Tolentino si prepara a salutare il nuovo anno con una grande festa nel cuore della città. Mercoledì 31 dicembre, a partire dalle 22:30, Piazza della Libertà diventerà il centro del "Benvenuto 2026", l’evento di Capodanno promosso dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’Associazione culturale RICREA, pensato per coinvolgere cittadini e visitatori in una serata di musica, condivisione e divertimento.
Protagonista sul palco sarà il dj e producer Davide Domenella, storico fondatore dei Double Dee, che accompagnerà il pubblico in un viaggio musicale capace di attraversare epoche e generi: dagli intramontabili successi degli anni ’90 fino alle sonorità più attuali della trap. Alla consolle si alterneranno anche Lil Thug, Veronica Key e Sylo Aka Space, mentre è attesa la performance di Trap Legacy, con ospiti e dj, per arricchire ulteriormente il programma della serata.
Il momento più atteso arriverà allo scoccare della mezzanotte, quando tutta la piazza si unirà per il countdown e il tradizionale brindisi augurale. Per celebrare insieme l’arrivo del 2026, il Comune di Tolentino e l’organizzazione offriranno spumante a tutti i presenti, un gesto simbolico di accoglienza e condivisione del nuovo anno.
L’ingresso all’evento sarà gratuito, consentito fino al raggiungimento della capienza massima prevista, mentre la musica proseguirà fino alle 02:00. Durante la serata sarà attivo il punto ristoro del Bar Zazzaretta e sarà garantita la presenza di un presidio sanitario della Croce Rossa Italiana.
Particolare attenzione è stata riservata anche agli aspetti legati alla sicurezza. L’area della manifestazione sarà accessibile esclusivamente da quattro varchi presidiati, situati in Corso Garibaldi, via Roma, via San Nicola e via Filelfo, dove saranno effettuati i controlli. All'interno dell'area evento sarà vietato introdurre bottiglie e contenitori in vetro, così come petardi, fuochi d’artificio e qualsiasi materiale pirotecnico.
Sarà trasmesso il prossimo 2 gennaio alle 15.25 su Rai 3 il documentario che racconterà la figura del rivoluzionario agronomo e genetista Nazareno Strampelli, che proprio a Crispiero di Castelraimondo aveva avuto i natali nel 1866.
Prodotto da Ocean Productions in collaborazione con Rai Documentari per la regia di Maurizio Zaccaro e il soggetto di Fabio Campus e Maurizio Zaccaro, “Nazareno Strampelli. L’arte del grano” ripercorre la vita del nostro conterraneo, precursore della Rivoluzione Verde grazie ai suoi pionieristici studi in campo agrario.
Dopo essersi laureato a Pisa in scienze agrarie, Strampelli fu dapprima assistente presso l’Università di Camerino e poi insegnante per un breve periodo a Reggio Calabria. Ottenuta la cattedra sperimentale di granicoltura a Rieti, dette un impulso fondamentale alle sue ricerche: grazie anche alle teorie genetiche di Mendel, sperimentò l’ibridazione del frumento per creare delle varietà più fruttuose e più resistenti alle malattie. Il miglioramento genetico del grano e la sua maggiore resistenza anticiparono problemi attuali quali la scarsità di cibo e il cambiamento climatico.
Fondatore nel primo dopoguerra dell’Istituto nazionale di genetica per la cerealicoltura, grazie anche all’appoggio senatore Raffaele Cappelli, il genio e la lungimiranza di Strampelli sono tuttora indubbi e corroborati nel documentario dalle interviste agli esperti del settore.
Le cultivar ibridate da Strampelli – che non brevettò mai le sue idee, convinto che fosse più importante lasciarle in eredità al genere umano per combattere la fame e la miseria nel mondo – sono oggi diffuse in tutto il mondo: esportate dall’Italia si sono diffuse in Europa e in Asia, arrivando ad essere piantate anche in Messico, Cile e Argentina. Ai suoi grani, più che ai suoi scritti, “resta affidata la modesta opera sua, svolta nell’interesse della granicoltura del suo Paese”.
La Redazione di Picchio News, insieme a Jacopo Lorenzetti, titolare del supermercato Coal del quartiere La Pace di Macerata, ha consegnato pandori e panettoni come augurio per il nuovo anno ai Vigili del Fuoco, agli operatori del 118, al personale del Pronto Soccorso e alla Polizia Locale.
Un gesto semplice, ma dal significato chiaro: dire grazie a chi non si ferma nemmeno durante le festività, quando la città rallenta e le famiglie si ritrovano. In quei giorni – e in ogni giorno dell’anno – c’è chi continua a garantire interventi rapidi, assistenza e una presenza costante sul territorio, spesso in silenzio e lontano dai riflettori. Dalle emergenze improvvise ai soccorsi sanitari, fino al controllo e alla gestione quotidiana della sicurezza urbana, Vigili del Fuoco, 118, Pronto Soccorso e Polizia Locale rappresentano un punto fermo per tutta la comunità.
E proprio perché l’inizio dell’anno è tempo di bilanci, la redazione di Picchio News rivolge un augurio sentito all’Arma dei Carabinieri, alla Polizia di Stato e alla Guardia di Finanza: tre pilastri della sicurezza e della legalità, spesso impegnati su fronti molto complessi, dalle attività di prevenzione e controllo fino alle indagini, dalla tutela delle fasce più vulnerabili alla lotta contro reati che minano la convivenza civile.
“A tutti loro- afferma il direttore Guido Picchio- l’augurio di un buon anno fatto di serenità e gratificazioni: perché dietro ogni divisa e ogni turno c’è un impegno che merita rispetto e riconoscenza, ogni giorno dell’anno”.
Macerata si prepara a vivere due appuntamenti molto attesi delle festività natalizie, il “Capodanno a Macerata” in programma domani sera, mercoledì 31 dicembre, e “Miss Befana 2026”, in calendario il prossimo 6 gennaio. In vista dei due eventi, il sindaco Sandro Parcaroli ha firmato un’ordinanza specifica con l’obiettivo di garantire sicurezza pubblica, decoro urbano e regolare svolgimento delle manifestazioni nel centro storico.
Per quanto riguarda la notte di San Silvestro, le disposizioni saranno in vigore dalle ore 22:00 del 31 dicembre 2025 alle ore 06:00 del 1° gennaio 2026 all’interno dell’area compresa entro le mura urbiche. L’ordinanza prevede il divieto per i pubblici esercizi di somministrare bevande in bicchieri di vetro e di vendere qualsiasi bevanda in contenitori di vetro o alluminio, fatta eccezione per la somministrazione al tavolo, anche all’aperto.
Il divieto di vendita riguarda tutti gli esercizi e le attività, compresi i negozi al dettaglio e i distributori automatici. Sarà inoltre vietata la detenzione di bottiglie o contenitori in vetro o alluminio a chiunque partecipi all’evento o si trovi, per qualsiasi motivo, nel centro storico durante l’orario indicato.
Un’ulteriore limitazione scatterà dalle ore 03:00 alle ore 06:00 del 1° gennaio, quando sarà vietata la somministrazione e la vendita di bevande e cibo nelle aree esterne dei pubblici esercizi, i cosiddetti dehors. Ai gestori viene inoltre richiesto di prestare la massima attenzione alla gestione dei rifiuti, per tutelare l’igiene e il decoro del centro cittadino durante tutte le fasi della serata.
Analoghe misure sono state adottate anche in occasione di “Miss Befana 2026”, evento in programma il 6 gennaio. In questo caso, le disposizioni saranno valide dalle ore 14:00 del 6 gennaio alle ore 02:00 del 7 gennaio 2026, sempre all’interno del centro storico. Anche per questa manifestazione sarà vietata la somministrazione e la vendita di bevande in vetro o alluminio, così come la detenzione di tali contenitori da parte del pubblico presente.
L’ordinanza si inserisce in una strategia già collaudata dall’amministrazione comunale per consentire lo svolgimento di eventi molto partecipati in un clima di sicurezza e serenità, riducendo i rischi legati all’uso improprio di contenitori potenzialmente pericolosi e preservando il decoro di una delle aree più frequentate della città.
L'amministrazione comunale di San Severino Marche ha intercettato i 650mila euro necessari per il completamento del progetto relativo al nuovo Ponte dell’Intagliata. I fondi, provenienti dalla Regione Marche, permetteranno di chiudere definitivamente il quadro economico di un’opera strategica per la viabilità del territorio lungo la SS 361 "Septempedana", arteria di riferimento per la valle del Potenza.
Ad annunciarlo è stato il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale. Il progetto dell'opera pubblica, approvato ad agosto, prevede un intervento del costo complessivo di 1 milione e 900mila euro.
Il finanziamento poggia su due pilastri fondamentali: oltre ai nuovi fondi regionali, l’opera beneficia, infatti, di 1 milione e 250mila euro già stanziati dalla struttura commissariale attraverso l’Ordinanza Speciale numero 137 (recupero del tessuto socio-economico delle aree colpite dal sisma).
L'amministrazione comunale di San Severino Marche giocherà un ruolo di primo piano non solo come ente cofinanziatore visto che si farà anche carico delle procedure di esproprio. In questi giorni è in fase di perfezionamento la convenzione, un Accordo di Programma, che regolerà i rapporti tra l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e il Comune, definendo tempi e modalità di attuazione dell'intervento.
Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo manufatto con una campata unica di circa 22 metri, costruito con una moderna struttura in acciaio e soletta in cemento armato. La vera novità riguarda però la valorizzazione dell’esistente: il ponte storico, che ha subito danni strutturali e limitazioni al traffico negli ultimi anni, non verrà demolito ma sarà completamente restaurato da parte di Anas. In questo modo, la nuova infrastruttura garantirà la massima sicurezza per il traffico sulla Septempedana.
"Aver ottenuto questi 650mila euro dalla Regione Marche è un risultato straordinario frutto di un costante lavoro di interlocuzione - sottolinea il sindaco, Rosa Piermattei - Ora abbiamo tutte le risorse necessarie per ridare a San Severino Marche e all’intera vallata del Potenza un'opera moderna e sicura"
È stato un sabato di apprensione quello vissuto da Ionut Ambrose, giocatore della Banca Macerata Fisiomed e originario di San Severino Marche. L'atleta è stato colpito da un improvviso malore mentre si trovava in ritiro con la squadra in Basilicata. Ambrose ha avvertito un forte dolore al petto accompagnato da difficoltà respiratorie, sintomi che lo hanno spinto a chiedere immediatamente aiuto al compagno di stanza.
Sono scattati subito i soccorsi e l'ex centrale della Lube è stato trasportato all’ospedale "San Pio da Pietralcina" di Villa D’Agri, in provincia di Potenza, dove gli accertamenti hanno evidenziato uno pneumotorace spontaneo. Il malore si è verificato nella mattinata di sabato 28 dicembre, alla vigilia della partita in programma contro la Rinascita Lagonegro.
I medici hanno deciso per un intervento chirurgico immediato, che si è concluso con esito positivo. A confermarlo è stato lo stesso club attraverso una nota ufficiale: "L’operazione si è svolta regolarmente e, dopo un confronto condiviso con l’équipe sanitaria, è stato stabilito che il giocatore resti in Basilicata per il necessario periodo di osservazione post-operatoria, seguendo le indicazioni dei medici".
Le condizioni dell’atleta sono attualmente buone e stabili. La Pallavolo Macerata ha fatto sapere che continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione clinica del proprio tesserato e ha voluto esprimere un ringraziamento alla società Rinascita Lagonegro per il supporto immediato fornito in un momento delicato, in particolare al direttore sportivo Nicola Tortorella e al presidente Nicola Carlomagno.
Un inatteso regalo di fine anno, decisamente poco gradito, è arrivato dalla Corte d’Appello di Ancona per Rossano Rossetti, ex sindacalista della Cisl oggi in pensione. I giudici hanno infatti accolto il ricorso della Regione Marche e ribaltato la sentenza di primo grado sull’incidente avvenuto a Muccia nel 2018 (LEGGI QUI), quando una Ferrari 360 Modena F1 finì completamente distrutta dopo l’impatto con un cinghiale.
Risultato: niente risarcimento e restituzione dei circa 70mila euro già incassati, oltre alle spese di giudizio. I fatti risalgono a poco prima dell’una di notte del 6 agosto 2018. Rossetti stava rientrando a casa dopo aver accompagnato la compagna a Pieve Torina quando, lungo la vecchia SS77 all’altezza della Maddalena di Muccia, investì un cinghiale. L’auto finì contro un albero e prese fuoco.
Inutili il tentativo di spegnere le fiamme con l’estintore di bordo e il successivo intervento dei vigili del fuoco: della Ferrari non rimase praticamente nulla. Un’auto dal valore soprattutto simbolico per il proprietario, acquistata anni prima grazie a un risarcimento legato a una drammatica vicenda personale.
Assistito dagli avvocati Narciso Ricotta e Fabrizio Giustozzi, Rossetti aveva citato in giudizio la Regione Marche, ottenendo nel febbraio 2023 una sentenza favorevole dal Tribunale civile di Macerata. In primo grado l’Ente era stato condannato a versare circa 70mila euro tra danni all’auto e al conducente, per la mancata adozione di misure adeguate di prevenzione e segnalazione del pericolo legato alla fauna selvatica.
Ma la Regione, difesa dall’avvocato Gabriele Giantomassi, ha impugnato la decisione e la Corte d’Appello ha cambiato spartito: secondo i giudici non è stato dimostrato in modo sufficiente che l’incidente fosse inevitabilmente causato dall’attraversamento del cinghiale né che il conducente avesse adottato tutte le cautele necessarie. Inoltre, la Regione non è proprietaria né custode della strada e, lungo quel tratto, erano presenti cartelli con il limite di velocità a 50 km/h e l’avviso di possibile attraversamento di animali selvatici.
I legali di Rossetti hanno anticipato il ricorso in Cassazione. Intanto, però, sotto l’albero di fine 2025, al posto di un brindisi, è arrivato un conto salato. Un regalo che, a pochi minuti dal nuovo anno, avrebbe fatto volentieri a meno di scartare.
Nell’incantevole cornice del Rione Cerqueto di Corridonia torna domenica 4 gennaio, dopo il grande successo delle prime due edizioni, il Presepe Medievale Vivente "In Dulci Jubilo" organizzato dall'Associazione "La Margutta" patrocinato e finanziato dal comune di Corridonia e dalla regione Marche.
"In Dulci Jubilo" è una vera e propria rappresentazione, una narrazione itinerante legata alla storia di San Francesco e della sua meravigliosa ispirazione che nel 1223 ha dato vita al presepe, usanza inizialmente italiana ed oggi rito irrinunciabile diffuso in tutti i paesi cattolici del mondo.
Il Presepe Medievale Vivente “In Dulci Jubilo”, difatti, nell'inaugurale edizione del 2023, è stato ispirato proprio dalla ricorrenza degli 800 anni dal primo allestimento che il Santo fece a Greccio. In quell’occasione si è pensato di creare un presepe medievale vivente nel quale venisse raccontata proprio la storia del presepe, secondo quanto riportato da Frà Tommaso Da Celano, biografo di San Francesco, nel capitolo XXX della “Vita Prima beati Francisci”.
Altra figura di rilievo è Giovanni Velita, nobile signore di Greggio ed amico del Santo, noto per aver aiutato Francesco a realizzare il presepe. Questa impostazione è diventata la vera caratterizzazione del presepe medievale vivente progettato ed allestito dall’Associazione “La Margutta”, in collaborazione con altre importanti realtà del territorio: il C.R.A.Z.I., la Confraternita Madonna di Guadalupe, il Centro socio-culturale Mons. R. Vita, il Centro Studi Giovanni Carnevale, l’Associazione Festeggiamenti Santa Maria.
La narrazione partirà - alle ore 16:30 - dalla quattrocentesca Porta Santa Croce, attraverserà caratteristici vicoli, tra locande, botteghe artigiane, antichi mestieri, nel brusio del mercato per concludersi presso la rappresentazione della Natività. Quest’anno ad impreziosire la rappresentazione vi sarà la Schola Cantorum “Sancta Caecilia” composta da cantori che con le loro voci allieteranno i visitatori avvolgendoli nella dolce gioia e si concluderà presso Porta San Pietro, da poco restaurata dopo il sisma del 2016 e tornata al suo splendore.
La regia è sempre affidata a Fabiana Vivani che non mancherà di apportare il proprio tocco delicato e raffinato. Si potranno gustare caldarroste, vin brulè, thè e dolci della tradizione. Ingresso gratuito.
Prima del Natale, abbiamo chiesto ai presidenti di alcune delle principali realtà sportive maceratesi di fare un bilancio sulla prima parte di stagione agonistica. Ne è uscita una fotografia positiva, fatta di soddisfazione, consapevolezza e voglia di continuare a crescere, ognuno nel proprio percorso.
In casa Maceratese il clima è di fiducia. Il presidente Alberto Crocioni guarda alla classifica e al lavoro svolto con orgoglio, senza però perdere di vista la strada ancora da fare: “Se mi avessero detto in estate che, a questo punto del campionato di Serie D, eravamo in questa posizione, ci avrei subito messo la firma. Sono soddisfatto di quello che stanno facendo, mister, la squadra, tutti quanti, addetti ai lavori, stiamo facendo secondo me un ottimo campionato”.
Parole che raccontano un ambiente compatto, ma anche attento a non abbassare la guardia: “Non dobbiamo mollare niente però sappiamo comunque che con tanti sacrifici riusciamo a portare avanti il nostro obiettivo”. Dopo queste dichiarazioni la Maceratese ha perso esprimendo un buon calcio a Giulianova e ha travolto il Chieti in casa per 4 a 0, issandosi a 23 punti, distante solo 7 lunghezze dalla zona play-off. Le prossime quattro partite fuori casa saranno, però, senza tifosi.
Bilancio improntato al realismo anche per la Cbf Balducci Hr Macerata. Il presidente Pietro Paolella ripercorre una fase di stagione non semplice, ma affrontata con lucidità e spirito di gruppo: "Usciamo dopo una serie di cinque partite non positiva, ma sapevamo che il nostro campionato non è con quelle cinque squadre. Diciamo che adesso iniziamo un ritorno diverso, abbiamo fatto dei buoni punti, la squadra c'è, anche se si è infortunata una ragazza, però, fa parte del gioco". Nonostante le difficoltà, la convinzione rimane forte: "Però noi ci siamo, cercheremo di fare il possibile per realizzare ancora questo sogno per la città e per noi stessi". La Cbf Balducci nelle prime quattro giornate del girone di ritorno, che si sono tenute prima del 2026, ha portato a casa due vittorie e due sconfitte, conquistando 8 punti in classifica, attestandosi al nono posto a quota 19.
Grande entusiasmo infine per la Kickboxing Macerata Asd, come sottolineato dal vicepresidente Emanuele Piersanti, che mette in evidenza i numeri e le prospettive dell’associazione: “Noi siamo felicissimi, siamo l'associazione sportiva di kickboxing con più iscritti nelle Marche, quindi siamo assolutamente contenti e anzi abbiamo degli ottimi progetti anche per il 2026”. Tre realtà diverse, unite da un filo comune: la soddisfazione per quanto costruito finora e la volontà di continuare a lavorare con impegno.
Come se i dieci anni di stop non ci fossero mai stati. Il Presepe Vivente di Pievefavera - frazione di Caldarola - è tornato con più vigore che mai e a confermare il successo del debutto sono i numeri delle presenze: oltre 1.600 i visitatori arrivati domenica scorsa per passeggiare nello storico borgo che per l’occasione si è trasformato nella Betlemme di Gesù bambino.
Un successo che testimonia come le difficoltà attraversate dai centri dell’entroterra dopo il sisma e il Covid non hanno tolto lo smalto alle eccellenze che da sempre li hanno resi punti di riferimento per il territorio e custodi di tradizioni antiche che vengono tramandate di generazione in generazione. Il ritorno del Presepe Vivente è stato infatti reso possibile grazie alla volontà e all’impegno di un gruppo di giovani della frazione di Pievefavera.
È per questo che hanno coinvolto la Pro Loco di Cessapalombo, in collaborazione con il Comune e la Pro loco di Caldarola, oltre ad altre associazioni locali e ai volontari. La rappresentazione ha avuto come protagonisti 140 figuranti - a cui si sono aggiunti anche gli animali - dando vita a scene di vita quotidiana e della natività: dall’annunciazione al mercato e ai mestieri antichi, dall’accampamento dei soldati romani con il tempio di Erode fino alla locanda e alla rappresentazione della natività.
Un percorso immersivo arricchito da luci soffuse, musiche, animali da cortile e prodotti tipici del territorio. «Questo evento ha raccontato una comunità viva - ha detto il sindaco Giuseppe Fabbroni -, unita e affezionata alle proprie radici. La grande partecipazione di cittadini e visitatori è il segno di un forte attaccamento a un appuntamento storico che fa parte dell’identità di questi luoghi. Un grazie speciale va ai giovani della frazione di Pievefavera che si sono messi in prima linea per organizzare questo evento e riportare in vita una tradizione così sentita. La loro energia e il loro impegno sono il simbolo di un territorio che guarda al futuro con ottimismo».
All’inaugurazione hanno partecipato anche la sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, Silvia Luconi, e il presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri, Giampiero Feliciotti. «Pievefavera è già un presepe naturale - le parole di Luconi -, lo testimoniano la conformazione del territorio e gli edifici che lo caratterizzano. Il Presepe Vivente è una tradizione della realtà locale che si è consolidata negli anni e che ha subito uno stop per via del sisma, ma che grazie alla buona volontà dei giovani ha ripreso vita e ha anche ricevuto un importante successo di pubblico».
«Stiamo facendo dei grandi passi avanti nella ricostruzione degli edifici - ha aggiunto -, ma altrettanti ne stiamo facendo per la ricostruzione immateriale, che è il grande tema su cui le istituzioni e le associazioni devono lavorare in maniera incessante, rappresentando un valore aggiunto su tutti i livelli governativi. Grazie a tutti i figuranti che hanno ricreato il Presepe - ha concluso -, e soprattutto alle Pro loco che hanno ripensato l’evento e all’amministrazione che lo ha appoggiato».
Le ha fatto eco Feliciotti nel ringraziare «tutti i giovani artefici di questa iniziativa e il Comune di Caldarola per averla appoggiata. Vorrei soffermarmi su tre riflessioni - ha detto -, innanzitutto l'emozione nel vedere che questi borghi tornano a nuova vita. Poi il fatto che la rinascita sia possibile anche grazie alla collaborazione tra Pro Loco e tra giovani. E infine l’attenzione al vero significato della natività in un periodo storico segnato da forti cambiamenti e tensioni internazionali: è importante tenere a mente i valori cristiani come riferimento di dialogo, pace e responsabilità più che come elemento di contrapposizione». Il Presepe Vivente di Pievefavera si prepara già a replicare il prossimo 4 gennaio alle 15 per l’ultimo appuntamento di questa edizione.
Una platea numerosa, attenta e visibilmente partecipe ha decretato il successo della serata evento tenutasi domenica 28 dicembre, alle ore 21:30, presso il Teatro La Rondinella, con la quale si chiude la stagione teatrale 2025 in un contesto definito unanimemente dal pubblico come "bello, bello". Al centro dei riflettori, lo scrittore e critico musicale Michele Monina, che ha scelto la suggestiva cornice di Montefano per presentare in anteprima nazionale il suo nuovo libro: "In che corpo - Storie di AI, avatar e carne" (CRAC Edizioni). L’evento non è stato una semplice presentazione, ma un viaggio profondo tra riflessione, provocazione e "carne", volto a indagare i confini tra identità umana e corpi virtuali in un'epoca dominata da simulazioni e avatar.
La discussione, sapientemente moderata dallo stesso Michele Monina, è stata arricchita da un susseguirsi di interventi d'eccezione che hanno trasformato la serata in un’esperienza multidisciplinare. L’opinionista e fotografa Lucciola ha offerto uno sguardo incisivo e magnetico sulla realtà attuale, mentre La Complice (Ilenia Ciarrocchi) ha incantato la platea con una voce risultata avvolgente e viscerale, capace di dare corpo ai temi del libro.
La cantautrice Cecilia Quaranta, in arte Talea, ha regalato momenti di pura poesia in musica attraverso il suo stile etereo e profondo. Un momento di particolare intensità è stato offerto da Ludovica Gasparri, che ha affascinato il pubblico con la lettura di una sua poesia inedita, mettendo in risalto doti da performer a 360 gradi. Il parterre musicale è stato ulteriormente arricchito dal contributo del cantautore di Santarcangelo di Romagna Davide Amati, il cui intervento artistico è stato originale e vibrante.
Il dibattito tecnico e tecnologico ha visto protagonista il musicista Paolo Bragaglia, che ha analizzato con lucidità l’intelligenza artificiale applicata alla musica e i controversi aspetti etici e creativi ad essa legati. Sul fronte visivo, il regista Marco Bragaglia - che ha curato la regia della serata insieme a Monina - ha mostrato un suggestivo video realizzato per l’ANPI di Cingoli attraverso l’uso dell’AI, offrendo una dimostrazione pratica e spiazzante delle potenzialità del mezzo.
Il successo dell’evento è stato garantito anche da una macchina tecnica impeccabile, coordinata da Giuseppe Biagiola alle luci e da Enrico Pirantognetti alla fonica per il Teatro La Rondinella. In sala era presente il regista Andrea Anconetani, curatore di CRAC Edizioni (marchio di Nuovi Linguaggi), che ha tenuto a battesimo questo primo volume della neonata collana "POP" diretta proprio da Michele Monina. Con oltre 80 libri all'attivo, Monina si conferma una delle firme più audaci del panorama italiano, guidandoci in un’esplorazione necessaria di un futuro che è già presente. Il volume "In che corpo - storie di AI, avatar e carne" sarà a breve disponibile in tutte le librerie.
Sala gremita, pubblico da fuori provincia e un’intensa partecipazione: si è chiuso con un successo l’ultimo appuntamento di Filosofarte, che domenica 28 dicembre ha portato nei locali di Alto Bordo una serata di alto profilo culturale. Protagonista dell’incontro è stato il poeta Umberto Piersanti, tra le voci più rilevanti della letteratura contemporanea internazionale e già candidato al Premio Nobel, che ha presentato la sua raccolta "L’isola tra le selve".
Piersanti ha guidato il pubblico in un viaggio intenso e profondo sul valore civile della bellezza e della parola, ricordando come la cultura non sia un semplice esercizio estetico, ma un atto di responsabilità, impegno e sacrificio. Particolarmente toccante il momento in cui l'autore ha introdotto il tema del suo nuovo libro "Jacopo", dedicato al figlio autistico: una testimonianza intima e potentissima, capace di trasformare il racconto personale in un messaggio universale di amore, cura ed empatia sociale.
Il poeta ha anche dialogato con le architetture sonore del violino di Valentino Alessandrini e con le opere astratte della pittrice jesina Romina Madonna, dando vita a un’esperienza artistica immersiva e di forte impatto emotivo. La serata è terminata con un momento conviviale che ha visto la quasi totalità dei presenti fermarsi a cena, proseguendo il confronto con il poeta in un clima di autentica condivisione.
"Ringrazio il Maestro Piersanti, il ristorante AltoBordo, i rappresentanti delle istituzioni cittadine e regionali e tutti i presenti - dichiara Gianluca Crocetti, presidente di Filosofarte - Grazie a una sinergia concreta e virtuosa tra Filosofarte e le realtà produttive del territorio, abbiamo offerto alla cittadinanza un altro evento culturale di altissimo livello completamente gratuito. Grazie a tutti e arrivederci al prossimo anno".
La notte di San Silvestro si conferma un appuntamento chiave per la ristorazione marchigiana, pronta a intercettare il crescente desiderio dei consumatori di salutare l’arrivo del nuovo anno fuori dalle mura domestiche. Le imprese del settore guardano al Capodanno 2026 con moderato ottimismo, sostenute da una domanda in aumento e da un’offerta sempre più diversificata.
Secondo le stime di Confcommercio Marche, la spesa media prevista per il cenone tutto compreso si attesta sugli 86 euro a persona, cifra che sale a 125 euro nel caso di pacchetti che includono anche il veglione. Un dato che fotografa un mercato dinamico, capace di proporre soluzioni adatte a diverse fasce di pubblico e capacità di spesa.
Saranno circa 2.000 le attività aperte nelle Marche, pari al 52% del totale. Un risultato in crescita rispetto allo scorso anno (quando la quota era al 49%) e che rappresenta un chiaro segnale di fiducia da parte degli operatori e di una domanda più vivace. Ristoranti, lounge bar, discoteche e club daranno vita a un’offerta ampia e articolata, pensata per soddisfare gusti ed esigenze differenti.
Immutata anche l'attenzione alla tradizione del brindisi di mezzanotte: nel 71,5% dei casi i ristoratori proporranno spumanti italiani, mentre una parte minoritaria offrirà bollicine francesi o altre tipologie.
Nel complesso, il sentiment tra gli imprenditori è positivo. Il saldo tra chi prevede un fine anno migliore rispetto al precedente e chi, invece, teme un peggioramento risulta infatti favorevole, delineando un clima di cauto ma concreto ottimismo.
"La maggiore presenza di clienti nei ristoranti nella notte di San Silvestro è il segnale di un'evoluzione nelle modalità con cui le famiglie scelgono di vivere le festività - sottolinea il direttore regionale di Confcommercio Marche, Massimiliano Polacco -. Il periodo di fine anno diventa sempre più un'occasione per sospendere gli impegni quotidiani e ritagliarsi uno spazio di socialità e relax, rinunciando all’organizzazione domestica del cenone per affidarsi all’esperienza e alla professionalità dei pubblici esercizi".
Una tendenza che rafforza il ruolo strategico della ristorazione nell'economia e nella vita sociale del territorio marchigiano, confermando come il Capodanno fuori casa sia ormai una scelta consolidata per un numero crescente di famiglie e gruppi di amici.
Manca poco alla finale di Coppa Italia Eccellenza, che il 6 gennaio alle 15:00 allo stadio Bianchelli di Senigallia metterà di fronte il Tolentino e il K Sport Montecchio per l’ultimo atto della competizione.
Le due squadre arrivano al match dopo la conclusione del 2025, che ha visto il Tolentino ottenere un convincente successo per 3-0 sul Chiesanova, tornando a ridosso della zona playoff. Il K Sport Montecchio, invece, è stato fermato sullo 0-0 dal fanalino di coda Civitanovese, perdendo terreno sulla capolista Fermana. Ma in una finale di Coppa Italia il campionato lascia il tempo che trova: tutto si decide in 90 minuti, con eventuali supplementari e rigori in caso di parità.
A Tolentino, l’entusiasmo è alle stelle grazie alle vittorie con Matelica e Chiesanuova e al ritorno in maglia cremisi del bomber Lovotti. Dall’altra parte, il K Sport Montecchio punta sul ritorno di Beppe Magi in panchina e sulla voglia di conquistare il trofeo dopo il campionato sfuggito all'ultima giornata prima e ai rigori nello spareggio con la Maceratese poi nella scorsa stagione. Per entrambe le squadre, la vittoria della Coppa Italia Eccellenza potrebbe aprire scenari importanti in ottica promozione: il successo garantirebbe infatti l’accesso alla fase nazionale, un cammino lungo e tortuoso che mette però in palio l’approdo in Serie D.
I cremisi vantano una lunga tradizione di finali di Coppa Italia Eccellenza: questa sarà la quinta finale in 15 anni. L’ultima volta risale a 7 anni fa, precisamente al 23 gennaio 2019, quando il Tolentino sconfisse il Fabriano Cerreto 2-0 al "Della Vittoria", con reti di Cicconetti e Tortelli, che insieme a Capezzani e Strano è uno dei 3 giocatori attualmente in rosa ad aver fatto parte di quella squadra. Nell’anno del centenario, la vittoria in Coppa si aggiunse al successo in campionato, coronando una stagione storica. Il Tolentino aveva disputato la finale anche nella stagione 2016/17, uscendo però sconfitto 2-1 contro la Biagio Nazzaro a Matelica, che vendicò così la sconfitta in finale arrivata nella stagione 2011/12, quando i cremisi guidato da Miser Mobili vinsero contri i biagiotti al Ferranti di Porto Sant'Elpidio 2-1 grazie alle reti di Iommi e Melchiorri, un anno dopo essersi arreso ai calci di rigore all’Ancona al Polisportivo di Civitanova. Curiosità: nella finale del 2016/17 in panchina c'era l'attuale tecnico Paolo Passarini.
Nel frattempo, la società ha reso note le disposizioni sui biglietti per la finale: il costo unico è di 10 euro, mentre gli under 15 entrano gratuitamente previa esibizione del documento. La biglietteria dello stadio “Della Vittoria” sarà aperta venerdì 2 e sabato 3 gennaio dalle 15:00 alle 19:00. Le richieste di accredito stampa dovranno pervenire su carta intestata e firmata dal direttore della testata, mentre quelle di FIGC, CONI e personale AIA dovranno essere inviate entro domenica 4 gennaio all’indirizzo: ksportmontecchio@gmail.com. Non saranno concessi accrediti di cortesia e l’accesso allo stadio senza preventiva richiesta di accredito non sarà possibile.
Una sfida attesa, quindi, che promette spettacolo e emozioni per tutti gli appassionati del calcio dilettantistico marchigiano.
Grande successo ieri all’inaugurazione ufficiale della Galleria d'Arte TeaClub, che domenica 28 dicembre 2025 alle ore 17:30 ha aperto le sue porte nel cuore di Civitanova Marche, in Via Umberto I, 9, alla presenza del Prof. Avv. Gerardo Villanacci, Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici. Un evento molto partecipato che ha segnato l’avvio di un nuovo e ambizioso progetto culturale, capace di coniugare arte, design e architettura in un’esperienza immersiva e profondamente contemporanea.
Durante la serata inaugurale gli invitati hanno potuto visitare gli spazi della galleria e ammirare opere d'arte di artisti di fama internazionale, affiancate da componenti d’arredo di altissimo pregio, molti dei quali realizzati con il travertino purissimo Bianco Sibillino, materiale identitario del territorio marchigiano reinterpretato in chiave sofisticata e attuale. La Galleria TeaClub si propone infatti come una nuova frontiera dell’abitare, un luogo in cui la bellezza non è solo contemplata ma vissuta, percepita, attraversata.
Il progetto nasce dall’incontro tra l’estro creativo dell'architetto milanese Alessandro Agrati e la visione dell'imprenditore marchigiano Umberto Antonelli, che ha saputo trasformare il sogno di uno spazio capace di dialogare con il territorio in una realtà concreta e cosmopolita. Al centro della filosofia della galleria vi sono l’uomo e il tempo, intesi come misura dell’abitare contemporaneo, attraverso un equilibrio armonico tra estetica, funzionalità ed emozione. Il travertino purissimo dialoga con legni pregiati e ceramiche d’eccellenza, dando vita ad arredi che diventano veri e propri racconti di design, carichi di memoria e visione.
Entrare in TeaClub significa intraprendere un percorso sensoriale e culturale dove le opere di maestri come Lucio Fontana, Pericle Fazzini, Carlo Levi e Luigi Montanarini incontrano le visioni di artisti contemporanei, generando un’atmosfera di rara intensità emotiva. Un dialogo continuo tra passato e presente che restituisce alla città un nuovo presidio culturale di respiro internazionale.
Nel corso dell’inaugurazione, Umberto Antonelli ha sottolineato il valore profondo del progetto affermando che “assolutamente sì, il bello è la nostra funzione. Il bello, diceva un papa famoso, salverà il mondo. Io credo che il bello ci fa stare bene e noi proponiamo al mondo dell’architettura, del design, delle opere belle, un abbinamento tra colori, materiali, legno, marmo, cotti, lavorati da ebanisti straordinari, abbinati agli artisti, pittori e scultori. Credo che sia un connubio straordinario che cerchiamo di offrire ai nostri clienti in Italia e nel mondo”.
Di grande rilievo anche l’intervento del Prof. Avv. Gerardo Villanacci, che ha evidenziato la portata culturale dell’iniziativa dichiarando che “ci sono delle condizioni apparentemente ludiche che possono cambiare il mondo e oggi stiamo partecipando a una di queste, con un’implicazione culturale straordinaria. La presenza delle rappresentanze istituzionali ci aiuta a svilupparla”. Villanacci ha inoltre rimarcato le potenzialità della città, spiegando come “Civitanova ha delle prerogative straordinarie che vanno sviluppate. Le grandi città e anche i centri più piccoli conosciuti a livello globale lo devono a una connotazione culturale precisa, letteraria o artistica, ed è su questo che bisogna continuare a investire”.
Il Teatro Lauro Rossi di Macerata apre il 2026 nel segno della grande musica sinfonica. Venerdì 2 gennaio 2026, alle ore 21, va in scena il tradizionale Concerto per il Nuovo Anno dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, appuntamento inaugurale della stagione sinfonica Musicattraverso 2026, realizzato in collaborazione con il Comune.
Sul podio David Crescenzi, direttore dal grande feeling con la Filarmonica Marchigiana, già alla guida di importanti orchestre e teatri italiani ed europei, noto per la chiarezza interpretativa e per l’attenzione al repertorio lirico-sinfonico. Sul palco due interessanti cantanti: il soprano Rasha Talaat, interprete di riferimento del repertorio operistico romantico e verista e il baritono Giacomo Medici, artista di solida esperienza teatrale, apprezzato per autorevolezza vocale e presenza scenica.
Il programma propone un itinerario brillante e festoso tra operetta, opera e grande sinfonismo, con musiche di Suppé, Dvořák, Bellini, Verdi, Mozart, Strauss e Delibes, secondo la tradizione dei concerti di capodanno che uniscono eleganza, belcanto e spettacolo. Il viaggio musicale inizia dall’Ouverture Poeta e contadino (Dichter und Bauer) di Franz Von Suppé, seguita dalla Canzone alla luna (Rusalka) di Antonín Dvořák. Si prosegue con la scena e l’aria di Riccardo (“Or dove fuggo io mai – Ah, per sempre io ti perdei – Bel sogno beato”) da I puritani di Vincenzo Bellini e per il preludio Atto I e il duetto Germont‑Violetta da La traviata di Giuseppe Verdi. Poi Wolfgang Amadeus Mozart con l’Ouverture e l’aria di Figaro “Tutto è disposto – Aprite un po’ quegli occhi” da Le nozze di Figaro; per completare con la polka Unter Donner und Blitz (Fra tuono e fulmine) di Johann Strauss jr., Les filles de Cadix (Chanson espagnole) di Léo Delibes fino alla celeberrima An der schönen blauen Donau (Sul bel Danubio blu), sempre di Strauss jr.
Biglietti da 5 a 20 euro (le riduzioni sono indicate sul sito) e possibilità di acquistare gli abbonamenti alla stagione sinfonica FORM fino al 1/1/26; informazioni presso la biglietteria (tel. 0733 230735, boxoffice@sferisterio.it) e su vivaticket.com.
Questa mattina si è concluso il progetto del Rotaract Tolentino con la donazione di libri e giochi al reparto di pediatria e neonatologia dell’ospedale di Macerata. Nelle settimane precedenti, i soci del club hanno raccolto materiali partecipando a stand e manifestazioni e organizzando raccolte porta a porta, grazie alla generosa partecipazione di numerosi cittadini e di referenti di attività commerciali. La risposta della comunità è stata così entusiasta che è stato possibile consegnare solo una parte di quanto raccolto. La restante parte verrà devoluta agli asili nido della zona.
Fondamentale per il successo dell’iniziativa è stata la collaborazione di Martina Fornaro, direttrice del reparto di pediatria e neonatologia dell’ospedale di Macerata, che insieme a tutto lo staff si è resa disponibile per l’organizzazione dell’evento. Alla cerimonia di consegna erano presenti il presidente del Rotaract Tolentino, Lorenzo Ceccarelli, il segretario Maria Bocci e il social media manager Laura Valentini. Il gruppo del Rotaract era accompagnato da Iole Rosini, presidente del Rotary Tolentino. L’iniziativa ha dimostrato l’impegno del Rotaract Tolentino nel promuovere valori di solidarietà e vicinanza alla comunità, regalando momenti di gioia ai piccoli pazienti del reparto.
La città di Porto Recanati si prepara a festeggiare l’arrivo del nuovo anno con il tradizionale evento di Capodanno in programma mercoledì 31 dicembre in piazza Brancondi, a partire dalle ore 22.30. Una serata a ingresso libero, pensata per offrire a cittadini e visitatori un momento di aggregazione, festa e partecipazione nel cuore della città.
Ad aprire la serata sarà il live concert del gruppo “Aglio, Olio & Peperoncino”, trio musicale nato nel 2019 dall’idea di Marco Martellini (chitarra e voce), Matteo Tordini (basso elettrico e cori) e Luca Ventura (batteria acustica, pad e cori). La band proporrà un repertorio originale costruito interamente su medley di grandi successi italiani, capaci di unire classici e brani contemporanei con arrangiamenti inediti ed energici. Un progetto musicale dinamico e coinvolgente, pensato per far cantare e ballare ogni tipo di pubblico. Per l’occasione saliranno sul palco anche le coriste Georgia Pulcini e Veronica Saccoccio.
A seguire, spazio alle atmosfere dance e alla memoria musicale condivisa con il format “Forever ’90-2000”, che accompagnerà il pubblico verso il brindisi di mezzanotte e oltre. Sul palco si alterneranno il dj Gianmarco Angeletti, la special voice Lele Giuli e la partecipazione di Eddy Masterjoy, per una notte di intrattenimento, animazione e musica fino a tarda ora.
Allo scoccare della mezzanotte, il nuovo anno sarà accolto con un momento di festa collettiva: spumante e panettone offerti dall’Amministrazione comunale saranno condivisi con il pubblico presente in piazza.
L’evento rientra nel calendario delle iniziative natalizie promosse dall’Amministrazione comunale, con il coordinamento organizzativo di Isolani Spettacoli, e conferma la volontà di valorizzare piazza Brancondi come spazio di incontro e socialità.
Appuntamento mercoledì 31 dicembre, dalle ore 22.30, in piazza Brancondi.
Ingresso libero.
C’è un modo di andare in pensione che non assomiglia a una semplice “fine del servizio”, ma a un passaggio di testimone, fatto di ricordi condivisi e di rispetto autentico. È il clima che si è respirato lo scorso 20 dicembre al ristorante Il Gambero di Porto Sant’Elpidio, dove colleghi e collaboratori hanno salutato il dottor Vincenzo Ramovecchi nella cornice di una cena che è stata un racconto corale.
Ramovecchi, primario e punto di riferimento per tre unità operative tra Macerata, San Severino e Recanati, ha attraversato anni di lavoro intenso con una cifra stilistica riconoscibile: presenza costante, precisione, cura delle persone. E proprio questa dimensione, umana oltre che professionale, è emersa con forza durante una serata che ha riunito il personale di ieri e quello di oggi.
La cena si è svolta sotto il segno di un filo rosso; quello di chi ha collaborato con Ramovecchi negli anni, intrecciando competenze, turni, responsabilità e – inevitabilmente – anche emozioni: il riflesso di un percorso costruito giorno dopo giorno, reparto dopo reparto, sala dopo sala.
A rendere la serata ancora più viva ci hanno pensato i momenti di spettacolo alternati ai brindisi e ai racconti. A fare da colonna sonora, le note della Poppysband, che hanno allietato e movimentato l’incontro con una leggerezza capace di tenere insieme sorrisi e un po’ di nostalgia.
Tra i ricordi condivisi, uno è tornato più volte: la sala operatoria e il reparto come “regno”, come luogo in cui Ramovecchi era davvero a casa. Un ambiente complesso, fatto di decisioni rapide, di grandi responsabilità, concentrazione costante. Eppure, chi ha lavorato con lui ha descritto una caratteristica che lo ha contraddistinto: la serenità.
Sereno anche quando le situazioni si facevano difficili, quando un intervento richiedeva sangue freddo o quando l’organizzazione quotidiana sembrava non lasciare margini. Una serenità, hanno ricordato in molti, che veniva trasmessa anche ai collaboratori, nell’ottica di far parte di un’unica squadra.
Nel corso della sua carriera non sono mancate proposte per lavorare fuori regione. Offerte che, per un professionista del suo profilo, sarebbero state anche lusinghiere. Eppure, Ramovecchi ha scelto di restare: una scelta coerente con un legame mai reciso con il territorio e con le sue origini.
Il suo punto fermo è sempre stato Morrovalle, dove ha dato vita anche alla sua Clinica. Un segno concreto di appartenenza e di progettualità: non solo “restare”, ma costruire, investire, dare continuità a una visione della medicina vicina alle persone, radicata, riconoscibile.
Dal personale e dai presenti – e in particolare dall’Ospedale di Macerata – è arrivato un messaggio di gratitudine che riassume bene ciò che Ramovecchi ha rappresentato per chi gli è stato accanto:
“Lei, per noi, è stato non solo un medico eccellente, ma anche un punto di riferimento, una presenza rassicurante, capace di ascoltare sempre tutti con attenzione e di seguire ogni collaboratore con sensibilità e rispetto”.
Un ringraziamento particolare è arrivato anche dal direttore di Picchio News, Guido Picchio, che ha voluto sottolineare – rivolgendosi a Ramovecchi e al personale del reparto di Oculistica dell’Ospedale di Macerata – la grande professionalità, il garbo e l’attenzione peculiare che nel tempo ha contraddistinto il rapporto umano e professionale.
La cena del 20 dicembre non è stata soltanto una festa: è stata la prova che una carriera può diventare comunità. E che un medico – quando unisce alta competenza e umanità – si continua a riconoscere, nel modo in cui gli altri lavorano dopo di lui.
C’è anche un frammento marchigiano, quasi nascosto ma affascinante, nella lunga storia di Brigitte Bardot, scomparsa ieri e ricordata in tutto il mondo come icona assoluta del cinema e del costume del Novecento. Un passaggio rapido, una notte d’estate, che riportò la diva francese sulla costa adriatica e che ancora oggi sopravvive nei ricordi di pochi testimoni e nelle pieghe della cronaca locale.
Ad Ancona, infatti, qualcuno ricorda ancora la sera in cui “BB” fece capolino al Ciro’s Club del Passetto, il locale simbolo della movida marchigiana di quegli anni. Era l’agosto del 1961 e Brigitte Bardot non era sola: con lei c’era Sami Frey, attore francese conosciuto due anni prima sul set de La verità e in quel periodo suo compagno. La loro presenza non fu programmata né annunciata, ma frutto di una deviazione improvvisa, come spesso accadeva nella vita irrequieta e istintiva della star.
A riportare alla luce l’episodio è stato, in tempi recenti, Michele Polverari, storico dell’arte ed ex direttore della Pinacoteca civica Podesti, che ne parlò durante una conferenza all’atelier di Vittoria Ribighini. Un racconto nato quasi per gioco, come appendice leggera a un intervento ben più accademico dedicato a Luigi Vanvitelli e ai suoi soggiorni anconetani. Da lì, il salto temporale verso altri “visitatori illustri” della città, molto più vicini a noi, e il ricordo di una notizia letta anni prima su un breve trafiletto di giornale.
Secondo quanto riportava quell’articolo, datato 26 agosto 1961, Brigitte Bardot si trovava allora a Spoleto, impegnata nelle riprese di Vita privata con Marcello Mastroianni. Terminata una giornata di lavoro, aveva deciso di raggiungere la riviera viaggiando a bordo di una Jaguar E-Type Spider insieme a Frey. Durante una cena a Porto Recanati – raccontava la cronaca – la diva avrebbe chiesto un consiglio su dove concludere la serata, e qualcuno le indicò il Ciro’s come il night più rinomato delle Marche.
Arrivati ad Ancona, parcheggiata l’auto nella zona della pineta, i due entrarono nel locale. Nessuna scena clamorosa, nessun bagno di folla: solo stupore, curiosità e ammirazione tra i presenti. Bardot, all’epoca ventisettenne, era ancora sposata con Jacques Charrier, da cui aveva avuto l’anno prima l’unico figlio, Nicolas. Forse proprio per questo, o forse per semplice noia, la permanenza al Ciro’s fu brevissima: un bicchiere di whisky e poi via, verso altre mete, senza lasciare traccia se non nella memoria di chi c’era.
Oggi, all’indomani della scomparsa di Brigitte Bardot, quell’episodio riemerge come una fotografia sbiadita ma preziosa. Un passaggio rapido, quasi anonimo, che però lega per sempre la diva a un angolo delle Marche e alla memoria di una città che, per una notte d’agosto del 1961, si ritrovò spettatrice inconsapevole di un frammento di storia del cinema. Chissà che qualcuno, tra i frequentatori di allora del Ciro’s, non riconosca ancora in quel ricordo il sorriso e lo sguardo di una Brigitte Bardot giovanissima, ignara che anche quella breve comparsa sarebbe diventata, col tempo, racconto e memoria condivisa.