Attualità

Discarica, Morgoni attacca la maggioranza: “Basta gioco delle tre carte, si decida il sito. La lista c'è già"

Discarica, Morgoni attacca la maggioranza: “Basta gioco delle tre carte, si decida il sito. La lista c'è già"

Nel confronto politico sulla gestione dei rifiuti e sull’individuazione del nuovo sito di discarica provinciale interviene l’onorevole Mario Morgoni, che in una presa di posizione pubblica critica duramente tempi, modalità e responsabilità delle decisioni in corso. Al centro dell’intervento, le ricadute economiche sui cittadini, le prospettive del Cosmari e il rischio di una crisi strutturale del sistema. "Invece di coprirsi dietro la foglia di fico del termovalorizzatore, come ha fatto di recente nella conferenza stampa con l’Ordine dei giornalisti, Acquaroli intervenga per far cessare il gioco delle tre carte di cui la destra della nostra provincia si sta rendendo protagonista con la procedura dell’individuazione del sito della nuova discarica" Secondo Morgoni, a pagare il prezzo di questa situazione sarebbero cittadini e lavoratori: "Un gioco di cui pagano il conto salato i cittadini che tra il 2026 e il 2027 subiranno ulteriori aumenti della Tari, nell’ordine, ben che vada, del 15%, e le centinaia di dipendenti del Cosmari che guardano con legittima preoccupazione al loro futuro". Inoltre, ricorda come gli strumenti tecnici per arrivare a una decisione siano già disponibili e si pone critico nei confronti della maggioranza: "La graduatoria dei siti è stata stilata dall’Università Politecnica delle Marche ed è a disposizione dell’assemblea dei sindaci dell’ATA. La destra ha una maggioranza schiacciante nell’assemblea, la smetta di esercitarsi in manovre dilatorie dal sapore francamente tragicomico, assolva ai suoi doveri e si prenda la responsabilità di decidere, evitando di continuare a prendere per il naso l’intera comunità provinciale, come hanno fatto di recente gli imbarazzanti responsabili provinciali di Fratelli d’Italia e della Lega. In mancanza dell’individuazione del sito che dovrà subentrare a quello del suo Comune, il sindaco di Cingoli, Vittori, ha già pubblicamente e ufficialmente chiarito, a pieno diritto, che non ci sarà alcun ampliamento della discarica di Cingoli". Secondo l’onorevole, questo scenario avrebbe conseguenze immediate sull’intero sistema provinciale: "Questo vuol dire che il sistema sarà condannato al fallimento, visto che a fine anno non sarà più disponibile, in quanto esaurita, neanche la discarica di Corinaldo. Sarebbe una disfatta che ricadrebbe direttamente sul Cosmari, in quanto già oggi l’azienda ha maturato crediti milionari non fatturati verso i Comuni soci, crediti destinati a lievitare in modo esponenziale, trascinando il Cosmari verso una grave crisi finanziaria". Da qui l’invito ad agire rapidamente: "Gravi danni sono stati già fatti, bisogna correre velocemente ai ripari. In questa situazione paradossale, cosa aspetta il presidente del Cosmari a porre con la dovuta drammaticità e in termini ultimativi la questione, anziché lanciare sottovoce timidi appelli per non mettere a disagio la destra che lo ha premiato per la sua fedeltà?" La conclusione è un appello rivolto agli amministratori locali e agli organi di controllo: "E cosa aspettano i sindaci più responsabili ad alzare la loro voce per far cessare questo teatrino? O dobbiamo attendere la valutazione della Corte dei Conti sulle risorse impegnate per la progettazione della nuova vasca di Cingoli e per l’individuazione del nuovo sito, visto il rischio concreto che siano risorse sperperate che non produrranno alcun effetto?".

31/01/2026 17:20
La settimana delle polemiche inutili: dai social all’ananas sulla pizza

La settimana delle polemiche inutili: dai social all’ananas sulla pizza

Fine gennaio. I social si accendono per il nulla.  “Il cappuccino dopo le 11 non si può bere”, “La carbonara NON si fa con la panna”, “La carta igienica va messa con il foglio davanti, non dietro”. E via con 300 commenti inferociti, persone che si insultano, schieramenti che si formano.  Benvenuti nella settimana delle polemiche inutili.  Succede sempre. Ogni anno. Quando i contenuti finiscono, le energie sono basse e nessuno sa più cosa postare, ecco che spuntano i dibattiti assurdi. Quelli dove tutti hanno un’opinione fortissima su cose che non cambiano la vita a nessuno.  Settimana scorsa un brand di caffè ha postato: “Cappuccino dopo pranzo: sì o no?”. Post semplicissimo. Foto di un cappuccino. Una domanda. Risultato? 847 commenti in 3 ore. Il post con più engagement dell’anno. Azz!  Perché funzionano queste polemiche ridicole? Semplice: perché tutti possono partecipare. Non serve essere esperti. Non serve pensare. Hai un’opinione sul cappuccino? Ce l’hanno tutti. E tutti vogliono dirla.  È engagement facile. Troppo facile.  Il gioco è semplice  Le polemiche inutili hanno sempre le stesse caratteristiche: riguardano cose quotidiane che tutti conoscono, non hanno una risposta giusta quindi il dibattito è infinito, e fanno arrabbiare le persone giuste, quelle che commentano di più.  Ananas sulla pizza. L’esempio perfetto. Zero conseguenze reali, infinito dibattito.  Ora, posso dirti “non usarle mai” e fare la purista. Oppure posso dirti la verità: a fine gennaio, quando non hai idee e il pubblico è morto, una polemica ben fatta ti salva.  Ma devi farla bene. Non quella stupida del “Voi cosa ne pensate?” che puzza di disperazione. Devi prenderla di petto: “Io lo dico: il cappuccino dopo le 11 è sacrosanto. E se non sei d’accordo, convincimi”. Dai alle persone qualcosa contro cui combattere. E poi, questo è fondamentale, devi starci dentro. Rispondi ai primi venti commenti. Con ironia. Alimenta il dibattito ma con leggerezza. Se lanci la bomba e scappi, sembra solo fame di like. Se partecipi, diventa conversazione. Però attenzione: le polemiche durano 24 ore. Dopo un giorno sono già morte. Non ripeterle, non tirarle per le lunghe. Fai il colpo e via. Il trucchetto che uso io C’è un sito che si chiama Answer The Public. È gratuito nella versione base. Inserisci una parola del tuo settore e ti mostra tutte le domande che la gente fa su Google. Tipo “cappuccino dopo pranzo”, “carbonara con panna perché no”. Le polemiche già pronte. Quelle vere. Quelle che le persone già cercano. Non devi inventare niente. Cinque minuti di ricerca = un mese di idee.  Ovviamente non usarle se sei un brand istituzionale o lavori nella sanità. Le polemiche sono uno strumento potente ma delicato. Usi male, ti esplodono in faccia. La verità? Le polemiche inutili funzionano perché in assenza di contenuti veri, le persone si attaccano a qualsiasi cosa. È engagement facile per te, sfogo facile per loro. Usalo a fine gennaio quando serve. Ma non farne una strategia. Perché un feed pieno solo di polemiche è un feed che non ha nient’altro da dire. E questo, le persone lo capiscono.  

31/01/2026 14:12
La dittatura dell’aspetto - Tra filler, botox e insicurezze: in Italia +42,5% di interventi tra  2020 e 2024

La dittatura dell’aspetto - Tra filler, botox e insicurezze: in Italia +42,5% di interventi tra 2020 e 2024

“Specchio, servo delle mie brame…” esordiva Grimilde, attendendo che il suo fedele oggetto magico le rinnovasse lo stesso vaticinio di sempre. Un tempo, leggendo la fiaba, mai ci saremmo aspettati di poterci identificare nella perfida antagonista disposta a tutto pur di restare eternamente giovane e bella. Eppure, quell’era è arrivata. Volti perfetti e tutti uguali tra loro, corpi scolpiti e irrealistici, pelle di seta, uniforme e liscia come il guscio di un uovo. Tutto, al di là dello “schermo delle brame”, appare armonioso, levigato e privo di asperità. Ciò che un tempo era eccezione - appannaggio di poche elette, il più delle volte assoggettate alle pressioni degli ambienti in cui vivevano o lavoravano - è divenuto regola. A ricorrere agli eufemistici “ritocchini” non sono più le privilegiate esponenti di un’élite distante, quasi cristallizzata nel suo irraggiungibile benessere, ma giovani donne (e, contrariamente a quanto si pensi, anche uomini) date in pasto ad una comunicazione ingannevole e spietata, che gioca su una sbagliata narrazione dell’imperfezione al fine di instillare nella mente del consumatore il germe dell’insicurezza. È così che un naso adunco, un labbro sottile e un occhio incappucciato diventano storture. Secondo un sondaggio dell’ISAPS (International Society of Aesthetic Plastic Surgery) pubblicato nel 2025, dal 2020 al 2024 si è registrato un aumento del 42,5% dei trattamenti estetici (chirurgici e non). All’interno del panorama mondiale, l’Italia si posiziona al quarto posto per il ricorso a questo tipo di procedure mentre, nel 2023, era soltanto nona. Salta immediatamente all’occhio l’incremento massiccio di interventi di chirurgia e medicina estetica, con una particolare adesione alla rinoplastica (10,7%) e alla blefaroplastica (10,4%), seguite da liposuzione, mastoplastica e lipofilling facciale. Stando alle statistiche registrate dall’ISAPS, inoltre, alla fobia per il difetto fisico si aggiungerebbe quella dello scorrere del tempo: iniezioni di botulino e di acido ialuronico (il famigerato filler) si posizionano rispettivamente al primo e al secondo posto nella classifica delle procedure non chirurgiche praticate nel nostro paese.  Botox, filler, mastoplastiche e rinoplastiche sono soltanto la punta di un profondo iceberg alla cui base sta la pressione crescente che i più importanti brand di cosmetici esercitano su un target di consumatori sempre più giovani e sempre più esposti. Il mercato crea il prodotto e, al tempo stesso, insinua nei potenziali fruitori la convinzione di averne bisogno: è in questo modo che una crema rassodante si trasforma in cellulite, un filler in labbra sottili, e un siero rimpolpante in rughe da prevenire. In un mondo ormai alla mercè di pubblicità ingannevoli, di immagini ritoccate e dell’uso massiccio dell’intelligenza artificiale, chi si guarda allo specchio non coglie più il tratto caratteristico da valorizzare e da esprimere al meglio, ma piuttosto l’imperfezione da aggiustare.  Resta da chiedersi, dunque, quali siano le motivazioni profonde alla radice di questa escalation: il desiderio (legittimo) di riconoscersi nel proprio riflesso, o l’intossicazione da standard irraggiungibili. La crepa, se così la si vuole definire, si insinua proprio nel sottile e impercettibile confine tra ciò che si fa per piacere agli altri e ciò che si fa per amore di sé stessi. Forse, nell’era della perfezione performativa e dell’ostentazione a tutti i costi, il vero atto politico non è tanto ignorare il difetto, quanto contemplarlo e, un giorno o l’altro, farci pace: essere Grimilde, ma senza l’ossessione di diventare Biancaneve.    

31/01/2026 11:00
"Non cerco vendetta, solo giustizia e verità per Pamela": l'appello di Alessandra Verni alla città di Macerata (FOTO e VIDEO)

"Non cerco vendetta, solo giustizia e verità per Pamela": l'appello di Alessandra Verni alla città di Macerata (FOTO e VIDEO)

Questa mattina i Giardini Diaz di Macerata hanno ospitato la cerimonia commemorativa per l'ottavo anniversario della scomparsa di Pamela Mastropietro. Come ogni anno, accanto alla targa commemorativa, è stata piantata una camelia bianca, simbolo della purezza di una giovane vita stroncata prematuramente, ma ancora viva nel ricordo della comunità e soprattutto di chi l'ha amata. Alessandra Verni, che non ha mai smesso di cercare giustizia per sua figlia, ha voluto ribadire l'importanza del ricordo: "Oggi sono qui perché lo devo a mia figlia e perché è ciò che lei vorrebbe. Questa è un'occasione per commemorarla, ma questa storia, così come molte altre, dovrebbe essere ricordata tutti i giorni. La mia battaglia non è ancora finita, perché i complici di Oseghale sono ancora a piede libero".  Durante la mattinata, si sono susseguiti gli interventi di monsignor Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata, del sindaco Sandro Parcaroli e di Francesca D'Alessandro, vicesindaco e assessore alle pari opportunità. Ma sono state soprattutto le parole del prefetto Giovanni Signer, ad aver colpito nel segno: "Dal punto di vista giudiziario, una responsabilità individuale è stata riconosciuta, ma io credo che qui si debba parlare di responsabilità collettiva. Quando Pamela lasciò Corridionia, furono in molti a vederla e ad accorgersi che si trovava in difficoltà. Questa tragedia, quindi, ci rende tutti responsabili: è la responsabilità morale di tutti coloro che si sono voltati dall'altra parte. La nostra Costituzione ci dice che quello della solidarietà è un dovere fondamentale: spero che questa cerimonia e questa camelia siano un monito per tutti noi".  La cerimonia si è conclusa con l'appello di una madre che non si è mai arresa, e che sta ancora lottando per ottenere la verità, ma soprattutto la giustizia che merita: "Sono qui oggi come madre e come testimone di un dolore e di un amore che non possono essere seppelliti dal silenzio e dalla paura. Calpestare queste strade significa ripercorrere i passi di Pamela, passi che sono stati interrotti brutalmente tra l'ombra di queste colline, in via Spalato. Davanti ai resti di mia figlia, in obitorio, mi è stato detto di dimenticare. Ma io, oggi, chiedo a voi: come si può chiedere a una madre di dimenticare la propria carne? Dire a una madre di dimenticare è come sputare sulla croce, è come andare ai piedi della Madonna mentre piange suo figlio e dirle di tacere, di dimenticare, di far finta di nulla. Io non dimentico. L'ho promesso all'obitorio baciando la fronte fredda di mia figlia".  Ma il suo discorso non si è limitato a sottolineare il valore eternante del ricordo e l'impossibilità di una madre di lasciarsi alle spalle il dolore di una perdita brutale e disumana. Alessandra Verni ha infatti proseguito con una esplicita denuncia dei mali "invisibili" e intoccabili che appestano la comunità: "Non c'è palazzo del potere, non c'è sagrestia, non c'è vicolo oscuro che possa nascondere per sempre ciò che è stato fatto. Pamela è stata vittima di un male che non è solo di strada, ma ha radici profonde in antichi riti di potere, consumati nel silenzio di palazzi e sedi che pensate essere invisibili. No, io non posso dimenticare: ci sono ancora troppe domande a cui non è stata data risposta e ci sono ancora molti punti oscuri e zone d'ombra che pesano su questa città e sul mio cuore. Ma non c'è segreto, per quanto occulto, che non sia destinato a essere incenerito dalla verità".   

30/01/2026 17:40
Il declino di corso Garibaldi: dodici le vetrine chiuse. Negozianti in fuga: "Così Macerata è morta" (FOTO)

Il declino di corso Garibaldi: dodici le vetrine chiuse. Negozianti in fuga: "Così Macerata è morta" (FOTO)

I parcheggi gratuiti a tempo introdotti in corso Cavour (LEGGI QUI) sembrano aver trovato il favore dei commercianti. Una soluzione che, secondo molti operatori del centro, ha migliorato la rotazione delle auto e reso più semplice l’accesso alle attività. Un modello che qualcuno vorrebbe estendere anche a corso Cairoli, ipotesi però più complessa dal punto di vista urbanistico. C’è però un altro corso di Macerata che oggi racconta una storia molto diversa. È corso Garibaldi, un tempo una delle arterie più vive e affollate della città, porta d’ingresso verso il centro storico. Oggi, invece, passeggiarci restituisce un’immagine desolante: serrande abbassate, vetrine vuote, cartelli “affittasi” e “vendesi”. Le abbiamo contate: sono dodici le vetrine che risultano sfitte lungo il corso. Dodici. L’ultima ad abbassare la serranda è stata quella di Vinteggiando, negozio di abbigliamento vintage che a fine 2025 ha deciso di chiudere. Al posto dei Levi’s 501 e dei montoni di pelle, ora restano solo locali vuoti. A raccontare le ragioni di questa lenta moria è Lucio Gateano, fondatore di Vinteggiando, che da giovane aveva scommesso su un’idea originale e su una delle vie storiche della città. Secondo lui, il problema principale è sempre lo stesso: i parcheggi. «È difficile raggiungere il centro – spiega –. Intorno alle mura non si trovano parcheggi e, quando ci sono, sono a pagamento. Alla fine sei costretto a parcheggiare ai Garibaldi o allo Sferisterio, spendendo e restando comunque scomodo. E non lo dico solo io: è una lamentela comune tra i negozianti». Ma non è solo una questione di viabilità. Lucio Gateano chiama in causa anche le politiche dell’amministrazione comunale. «Credo che la giunta potrebbe fare qualcosa in più per rendere attrattivo un capoluogo di provincia. Oggi le uniche attività che funzionano sono quelle della ristorazione: pub e bar, soprattutto per gli universitari. Per il resto, basta guardarsi intorno: è tutto sfitto». Il commerciante ricorda anche un’iniziativa che, anni fa, sembrava poter rappresentare una svolta: «Il sindaco aveva parlato di aiutare i giovani che volevano aprire un’attività, sostenendo gli affitti. Un’idea bellissima. Quando però chiamai in Comune per capire come funzionasse, la risposta non fu positiva. Non ci fu mai una vera apertura. Zero aiuto, zero sostegno». A pesare, secondo Lucio Gateano, sono anche i canoni di locazione rimasti ancorati a un’altra epoca: «Molti proprietari dei locali non sono di Macerata e chiedono cifre che si potevano permettere quando la città “andava”. Ma i tempi sono cambiati, bisognerebbe ridimensionarsi». Infine, il colpo definitivo: la pandemia. «Già prima del Covid la situazione era peggiorata, ma dopo c’è stata la mazzata finale. Hanno chiuso locali storici come il Tartaruga o il Quattroporte, posti che portavano movimento. È stato un insieme di fattori che ha portato a questo: Macerata, così, è morta». E il futuro? Gateano non si arrende, ma cambia strada. «Non aprirò un altro negozio fisso. Sto pensando a un furgone, a una sorta di viaggio ambulante. E poi ho un altro progetto in mente: vedremo se porterà qualcosa». Intanto, corso Garibaldi resta lì, con le sue dodici vetrine vuote, simbolo di un centro storico che chiede risposte concrete. Se i parcheggi a tempo hanno funzionato altrove, la domanda ora è se – e come – Macerata riuscirà a ridare vita anche a uno dei suoi corsi più storici.

29/01/2026 19:55
Tolentino, il tetto del nuovo ospedale pronto per giugno. Calcinaro: "Il punto di primo intervento resterà aperto H24"

Tolentino, il tetto del nuovo ospedale pronto per giugno. Calcinaro: "Il punto di primo intervento resterà aperto H24"

Una mattinata per toccare con mano la realtà socio-sanitaria di Tolentino e tracciarne il futuro. L’Assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, ha visitato oggi i centri d’eccellenza e i principali cantieri della città, accompagnato dal sottosegretario Silvia Luconi, dal direttore dell'Ast 3 Alessandro Marini e dal sindaco Mauro Sclavi. La visita è iniziata all'ASP Porcelli, dove la delegazione ha discusso della necessità di mettere a terra i fondi del sisma 2016 per il ripristino dell’intera struttura, per poi spostarsi al Centro Arancia. Qui gli ospiti hanno potuto toccare con mano l’attenzione verso la disabilità, culminata nel progetto "Dopo di noi" da 300.000 euro. Il tour è proseguito verso le Terme di Santa Lucia, dove è stato illustrato il cantiere in corso, che non ha fermato le attività termali. Uno dei momenti centrali è stato il sopralluogo al cantiere del nuovo ospedale, dove i lavori procedono spediti e dove, entro giugno, si arriverà alla realizzazione del tetto. Il sindaco ha inoltre illustrato il progetto di una nuova casa di riposo adiacente alla struttura ospedaliera, necessaria per aumentare i posti letto e funzionale anche a una futura collaborazione con i medici di Medicina generale. L’ultima tappa è stata il nuovo Distretto Sanitario, dove l’assessore Calcinaro ha confermato il mantenimento dell’apertura h24 del Punto di Primo Intervento. Sul fronte della carenza di personale, l’assessore ha annunciato la possibilità di impiegare medici in pensione, ricordando anche il bando dell’AST per il reclutamento di nuovi professionisti. "La visita di questa mattina è stata molto proficua e propedeutica ad una fattiva collaborazione - ha dichiarato il Sindaco Mauro Sclavi - apprezzando la concretezza dell’approccio dell’assessore". 

28/01/2026 19:30
Istat, Macerata in controtendenza: il capoluogo cresce nel numero di residenti grazie ai flussi migratori

Istat, Macerata in controtendenza: il capoluogo cresce nel numero di residenti grazie ai flussi migratori

I dati Istat sulla popolazione nelle Marche mostrano come dinamiche demografiche opposte finiscano per bilanciarsi. Da una parte continua a pesare il saldo naturale negativo, con i nuovi nati che restano meno della metà dei decessi, dall’altra la spinta dei movimenti migratori, soprattutto dall’estero, che portano nella regione molte più persone di quante non se ne vadano. Il risultato complessivo è che tra gennaio e ottobre dello scorso anno, all’ultimo aggiornamento mensile pubblicato dall’Istat, le Marche hanno perso appena 283 residenti, pari a 0,19 per mille, scendendo a 1.480.262 abitanti. Un dato in linea con la media italiana, visto che al 31 ottobre 2025, secondo i primi dati provvisori Istat, la popolazione residente in Italia ammonta a 58.956.824 abitanti, in diminuzione di 13 mila unità rispetto all’inizio dell’anno. Per la regione si tratta comunque di un rallentamento della decrescita demografica rispetto al 2024, quando nei primi dieci mesi aveva perso 599 residenti, più del doppio rispetto al dato attuale. Il quadro resta segnato da poche nascite. Nelle Marche il mese di ottobre 2025 ha fatto registrare 752 nascite, il dato mensile più alto dell’anno, per un totale di 6.852 nati da inizio anno, solo 41 in più rispetto allo stesso periodo del 2024. Numeri che restano però molto lontani da quelli del triennio 2007-2010, quando le nascite annue si aggiravano tra 14.000 e 14.600. A fronte di questi valori, nei primi dieci mesi del 2025 si sono registrati 14.221 decessi, con un saldo naturale negativo di 7.269 unità. A limitare l’impatto di questo squilibrio interviene il contributo dei flussi migratori, che producono un saldo positivo di 6.459 residenti, grazie a 9.884 ingressi contro 3.425 uscite. È questo elemento a ridurre al minimo il calo demografico complessivo e a sostenere in particolare i centri urbani marchigiani, più attrattivi per chi arriva dall’estero e da altre regioni italiane. Delle dodici città marchigiane più importanti, nove presentano un segno positivo nei primi dieci mesi del 2025. In questo contesto si inserisce il dato di Macerata, che registra un incremento di 80 residenti nei primi dieci mesi del 2025. Un valore contenuto, ma significativo perché va in controtendenza rispetto al saldo naturale negativo e conferma come anche per il capoluogo maceratese il ruolo dei movimenti migratori sia determinante nel mantenere stabile la popolazione. Accanto a Macerata mostrano segnali positivi anche Fermo (+73), Jesi (+68) e Civitanova Marche (+50), mentre alcune città importanti restano in calo, come Ascoli Piceno (-28), Senigallia (-26) e Osimo (-15). (Dati Istat)

28/01/2026 16:00
Differenziata, la provincia rallenta: Macerata e Civitanova in calo, Camporotondo al top

Differenziata, la provincia rallenta: Macerata e Civitanova in calo, Camporotondo al top

La raccolta differenziata in provincia di Macerata segna una nuova battuta d’arresto. I dati Cosmar relativi al 2025 parlano di una percentuale complessiva del 73,12%, in lieve calo rispetto al 73,73% registrato nel 2024 e con una flessione ancora più evidente se il confronto viene fatto con il 2020, quando si sfiorava il 75%. In termini assoluti, nel corso dell’anno sono state raccolte 118.723 tonnellate di rifiuti differenziati. Il rallentamento riguarda soprattutto i centri più popolosi. Macerata scende dal 74,71% al 73,51%, Civitanova passa dal 71,57% al 70,65%, Tolentino arretra dal 73,64% al 72,82% e Recanati cala leggermente dal 76,83% al 76,44%. In controtendenza Potenza Picena, che migliora passando dal 72,33% al 72,78%. Segnali positivi arrivano invece da diversi piccoli comuni dell’entroterra, dove la raccolta differenziata cresce anche in modo significativo. Sefro compie un vero balzo in avanti, salendo dal 47,97% al 60,49%, mentre Ussita passa dal 50,20% al 58,77%. Migliorano anche Cessapalombo, Colmurano, Fiastra, Monte San Martino e Muccia, tutti con percentuali in aumento rispetto all’anno precedente. In cima alla classifica provinciale cambia però il vertice. Dopo un anno fuori dal primo posto, Camporotondo di Fiastrone torna sul gradino più alto con l’83,52% di raccolta differenziata, confermandosi una delle realtà più virtuose del territorio. Alle sue spalle si piazzano Montelupone, con l’81,02%, e Appignano, che chiude il podio all’80,53%. Scende invece Serrapetrona, che dal primato del 2024 scivola al quarto posto dopo il calo dall’84,71% all’80,06%. Il sindaco di Camporotondo Massimiliano Micucci commenta con entusiasmo il risultato: «Non posso che essere felice e complimentarmi con la cittadinanza. Da sempre siamo tra le prime posizioni in questa classifica e diverse volte abbiamo vinto il premio del “Comune Riciclone”». Secondo Micucci, la chiave del successo parte dalle nuove generazioni: «Coinvolgiamo la scuola primaria, lavorando con maestre e bambini per trasmettere l’attenzione alla raccolta differenziata fin dai più piccoli. Inoltre, promuoviamo campagne informative per tutti i cittadini, rispondendo alle loro esigenze e integrando i servizi dove necessario, come aggiungendo cassonetti per facilitare il conferimento corretto». Un altro fattore determinante è l’isola ecologica dei cinque comuni, che consente di smaltire correttamente rifiuti ingombranti e materiali che altrimenti verrebbero conferiti in maniera errata. «Abbiamo esteso l’orario di apertura anche al sabato pomeriggio e collaboriamo strettamente con il Cosmari. È un mix di fattori che ha portato a questo successo», conclude il sindaco. Il quadro si fa più complicato nei comuni colpiti dal sisma, molti dei quali perdono posizioni e percentuali. Camerino scende dal 67,53% al 64,42%, Esanatoglia dal 77,35% al 73,86%, mentre arretrano anche Gagliole, Fiuminata, Valfornace, Pieve Torina e Visso, che registra uno dei cali più marcati. In coda alla classifica resta Poggio San Vicino, che pur rimanendo ultimo mostra comunque un lieve miglioramento della percentuale di raccolta. In penultima posizione Castelsantangelo sul Nera, mentre Bolognola, terzultima, registra un piccolo passo avanti rispetto al 2024. Un quadro complessivo che evidenzia una provincia ancora su buoni livelli di differenziata, ma alle prese con un rallentamento strutturale, soprattutto nei centri più grandi, mentre i piccoli comuni continuano a rappresentare, in molti casi, un modello di buone pratiche.

28/01/2026 13:20
Torna la neve sui Monti Sibillini, temperature in calo

Torna la neve sui Monti Sibillini, temperature in calo

Dopo le correnti miti di ieri pomeriggio e le piogge cadute durante la notte, l’Appennino marchigiano si prepara a tornare a tingersi di bianco. Questa mattina alle 10, la stazione meteo in vetta al Monte Prata, nella rete del Centro Funzionale della Regione Marche, ha registrato una temperatura di +0,8°C con lo zero termico posizionato oltre i 1800 metri sui Sibillini. Le prime nevicate sono attese già nel primo pomeriggio di oggi, con accumuli previsti sopra i 1200-1300 metri. Il ritorno della neve garantirà alcune giornate ancora invernali nel weekend, accompagnate da temperature in calo di qualche grado.  La prossima settimana, invece, è previsto un rialzo termico più sensibile, ma resta presto per decretare la fine dell’inverno. Le proiezioni a medio e lungo termine e l’allerta stratwarming – un riscaldamento anomalo della stratosfera con possibili ripercussioni sul vortice polare e sulla troposfera – indicano che dalla seconda decade di febbraio potrebbero ancora verificarsi precipitazioni e giornate con basse temperature. Gli appassionati di neve e montagna possono seguire le condizioni in diretta grazie alla rete di webcam di Scenari Digitali, progetto #overtheclouds, e assistere allo spettacolo dei fiocchi che torneranno a imbiancare i prati di Frontignano di Ussita nel pomeriggio.

28/01/2026 13:00
Parcheggi a tempo anche in corso Cairoli? Si apre all'ipotesi: "Tutto ciò che aiuta il commercio è benvenuto"

Parcheggi a tempo anche in corso Cairoli? Si apre all'ipotesi: "Tutto ciò che aiuta il commercio è benvenuto"

Dopo l’intervento realizzato in corso Cavour, dove sul lato destro sono stati ricavati diciannove parcheggi con mezz’ora di sosta gratuita tramite disco orario (LEGGI QUI), a Macerata si apre ora la possibilità di estendere un’idea simile anche ad altre zone del centro. Tra le ipotesi allo studio, c’è anche corso Cairoli, una delle vie più frequentate e commercialmente attive della città. L’esperimento avviato in corso Cavour viene guardato con interesse, soprattutto in una fase in cui i cantieri ancora presenti rendono più complicata la ricerca di parcheggi per residenti e clienti. L’eventuale applicazione di una sosta breve gratuita anche in corso Cairoli rappresenterebbe, almeno nelle intenzioni, una risposta concreta alle difficoltà quotidiane di chi vive e lavora nella zona. Ne abbiamo parlato con Franca Ercoli, titolare del negozio Pizzi e Ricami e referente dei commercianti di corso Cairoli, che accoglie l’ipotesi con prudenza ma anche con apertura. «Tutto quello che è utile per il commercio, per i residenti e per i clienti va sempre bene», spiega. «L’idea non ci dispiace, l’importante è che non crei problemi. In questo momento, con i cantieri ancora in giro e le difficoltà di parcheggio, una possibilità in più può essere positiva per tutti». Secondo Ercoli, il tema della sosta resta uno dei nodi principali per il commercio cittadino. «I parcheggi sono sempre un problema, perciò ogni soluzione che può aiutare è benvenuta anche per noi che lavoriamo nei negozi». La situazione attuale, soprattutto in corso Cairoli, viene definita complessa, ma in parte inevitabile per una zona così viva. «È una delle aree più in movimento di Macerata, quindi è normale che ci siano difficoltà nei giorni di maggiore afflusso». Resta però il tema della fattibilità tecnica. L’ipotesi di ricavare parcheggi a tempo in una strada a due corsie solleva interrogativi che, come sottolinea la stessa Ercoli, dovranno essere valutati da chi ha le competenze necessarie. «Io non entro nel merito, non sono competente. Mi affido a chi deve fare i collaudi e valutare come funziona la cosa». In attesa di decisioni ufficiali, tra i commercianti prevale un atteggiamento di disponibilità. L’idea di una sosta gratuita breve viene vista come una possibile soluzione utile, capace di favorire la rotazione delle auto e rendere più accessibili i negozi, senza penalizzare residenti e viabilità. Un’ipotesi che ora attende di essere approfondita e, eventualmente, tradotta in un nuovo intervento sul territorio.

27/01/2026 18:40
Sanremo 2026, le prime pagelle della stampa: le Marche sul podio con Maria Antonietta e Colombre

Sanremo 2026, le prime pagelle della stampa: le Marche sul podio con Maria Antonietta e Colombre

SANREMO - Manca meno di un mese alla 76ª edizione del Festival di Sanremo. Martedì 24 febbraio 2026, infatti, si alzerà il sipario al Teatro Ariston per la prima serata della gara che ogni anno tiene incollati milioni di italiani davanti alla tv. Come da tradizione, a circa un mese dall’inizio del Festival, la stampa ha avuto l’opportunità di ascoltare in anteprima le 30 canzoni dei Campioni in gara.  Dopo l’ascolto, i colleghi della stampa hanno espresso le loro prime pagelle. Un dato da leggere con la giusta cautela: si tratta di voti personali, frutto del gusto e della sensibilità di ogni testata. Per questo motivo, la redazione ha deciso di analizzare le pagelle pubblicate dai giornalisti e di calcolare una media dei voti assegnati ai 30 brani in gara. Una media che, seppur non definitiva, permette di individuare un trend più affidabile rispetto ai singoli giudizi. Per questa verifica sono state considerate 23 testate e siti che hanno pubblicato voti numerici: All Music Italia, Vanity Fair, Il Sole 24 Ore, Sky Tg24, Il Messaggero, Wired, Corriere della Sera, InDonna, La Gazzetta dello Sport, Rockit, Il Mattino, Grazia.it, Leggo, Open, BellaOggi, HuffPost, Cosmopolitan, Newsic.it, Adnkronos, Mi Tomorrow, Gay.it, Donna Moderna e La Stampa. Va precisato che la classifica che segue rappresenta esclusivamente la media delle pagelle. Un dato comunque utile per capire i possibili favoriti, ma che non tiene conto degli altri voti che entreranno in gioco durante il Festival: oltre alla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web, voteranno anche il pubblico tramite Televoto e la Giuria delle Radio. La serata finale, come da regolamento, prevede una votazione che tiene conto di tutti e tre i sistemi: televoto 34%, giuria della Sala Stampa 33% e giuria delle Radio 33%. Secondo la media delle 23 testate, la favorita è Ditonellapiaga con 7,55, seguita da Fulminacci con 7,46. Sul terzo gradino del podio, però, c’è la coppia marchigiana composta da Maria Antonietta e Colombre, con una media di 7,29 che li posiziona tra i brani più apprezzati dalla critica. Una presenza che fa particolarmente piacere alle Marche: i due cantautori, fidanzati nella vita (lei di Pesaro, lui di Senigallia), porteranno all’Ariston non solo la loro musica, ma anche la loro storia d’amore. Una collaborazione nata dall’ultimo album scritto a quattro mani, “Luna di miele”, che ora arriva sul palco più importante della canzone italiana. Tra i voti più alti per il brano di Maria Antonietta e Colombre spiccano il 9 assegnato da Open e Gay.it, l’8 di Sky Tg24 e Rockit, e l’8,5 di Grazia.it. Il voto più basso invece  è il 4 assegnato da La Stampa. In fondo alla classifica, con una media di 4,95, c’è Elettra Lamborghini. Deludono invece due tra i nomi più attesi e favoriti dai bookmaker: Fedez e Marco Masini, che si fermano al tredicesimo posto con una media di 6,37. Le prime pagelle, quindi, consegnano alle Marche un motivo in più per guardare con attenzione al Festival: Maria Antonietta e Colombre, con il loro progetto autentico e fuori dai canoni, sono già tra i brani più apprezzati dalla stampa. E il podio della media dei voti sembra confermare che la loro musica, fatta di ironia, poesia e quotidianità, può davvero fare la differenza all’Ariston.  

27/01/2026 17:00
Marche, scatta l'allerta meteo: vento fino a 88 km/h nelle aree interne

Marche, scatta l'allerta meteo: vento fino a 88 km/h nelle aree interne

La Protezione Civile regionale delle Marche ha emanato un’allerta meteo per frane, piene dei corsi d’acqua minori e vento, valida dalla mezzanotte di mercoledì 28 gennaio fino alla mezzanotte di giovedì 29 gennaio. Secondo quanto riportato sul sito ufficiale della Regione Marche, per la giornata di mercoledì 28 gennaio, e in particolare a partire dalla tarda mattinata, sono previste condizioni meteo in peggioramento soprattutto per quanto riguarda il vento. In diverse zone della regione soffieranno infatti venti forti sud-occidentali, con raffiche che potranno raggiungere l’intensità di burrasca forte, comprese tra i 75 e gli 88 chilometri orari. L’allerta riguarda in particolare le zone di allerta 1, 3 e 5 e si accompagna anche a un rischio idrogeologico di livello giallo, classificato come ordinario. Le aree interne settentrionali delle Marche sono infatti interessate da un’allerta per possibili frane e piene dei corsi d’acqua minori, fenomeni che potrebbero manifestarsi in maniera localizzata in caso di precipitazioni intense. Per quanto riguarda il vento, l’allerta gialla interessa una porzione più ampia del territorio regionale, comprendendo le aree interne settentrionali, centrali e meridionali.  La Protezione Civile invita la popolazione a prestare la massima attenzione, a limitare gli spostamenti non necessari nelle ore più critiche e a mettere in sicurezza oggetti e strutture che potrebbero essere spostati o danneggiati dal vento. 

27/01/2026 17:00
Culturae Lab cerca due figure professionali per l'Incubatore di start-up: bando aperto fino al 12 febbraio

Culturae Lab cerca due figure professionali per l'Incubatore di start-up: bando aperto fino al 12 febbraio

Culturae Lab srl, gestore dell'Incubatore di start-up innovative con sede a Servigliano, avvia una selezione pubblica per titoli e colloquio finalizzata all'individuazione di 2 figure professionali da inserire nel proprio team. Cerchiamo persone capaci, proattive e orientate all'innovazione, pronte a contribuire alla crescita dell’ecosistema imprenditoriale locale, a intercettare talenti e idee e a rafforzare il ruolo di Culturae Lab come hub di riferimento per start-up, creativi e imprese. Il ruolo Le risorse selezionate, con la qualifica di Animatore territoriale e gestore delle attività di incubazione, collaboreranno con la Direzione dell’incubatore nelle seguenti attività: progettazione e realizzazione di azioni di animazione territoriale; organizzazione di eventi, workshop e incontri divulgativi; scouting di idee imprenditoriali e start-up innovative; accoglienza e prima valutazione dei team interessati all’incubazione; supporto operativo alle attività quotidiane dell’incubatore; collaborazione alle attività di comunicazione (online e offline); redazione di report periodici. Durata e sede L’incarico ha durata di 12 mesi, con possibilità di proroga. Le attività si svolgeranno prevalentemente in presenza, presso la sede di Culturae Lab e nei luoghi interessati dalle iniziative sul territorio. Requisiti Possono candidarsi persone in possesso di: cittadinanza italiana o UE; laurea triennale o magistrale (ambiti economici, giuridici, sociali, comunicazione, innovazione o affini). Costituisce titolo preferenziale esperienza, anche non continuativa, in: incubatori/acceleratori e start- up; imprenditoria innovativa; progettazione territoriale o culturale; comunicazione e strumenti digitali. Completano il profilo: autonomia e responsabilità, capacità di lavorare in team, networking e public speaking, orientamento ai risultati. Contratto e trattamento economico Contratto di lavoro subordinato a tempo determinato (12 mesi, prorogabile). Inquadramento: CCNL Commercio/Servizi o altro CCNL coerente. Livello: impiegato medio, con incentivi legati ai risultati conseguiti (definiti in base all’esperienza). Candidatura La candidatura deve includere: curriculum vitae (formato europeo, firmato); lettera motivazionale; copia di documento di identità. La documentazione dovrà pervenire entro le ore 24:00 del 12 febbraio 2026 esclusivamente via email a: culturaelab@gmail.com. La selezione avverrà tramite valutazione dei curricula ed eventuale colloquio conoscitivo- motivazionale. I dati personali saranno trattati ai sensi del Regolamento UE 679/2016.  

26/01/2026 17:38
Tolentino, lavori al Palazzo Comunale: si ferma l'orologio della Torre civica

Tolentino, lavori al Palazzo Comunale: si ferma l'orologio della Torre civica

Il simbolo di Tolentino si ferma per lavori di riqualificazione. Proseguono in questi giorni le operazioni di allestimento del cantiere per la ristrutturazione del Palazzo comunale. Nell’ambito degli interventi programmati, martedì 27 e mercoledì 28 gennaio verrà spostata la centralina che regola il funzionamento dell’orologio della torre civica di piazza della Libertà, come comunicato in una nota del Comune. Durante le due giornate necessarie al trasferimento dell’apparecchiatura all’interno della torre, l’orologio potrà registrare temporanei arresti o malfunzionamenti. Al termine delle operazioni tecniche, il sistema sarà nuovamente regolato e tutti i quadranti torneranno a funzionare regolarmente.   L’Amministrazione comunale si scusa per gli eventuali disagi arrecati alla cittadinanza, precisando che si tratta di interventi necessari e funzionali ai lavori di riqualificazione dell’edificio comunale, finalizzati a garantire maggiore sicurezza e tutela di uno dei luoghi simbolo della città.

26/01/2026 16:38
Dopo le feste, l’intestino ringrazia: come i cibi fermentati aiutano a digerire meglio

Dopo le feste, l’intestino ringrazia: come i cibi fermentati aiutano a digerire meglio

Dopo le feste, è comune avvertire gonfiore e senso di pesantezza, ma la soluzione non sempre è togliere, a volte può essere utile aggiungere. Ad esempio, inserire nella dieta alimenti fermentati può aiutare a riequilibrare il microbiota e sostenere la salute intestinale. Durante il periodo natalizio, tra cibi ricchi, dolci e alcol, l’intestino è sottoposto a stress e può rispondere con gonfiore, digestione rallentata e senso di pesantezza. Invece di concentrarsi solo sulle restrizioni, può essere più efficace introdurre piccole porzioni quotidiane di alimenti fermentati, che favoriscono la diversità del microbiota, migliorano la funzione digestiva e aiutano a modulare l’infiammazione intestinale. Gli alimenti fermentati nascono da un processo naturale in cui batteri e lieviti trasformano zuccheri e amidi in acidi organici e altri composti, rendendo il cibo più stabile, gustoso e ricco di microbi vivi e metaboliti bioattivi. Non si tratta solo di nutrienti potenziati o vitamine aggiunte: questi microrganismi interagiscono con l’ecosistema intestinale, promuovendo una maggiore diversità microbica, un indicatore chiave di benessere digestivo e immunitario. La scienza conferma i benefici di un consumo regolare di fermentati. Studi controllati mostrano che chi aumenta l’assunzione di yogurt, kefir, kimchi, kombucha e simili presenta una diversità microbica più elevata e livelli più bassi di proteine infiammatorie rispetto a chi modifica solo l’apporto di fibra. Yogurt e kefir, ad esempio, contengono ceppi di Lactobacillus e Bifidobacterium che supportano la barriera intestinale, rendono la digestione più agevole e possono modulare la risposta immunitaria. Ma gli alimenti fermentati non sono solo “probiotici”: offrono anche metaboliti bioattivi, come acidi organici e vitamine, che nutrono i batteri già presenti nell’intestino e ne migliorano la funzionalità. Sono quindi una fonte completa di molecole e microrganismi che favoriscono un microbioma più resiliente e performante. Non serve stravolgere la dieta per trarne beneficio. Piccoli aggiustamenti quotidiani, come uno yogurt naturale a colazione, una porzione di kimchi a cena o una zuppa con miso o tempeh, possono arricchire il piatto e sostenere il microbiota senza ricorrere a integratori costosi o diete drastiche. Anche bevande fermentate a base vegetale, come il kombucha, possono sostituire in modo salutare bibite zuccherate e dare un piccolo contributo alla salute intestinale. Dopo le feste, quindi, invece di pensare a cosa eliminare, può essere più utile concentrarsi su cosa aggiungere: alimenti fermentati semplici e naturali che sostengono l’intestino e favoriscono benessere, energia stabile e digestione più confortevole. Piccoli cambiamenti quotidiani possono fare la differenza, e se il tuo corpo ha esigenze particolari, come nel caso di sindrome dell’intestino irritabile, SIBO o intolleranze specifiche, è sempre consigliabile personalizzare l’introduzione di questi alimenti con il supporto di un professionista.

24/01/2026 17:04
Country House I Gelsi, dalla tradizione al trionfo: "Qui la cucina è quella di casa" – L’intervista ai vincitori di ‘4 Ristoranti’ (FOTO e VIDEO)

Country House I Gelsi, dalla tradizione al trionfo: "Qui la cucina è quella di casa" – L’intervista ai vincitori di ‘4 Ristoranti’ (FOTO e VIDEO)

MACERATA - Una vittoria che ha fatto parlare tutta la provincia. Il Country House I Gelsi, in località Acque Salate nelle campagne di Sambucheto, ha trionfato nella puntata di “Alessandro Borghese – 4 Ristoranti” girata nel Maceratese, dedicata alla migliore cucina della tradizione contadina. La prova speciale della serata, il ragù di papera, ha messo alla prova la tecnica e l’anima dei locali in gara e, alla fine, è stato proprio il casale di Francesca e Pietro a conquistare il titolo, con un punteggio altissimo e complimenti sinceri da parte degli avversari e dello stesso Borghese. Dopo la puntata, abbiamo incontrato Francesca e Pietro per raccontare cosa c’è dietro la loro cucina, cosa ha significato partecipare a una trasmissione così seguita e quali sono i progetti per il futuro. Francesca non nasconde l’emozione quando ripensa ai giorni della registrazione. “L’esperienza è stata bellissima, diversa, sicuramente molto emozionante… porterò un ricordo per sempre molto piacevole”. E racconta come si vive l’arrivo di Borghese in cucina: “Borghese è un personaggio importante e anche impegnativo… hai un cliente a tavola che non è un cliente normale. In quel giorno sei sotto la critica, c’è più tensione, più emozione. Cerchi che tutto vada bene, ma si può scivolare”. La tensione però non ha impedito ai concorrenti di dare il meglio: “Se uno guarda i punteggi della puntata sono veramente molto alti… meritatissimi. Quindi penso quattro vincitori”. Oltre al risultato numerico, per Francesca il momento più significativo è stato ricevere complimenti veri dai colleghi. “Quando un concorrente mi parla di un ricordo, di un piatto che lo porta alla cucina di casa, per me è importantissimo. Il tema della puntata era la cucina contadina tradizionale, e qui forse l’hanno trovata”. Alla domanda su cosa abbia fatto la differenza nel loro approccio culinario, Francesca risponde in modo chiaro e appassionato: “Noi puntiamo molto sulla tradizione… abbiamo un forno a legna della fine del Settecento che ancora utilizziamo. Non è come usare un forno moderno: non c’è timer, non c’è termostato… è complicato”. E sottolinea la fatica e l’impegno di chi cucina con metodi antichi: “Mio marito sta davanti alla brace per tante ore… è faticoso, ma credo che queste cose, oltre alle ricette, siano state la vera differenza”. La storia del Country House I Gelsi nasce da lontano e da una scelta di vita coraggiosa. Francesca, originaria di Bologna e laureata in farmacia, racconta: “Io e mio marito ci siamo incontrati nel mondo farmaceutico. Poi abbiamo acquistato questo casale… meritava di essere riportato alla luce. Abbiamo fatto una grande ristrutturazione, ma senza rovinare la sua bellezza originale”. E la passione per la cucina nasce quasi per caso, trasformando una scelta di vita in un progetto concreto: “La passione per i cavalli ci ha portato qui e la passione per la cucina… piano piano dalle ricette della farmacia siamo passati alle ricette della cucina”. Sul suo essere metà bolognese e metà marchigiana, Francesca ci svela anche una battuta di Borghese nei fuori onda: “Alessandro è stato sagace… mi ha detto: ‘tu mi sembri 50% ciauscolo e 50% mortadella’”. Nel corso della nostra intervista abbiamo avuto modo di vedere lo chef Mirco Elisei all’opera in cucina, un professionista che ha portato tecnica e precisione al servizio della tradizione. Abbiamo anche avuto il piacere di assaggiare lo special della puntata: le tagliatelle al ragù di papera, un piatto che rappresenta l’anima delle domeniche contadine marchigiane e che, secondo Francesca, è stato uno dei momenti chiave della gara. Intanto il loro telefono squilla all'impazzata, con tantissimi marchigiani curiosi di scoprire la loro offerta culinaria. Sul futuro invece Francesca svela: "Per prima cosa prenderemo un'affettatrice nuova, perché quella che ho ha lavorato già parecchio”. Poi aggiunge: “Pensavamo già alla pensione, ma per ora resteremo qui. Vogliamo portare avanti la cucina del territorio, tradizionale, con metodi di cottura difficili da trovare… lo facciamo con passione e con il cuore”. A volte, quando si parla di gare e di televisione, si tende a cercare “strategie” o “tattiche” dietro ogni scelta. Ma guardando da vicino la storia di Francesca e Pietro, la sensazione è un’altra: la loro vittoria non nasce da calcoli, ma da una scelta semplice e coraggiosa. Hanno puntato sulla tradizione, sulle ricette di casa, su metodi di cottura antichi e lo hanno fatto con la passione di chi ama davvero ciò che fa. In un mondo in cui tutto corre veloce, la loro forza è stata proprio questa: prendersi il tempo di cucinare bene. E se durante la puntata qualcuno ha parlato di “strategia”, a noi è sembrato chiaro che la vera strategia del Country House I Gelsi è stata un’altra: fare ciò che sanno fare meglio, senza rinunciare alla propria identità.

24/01/2026 10:56
Abbandono dei rifiuti, scatta la tolleranza zero: a Civitanova arrivano le video-fototrappole

Abbandono dei rifiuti, scatta la tolleranza zero: a Civitanova arrivano le video-fototrappole

Finita la fase della sensibilizzazione, a Civitanova Marche si passa all’azione. L’Amministrazione comunale ha deciso di dichiarare guerra al degrado e all’abbandono indiscriminato dei rifiuti, inaugurando una nuova stagione di “tolleranza zero”. Al centro della strategia, accanto a una imminente campagna di comunicazione visiva, c’è la tecnologia: nei prossimi giorni entrerà infatti pienamente in funzione un progetto sperimentale triennale che prevede l’utilizzo di video-fototrappole mobili per individuare e sanzionare i cosiddetti “furbetti del sacchetto”. Non si tratterà di telecamere fisse, facilmente individuabili e aggirabili, ma di un sistema dinamico e itinerante. Come previsto dal Nuovo Regolamento comunale sulla videosorveglianza, i dispositivi verranno spostati ciclicamente e posizionati nelle aree più critiche sotto il profilo dell’abbandono dei rifiuti. La mappa dei controlli è già stata tracciata: sotto la lente della Polizia Locale finiranno diverse zone della città, tra cui – a titolo esemplificativo – via Tripoli, via Battisti, via Conchiglia, via Molise, via Duca degli Abruzzi, piazza Nassiriya e le intersezioni di via San Costantino. Il Comune tiene però a precisare che tutto avverrà nel pieno rispetto della normativa sulla privacy. Nessun “Grande Fratello” nascosto: la presenza delle fototrappole sarà sempre segnalata da apposita cartellonistica, posizionata prima del raggio d’azione delle telecamere, come imposto dalle regole europee e dal regolamento comunale. L’obiettivo non è fare cassa, ma educare, prevenire e, quando necessario, punire chi continua a non rispettare le regole. Le regole del conferimento: cosa si rischia davvero Per capire a cosa va incontro chi sbaglia, è necessario tornare alle Ordinanze dirigenziali n. 34 e 35 del 2016, che disciplinano in modo puntuale il conferimento dei rifiuti. Il principio è semplice: non basta differenziare, bisogna farlo nei giorni, negli orari e con le modalità corrette. Per le utenze domestiche la finestra temporale per l’esposizione dei rifiuti è molto ristretta e non ammette deroghe, salvo casi specifici nelle zone rurali per motivi logistici, dove comunque il sacchetto deve essere lasciato sulla via pubblica e utilizzando esclusivamente i sacchetti previsti. Regole ancora più stringenti valgono per le utenze non domestiche, come attività commerciali e produttive, spesso responsabili di grandi quantitativi di scarti. L’Ordinanza n. 35, ad esempio, impone che gli imballaggi in cartone vengano piegati, legati e privati di impurità (polistirolo, nylon o altri materiali) prima dell’esposizione, nel rispetto degli orari stabiliti per ciascuna zona. Chi viene sorpreso a conferire correttamente il rifiuto ma nel giorno sbagliato o fuori orario incorre nella sanzione amministrativa base prevista dalle ordinanze: 50 euro. Una cifra contenuta, pensata per colpire disattenzione e superficialità. Diverso il discorso quando il comportamento produce degrado urbano. In questi casi entra in gioco il Regolamento di Polizia Urbana: l’articolo 16, ad esempio, punisce chi accumula rifiuti, sterpaglie o oggetti nelle proprie pertinenze creando situazioni di incuria e rischio igienico-sanitario. Qui la sanzione può arrivare fino a 160 euro. Particolarmente severa è la normativa contro una pratica purtroppo diffusa: abbandonare i rifiuti accanto ai cestini gettacarte o ai cassonetti stradali. In questo caso non si parla più di semplice violazione comunale: il Testo Unico dell’Ambiente prevede una sanzione amministrativa che va da 1.000 a 3.000 euro. Ancora più grave è l’abbandono di rifiuti nell’ambiente o in discariche abusive, che da alcuni anni costituisce un vero e proprio reato penale anche per i cittadini privati. Chi abbandona rifiuti in fossi, campagne o aree non autorizzate rischia un’ammenda da 1.500 a 18.000 euro o, nei casi più gravi, la reclusione fino a cinque anni. Se i rifiuti sono pericolosi, la pena va da uno a cinque anni di carcere. Per le imprese le sanzioni sono ancora più severe, con arresto o ammende fino a 27.000 euro e pene detentive che possono superare i cinque anni. Un dettaglio spesso sottovalutato riguarda le sanzioni accessorie: in determinate circostanze, oltre alle multe o alle pene penali, possono scattare anche la sospensione della patente, il fermo del veicolo o addirittura la confisca. «L’adozione delle fototrappole rappresenta un salto di qualità nella nostra capacità di controllo del territorio», spiega il comandante della Polizia Locale, Cristian Lupidi. «Non si tratta solo di elevare sanzioni, ma di attuare una deterrenza efficace: chi utilizza il proprio veicolo per trasformare la città in una discarica deve sapere che rischia concretamente di restare a piedi e di finire denunciato».   Sulla stessa linea l’assessore al Decoro Urbano e all’Ambiente, Giuseppe Cognigni: «Vogliamo lanciare un messaggio chiaro: Civitanova deve essere più pulita e più bella. Questo sistema serve a tutelare la stragrande maggioranza dei cittadini che rispettano le regole e a isolare chi continua a non farlo. Oggi abbiamo strumenti tecnologici e normativi efficaci, e li useremo fino in fondo».

24/01/2026 10:00
Riforma della Giustizia, Forza Italia a Macerata per le ragioni del 'Sì': "Confronto sui contenuti, non ideologico" (FOTO e VIDEO)

Riforma della Giustizia, Forza Italia a Macerata per le ragioni del 'Sì': "Confronto sui contenuti, non ideologico" (FOTO e VIDEO)

Si è svolto questo pomeriggio, a Macerata, presso il Centrale Plus in Piazza della Libertà, l’evento dedicato alla Riforma della Giustizia, un confronto pubblico orientato a sostenere le ragioni del "Sì" e ad approfondire, punto per punto, i contenuti della riforma. L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali di Francesco Battistoni, segretario regionale di Forza Italia, e di Gianluca Pasqui, presidente del Consiglio regionale delle Marche e segretario provinciale FI Macerata, che hanno sottolineato l’importanza di un confronto pubblico fondato sui contenuti e non su contrapposizioni ideologiche. A seguire sono intervenuti Paolo Parisella, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Macerata, e Donato Attanasio, presidente della Camera Penale di Macerata, richiamando il ruolo centrale dell’avvocatura nella difesa delle garanzie costituzionalie dei diritti dei cittadini. “Un sistema penale accusatorio richiede necessariamente che ci sia una posizione di parità dell'accusa e della difesa davanti a un giudice terzo e imparziale, perché il giudice sia davvero terzo è necessario che abbia una carriera totalmente separata rispetto al pubblico ministero che è la parte dell'accusa – ha spiegato Parisella – questa riforma ha il pregio di realizzare un’effettiva separazione delle carriere, garantendo ad entrambi una vera autonomia e assicurando così una parità tra accusa e difesa effettiva e sostanziale, non solo formale”. Nel corso degli interventi, Stefano Montecchiarini, responsabile provinciale del Dipartimento Giustizia e Affari Costituzionali e della campagna referendaria di Forza Italia per il Sì, ha illustrato l’impianto complessivo della riforma e le sue finalità. Barbara Antolini, segretaria comunale FI Macerata e presidente del Comitato per il Sì “Macerata Provincia”, ha posto l’accento sulla necessità di un sistema giudiziario che non renda il cittadino succube del processo, ma lo riconosca come soggetto titolare di diritti, valorizzando l’equilibrio tra accusa e difesa. Presenti anche Riccardo Sacchi, assessore del Comune di Macerata, e Chiara Biondi, consigliere regionale e responsabile regionale per la campagna referendaria di Forza Italia per il Sì nelle Marche. A offrire una riflessione tecnica e culturale sul significato della riforma è stato Paolo Giustozzi, responsabile della Scuola Territoriale della Camera Penale: “Più la campagna elettorale prosegue e più ci rendiamo conto che il problema non è la contrapposizione tra Sì e No, ma far comprendere che non esistono argomenti tecnici per sostenere il No. Forse può sembrare perentorio, ma da tecnici siamo certi che queste ragioni non ci siano. Il dibattito si sposta quindi sulla suggestione, contro la quale dobbiamo informare e spiegare che non ci sarà alcuna sottomissione della magistratura alla politica, né tentativi di controllo della magistratura requirente, che a livello costituzionale rimane organizzata esattamente come oggi. Parlare di origini complottiste della riforma significa fare un processo alle intenzioni privo di basi normative”.

23/01/2026 18:50
Tim down il 23 gennaio: disservizi anche nel Maceratese, problemi a rete fissa e mobile

Tim down il 23 gennaio: disservizi anche nel Maceratese, problemi a rete fissa e mobile

Mattinata complicata per migliaia di utenti in tutta Italia a causa di diffusi disservizi sulle reti di telefonia e connessione internet. Nella giornata di oggi, numerose segnalazioni hanno riguardato in particolare Tim, ma problemi sono stati registrati anche per Vodafone e WindTre. Disagi segnalati anche nel territorio della provincia di Macerata. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, le informazioni disponibili arrivano esclusivamente dal portale Downdetector, che raccoglie le segnalazioni spontanee degli utenti. Nessun comunicato ufficiale è stato diffuso, fino al pomeriggio, dalle compagnie telefoniche coinvolte. Tim risulta l’operatore maggiormente interessato dal down, con un picco di circa 2.500 segnalazioni intorno alle 10:40. La maggior parte dei problemi ha riguardato la connessione internet da rete fissa, che rappresenta circa la metà delle segnalazioni complessive. Seguono i disservizi sulla rete mobile, mentre una percentuale minore di utenti ha indicato altri tipi di malfunzionamento. Episodi simili si erano già verificati nel dicembre 2025, quando i problemi avevano interessato soprattutto le chiamate vocali. Anche Vodafone e WindTre hanno registrato anomalie, seppur in misura più contenuta. Al momento, Downdetector segnala potenziali problemi per Vodafone, mentre per WindTre la situazione appare più stabile. Le segnalazioni riguardano comunque linee fisse, rete mobile e, in alcuni casi, assenza totale di segnale. A partire da mezzogiorno e nelle prime ore del pomeriggio, il numero delle segnalazioni ha iniziato a diminuire, stabilizzandosi su qualche centinaio per Tim. Il problema sembrerebbe quindi in fase di rientro, anche se non completamente risolto. I disservizi risultano distribuiti su più aree del Paese. Per quanto riguarda il centro Italia, le ultime segnalazioni del pomeriggio provengono anche da Macerata, San Severino Marche, Ancona, Jesi, Perugia e Pesaro, oltre a grandi città come Roma, Milano e Bologna. In assenza di comunicazioni da parte degli operatori, non è al momento possibile stabilire le cause del disservizio: non è chiaro se si tratti di guasti tecnici, interventi di manutenzione o criticità temporanee. Restano ignote anche le tempistiche di risoluzione completa. Gli utenti sono invitati a monitorare i canali ufficiali degli operatori e a segnalare eventuali anomalie persistenti.

23/01/2026 17:30
Macerata, nuovi parcheggi gratuiti su corso Cavour: sosta regolamentata e disco orario

Macerata, nuovi parcheggi gratuiti su corso Cavour: sosta regolamentata e disco orario

Questa mattina sono stati segnati i nuovi parcheggi sul lato destro di corso Cavour, partendo dalla parrocchia di Maria Santissima Immacolata fino al civico 48. Il tratto di corso Cavour interessato era da tempo soggetto a sosta selvaggia, creando disagi alla circolazione e ai residenti. Ora sarà possibile parcheggiare gratuitamente rispettando il disco orario per 30 minuti, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Questa novità rappresenta un miglioramento importante per chi frequenta il centro e per chi abita nella zona, garantendo più ordine e sicurezza lungo corso Cavour.

23/01/2026 16:49
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