “Sono contento per questo traguardo ed è stato un bel modo di festeggiarlo. Si vede che è ora che smetto, perché sono tante”. Un sorriso che racchiude una carriera lunga e intensa, ma anche la consapevolezza di un percorso ancora in pieno svolgimento.
Sul match, il tecnico ha poi analizzato la prestazione dei suoi: “Nel primo tempo potevamo essere già sul 3 o 4-0, anche per difetto. Abbiamo creato tante occasioni da gol e loro non sono mai stati pericolosi. Una volta sbloccato il risultato siamo riusciti a indirizzarla e poi sono arrivati secondo e terzo gol, ma il risultato poteva essere anche più largo”.
Il momento dell’Appignanese è positivo, ma Ortolani mantiene i piedi per terra: “Ora c’è entusiasmo, ma dobbiamo rimetterci al lavoro e credere fino in fondo in quest’obiettivo che, visti i numeri iniziali, sembrava praticamente irraggiungibile. Continuiamo a lavorare e poi faremo i conti a fine stagione”.
Un pensiero anche per i suoi giocatori, veri protagonisti della rincorsa, che gli hanno fatto un bel regalo: “La salvezza se la devono regalare loro perché se la meritano. Io sono solo un tramite: in campo sono i giocatori i protagonisti”.
E un ringraziamento alla società: “Una realtà seria che meriterebbe altri palcoscenici. Mi hanno anche regalato la maglia per le 400 panchine, un gesto che mi ha fatto molto piacere”.
L’impatto del tecnico sulla stagione è stato immediato e significativo: “Quando sono arrivato il bottino era di 13 punti in 20 partite, troppo poco e anche immeritato per quello che la squadra esprimeva. Il nostro cammino è ancora lungo, ma i ragazzi stanno facendo qualcosa di importante: 14 punti in 6 partite sono numeri da vertice. Però non basta, dobbiamo continuare”.
Il percorso di Angelo Ortolani nasce nei settori giovanili, dove tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000 guida le formazioni Juniores di realtà importanti del territorio come Recanatese, Tolentino e Maceratese. Con i biancorossi costruisce una parte significativa della sua identità tecnica, lavorando per più stagioni in ambito nazionale giovanile. Dopo l’esperienza nei vivai arriva il salto tra i “grandi”, dove si consolida come allenatore di Prima e Seconda Categoria, diventando un punto di riferimento per competenza, equilibrio e capacità gestionale.
Tra le tappe più importanti figurano le esperienze con Settempeda, con cui ottiene anche risultati di rilievo, e con Folgore Castelraimondo, dove centra ottimi piazzamenti. Significativi anche i cicli con Fiuminata e soprattutto con Cupramontana, realtà in cui diventa una figura centrale per più stagioni consecutive. Negli ultimi anni il suo percorso lo ha visto protagonista anche con Esanatoglia e nuovamente con la Folgore Castelraimondo, fino all’attuale avventura con l’Appignanese.
Con 400 panchine in Prima Categoria, Ortolani entra di diritto tra gli allenatori più esperti e longevi del panorama dilettantistico locale. Una carriera costruita su lavoro, continuità e capacità di adattarsi a contesti diversi, sempre con un filo conduttore chiaro: valorizzare i gruppi e dare identità alle squadre. E oggi, nel mezzo di una rincorsa salvezza ancora tutta da scrivere, il miglior regalo sembra proprio quello arrivato dal campo: una vittoria netta e un gruppo che crede sempre di più nel proprio obiettivo.
È arrivata la bella stagione (anche se questa settimana si prospetta tempo uggioso con un’allerta meteo sulla costa prevista nelle prossime ore). Nonostante l'allungarsi delle giornate, a Macerata la programmazione dell'illuminazione pubblica in centro sembra non essersi ancora allineata all'ora legale.
Da giorni sono pervenute alla nostra redazione diverse segnalazioni relative a un'accensione anticipata – intorno alle 18:00 – delle luci cittadine nel cuore del centro storico, quando il sole tramonta ormai verso le 19:30. La zona interessata è in particolare quella centrale, tra piazza della Libertà, Corso della Repubblica e Corso Matteotti. Uno spreco energetico che, specie in un periodo di attenzione ai costi e alla sostenibilità, non è passato inosservato ai cittadini.
In merito alla situazione abbiamo contattato l’assessore alla manutenzione, Andrea Marchiori, che ha chiarito il funzionamento dell’impianto: "L'accensione non avviene a un orario prestabilito, ma mediante un interruttore crepuscolare che rileva la quantità di luce esterna mano a mano che il sole cala. È possibile che ci sia qualche malfunzionamento alla centralina di rilevamento della luce solare che serve la zona nevralgica del centro storico. Sarà mia premura inviare una segnalazione al personale tecnico per effettuare le dovute verifiche".
Una rete che vale molto più di tre punti. Vale una stagione, forse. Carlo Mongiello si prende la scena nella vittoria del Chiesanuova, firmando il gol del definitivo 2-1 e tornando protagonista nel momento più delicato (LEGGI QUI).
Il capitano biancorosso, entrato dalla panchina, ha cambiato il volto della partita con energia, qualità e personalità, trovando una rete tanto pesante quanto attesa. Un ritorno al gol che spezza un digiuno significativo, interrotto già nella giornata precedente contro il Fabriano con il sigillo del 3-0 prima della sosta. In casa, invece, l’ultimo centro risaliva alla 19ª giornata, quando era andato a segno su rigore contro il Matelica. “Un gol pesante perché serviva alla squadra per uscire da questa situazione – ha spiegato ai nostri microfoni – e a livello personale lo è ancora di più. Non sto vivendo un momento sereno, non ho continuità nel giocare, ma faccio quello che serve alla squadra”.
Parole da leader, prima ancora che da match winner. Mongiello mette il gruppo davanti a tutto, accettando anche un ruolo diverso pur di contribuire alla causa. “Se serve giocare 10 minuti, 20, mezz’ora o tutta la partita non importa. Abbiamo un obiettivo: vincere per salvarci. Oggi abbiamo messo un tassello importante, ma ci restano due partite”.
Il capitano sottolinea il valore della reazione della squadra, capace di ribaltare la partita con carattere e determinazione, mandando un segnale forte nel momento più delicato. “Questa squadra ha dimostrato di voler lottare a tutti i costi per mantenere la categoria e di non voler mollare nonostante le difficoltà”.
E poi il messaggio più forte, quasi un manifesto: “Il Chiesanuova non può lasciare questa categoria. Questa società e questa squadra hanno dimostrato che è la loro dimensione. Lotteremo con le unghie e con i denti per mantenerla, perché lo meritano tutti: la società, il paese e i tifosi”.
Sette appuntamenti nell'arco di tutta la stagione, da aprile a settembre, con otto specialità in programma. È la seconda edizione dell’Adriatic Meeting League, il circuito di meeting di atletica nelle Marche, presentata oggi a Camerino negli impianti sportivi del Cus Camerino.
Un tour che ha l'obiettivo di legare fra loro i principali eventi della regione, incentivando la partecipazione con una classifica finale. Si comincia il 18 aprile ad Ascoli Piceno con il 37° Meeting Città di Ascoli per andare avanti il 24 maggio a Osimo che ospita il 5° Meeting Auximum. Sarà invece la prima edizione il 2 giugno a Fano per il Meeting Fanum Fortunae e il 14 giugno a San Benedetto del Tronto per il Meeting Riviera delle Palme, poi il 18 luglio a Porto San Giorgio il 3° Meeting Città di Porto San Giorgio e il 29 agosto a Macerata il 36° Meeting San Giuliano. Tappa conclusiva a Camerino il 5 settembre con il 10° Meeting Unicam.
"Si tratta di sette importanti appuntamenti di atletica che si svolgeranno in altrettante città marchigiane e che culmineranno negli impianti sportivi del Cus Camerino, fiore all’occhiello della nostra Università - ha dichiarato il rettore Graziano Leoni -. Per Unicam questo rappresenta un momento particolarmente significativo, anche in vista del lancio del nuovo corso di laurea in Scienze delle attività motorie e sportive, che prenderà il via il prossimo settembre. Un percorso formativo innovativo, capace di valorizzare le competenze dei diversi ambiti di ricerca del nostro Ateneo e di generare un impatto positivo e concreto sull’intero territorio".
L’idea dell’Adriatic Meeting League si è concretizzata per la prima volta nella scorsa stagione con lo svolgimento di tre meeting: Civitanova Marche, Porto San Giorgio, Camerino. Il progetto ha suscitato interesse e quest’anno il numero di meeting è più che raddoppiato, arrivando a sette. Partner dell’iniziativa sono l'Università di Camerino e Goba Abbigliamento Montecassiano. Previste otto gare: 100 e 800 metri per uomini e donne, triplo e giavellotto maschili, alto e disco femminili. Ogni manifestazione mantiene inalterato il proprio modello organizzativo e il programma gare: l’obiettivo è di valorizzare i singoli appuntamenti.
Al termine di tutte le tappe ogni atleta potrà sommare i migliori 4 risultati ottenuti nei meeting in base alle tabelle di punteggio e potrà aggiungere un bonus di 100 punti per ciascuna partecipazione ai meeting del circuito. I migliori tre di ogni specialità riceveranno i premi messi a disposizione. Prevista anche la classifica per società con la somma di tutti i punteggi ottenuti dagli atleti di ogni società e classificati nelle prime 24 posizioni delle classifiche finali. Alla società vincitrice sarà assegnato il Trofeo “Adriatic Meeting League”.
Il calendario dell’Adriatic Meeting League 202618 aprile Ascoli Piceno 37° Meeting “Città di Ascoli”24 maggio Osimo 5° Meeting “Auximum”2 giugno Fano 1° Meeting “Fanum Fortunae”14 giugno San Benedetto del Tronto 1° Meeting “Riviera delle Palme”18 luglio Porto San Giorgio 3° Meeting “Città di Porto San Giorgio”29 agosto Macerata 36° Meeting “San Giuliano”5 settembre Camerino 10° Meeting “Unicam” open
Intervento in corso nel cuore del centro storico di Macerata, dove nella tarda mattinata di oggi si è verificato un cedimento della sede stradale in via Padre Matteo Ricci. Il tratto interessato, nel punto in cui la via termina nella piazzetta da cui prende avvio via Lauro Rossi, è stato interdetto al traffico per consentire le verifiche e garantire la sicurezza.
La criticità è emersa durante i lavori di rifacimento della pavimentazione: una volta rimosso il materiale superficiale, gli operatori hanno riscontrato un abbassamento di circa 10 centimetri, decidendo di sospendere immediatamente le operazioni per approfondire la situazione.
A fare il punto è l’assessore alla Polizia Locale Paolo Renna: «Stiamo rifacendo la pavimentazione e, sotto lo strato superficiale, ci siamo accorti di un cedimento di circa 10 centimetri. Per questo motivo ci siamo fermati in via precauzionale, per capire cosa ci sia sotto. Il tratto è interdetto proprio per questo – ha aggiunto Renna – dobbiamo capire se si tratta di una grotta o di una perdita. Oggi e domani faremo tutte le verifiche necessarie, poi individueremo la soluzione».
La chiusura temporanea comporta modifiche alla viabilità nella zona, con il Comune che invita cittadini e automobilisti a prestare attenzione alla segnaletica predisposta.
L’azienda agricola Alberto Quacquarini, con sede a Serrapetrona, è stata premiata oggi a Vinitaly con il Premio Angelo Betti, riconoscimento dedicato ai “Benemeriti della viticoltura italiana”.
Durante la prima giornata della manifestazione veronese, il premio è stato assegnato ai fratelli Luca e Mauro Quacquarini, eredi del fondatore Alberto. Già nel 1958 fu proprio lui a credere nella Vernaccia Nera, scegliendo di investire su un vitigno autoctono che all'epoca era ancora poco valorizzato.
Oggi l’azienda, che opera in regime biologico, conta circa 30 ettari di vigneto e una produzione annua di 100mila bottiglie. Una quota pari al 15% viene destinata ai mercati esteri, in particolare Stati Uniti ed Europa.
La Vernaccia di Serrapetrona ha visto riconosciuta la Doc nel 1971, per poi ottenere la Docg nel 2003, distinguendosi come l’unico spumante rosso italiano a fregiarsi di questo titolo.
Tra le iniziative in programma figurano lo sviluppo di un impianto agrivoltaico e un ulteriore impulso alle attività di enoturismo. "È avviata anche una fase di ricambio generazionale, con l’ingresso della terza generazione", sottolinea Mauro Quacquarini.
"Dietro questo premio ci sono radici familiari solide, rispetto per la natura e una qualità ampiamente riconosciuta – dichiara il vicepresidente e assessore regionale all’Agricoltura, Enrico Rossi -. È anche grazie a realtà come questa che le Marche continuano a esprimere una vitivinicoltura autorevole, originale e profondamente legata alla propria identità".
Si è svolta sabato 11 aprile, presso l’Istituto “E. Divini” di San Severino Marche, la cerimonia di consegna degli attestati del corso di formazione per “Manutentore del Verde”, un percorso abilitante alla professione che unisce competenze tecniche, sensibilità ambientale e concrete opportunità di inserimento lavorativo.
Undici allievi hanno completato con successo il corso, della durata complessiva di 180 ore, ottenendo la qualifica professionale rilasciata dall’ente di formazione L.A.C.A.M. di Matelica, capofila del progetto Next Generation Form.
Il percorso, gratuito e finanziato dalla Regione Marche nell’ambito del programma Pnrr GOL (Garanzia Occupabilità dei Lavoratori), si è svolto tra l’Istituto “E. Divini” e il Vivaio Manfrica di Tolentino, alternando lezioni teoriche, laboratori pratici e attività sul campo. L’obiettivo è stato quello di formare figure professionali in grado di gestire e curare spazi verdi pubblici e privati in chiave sostenibile e innovativa.
Alla cerimonia hanno partecipato la presidente dell’ente formativo L.A.C.A.M. Ivana Marchegiani, il progettista Gian Marco Paparelli, i docenti Fulvio Ventrone e Fabio Lametti, il dirigente scolastico Sandro Luciani e gli allievi del corso. Tutti hanno sottolineato l’importanza della formazione professionale come strumento di crescita occupazionale e valorizzazione del territorio.
Il conseguimento della qualifica rappresenta per gli studenti non solo la conclusione di un percorso formativo, ma anche l’avvio verso nuove opportunità lavorative in un settore sempre più strategico per la tutela del paesaggio e la qualità della vita delle comunità locali.
È già possibile iscriversi alla prossima edizione del corso, in partenza entro il mese di giugno, contattando l’ente di formazione L.A.C.A.M. al numero 0737 470082, all’indirizzo email info@scuolartiemestieri.it, oppure presso la sede di via Raffaello 13 a Matelica.
La Protezione Civile della regione Marche ha emesso un nuovo avviso di allerta meteo, valido dalle ore 14:00 di oggi, lunedì 13 aprile, fino alla mezzanotte di mercoledì 15 aprile. Una circolazione depressionaria posizionata sul Mediterraneo centrale sta infatti convogliando flussi instabili sulla regione, portando un brusco peggioramento delle condizioni atmosferiche.
L’attenzione è massima per quanto riguarda lo stato del mare. Per la seconda parte della giornata odierna è previsto mare molto mosso o agitato, in particolare lungo il litorale centro-meridionale. Le autorità segnalano possibili criticità dovute a mareggiate nelle zone di allerta 4 e 6, che comprendono anche la costa della provincia di Macerata. I venti tesi dai quadranti orientali e sud-orientali continueranno a sferzare la costa, rendendo difficile la situazione per le strutture balneari e la viabilità litoranea.
Sul fronte delle precipitazioni, il bollettino indica piogge sparse anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno più probabili e abbondanti nelle zone interne della regione sia per il pomeriggio di oggi che per quello di domani, martedì 14 aprile. Il tempo resterà spiccatamente instabile per tutta la prima parte di mercoledì, giornata in cui si attendono i flussi più intensi.
La fase critica dovrebbe attenuarsi solo a metà settimana. Secondo gli esperti della Protezione Civile, un graduale miglioramento è atteso a partire dalla giornata di giovedì, quando la circolazione depressionaria inizierà a lasciare il posto a correnti più stabili. Si raccomanda la massima prudenza negli spostamenti, specialmente nelle aree interne soggette a forti rovesci e lungo i tratti di costa esposti al moto ondoso.
Il futuro del Made in Italy, in particolare nel distretto Fermano-Maceratese, passa da un cambio di rotta deciso e immediato. È questo il messaggio che emerge dall’intervento di Orietta Baldelli, già senatrice e oggi coordinatrice provinciale di Democrazia Sovrana e Popolare per Ascoli e Fermo, che richiama l’attenzione sulla necessità di un piano strategico a tutela del sistema produttivo italiano.
«Da anni si cerca di salvaguardare questo marchio distintivo del saper fare italiano, richiesto e spesso copiato in tutto il mondo – afferma Baldelli –. Genio, stile, creatività e capacità artigianale hanno reso unico il nostro Paese, ma hanno subito un duro colpo a causa della globalizzazione e di politiche europee non adeguate alla nostra realtà produttiva».
Secondo l’ex senatrice, è necessario rimettere al centro l’economia reale, dopo anni in cui la stabilità finanziaria avrebbe prevalso sulle esigenze produttive. «Servono scelte industriali chiare e continuative – sottolinea – e strumenti pubblici per sostenere investimenti, credito e innovazione delle micro e piccole imprese».
Baldelli richiama inoltre alcuni dati sul sistema economico nazionale: 429 grandi marchi del Made in Italy oggi sarebbero controllati da società estere, mentre negli ultimi anni ingenti risorse avrebbero lasciato il Paese.
Il focus si sposta poi sulle Marche, dove il comparto manifatturiero rappresenta ancora un pilastro dell’economia regionale, ma in forte contrazione. «Le imprese del Made in Italy nella regione sono circa 130 mila, ma dal 2022 al 2024 ne sarebbero scomparse circa 10 mila. Il settore calzaturiero, in particolare, negli ultimi dieci anni avrebbe perso oltre 1.200 imprese, con pesanti ricadute occupazionali».
Sulla stessa linea anche Doriana Marini, presidente di Federmoda CNA, che evidenzia come la crisi colpisca soprattutto moda, mobile e meccanica, nonostante un lieve rallentamento delle perdite nel 2025 grazie ai servizi alle imprese.
Tra le criticità segnalate anche il costo dell’energia, più alto rispetto ad altri Paesi europei, e la burocrazia che grava soprattutto sulle micro e piccole imprese. A questo si aggiunge il tema della concorrenza sleale e della legalità della filiera, richiamato da Arianna Trillini, presidente provinciale CNA Ascoli-Fermo.
«Il Made in Italy rischia di diventare solo un’etichetta senza valore se non si garantisce trasparenza e regole uguali per tutti – viene sottolineato –. Serve un cambio di paradigma che valorizzi le imprese artigiane, l’intelligenza delle mani e la tradizione dei distretti produttivi».
Per gli esponenti del settore, il futuro passa quindi da una strategia condivisa tra istituzioni, imprese e associazioni, capace di difendere il tessuto produttivo locale e rilanciare il ruolo dell’artigianato italiano nel mondo.
Camerino si prepara a riaccendere la magia della sua rievocazione storica. Giovedì 23 aprile 2026, alle ore 17:30, nella Sala consiliare del Comune in via Conti di Altino n. 19, verrà presentata ufficialmente la XLV edizione della Corsa alla Spada e Palio, un appuntamento che si annuncia ricco di eventi, emozioni e importanti novità.
L’edizione 2026 della manifestazione, simbolo identitario della città ducale, si svolge dal 13 al 24 maggio 2026 ed è il frutto di una sinergia consolidata tra l’Associazione Corsa alla Spada e Palio e il territorio.
“Ciò che andremo a presentare – dice la presidente Donatella Pazzelli – è il prodotto di una virtuosa collaborazione tra la nostra Associazione e l’Amministrazione comunale, l’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, l’Università degli Studi di Camerino e l’Unione Montana Marca di Camerino. Fondamentale è il contributo della Regione Marche e della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata. La nostra Corsa alla Spada gode anche del patrocinio del Ministero della Cultura, del Consiglio Regionale – Assemblea Legislativa delle Marche e della Provincia di Macerata”.
Durante l’incontro verrà presentato il programma completo dell’edizione 2026, che raccoglie le tante iniziative delle associazioni e delle scuole organizzate appositamente per la Corsa alla Spada. Il calendario è racchiuso nel nuovo libretto, realizzato grazie alle sponsorizzazioni delle imprese e dei tanti commercianti che, insieme ai numerosi volontari, permettono di concretizzare i singoli eventi.
Un momento particolarmente atteso sarà l’annuncio, da parte della Presidente, dei nomi della coppia che interpreterà Giulio Cesare Da Varano e Giovanna Malatesta, figure centrali della rievocazione.
Con i suoi quarantacinque anni di storia, la Corsa alla Spada e Palio continua a rappresentare un ponte tra passato e presente, capace di rinnovarsi pur rimanendo fedele alle proprie radici. In un momento storico segnato dalla ricostruzione, la manifestazione torna a vivere nel centro storico di Camerino, cuore pulsante dell’evento e simbolo concreto di rinascita.
La presentazione sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube ufficiale della Corsa alla Spada e Palio, offrendo a tutti la possibilità di scoprire in anteprima i segreti di un’edizione che promette di lasciare il segno.
La sfida elettorale di Urbana Futura a sostegno di Marco Sigona compie un passo ulteriore, con l'inaugurazione della sede di Corso Matteotti 8, nel cuore del capoluogo. Il messaggio lanciato dal movimento guidato da Marcello Marcelli è chiaro: per cambiare il volto di Macerata non basta più osservare o lamentarsi, è necessario mettersi in gioco in prima persona.
In questi giorni, la lista civica ha intensificato le attività per permettere ai maceratesi di contribuire direttamente alla costruzione della proposta politica attraverso due canali principali: la firma per la presentazione della lista, atto fondamentale per garantire il pluralismo democratico, e la disponibilità alla candidatura come consigliere comunale.
L’obiettivo di Urbana Futura è quello di scardinare l’idea che la gestione della cosa pubblica debba essere riservata esclusivamente ai "politici di professione". Al contrario, il movimento punta a coinvolgere "chi Macerata la vive ogni giorno", portando all'interno del Consiglio Comunale "idee e competenze nate dalla quotidianità dei quartieri e del centro storico".
"C’è un momento in cui non basta più commentare: quel momento è adesso - spiegano i promotori del progetto -. Partecipare significa voler incidere davvero sulle scelte che riguardano i servizi, il lavoro e la qualità della vita. In un contesto in cui le decisioni sembrano lontane dai bisogni reali, è necessario riportare la politica tra la gente".
L'invito rivolto alla cittadinanza è netto e senza giri di parole: "Non restate spettatori. Partecipate. Firmate. Candidatevi. Il futuro di Macerata non può essere deciso da pochi, deve essere costruito da tutti".
Due giorni di festa hanno segnato la rinascita del castello di Montefiore, frazione di Recanati tornata protagonista con un evento capace di richiamare circa cinquemila visitatori tra sabato 11 e domenica 12 aprile. Un risultato importante che restituisce alla comunità uno dei suoi simboli più rappresentativi, rimasto chiuso per anni.
L’inaugurazione ha rappresentato non solo la riapertura di un luogo storico, ma anche l’avvio di un percorso di valorizzazione dell’intera area. «Siamo fieri di aver ridato vita a un gioiello cittadino che da 17 anni aspettava di tornare protagonista – ha dichiarato il sindaco Emanuele Pepa –. Questo successo è il primo passo verso la riqualificazione completa di Montefiore».
Momento simbolico dell’evento è stato lo scambio delle chiavi del castello tra il primo cittadino e la presidente del comitato di quartiere, Moira Scalzini, a cui è stata affidata la gestione della struttura. Un gesto che sancisce il ritorno del castello alla comunità locale.
Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte anche rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali, tra cui il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, la sottosegretaria all’Economia Lucia Albano e il commissario alla ricostruzione Guido Castelli, a testimonianza dell’attenzione verso il progetto.
Particolarmente suggestiva la riapertura della torre, accessibile al pubblico dopo ben 54 anni. Qui il sindaco ha issato la bandiera con lo stemma cittadino, simbolo di una ritrovata identità e di un rinnovato legame tra Recanati e il suo territorio.
Il fine settimana è stato animato da un ricco programma di eventi: rievocazioni medievali, spettacoli con tamburini e sbandieratori, mercatini e performance artistiche hanno trasformato il castello in un vero e proprio palcoscenico. Grande emozione anche per i fuochi d’artificio e il video mapping, che ha illuminato la rocca con i colori cittadini.
Il castello di Montefiore si candida ora a diventare un nuovo punto di riferimento culturale per Recanati, pronto a ospitare eventi e iniziative capaci di valorizzare storia, arte e tradizioni.