Presentati nell’aula magna del Comune di Recanati i progetti premiati dal “Concorso di idee per la valorizzazione del centro storico della città di Recanati”, riservato ai professionisti italiani e indetto dal Comune per la riqualificazione del centro storico lo scorso dicembre 2020. Un’idea nata dal sindaco Bravi durante l’esperienza nelle precedenti amministrazioni in veste di vice sindaco e maturata con la sua elezione a primo cittadino di Recanati.
“L’idea di indire un concorso di idee per la valorizzazione del centro storico rivolto a professionisti qualificati del settore nasce dall’ascolto dei miei concittadini e dei turisti in visita a Recanati.- Ha dichiarato il sindaco Antonio Bravi - Da una parte emergeva l’esigenza della città di riqualificare il centro storico, dall’altra la percezione positiva dei turisti che si complimentavano con noi per la bellezza e le attività del centro. Un doppio punto di vista che mi ha convinto a cercare soluzioni al di fuori delle nostre possibili valutazioni interne di rilancio. Era necessario cercare nuove idee qualificate da professionisti del settore. E su questo mi sono impegnato durante la mia campagna elettorale a sindaco e oggi grazie al concorso è un motivo di grande soddisfazione verificare le molteplici proposte pervenute ricche di idee e di valutazioni interessanti. Ringrazio pertanto tutti i professionisti che hanno partecipato per il loro importante contributo offerto alla città.”
“Ringrazio il sindaco Bravi per questo importante studio effettuato su Recanati che offre molti spunti di riflessione, attente analisi sulle criticità e su come superarle, da condividere per un piano di rilancio con i commercianti e i cittadini. - Ha affermato il vice sindaco e assessore al commercio Mirco Scorcelli- Mi ha fatto piacere ritrovare negli elaborati alcune idee e strade già intraprese dalla nostra Amministrazione, tra cui gli arredi pubblici, la mappatura dei negozi chiusi e le agevolazioni degli affitti, oltre alla particolare attenzione su una nuova concezione di mobilità urbana, su cui stiamo lavorando con il nuovo piano di mobilità.” Gli elaborati, sette in totale, pervenuti da tutta Italia sono stati giudicati da una giuria selezionata, presieduta dal segretario generale del Comune di Recanati il dottor Bruno Bonelli .
“Il Concorso di idee è una procedura dell’attuale codice appalti, uno strumento importante che ha come peculiarità quella di creare qualcosa di innovativo, senza partire da idee statiche, con lo scopo di aprirsi a spunti diversi ed esterni. - Ha spiegato Bruno Bonelli - Per la valutazione dei progetti abbiamo selezionato un giuria di professionisti di tutta Italia composta da: Alessio Cavicchi, Paolo Tombolini, Alberto Monachesi, Federico Orfeo Oppedisano.”
In rappresentanza della giuria è intervenuto il dottor Paolo Tombolini “abbiamo scelto di utilizzare un criterio di valutazione dei progetti il più oggettivo e “scientifico” possibile, con l’assegnazione di punteggi da 1 a 20. Gli elaborati pervenuti rappresentano un patrimonio importante per la riqualificazione del centro e la pianificazione di un marketing territoriale futuro”
Il progetto vincitore “Recanti infinito sostenibile” che si è aggiudicato il primo premio in denaro di 5 mila euro è stato presentato dall’architetto Giuseppe Alessio Scarale di Roma realizzato insieme al suo team formato prevede una strategia fondata sugli elementi cardine della sostenibilità, volta all’ottimizzazione delle risorse impiegate e alla massimizzazione dell’impatto sulla qualità della vita urbana e sul capitale sociale, con l'obiettivo di rafforzare il senso di appartenenza della comunità.
Un progetto basato sulle radici storiche, i valori identitari, la creatività e il saper fare di Recanati, che mira al superamento dell’attuale fase di incertezza, ripartendo dai tanti punti di forza che la città presenta e dalla loro capacità di generare benefici. I metodi che saranno adottati, con l'ausilio di un intenso processo partecipativo, consistono nel graduale ridisegno dell’infrastruttura urbana secondo un concetto di flessibilità e adattabilità, in modo da intensificare e fertilizzare i flussi sociali, culturali ed economici. “Si sono individuate, nello specifico, alcune aree del centro in cui mettere in atto una serie di micro interventi puntuali - ha spiegato l’architetto Scarale - a volte temporanei che intervengano in maniera chirurgica in alcuni punti chiave mediante installazioni verdi, artistiche o multimediali, per stabilire una nuova connessione tra le parti, un filo conduttore in continuo movimento e, al contempo, una nuova forma di appartenenza per la collettività.” La sostenibilità del progetto sarà rafforzata con la costruzione di una struttura stabile di formazione e qualificazione del capitale umano e delle imprese artigiane in un reticolo di sinergie che coinvolgano professionalità altamente qualificate.
Il secondo progetto premiato con la somma di 3 mila euro “C’entro in gioco” è stato presentato dall’ ingegner Elisa Flamini di Recanati, insieme ai professionisti il dottor Matteo Corvatta, l’ Ingegner Marco Sabbatini e la designer Arianna Sbaffi, e propone un parco giochi diffuso e interattivo nel centro storico di Recanati.
Installazioni ludiche realizzate all’aperto e al chiuso per far vivere il paese e la sua storia attraverso il gioco. Una caccia al tesoro senza scadenza di tempo e barriere di età, per conoscere meglio la città, rafforzare i processi di socializzazione, sviluppare il senso civico e aiutare l’economia locale grazie ai buoni coupon offerti con la raccolta punti, accumulati durante l’esperienza ludica.Il terzo progetto premiato con la somma di 1500 euro realizzato dall’architetto Claudio Zanirato di Bologna si basa su lo shopping come attrattiva turistica e propone nel centro storico di Recanati una visione di “centro commerciale integrato innovativo e tecnologico”, dove ogni attività viene considerata parte integrante di un sistema coordinato e organizzato. Delle vere e proprie “vetrine urbane “in una nuova idea di spazio outdoor e indoor attrattivo e vivibile dove sarà possibile accedere sia allo shopping tradizionale, che ad esperienze di acquisto integrate con la rete internet.
Il progetto è caratterizzato da quattro capisaldi: sperimentazione di nuovi prodotti e servizi, uso consapevole e competitivo del digitale, rigenerazione urbana e formazione sul campo. Temporary store ad alto contenuto tecnologico a disposizione degli operatori economici di Recanati che, per brevi periodi, potranno sperimentare lo svolgimento della propria attività di vendita in un ambiente di grande visibilità, stimolante, attrezzato con tecnologie e allestimenti innovativi.
Sta "ripartendo forte" la vaccinazione anti-Covid nelle Marche, ieri ci sono state "12mila somministrazioni". Obbligo di mascherina all’aperto? “Stiamo valutando”. A dirlo, a margine dell'inaugurazione ad Ancona del Reparto Psichiatria di transizione, è il presidente della Regione Francesco Acquaroli.
"In questi giorni - osserva - la curva pandemica nelle Marche è in crescita e le ospedalizzazioni stanno crescendo in media di 2-3 unità al giorno". "Stiamo cercando di capire se ci sarà un intervento del governo centrale e anche quale sia l'orientamento generale. In questa fase occorre fare la massima attenzione, - afferma Acquaroli a proposito di obbligo di mascherine all'aperto -, al di là di indirizzi e specifiche azioni ufficiali, se ci sarà una necessità particolare, ieri si è insediato il dottor Gozzini, (nuovo vertice del Dipartimento salute della Regione; ndr), cercheremo di comprenderlo e tempestivamente come lo scorso anno, eventualmente faremo un'ordinanza per la mascherina anche all'aperto. Intanto, come annunciato dalla Prefettura, "controlli ferrei" in vista dell'introduzione del Super Green pass e una vaccinazione che sta ripartendo. "Ieri 12mila - riferisce Acquaroli - sono numeri che iniziano ad essere elevati e importanti, dovuto anche all'efficienza della macchina".
Un "hub dedicato ai bambini? Non credo che in questo momento sia ipotizzabile, - risponde Acquaroli - è fondamentale la questione dei richiami poi vedremo quello che ci dirà il Cts il ministero. Per noi è fondamentale l'azione del richiamo vaccinale e mettere in sicurezza la parte della popolazione che dopo aver fatto il vaccino tanti mesi fa rischia di aver perso l'immunizzazione". L'ok di Aifa per i bimbi da 5 anni in su? "Da sempre la nostra Regione si adegua all'indirizzo di ministero e Cts.
È ufficiale: San Ginesio è stato insignito del riconoscimento di “Best Tourism Village 2021 ”, unico a rappresentare l’Italia, da parte dall’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite (UNWTO), garante della promozione del turismo responsabile, sostenibile e universalmente accessibile e dove attualmente partecipano 158 stati membri, 6 membri associati e più di 480 membri affiliati in rappresentanza del settore privato, del turismo scolastico e educativo, delle istituzioni locali di promozione turistica.
Il sindaco di San Ginesio, Giuliano Ciabocco, accompagnato dal suo vice, Daris Belli, ha partecipato questa mattina alla 24^ Assemblea generale UNWTO a Madrid dove alla presenza di oltre 500 delegati provenienti da tutti i paesi del mondo ha assistito alla cerimonia ufficiale che ha annunciato i migliori villaggi turistici 2021 nella prima edizione dell'iniziativa (pilota).
“Ringrazio il Ministero del Turismo per aver supportato San Ginesio a rappresentare l’Italia nel mondo – ha dichiarato il sindaco Giuliano Ciabocco –, un’occasione davvero unica e di straordinaria importanza che ci consentirà di far parte di una rete privilegiata per il rilancio e la valorizzazione del turismo nei nostri territori. Oggi, anche grazie al forte impulso dato dalla Regione Marche e dal Governatore Francesco Acquaroli, riusciamo finalmente a credere nei Borghi quali luoghi ideali e strategici per l’intero sistema turistico regionale e nazionale. Dedico questo riconoscimento alla comunità ginesina affinché sia un incoraggiamento a non smettere mai di credere nel luogo che si ama".
Ricordiamo che l’iter di tutta la vicenda è iniziato nei mesi scorsi quando la Regione ha selezionato il borgo di San Ginesio, luogo profondamente colpito dal sisma del 2016, tra quelli da segnalare al Ministero del Turismo per la partecipazione al prestigioso bando “Best Tourism Villages” nell’ambito del progetto di Multi-Level-Governance per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, naturale e paesaggistico dei territori, finalizzato al miglioramento della qualità della vita delle comunità locali.
Il borgo maceratese ha difatti peculiarità che rappresentano delle eccellenze assolute in quanto destinazioni turistiche rurali che, con risorse proprie, riescono a promuovere e preservare valori, prodotti, stili di vita e sanno distinguersi anche per un forte impegno per l’innovazione e la sostenibilità in tutti gli ambiti.
"Oggi si sta scrivendo una storia nuova per San Ginesio, sottolinea ancora il sindaco. Miglior villaggio turistico è il riconoscimento che questi luoghi sono esempi di importante destinazione per il turismo rurale, in possesso di beni culturali e naturali riconosciuti che preservano e promuovono valori, prodotti e stile di vita rurali e insieme comunitari. Allo stesso significa essere chiaramente impegnati nella sostenibilità in tutte le sue dimensioni (economica, sociale, ambientale) come parola chiave per lo sviluppo del turismo inteso come motore dello sviluppo rurale e del benessere delle popolazioni".
La Giunta comunale ha approvato ufficialmente il progetto di manutenzione straordinaria per il Cimitero civico, per un valore di 100mila euro, insieme a quello per la realizzazione del muro di recinzione e delle sistemazioni esterne, stimato 300 mila euro. Si tratta del piano pluriennale di riqualificazione, la cui realizzazione è attesa per l'inizio del 2022.
«Abbiamo elaborato - ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici e al Patrimonio, Andrea Marchiori - un piano generale di rigenerazione strutturale e di decoro del Civico cimitero che ci è stato consegnato in condizioni pessime dalle precedenti amministrazioni. L’intervento di manutenzione che abbiamo approvato nelle ultime ore va in questa direzione e ne seguiranno altri in maniera progressiva. Mi domando come possano essersi dimenticati del Civico cimitero che rappresenta la storia e la memoria della nostra città e dei nostri cari. La scelta di realizzare un “piano” organico fa parte del nostro modus operandi, servirà a garantire interventi continui e programmati con risorse di bilancio disponibili».
L’intervento, nello specifico, è volto a risanare il cemento armato di vari edifici cimiteriali con particolare riguardo alla torre ascensori completata nel 1996 nell’ambito del progetto di ampliamento. Saranno, inoltre, rimosse le parti superficiali del copriferro e, dopo aver effettuato la pulizia e la ricostruzione, si procederà al rivestimento e alla relativa finitura esterna per la protezione dagli eventi atmosferici, nonché alla contestuale impermeabilizzazione.
Segna il passo, dopo molti giorni, l'incidenza di casi positivi al coronavirus su 100mila abitanti nelle Marche: nell'ultima giornata, in cui si sono registrati 439 nuovi positivi, l'incidenza è lievemente scesa da 195,28 a 192,55. I nuovi contagi sono, però, aumentati del 39% rispetto alla settimana precedente. Lo evidenziano i dati dell'Osservatorio epidemiologico della Regione.
E' ancora la provincia di Ancona ad avere il numero più alto di casi (121); seguono le province di Ascoli Piceno (88), Pesaro Urbino (86), Macerata (80) e Fermo (53); 11 casi provengono da fuori regione. I contagi risultano in tutte le fasce d'età con il picco tra 45-59 anni (124); sono 119 i casi tra giovani di età compresa tra 0-18 anni (39 tra 6-10 anni e 36 11-13 anni).
I soggetti che presentano sintomi tra i nuovi positivi sono 108; i casi comprendono contatti stretti di positivi (111), contatti domestici (124), contatti in ambiente di scuola/formazione (17), in setting lavorativo (44) e uno ciascuno in ambiente di vita/socialità, assistenziale e sanitario. Nel complesso i tamponi eseguiti sono 6.272 di cui 3.487 nel percorso diagnostico e 2.785 nel percorso guariti (12,6% di positivi), ai quali aggiungere 1.801 test antigenici (146 positivi rilevati).
Sul fronte ospedaliero, comunica la Regione, sono stabili i valori di incidenza di ricoveri tra vaccinati e non vaccinati: in Intensiva, ad esempio, i ricoveri sono 0,54 su 100mila vaccinati e di 4,47 su 100mila abitanti tra non vaccinati, una proporzione di quasi nove volte tra gli uni e gli altri. Peraltro, in area medica il numero dei ricoverati è in aumento di quattro unità (117), a fronte di dieci dimissioni. Purtroppo, nelle ultime 24 ore, si è anche registrato il decesso di una 86enne di Ancona presso l'Inrca dorica.
Quanto ai vaccini, la popolazione che ha completato il ciclo è pari 75,8% (media Italia 77,1%) a cui si aggiunge un ulteriore 1,9% (media Italia 2,6%) che ha ricevuto solo la prima dose. Il tasso di copertura vaccinale con terza dose nelle Marche è del 31,4% (media Italia 31,8%).
Il comandante della legione carabinieri “Marche”, generale di brigata Fabiano Salticchioli, ha fatto oggi visita al comando provinciale di Macerata. Dopo il saluto di benvenuto del comandante provinciale di Macerata, colonnello Nicola Candido, il generale Salticchioli ha ricevuto una rappresentanza dei carabinieri della sede e dei reparti dipendenti dal comando provinciale. Successivamente ha incontrato, per un saluto, il prefetto Flavio Ferdani, il presidente della provincia Antonio Pettinari e, presso il palazzo di Giustizia, il procuratore della Repubblica, Claudio Rastrelli, e il presidente del Tribunale Paolo Vadalà.
Il generale Salticchioli ha espresso a tutti i militari il suo sentito apprezzamento per la passione, l’impegno e la perseveranza con cui ogni giorno si fanno garanti dell’ordine e della sicurezza pubblica, sia nelle realtà più popolose che nei centri più piccoli ed isolati della provincia maceratese.
Il Comune di Civitanova sospende la Ztl. Da domenica 5 dicembre sarà ripristinata in centro la regolare circolazione del traffico delle automobili, con sospensione della zona a traffico limitato per il periodo natalizio e fino al 9 gennaio 2022. Lo stabilisce una delibera approvata dalla Giunta comunale che revoca in maniera temporanea il provvedimento varato dall’esecutivo di Palazzo Sforza a settembre per la parziale chiusura del centro alle auto tutte le domeniche.
Una sospensione limitata al periodo delle festività natalizie, per migliorare il flusso del traffico nelle vie intorno a corso Umberto I, creando minore possibilità di intasamento di auto sulle strade. La Giunta comunale ha, inoltre, approvato una modifica che elimina, da venerdì 3 dicembre, l’isola pedonale in via Lido, che era stata istituita in via sperimentale con delibera 433 dell'otto ottobre 2021.
Si conferma l'area pedonale urbana nei giorni di venerdì, sabato e domenica, prefestivi e festivi, dalle ore 18:00 alle ore 2 di notte in via Trento, via della Nave, via Carena, via Conchiglia, piazza Conchiglia, con esclusione di via Lido dalla pedonalizzazione. Trascorso un significativo periodo di sperimentazione l’Amministrazione comunale ha ritenuto di poter valutare positivamente il provvedimento di pedonalizzazione nella sua impostazione generale in relazione alle finalità di sicurezza urbana perseguite, ma è emerso che via Lido è scarsamente rilevante ai fini della circolazione pedonale e della prevenzione degli assembramenti notturni. Pertanto, nella suddetta via sarà dunque consentito anche il parcheggio delle auto ai residenti con il contrassegno esposto sui veicoli autorizzati.
Palazzo della Provincia, Palazzo Mattei, Palazzo degli Studi, palazzo di via Armaroli (1°piano), quello di via Velluti (sede della polizia provinciale) e di Tolentino (escluso il seminterrato). Sono alcuni degli edicifici più prestigiosi che l'amministrazione del Presidente Antonio Pettinari è riuscita a mantenere all'interno del patrimonio immobiliare della provincia di Macerata a seguito di un confronto durato 5 anni con la Regione, in virtù della riforma dettata dalla legge 7 aprile 2014, n. 56. A fronte del rischio di vedersi sottrarre alcuni dei beni immobili più cari ai cittadini e ai loro antenati, il dibattito sollevato da Pettinari nei confronti della vecchia e nuova Giunta ha permesso non solo di ripartire in maniera accorta e compensativa gli edifici coinvolti - eludendo quindi ogni tipo spesa pubblica - ma anche di salvare il posto di lavoro di circa 440 dipendenti, ricorrendo a trasferimenti e a manovre di prepensionamento.
«Abbiamo tra le mani un patrimonio bello e imponente - ha commnetato il Presidente -, costruito con le mani e il denaro dei nostri antenati, e che rischiavamo di vedere saccheggiato. Serviva buon senso, soprattutto con la Regione che inizialmente non aveva accolto le nostre osservazioni in merito sulla ripartizioni. Con la delibera di ricorso che presentai al TAR il 30 maggio 2016 si giunse finalmente ad un accordo, senza penalizzazioni, sottrazione e trasferimenti di beni provinciali in un altro ente. Un'operazione attenta che venne accolta all'unanimità dal Consiglio Provinciale il 30 luglio 2020, con firma ufficiale della Giunta Acquaroli ad ottobre dello stesso anno. Posso confermare che abbiamo fatto tutto il possibile per rivitalizzare la città».
Originariamente, con il trasferimento delle funzioni definite "non più fondamentali" - come da riforma - si disponeva anche quello dei beni immobili e dei loro uffici che sarebbero passati direttamente alla Regione (come quelli deputati alle funzioni sociali, alla cultura e al turismo), facendo venir meno così la tutela stessa del posto di lavoro della metà dei dipendenti. Una manovra illogica e senza senso, che rischiava di avere un forte peso sul piano sociale, oltre che su quello storico e patrimoniale di Macerata e dei suoi cittadini. Alla Regione, ad oggi, restano ufficialmente i locali di via Alfieri (sede di "Paesaggio, Territorio, Urbanistica, Genio Civile"), i centri perl'impiego di via Moretti e la sala operativa dei Vigili del Fuoco sita in viale dell'Indipendenza, come da accordi presi e in virtù della legge n.10 2001.
Ad aggiungere ulteriore soddisfazione per il lavoro svolto in merito, è stato annunciato entro le prossime settimane il trasferimento degli uffici del settore ambiente nel centro storico. «Sono riuscito a mantenere anche questa promessa - ha concluso Pettinari - perché sono sempre stato convinto che gli uffici più importanti della Provincia debbano trovarsi proprio qui, nel cuore della nostra città».
Sono in fase di ultimazione i lavori di sistemazione di via Ruffini nel quartiere di Fontespina, dove l’Amministrazione comunale di Civitanova Marche ha ritenuto prioritario intervenire allo scopo di eliminare l’annosa problematica degli allagamenti, avvenuti anche in occasione di piogge di modesta entità.
Il primo luogo i lavori hanno riguardato la realizzazione del nuovo collettore delle acque meteoriche, con allaccio su via Cristoforo Colombo e il posizionamento di nuove caditoie. Inoltre si è provveduto alla demolizione dei marciapiedi esistenti e al loro rifacimento con un nuovo cordolo in calcestruzzo vibrato del tipo prefabbricato e la pavimentazione in masselli di calcestruzzo autobloccante. L’intervento ha determinato la risagomatura e la riasfaltatura della sede stradale, mentre è in fase di completamento la nuova segnaletica a terra.
L’importo finanziato dei lavori eseguiti ammonta a circa 130 mila euro. Si è ritenuto opportuno intervenire anche nel tratto terminale di via Ruffini, a monte di via Venier. In questo caso i lavori per l’importo di 25 mila euro, già finanziati e appaltati, consistono nella sistemazione definitiva della sede viabile con le stesse caratteristiche della porzione già portata a compimento.
“Le opere eseguite – spiega l’assessore ai lavori Pubblici Ermanno Carassai - fanno parte di un programma di interventi nel territorio comunale ritenuti prioritari dall’Amministrazione allo scopo di eliminare definitivamente gli inconvenienti già evidenziati e risanare anche sotto l’aspetto ambientale una zona del centro abitato”.
C’è stato un tempo nel quale i fine settimana di Porto Recanati sono stati terra di conquista per giovani squattrinati alla ricerca di sano divertimento, persi tra l’arrivo dei sintetizzatori guidati da Giorgio Moroder e i grandi successi della disco anni ’80. Un tempo nel quale il Green Leaves dettava legge su tutta la costa adriatica, sovrastando anche le più note discoteche della riviera romagnola. Un tempo che non appartiene più a un presente fatto di degrado e abbandono all’interno della discoteca più conosciuta delle Marche.
Tutto ha inizio il 27 giugno del 1977: il sogno della famiglia Ascani, portato avanti dai fratelli Aldo, Ezio e Silvano, prende vita. Il Green Leaves, con le sue tre sale e il contemporaneo successo della disco music, fa boom. “All’epoca si superavano facilmente le 5000 presenze a serata. Oggi resta solo una tristezza infinita nel ritrovare il locale in queste condizioni”, raccontano alcuni dei frequentatori abituali della struttura di Porto Recanati.
Gli anni passano e il quartiere della periferia recanatese risente delle influenze esterne e della collocazione in zona dell’Hotel House, distante appena 500 metri proprio dal Green Leaves. L’ambiente intorno al locale comincia a mutare. E i clienti vip che prima trascorrevano i sabati e le domeniche sui divanetti in compagnia di splendide modelle, preferiscono andare altrove: è l’inizio della fine della discoteca, che nel frattempo la famiglia Ascani aveva già ceduto nel 2001. Con un altro salto temporale arriviamo alla fine del 2013, l’ultimo Capodanno del Green Leaves. Ed è da lì che ripartiamo.
Le porte in vetro che danno sulla strada sono accessibili a chiunque, anche a dei ragazzini che potrebbero entrare col rischio di farsi male. Scendiamo gli scalini, ci inoltriamo in un abisso buio e maleodorante attraverso una serranda appositamente tagliata. Ad accoglierci echi di feste che sono state, pacchi di bibite ancora intatte a bordo di carrelli della spesa, bicchieri con dentro liquidi fluorescenti appoggiati sul piano della selezione al locale. Stavolta non ci sono né selector né buttafuori e per quanto questo possa essere surreale, proseguiamo. Il buio acuisce gli altri sensi: il rumore di vetri rotti sotto i nostri piedi riecheggia per tutta la struttura. Il tetto è crollato e le infiltrazioni d’acqua hanno fatto il resto. Quelle che vediamo sembrano essere le fondamenta del River Village, il complesso immobiliare che sovrasta il Green Leaves e che a breve sarà oggetto di ristrutturazione con un investimento da 14 milioni di euro. Sul bancone del bar anche qui dei bicchieri mezzi pieni di vodka e spumante e sugli scaffali in esposizione una serie di bottiglie dei marchi più conosciuti. Balza agli occhi l'assenza di vandalizzazione: se non fosse per la polvere, il tempo sembrerebbe quasi essersi cristallizzato. Nella cucina cartoni di succhi di frutta gettati sul pavimento e decine di secchielli portaghiaccio a stagliarsi nelle scaffaliere in acciaio. Sul tavolo un enorme sacco bianco contenente sostanze che se fossero state commestibili, sarebbero state divorate dai topi. In uno stanzino, confezioni di sapone appena ricaricate, spruzzini con del liquido all'interno insieme a un estintore, dei sacchetti di plastica trasparenti e una macchinetta conta soldi.
Riprendiamo tutto, ma la costante sensazione è quella di essere controllati a vista da qualcuno nascosto nel buio. I rumori in sottofondo sono talmente tanti da confondere e rischiare di farci perdere a più riprese la via d’uscita, segnalata solo da un pallido bagliore in lontananza. Intorno a noi ancora soffitti crollati e vetri taglienti degli specchi che un tempo adornavano ogni sala. Tubazioni divelte e divanetti sporchi di ogni tipo di materiale di risulta completano un quadro da film horror. Decidiamo di uscire: l'aria, lì sotto, si è fatta davvero pesante. Fuori c’è qualcuno ad aspettarci in auto: è un uomo di colore, ci fissa e continua a parlare al telefono; non si è mosso di un millimetro dal nostro ingresso nel Green Leaves.Chiediamo informazioni ai residenti della zona: bocche cucite. Negli occhi dei proprietari dei piccoli negozi arabeggianti la paura di ritorsioni: “Non vogliamo parlare, non ci interessa e anche se sapessimo qualcosa di certo non lo diremmo a voi”. Entriamo al River Village, qui la miscelanza culturale si respira letteralmente e ricorda ancora una volta la vicinanza all’Hotel House: abbiamo bisogno di uscire per tornare a respirare aria salubre. Ci consigliano di provare a parlare con il portiere dello stabile: non è presente in ufficio. Le facce non sono delle più propense al dialogo: c’è chi alle nostre domande tira dritto in silenzio. Ma c’è anche chi sottovoce chiede aiuto: “Sono una abitante della zona, aiutateci voi per favore: qui le ore notturne sono terra di conquista di gente senza scrupoli”. C’è stato un tempo nel quale questo luogo ha significato divertimento e spensieratezza per migliaia di persone provenienti da ogni parte d’Italia. Oggi, invece, paura e degrado sono tutto ciò che resta.
Questo il reportage video di Picchio News all'interno del Green Leaves:
Cari lettori bentornati a questa nuova puntata della mia rubrica settimanale, nella quale analizzo l’andamento del contagio da coronavirus nelle Marche e in Italia. I casi positivi continuano a crescere con lo stesso ritmo della scorsa settimana, sebbene nelle Marche i sintomatici siano aumentati in maniera molto più decisa rispetto alla media nazionale. Un dato che potrebbe lasciar presupporre un ulteriore peggioramento dello screening. Come oramai assodato, le grandezze ospedaliere stanno seguendo il trend dei contagi, stabilizzandosi - allo stesso modo - nella velocità di crescita.
Per quel che riguardo il focus sulla situazione che interessa ciascuna regione italiana, va sottolineato come la provincia autonoma di Bolzano sia ancora in bilico sulla zona gialla e, probabilmente, entro la prossima o tra due settimane ci sarà il passaggio di fascia, sebbene siano già state adottate delle micro zone rosse. In generale i contagi sono in aumento ovunque. Proiettando la crescita del settimanale dei contagi sulle grandezze ospedaliere, anche le Marche - entro 3 o 4 settimane - potrebbero finire in zona gialla.
Certamente la notizia del momento è quella riguardante la variante Omicron e molti media, ma anche alcune case farmaceutiche, hanno fatto un po' di spargimento di terrore. Forse troppo prematuramente. Le cose che conosciamo sono l'alto numero di mutazioni presenti nella variante. Mutazioni che "potrebbero" rendere meno efficaci i vaccini. I casi identificati sono, però, ancora troppo pochi per avere dati certi. Inoltre quasi tutti i contagiati dalla variante Omicron presentano sintomi lievi o assenti: le mutazioni, pur favorendone la diffusione, potrebbero aver reso meno aggressivo il virus. Prima di farsi prendere dal panico bisogna aspettare di avere dati più certi sull'efficacia dei vaccini, specie nel prevenire i casi gravi.
Concludo analizzando la situazione del Regno Unito, dove le restrizioni sono quasi assenti a fronte di una copertura vaccinale discreta e di un ottimo sistema di tracciamento. I casi accusano un lieve trend di salita, ma ricoveri e decessi sono in discesa. Sarà interessante comprendere cosa accadrà quando la viarante Omicron entrerà in circolo e come varierà il tasso di letalità che, attualmente, si assesta a circa lo 0.3%.
Nella seduta del Consiglio Comunale di Caldarola andata in scena lunedì sono stati approvati, in via preliminare, i piani attuativi relativi alle aree perimetrate del Capoluogo e delle frazioni di Valcimarra e Croce. I piani, approvati all'unanimità, sono stati illustrati al consesso dal professor Francesco Rotondo dell’Università di Bari per conto dello studio Erre 4 e dall’architetto Giovanni Marinelli dell’Università Politecnica delle Marche di Ancona, facendo seguito alla precedente presentazione pubblica che si era tenuta pochi giorni fa.
"Tutto ciò rappresenta un momento estremamente significativo per la nostra comunità e un traguardo importante, raggiunto dopo un percorso complesso, che si è voluto condividere con la cittadinanza, con i privati e con i loro tecnici - sottolinea il sindaco Luca Maria Giuseppetti. Un momento che rappresenta anche il frutto di un ripetuto e positivo confronto fra le forze politiche di maggioranza e minoranza, resesi sin da subito reciprocamente disponibili ad un dialogo costruttivo e propositivo, nell’interesse del paese".
Il Psr già adottato sarà conseguentemente implementato recependo le disposizioni dei piani attuativi, anche alla luce delle osservazioni che saranno eventualmente presentate, esaminate e accolte. Decorsi termini di legge per le osservazioni, e i necessari passaggi presso i competenti Uffici Pubblici, i piani diventeranno esecutivi e finalmente si potrà procedere al deposito e all’esecuzione dei relativi progetti, auspicando una primavera di rinascita, non solo dal punto di vista meteorologico.
Quasi 4 milioni verranno stanziati per gli interventi sulle strade provinciali delle così dette “Aree interne”, ovvero 17 comuni della provincia di Macerata selezionati dal Ministero dei Trasporti. Il decreto nazionale stabilisce l’allocazione di ulteriori 3.887.000,00€ da suddividere annualmente dal 2021 al 2026. La distribuzione di questo denaro è stata discussa nell’assemblea con i 17 sindaci dei comuni interessati, che hanno collaborato con il presidente della provincia Pettinari per formulare una valida soluzione, approvata poi all’unanimità dai membri.
Interventi di pavimentazione delle strade provinciali interesseranno molti chilometri di quelle aree che, a causa del sisma, stanno subendo un grave fenomeno di spopolamento. “Dobbiamo garantire un futuro alle aree montane della provincia, – dice Pettinari – ristabilire i servizi e creare nuove opportunità lavorative”.
Per invertire la tendenza demografica è importante ristabilire i solidi pilastri su cui ogni comunità poggia, a partire dalle scuole: da qui l’appello del presidente della provincia a mettere da parte la razionalizzazione in favore di un approccio più umano. “Bisogna scommettere sul futuro per ripopolare questi territori- dice il presidente - è necessario riattivare i servizi anche se i numeri lo impedirebbero, solo così possiamo permettere alle comunità in difficoltà di ripartire”.
Dei Comuni maceratesi rientrano nel piano dell’Area Interna decisa dal Ministero, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Gualdo, Monte Cavallo, Monte San Martino, Muccia, Penna San Giovanni, Pieve Torina, San Ginesio, Sant’Angelo in Pontano, Sarnano, Serravalle di Chienti, Ussita, Valfornace e Visso. Ecco, nel dettaglio, il piano di interventi:
Casi Covid in crescita nel capoluogo, dove negli ultimi giorni i contagi sono aumentati passando da 134 persone positive il 23 novembre a 165 positive al 30 novembre. Diminuiscono, invece, le persone in quarantena e in isolamento domiciliare che da 476 registrate il 26 novembre passano a 388 di ieri.“Purtroppo il dato non è rasserenante e ieri abbiamo avuto un confronto con la prefettura, con l’Area Vasta 3, con le forze dell’ordine e con i sindaci degli altri comuni della provincia”, afferma il sindaco Sandro Parcaroli in un post social.
“Comprendiamo che il periodo natalizio è quello maggiormente gioioso dell’anno e quello che ci spinge a incontri, relazioni e a stare con amici e parenti, ma non dobbiamo abbassare la guardia. Non vogliamo spegnere la magia del Natale ma è importante rinnovare un appello all’attenzione e a rispettare tutte le misure anti-contagio, in vista delle festività, per non gravare sugli ospedali e arginare la pandemia. Ricordiamo a tutti che l’unica arma che abbiamo è il vaccino e al momento, in base ai dati dell’Asur Marche, l’81,9% dei maceratesi ha terminato il ciclo vaccinale”.
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Continua a salire l'incidenza di casi di positività al coronavirus ogni 100mila abitanti nelle Marche: sono 475 i casi registrati in 24ore e l'incidenza sale da 187,70 a 195,28 ogni 100mila abitanti. Lo comunica il Servizio Sanità della Regione.
La provincia di Ancona fa segnare il maggior numero di contagi in un giorno (137); seguono le province di Pesaro Urbino (116), Macerata (83), Ascoli Piceno (69), Fermo (52); 18 casi da fuori Regione. I soggetti con sintomi sono 111; i casi comprendono 118 contatti stretti di positivi, 137 contatti domestici, 20 in ambiente di scuola/formazione, cinque in ambiente di lavoro, due di vita/socialità, uno in setting assistenziale e due sanitario.
Tra i nuovi contagiati - i casi sono distribuiti in tutte le fasce d'età - ci sono 130 ragazzi fino a 18 anni, altrettanti tra i 25 e i 44 anni, 25 tra i 19 e i 24 anni; anche la fascia 45-59 anni presenta oltre 100 nuovi contagi (112). Il totale di tamponi eseguiti è 7.488 di cui 4.229 nel percorso diagnostico di screening e 3.259 nel percorso guariti (11,2% di positivi), a cui si sommano 2.170 test antigenici (198).
Praticamente costante la percentuale di ricoveri in Terapia intensiva riguardante vaccinati (incidenza 0,54 su 100mila) e non vaccinati (4,47 su 100mila abitanti); la medesima incidenza per i ricoveri in area medica è rispettivamente di 2,63 e 11,66 e per i positivi generali 21,83 e 58,23. In terapia intensiva il 75% dei ricoverati non è vaccinato, il 25% è vaccinato (in area medica il 62% e 38%). Il numero totale di ricoveri cresce di tre unità rispetto a ieri (113), così come aumenta di due unità quello dei pazienti in terapia intensiva (26). Si registrano, purtroppo, anche due decessi nelle ultime 24 ore: un 71enne di Montefortino che ha perso la vita presso l'ospedale di Ascoli Piceno e un 50enne di Monterubbiano spirato all'ospedale "Murri" di Fermo. Entrambi presentavano patologie pregresse.
Onorificenza al merito della Repubblica per la camerte Lucia Mosciatti, 37 anni, Dirigente ingegnere dell’Area Vasta 3. Le è stato conferito il titolo di Cavaliere della Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella nel corso della cerimonia che si è svolta alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Si tratta di un’ onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI), per ricompensare “benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell’economia e nell’impegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici e umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari”.
In particolare premiato l’impegnò in prima linea nel corso della primissima emergenza Covid quando fu anche dell’ingegnere Mosciatti in compito di individuare, realizzare e manutenere le nuove aree dei reparti di terapia intensiva e sub-intensiva. I complimenti più sinceri da parte dell’intera comunità a una concittadina che si è saputa distinguere per il suo valore rappresentando un motivo di orgoglio per tutti.
Attraverso i dati raccolti da Ministero della Salute, ADM (Agenzia Dogane e Monopoli), Ministero dell’Economia e Finanza, è stato possibile delineare l’ultimo profilo aggiornato del nostro Paese rispetto al consumo del gioco d’azzardo. Anche qui, come in altri settori, gli effetti della pandemia da Covid-19 hanno avuto un deciso impatto, segnando da una parte una flessione del gioco fisico, dall’altra la crescita di quello online.
Escludendo i 5 mesi di chiusura totale del 2020, già nel periodo successivo delle restrizioni parziali è stato evidente il salto di percentuale a livello nazionale di entrambe le modalità: dal 2,4 all’8 per cento per il gioco fisico, dall’8 al 13 per cento per quello online. Assieme a questi dati, è opportuno sottolineare l’incremento degli utenti che già risultavano attivi nell’ambito delle scommesse (oltre il 20 per cento), a fronte di quello relativo ai “nuovi iniziati” (intorno al 2 per cento dalla fine del lockdown).
In Italia, dunque, la raccolta pro-capite per il gioco d’azzardo è arrivata a 2.180 euro. Complessivamente, parliamo di valori che toccano i 110,5 miliardi di euro pro-capite (74,1 miliardi da gioco su rete fisica e 36,4 dall’on line) a livello nazionale, dove a guidare la classifica è la Regione Lombardia.
Per quel che riguarda le Marche, invece, il “Libro Blu 2020” dell’ADM ha sancito un calo del gioco d’azzardo in generale di oltre 32 punti in percentuale rispetto all’anno precedente, numeri che restano comunque influenzati dalla frequenza d’accesso alle sedi predisposte (e quindi al possesso del green pass per accedervi). Anche qui, il gioco online è stato segnato da un deciso slancio di crescita, raggiungendo i 46 punti percentuali su tutto il territorio – fra vecchi e nuovi utenti – attraverso le diverse modalità di fruizione e spesa: videogiochi su tablet o social network, bonus senza deposito, bonus di benvenuto, poker e scommesse. Un tasso di crescita costante, segnalato già nel 2019, e con l’exploit alcune province maggiormente interessate dal fenomeno, come Macerata: 469 milioni di euro giocati in modalità fisica a fronte dei 164 milioni per via telematica.
Rimane, nel frattempo, al centro di molte polemiche la decisione da parte del Comune di Civitanova Marche di non costituirsi parte in giudizio rispetto ai ricorsi presentati da una società privata che si è vista bloccare l’apertura di una nuova sala slot in via Pellico (leggi qui), evidenziando un comportamento – come definito da Giulio Silenzi, ex vicesindaco PD di Civitanova – poco trasparente e incline a favorire la diffusione del gioco con le videolottery e le macchinette, indipendentemente dalla distanza dai luoghi sensibili o dagli effetti sulle finanze dei cittadini. Ad alimentare ulteriori tensioni fra le poltrone della Giunta Regionale è stata anche la recente proroga voluta dalla maggioranza di centrodestra del termine ultimo per la rimozione delle slot (dal 30 novembre 2021 inizialmente previsto al 31 luglio 2023), adducendo come giustificazione la necessità di ricorrere ad altre soluzioni utili a debellare il problema della dipendenza dal gioco (leggi qui). Un atteggiamento poco trasparente e che solleva molti dubbi sulle reali intenzioni della compagine destrorsa, come evidenziato dalla consigliera regionale Simona Lupini (M5S), che spera di poter attuare in breve tempo nuove strategie di sostegno, sensibilizzazione e prevenzione. Ammesso che la Giunta onori il proprio impegno in tal senso. La cura al gioco d’azzardo patologico nelle Marche resta, per ora, in fase sperimentale.
Il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Flavio Ferdani, si è riunito nella giornata di ieri per parlare dell'andamento della pandemia e delle misure da mettere in campo con l'entrata in vigore del nuovo decreto. Tra le ipotesi l'obbligo di mascherine all'aperto.
Al summit hanno partecipato, oltre al prefetto, il questore unitamente ai comandanti provinciali dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, e ai sindaci dei Comuni di Macerata, Civitanova , Tolentino, Recanati, Porto Recanati, San Severino, Corridonia, Potenza Picena, la direttrice dell’Area Vasta 3, il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale, il presidente della Contram nonché i rappresentanti provinciali di Unione industriale e delle associazioni di categoria.
Al centro della riunione, convocata da remoto, l’andamento della pandemia e le misure da adottare per effettuare controlli continui su green pass e super green pass, che entrerà in vigore dal 6 dicembre. “I controlli finalizzati a garantire il rispetto delle misure per contrastare la diffusione dei contagi – spiega la prefettura i n una nota – verranno attuati dalle forze dell’ordine e dalle polizie locali attraverso un piano dettagliato di interventi e riguarderanno anche il trasporto pubblico locale e ferroviario regionale e interregionale con il concorso del personale delle aziende. Sono stati coinvolti anche i rappresentanti delle associazioni di categoria degli esercizi pubblici al fine di assicurare la loro collaborazione per una capillare opera di sensibilizzazione nei confronti dei loro associati, per garantire il rispetto delle nuove norme. Infatti la cooperazione dei titolari degli esercizi è fondamentale per garantire da parte degli avventori il rispetto dei comportamenti e delle regole a tutela della salute”. Si è parlato anche dell’ipotesi di reintrodurre l’obbligo delle mascherine all’aperto per contenere l’aumento dei contagi.
Approvato il progetto esecutivo da 322 mila euro per il recupero dell’ex essiccatoio granaglie dell’Istituto Agrario “IIS Garibaldi” di Macerata. Il presidente della Provincia, Antonio Pettinari, ha infatti firmato il decreto che avvia la procedura per il recupero dell’immobile ai fini della costituzione del Centro studi didattico - museale sulla razza bovina marchigiana.
L’edificio, costituito da due corpi di pianta rettangolare, è stato costruito intorno alla fine dell’Ottocento: è di interesse architettonico, in quanto rappresenta una testimonianza di tipologia costruttiva rurale tipica della campagna marchigiana; inoltre testimonia l’importanza che riveste l’Istituto Agrario per il territorio quale luogo fondamentale per la formazione di generazioni, in un contesto prettamente agrario come quello della nostra provincia. Durante la seconda guerra mondiale è stato utilizzato anche dalle truppe alleate che ne hanno lasciato traccia nella parete esterna con due disegni; ora è inagibile per problemi di natura strutturale. Per redigere il progetto è stato necessario acquisire materiali di archivio e pubblicazioni ed effettuare rilievi interni ed esterni per avere tutti gli elementi a disposizione ai fini del recupero, autorizzato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche.
Per il recupero funzionale completo dello stabile sarà necessario l’adeguamento sismico, il ripristino degli elementi d’epoca ormai degradati, la demolizione delle murature di diversa fattura e successive alla realizzazione della struttura, il rifacimento delle coperture e le altre operazioni necessarie a garantire la fruibilità pubblica dello storico edificio, tra cui il rifacimento degli impianti. Il fabbricato verrà recuperato all’insegna della eco-sostenibilità e scegliendo tecnologie a basso impatto ambientale.
L’intervento permetterà di offrire una sede per il Centro studi didattico-museale sulla razza bovina marchigiana che è stato progettato per la formazione degli studenti, l’aggiornamento dei docenti e le categorie professionali operanti nel settore. L’obiettivo è creare un polo di raccordo tra i soggetti che operano nel mondo dell’allevamento e un percorso culturale aperto alla collettività. In questo modo si potrà promuovere una conoscenza approfondita della cultura del patrimonio edilizio rurale, rivitalizzandolo attivamente ed economicamente; svolgere un ruolo educativo per le nuove generazioni; costruire un percorso museale e didattico per lo sviluppo agro-zootenico, ambientale e sociale; coordinare le attività di ricerca, soprattutto sulla razza bovina marchigiana.
«Più di due anni fa - dichiara Pettinari - avevamo ricevuto un finanziamento dal MIUR a copertura di oltre la metà dei costi, ma successivamente è stato revocato. Data la rilevanza della struttura e del suo utilizzo strategico per il mondo agricolo in termini di formazione, abbiamo deciso di finanziarlo interamente con risorse proprie dell’Ente. Inoltre è importante recuperare degli spazi che possano essere usati anche per la didattica, per un Istituto in continua crescita».
Continua a salire l'incidenza di casi di coronavirus su 100mila abitanti nelle Marche: 416 i contagi registrati nell'ultima giornata con l'incidenza che da 177,56 di ieri aumenta a 187,70. In provincia di Ancona, riporta il Servizio Sanità della Regione, il numero più alto di casi (129); seguono le province di Pesaro Urbino (81), Ascoli Piceno (69), Fermo (67), Macerata (52); 18 contagi da fuori regione.
Intanto si amplia anche la forbice dell'incidenza sui ricoveri tra vaccinati e non vaccinati: in Terapia intensiva 0,5 su 100mila abitanti vaccinati, 4,5 su 100mila abitanti non vaccinati; in area medica l'incidenza è rispettivamente di 2,6 e 11,2 e sui positivi generali 19,6 e 49,5. Invece per il numero di posti letto Covid positivi: in terapia intensiva vi sono per il 75% persone non vaccinate, per il 25% vaccinate (24 in totale, numero invariato rispetto a ieri); in area medica le percentuali sono rispettivamente del 61% e del 39% (110 complessivamente i ricoverati, +3 rispetto a ieri).
Tra i contagiati delle ultime 24 ore 103 presentano sintomi; i casi comprendono 98 contatti stretti di positivi, 119 contatti domestici, 19 in ambiente di scuola/formazione, 4 di lavoro, 3 di vita/socialità, 1 assistenziale e 1 sanitario; su 63 contagi sono in corso approfondimenti epidemiologici. Il totale di tamponi eseguiti è 6.751 tra cui 3.810 nel percorso diagnostico e 2.941 con una percentuale di positivi del 10,9%, ai quali si aggiungono 2.150 test antigenici (198).