Ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo decreto sulle riaperture del 26 aprile.
Il provvedimento prevede che sarà mantenuto almeno fino al primo giugno il coprifuoco alle 22. Dopo maggio potrebbe essere valutata, dopo un'ulteriore analisi dei dati epidemiologici, una delibera per eliminarlo o far partire il provvedimento dalle ore 23. Sarà possibile sedersi ai tavoli nei ristoranti al chiuso dal primo giugno.
SCUOLA - "Dal 26 aprile e fino alla fine dell'anno scolastico si torna in classe anche nelle scuole superiori (secondarie di secondo grado).
La presenza è garantita in zona rossa dal 50% al 75%. In zona gialla e arancione dal 70% al 100%." E' quanto prevede il decreto sulle riaperture che quindi aumenta dal 60% al 70% il limite minimo per le superiori in presenza nelle zone gialle e arancioni. Per le università il dl prevede che "dal 26 aprile al 31 luglio nelle zone gialle e arancioni le attività si svolgono prioritariamente in presenza. Nelle zone rosse si raccomanda di favorire in particolare la presenza degli studenti del primo anno".
GREEN PASS - "Le certificazioni verdi rilasciate dagli Stati membri dell'Unione sono riconosciute valide in Italia. Quelle di uno Stato terzo se la vaccinazione è riconosciuta come equivalente a quella valida sul territorio nazionale." E' quanto prevede il decreto sulle riaperture approvato in Cdm nel passaggio in cui si disciplina il "green Pass" per la circolazione tra Regioni italiane anche di diverso colore.
VISITE - "Dal 26 aprile e fino al 15 giugno, in zona gialla e arancione, è possibile andare a trovare amici o parenti in una abitazione privata (diversa dalla propria) in 4 persone al posto di 2."
SPOSTAMENTO TRA REGIONI - "Dal 26 aprile chi è munito di certificazione verde potrà spostarsi da una Regione all'altra anche se si tratta di zone rosse o arancioni." E' quanto prevede il decreto riaperture. Secondo quanto stabilito dal decreto "può avere il certificato verde:
chi ha completato il ciclo di vaccinazione (dura sei mesi dal termine del ciclo prescritto)
chi si è ammalato di covid ed è guarito (dura sei mesi dal certificato di guarigione)
chi ha effettuato test molecolare o test rapido con esito negativo (dura 48 ore dalla data del test)"
CINEMA E TEATRI - In relazione all'andamento epidemiologico e alle caratteristiche dei siti che ospitano cinema, teatri, sale concerto e live club, si potrà autorizzare la presenza anche di un numero maggiore di spettatori all'aperto rispetto ai 500 previsti al massimo al chiuso e ai mille all'aperto o al 50% della capienza, nel rispetto delle indicazioni del Cts e delle linee guida. E' quanto prevede il dl.
EVENTI SPORTIVI - E' possibile autorizzare lo svolgimento di eventi sportivi di particolare rilevanza anche prima dell'1 giugno. Per tali eventi, e tenuto conto delle caratteristiche dei siti, è possibile autorizzare la presenza di un numero maggiore di 1.000 spettatori per gli impianti all'aperto o di 500 per quelli al chiuso.
IL 'TAGLIANDO' - Un 'tagliando' al decreto legge a metà maggio, per valutare la sussistenza di presupposti per allentare eventualmente le misure nel caso che i dati epidemiologici lo permettano. E' quanto si apprende da fonti di Governo.
“Si vedono solo gli occhi…ma sono pieni d’amore”. Attraverso una commossa lettera inviata alla nostra redazione, Maria Rita Marilungo ha scelto di condividere la sua esperienza, dopo i difficili giorni vissuti all'ospedale di Macerata, presso il quale è stata ricoverata a seguito della positività al Covid-19.
La sua diventa una testimonianza, non tanto dell'esperienza personale, quanto della professionalità riscontrata nel nosocomio maceratese.
Di seguito il contenuto integrale della lettera di Maria Rita Marilungo:
"La ragione che mi porta a scrivere questa lettera non è raccontare la mia storia, che è una come tante altre. La ragione è dire ‘Grazie’, e testimoniare quanto tutto il Personale, che ho incontrato nel Reparto di Malattie Infettive e nel Pronto Soccorso dell’Ospedale di Macerata, lavori con grande dedizione e professionalità.
Mi sono ammalata di Covid 19. Come ho contratto la malattia? …non lo so. Credevo di aver rispettato tutte le regole…eppure non è stato sufficiente.
Febbre, dolori alle ossa e ai muscoli, la sensazione era letteralmente quella di essere stata in preda ad una bestia feroce, che mordeva incessantemente, in ogni parte del corpo.
Dopo i primi 10 giorni trascorsi a casa, nel tentativo di curarmi con i farmaci, sono stata costretta a correre al Pronto Soccorso perché non saturavo più abbastanza. Una tosse soffocante e tagliente, ormai l’infiammazione si era evidentemente aggravata. Ero molto in ansia.
Sono stata accolta all’interno del container e, fin da subito, ho incontrato tanta sollecitudine e gentilezza da parte di tutte le persone che mi hanno presa in cura, facendomi sentire a mio agio e avviando prontamente tutti gli esami necessari. Subito la Tac, e poi l’ossigeno, che mi ha dato grande sollievo e mi ha permesso di respirare meglio.
I primi risultati erano chiari: Polmonite interstiziale associata a versamento pleurico e pericardico bilaterale.
“Ti dobbiamo ricoverare”. Penso: “…va bene, meno male che sono qui”. Mi affido a loro, sono tranquilla perché so che l’Ospedale di Macerata è un’eccellenza nella lotta al Covid 19, perché l’esperienza acquisita è molta: purtroppo i casi sono stati numerosi, ma sapevo di molti casi gravi, che sembravano irrisolvibili, e che invece erano stati curati fino alla guarigione.
Sono stata ricoverata nel Reparto Malattie Infettive, sotto le cure del Dottor Alessandro Chiodera e di tutta la sua Equipe. A lui e a ognuno di loro rivolgo il mio ringraziamento: alla Dottoressa Milini, alla Dottoressa Taffetani e al Dottor Del Gobbo, per la loro disponibilità, gentilezza e competenza, che ho percepito in tutto il Reparto.
La sensazione è che tutto il personale sanitario - medici, infermieri, OSS - lavori con professionalità e disponibilità, in modo che i pazienti, perlopiù persone anziane, non si sentano mai di peso e percepiscano un clima di serenità. Sono convinta che questo abbia molto valore per la guarigione.
Il personale lavora in condizioni molto dure: tuta bianca, guanti, mascherina e maschera, si vedono solo gli occhi. Occhi che comunicano tutto il loro amore che, sicuramente, “somministrano” insieme ai farmaci. Purtroppo, non ricordo i nomi di ognuno di loro ma ringrazio la caposala Serena, pregandola di trasmettere il messaggio a tutti.
Vorrei ringraziare il Dottor Diego Gattari, della Rianimazione di Macerata. Ha saputo che ero ricoverata e mi è venuto a fare visita. Lo ricordo con grande stima per essere stato uno dei miei alunni modello del Liceo Scientifico.
Nelle due settimane successive alla Pasqua che ho trascorso nel Reparto di Malattie Infettive, ho davvero sperimentato la Risurrezione del Cristo. Il Risorto è nella storia di ognuno di noi, è in tutte le lacrime, è nell’uomo che soffre e al quale ci facciamo prossimo e – questo “farsi prossimo” – tutti gli operatori sanitari lo hanno messo in pratica!
Grazie per la vostra testimonianza di cura e vicinanza agli ammalati, che svolgete sempre con entusiasmo e gioia. Per me è stato difficile vivere con intensità la mia fede in tale realtà, spesso triste, dove le parole “pace” e “speranza” a volte sembrano utopie.
Ciononostante, anch’io ho ceduto alle lacrime quando ho sentito Rosina – un’anziana signora, mia compagna di stanza – che con grande forza rassicurava i suoi familiari: “Qui va tutto bene, mi fanno sempre le terapie, sto bene, va sempre meglio, state tranquilli!”. Quelle parole sono state un motivo in più per credere: “Allora ce la posso fare anch’io!”
Grazie davvero a tutto il Team di Malattie Infettive!"
Da più grande zona rossa del centro Italia a più grande cantiere del cratere sismico. Il volto di Camerino sta cambiando, le ferite del drammatico terremoto del 2016 sono ancora ben visibili per le vie del centro ma si stanno inesorabilmente rimarginando e anzi alcuni hanno anche imparato a conviverci.
Ne sono dimostrazione le nuove attività che hanno riaperto i battenti proprio nel cuore cittadino così come gli studenti universitari che sono tornati a frequentarlo.
I numeri post-sisma recitavano di oltre 2400 strutture inagibili e 3300 sfollati, alloggiati in parte nelle Sae (soluzioni abitative d’emergenza). I danni alle opere pubbliche ammontavano a circa 125 milioni di euro e, come se non bastasse, da marzo 2020 si è aggiunta anche l’emergenza covid che ha costretto i commercianti, nel frattempo traslocati nel polo commerciale Sottocorte Village realizzato dopo il sisma, a richiudere le serrande.
C’era un tessuto sociale ed economico da ricostruire; un percorso praticamente tutto in salita ma era tanta la voglia dei cittadini di affrontarlo per ritornare il prima possibile ad una quotidianità che da troppo tempo mancava.
Uno degli eventi più forti simbolicamente, avvenuto nell’ultimo anno, è stato senza dubbio il lancio delle transenne da parte del sindaco di Camerino Sandro Sborgia che ostruivano il passaggio in Corso Vittorio Emanuele II (leggi l'articolo) rappresentando il confine con la ‘zona rossa’. Una sorta di gesto liberatorio e l’inizio di una strada, stavolta concreta, verso una ricostruzione, che oggi vede il 90% degli edifici cittadini messi in sicurezza (a giugno 2019 erano il 30%) e tanti altri cantieri in corso d’opera.
Un viaggio ‘direzione rinascita’ che abbiamo intrapreso insieme al primo cittadino camerte che ha presentato i prossimi passi di un lavoro di riqualificazione rimasto al palo per troppo tempo ma che oggi brilla sotto una nuova luce.
“Siamo sicuramente in un periodo difficile pieno di situazioni di crisi - ha affermato Sborgia – la pandemia ci ha costretto a rimodulare le nostre abitudini ciononostante abbiamo continuato con il lavoro necessario affinché questa città potesse tornare a vivere . Numerosi cantieri sono stati aperti in centro storico e ora sono arrivati all'interno di abitazioni che fino a poco tempo fa erano purtroppo recluse a causa della zona rossa.
"C’è fermento in città e questo ci lascia ben sperare e penso che oramai abbiamo imboccato la strada giusta per poter dire che la situazione rispetto al 2019, quando ci siamo insediati, oggi è radicalmente cambiata - ha continuato il sindaco -. La riapertura del centro storico è stato un segnale importantissimo che dà l'idea anche del carattere della nostra gente, che ha voglia di tornare a quella quotidianità che purtroppo il terremoto prima e l’emergenza sanitaria dopo ci ha tolto”.
Il tour insieme al sindaco è partito da piazza Cavour, ornata dalla statua di Papa Sisto V e poi è proseguito verso il palazzo che fino al sisma 2016 ospitava la sede della ex Banca Marche.
“L'acquisto dello stabile da parte del Comune, assume un valore particolare a prescindere dalla cifra simbolica per cui è stato ceduto di 50mila euro – ha affermato Sborgia - voglio dare merito anche all'assessore al bilancio che ha lavorato affinché si potesse arrivare ad un risultato che si inquadra nell'ambito di un più generale programma di ricostruzione della città – ha sottolineato - insieme alla demolizione dell'ex Palazzo di Giustizia si sta procedendo alla riconfigurazione del centro storico e al ripensamento degli spazi che poi saranno occupati dalle varie attività che erano già presenti e che dovranno tornare, come ad esempio la biblioteca Valentiniana – ha annunciato il primo cittadino -, già si sta lavorando in modo che possa essere immediatamente fruibile attraverso l'utilizzo della chiesa di San Sebastiano, in maniera tale che gli studiosi possano ritrovare un luogo dove poter coltivare le loro passioni”.
Ancora da definire il trasferimento della Caserma dei Carabinieri di Camerino in una parte dell’immobile dell’Unione montana, a Vallicelle.
La novità che riguarda tutta il territorio camerte è la concessione in comodato d’uso gratuita da parte della provincia di Macerata di Palazzo Sant’Angelo come sede provvisoria della Compagnia: “E’ uno dei problemi da risolvere ma che sembra in via di conclusione – ha detto Sborgia - Siamo quasi arrivati alla possibilità di cedere la porzione di stabile all’Unione Montana dove avrà sede ,appunto, la nuova definitiva caserma dei Carabinieri ma, al momento, per ovviare alla necessità di rimuovere i container, grazie alla disponibilità offerta dalla provincia di Macerata, il palazzo Sant'Angelo sarà la sede provvisoria del comando. Un passo importante perché innanzitutto l’edificio è uno dei pochi agibili e il fatto che sia in centro storico è fondamentale in quanto consentirà anche una ripresa di confidenza della cittadinanza con il cuore delle città”.
Tra tante opere pubbliche in stato avanzato, per le arterie del centro si inizia anche a vedere i primi sprazzi di riqualificazione privata come si evince dalle gru e operai al lavoro in via Bongiovanni: “Si tratta del primo cantiere privato che è partito da poco e riguarda la ricostruzione di due appartamenti – ha evidenziato il sindaco - una volta terminato sarà possibile il rientro anche di altre tre unità immobiliari che purtroppo sono interdette per via dei lavori che si stanno eseguendo”.
A recitare un ruolo da protagonista all’interno del tessuto cittadino, e non solo, c’è senza dubbio l’Università degli Studi di Camerino. Un polo d'eccellenza per didattica e ricerca ma anche punto di riferimento per tanti studenti e famiglie, ora destinatario della prima ordinanza speciale firmata dal Commissario Giovanni Legnini che consentirà il recupero immediato di 7 edifci storici.
“Parliamo di un'ordinanza che stanzia ben 40 milioni di euro per la ristrutturazione del Palazzo Ducale di altri immobili di proprietà dell'università situati all'interno del centro storico – ha precisato Sborgia - questo permetterà la restituzione del rettorato e del quadriportico alla città e quindi non possiamo che essere felici , inoltre ci consentirà di agire con i poteri straordinari in deroga dando un'accelerazione non indifferente al processo di ricostruzione".
Il primo cittadino ha poi specificato: "A breve avremo anche l'ordinanza straordinaria inerente al centro storico che porterà alla ristrutturazione degli immobili di proprietà del comune, aspettiamo che la cabina di regia sia convocata, intorno al 26 di aprile. I provvedimenti straordinari che consentono l'esercizio dei poteri in deroga sono immediatamente esecutivi, quindi significa che da quel momento in poi possono essere avviate le procedure previste per la ricostruzione degli immobili individuati. Si tratta delle prime esperienze dell'esercizio del potere in deroga per questo tipo di attività, un percorso per cui siamo apripista e speriamo che possa servire da modello per tante altre realtà”.
Tra tante note positive e piacevoli obiettivi futuribili, per il camerte esiste però un situazione spinosa che vede coinvolto l'ospedale di Camerino per il quale il sindaco Sandro Sborgia si sta battendo nel ribadire la sua ferma contrarietà all'avviso di mobilità diramato dall’ Asur Marche Area Vasta 3, per il reclutamento di 8 dirigenti medici di discipline varie da destinare alla copertura dei posti nei soli ospedali di Macerata e Civitanova Marche (leggi l’articolo).
“Bisogna considerare che il camerte è un territorio caratterizzato da una vastità di comuni che fanno capo al nostro nosocomio ed è necessario pensare che le condizioni delle persone che vivono in questi territori non sono le stesse di coloro che abitano a Civitanova e Macerata – ha tuonato - inoltre abbiamo una università a cui fanno riferimento famiglie, studenti e lavoratori e quindi occorre che il presidio ospedaliero sia considerato una risorsa e non un peso".
"Quando si dice che si vuole potenziare l'ospedale occorre mettere in campo provvedimenti amministrativi che vanno in quella direzione, se invece si vuole fare cose diverse bene, però che la gente lo sappia. La salute non ha colore politico ma riguarda tutti i cittadini, ecco perché bisogna garantire le stesse condizioni di accesso alle cure per tutti - ha chiosato Sborgia – parliamo di un tema serio e complesso ecco perché quando si parla di ospedali bisogna agire senza condizionamenti politici perché certe scelte influiscono sulla qualità della vita delle persone e quindi è doveroso che si affronti il discorso con estrema onestà intellettuale“.
Si va verso la predisposizione di un Protocollo d’intesa tra otto Comuni che si affacciano lungo le sponde nord e sud del fiume Chienti, uniti dall’intento di realizzare un sistema di percorsi pedonali e ciclabili volto a creare in futuro una positiva sinergia tra i territori della vallata, sia dal punto di vista della mobilità intercomunale che sotto i vari aspetti della fruizione del sistema storico culturale, di quello economico ricettivo e non da ultimo quello produttivo.
Ne hanno discusso ieri pomeriggio nella Sala del Consiglio comunale, gli amministratori dei Comuni aderenti (Montecosaro, Morrovalle, Corridonia, Monte San Giusto, Montegranaro, Sant'Elpidio a Mare, Porto Sant'Elpidio), con Civitanova comune capofila. Per il comune di Civitanova c’erano il sindaco Fabrizio Ciarapica, l’assessore Lavori Pubblici Ermanno Carassai e l’assessore al Verde pubblico Giuseppe Cognigni. Presenti inoltre l'architetto Bruno Valeriani, studioso della ciclabilità urbana e territoriale, Paolo Cartechini sindaco Corridonia, Gigliola Bordoni vicesindaco Monte San Giusto, Alessio Terrenzi sindaco Sant'Elpidio a Mare, il vicesindaco del Comune di Porto Sant’Elpidio Daniele Stacchietti, Silvia Mercuri, ing. settore LLPP del comune di Montegranaro e Matteo Castignani, assessore del comune di Morrovalle.
La pista ciclabile, che in totale si svilupperà su un anello lungo 33,5 chilometri, cui se ne aggiungono altri 7 fino all’abbazia di San Claudio, segnerà il primo passo per una riqualificazione più ampia delle aree interessate. Intorno alla ciclopedonale, potranno svilupparsi ed essere progettate nel rispetto dell’ecosistema ambientale strutture a servizio, anche sportive, parchi, laghetti dove poter pescare e parcheggi.
“L’incontro di ieri è stato utile a mettere a punto questo progetto di fattibilità, sul quale ci siamo già confrontati diverse volte con gli amministratori degli altri comuni della provincia di Macerata e Fermo – ha riferito il sindaco Ciarapica. In diversi territori la pista ciclabile si abbina a percorsi da effettuare a piedi o in bicicletta già esistenti o da ristrutturare, che arrivano fino al centro del paese o ai luoghi culturali di maggior richiamo come le abbazie. Insieme ai percorsi si dovrà successivamente dare vita ad altre idee per incentivare il turismo locale”.
Dall’idea iniziale sulla realizzazione di vari percorsi in corrispondenza delle sponde fluviali, si è passati alla prefigurazione che tale rete potesse essere la base per un vero e proprio parco fluviale. Civitanova, comune capofila, si occuperà della predisposizione della bozza del documento che servirà da base dell’azione comune tra le varie amministrazioni territoriali. Con la sottoscrizione di un documento di intenti, si potranno coordinare le azioni dei singoli territori all'interno di un quadro generale di sviluppo.
“Associazioni sportive e comitati di cittadini stanno lavorando, come volontari e con autofinanziamento, al ripristino lungo gli argini dei vecchi tratturi manutentivi abbandonati, con evidenti danni al naturale deflusso delle acque – spiega l’assessore Carassai.
Pertanto si è evidenziata la necessità di istituzionalizzare i vari tracciati anche al fine di intercettare finanziamenti regionali, nazionali ed europei”.
Lo studio tecnico-urbanistico dell'ambito fluviale proposto dall'architetto Bruno Valeriani nel corso dell'incontro verrà sviluppato sulla base delle esigenze locali grazie anche alla sinergia e informazioni delle associazioni e comitati che quotidianamente si impegnano alla pulizia ed al ripristino dei vari tracciati.
Dopo l'annuncio delle graduali riaperture previste per il 26 aprile, c'è voglia di tornare a respirare.
Passeggiate e attività sportiva si spostano all'aperto e i parchi di Civitanova si colorano di persone. Il rispetto delle disposizioni anti-Covid, con distanziamento e mascherine, è presente e lascia ben sperare per la stagione estiva che, auspicabilmente, vedrà le persone più libere di muoversi.
Nella mattinata molte le mamme con i passeggini e gli sportivi nelle aree predisposte all'allenamento. Ligi al distanziamento anche i più anziani ritrovatisi per una chiacchieratta all'aperto.
Si respira fiducia dopo i lunghi mesi di confinamento nelle abitazioni e gli spazi verdi avranno un ruolo fondamentale per riacquistare una progressiva normalità.
Stamattina la Presidente Rosaria Del Balzo Ruiti ha consegnato al Sindaco di San Severino Marche Rosa Piermattei le chiavi della nuova autovettura che il Comune settempedano ha acquistato grazie al contributo della Fondazione Carima.
La breve cerimonia si è svolta nella suggestiva cornice dell’Abbadia di Fiastra, dove nel 2017 ha avuto luogo la prima donazione di mezzi di trasporto in favore dei Comuni del cratere sismico. L’assegnazione odierna rientra infatti nell’ambito di questa iniziativa, promossa dalla Fondazione Carima in seguito al terremoto che ha colpito la provincia di Macerata nel 2016.
Uno dei bisogni più urgenti che ci veniva rappresentato dai Sindaci a ridosso dei terribili eventi sismici – spiega la Presidente Rosaria Del Balzo Ruiti – era la necessità di dotarsi di veicoli idonei a portare soccorso alla popolazione e a presidiare i propri territori, spesso vasti e impervi. La Fondazione Carima, quindi, facendo tesoro dell’esperienza acquisita in passato in questo ambito, si è messa a disposizione delle Amministrazioni comunali terremotate per aiutarle a fronteggiare le tante situazioni di disagio e di emergenza causate dal sisma.
Si tratta di un filone di intervento a cui la Fondazione ha destinato complessivamente 600mila euro, contribuendo all’acquisto di 40 mezzi di trasporto e dunque accogliendo le istanze di altrettanti Comuni.Siamo molto grati alla Fondazione Carima e alla sua Presidente per il contributo concesso al nostro Comune, grazie al quale – spiega il Sindaco Piermattei – abbiamo potuto acquistare un’autovettura ibrida. La nostra Amministrazione comunale è molto impegnata per la difesa dell’ambiente e del territorio. Nel 2017, in occasione della Giornata della Terra, abbiamo sottoscritto il Patto dei Sindaci per l’Ambiente impegnandoci a mettere in atto, anche negli anni successivi, una serie di azioni concrete in un’ottica sempre più “green”. Tra queste azioni rientrano l’iniziativa Plastic Free, per eliminare la plastica monouso nelle scuole, l’installazione di colonnine per la ricarica di auto elettriche, percorsi di mobilità lenta, l’acquisto di mezzi, come gli scuolabus, ad alimentazione ecologica. Il nuovo mezzo, ad alimentazione ibrida, consentirà anche un notevole risparmio.
Il Comune di Potenza Picena cerca 14 nuove figure professionali.
“Molte volte le Amministrazioni Comunali annunciano opere di lavori pubblici, di ristrutturazione o di nuove costruzioni che vanno a migliorare ed aumentare il patrimonio immobiliare del Comune. Questa volta l’investimento imponente è stato fatto per aumentare considerevolmente il patrimonio umano dell’ente”.
Così l’Assessore al Personale e Vicesindaco Giulio Casciotti spiega la scelta politica ed amministrativa della Giunta Tartabini: “Il bilancio appena approvato in Consiglio Comunale prevede, infatti, nuove assunzioni finalizzate ad un miglioramento dei servizi al cittadino ed a un efficientamento della macchina amministrativa. Abbiamo di fronte un periodo che ci pone nuove determinanti sfide e mai più che adesso la macchina amministrativa deve soddisfare le esigenze dei cittadini. E proprio da qui - aggiunge Casciotti - la scelta di investire importanti risorse economiche per rendere sempre più performante il lavoro negli uffici e offrire maggiori servizi alla collettività. Si tratta dell’inserimento in organico, a tempo indeterminato, di 14 figure professionali nelle Aree Lavori Pubblici e Urbanistica (5), Vigilanza (4), Affari Generali e Tributi (4) ed Area Contabile (1), per un impegno di spesa annua di 390 mila euro. Colgo l’occasione di ringraziare i dipendenti comunali che in un momento difficilissimo come quello della pandemia, sono stati in grado di sopperire alle mancanze numeriche ed offrire comunque un servizio all’altezza e di qualità. Cercheremo nei prossimi mesi di ampliare maggiormente le aperture al pubblico e il numero di servizi, certi che queste scelte politico-amministrative possano aiutarci in tale senso”.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 4954 tamponi: 2723 nel percorso nuove diagnosi (di cui 761 nello screening con percorso Antigenico) e 2231 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 14,2%).I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 388 (78 in provincia di Macerata, 73 in provincia di Ancona, 100 in provincia di Pesaro-Urbino, 44 in provincia di Fermo, 84 in provincia di Ascoli Piceno e 9 fuori regione).Questi casi comprendono soggetti sintomatici (60 casi rilevati), contatti in setting domestico (92 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (127 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (9 casi rilevati), contatti in ambiente di vita/socialità (1 caso rilevato), contatti in setting assistenziale (1 caso rilevato), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (2 casi rilevati), screening percorso sanitario (2 casi rilevati) e 1 caso proveniente da fuori regione.
Per altri 93 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche.
Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 761 test e sono stati riscontrati 52 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 7%.
In diminuzione di 22 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 609, di cui 79 in terapia intensiva (-6 rispetto a ieri). Sono, invece, 34 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 131 pazienti: 48 all'ospedale di Macerata, 53 al Covid Hospital e 30 a Camerino. Altre 7 persone sono accolte nei Pronto Soccorso di Civitanova Marche e Macerata.
Le vie del centro di Camerino tornano a respirare. Qualche transenna in meno davanti ai punti di accesso ed alcuni edifici simbolo, corso Vittorio Emanuele II ripopolato da gruppi di studenti universitari intenti a seguire delle lezioni ma soprattutto tanti operai con gru e bob cat impegnati nella messa in sicurezza degli edifici del cuore cittadino.
Un’atmosfera di nuovo viva e frizzante, due qualità che da sempre hanno caratterizzato la città ducale prima del sisma e che oggi gradualmente ricominciano a risplendere di luce propria, forse diversa dalla precedente ma non meno sfolgorante.
Dal drammatico terremoto del 2016 sono passati più di quattro anni e mezzo, tante sono state le ferite aperte ma allo stesso tempo è stata anche forte la volontà di rimarginarle. La cura è iniziata non solo dalle ordinanze, ma soprattutto da un cuore commerciale che non ha smesso mai di battere.
Ad iniziare, circa un mese fa è stato Giuseppe Caprodossi riaprendo i battenti della sua tabaccheria situata nel corso principale di Camerino, nella giornata di ieri è stato il turno Roberto Frifrì che dopo aver ultimato i lavori per rimettere in moto il suo bar ristorante, ha ora alzato ufficialmente le serrande del suo "Noè errante Wine and Food” nella zona della Giudecca.
Il locale non potrà ancora ospitare clienti al suo interno per via delle misure anti-covid ma la soddisfazione di essere stati liberati dalla 'zona rossa' del terremoto è tanta: “Speriamo la prima di una lunga serie – ha esordito Roberto Frifrì- quello di Camerino è un tessuto sociale che dovremo ricostruire e mi auguro che al più presto ci siano le condizioni per essere in tanti a tornare alle vecchie e sane abitudini che hanno da sempre caratterizzato la vita sociale del paese ovvero una realtà giovane e piena di vita anche grazie alla presenza dell’Università”.
“Le cicatrici del sisma sono ancora evidenti ma sono sicuro che verranno rimarginate - ha affermato il titolare del ‘Noè Errante’– provo grande felicità nel ricominciare a lavorare in centro storico, la mia è una bella soddisfazione e mi ritengo un fortunato perché ho avuto la possibilità di ripartire da uno stabile uscito indenne dal terremoto”.
Una speranza di ieri che oggi si è trasformata in un obiettivo sia economico che sociale: “Le aspettative sono quelle di riiniziare piano piano e sono fiducioso perché comunque si tratta di un percorso che porterà dei frutti senza dubbio positivi - ha sottolineato Frifrì - io sono per natura ottimista soprattutto perché sono ritornato nel locale dove avevo costruito la mia identità, situato in un angolo storico della città posto dietro il teatro Filippo Marchetti nel vecchio Ghetto Ebraico di Camerino risalente fino al 1565 – ha concluso – sono nel nocciolo duro di Camerino, un luogo che ho scelto in quanto ne sono stato sempre affascinato, adesso ce la metterò tutta per valorizzare la mia città".
Una soddisfazione condivisa anche dal sindaco camerte Sandro Sborgia da sempre in prima linea nel seguire da ogni angolazione il processo di ricrescita della città: “È chiaro che la ricostruzione fisica degli immobili deve necessariamente portare con sé anche la ricostruzione del tessuto sociale e economico del territorio – ha spiegato il primo cittadino - imprimere un'accelerazione alla riapertura al centro storico significava anche poter far sì che attività commerciali potessero ripartire. Dopo la tabaccheria ora è il turno di un bar ristorante e a questi due esempi seguiranno altre esercenti".
Viviamo un momento di grande difficoltà dovuto al terremoto e alla pandemia che hanno portato ad una crisi economica che purtroppo ha messo in ginocchio tante imprese – ha continuato Sborgia - penso al vicino distretto Fabriano che non possiamo far finta che non esista in quanto la crisi dell’Elica porta con sé 400 posti di lavoro a rischio con quello che significa in termini di famiglia e indotto –ha proseguito - una situazione veramente critica e complicata e per tali motivi penso che la ricostruzione possa essere un'opportunità per consentire a queste persone di poter trovare un'occupazione”.
Un concetto che il sindaco della città aveva ribadito in più occasioni come nel corso della conferenza dell’Università degli studi di Camerino dove il Commissario Legnini aveva firmato la prima ordinanza speciale per le zone del cratere (leggi l’articolo): “Dobbiamo accelerare il processo di ricostruzione in quanto non è una problematica che riguarda solo la Camerino ma tutti i paesi del camerte – ha messo in chiaro Sborgia - è una questione che secondo me dovrebbe essere nazionale perché far partire la ricostruzione significa creare occupazione, ridare ossigeno alle aziende e fornire la possibilità di un'alternativa di lavoro a quelle tante persone che oggi lo hanno perso o che rischiano di perderlo – ha chiosato - Non possiamo pensarla diversamente e chi non si rende conto di questa necessità vuol dire che è miope”.
Si è svolta ieri, come preannunciato, la riunione dell’Unione Montana Marca di Camerino per la concessione al Demanio di una parte dell’edificio dell’Unione che si trova a Vallicelle, quale nuova caserma della Compagnia dei Carabinieri di Camerino.
Nel corso del nuovo incontro del Consiglio è passata quella che era stata la proposta condivisa di una settimana fa: l’adeguamento dell’impianto antincendio per il costo di 30mila euro sarà a carico dell’Unione Montana con una ripartizione della spesa pro quota tra i Comuni che ne fanno parte.
“È un piccolo passo in avanti – ha detto il sindaco Sandro Sborgia – che spero porti finalmente alla conclusione e la soluzione definitiva. La caserma dei Carabinieri a brevissimo si sposterà nella sede provvisoria del centro storico, a palazzo Sant’Angelo e questa soluzione consentirà di svolgere l’attività in maniera finalmente più dignitosa. Abbiamo fatto una serie di sopralluoghi che hanno confermato la congruità dell’edificio. Credo anche, però, che per tutti sia fondamentale offrire una sede definitiva e le migliori condizioni di lavoro alla Compagnia dei Carabinieri di Camerino che a oggi stati costretti ancora a lavorare all’interno dei containers
Riaperti parchi e aree verdi a Civitanova Marche.
Il sindaco Fabrizio Ciarapica ha firmato la revoca dell’ordinanza n. 19 dello scorso 9 aprile con conseguente possibilità, a partire da domani mercoledì 21 aprile di sostare nei parchi, nei giardini e nelle aree verdi di proprietà comunale comprese le aree di sgambamento cani e di utilizzo dei giochi e delle attrezzature ivi installati. Permane l’obbligo di mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro.
Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina, torna a sottolineare alcune criticità già evidenziate a Fermo durante l’incontro con i sindaci sul recovery plan per il cratere.
"Finalmente si è potuta fare una riunione in presenza per affrontare le problematiche di una ricostruzione che sta muovendo i primi passi, e di questo ringrazio il presidente della regione Acquaroli che se ne è fatto promotore - sottolinea Gentilucci -. In quell’occasione ho richiamato l’attenzione sull’aumento esponenziale del costo dei materiali per la ricostruzione, tra cui acciaio e coibenti, che costituisce un problema serio per le imprese e per i cittadini e che andrebbe in qualche modo calmierato".
"Ho poi evidenziato il problema SOA, per il quale le imprese del territorio, ferme ormai da quattro anni, sono di fatto ai margini della ricostruzione. Occorre invece fare in modo che queste possano lavorare e diventare protagoniste proprio della ricostruzione, perché ciò significa volano per lo sviluppo economico dell’intera area alto maceratese - aggiunge il primo cittadino di Pieve Torina -. Relativamente al recovery plan ho rappresentato l’esigenza, in qualità di presidente dell’Unione Montana “Marca di Camerino”, che si prenda esempio da quanto fatto nel ‘97 per la realizzazione della superstrada che collega i nostri territori a Foligno, ponendo la questione che la pedemontana non si fermi sotto Camerino ma prosegua almeno fino ad Ascoli Piceno, il tutto agganciato con la viabilità secondaria finanziabile con il nuovo PSR".
"Vogliamo una ricostruzione a misura d’uomo e di territorio, perché dalle macerie e dal dolore si riemerga con rinnovata forza e capacità di ripartenza. Ce lo chiedono i cittadini e tutti gli operatori, a cominciare dai tecnici, che operano quotidianamente su questo fronte” conclude Gentilucci.
Ermanno Carassai, Assessore ai Lavori Pubblici, ha comuicato in mattinata la fase di ultimazione dei lavori di sostituzione e potenziamento del sistema di videosorveglianza nel centro storico di Civitanova Alta. La notizie arriva al termine del confronto con il responsabile dell'U.T.C della Delegazione geom. Antonio Frapiccini.
“La sistemazione dell’impianto di videosorveglianza della Città Alta – spiega l’assessore Carassai - era nel programma di questa Amministrazione: un intervento indispensabile per garantire la sicurezza nel centro storico di Civitanova Alta, così come avvenuto nel capoluogo. C’erano infatti alcuni vecchi impianti guasti e non più funzionanti per i quali non è si è ritenuto di procedere alla riparazione trattandosi di tecnologia superata, mentre in altre zone era necessario monitorare la situazione dopo ripetute segnalazioni di atti vandalici”.
Sono nove le telecamere collegate alla sala operativa del comando dei Vigili Urbani e Forze dell'Ordine con registrazione delle immagini e attualmente così posizionate: una telecamera LPR con lettura targhe posta all' ingresso di via Roma; una telecamera LPR lettura targhe posta uscita/ingresso di Porta Marina; una telecamera LPR lettura targhe posta all'uscita uscita/ingresso del parcheggio ex Atac; una telecamera di contesto posta all'ingresso di via Roma; una telecamera di contesto posta passaggio pedonale di via Roma, lato ingresso da via Roma; una telecamera di contesto posta al passaggio pedonale di via Roma, lato ingresso da viale della Repubblica; una telecamera di contesto posta presso piazza Unità; una telecamera di contesto posta all'uscita di Porta Marina; una telecamera di contesto posta al parcheggio ex Atac.
Le nove telecamere installate sono ad integrazione di quelle già funzionanti posizionate come segue: tre telecamere lettura targhe posizionate all'incrocio di via del Pincio con via F. Corridoni, collegate alla sala operativa Vigili Urbani e tre telecamere posizionate al parcheggio lavatoio con registrazione sul posto.
La ditta esecutrice (Tiemme service di Macerata) si è aggiudicata il lavoro per un importo di 20.873,79 euro più IVA e al netto del ribasso del 17%.
Nasce un nuovo progetto per abbellire piazzetta Conchiglia, spazio che in questi anni è diventato di fatto un «brand della movida», ma che mira a diventare anche punta di diamante del rinnovato Borgo marinaro di Civitanova Marche. Da qui, la decisione della Giunta comunale di approvare l’atto di indirizzo per la nuova progettazione di arredo denominata “Una più verde Conchiglia”, pervenuta a firma dell’arch. Ruben Baiocco.
L’idea è frutto dell’interazione fra Amministrazione comunale e operatori del commercio, della ristorazione e dell’ospitalità che animano con le loro particolari attività anche lo spazio pubblico. L’installazione «Una conchiglia più verde» prevede nel complesso: la realizzazione di un’insegna vegetale verticale con panchine mobili girevoli visibile dagli ingressi della piazza, l’installazione di vasche per la coltivazione in ambiente urbano (micro orti) integrate con sedute e sistemi di illuminazione, un bicipark/scultura a servizio dello spazio pubblico pedonale; sistemi smontabili e con materiali riciclabili per innalzare sicurezza e qualità urbana.
“L’Amministrazione comunale prosegue con le opere di riqualificazione del centro – ha detto il sindaco Fabrizio Ciarapica – I progetti che nascono uniscono il decoro urbano agli aspetti, ormai imprescindibili, della sicurezza e della maggiore attenzione per la salute individuale e collettiva. Investire nella riqualificazione dei luoghi va a beneficio della città nella sua interezza”.
(Foto di repertorio)
Bentornati cari lettori a questa ennesima puntata della rubrica. Purtroppo non mi sento ancora di essere ottimista, i dati ospedalieri della regione Marche sono evidentemente migliorati, ma questa settimana si è accentuato un trend che ho segnalato anche nelle precedenti.
Possiamo notare come sia accaduta una strana e preoccupante divergenza ovvero un calo dei positivi, ma un contestuale aumento dei sintomatici. Ricordiamo che il famoso Rt si calcola sui sintomatici: attualmente nelle Marche siamo a un +15% su base settimanale, se questo valore non scende entro giovedì, il 26 aprile non si potrà riaprire.
Notiamo anche che il rapporto sintomatici/positivi è ancora notevolmente aumentato. Oramai siamo quasi al doppio di prima dell'inizio della terza ondata, il che potrebbe significare che stiamo perdendo il doppio degli asintomatici rispetto a prima.
Dai dati degli ingressi in terapia intensiva si nota come vi sia un ritardo di 14-16 giorni rispetto alla variazione dei positivi, abbiamo il serio rischio - fra 2 settimane - di ritrovarci con i dati dei ricoveri in stallo, o addirittura in risalita.
A livello nazionale i positivi hanno praticamente smesso di crescere, continua la discesa dei dati ospedalieri e decessi.
Possiamo dedurre che la zona arancione non sia efficace: vi è ancora la logica perversa dello "state a casa", quando le abitazioni private sono il primo luogo di contagio, ed è impossibile controllare gli assembramenti nelle abitazioni, non mi sorprenderebbe che una zona gialla con bar e ristoranti all'aperto aperti possa essere più efficace della attuale zona arancione,
Nelle regioni notiamo un andamento abbastanza singolare, ovvero un calo dei contagi al centronord mentre aumentano i casi al sud. Forse le festività pasquali sono state vissute differentemente tra le 2 aree del paese.
Le vaccinazioni sono ancora troppo poche affinché possano avere effetto concreto sulla diffusione dei contagi, ed ancora non sembrano aver avuto un concreto effetto sui decessi. Questo potrebbe avvenire fra circa 2 settimane
Sono quasi 3.400 i vaccinati nell'hub di San Severino Marche, tra chi ha ricevuto la prima e chi anche la seconda dose, alla data del 12 aprile. Decine e decine i pazienti che, a giorni alterni, hanno frequentato la sala comunale Italia di via Roma trasformata, nelle ultime settimane, in Punto vaccinale allestito dall’Asur Marche, nell’ambito della campagna antiCovid-19 della Regione, su concessione gratuita del Comune.
“Un lavoro enorme, uno sforzo organizzativo unico - sottolinea il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, che dinnanzi ai numeri spiega - Da sindaco, ma ancor prima da normale cittadino, mi sento solo in dovere di dire grazie. Grazie ai tanti volontari del gruppo comunale di Protezione Civile della nostra città, ma anche dei paesi limitrofi, dell’Associazione Nazionale Carabinieri, del Cisom (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta), agli agenti della Polizia Locale e ai militari dell’Arma che si sono prestati per fornire accoglienza e aiuto alla popolazione. Hanno allungato una sedia quando c’era bisogno, aiutato a salire un gradino a chi ne aveva necessità, sostenuto anche solo a parole le tante persone, alcune anziane e sole, talvolta alle prese con la normalissima paura di dover affrontare un momento importante necessario per vincere la battaglia contro una pandemia così violenta da fare milioni di vittime nel mondo".
"Dinnanzi a queste azioni e a questi gesti, credo che anche le polemiche possano passare in secondo piano - aggiunge Piermattei -. La macchina organizzativa si è migliorata giorno dopo giorno, settimana dopo settimana: ci si è organizzati con numeri eliminacode per limitare le file, con una struttura pressostatica per dare un rifugio agli anziani, con sedie e percorsi per garantire distanziamento e sicurezza, permettendo ai sanitari di svolgere il loro preziosissimo lavoro. Al personale medico e infermieristico, a quello di segreteria e alla Croce Rossa, va un altro ringraziamento sentito per come, nonostante la mole di lavoro, si è proceduto".
"Quando i numeri sono grandi - riflette il sindaco Piermattei - qualche piccola cosa che non va si può anche incontrare ma l’importante è superarla per poi migliorarsi. Anzi, la struttura potrebbe ampliarsi per dare la possibilità di avere 6 medici per le vaccinazioni di massa. Importante, lo ricordo a chi deve ancora sottoporsi alle vaccinazioni, è il rispetto degli orari che vengono comunicati dall’Asur”.
Tornando ai numeri registrati a San Severino Marche presso il Punto vaccinale allestito alla sala Italia 2.359 persone hanno ricevuto la prima dose, altre 853 anche la seconda dosa alla data del 12 aprile.
Ben 1.781 i vaccinati con la prima somministrazione avevano più di 60 anni di età. Con loro pure 470 operatori scolastici, 72 volontari nel settore sanità, 9 rappresentanti delle forze dell’ordine, 9 operatori sanitari, 7 operatori non sanitari, 6 soggetti vulnerabili, 1 donna in gravidanza, 1 convivente di soggetto ad alto rischio.
Il richiamo per la seconda dose ha visto già tornare al Punto vaccinale 817 anziani di età superiore ai 60 anni, 17 operatori scolastici, 14 volontari nel settore della sanità, 3 rappresentanti delle forze dell’ordine, 1 operatore sanitario e 1 paziente affetto da fibrosi cistica.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 3398 tamponi: 1764 nel percorso nuove diagnosi (di cui 618 nello screening con percorso Antigenico) e 1634 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 12%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 211: 43 in provincia di Macerata, 34 in provincia di Ancona, 67 in provincia di Pesaro-Urbino, 10 in provincia di Fermo, 46 in provincia di Ascoli Piceno e 11 fuori regione.
Questi casi comprendono soggetti sintomatici (43 casi rilevati), contatti in ambito domestico (68 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (52 casi rilevati), contatti in ambito lavorativo (11 casi rilevati), contatti in ambito assistenziale (1 caso rilevato), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (6 casi rilevati).
Per altri 30 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche.
Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 618 test e sono stati riscontrati 43 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 12%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra un lieve decremento rispetto alla giornata precedente: incidenza al 12% oggi, rispetto al 13,6% di ieri.
In diminuzione di 25 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 631, di cui 85 in terapia intensiva (-3 rispetto a ieri). Sono, invece, 44 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 134 pazienti: 48 all'ospedale di Macerata, 56 al Covid Hospital e 30 a Camerino. Altre 5 persone sono accolte nei Pronto Soccorso di Civitanova Marche e Macerata.
Contagiato a fine agosto dal Covid e poi guarito, Francesco Merloni, uno dei decani dell'industria italiana, ha deciso di donare un milione di euro per la ricerca scientifica, nello specifico ad un progetto dell'associazione Veryditas mirato a promuovere l'eccellenza della prestazione sanitaria presso l'azienda Ospedali Riuniti di Ancona tramite l'integrazione fra umanizzazione della presa in carico del paziente e cultura scientifica del trattamento, valorizzando così la competenza professionale degli operatori sanitari.
Il progetto dell'associazione è interamente sostenuto da un fondo ad hoc istituito dalla famiglia Merloni, che si è impegnata a investire un milione di euro: 200mila euro per l'acquisto di apparecchiature per le strutture maggiormente coinvolte nella gestione dei pazienti con Covid-19, utilizzabili da parte dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Ancona per finalità assistenziali e di ricerca scientifica, e 800mila euro da utilizzare nell'arco di almeno 4 anni per la premiazione di giovani medici e ricercatori autori di protocolli di studio e di ricerca coerenti con gli obiettivi dell'iniziativa.
"Quella del Covid-19 è stata un'esperienza che mi ha fatto capire l'importanza di avere al proprio fianco le persone giuste, medici e operatori sanitari preparati e professionali, ma anche con speciali qualità umane" ha detto Francesco Merloni in un incontro stampa. Secondo il figlio, presidente di Ariston Thermo, Paolo Merloni "investire nella competenza professionale, e quindi nel capitale umano, è la via del futuro, la scelta verso il vero valore".
(fonte: ANSA)
Volto nuovo all'interno della Questura di Macerata: da oggi, lunedì 19 aprile, la dott.ssa Patrizia Peroni ricoprirà il ruolo di vicedirigente della divisione anticrimine del capoluogo di Provincia.
Questa mattina il Questore Vincenzo Trombadore, ha presentato ai Dirigenti ed ai Funzionari della Questura di Macerata il nuovo Dirigente Vice Questore Patrizia Peroni, assegnato alla Questura di Macerata, che assumerà da oggi il proprio incarico nell'ambito della Divisione Anticrimine.
Peroni arriva dalla squadra mobile di Ascoli Piceno, di cui è stata a capo 2015 in sostituzione di Roberto Di Benedetto e, nel 2012 ha diretto la quarta sezione della squadra mobile di Milano mentre ancora prima è stata dirigente dell'ufficio stampa sempre della Questura milanese.
Originaria della provincia di Fermo, la Peroni si è laureata alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Macerata e nel 2012 ha conseguito il master in criminologia con una tesi sulla «Sicurezza delle donne nelle grandi città».
Isole Covid free anche nei piccoli, piccolissimi Comuni. É la proposta del Sindaco farmacista di Caldarola Luca Maria Giuseppetti rivolta alla sanità nazionale e alla Giunta della Regione Marche.
Il Sindaco Giuseppetti fa notare che nei piccoli Comuni come quello che lui amministra, tolti gli anziani che si sono già quasi tutti vaccinati insieme ad altre categorie che ne avevano diritto, basterebbero veramente poche centinaia di dosi, inoculate dai propri medici di famiglia, per creare delle vere e proprie aree libere dal Covid, dove ci si possa spostare, vivere e lavorare in piena tranquillità, tutelando ancora di più le persone a rischio ed evitando di affollare gli ospedali.
“In un’ottica nazionale è quasi automatico pensare alle grandi città, ma noi che viviamo e amministriamo piccole realtà di 500/1000/2000 abitanti troviamo quasi scontata una soluzione semplice come quella di una copertura totale di vaccini per tutti i residenti senza scaglioni di età. E considerando che le aree montane sono formate per lo più da queste piccolissime realtà, si andrebbero di conseguenza a creare delle vere macroaree libere dal virus.
Confrontandomi con i medici di famiglia ho appurato che alcune volte non possono eseguire i vaccini a domicilio o nei loro ambulatori perché non utilizzerebbero tutte le dosi della fiala, rischiando di mandarne sprecate alcune. Vaccinando indistintamente tutti si avrebbe in poco tempo una vera e propria bolla “virus free”.
Altro aspetto da non trascurare è che nei piccoli Comuni ci si conosce tutti, sappiamo chi è in quarantena cautelativa o positivo, è capitato di ricevere chiamate allarmate da parte di cittadini preoccupati di aver visto circolare per il paese qualcuno di questi che, nel frattempo però, aveva concluso il periodo di isolamento e poteva ricominciare a muoversi. Una situazione che aumenta il senso di insicurezza e di ansia.
Creando queste mini isole si tranquillizza una popolazione già fortemente provata da 5 anni post sisma e da oltre un anno di pandemia. Se è vero che arriveranno in breve moltissime dosi di vaccino, entro metà maggio 54 milioni, propongo formalmente alla Regione Marche, come già fatto nel corso della videoconferenza di oggi con gli altri sindaci dell’Area Vasta3, e in modo particolare all’Assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, di farsi garante e promotore di una vaccinazione a tappeto soprattutto nei piccoli Comuni, rendendo la nostra Regione ente capofila. Sarebbe un ottimo risultato e una grande opportunità” conclude il Sindaco Giuseppetti.