MACERATA – Un nuovo ponte accademico tra l'Italia e il Regno Unito prende forma grazie all'accordo di collaborazione siglato tra l'Università di Macerata e la Teesside University di Middlesbrough, ateneo britannico che conta oltre 17mila studenti.
L'intesa è stata firmata ieri in Rettorato dal rettore John McCourt, dopo essere stata sottoscritta nei giorni scorsi dal vice-chancellor dell'università inglese, Paul Croney.
«Questo accordo nasce da un lavoro serio, costruito passo dopo passo da docenti e ricercatori dei due atenei – ha sottolineato il rettore McCourt –. Si crea un ponte concreto tra Macerata e Middlesbrough, fondato su persone, idee e progetti condivisi in una prospettiva europea. In una fase in cui il rapporto tra Regno Unito ed Europa ha bisogno di nuove occasioni di dialogo, le università possono offrire un contributo importante, creando connessioni, favorendo la circolazione della conoscenza e offrendo ai giovani opportunità di crescita internazionale».
Alla firma erano presenti i referenti dell'accordo, Antonia Liguori, per la Teesside University, e Pierluigi Feliciati, per UniMc, insieme al delegato del rettore ai rapporti internazionali extraeuropei Selusi Ambrogio e alla delegata del Dipartimento di Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo Amanda Salvioni.
L'intesa è il risultato di un percorso avviato lo scorso autunno, quando Antonia Liguori ha svolto un periodo come docente ospite all'Università di Macerata. Da quell'esperienza è nata la volontà di costruire una collaborazione stabile, basata sul confronto tra competenze scientifiche, metodologie di ricerca e approcci culturali differenti.
Un ulteriore passo avanti è arrivato a maggio, con la visita di studio del professor Pierluigi Feliciati a Middlesbrough. L'occasione ha consentito di consolidare i rapporti tra i due atenei e di seguire anche il progetto di ricerca della dottoranda UniMc Gemma Scali, impegnata nello sviluppo di strumenti digitali per archivi e biblioteche.
L'accordo apre la strada a numerose iniziative condivise: dalla realizzazione di progetti di ricerca e pubblicazioni scientifiche congiunte allo scambio di buone pratiche nei sistemi educativi, fino alla mobilità internazionale di docenti, ricercatori e dottorandi.
La collaborazione assume un significato particolare anche alla luce del previsto rientro del Regno Unito nel programma Erasmus+ a partire dal 2027. In questo contesto, la partnership tra l'Università di Macerata e la Teesside University rappresenta un'importante opportunità per rafforzare i rapporti con il mondo accademico britannico e ampliare le prospettive internazionali di studenti e ricercatori.
TOLENTINO – Un incendio è divampato questa mattina, intorno alle 8, all'interno di un'abitazione di via Fratelli Cervi. A prendere fuoco è stato un materasso, provocando una densa colonna di fumo che ha attirato l'attenzione dei vicini.
A dare l'allarme sarebbe stata una residente della zona che, vedendo il fumo uscire dall'appartamento, ha immediatamente richiesto l'intervento dei soccorsi.
Al momento dell'incendio la donna che vive nell'abitazione era assente. Secondo una prima ricostruzione, dopo un diverbio con la fidanzata, l'uomo, che aveva le chiavi dell'appartamento, si sarebbe introdotto nell'abitazione e avrebbe dato fuoco al materasso.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno rapidamente spento le fiamme evitando che il rogo si estendesse al resto della casa, e i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti.
I militari hanno trovato il presunto responsabile sul posto. Sono ora in corso le indagini per chiarire ogni aspetto della vicenda e accertare eventuali responsabilità.
Si sono detti "sì" in uno dei luoghi più iconici della poesia italiana, scegliendo come cornice il suggestivo Orto del Colle dell'Infinito. Protagonisti del primo matrimonio celebrato in questo scenario sono Marco Cattaneo, 34 anni, e Carlotta Maiocchi, 35 anni, residenti in provincia di Como, che hanno percorso centinaia di chilometri per coronare il loro sogno nel luogo reso immortale da Giacomo Leopardi.
La cerimonia rappresenta un momento storico per Recanati. Dopo che il Comune ha inserito l'Orto del Colle dell'Infinito tra le sedi ufficialmente abilitate alla celebrazione dei matrimoni civili, Matteo e Carlotta sono stati i primi a presentare richiesta, inaugurando così questa nuova opportunità.
A celebrare il rito è stato il vicesindaco Roberto Bartomeoli, che ha sottolineato il valore dell'iniziativa sia dal punto di vista simbolico sia per la promozione della città.
«È la prima volta che celebriamo un matrimonio in questo luogo – ha dichiarato Bartomeoli –. È una bella opportunità per il nostro Comune, perché consente di attribuire un ulteriore significato a uno spazio conosciuto e amato da tanti, ma che in pochi sanno possa diventare anche il teatro di un momento così importante nella vita di una coppia».
L'esperienza sembra destinata ad avere un seguito. Per il mese di settembre è già in programma una nuova cerimonia, segnale che l'Orto dell'Infinito potrebbe diventare una meta sempre più ricercata per chi desidera sposarsi in un contesto di grande fascino storico e paesaggistico.
Fondamentale il supporto del Fai, che gestisce l'area e ha curato gli aspetti organizzativi e logistici affinché la celebrazione si svolgesse nel pieno rispetto del luogo e con la massima attenzione ai dettagli.
L'iniziativa rappresenta anche un'opportunità di valorizzazione turistica. Situato a pochi passi da Casa Leopardi, l'Orto dell'Infinito, antico hortus conclusus del monastero di Santo Stefano, è il luogo che ispirò nel 1819 la celebre poesia L'Infinito. Ospitare matrimoni in uno scenario tanto evocativo significa offrire alle coppie un'esperienza unica e, al tempo stesso, promuovere Recanati come destinazione capace di coniugare cultura, bellezza e turismo.
Il Comune si dice pronto ad accogliere nuove richieste, con l'obiettivo di trasformare il Colle dell'Infinito in un luogo dove storia, poesia e amore possano continuare a incontrarsi, contribuendo a rafforzare l'immagine della città anche oltre i confini nazionali.
In un tempo in cui immagini di guerra, violenza e conflitti raggiungono quotidianamente bambini e ragazzi attraverso televisione, social network e mezzi di comunicazione, diventa sempre più urgente offrire occasioni di confronto e riflessione sui valori della pace, della solidarietà e dei diritti umani.
Con questo obiettivo i volontari di Emergency della provincia di Macerata hanno concluso un intenso anno di attività nelle scuole, coinvolgendo circa 90 classi, dalla scuola primaria agli istituti superiori, nell'ambito dei percorsi di educazione civica. Per la prima volta gli incontri hanno interessato anche una scuola dell'infanzia, dove i bambini hanno ascoltato la storia di Gino Strada e del suo sogno diventato realtà: curare le vittime della guerra e della povertà senza alcuna discriminazione.
Attraverso testimonianze, video, racconti e momenti di dialogo, i volontari hanno affrontato temi complessi come il ripudio della guerra sancito dall'articolo 11 della Costituzione italiana, il diritto universale alla cura e il valore della giustizia come condizione indispensabile per costruire una pace duratura.
Le domande emerse durante gli incontri hanno confermato il forte interesse degli studenti. Dai più piccoli, che si interrogavano sul perché esistano le guerre, ai ragazzi delle scuole secondarie, che hanno approfondito il ruolo dell'Italia nei conflitti internazionali, il commercio delle armi e le responsabilità dei governi. Tra gli interrogativi più significativi è emersa una domanda tanto semplice quanto profonda: «Perché l'Italia costruisce e vende armi se la Costituzione ripudia la guerra?».
L'attività di Emergency non si è limitata alle scuole. Nel corso dell'anno sono stati organizzati incontri rivolti anche agli adulti, nell'ambito dell'Unitre di Macerata, per far conoscere i progetti dell'associazione e promuovere una cultura della pace aperta a tutte le generazioni.
I volontari hanno inoltre incontrato giovani appartenenti ad associazioni, gruppi scout e campi scuola, nella convinzione che il futuro della pace si costruisca partendo proprio dalle nuove generazioni.
Numerose istituzioni hanno aderito alla campagna R1PUD1A di Emergency. Tra queste figurano gli Istituti comprensivi di Caldarola, Belforte del Chienti, Treia, Morrovalle e Civitanova Alta, oltre al Liceo classico e scientifico di Civitanova Marche.
L'esperienza conferma come educare alla pace sia una responsabilità condivisa che coinvolge scuole, famiglie, istituzioni e cittadini. Un percorso che passa certamente attraverso le parole, ma soprattutto attraverso i comportamenti quotidiani, perché sono i gesti concreti a costruire una cultura di pace.
MONTECOSARO – Teatro, cinema, poesia e riflessione sul presente saranno protagonisti della tredicesima edizione di RIVE.R Festival, la rassegna che da giovedì 9 a sabato 11 luglio trasformerà l’Orto dei Frati del Palazzo comunale di Montecosaro in un’arena culturale a cielo aperto.
Promosso dal Comune di Montecosaro e realizzato da Esteuropaovest con la direzione artistica di Giorgio Felicetti, il festival quest’anno apre una vera e propria “Finestra d’estate” sulla Generazione quaranta gradi, una nuova generazione di artisti, registe e pensatrici under 40 chiamata a confrontarsi con scenari profondamente diversi dal passato.
La crisi climatica, le trasformazioni sociali, i nuovi conflitti internazionali, il peso della dimensione digitale e il rapporto sempre più complesso tra realtà e finzione sono i temi al centro di un programma che unisce linguaggi diversi, con una particolare attenzione alla partecipazione femminile e alle nuove forme espressive.
Ad aprire il festival, giovedì 9 luglio alle 21.30, sarà Virginia Veludo, conosciuta sui social come @rossa perpendicolare, con l’incontro “Poesia Mediterraneo dell’anima”.
Poetessa, scrittrice e opinionista, Veludo proporrà un viaggio tra poesia e geopolitica, raccontando il Mediterraneo come spazio simbolico capace di unire culture, popoli e storie. Al centro della riflessione il ruolo della poesia contemporanea, chiamata ancora oggi a creare connessioni e dare voce alle inquietudini del presente.
La serata proseguirà alle 22.30 con la proiezione del film “Put Your Soul on Your Hand and Walk” della regista Sepideh Farsi. L’opera racconta la vita quotidiana nella Striscia di Gaza attraverso il dialogo a distanza tra la regista e la fotogiornalista palestinese Fatima “Fatem” Hassouna, trasformando la testimonianza personale in un documento sulla resistenza, la memoria e il valore della narrazione.
Venerdì 10 luglio alle 21.30 spazio al teatro contemporaneo con il collettivo Baladam B-side e lo spettacolo “Pigiama Party”.
Una performance ironica e surreale che riflette sul confine sempre più sottile tra realtà e finzione nell’epoca digitale. Attraverso un gioco teatrale basato su informazioni inesistenti, il collettivo affronta il tema dell’infodemia, delle verità costruite e della difficoltà di orientarsi nel grande flusso comunicativo contemporaneo.
A seguire, alle 22.30, il cinema proporrà il docufilm “Willie Peyote – Elegia Sabauda”, diretto dal giovane regista Enrico Bisi. Il film racconta il percorso umano e artistico del cantautore torinese, seguendolo dagli anni più difficili fino all’esperienza del Festival di Sanremo 2025, tra musica, impegno sociale e il legame profondo con la sua città.
Sabato 11 luglio alle 21.30 sarà protagonista la comicità di Gioia Salvatori con lo spettacolo “Cuoro – Inciampi per sentimenti altissimi”, un monologo che affronta con ironia e sensibilità una delle domande più universali: che cos’è l’amore?
Attrice, autrice e performer, Salvatori porta sul palco una comicità capace di unire leggerezza e profondità, dopo esperienze teatrali e televisive che l’hanno vista protagonista anche in programmi come “Propaganda Live” e “Vieni avanti Cretina!”.
A chiudere il festival, alle 22.30, sarà la commedia cinematografica francese “La famiglia Leroy”, opera prima del giovane regista Florent Bernard, una storia familiare che racconta crisi di coppia, rapporti generazionali e difficoltà quotidiane con uno sguardo ironico e intelligente.
Tutti gli appuntamenti di RIVE.R Festival sono a ingresso gratuito.
CIVITANOVA MARCHE – Le modifiche al pacchetto delle opere compensative previste per l'area Ex Cecchetti accendono il confronto politico. Il movimento regionale Dipende da Noi critica la ridefinizione degli interventi decisa dall'Amministrazione comunale, soffermandosi in particolare sulla prevista realizzazione di nuovi parcheggi nell'area del liceo "Leonardo da Vinci".
Secondo il movimento, gli accordi originari con la società Civitanova 2000 prevedevano, oltre al Parco Ex Cecchetti e al Museo, anche la realizzazione di un sottopasso in via Venezia per collegare l'area con la stessa via, attraversando la linea ferroviaria Civitanova-Albacina. Un'opera che, ricordano gli esponenti di Dipende da Noi, era già stata bocciata dalla Soprintendenza.
Il nuovo assetto illustrato dall'Amministrazione comprende invece uno spazio polifunzionale all'interno del parco, una palestra a servizio della scuola "Annibal Caro", il collegamento tra via della Vela e via Nelson Mandela e, inoltre, un ulteriore parcheggio che dovrebbe essere realizzato dalla Provincia.
È proprio quest'ultimo intervento a suscitare le maggiori perplessità. Secondo Dipende da Noi, dal rendering presentato dal Comune emergerebbe un'ulteriore impermeabilizzazione di parte dell'area scolastica del liceo "Leonardo da Vinci", in contrasto con le richieste avanzate negli anni dalla comunità scolastica. Studenti, docenti e istituto, infatti, avrebbero più volte promosso progetti finalizzati alla depavimentazione degli spazi esterni per renderli più verdi, vivibili e favorevoli alla socialità.
Il movimento richiama inoltre il principio della depavimentazione, ormai adottato da numerose amministrazioni come strumento per ridurre il consumo di suolo, migliorare il drenaggio delle acque piovane, contrastare le isole di calore e incrementare la qualità ambientale urbana. Obiettivi che, sottolinea, sono richiamati anche dal Piano Nazionale di Ripristino della Natura e dagli impegni previsti dal Regolamento europeo sul ripristino degli ecosistemi.
Per questo Dipende da Noi ha annunciato di aver presentato un accesso agli atti per acquisire tutta la documentazione relativa alle modifiche delle opere compensative e per comprendere le motivazioni che hanno portato alla previsione del nuovo parcheggio. Contestualmente il movimento presenterà anche un'interrogazione per conoscere quali iniziative l'Amministrazione intenda adottare per attuare gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripristino della Natura.
"Riteniamo profondamente sbagliata la scelta di continuare a cementificare un'area già fortemente urbanizzata", afferma il movimento, secondo cui mentre molte città europee investono nella riduzione delle superfici asfaltate e nell'incremento del verde pubblico, a Civitanova si continuerebbe a privilegiare nuove opere in cemento. Per Dipende da Noi, le future trasformazioni urbane dovrebbero invece orientarsi verso interventi capaci di migliorare la qualità ambientale, aumentare gli spazi verdi e rispondere alle esigenze delle nuove generazioni.
Risate, satira e riflessioni sull’attualità saranno protagoniste all’Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati il prossimo 24 agosto alle 21.30, quando salirà sul palco Alessandro Siani con il suo nuovo spettacolo “Fake News”.
L’appuntamento, organizzato da Best Eventi in collaborazione con l’Amministrazione comunale, vedrà il popolare attore e comico napoletano affrontare uno dei temi più presenti nella vita quotidiana: il rapporto con la verità nell’epoca dei social, delle informazioni immediate e delle notizie difficili da verificare.
Dopo il successo di “Fiesta”, spettacolo che ha celebrato vent’anni di carriera e di comicità attraverso ricordi, tormentoni e battute diventate patrimonio di un’intera generazione, Siani torna in scena con un progetto nuovo che riprende anche alcune suggestioni dello speciale televisivo “Off Line”, realizzato per Amazon Prime, mantenendo però il ritmo serrato e coinvolgente che da sempre caratterizza i suoi spettacoli dal vivo.
“Fake News” nasce dall’osservazione di una società in cui distinguere il vero dal falso è diventato sempre più complesso. Le notizie infondate, le manipolazioni e le mezze verità entrano ogni giorno nelle nostre vite attraverso internet, televisioni e conversazioni quotidiane, influenzando opinioni e comportamenti.
Con la sua consueta ironia, Siani trasforma questo fenomeno in un lungo monologo teatrale, spaziando dalle truffe online alle offerte apparentemente imperdibili per le vacanze, dalle bugie nelle relazioni personali al ruolo dell’intelligenza artificiale.
Al centro dello spettacolo anche un tema più ampio: le piccole falsità quotidiane a cui tutti ricorriamo per proteggerci, presentarci diversi da come siamo o cercare una soluzione ai problemi di ogni giorno. Una riflessione affidata alla comicità, dove il teatro diventa il luogo in cui la finzione scenica riesce paradossalmente a raccontare la realtà più autentica.
“Il mondo è alla continua ricerca dell’intelligenza artificiale – racconta Siani presentando lo spettacolo – ma per conoscere la verità serviranno intelligenza e cuore, elementi che nessuna tecnologia potrà mai sostituire.”
I biglietti per lo spettacolo sono disponibili sui circuiti TicketOne e Ciaotickets, sia online sia nei punti vendita autorizzati. Per informazioni è possibile contattare il numero 085.9047726 o consultare il sito di Best Eventi.
L'atleta civitanovese e testimonial nazionale Alessandro Gattafoni è pronto a rimettersi alla prova con l'edition 2026 di “125 Miglia per un Respiro”, la celebre iniziativa promossa dalla Lega Italiana Fibrosi Cistica nata per sensibilizzare l'opinione pubblica su questa grave patologia e per accendere i riflettori sull'importance dell'attività sportiva come parte integrante della terapia quotidiana.
La nuova campagna sociale, che gode del patrocinio del Coni e della Federazione Italiana Canoa Kayak oltre che del sostegno non condizionato dell'azienda biotecnologica Vertex, si svilupperà quest'anno attraverso un doppio appuntamento di altissimo valore sportivo e umano, che vedrà il velista e atleta affetto da fibrosi cistica superare i propri limiti prima nelle acque italiane e successivamente in un contesto internazionale.
La prima tappa di questo straordinario viaggio è fissata per giovedì 9 luglio con l'inedita ed emozionante traversata dello Stretto di Messina, una sfida personale che Gattafoni affronterà combinando due discipline diverse. L'atleta partirà alle ore 8 dalla località di Cannitello, a Villa San Giovanni, raggiungendo la costa della Sicilia a bordo del suo kayak per poi compiere l'intero percorso di ritorno a nuoto, integrandosi nella traversata amatoriale coordinata dall'Asd Blu Team e dal comitato regionale Asi Calabria. Ad accoglierlo al suo rientro sulla spiaggia calabra, previsto tra le 11:00 e le 11:30, ci sarà il presidente nazionale della lega Antonio Guarini.
La seconda tappa del progetto si consumerà invece in autunno, portando il messaggio oltre i confini nazionali. Dal 9 all'11 ottobre 2026 Gattafoni prenderà infatti parte al Campionato del Mondo di Canoe Ocean Racing in programma a La Vila Joyosa, in Spagna.
«Ogni nuova edizione della "125 Miglia per un Respiro" rappresenta un passo avanti nel percorso di sensibilizzazione sulla fibrosi cistica – ha dichiarato il presidente di Lifc, Antonio Guarini – Alessandro continua a trasformare la sua esperienza personale in un potente messaggio di speranza, dimostrando come lo sport possa diventare uno strumento straordinario per affrontare la malattia e guardare oltre i propri limiti. Attraverso il suo esempio vogliamo ricordare quanto l'attività fisica sia parte integrante della cura e quanto sia importante continuare a investire nella conoscenza della malattia».
L'alto valore della doppia sfida è stato rimarcato dallo stesso Alessandro Gattafoni, che ha confidato le sue emozioni alla vigilia della partenza: «Questa volta il significato della sfida non risiede nella distanza da percorrere o nel risultato da raggiungere, ma nel coraggio di confrontarmi con una mia paura, con un limite personale. Ho iniziato a nuotare da poco e attraversare lo Stretto di Messina, dopo averlo raggiunto in kayak, sarà per me un'impresa autentica. A chi vive con la fibrosi cistica, e più in generale a chi sta affrontando un momento difficile, vorrei dire di trovare la propria sfida, il proprio obiettivo. Ognuno di noi ha uno "Stretto" da attraversare. Non sono i record a dare valore a un'impresa, ma il coraggio, la determinazione e la volontà di affrontare ciò che sembra impossibile per arrivare dall'altra parte».
Al fianco dell'associazione si è schierata anche l'azienda Vertex attraverso il country manager Federico Viganò, il quale ha ribadito come in azienda si creda sia fondamentale essere al fianco della comunità delle persone con fibrosi cistica e supportare progetti che promuovano consapevolezza, partecipazione e speranza. Un ringraziamento speciale è stato infine rivolto da Guarini ai responsabili territoriali Michele Rotella e Giuseppe Davì, insieme a tutti i volontari e alle famiglie che dedicano ogni giorno tempo e cuore alla comunità.
La campagna del grano duro 2026 si apre con forti preoccupazioni per le imprese agricole del Maceratese. A lanciare l'allarme è Confagricoltura, che denuncia prezzi di mercato ancora ben al di sotto dei costi di produzione, una situazione che mette a rischio la redditività delle aziende cerealicole e la tenuta di un comparto considerato strategico per l'agricoltura provinciale.
Secondo l'associazione, il quadro non è migliorato neppure con l'avvio della Commissione Unica Nazionale (CUN) del grano duro, uno strumento sul quale, nei mesi scorsi, erano state riposte aspettative che si sono rivelate infondate.
Confagricoltura chiarisce che la CUN non è stata istituita per fissare prezzi remunerativi o garantire il reddito degli agricoltori, ma esclusivamente per rilevare in modo trasparente l'andamento del mercato attraverso il confronto tra i diversi soggetti della filiera. L'associazione sottolinea inoltre come la composizione della Commissione non sia equilibrata, dal momento che gli stoccatori, ovvero coloro che materialmente immagazzinano il grano, ne sono rimasti esclusi.
Per questo motivo, secondo Confagricoltura, attribuire alla Commissione il compito di risolvere la crisi del comparto ha significato alimentare aspettative non realistiche tra gli agricoltori. La delusione odierna, evidenzia l'organizzazione, non deriva dal funzionamento della CUN, che si limita a svolgere il ruolo previsto dalla normativa, ma dall'aver presentato questo organismo come la soluzione ai problemi del settore. Il nodo resta invece rappresentato dalle dinamiche del mercato, sulle quali la Commissione non ha alcun potere di intervento.
L'associazione individua la principale criticità nella mancanza di una strategia politica di lungo periodo, a livello europeo, nazionale e locale, a sostegno della cerealicoltura. Negli ultimi anni, sostiene Confagricoltura, si è fatto ricorso prevalentemente a interventi emergenziali e contributi occasionali, spesso destinati esclusivamente ai produttori, senza costruire strumenti capaci di rafforzare in modo strutturale la competitività delle imprese.
Una situazione che, secondo l'organizzazione, non riguarda soltanto il Maceratese ma interessa l'intero Centro Italia. Per questo Confagricoltura Abruzzo, Confagricoltura Lazio, Confagricoltura Marche e Confagricoltura Umbria chiedono di investire nel rafforzamento delle relazioni tra tutti gli anelli della filiera, dalla produzione allo stoccaggio, dalla trasformazione all'industria fino alla grande distribuzione organizzata.
Le associazioni ritengono fondamentale incentivare strumenti di aggregazione dell'offerta, come Organizzazioni di Produttori e cooperative agricole, affinché le imprese possano acquisire maggiore forza contrattuale, programmare meglio la produzione e gestire con maggiore efficienza gli equilibri tra domanda e offerta.
Tra le richieste figurano anche un maggiore ricorso ai contratti di filiera, investimenti nella qualità delle produzioni, nello stoccaggio e nell'innovazione, oltre alla piena attuazione del decreto-legge 63/2024 sui costi di produzione, evitando che il peso delle misure ricada esclusivamente sulle aziende agricole.
Per Confagricoltura il comparto cerealicolo italiano ha bisogno di una strategia di lungo periodo e non di interventi occasionali. L'associazione richiama inoltre l'attenzione sul forte squilibrio esistente tra il prezzo riconosciuto al grano e quello dei prodotti derivati, come la pasta, una volta arrivati sugli scaffali della grande distribuzione, ritenendo necessario costruire una filiera più moderna, competitiva e capace di distribuire il valore in modo più equilibrato tra tutti gli operatori.
Solo attraverso un cambio di impostazione, conclude Confagricoltura, sarà possibile garantire un futuro alla coltivazione dei cereali e alla sostenibilità economica delle imprese agricole.
RECANATI – Cambiano gli orari della Zona a traffico limitato nel centro storico. Da lunedì 13 luglio fino al prossimo 14 settembre prenderà il via la sperimentazione del nuovo calendario di chiusure al traffico, un provvedimento pensato dall'amministrazione comunale con l’obiettivo di migliorare la sicurezza dei pedoni, favorire una maggiore vivibilità degli spazi del centro e accompagnare il previsto aumento delle presenze turistiche durante i mesi estivi.
La decisione arriva dopo le valutazioni condivise tra l'amministrazione comunale, il Comando di Polizia Locale e le richieste arrivate nel tempo da residenti e attività commerciali del centro storico. L’intento è quello di trovare un equilibrio tra le esigenze di chi vive e lavora nelle vie interessate dalla ZTL e la necessità di valorizzare i luoghi più caratteristici della città, soprattutto nelle giornate e negli orari di maggiore affluenza.
Nel dettaglio, la chiusura al traffico sarà attiva dal giovedì al sabato dalle ore 20:30 fino alle 2:00 del giorno successivo, mentre la domenica la Ztl sarà in vigore dalle ore 15:00 alle ore 2:00. Si tratta delle fasce individuate come più adatte per garantire una maggiore fruizione del centro storico da parte di cittadini, visitatori e turisti, limitando il passaggio dei veicoli nelle ore caratterizzate da una maggiore presenza di persone.
Negli altri giorni della settimana, invece, la Ztl resterà normalmente aperta, consentendo il transito secondo le modalità abituali. L'amministrazione ha comunque previsto la possibilità di introdurre ulteriori limitazioni anche al di fuori degli orari stabiliti, qualora si presentino particolari esigenze di servizio.
Tra queste rientrano, ad esempio, l’organizzazione di eventi civili e culturali che potrebbero richiedere temporanee modifiche alla viabilità o ulteriori restrizioni per motivi di sicurezza e gestione degli spazi pubblici.
La sperimentazione proseguirà quindi per tutta l’estate, fino al 14 settembre, periodo nel quale verranno valutati gli effetti del nuovo assetto della viabilità. L’obiettivo è monitorare la risposta della città e verificare l’efficacia delle nuove fasce orarie, tenendo conto delle esigenze dei residenti, delle attività economiche e dei numerosi visitatori che scelgono Recanati durante la stagione estiva.
Il movimento ViviAmo Civitanova interviene sul tema della sicurezza dopo la presentazione del piano regionale "Marche Sicure", illustrato dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, chiedendo chiarimenti all'Amministrazione comunale in merito a presunti fondi destinati al potenziamento dei servizi di vigilanza privata.
"Con la presentazione del piano 'Marche Sicure', il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha illustrato una strategia che punta sulla collaborazione tra istituzioni, Forze dell'Ordine, enti locali, categorie economiche e cittadini.
Il piano prevede il rafforzamento della Polizia Locale, il potenziamento della videosorveglianza, l'attivazione di presidi mobili nelle aree più critiche e, soprattutto, la collaborazione con gli istituti di vigilanza privata per la tutela del territorio e del patrimonio pubblico.
Si tratta di una scelta che condividiamo pienamente, perché è la stessa che ViviAmo Civitanova sosteneva già nel 2024.
Quando in Corso Dalmazia aumentavano degrado, risse e situazioni di disagio, non siamo rimasti a guardare. Abbiamo proposto il ricorso alla vigilanza privata, incontrato il Procuratore della Repubblica per chiedere un rafforzamento della sicurezza e sostenuto il protocollo 'Mille Occhi sulla Città', nato proprio per favorire la collaborazione tra istituzioni e istituti di vigilanza privata.
Inoltre, i commercianti si sono autotassati, sostenendo direttamente il costo di un servizio di vigilanza per contribuire alla tutela della città.
Oggi, però, emerge un elemento che riteniamo debba essere chiarito pubblicamente.
Il consigliere regionale Pierpaolo Borroni ha dichiarato che nel 2025 erano disponibili 30mila euro destinati proprio all'impiego di guardie giurate private a supporto della Polizia Locale, ma che tali risorse non sarebbero state utilizzate.
Se questa circostanza trova conferma negli atti amministrativi, è inevitabile porsi alcune domande.
Perché il Comune non ha utilizzato quelle risorse? Perché lasciare che fossero i commercianti a sostenere un costo che, almeno in parte, avrebbe potuto essere coperto con fondi pubblici?
Oggi la Regione afferma chiaramente che la sicurezza si costruisce anche attraverso la collaborazione tra istituzioni e vigilanza privata. È la stessa impostazione che sostenevamo quando il problema veniva minimizzato.
Per questo chiediamo all'Amministrazione comunale la massima trasparenza. Vogliamo sapere se i 30mila euro erano realmente disponibili, da quale atto risultassero, se siano stati utilizzati e, in caso contrario, per quale motivo.
La sicurezza non può dipendere dalla buona volontà e dalle disponibilità economiche dei commercianti. I cittadini pagano le tasse anche per garantire questo servizio.
Se esistevano risorse pubbliche destinate a rafforzare la sicurezza e non sono state impiegate, è giusto che l'Amministrazione lo spieghi con documenti e fatti. Perché la trasparenza non è una scelta, ma un dovere nei confronti di tutti i cittadini".
Un'idea nata per ricordare un amico scomparso è diventata, anno dopo anno, un appuntamento capace di coinvolgere sempre più persone. Si è conclusa nel fine settimana l'ottava edizione di "Parto dalla Vetta", il cammino ideato da Paolo Monina, Lorenzo Lezzieri e Francesco Filipponi in memoria di Giorgio Accattoli, amico del gruppo scomparso nel 2014.
L'iniziativa propone un percorso che unisce Montefano alla cima del Monte San Vicino, affrontato nell'arco di due giorni lungo itinerari alternativi rispetto alle strade più battute. La prima tappa, particolarmente impegnativa, conduce fino a Pian dell'Elmo, con pernottamento all'Elmo Camping, dopo 43 chilometri di cammino. Il giorno successivo il gruppo raggiunge la vetta del Monte San Vicino, simbolicamente punto di arrivo ma anche di una nuova partenza.
"Parto dalla Vetta" non è soltanto un'escursione, ma un'esperienza di condivisione, memoria e crescita personale. Il viaggio rappresenta infatti un percorso di fatica e di superamento delle proprie paure, sostenuto dalla forza del gruppo, fino a raggiungere la cima della montagna più iconica delle Marche. Da lì prende forma il significato stesso del cammino: "partire dalla vetta", tornando alla quotidianità con uno sguardo rinnovato e uno spirito di rinascita.
L'edizione 2026 ha fatto registrare un risultato particolarmente significativo: sono stati 30 i partecipanti arrivati sulla sommità del Monte San Vicino, un numero impensabile se confrontato con gli inizi dell'iniziativa, quando nel 2019 il gruppo era composto da appena tre persone.
Ogni anno il cammino si sviluppa attorno a un tema diverso. L'edizione 2026 è stata dedicata alla "restanza", un concetto che racconta la scelta di restare a vivere, lavorare e investire nel proprio territorio d'origine. Una decisione che non nasce dalla nostalgia o dall'immobilismo, ma dalla volontà di prendersi cura della propria comunità, contrastando lo spopolamento e la progressiva perdita di opportunità nelle aree interne. Un restare dinamico, fatto di partecipazione, attenzione e ricerca di nuove possibilità affinché piccoli centri come Montefano possano continuare a guardare al futuro.
Tra i protagonisti del cammino merita una menzione speciale il giovanissimo Nicolò, che a soli 13 anni ha completato l'intero percorso, affrontando quasi 50 chilometri di cammino insieme agli adulti e dimostrando grande determinazione e spirito di gruppo.
Un'iniziativa che, nel corso degli anni, ha saputo trasformarsi da semplice ricordo di un amico in un appuntamento capace di unire persone, valorizzare il territorio e trasmettere un messaggio di speranza, comunità e appartenenza.
La Cucine Lube Civitanova guarda al presente senza perdere di vista il futuro e mette a segno un investimento di prospettiva. Il club biancorosso ha infatti ufficializzato l'ingaggio dell'opposto ucraino Maksym Tonkonoh, classe 2007, alto ben 214 centimetri, considerato uno dei giovani più promettenti del panorama europeo.
Reduce da due stagioni in Serie A2 con la Virtus Fano, il gigante ucraino ha collezionato complessivamente 442 punti, frutto di 355 attacchi vincenti, 27 ace e 60 muri. Numeri che gli hanno consentito di attirare l'attenzione della Lube, che ne aveva già seguito da vicino la crescita dopo le ottime prestazioni con le nazionali giovanili ucraine.
L'ultima conferma del suo talento è arrivata agli Europei Under 22, dove ha chiuso la fase finale con 72 punti in tre partite. Nello stesso periodo è arrivata anche la convocazione nella Nazionale maggiore ucraina per la Volleyball Nations League 2026, ulteriore tappa di una crescita costante iniziata in patria con Barkom-Ukraine 18 e proseguita al Bukovyna Chernivtsi prima dell'approdo in Italia.
Per Tonkonoh si tratta del primo approdo in SuperLega, dove sarà a disposizione di coach Giampaolo Medei in una squadra che punta ancora una volta ai vertici del campionato.
"Per un atleta giovane come me ricevere la chiamata di un club prestigioso come la Lube è motivo di grande orgoglio", ha dichiarato il nuovo opposto biancorosso. "Qui avrò la possibilità di allenarmi con tanti campioni e di crescere in quello che considero il campionato più competitivo del mondo. Voglio continuare il percorso iniziato a Fano e migliorare ogni giorno".
Il giovane ucraino ha sottolineato anche i progressi compiuti nelle ultime stagioni: "Mi sento più efficace in attacco e più solido a muro. Sono convinto che lavorando con i nuovi compagni potrò diventare ancora più incisivo".
Non è mancato un riferimento alla situazione del suo Paese: "Mi mancano i luoghi dove sono cresciuto, ma non posso tornare. Sono grato alla mia famiglia e al mio primo allenatore per aver creduto in me e avermi spinto a non mollare".
Infine, uno sguardo al futuro e una promessa ai tifosi della Lube: "Il mio sogno è diventare uno dei migliori attaccanti del panorama internazionale, senza mai dimenticare che viene prima la squadra. Ai nostri tifosi prometto il massimo impegno in ogni allenamento e in ogni partita".
La frazione di Valle Cascia si prepara a ospitare da giovedì 20 a domenica 23 agosto l'ottava edizione de "I Fumi della Fornace", la celebre festa nazionale della poesia, delle arti e del teatro che quest'anno svilupperà il proprio programma attorno al profondo tema centrale del "Lasciare la festa".
L'evento, nato nel 2019 e curato dall'associazione Congerie con il sostegno della regione Marche, della fondazione Marche cultura e di numerosi comuni del territorio, si propone di indagare la crisi della distanza nel mondo contemporaneo attraverso una fitta costellazione di pratiche collettive, spettacoli e attraversamenti culturali, offrendo ai visitatori anche la possibilità di cenare in loco e di alloggiare in un apposito campo tende.
Le giornate del festival si apriranno quotidianamente con "Isola e Isole", una ricca rassegna di conversazioni letterarie curata da Giuditta Chiaraluce per Edizioni Volatili, che vanta un parterre di ospiti di rilievo nazionale tra cui spiccano i vincitori del premio Strega poesia Stefano Dal Bianco e Marilena Renda, la candidata all'edizione 2026 Isabella Leardini, Elisa Biagini, Beatrice Zerdini, Marco Giovenale e i curatori del podcast 'Felici Pochi'.
Parallelamente, la sezione "Abbecedario dei Paesaggi", curata da Valentina Compagnucci ed Elisa Michelini, proporrà un'articolata esplorazione visiva e storica del territorio marchigiano attraverso il progetto fotografico e di ricerca "Fragili eternità" realizzato in collaborazione con Archeolab, affiancato da una speciale cartografia affettiva dedicata alla storica esperienza artistica di Inteatro e dai laboratori sperimentali di "Diorama" affidati a Matilde Maria Luzi.
Il cuore performativo della kermesse vedrà il ritorno del tradizionale rito teatrale curato da Giorgiomaria Cornelio, che firmerà lo spettacolo quotidiano intitolato "Descantar", una nuova trilogia pensata come un refrain ciclico per accompagnare il pubblico nel passaggio dal giorno alla notte.
Le arti visive e la danza contemporanea troveranno invece spazio nella rassegna "Diffusa", sotto la direzione di Giulia Pigliapoco, con interventi coordinati da coreografi e performer del calibro di Gaetano Palermo, Michele Petrosino, Ludovico Paladini e Michele Di Stefano. Per la sezione espositiva, i locali di "Corrispondenze dalla Villeggiatura" accoglieranno la mostra documentaria sul primo festival internazionale dei poeti di Castel Porziano, curata da Andrea Balietti e Gloria Falasco, in contemporanea con l'esposizione collettiva d'arte contemporanea "Rosa Orsa" ideata da Simone Doria e Francesca Marcaccio.
Il fulcro delle serate rimarrà il Parco della Poesia, dove si alterneranno letture e concerti di livello internazionale. Tra gli appuntamenti più attesi figura il dialogo con il noto attore e autore Luigi Lo Cascio, ospite fisso della manifestazione, atteso nella serata di venerdì 21 agosto subito dopo la performance "Sayat-Nova" firmata dal musicista e regista Roberto Paci Dalò.
Il cartellone musicale proporrà i set di Vipera e Cesare Dell’Anna, seguiti sabato 22 agosto dalla Macchiati Band per una originale riscoperta della filosofia del ballo liscio. Le notti si chiuderanno infine con le sonorità contemporanee del dopofesta "Universo a Sonagli", arricchito dal manifesto ufficiale dell'evento che porta la firma del maestro della fotografia Guido Guidi e dai prestigiosi patrocini dell'accademia di belle arti di Macerata e dell'Università di San Marino.
La Regione Marche punta su un nuovo modello di sicurezza integrata con l’operazione "Marche Sicure", il progetto approvato dalla giunta regionale su proposta del presidente Francesco Acquaroli per rafforzare la tutela di cittadini, famiglie e imprese e promuovere legalità, coesione sociale e attrattività del territorio.
L’atto di indirizzo definisce una strategia complessiva che coinvolgerà istituzioni, enti locali, forze dell’ordine, categorie economiche, imprese, organizzazioni sindacali e cittadini. L’obiettivo è affrontare il tema della sicurezza attraverso un approccio che affianchi ai controlli anche prevenzione, innovazione tecnologica e collaborazione tra soggetti pubblici e privati.
Il presidente Acquaroli ha sottolineato come il provvedimento rappresenti un ulteriore passo nel percorso avviato dalla Regione per rafforzare la sicurezza sul territorio, anche in raccordo con le iniziative del Governo nazionale. La sicurezza, secondo il presidente, deve essere affrontata come una responsabilità collettiva e con una visione strategica capace di sostenere anche i Comuni, spesso chiamati a gestire difficoltà legate alla pressione burocratica e alla limitatezza delle risorse disponibili.
Pur rimanendo una delle regioni italiane con i più bassi livelli di criminalità, le Marche devono prepararsi ai cambiamenti sociali e ai nuovi fenomeni che stanno interessando anche il territorio regionale. Per questo la Regione punta a rafforzare la cultura della legalità e a garantire condizioni sempre più sicure per cittadini e imprese.
Una particolare attenzione sarà dedicata ai giovani, con iniziative di sensibilizzazione sui rischi legati all’abuso di alcol e all’utilizzo di sostanze stupefacenti, soprattutto nei luoghi di aggregazione. L’obiettivo è promuovere un modello di divertimento sano e responsabile, prevenendo situazioni potenzialmente pericolose.
L’operazione “Marche Sicure” nasce dalla consapevolezza che la sicurezza rappresenta un elemento essenziale per la qualità della vita, la coesione sociale e la competitività del sistema economico regionale. In un territorio caratterizzato da piccoli comuni, vaste aree interne, distretti produttivi specializzati, attività economiche diffuse e infrastrutture strategiche, investire nella sicurezza significa tutelare cittadini e imprese, sostenere gli investimenti, valorizzare le produzioni locali e favorire turismo e sviluppo sostenibile.
Nel rispetto delle competenze dello Stato in materia di ordine pubblico, la Regione promuove un modello basato sulla collaborazione tra Prefetture, Questure, Forze dell’Ordine, enti locali, parti sociali e cittadini.
La strategia si articola in sei assi principali. Il primo riguarda la governance integrata della sicurezza, attraverso l’istituzione del Tavolo regionale per la sicurezza integrata e lo sviluppo dei Patti di sicurezza urbani, con l’obiettivo di creare un confronto stabile tra tutti i soggetti coinvolti.
Il secondo asse è dedicato alle tecnologie per la sicurezza del territorio, con il potenziamento della videosorveglianza intelligente, il monitoraggio avanzato e l’attivazione di control room comunali e intercomunali.
Il terzo riguarda i controlli per la salute, la sicurezza e la qualità alimentare, con azioni per tutelare le produzioni regionali, contrastare contraffazioni e concorrenza sleale e prevenire l’abuso di alcol e l’uso di sostanze stupefacenti.
Il quarto asse è rivolto alla legalità economica e abitativa, con interventi contro abusivismo, lavoro nero e utilizzi irregolari del patrimonio immobiliare, compreso il fenomeno dei subaffitti non regolari.
Il quinto punta sulla collaborazione pubblico-privato per la sicurezza, attraverso il rafforzamento della polizia locale con nuovi strumenti tecnologici, formazione e supporto ai presidi mobili nelle aree critiche, oltre alla collaborazione con gli istituti di vigilanza privata per la tutela di immobili, infrastrutture e patrimoni pubblici, nel rispetto delle competenze previste dalla normativa.
Il sesto asse riguarda l’educazione alla legalità e la prevenzione delle frodi, con attività nelle scuole per promuovere cittadinanza responsabile e campagne informative rivolte agli anziani e ai soggetti più vulnerabili contro truffe e raggiri.
L’atto approvato dalla giunta regionale rappresenta una fase di programmazione. Le singole linee di intervento saranno sviluppate attraverso successivi provvedimenti, accordi istituzionali, protocolli operativi e bandi pubblici, con l’obiettivo di costruire un sistema di sicurezza sempre più coordinato e vicino alle esigenze della comunità marchigiana.
Una pensionata di 81 anni è stata derubata della propria collana in oro giallo, del valore di circa 3.000 euro, da una malvivente che l'ha avvicinata in strada e l'ha raggirata utilizzando la nota e insidiosa "tecnica dell'abbraccio". A conclusione di un'accurata attività d'indagine, i carabinieri della stazione locale hanno identificato e deferito in stato di libertà alla procura della repubblica una cittadina spagnola di 28 anni, senza fissa dimora e già gravata da precedenti di polizia per reati specifici, ritenuta responsabile del reato di furto con destrezza.
L'episodio si è verificato nelle prime ore del mattino di un giorno di fine giugno, mentre la vedova ottantunenne stava percorrendo a piedi la via verso la propria abitazione. La giovane straniera si è accostata all'anziana e, simulando un gesto affettuoso, è riuscita con estrema rapidità e abilità a sfilare il prezioso monile dal collo della vittima, per poi dileguarsi immediatamente facendo perdere le proprie tracce.
I carabinieri sono riusciti a risalire all'identità della presunta autrice del colpo grazie a una tempestiva attività investigativa, supportata in modo determinante dall'analisi accurata dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza presenti nell'area in cui si è consumato il reato.
A seguito di questo ennesimo episodio, l'Arma ha rinnovato l'invito alla cittadinanza, in particolar modo alle persone anziane, a prestare la massima attenzione nei confronti di sconosciuti che cercano il contatto fisico con pretesti affettuosi o scuse banali, raccomandando di segnalare subito ogni situazione sospetta al numero di emergenza 112.
Una studentessa di 22 anni, domiciliata presso il Campus Infinito di Recanati, è stata vittima di un'aggressione in piena notte nel centro cittadino da parte di tre malviventi che hanno tentato di rapinarla della borsa. A conclusione di una tempestiva e mirata attività investigativa avviata subito dopo la denuncia della giovane, i carabinieri della locale stazione hanno identificato e deferito in stato di libertà alla Procura della repubblica un ragazzo di 18 anni, residente a Loreto e già noto alle forze dell'ordine, ritenuto responsabile del reato di tentata rapina in concorso.
Nel frattempo, i militari dell'Arma proseguono senza sosta le attività d'indagine finalizzate a dare un nome e un volto ai due complici che hanno preso parte al raid. L'episodio si è verificato intorno alle 2:00 di una notte di fine giugno, mentre la ventiduenne stava transitando a piedi lungo una via del centro storico leopardiano.
In quel momento la ragazza è stata improvvisamente accerchiata dai tre individui, i quali l'hanno aggredita cercando di strapparle con la forza la borsa che portava con sé. Nonostante la situazione di grave e oggettivo pericolo, la giovane è riuscita con prontezza a divincolarsi dalla presa dei malviventi e a darsi alla fuga, riuscendo a raggiungere in sicurezza la propria abitazione e senza riportare, fortunatamente, alcuna lesione fisica.
Subito dopo la formalizzazione della denuncia-querela, i carabinieri hanno fatto scattare immediati accertamenti sul luogo dell'aggressione. Per dare una svolta alle indagini è stato fondamentale il sistema di videosorveglianza cittadino che copriva interamente l'area del tentato colpo.
L'analisi accurata dei filmati registrati dalle telecamere e i successivi riscontri investigativi incrociati dai militari hanno permesso di raccogliere elementi schiaccianti a carico del diciottenne lauretano. Gli inquirenti sono ora al lavoro per chiudere il cerchio attorno agli altri due componenti del gruppo.
Il mondo del calcio marchigiano piange la scomparsa di Beniamino Di Giacomo, per tutti semplicemente "Gegè", storico attaccante e allenatore spentosi nella mattinata di oggi all'età di 91 anni presso la casa di cura Villa dei Pini di Civitanova Marche, dove si trovava ricoverato da qualche tempo.
Nato a Porto Recanati, Di Giacomo era considerato una vera e propria leggenda dello sport locale, capace di partire dai campi della propria regione fino ad arrivare sul tetto d'Europa e del mondo con la maglia della grande Inter di Helenio Herrera, lasciando un ricordo indelebile in tutte le piazze storiche della massima serie. La notizia ha destato profonda commozione a Porto Recanati, città a cui era rimasto legatissimo e che oggi si è stretta calorosamente attorno alla famiglia in un momento di grande dolore.
Cresciuto calcisticamente nel Castelfidardo dopo i primi passi con la maglia arancione della squadra del suo paese, Di Giacomo compì il grande salto nel calcio che conta nel 1955 approdando in serie A con la Spal. Da lì prese il via una memorabile carriera da bomber che lo portò a vestire i colori di Napoli, Lecco e Torino, prima della definitiva consacrazione a Milano.
Tra il 1962 e il 1964 fu infatti tra i protagonisti assoluti della formazione nerazzurra guidata dal "Mago" Herrera, conquistando lo scudetto nel 1963 e la coppa dei campioni nel 1964, siglando complessivamente 13 reti in 37 apparizioni. Un percorso agonistico straordinario, impreziosito da oltre 300 presenze in massima serie e da una convocazione nella Nazionale maggiore nell'amichevole vinta contro la Danimarca il 5 dicembre 1964.
Il suo cammino sui campi di gioco proseguì per un altro decennio con le maglie di Cesena, Anconitana, Fano e Mantova. Proprio con i lombardi firmò nel 1967 una delle reti più celebri della storia del calcio italiano, segnando all'ultima giornata il gol dell'ex che costò il tricolore all'Inter a vantaggio della Juventus.
Appesi gli scarpini al chiodo, il suo legame con le Marche rimase indissolubile e si tinse di nuovi successi nelle vesti di allenatore, guidando tra le altre anche la Civitanovese in due differenti bienni, nelle stagioni 1980/1981 e 1985/1986.
"Oggi ricordo con profondo cordoglio, commozione e sincero rispetto Beniamino 'Gegè' Di Giacomo, campione del calcio portorecanatese e uomo che ha saputo incarnare, con naturalezza e dignità, i valori più autentici e nobili dello sport". Questo il ricordo commosso del sindaco di Porto Recanati, Andrea Michelini.
"Non è stato soltanto un grande protagonista sul campo, ma anche un esempio di passione, dedizione e amore per la propria comunità - ha aggiunto il primo cittadino -. Con il suo impegno costante, il suo spirito di squadra e la sua generosità, ha dato moltissimo alla nostra città e al nostro movimento calcistico, diventando nel tempo una vera figura di riferimento, dentro e fuori dal campo. Chi lo ha conosciuto ricorda il suo entusiasmo, la sua umanità e quella capacità rara di trasmettere ai più giovani l’importanza del rispetto, del sacrificio e dell’appartenenza. Valori che oggi rappresentano una parte preziosa dell’eredità che ci lascia".
"Il suo ricordo continuerà a vivere nei colori che ha difeso con orgoglio, nei ragazzi che ha ispirato con il suo esempio e nel cuore riconoscente di tutta la comunità di Porto Recanati. Grazie, “Gegè”, per ciò che sei stato per tutti noi e per tutto ciò che, con semplicità e grandezza, hai donato alla tua città. Da parte mia e dell’Amministrazione comunale, alla famiglia di Beniamino Di Giacomo giungano le più sincere e sentite condoglianze, accompagnate da un pensiero di profonda vicinanza e affetto in questo momento di grande dolore", ha concluso il primo cittadino.
(Credit foto: Fb Aldo Ascani)
Sono stati ritrovati e stanno bene i due escursionisti di Osimo dei quali non si aveva più notizia da mercoledì, da quando non c'era stato più alcun contatto telefonico da parte di familiari e amici, mentre la coppia, lei 38 anni, lui 42, si trovava sugli Spalti di Toro a camminare.
Ieri, scattato l'allarme una volta che non si erano presentati a lavoro, la loro macchina era stata rinvenuta ancora parcheggiata al Rifugio Pordenone ed erano partite le ricerche sia sulle montagne venete, che su quelle del Friuli Venezia Giulia, con l'impiego di mezzi e uomini di Soccorso alpino - Centro Cadore e Valcellina - Guardia di finanza, Vigili del fuoco e diversi elicotteri.
Questa mattina alle 5.30, pur ipotizzando che fosse probabile si trovassero sul versante del Friuli Venezia Giulia, due squadre del Soccorso alpino del Centro Cadore e di Pieve di Cadore, da ieri impegnate nelle ricerche, si sono ritrovate al campo Sportivo di Vallesella con il Centro mobile di coordinamento per un'ulteriore indagine sul versante cadorino.
Obiettivo della perlustrazione di questa mattina il Sentiero Marini, un percorso dismesso e di difficile percorrenza, che collega Spe al Rifugio Pordenone, attraverso il Bivacco Gervasutti, considerato una possibile zona prioritaria. Era già stato sorvolato ieri, ma si riteneva da dover approfondire la perlustrazione a piedi e in volo.
Una squadra del soccorso alpino è stata, quindi, trasportata a Forcella Spe dall'elicottero dell'Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, per incamminarsi lungo il sentiero dismesso, una seconda squadra ha invece proseguito a bordo per una ricognizione dall'alto. Ed è stato dall'elicottero che i soccorritori hanno individuato i due escursionisti in mezzo al bosco, vicini ai ruderi di Casera Col Cadorin. I volontari hanno intravisto l'uomo sul sentiero, un soccorritore si è fatto subito sbarcare per parlare con lui e c'è stata la conferma.
La coppia, che stava bene, anche se provata dai lunghi giorni all'addiaccio, si trovava bloccata in quel luogo da giovedì. Partiti dal Rifugio Pordenone, erano passati dalla Val Montanaia, erano scesi al Rifugio Pordenone per poi prendere il sentiero da Forcella Spe.
Purtroppo erano stati costretti a fermarsi dalle condizioni improponibili del percorso, franato e con ripidi ghiaioni di pietra dura, senza riuscire a tornare sui propri passi. Si erano fermati nei pressi dei ruderi perchè c'era un torrentello da cui si sono potuti almeno dissetare in tutti questi giorni. Ieri, dal loro racconto, avevano sentito gli elicotteri, ma non erano riusciti a farsi vedere. Tre volontari sono stati lasciati da loro per verificarne le condizioni e preparare il recupero.
La coppia è stata poi imbarcata sull'elicottero dell'Air service e trasportata assieme a un soccorritore del Centro Cadore al Rifugio Pordenone, per essere affidata al Soccorso alpino della Valcellina, che si stava muovendo sul proprio territorio.
È ufficialmente iniziato il conto alla rovescia per la venticinquesima edizione della Civitanova-Sebenico, la storica regata internazionale d'altura organizzata dal Club Vela Portocivitanova che scatterà giovedì 9 luglio alle ore 12 dal litorale marchigiano.
L'evento del venticinquesimo anniversario, che si svolge sotto l'egida della Federazione Italiana Vela e in collaborazione con il Circolo Vela Val Sebenico, ha fatto registrare quest'anno un record assoluto di adesioni con ben 43 imbarcazioni iscritte al via, confermandosi come uno dei più importanti appuntamenti della stagione offshore nazionale e un solido ponte istituzionale e sportivo tra Italia e Croazia.
La flotta, in gran parte già ormeggiata sulle banchine civitanovesi in attesa del segnale della giuria internazionale, si dividerà su due differenti percorsi agonistici: 21 imbarcazioni della categoria ORC Class si daranno battaglia sul tracciato tradizionale di 106 miglia marine, valido per il Campionato Italiano Offshore, mentre 22 scafi della divisione ORC Gran Crociera punteranno la prua direttamente verso il fiordo croato affrontando un percorso ridotto di 96 miglia.
La principale novità regolamentare del 2026 è il debutto del Trofeo Challenger "Adriatico", che premierà il primo classificato in tempo reale della classe Gran Crociera e che andrà ad affiancare i tre storici riconoscimenti già previsti dall'albo d'oro della manifestazione.
Il livello tecnico della competizione si preannuncia altissimo, con la presenza di scafi di spicco come Altair IV e Xio, favoriti per il traguardo in tempo reale, accanto al nuovo Melges IC37 KP033 di Piero Paniccia, al Millennium 40 Luna x Te e alla barca Vittoria di Giorgio Paolucci, trionfatrice della scorsa edizione.
I primi arrivi in Croazia sono attesi per la mattinata di venerdì 10 luglio, anticipando una serie di eventi collaterali e regate tra le isole dell'arcipelago che culmineranno con il rientro in Italia domenica 12 luglio. L'alto valore diplomatico dell'iniziativa sarà suggellato dalla presenza a Sebenico dell'ambasciatore d'italia Paolo Trichilo e del console generale Iva Palmieri.
Orgoglio è stato espresso dalla presidente del club organizzatore, Cristiana Mazzaferro, che ha lodato la costante crescita della manifestazione, a cui si sono unite le parole del vicesindaco con delega allo sport Claudio Morresi, il quale ha rimarcato come la regata continui a trasmettere un fondamentale messaggio di dialogo, cooperazione e amicizia tra i popoli delle due sponde dell'Adriatico.
(Credit foto: Mario Barboni)