Il Comune di Tolentino comunica che mercoledì 24 settembre 2025, dalle ore 8:30 alle 18:30, sarà vietata la circolazione veicolare e pedonale in un tratto di via Piersanti Mattarella, in corrispondenza del ponte della Diga delle Grazie, a eccezione dei mezzi d’opera impegnati nei lavori. La chiusura si rende necessaria per consentire lo svolgimento di un’indagine tecnica con georadar.
La ditta esecutrice provvederà a delimitare l’area di cantiere per garantire la sicurezza dei pedoni, indicando percorsi alternativi con la segnaletica stradale necessaria. Saranno installati segnali di preavviso e divieto di transito nelle vie intersecanti, tra cui via Madre Teresa di Calcutta e contrada Pianibianchi, con l’obiettivo di informare i cittadini e consentire itinerari alternativi.
La segnaletica temporanea sarà posizionata con almeno 24 ore di anticipo rispetto all’inizio dei lavori, mentre i divieti di sosta saranno attivi almeno 48 ore prima della chiusura. Al termine dell’indagine tecnica, la ditta rimuoverà la segnaletica e ripristinerà le normali condizioni di sicurezza per la circolazione pedonale e veicolare.
Il Comune invita automobilisti e pedoni a prestare attenzione alla segnaletica e a seguire i percorsi alternativi indicati
Il centro storico di Visso compie un passo decisivo verso la rinascita. È stato aperto il tunnel di via Galliano, la struttura modulare metallica a senso unico che consentirà di operare in sicurezza e avviare concretamente i cantieri nel cuore del borgo, tra i più preziosi dell’Appennino centrale.
L’opera, lunga 60 metri e finanziata con un importo di circa 500 mila euro nell’ambito dell’Ordinanza Speciale n. 61/2023 del Commissario, rappresenta un intervento strategico collegato al recupero di Palazzo Priori. Il tunnel garantisce la percorribilità ai mezzi, costituendo anche un’uscita di sicurezza per i soccorsi, e rende finalmente possibile la cantierizzazione del centro storico. L’intervento ha inoltre evitato la demolizione degli edifici danneggiati di via Galliano, salvaguardando così l'integrità storica e architettonica di una delle vie più significative del centro.
Il risultato è frutto di un piano d’azione condiviso tra Comune, Ufficio speciale ricostruzione e Struttura commissariale. Il Comune si è occupato della progettazione degli immobili pubblici, oggi in fase di definizione, mentre la Struttura commissariale ha coordinato la programmazione complessiva. Grazie a questa visione strategica e operativa, i privati possono presentare i propri progetti con la certezza di un seguito operativo: la cantierizzazione è ora possibile.
"Con il tunnel di Visso – ha dichiarato il Commissario Straordinario alla Ricostruzione – possiamo ottimizzare i cronoprogrammi e restituire concretezza alla ricostruzione". Nel centro storico sono prossime alla conclusione le progettazioni del recupero di Palazzo Priori (3,6 milioni), la Chiesa e Palazzo San Giacomo (5 milioni), Palazzo Governatori (4,9 milioni) e Palazzo Varano (2,7 milioni).
Per la Collegiata di Santa Maria, simbolo religioso del borgo, sono in corso approfondimenti e sono state allestite opere provvisionali fino al cassettonato, così da evitare l’aggravamento dei danni.
"È una giornata importante per noi – ha sottolineato il sindaco di Visso – finalmente apriamo il tunnel e possiamo dare il via ai lavori dentro la nostra piazza, il cuore del nostro Comune. Il tunnel è il simbolo concreto che la ricostruzione del centro storico non è più solo un progetto sulla carta, ma un cantiere che finalmente prende vita".
Importante la collaborazione della Soprintendenza, come sottolinea Giovanni Issini, Soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata: “Questa è un’opera che mette in sicurezza le facciate di alcuni degli edifici più importanti del centro storico. In particolare Palazzo dei Priori, che sarà il primo intervento a partire, contiene al suo interno importanti beni storici tra cui l’affresco di Paolo da Visso”.
Sul fronte delle opere pubbliche e beni culturali, a Visso sono 109 gli interventi censiti per un valore complessivo di oltre 70 milioni di euro: tra questi, la nuova scuola “Pietro Capuzi” (2,95 milioni, lavori in corso), il restauro delle mura e torri medievali (4 milioni) e il recupero del Santuario di Macereto (3,4 milioni, lavori in corso).
Più in generale, la ricostruzione privata segna risultati importanti: su 376 pratiche presentate, 284 sono state concesse per un importo complessivo di 216,8 milioni di euro, con 140 cantieri aperti e 123 chiusi.
Dopo le necessarie verifiche tecniche per la sicurezza e i relativi collaudi è entrato in funzione l'ecocompattatore RecoPet installato in via Fratelli Acciaccaferri, vicino alla scuola “Alessandro Luzio”. L'iniziativa, resa possibile grzie al progetto "Mangiaplastica" del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, nasce dalla collaborazione di Cosmari, Anci e il consorzio Corepla e rappresenta un passo avanti concreto verso la sostenibilità ambientale e l'economia circolare.
L'obiettivo principale dell'ecocompattatore è intercettare e compattare le bottiglie in Pet, in particolare quelle consumate fuori casa. Questo sistema di raccolta incentivante, parte del progetto RecoPet, permette di ridurre il volume delle bottiglie, facilitando il loro riciclo e prevenendo la loro dispersione nell'ambiente.
Gli utenti possono partecipare scaricando l'app gratuita RecoPet, disponibile su Google Play e App Store. Una volta installata, l'app consente di accumulare punti ogni volta che una bottiglia di acqua, succhi, bibite, energy drink o latte viene conferita nell'ecocompattatore. È fondamentale che le bottiglie siano integre, con il tappo aperto e l'etichetta con il codice a barre visibile per essere riconosciute dal macchinario.
I punti accumulati possono essere convertiti in sconti e premi offerti dai negozi partner o in gadget realizzati in R-Pet, valorizzando così l'impegno dei cittadini. Questa modalità di raccolta selettiva contribuisce a dare un'esperienza diretta di economia circolare, garantendo che le bottiglie in Pet vengano avviate direttamente al riciclo e supportando la Direttiva UE 2019/904 (SUP), che promuove il principio del "bottle to bottle".
Nelle prime due settimane di attivazione, personale specializzato sarà presente sul posto per fornire assistenza e indicazioni a tutti gli utilizzatori che si approcciano per la prima volta al servizio.
L’Università di Macerata annuncia l’attivazione di cinque borse di studio per studenti e studentesse provenienti dalla Striscia di Gaza. La prima rientra nel pacchetto promosso dalla Crui – Iupals (Italian Palestinian University Network), un’iniziativa finanziata direttamente dai singoli atenei che hanno scelto di aderire.
A oggi, solo 35 università italiane hanno risposto all’appello, per un totale di 97 borse assegnate. Con ulteriori sforzi, il sistema universitario italiano ha raggiunto la quota di 152 borse complessive, di cui 5 messe a disposizione da Unimc, tutte interamente finanziate con risorse proprie. L’Ateneo ha inoltre attivato da anni una collaborazione con l’Università palestinese Al Quds di Gerusalemme per studiare la vulnerabilità dell’educazione e sviluppare strategie innovative in contesti di emergenza cronica.
“Siamo fiduciosi che questi giovani possano presto raggiungere il nostro Ateneo – ha dichiarato il rettore John Mc Court –. Crediamo che le azioni concrete parlino più delle parole e della retorica: il nostro compito è difendere il ruolo della conoscenza, rafforzare il senso critico fra i nostri iscritti e promuovere una cultura del dialogo e della cooperazione come strumenti di pace e di giustizia”.
La scelta delle borse di studio si inserisce nella cornice più ampia delineata dal Senato Accademico, che ha approvato oggi all’unanimità una mozione di presa di posizione ufficiale sui conflitti in corso a Gaza e in Ucraina. Il documento ribadisce la condanna di ogni forma di aggressione, terrorismo e violazione del diritto internazionale e dei diritti umani, e afferma il rifiuto di ogni forma di odio, discriminazione e violenza.
Riguardo alla situazione in Medio Oriente, l’Università condanna sia le azioni terroristiche di Hamas sia le violazioni del diritto internazionale da parte del Governo di Israele, già documentate da Nazioni Unite, Corte Penale Internazionale e Unione Europea. Forte è la denuncia contro l’uso della forza a Gaza, che ha causato migliaia di vittime civili, soprattutto donne e bambini, colpendo ospedali, scuole, sedi universitarie e persino operatori sanitari.
Da Macerata arriva quindi un appello al cessate il fuoco immediato, all’apertura di corridoi umanitari stabili, al rilascio degli ostaggi e al rispetto del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese, nella prospettiva di una coesistenza pacifica fondata sul principio “due popoli, due Stati”.
Con la stessa chiarezza, il Senato accademico condanna l’aggressione della Federazione Russa contro l’Ucraina, che rappresenta una violazione flagrante della Carta delle Nazioni Unite. L’Università esprime profonda preoccupazione per le vittime civili, la devastazione di città e infrastrutture e le gravissime conseguenze umanitarie, richiamando le risoluzioni Onu che chiedono il ritiro immediato delle truppe russe e sollecitando la necessità di garantire corridoi umanitari sicuri e l’avvio di un processo negoziale per una pace giusta e duratura.
Il documento approvato non si limita alla denuncia, ma si traduce in impegni concreti: promuovere iniziative accademiche e culturali per diffondere una cultura di pace, vigilare sui partenariati scientifici per evitare complicità in violazioni del diritto internazionale ed escludere ogni collaborazione con istituzioni israeliane e russe che non si siano pubblicamente dissociate dalle politiche dei rispettivi governi, e aprire percorsi di accoglienza e mobilità per studenti e ricercatori provenienti dalle aree colpite.
Torna anche quest’anno Sharper (SHAring Researchers’ Passion for Education and Rights), il grande evento europeo dedicato alla scienza che coinvolge contemporaneamente 15 città italiane con l’obiettivo di avvicinare i cittadini al mondo della ricerca. Coordinato dall’impresa sociale Psiquadro e realizzato grazie alla collaborazione di un ampio consorzio di enti e università, tra cui l’Infn, l’Immaginario Scientifico, Observa Science in Society e cinque atenei partner, Sharper è sostenuto da oltre 200 istituzioni, enti culturali e di ricerca come Cnr, Inaf e Ingv.
«L’Università di Camerino ha aderito alla Notte dei Ricercatori sin dalla sua istituzione, nel 2005 – ha dichiarato il rettore, professor Graziano Leoni – ed è per noi una grande soddisfazione poter partecipare anche quest’anno al progetto Sharper. Raccontare ai cittadini, a partire dai più giovani, come la ricerca migliori concretamente la vita delle persone è una missione fondamentale per la crescita democratica e sociale del nostro Paese».
Il programma Unicam si preannuncia particolarmente ricco e diffuso tra Camerino e San Benedetto del Tronto, con laboratori, incontri, talk show e attività esperienziali pensati per ogni età.
A Camerino, la giornata si aprirà alle 9 con l’incontro “Cibo e religione. Aspetti nutrizionali e razionale scientifico dei precetti alimentari religiosi”, per proseguire con “Rotte in movimento”, un laboratorio interattivo per immedesimarsi nei percorsi migratori e riflettere sui dilemmi etici e politici che ne derivano. Nel pomeriggio spazio all’innovazione tecnologica con attività immersive di realtà virtuale per la gestione delle emergenze sismiche e, alle 18.30, un “Calice di Scienza” dedicato alla geologa e oceanografa Marie Tharp.
A San Benedetto del Tronto, il programma inizierà al Liceo Rosetti con “Tutta questione di… intelligenza!”, laboratorio dedicato al machine learning. Dalle 17 alle 20 il Polo didattico Unicam sul lungomare ospiterà attività pratiche e divulgative: dalle microalghe come risorsa per la salute, alla diagnostica per i beni culturali, fino a esperimenti di chimica in cucina. A seguire, un talk show dedicato al mondo delle api e, alle 19, l’attesissimo incontro con il prof. Michele Loreti sull’impatto dell’intelligenza artificiale generativa nella nostra vita quotidiana.
Sharper si conferma così un’occasione unica per vivere la scienza da vicino e comprendere quanto la ricerca sia parte integrante del benessere sociale e del futuro sostenibile.
MACERATA - Prima visita ufficiale in Questura per il prefetto Giovanni Signer, insediatosi in città a fine luglio. Questa mattina il rappresentante del Governo ha incontrato il questore Luigi Mangino, il vicario del questore, i dirigenti e i funzionari della Polizia di Stato, in un momento di confronto istituzionale all’insegna della collaborazione.
Il questore Mangino, dopo aver presentato i funzionari e i dirigenti dei vari settori della Questura, del Commissariato e delle specialità della Polizia di Stato, ha rimarcato la professionalità e la sinergia che contraddistinguono il lavoro quotidiano, sia nelle attività ordinarie sia nella gestione degli eventi di rilievo concordati nei Comitati Provinciali per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.
Il prefetto Signer ha espresso parole di apprezzamento per l’impegno della Polizia di Stato, sottolineando il clima positivo e costruttivo che ha trovato in Questura. Ha inoltre ribadito quanto sia fondamentale mantenere un rapporto di massima collaborazione tra Prefettura e Forze dell’Ordine, con l’obiettivo comune di rafforzare la percezione di sicurezza da parte dei cittadini.
A conclusione dell’incontro, il questore Mangino ha ringraziato il prefetto per l’attenzione riservata al lavoro svolto quotidianamente dagli uomini e dalle donne della Polizia di Stato. L’appuntamento si è chiuso in un clima di cordialità, con la consapevolezza di un rapporto istituzionale destinato a rafforzarsi nel tempo.
Nell’Ast di Macerata si assiste in questi giorni al diffondersi di una solidarietà esemplare per quanto riguarda la donazione di organi. Stanotte, infatti, è stato effettuato un ulteriore prelievo di fegato e cornee da una donatrice di 76 anni che aveva già espresso in vita il proprio consenso.
Un’equipe multidisciplinare coordinata dal Centro Regionale Trapianti e dal NITp (Circuito Nord Italia Transplant) ha realizzato l’intervento.
“In un mese abbiamo assistito a ben tre donazioni di organi nella nostra Azienda sanitaria e per questo bellissimo risultato desidero ringraziare le famiglie dei donatori per la sensibilità dimostrata – ha dichiarato il direttore generale dell’Ast di Macerata dottor Alessandro Marini - e nel caso specifico tutto il personale dell’ospedale di Macerata, coordinato dalla dottoressa Valeria Zompanti, per la collaborazione nella buona riuscita della procedura”.
Una lite tra coinquilini è degenerata in violenza a Montefano: un uomo è rimasto ferito e un altro è stato denunciato dai carabinieri della Compagnia di Macerata.
L’episodio risale a pochi giorni fa, quando un acceso diverbio tra un 26enne originario del Mali, residente a Macerata e già noto alle forze dell’ordine, e un 48enne marocchino è sfociato in un’aggressione. Secondo quanto ricostruito dai militari, intervenuti nell’immediato, il più giovane ha impugnato un coltello da cucina e ha colpito alla mano destra il coinquilino.
Sul posto è arrivato anche il personale del 118, che ha soccorso il ferito. L’uomo è stato portato al pronto soccorso di Civitanova Marche, ma ha poi rifiutato le cure e si è allontanato dall’ospedale facendo perdere le proprie tracce. Il coltello usato nell’aggressione è stato sequestrato. Per il 26enne maliano è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria con l’accusa di lesioni personali.
MACERATA - Una rete che unisce sport, istituzioni e imprese per costruire inclusione e solidarietà. È questo il cuore di “Un Assist per la Vita”, il progetto presentato al Social@b dell’Università di Macerata e promosso dall’ASD Santo Stefano Sport di Porto Potenza Picena, realtà da cinquant’anni punto di riferimento nello sport paralimpico.
L’iniziativa nasce con un obiettivo ambizioso: sostenere le persone con disabilità attraverso lo sport, percorsi formativi e opportunità di inserimento sociale e lavorativo. Non semplice attività agonistica, dunque, ma uno strumento di crescita collettiva capace di generare cultura, coesione e prospettive concrete.
La forza del progetto risiede nella rete di sostegno costruita attorno ad esso. Accanto al Santo Stefano Sport hanno scelto di collaborare l’Università di Macerata, Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo, Confindustria Macerata e la Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano. Un fronte comune che intende coinvolgere scuole, aziende e comunità, dando vita a un modello in cui sport e società procedono insieme.
Durante la presentazione, alla quale erano presenti autorità accademiche, dirigenti sportivi, rappresentanti del mondo imprenditoriale e alcuni atleti, non sono mancati i richiami al valore educativo dello sport. Il rettore John Mc Court ha evidenziato la coerenza del progetto con le politiche dell’Ateneo, sottolineando l’importanza di lavorare in squadra per raggiungere obiettivi significativi. A fargli eco il vicepresidente del Santo Stefano Sport, Antonio Bortone, che ha definito lo sport un “enzima sociale”, capace di ridurre fenomeni come il bullismo nelle scuole e di favorire lo spirito di squadra nelle aziende.
Un ruolo centrale è affidato proprio all’attività agonistica: dal basket in carrozzina, fiore all’occhiello della società con uno scudetto vinto nel 2019 e prestigiose partecipazioni a competizioni internazionali, all’atletica e al golf paralimpico. Attorno a queste discipline ruotano iniziative come “Ruote a Canestro”, che dal 2018 porta nelle scuole la cultura dell’inclusione attraverso incontri teorico-pratici, e la produzione di testimonianze video che raccontano come lo sport abbia cambiato la vita di tanti atleti.
Il presidente della BCC di Recanati e Colmurano, Gerardo Pizzirusso, ha definito l’iniziativa “un progetto di comunità che svolge un’attività meritoria con questi ragazzi e il loro entusiasmo”, mentre il segretario generale di Confartigianato, Giorgio Menichelli, ha posto l’accento sulle possibili ricadute economiche, ricordando come la cosiddetta “basket economy” possa offrire nuove opportunità al tessuto produttivo.
Emozionante la testimonianza dell’allenatore Roberto Ceriscioli, che ha parlato della soddisfazione di lavorare con atleti che incarnano valori di rinascita e resilienza, sottolineando quanto sia fondamentale il sostegno di istituzioni e imprese per continuare a coltivare i progetti in cantiere. A chiudere gli interventi è stato il presidente del Santo Stefano Sport, Marco Ferraresi, che ha riassunto così il senso del percorso intrapreso: “Questi ragazzi sono una delle cose più belle che mi porto dietro”.
Con “Un Assist per la Vita” lo sport si conferma strumento di solidarietà e inclusione, ma anche terreno fertile per costruire legami, formare nuove competenze e generare un impatto positivo sull’intera comunità.
"Ricci continua a raccontarci che la sua candidatura è un atto d’amore verso le Marche, ma poi misura tutto in euro, per sua stessa ammissione in diretta Rai. Il prezzo da pagare in questa contesa elettorale? Lo stipendio da europarlamentare. Altro che amore. Così si spiega l’incapacità di chiarire una volta per tutte se resterà in Consiglio regionale in caso di sconfitta". È quanto dichiara Simone Livi, consigliere regionale uscente di Fratelli d’Italia e candidato per le prossime Regioni del 28 e 29 settembre prossimi, circoscrizione Macerata.
"Questo è amore per la poltrona, non per i marchigiani - punge Livi -. Forse non ha così tanta voglia di vincere, visto che si ritroverebbe con uno stipendio dimezzato. Ancora una volta la sinistra si mostra per quello che è: pronta a nascondersi dietro slogan e autocelebrazioni, ma silenziosa quando si tratta di dare risposte vere. Ma i cittadini meritano serietà, non battute da campagna elettorale. Dopo le gite in bici e in barca, adesso Ricci è pronto a riprendere la valigia e tornare a Bruxelles, sempre in nome della sua unità di misura, gli euro".
"Fratelli d’Italia è dalla parte di chi vuole una regione che programmi, che investa su sanità, viabilità e sicurezza, e che rispetti i propri cittadini. L’alternativa è chiara: o torniamo indietro con chi pensa solo a salvare sé stesso, o continuiamo a costruire insieme una stagione di buon governo, trasparente e vicino alle esigenze dei territori", conclude Livi.
Negli ultimi anni, gli eSport hanno conosciuto una crescita esplosiva, diventando una vera e propria industria globale con milioni di spettatori e un mercato delle scommesse sempre più vivace. In questo contesto, Twitch, la piattaforma di live streaming più popolare al mondo, gioca un ruolo cruciale. Non si tratta solo di guardare una partita, ma di vivere un’esperienza immersiva che unisce spettacolo, community e possibilità di scommessa.
Insomma, il live streaming su Twitch è diventato imprescindibile per gli appassionati e per chi desidera piazzare scommesse sugli eSport.
Twitch e la rivoluzione del live streaming negli eSport
Twitch non è soltanto una piattaforma di streaming, ma un ecosistema interattivo dove i fan degli eSport possono assistere in tempo reale alle competizioni, comunicare con altri spettatori e persino interagire con i giocatori professionisti.
Questa immediatezza ha rivoluzionato il modo in cui le persone consumano i contenuti legati agli eSport. Non è un’esperienza passiva come la televisione, ma un momento di aggregazione digitale.
Per chi scommette sugli eSport, questo rappresenta un enorme vantaggio:
Analisi live: è possibile osservare le performance delle squadre in diretta e adattare le proprie strategie di scommessa.
Trasparenza: il live streaming elimina dubbi sullo svolgimento degli eventi, aumentando la fiducia nei risultati.
Coinvolgimento: la possibilità di vivere la partita insieme ad altri fan amplifica l’emozione della scommessa.
Il ruolo della community nelle scommesse eSportive
Uno degli elementi distintivi di Twitch è la sua community globale. Le chat in tempo reale durante un evento eSport offrono uno spazio di confronto immediato, dove i fan possono condividere pronostici, commenti e strategie.
Questa interazione arricchisce l’esperienza di chi scommette: confrontarsi con altri appassionati permette di raccogliere opinioni, individuare tendenze e persino correggere eventuali pregiudizi sulle squadre o sui giocatori.
Inoltre, molte community si organizzano in veri e propri hub di analisi: gruppi che seguono tornei specifici, discutono statistiche e condividono pronostici. Per chi punta denaro sugli eSport, si tratta di una fonte preziosa di informazioni in tempo reale.
Live betting: quando la scommessa incontra l’azione
Il live betting, ovvero la possibilità di scommettere durante lo svolgimento di un match, ha trovato in Twitch un alleato perfetto.
La natura interattiva e immediata della piattaforma consente agli scommettitori di monitorare l’andamento della partita istante per istante, di modificare o aggiungere scommesse in base ai colpi di scena e perfino di reagire alle prestazioni dei giocatori in tempo reale.
Ad esempio, in un torneo di League of Legends, una squadra in svantaggio potrebbe ribaltare la situazione con una mossa strategica: chi assiste alla partita live può approfittarne per piazzare una scommessa al momento giusto.
Questo tipo di dinamica rende l’esperienza molto più coinvolgente rispetto alle scommesse pre-match, perché trasforma ogni secondo della partita in un’opportunità.
L’importanza della trasparenza e dell’affidabilità
Un aspetto fondamentale per le scommesse sugli eSport è la fiducia. Twitch, grazie alla trasmissione live, riduce al minimo i rischi di manipolazione o malintesi sui risultati.
Gli spettatori possono verificare con i propri occhi ciò che accade durante un match, eliminando il timore che possano esserci incongruenze tra l’evento e le quote proposte dai bookmaker.
Inoltre, la possibilità di rivedere i match grazie alle registrazioni ufficiali garantisce ulteriore trasparenza, consentendo agli scommettitori di analizzare con calma le prestazioni delle squadre prima di piazzare nuove scommesse.
Il valore educativo del live streaming
Twitch non è solo intrattenimento: è anche formazione.
Molti streamer professionisti e analisti eSportivi usano la piattaforma per spiegare strategie, mostrare tattiche e analizzare partite. Questo materiale è preziosissimo per chi vuole scommettere in maniera consapevole.
Seguire un esperto che spiega perché una squadra ha adottato una certa strategia o come un giocatore reagisce sotto pressione aiuta a maturare un approccio più razionale e informato alle scommesse.
Un esempio di integrazione tra streaming e scommesse: il casinò online
In questo contesto, piattaforme come Xon Bet stanno guadagnando popolarità perché offrono un’esperienza che integra al meglio il mondo delle scommesse e quello dello streaming.
Con xon bet e altri casinò online, gli utenti possono non solo piazzare scommesse sugli eventi eSportivi, ma anche seguire i match in diretta, unendo in un’unica interfaccia ciò che prima era separato. Questo elimina la necessità di passare da una finestra all’altra e rende l’esperienza più fluida e intuitiva.
Inoltre, xon bet punta molto sull’aspetto della community, incentivando la condivisione di pronostici e l’interazione tra appassionati. Una scelta che riflette perfettamente la filosofia di Twitch: non guardare passivamente, ma vivere attivamente l’evento.
L’impatto psicologico del live streaming sulle scommesse
Un elemento spesso sottovalutato è il fattore psicologico. Guardare una partita in diretta su Twitch, con l’adrenalina del momento e la possibilità di interagire con altri fan, aumenta l’intensità emotiva dell’esperienza di scommessa.
Questo può avere due effetti opposti: da un lato, incrementa il divertimento e il senso di partecipazione; dall’altro, può spingere a scommettere in maniera impulsiva.
Per questo motivo, è fondamentale che i bookmaker e le piattaforme di streaming promuovano un approccio responsabile, ricordando agli utenti che la scommessa deve rimanere un’attività di intrattenimento e non diventare una dipendenza.
Le prospettive future: realtà virtuale e nuove tecnologie
Il futuro delle scommesse sugli eSport e del live streaming è ancora tutto da scrivere, ma alcune tendenze sono già evidenti:
Realtà virtuale (VR): assistere a un match come se si fosse seduti all’interno dell’arena virtuale.
Statistiche interattive: overlay in tempo reale con dati avanzati per analizzare ogni dettaglio della partita.
Gamification: ricompense e meccanismi di gioco legati all’attività degli spettatori durante i live.
In questo scenario, Twitch continuerà a essere il punto di riferimento, evolvendosi per offrire sempre più strumenti agli spettatori e agli scommettitori.
eSport e live streaming: la combo immancabile
Il live streaming su Twitch ha trasformato gli eSport in un fenomeno non solo da guardare, ma da vivere attivamente. Per chi scommette, rappresenta un valore aggiunto in termini di trasparenza, interazione e possibilità di analisi in tempo reale.
Piattaforme come xon bet dimostrano come la fusione tra streaming e scommesse possa creare un’esperienza ancora più completa e coinvolgente.
Il futuro vedrà l’integrazione di nuove tecnologie, ma una cosa è certa: senza Twitch, l’esperienza delle scommesse sugli eSport non sarebbe la stessa.
"Al via la ricostruzione del nuovo municipio". È il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, a dare notizia della partenza dei lavori che porteranno, entro la primavera del 2027, alla realizzazione della struttura destinata a ospitare gli uffici comunali.
"È un ulteriore passo avanti verso la normalizzazione", commenta Gentilucci. "Avremo una sede municipale all’avanguardia, dotata di spazi adeguati e realizzata con tecnologie di costruzione antisismiche e sostenibili che potranno garantire risparmi energetici, la collocazione in un rinnovato e più efficace assetto viario e l’inserimento in un contesto naturalistico con la sistemazione delle aree verdi limitrofe".
Finanziato con fondi sisma e contributi GSE (conto termico), l’intervento prevede un costo complessivo di 3 milioni e 400.000 euro: "In questi anni, nonostante le difficoltà logistiche e la sistemazione nei container, il personale comunale ha saputo garantire professionalità e qualità dei servizi. Ci attende un ultimo sforzo prima di poter varcare la soglia dei nuovi uffici" conclude Gentilucci, "ma vedere operai e macchine all’opera rappresenta per tutta la comunità un’iniezione di fiducia e di ottimismo".
Dopo una lunga carriera nell’Arma dei carabinieri, il Tenente Paolo Rinaldi, in forza alla Compagnia di Camerino, è giunto al traguardo della pensione. Nella giornata di oggi Rinaldi ha voluto recarsi in Comune, a Matelica, per un saluto istituzionale, accompagnato dal capitano Angelo Faraca, e accolto dal sindaco Denis Cingolani.
Il primo cittadino ha espresso parole di riconoscenza per il lavoro svolto dal Tenente, sottolineandone l’impegno e la dedizione al territorio: "Oggi il Tenente Paolo Rinaldi lascia il servizio attivo, ma ci tengo a ringraziarlo, a nome dell’amministrazione comunale e dei cittadini matelicesi, per l’ottimo operato svolto all’interno del nostro territorio. I suoi valori resteranno impressi in tutti i colleghi che l’hanno incontrato nel corso della sua carriera nell’Arma dei Carabinieri", ha dichiarato Cingolani.
Il saluto in Comune ha rappresentato un momento semplice ma significativo, in cui istituzioni e forze dell’ordine hanno riconosciuto il valore umano e professionale di un ufficiale che ha dedicato la sua vita al servizio della collettività.
Una meravigliosa iniziativa quella composta dalla serie di eventi connessi alla 12esima edizione della commemorazione dei caduti in Afghanistan, che si è tenuta sabato e domenica, al Parco della Rimembranza di Castelraimondo dove sorge un Monumento a loro dedicato, organizzata dal Gruppo Alpini Val Potenza guidato dal presidente Angelo Ciccarelli, in collaborazione con l’amministrazione comunale.
Sabato 20 settembre dopo i saluti istituzionali, visita alla “mostra permanente” di oggetti, indumenti, foto, appartenuti ai ragazzi caduti in Afghanistan. Domenica 21, invece, in seguito al corteo, con la partecipazione della banda musicale Veschi diretta dal Maestro Gabriele Bartoloni, si è svolta la cerimonia pubblica con la deposizione della corona di alloro al monumento, la lettura integrale dei nomi dei caduti, con i tempi scanditi da Tommaso Lucchetti.
Tra le autorità che sono intervenute il presidente del Gruppo Alpini Valpotenza Angelo Ciccarelli, il sindaco di Castelraimondo Patrizio Leonelli, il consigliere regionale uscente Renzo Marinelli, i sindaci di Matelica e Esanatoglia, il sindaco degli studenti e i familiari delle vittime. La Santa Messa in suffragio è stata celebrata dal vicario diocesano Mons. Mariano Bianchi.
Il sindaco del Comune di Castelraimondo Patrizio Leonelli ha sottolineato l’importanza di questa commemorazione dei caduti in Afghanistan: “Una giornata importante quella di domenica a Castelraimondo perché è la giornata in cui ricordiamo insieme alle famiglie ragazzi morti in Afghanistan, è stato come sempre un momento toccante quando dal palco venivano chiamati i nomi. Quest’anno c’erano molti bambini delle scuole, siamo stati contenti, ringrazio la preside Nicoletta Paterni per aver coinvolto gli studenti. Presente il sindaco dei ragazzi che ha fatto il suo discorso, due genitori dei ragazzi che non ci sono più hanno fatto interventi commoventi".
"Una giornata nel ricordo di questi ragazzi che pensavano di essere accolti come persone che portavano la pace, ed invece sono stati visti come dei nemici in quei territori hanno lasciato la loro vita. Un grazie agli alpini del Val Potenza che mantengono quell'area sempre in ordine. Il museo che abbiamo visitato ricordo che dall’anno scorso è aperto a tutti, composto dalle cose più care donate dalle famiglie, quindi un altro dolore doversi allontanare da altri ricordi dei loro figli, ma sanno che i nostri alpini li conserveranno con la massima cura. Vorrei ringraziare tutti i dipendenti comunali, i vigili e agli operai che si sono adoperati per la buona riuscita di questa ricorrenza", ha concluso Leonelli.
Due fratellini di 8 e 13 anni e la loro mamma sono rimasti feriti questa mattina in un incidente stradale a Recanati, in contrada Addolorata. L’impatto, avvenuto intorno alle 8, ha visto due auto scontrarsi frontalmente lungo la carreggiata.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con due squadre di Macerata e di Osimo e i sanitari del 118, che hanno ritenuto necessario l’intervento dell’eliambulanza per trasportare uno dei bambini al Salesi di Ancona. La mamma e l’altro figlio sono stati invece trasferiti in ambulanza a Torrette.
Ferito, ma cosciente, anche il conducente dell’altra vettura, ricoverato per accertamenti. Nonostante la gravità dello scontro, tutti gli occupanti sono rimasti coscienti. La strada è stata chiusa per alcune ore per consentire i soccorsi e il completamento dei rilievi dei carabinieri.
Il gioco come specchio della società
Il gioco, in Italia, non è mai stato un semplice passatempo. È parte integrante della cultura, della socialità e della tradizione. Che si tratti di una tombola natalizia, di una partita a scopa al bar o di un torneo di briscola durante una festa di paese, i giochi hanno sempre accompagnato momenti di convivialità e identità collettiva.
Analizzare come siano cambiati nel tempo significa osservare anche le trasformazioni della società italiana, dai ritmi di vita fino ai rapporti interpersonali.
Dalle carte al tavolo della cucina
Per molti italiani, i primi ricordi legati al gioco risalgono alle serate in famiglia o tra amici. Un mazzo di carte bastava per animare intere serate. Scopa, briscola, tressette o ramino erano più che giochi: erano linguaggi condivisi, occasioni di confronto e strumenti per tramandare regole e strategie di generazione in generazione.
In questi contesti, il gioco non aveva un fine economico ma sociale. Era il collante che univa famiglie numerose e comunità, spesso in case piccole ma sempre aperte al vicinato.
La tombola e il fascino della ritualità
Accanto ai giochi di carte, la tombola ha occupato un posto speciale. Specialmente nel periodo natalizio, riuniva grandi e piccini attorno al tavolo. Ogni numero estratto non era solo una possibilità di vincere, ma un’occasione di scherzi, proverbi e battute.
La tombola ha rappresentato per decenni l’essenza del gioco popolare: semplice, collettivo e legato a momenti di festa. Ancora oggi, nonostante le mille alternative digitali, rimane una tradizione irrinunciabile in molte famiglie italiane.
I primi casinò e l’immaginario del lusso
Parallelamente alle forme popolari, l’Italia ha sviluppato una dimensione più esclusiva del gioco. Casinò storici come quelli di Venezia, Sanremo o Campione d’Italia hanno incarnato il fascino del rischio avvolto da un’aura di eleganza.
Frequentati da aristocratici, artisti e personalità dello spettacolo, questi luoghi hanno costruito un immaginario in cui il gioco non era più solo divertimento, ma anche status, mondanità e scenografia da film. La roulette e il baccarat rappresentavano un mondo distante dal quotidiano, ma al tempo stesso capace di alimentare sogni collettivi.
L’irruzione del Novecento: lotterie e Totocalcio
Con il Novecento, il gioco d’azzardo si avvicina sempre di più alle masse. Le lotterie nazionali e, soprattutto, il Totocalcio hanno ridefinito le abitudini degli italiani. Compilare la schedina divenne un rituale domenicale, una sorta di scommessa collettiva che accompagnava la passione calcistica.
Il Totocalcio univa sport e speranza di vincita, trasformandosi in un fenomeno culturale prima ancora che economico. Era il gioco che dava voce ai sogni della classe media, in un’Italia che usciva dalla guerra e cercava riscatto.
L’arrivo delle slot e le nuove abitudini quotidiane
Negli anni ’80 e ’90, il paesaggio urbano italiano si arricchì di un nuovo elemento: le slot machine. Presenti nei bar e nelle sale dedicate, cambiarono radicalmente l’esperienza di gioco, rendendola accessibile in ogni momento della giornata.
Se da un lato queste macchine segnarono un’epoca di diffusione capillare, dall’altro sollevarono questioni legate alla dipendenza e alla regolamentazione. Per la prima volta, il gioco mostrava con chiarezza la sua doppia faccia: intrattenimento e rischio.
Il digitale come nuova frontiera
Con l’arrivo di internet, il gioco ha vissuto una trasformazione senza precedenti. Dai primi portali online agli attuali ecosistemi di app e piattaforme interattive, la dimensione fisica ha lasciato spazio a una nuova realtà immateriale.
Oggi i giocatori possono accedere a slot virtuali, tavoli di poker live e giochi da casinò direttamente dal proprio smartphone. L’esperienza non è più limitata a un luogo specifico, ma accompagna l’utente ovunque. È una rivoluzione che ha reso il gioco più immediato e personalizzato, ma che ha anche posto nuove sfide legate alla sicurezza e alla tutela dei consumatori.
La regolamentazione come garanzia di fiducia
In questo scenario digitale, la regolamentazione ha assunto un ruolo decisivo. L’Italia, attraverso l’AAMS (oggi ADM), ha introdotto norme chiare per garantire la legalità e la trasparenza del settore.
Oggi, per chi vuole avvicinarsi al gioco online in maniera sicura, la Lista casino online AAMS rappresenta un punto di riferimento fondamentale. Questo elenco raccoglie i portali autorizzati, certificati e monitorati, offrendo ai giocatori una garanzia contro piattaforme non regolamentate e rischiose. La presenza di una cornice normativa forte è ciò che distingue l’intrattenimento responsabile da quello potenzialmente dannoso.
La realtà virtuale e l’intrattenimento immersivo
Guardando al presente e al futuro, il gioco non smette di innovare. Realtà aumentata e virtuale stanno aprendo scenari che fino a pochi anni fa sembravano fantascienza. Indossare un visore VR e sedersi virtualmente a un tavolo da poker con giocatori provenienti da tutto il mondo non è più un sogno, ma una realtà sperimentale già disponibile.
Queste tecnologie promettono di trasformare l’esperienza di gioco in qualcosa di ancora più coinvolgente, dove la linea tra reale e virtuale diventa sempre più sottile.
Un percorso culturale in continua evoluzione
Dalla scopa in famiglia alla roulette dei casinò storici, dal Totocalcio alla realtà virtuale: il gioco in Italia ha seguito un percorso che riflette cambiamenti sociali, economici e tecnologici. Non è mai stato solo un passatempo, ma un fenomeno culturale che racconta chi siamo e come viviamo il tempo libero.
La sfida per il futuro sarà mantenere vivo lo spirito di socialità e tradizione, integrandolo con l’innovazione digitale e garantendo sempre sicurezza e legalità. In questo equilibrio tra memoria e futuro, il gioco continuerà a essere un tassello essenziale della cultura italiana.
Dalla teoria del gioco al marketing moderno
La gamification non è soltanto una parola di moda, ma una strategia che ha cambiato profondamente il modo in cui le aziende comunicano con i clienti. Applicare dinamiche tipiche del gioco – come punti, sfide e premi – a contesti non ludici permette di catturare l’attenzione degli utenti, stimolare la partecipazione e favorire la fedeltà.
Non si tratta di inventare nuovi giochi, ma di introdurre elementi ludici in esperienze quotidiane per renderle più coinvolgenti.
Perché il gioco funziona anche fuori dal gioco
Le persone hanno una naturale propensione al gioco. La possibilità di raggiungere obiettivi, ricevere ricompense e confrontarsi con altri attiva meccanismi psicologici legati alla motivazione e alla gratificazione. Questo spiega perché la gamification sia così efficace: sfrutta leve già radicate nel comportamento umano.
Un cliente che riceve un badge per aver completato un acquisto, o che accumula punti ogni volta che interagisce con un brand, non vive più l’esperienza come un’operazione neutra ma come parte di un percorso.
Gli elementi chiave della gamification
Per funzionare davvero, la gamification deve essere costruita su alcuni pilastri fondamentali:
Sfide e obiettivi: senza un traguardo da raggiungere, il gioco perde significato.
Progressione: livelli, step o missioni mantengono alto l’interesse.
Ricompense: tangibili o simboliche, sono la leva che alimenta la motivazione.
Feedback immediato: vedere in tempo reale i propri progressi aumenta il coinvolgimento.
Competizione e community: il confronto con altri utenti rafforza il senso di appartenenza.
Questi elementi, combinati, trasformano un’azione ordinaria in un’esperienza memorabile.
Le applicazioni nel marketing e nella customer experience
Le aziende hanno intuito che la gamification può essere utilizzata lungo tutto il percorso del cliente. Nei programmi fedeltà, ad esempio, i punti diventano moneta virtuale da accumulare e spendere; nelle campagne social, i contest a premi stimolano la condivisione; negli e-commerce, missioni come “acquista tre prodotti diversi” attivano dinamiche di sfida.
Il risultato è duplice: da un lato i clienti si divertono e restano più a lungo in contatto con il brand; dall’altro le aziende raccolgono dati preziosi sulle preferenze e sui comportamenti degli utenti.
L’esempio dei bonus digitali
Un settore che dimostra chiaramente l’impatto della gamification è quello dell’intrattenimento online. I bonus scommesse, ad esempio, rappresentano una forma diretta di gamification: l’ingresso in un portale non è un semplice atto di registrazione, ma diventa subito un’esperienza-premio. L’utente riceve un incentivo immediato che lo spinge a interagire, aumentando così il coinvolgimento e la probabilità di fidelizzazione.
Questo meccanismo mostra come la logica del “premio iniziale” possa essere replicata in molti altri settori, dall’e-commerce alle piattaforme di streaming, trasformando l’onboarding in un momento di entusiasmo.
Gamification e brand awareness
Oltre a stimolare le vendite, la gamification rafforza l’identità di un marchio. Un’azienda che propone sfide creative o premi originali non solo conquista nuovi clienti, ma costruisce un ricordo positivo e duraturo.
Le campagne gamificate hanno spesso una forte componente virale: gli utenti condividono i propri progressi sui social, generando passaparola e aumentando la visibilità del brand. È una forma di pubblicità indiretta, spontanea e molto più autentica rispetto agli annunci tradizionali.
Dalla fidelizzazione alla community
Uno degli aspetti più interessanti della gamification è la capacità di trasformare i clienti in community. Classifiche, tornei e premi collettivi incentivano le persone a interagire non solo con il brand, ma anche tra loro.
Questo crea un ecosistema dove il valore percepito va oltre il prodotto o servizio acquistato: il cliente si sente parte di una rete più ampia, connessa da esperienze comuni.
Le tecnologie che alimentano la gamification
La diffusione di smartphone e app ha reso la gamification più accessibile che mai. Oggi è possibile monitorare i progressi degli utenti in tempo reale, personalizzare sfide e premi in base al comportamento individuale, e creare esperienze immersive grazie alla realtà aumentata o virtuale.
L’intelligenza artificiale aggiunge un ulteriore livello, permettendo di analizzare i dati e proporre meccaniche sempre più mirate. L’utente riceve così sfide calibrate sulle proprie preferenze, con una sensazione di unicità che aumenta l’engagement.
I rischi di un uso superficiale
Se da un lato la gamification può potenziare il rapporto con i clienti, dall’altro rischia di diventare inefficace se applicata senza coerenza. Premi poco rilevanti, dinamiche ripetitive o obiettivi poco chiari finiscono per annoiare gli utenti, vanificando lo sforzo.
Per funzionare, la gamification deve integrarsi in modo organico con l’identità del brand e offrire un reale valore aggiunto. Non basta aggiungere punti e classifiche: serve una narrazione che leghi il cliente al percorso e lo inviti a proseguire.
La prospettiva futura della gamification
Guardando al futuro, la gamification è destinata a diventare sempre più sofisticata. Le aziende investiranno in esperienze immersive, con tecnologie come la realtà virtuale, e in dinamiche collaborative che trasformano i clienti in veri protagonisti.
Allo stesso tempo, crescerà l’attenzione al benessere dell’utente: sfide pensate non solo per vendere di più, ma anche per stimolare comportamenti positivi, dalla sostenibilità al fitness. La gamification, insomma, non sarà più solo un mezzo per aumentare i profitti, ma anche uno strumento di impatto sociale.
PORTO RECANATI - Mercoledì 24 settembre, alle ore 19.30, il Bar Guido ospiterà l'appuntamento elettorale dal "Oltre il gioco: come lo sport cambia il futuro". Protagonista della serata sarà Stefano Tacconi, ex portiere di successo della Juventus e della Nazionale italiana, che porterà la sua testimonianza di atleta e uomo, raccontando momenti significativi della sua carriera e della sua vita.
L’iniziativa è stata promossa dall'ex senatore Salvatore Piscitelli, candidato alle prossime elezioni regionali con la lista “I Marchigiani per Acquaroli”. Nel corso del dibattito non si parlerà soltanto di sport agonistico, ma si approfondiranno i valori che lo sport trasmette: dalla coesione sociale alla formazione dei giovani, fino al suo ruolo come strumento di miglioramento degli stili di vita, sia individuali che collettivi.
Si è tenuto ieri, 22 settembre, presso il suggestivo Santuario dell’Annunziata di Montecosaro, l’incontro promosso dalla candidata alle elezioni regionali Maika Gabellieri insieme alla senatrice Maria Stella Gelmini di Noi Moderati. All’appuntamento hanno preso parte anche il coordinatore provinciale Paolo Perini e il coordinatore regionale Tablino Campanelli, a testimonianza della vicinanza del partito ai territori.
L’evento si è aperto con l’intervento della Gabellieri, che ha voluto ricordare il recente emendamento, fortemente sostenuto dalla senatrice Gelmini, finalizzato a destinare nuove risorse economiche agli oratori: «Gli oratori sono luoghi fondamentali per la crescita dei nostri ragazzi – ha sottolineato Gabellieri – e meritano un sostegno concreto per continuare a rappresentare un punto di riferimento educativo e sociale nelle nostre comunità».
La senatrice Gelmini, nel suo intervento, ha tracciato una fotografia della situazione sociale attuale, evidenziando come il futuro del Paese passi anche dalla capacità di rafforzare i centri aggregativi, come appunto gli oratori: «Sono spazi nei quali si cresce e ci si educa in un ambiente sano, che contribuisce a formare cittadini responsabili e consapevoli».
Un passaggio importante del suo discorso è stato dedicato al disagio giovanile, che oggi si manifesta in forme diverse: ansia, violenza, autolesionismo, disturbi alimentari, fino alle dipendenze da stupefacenti. «È un fenomeno che va prevenuto – ha dichiarato la senatrice – e per farlo bisogna restituire centralità alla famiglia e a centri come gli oratori, che devono tornare ad essere punti di riferimento e di guida per i nostri giovani».
Gelmini ha inoltre posto l’accento sulle difficoltà crescenti delle famiglie italiane: «Oggi crescere dei figli richiede sempre più risorse economiche. Questa condizione è una delle principali cause della riduzione delle nascite, un fenomeno che Noi Moderati intende contrastare con misure di sostegno alle famiglie, restituendo dignità e opportunità ai giovani».
La candidata Gabellieri ha ribadito la sua posizione in chiusura: «Sostenere le famiglie significa investire nel futuro della nostra regione. Dobbiamo ridare fiducia ai giovani, creando condizioni favorevoli per restare, lavorare e costruire qui il proprio futuro. Questi sono gli incontri in cui credo: momenti di confronto reale, di vicinanza tra politica e cittadini. Noi Moderati è un partito a “filiera corta”: offre la possibilità al rappresentante locale di tenere un contatto diretto tra governo centrale e territori, ascoltando i bisogni della comunità e trasformandoli in azioni concrete».
L’incontro si è concluso con un aperitivo conviviale, durante il quale la senatrice Gelmini si è intrattenuta cordialmente con i presenti, salutando e dialogando con cittadini e simpatizzanti. A chiudere la giornata è stato l’intervento del coordinatore regionale Tablino Campanelli, che ha portato il suo saluto e ribadito l’impegno del partito nella campagna elettorale a sostegno di Maika Gabellieri.
Il XXVII Congresso Provinciale dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (ANCR), tenutosi domenica 21 settembre nel Comune di Valfornace, ha confermato la fiducia ad Albino Mataloni, rieletto presidente della Federazione di Macerata.
I rappresentanti della Federazione Provinciale ANCR di Macerata si sono ritrovati in piazza, dinanzi al monumento ai Caduti, per rendere omaggio con la deposizione di una corona d’alloro a tutti gli Italiani che hanno donato la vita per la Patria. Un momento intenso, segnato dal silenzio, dalla commozione e seguito dai saluti di benvenuto del sindaco Massimo Citracca e del parroco Don Roberto Rafaiani, che hanno ricordato come la scelta di Valfornace – comunità duramente segnata dal sisma – non sia casuale. Proprio da qui, dove le ferite sono ancora aperte ma la gente non ha mai smesso di resistere, l’ANCR vuole riaffermare il valore della comunità che si rialza, che custodisce e trasmette la memoria condivisa.
In questa cornice, nella Giornata mondiale della Pace, le parole hanno assunto un significato più profondo: ogni bandiera schierata, ogni volto presente, ogni ricordo condiviso è divenuto un grido di solidarietà contro l’assurdità della guerra, contro il dolore che essa infligge alle famiglie e ai popoli.
I delegati delle 14 sezioni ANCR della provincia (Civitanova Marche - S.Maria Apparente, Gagliole, Macerata, Matelica, Mogliano Montecosaro, Monte San Martino, Muccia, Petriolo, San Severino Marche, Serravalle di Chienti, Urbisaglia, Valfornace, Villa Potenza) hanno quindi composto un corteo che ha raggiunto il Palazzetto dello Sport, per aprire i lavori congressuali con un minuto di silenzio.
Il Presidente uscente Albino Mataloni, aprendo il Congresso, ha sottolineato la vitalità della Federazione e l’imminente costituzione di nuove sezioni, segno di un’associazione che non si arrende al tempo ma continua a rinnovarsi. Il Vice Presidente Mauro Radici ha richiamato con forza l’esempio degli Internati Militari Italiani (IMI), giovani soldati che seppero dire “no” alla guerra e al nazifascismo, pagando con la prigionia, la fame e la sofferenza nei campi.
A loro il 20 settembre, lo Stato italiano ha finalmente dedicato la Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi, riconoscendo dopo ottant’anni il sacrificio di oltre 650.000 soldati italiani. Un esempio che – ha ribadito Radici – deve parlare ai giovani, alle scuole, a chi oggi ha il dovere di scegliere la pace come orizzonte comune. Roberto Cruciani, presidente della sezione di Urbisaglia, ha ribadito l’importanza di una rinnovata attenzione ai sacrari e ai monumenti che costellano la nostra provincia: non solo pietre custodi della memoria dei caduti, ma segnali di speranza, che ci ricordano ogni giorno il prezzo della libertà.
Dopo gli interventi e il confronto, l’assemblea ha proceduto al rinnovo delle cariche sociali. È stato eletto all’unanimità il nuovo Consiglio Direttivo provinciale per il quadriennio 2025-2029, così composto: Albino Mataloni Presidente insieme ai Vice Presidenti Enzo Miliozzi e Mauro Radici, al Segretario Mario Mucci, ai Consiglieri Giorgio Morichetti, Maria Gilda Murani Mattozzi, Roberto Cruciani e Fabrizio Cruciani. Accanto a loro i Consiglieri supplenti Marino Cecchi, Angelo De Angelis e Urbano Pallotta, il Collegio dei Sindaci con Angelo Angelici, Fabrizio Quattrini e Silvano Seccacini (supplente Claudio Ciucciè), e il Collegio dei Garanti con Giacomo Natali, Enzo Marziali e Mariano Bartolini.
Il Congresso si è concluso con un collegamento video al Presidente Nazionale dell’ANCR, Prof. Antonio Landi, che ha espresso la vicinanza istituzionale e l’incoraggiamento della Presidenza Nazionale ai delegati maceratesi a rinnovare il proprio impegno coinvolgendo i giovani. Solo così si potranno custodire e trasmettere i valori dei Combattenti e Reduci e mantenere vivo il ricordo delle loro esperienze, dalle battaglie ai campi di prigionia, come esempio di dignità, coraggio e amore per la Patria.
Nella piazza di Valfornace, tra le mura che hanno tremato, questo Congresso della Federazione di Macerata ha voluto lasciare un segno: sottrarre alla violenza ciò che i conflitti distruggono e non possono restituire – la dignità, la famiglia, la vita. Un’urgenza che risuona ancora più forte di fronte alle immani brutalità che insanguinano oggi tanti teatri di guerra e di fronte al clima di polarizzazione e scontro che attraversa la società. Dal dolore può nascere un nuovo cemento civile: una comunità viva, resistente e solidale, capace di opporre alla logica della divisione la forza della memoria e il valore della pace.