Salgono i casi di positività al Covid di ospiti ed operatori nelle case di riposo. La provincia di Macerata è la seconda in regione per dimensioni del fenomeno. «Mentre il Governo licenzia il Decreto riaperture, - riferisce Alessandro Moretti, Responsabile del Territorio di Macerata della Cisl Fp.
«l personale delle case di riposo rimane nel dimenticatoio, senza la possibilità di turnover, con forti resistenze alle stabilizzazioni del personale "precario di lungo corso", senza adeguati interventi governativi sul sistema finanziario delle strutture medesime finalizzato a comprimere il costo della gestione straordinaria».
«Già da 24 mesi sotto pressione e senza adeguati organici per situazioni ordinarie, tutto il personale, soprattutto gli OSS, rischia la "sindrome da burnout", con sintomi quali de-personalizzazione e de-realizzazione personale, che possono manifestarsi in tutte quelle professioni con implicazioni relazionali molto accentuate», denuncia il sindacato dei lavoratori pubblici.
«Nonostante i ripetuti solleciti rivolti ai presidenti e direttori delle strutture, troppo spesso vengono riferiti dai dipendenti casi di turnazioni massacranti che non consentono agli stessi, spesso richiamati dai riposi, un adeguato recupero psicologico e fisico dai turni notturni.
Il continuo mutare degli Ordini di Servizio anche nel corso delle 12 ore antecedenti la prestazione lavorativa non consentono più di programmare un'adeguata conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, riportando così anche all'interno delle famiglie dei dipendenti, stress e confusione».
«La Cisl Fp Marche si sta anche attivando per verificare, in ogni realtà lavorativa, se vi sia una sperequazione di trattamento da parte datoriale tra dipendenti, quale l'utilizzo di alcuni dipendenti in piani e con mansioni sempre meno usuranti e logoranti di altri colleghi – prosegue Moretti -.
È evidente che la cura degli ospiti di suddette strutture potrebbe diventare un serio problema cui anche la politica deve fare attenzione poiché, per nota disposizione Legislativa, si tratta di un servizio pubblico particolarmente delicato, rivolto ad un’utenza di per sé fragile e pertanto meritevole di cure e attenzioni mirate e di tanta umanità».
La Cisl Fp del territorio di Macerata continuerà anche nei prossimi giorni a monitorare quanto accade al personale delle case di riposo fornendo allo stesso i supporti necessari a svolgere al meglio la propria professionalità verso gli ospiti.
Sono 2.386 nuovi positivi (ieri erano stati 2.349) con un tasso di positività del 41% (dal 42,9%) sui 5.819 tamponi diagnostici testati (5.481). L'incidenza scende ancora, seppure lievemente, per il nono giorno consecutivo e oggi si attesta a 1.025,57 casi settimanali ogni 100mila abitanti (1.033,30). Questo secondo i dati diffusi dall’Osservatorio epidemiologico delle Marche nel giorno in cui l'Italia, dopo due anni, festeggia l'uscita dallo stato d'emergenza Covid.
Numeri che si appiattiscono per le province marchigiane ma con proporzioni che rimangono stabili: è sempre Ancona quella più casi (732), seguita da Macerata (449), Pesaro Urbino (438), Ascoli Piceno (381) e Fermo (292); sono 94 i casi provenienti da fuori provincia.
I soggetti con sintomi sono 504, i contatti stretti di casi positivi 709, i contatti domestici 679, i contatti in setting scolastico formativo 24, i contatti in ambiente di vita socialità 5, i contatti in setting lavorativo 43, mentre per 45 casi sono in corso approfondimenti epidemiologici.
Anche oggi più della metà dei contagi giornalieri si concentrano nelle fasce di età intermedie, con 631 positivi tra i 25-44enni e 629 tra i 45-59enni. Tra i più giovani si conferma la fascia dei bambini delle scuole elementari (6-10 anni) la più colpita con 145 casi; tra le fasce di età più avanzate spicca ancora quella dei 60-69 enni con 290 contagi in 24 ore.
Ricoveri legati al Covid in calo nelle Marche, arrivati nell'ultima giornata a 250, -7 su ieri. Secondo i dati della Regione Marche aumentano i pazienti in terapia intensiva, 13 (+2), diminuiscono quelli in semi intensiva, 54 (-5), e nei reparti non intensivi, 183 (-4), a fronte di 24 dimessi.
Il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva sale a 5,1% (13 posti su 256 totali), scende quello per l'area medica a 23,2% (237 posti occupati su 1.020). C'è stato un decesso, quello di un 89enne, che porta il totale a 3.714.
Ci sono 36 persone in osservazione nei pronto soccorso, 138 ospiti nelle strutture territoriali. I positivi alla data di oggi sono 14.235 (ricoverati e isolamenti), le persone in quarantena o isolamento domiciliare 27.114, di cui 906 con sintomi. I dimessi/guariti dall'inizio della pandemia salgono a 374.928.
Da quest'oggi l'Italia dice definitivamente addio allo stato di emergenza e a parte delle restrizioni adottate dal Governo per arginare l'emergenza pandemica nefgli ultimi due anni. Tra le principali novità lo stop al Super Green pass, al sistema a colori delle regioni e ai limiti di capienza delle strutture. Decadono anche il Commissario Figliuolo e il Cts.
Un miglioramento nei contagi che ha dunque consentito al Governo Draghi di adottare misure più lievi nei confronti anche della popolazione che, dall'inizio della campagna vaccinale, ha scelto di non effettuare la somministrazione del siero. Per portare avanti il processo di vaccinazione, al posto del Cts sarà istituita una unità operativa ad hoc fino al prossimo 31 dicembre.
Anche il sistema dei colori viene definitivamente abrogato, ma il monitoraggio proseguirà. Termina l'obbligo di Super Green pass nei luoghi di lavoro per gli over 50 (la sospensione di coloro che ne saranno sprovvisti non avverrà più, ma resta la multa): a chi ha superato questa soglia d'età sui luoghi di lavoro sarà richiesto il pass base.
Stop al certificato verde sui bus e in generale sui mezzi di trasporto pubblico locale, dove proseguirà l'obbligo di indossare le mascherine fino al 30 aprile. Non sarà più necessario avere almeno il Green pass base per entrare negli uffici pubblici, nei negozi, nelle banche, alle poste o dal tabaccaio. Anche nei ristoranti all'aperto non sarà più prevista l'esibizione di alcun certificato. Solo per i turisti stranieri cadrà anticipatamente l'obbligo del pass rafforzato nei ristoranti.
Dal primo aprile decade ovunque il limite alle capienze nelle strutture e dunque anche negli stadi, dove per accedervi sarà richiesto il lasciapassare base e sarà possibile tornare ad occupare il 100% dei posti. Stop anche alle quarantene da contatto con un caso positivo al Covid, anche per i non vaccinati: dovrà restare in autoisolamento solo chi ha contratto il virus mentre chiunque abbia avuto un contatto dovrà applicare il regime dell' autosorveglianza, indossando la mascherina Ffp2.
L'obbligo di mascherine al chiuso viene prolungato fino al 30 aprile. E fino a quella data resterà in vigore l'attuale “regime”. Perciò su tutti i mezzi di trasporto pubblico (aerei, treni, autobus, tram, metropolitane), così come in cinema, teatri, sale da concerto, stadi, palazzetti dello sport, discoteche (ad eccezione del momento del ballo) continuerà a essere obbligatoria la Ffp2.
Il Consiglio d’Amministrazione della Banca di credito Cooperativo di Recanati e Colmurano ha salutato – dopo quattro anni - il direttore Fabio Di Crescenzo e accolto il suo successore Davide Celani. Presenti, il presidente Sandrino Bertini e i vice Paolo Maggini e Gerardo Pizzirusso che si sono detti “ambiziosi sui piani di crescita del Gruppo BCC, in linea con gli obbiettivi sinora raggiunti”.
Un’occasione anche per fare il punto sul Bilancio del 2021, chiuso con il risanamento di alcuni degli indici più importanti: fra questi, il 'Texas Ratio' (sceso al 20% rispetto al 2017), che misura il rapporto fra credito deteriorato e patrimonio netto. E l'annuncio della prossima apertura di una filiale nella zona di Civitanova Marche.
Il passaggio di testimone fra Di Crescenzo e Celani vuole mettere a confronto anche quelle che sono state da una parte le difficoltà durante la pandemia e dall’altra quelle che si affacciano oggi - per tutto il territorio marchigiano - in virtù degli sviluppi della guerra in Ucraina (fra caro energia e mancanza di materie prime).
“Quando mi insediai alla guida della BCC – ha dichiarato il direttore uscente Di Crescenzo – ho trovato una situazione critica. Molto è stato fatto per recuperare il rapporto con il territorio, e oggi possiamo vantare numeri eccellenti.
Anche durante il Covid non ci siamo risparmiati: a differenza delle altre banche, la nostra task force ha lavorato ininterrottamente, erogando crediti a cittadini e imprese in base al Decreto Liquidità del 2020. Nella difficoltà abbiamo colto le opportunità, e oggi siamo tornati in perfetta salute”.
“Nel solco della tradizione, ma con uno sguardo al futuro. È lo spirito con il quale mi appresto a raccogliere l’eredità del mio predecessore – ha spiegato il neo direttore Celani – e ad affrontare le novità che verranno.
I nostri dipendenti sono la spina dorsale delle relazioni con i clienti: per questo intendo conferire maggiore dinamicità al Gruppo BCC, investendo in corsi di formazione e processi di carriera per mantenere alta la motivazione. Vogliamo riuscire ad accogliere le esigenze di tutti i soci, le aziende e le eccellenze delle Marche”.
Di seguito, il servizio:
Si è conclusa con Monte San Martino la consegna ai comuni facenti parte della strategia nazionale aree interne alto maceratese, di una stazione computerizzata per digitalizzare e snellire le procedure amministrative.
“Ben diciassette comuni, quanti sono quelli che fanno parte della nostra SNAI, hanno potuto beneficiare di questa misura” ricorda Alessandro Gentilucci, presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino, capofila del progetto aree interne. “Insieme ai sindaci abbiamo individuato, quale migliore opzione, una dotazione tecnologica che consentisse vantaggi sia per i cittadini che per gli enti riducendo costi e tempi per ottenere le documentazioni richieste.
Un supporto importante per l’area tecnica di ogni comune, che potrà creare un archivio digitale facilmente consultabile e servire anche per riunioni e conferenze in remoto, e una risposta incisiva” prosegue Gentilucci “per soddisfare le esigenze dei cittadini che, a seguito degli eventi sismici del 2016, si sono inevitabilmente intensificate”.
La fornitura della dotazione di circa 120.000 euro è stata resa possibile grazie all’attivazione della scheda intervento ASS. 1.2 – dotazioni strumentali – digital divide a valere sul POR FESR 2014/2020 Azione 6.2.
È stato consegnato ieri alla ditta aggiudicataria dei lavori, la Socab Costruzioni srl, il cantiere per la realizzazione del parcheggio scambiatore del Palasport di Fontescodella. I lavori per la realizzazione del parcheggio, per l’importo contrattuale complessivo di 383.110,54 euro, avranno a oggetto sia il completo rifacimento della pavimentazione che dell’impianto di illuminazione e dei sottoservizi e avranno inizio nei prossimi giorni per poter essere ultimati entro l’estate.
L’opera si inserisce nel programma di ITI Mobilità che comprende anche l’installazione di cinque pensiline e-bike, per le quali è già stata aggiudicata la gara di appalto, e la rigenerazione architettonica del chiosco di viale Trieste, i cui lavori sono iniziati da qualche settimana.
L’obiettivo del progetto è quello di configurare una serie di azioni di mobilità sostenibile che riportino al centro l’uomo, mettendo in campo azioni di ingegneria del traffico per ridurre i flussi dei veicoli entranti. Si creano in questo modo le condizioni per interventi sulla mobilità dolce e si pone nuova attenzione al trasporto pubblico urbano ed extraurbano e alla mobilità elettrica ricollocando al centro della pianificazione il pedone e, più in generale, gli utenti vulnerabili della strada.
«Siamo orgogliosi di aver avviato tutte le opere previste dal piano di investimenti per la mobilità sostenibile; in pochi mesi siamo passati dalle idee agli appalti, con una rivoluzione positiva per la città e a costo zero per i maceratesi – ha commentato l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori -. Tutta l’area urbana da Fontescodella ai giardini Diaz è oggetto di consistenti interventi, tutti tra loro coordinati e legati da una nuova filosofia di rigenerazione urbana sostenibile. Ringrazio l’architetto Nicola Sutto per aver condiviso con noi la fase di progettazione e soprattutto la strategia complessiva dell’investimento».
Un’apparecchiatura di ultima generazione, cardine della diagnostica pesante ad alta tecnologia, sistemata nei nuovissimi 126 mq del reparto di Radiologia. Una spesa complessiva di 736.357,84 euro. L’Ospedale di Macerata ha inaugurato ufficialmente la sua risonanza magnetica di ultima generazione, ottenuta grazie all’importante contributo finanziario da parte della Fondazione della Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata.
A presenziare al taglio del nastro presso l’Aula Biblioteca del nosocomio, la direttrice di AV3 Daniela Corsi e la presidente di Carima Rosaria Del Balzo Ruiti, insieme anche al sindaco Sandro Parcaroli, il vescovo Nazareno Marconi, la consigliera regionale Anna Menghi e la presidente della Commissione Sanità Elena Leonardi. Grande assente alla cerimonia, l’assessore Filippo Saltamartini.
Nell’ambito dell’intera Area Vasta 3, la nuova strumentazione top di gamma (tomografo modello Magnetom Sola di Siemens) affiancherà quella già presente per la TAC, fornendo di fatto una maggiore accuratezza nelle diagnosi – soprattutto per quel che riguarda il tumore mammario, quello alla prostata e nella zona addominale, le miocarditi, le cardiomiopatie e le displasie aritmogene, patologie legate al sistema nervoso – e consentendo quindi alle altre attività sanitarie (come quelle assistenziali e ospedaliere) di svolgere in maniera più efficace e rapida il proprio lavoro.
“Abbiamo dimostrato di saper rispondere alle esigenze di tutti – ha dichiarato Del Balzo Ruiti – con responsabilità ed efficienza. Il nostro è stato un contributo studiato e discusso, per evitare sprechi e avere parte attiva insieme a tutti gli addetti ai lavori in quello che è l’impegno di migliorare sempre di più i servizi alla cittadinanza maceratese”.
“Il nuovo tomografo e i nuovi locali per la radioterapia – ha commentato Corsi – ci permetteranno di predisporre prestazioni all’avanguardia, e a disposizione anche di tutte le altre Aree Vaste della regione”.
“La collaborazione e il lavoro di squadra dà i suoi frutti – ha aggiunto Menghi – e la Fondazione Carima si è dimostrata ancora una volta un grande punto di riferimento per tutta la provincia di Macerata, e non solo. Insieme possiamo superare anche tutte le altre criticità”.
Prosegue il lento calo dell'incidenza di casi di coronavirus ogni 100mila abitanti nelle Marche: in 24 ore sono stati rilevati 2.349 positivi e l'incidenza è scesa da 1.064,73 a 1.033,30. Resta alta la percentuale di casi sui tamponi del percorso diagnosi (42,9% su 5.481); il totale di tamponi eseguiti in un giorno è di 7.336 che comprende anche i 1.855 test del percorso guariti.
Le persone con sintomi sono 520; tra i casi 697 sono i contatti stretti di positivi, 674 i contatti domestici, 31 in ambiente scolastico/formativo, 7 in ambiente di vita/socialità, 5 in ambiente lavorativo, 2 in ambito assistenziale e 2 in ambito sanitario.
La provincia di Ancona viaggia sempre su circa 800 casi giornalieri (794); è seguita per numero di positivi dalle province di Macerata (410), Ascoli Piceno (375), Pesaro Urbino (370) e Fermo (320); 80 contagiati da fuori regione.
Tra le fasce d'età più colpite ancora una volta quella tra 25-44 anni (615), con quasi un quarto dei positivi; seguono 45-59 anni (544), 60-69 anni (274), 70-79 anni (210) e 6-10 anni (133).
Nell'ultima giornata ricoveri per Covid in aumento nelle Marche (257; +3 rispetto a ieri) ma calano in Terapia intensiva (11; -1). Sei i decessi che fanno salire il totale a 3.713: in provincia di Ancona, una 68enne residente nel capoluogo; nel Fermano un 80enne di Montegranaro, un 85enne e un 88enne di Fermo, un 86enne di Porto San Giorgio, una 96enne di Castorano (Ascoli Piceno).
Tra i pazienti, oltre a 11 in Terapia intensiva, ce ne sono 59 in Semintensiva (+1) e 187 nei reparti non intensivi (+3); 31 i dimessi. La percentuale di pazienti Covid in Terapia intensiva scende al 4,3% (256 posti letto) mentre in Area Medica l'occupazione è del 24,1% (246 su 1.020 posti).
Le persone ospitate in strutture territoriali sono 139 e 35 in osservazione nei pronto soccorso. Il totale dei positivi (ricoveri più isolamenti) scende a 14.814 (-188), gli isolamenti domiciliari salgono a 27.093 (+221) e i guariti/dimessi si attestano a 371,964 (+2.781).
Nella sesta puntata di “Storie di Cucina”, il format di Picchio News dedicato alla scoperta delle tradizioni enogastronomiche marchigiane, siamo stati ospiti di “Jolanda”, ristorante di Moie, in provincia di Ancona. Qui, immersi nelle verdi colline anconetane e nella casa del Verdicchio, crescono rigogliose distese di vigneti a perdita d’occhio.
In questo splendido scenario Rolando lavora da 60 anni con la sua famiglia. Un’attività cominciata dai genitori e che oggi prosegue con suo figlio Ivan, chef del ristorante che tenta di riportare in tavoli gli antichi sapori dei contadini marchigiani.
“Questa è la nostra casa da 60 anni e qui prepariamo i piatti come quelli che si facevano una volta. Mio figlio Ivan ha viaggiato e ha studiato prima di poter diventare chef del nostro ristorante e, insieme a mia moglie, oggi riesce a preparare pietanze dai sapori antichi per far sentire davvero a casa chi pranza nel nostro locale”.
Un rispetto della tradizione, quello ricercato da “Jolanda”, per raccontare una cucina povera che non poteva concedersi grandi sfarzi. In tavola con il sommelier ed esperto culinario Mirko Salvatori scopriremo la ricetta della coratella di agnello, uno dei piatti più richiesti della tradizione marchigiana.
Se anche voi siete ristoratori, agricoltori, allevatori o viticoltori, scriveteci un messaggio Whatsapp al 3421682258 o inviate una email a redazionepicchio@gmail.com. Sarete ricontattati da parte della nostra redazione.
"Per il nostro team è un nuovo inizio, ma l'obbiettivo è sempre lo stesso: promuovere il turismo nella nostra terra come motore di rinascita e sviluppo per tutti". Con queste parole Giacomo Andreani, founder della start up 'Expirit', ha voluto dare il via al secondo atto di un'avventura iniziata cinque anni fa. È stata ufficialmente inaugurata, infatti, la nuova sede che occuperà gli spazi dell'edificio del Gruppo Andreani, sito in via del Lavoro 139, a Corridonia.
Una vocazione sociale, quella che dal 2017 si è messa in moto per restituire un futuro consapevole e sostenibile a tutte le realtà marchigiane rimaste ferite dal terremoto, e non solo. Un nuovo inizio, con un motto che vale come un invito: "La vita è un viaggio, e chi viaggia vive due volte".
E da allora, Giacomo - insieme al suo dream team, fra cui il co founder Marco Cocciarini, il professore in Economia e Marketing Agroalimentare Alessio Cavicchi, la experiencer designer Elena Santilli, la copywriter Sara Schiarizza e la new entry alla comunicazione Simona Angeletti - ha scelto di lavorare fianco a fianco con enti locali, operatori turistici, piccole realtà artigianali, fornitori di esperienze e strutture ricettive per promuovere l’identità, le tradizioni e le bellezze dei territori italiani.
"Il ringraziamento più caldo va a tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto, in primis la mia famigllia - ha esordito Giacomo - e avere da oggi in poi un luogo fisico ufficiale per noi è importante: sopratutto perché sarà condiviso con tutti coloro che vorranno collaborare con noi".
Ripercorrendo le tappe più importanti della storia di 'Expirit' - dalle stanze di casa da cui tutto è partito, fino alla realizzazione di iniziative importanti come il MaMa, l'Homo Faber, l'Experience Deruta e altre ancora - amici e collaboratori (anche di vecchia data) sono intervenuti nel corso dell'inaugurazione per supportare Andreani e la sua giovane squadra in questo nuovo inizio.
In ultima battuta, è stata presentata la nuovissima iniziativa "Un albero per i nostri borghi", che prenderà il via da Monte San Martino: solo per il numero di partecipanti all'inaugurazione verranno infatti subito regalati alla comunità del sindaco Matteo Pompei circa 60 alberi per contrastare il cambiamento climatico.
Proroga per ulteriori due mesi delle misure che riguardano corso Cairoli e corso Cavour, la disciplina della ztl in piazza della Libertà con i relativi posteggi e le piazze Mazzini e Vittorio Veneto. La decisione è stata presa dalla Giunta comunale in attesa della revisione del sistema parcheggi che entrerà in vigore a partire dal primo giugno.
«L’Amministrazione sta costruendo, insieme ad Apm, un percorso comune sulle proposte formulate dall’azienda - tenuto conto delle esigenze della stessa e della cittadinanza - relativo alla revisione del sistema parcheggi che sarà proposta a inizio giugno; per permettere alla parte tecnica di predisporre il tutto abbiamo deciso di prorogare per ulteriori due mesi le misure vigenti – ha commentato il sindaco Sandro Parcaroli -.
In questo periodo c’è chi ha usufruito della sosta agevolata e dunque di questa opportunità in modo corretto ma purtroppo abbiamo anche registrato i comportamenti dei cosiddetti “furbetti” che hanno creato disagi in relazione al principio della rotazione della sosta a vantaggio della massima fruibilità del servizio; stiamo valutando di adottare, dal primo giugno, modalità che possano evitare il proporsi di tali episodi».
In corso Cairoli, in corso Cavour e piazza Mazzini, gli automobilisti possono continuare ad avvalersi di un’iniziale sosta breve gratuita di 30 minuti – non prorogabili – con l’obbligo di esposizione del disco orario e l’applicazione, decorso tale periodo, della tariffa ordinaria di 1.20 euro.
Prorogata sino a fine maggio anche la gratuità per la prima ora di sosta e, successivamente, l’applicazione della tariffa oraria di 1 euro (con tariffa minima di 50 centesimi per trenta minuti di sosta) nelle fasce orarie 9-13 e 15-20, consentendo inoltre una sosta complessiva per il massimo di due ore, in piazza Vittorio Veneto.
Prolungata per altri due mesi anche l’attuale disciplina di accesso alla ztl in centro storico e la sosta regolamentata a disco orario nei 21 stalli in piazza della Libertà con periodo di sosta consentito di 60 minuti nella fascia oraria 7.30 – 23, sia nei giorni feriali che festivi (fermo restando il divieto di sosta con rimozione forzata il mercoledì dalle 5 alle 15 per la presenza del mercato settimanale).
Sono arrivati a quota 3.700 i cittadini ucraini accolti e censiti dall'Asur Marche alla data del 29 marzo 2022. Di questi, rende noto l'Azienda Sanitaria Unica Regionale, circa 1.700 sono minori. Otre la metà sono già stati contattati dal Dipartimento di Prevenzione e sottoposti a tamponi Covid risultando positivi in 55.
I dati aggregati aggiornati del monitoraggio della popolazione ucraina nelle Marche sono ricavati dal totale delle cinque Aree Vaste sommati ai numeri che sono stati trasmessi da Questura /Prefettura e rilevati da richieste di soggiorno STP (stranieri temporaneamente presenti) presso i vari uffici Anagrafe Assistiti dislocati su tutto il territorio regionale.
“Nelle Aree Vaste - seguita l'Asur - si stanno effettuando i tamponi molecolari ad opera dei Dipartimenti di Prevenzione e gli operatori stanno ricontattando tutti. Al fine di facilitare le pratiche e il contatto con i servizi preposti, per tutte le informazioni utili circa l'accoglienza sul suolo italiano e le procedure da seguire relativamente a tamponi/isolamento e quant'altro, l'Asur Marche ha creato uno spazio informativo sul sito www.asur.marche.it alla sezione "Cittadini" - "Emergenza Ucraina" con le spiegazioni e le procedure da seguire oltre all'ubicazione, orari e telefoni degli ambulatori e degli uffici a disposizione su tutto il territorio regionale".
Con lo scoppio della guerra in Ucraina, gli italiani sono tornati a parlare di democrazia. Un po’ per le decisioni governative fin qui prese – adesione alle sanzioni, all’approvvigionamento di armi e beni di prima necessità, in conformità con la linea dell’Unione Europea – e un po’ per il sacrificio umano che si sta consumando giorno per giorno nel comparto civile ucraino, i diritti umani sono tornati ad essere i protagonisti dell’agenda setting.
Ma come sono cambiate dopo un mese di guerra le reazioni degli italiani? Se a ridosso del 25 febbraio 2022 le emozioni prevalenti circa l’inizio dell’invasione russa erano tristezza (55%) e incertezza (54%), ad oggi si sono fatti spazio nel cuore dei cittadini sentimenti come la rabbia (54%), la paura (50%) e il disgusto (38%), sintomo di un sostanziale rifiuto di quanto sta accadendo nelle zone dell’ex URSS.
I mancati progressi diplomatici hanno portato a un aumento dell’incertezza sul futuro delle mire espansionistiche russe e l’impiego di armi nucleari. Solo il 23% degli intervistati nel sondaggio IPSOS ritiene che il conflitto resterà circoscritto all’Europa Orientale, accompagnato da un 35% di no comment. Il 34% considera poco probabile un’evoluzione nucleare della guerra, mentre il 24% preferisce non esprimersi. Appena il 21% pensa che l’Italia debba opporsi alla Russia, insieme a un 43% che inviterebbe l’Ucraina ad arrendersi.
C'è quindi una maggiore preoccupazione da parte degli italiani sugli sviluppi futuri della crisi ucraina rispetto alle ripercussioni economiche della stessa. I timori legati, per esempio, al caro-bollette e dell’energia si assestano oggi a un 47%, cifra confermata anche da una maggioranza di intervistati favorevole alle sanzioni promosse dall’Ue (1 italiano su 4). A costo di dover sopportare l’aumento graduale dei prezzi e la futura inflazione.
Nel frattempo, aumentano le spese militari. Con il benestare del presidente Mattarella. L’ultimo paradosso “draghiano” si può riassumere così: “corsa agli armamenti per assicurare la pace”. Nelle ultime ore, il premier italiano ha invitato i partiti alla compattezza rispetto alla conversione in legge dell’ultimo Decreto Ucraina. Il premier ha fatto leva sulla necessità di “difendere i valori della democrazia e dell’Europa Unita”; il richiamo all’unità e all’affidabilità è stato promosso soprattutto dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini, al fine di onorare gli accordi Nato sottoscritti nel 2014. Il che significa, per il nostro Paese, aumentare le spesa militari e della Difesa per raggiungere la percentuale del 2% del Pil entro il 2024.
Se il voto di fiducia del Senato atteso entro questa settimana avrà successo – senza spaccature interne ai partiti e voltagabbana dell’ultimo minuto – il Governo darà il via libera all’invio di aiuti umanitari economici e militari all’Ucraina. Confermando così quelle che saranno le future revisioni in materia di Pnnr e sue priorità, poiché definitivamente influenzato dai mutamenti del quadro geopolitico europeo.
Sono 2.415 positivi (ieri erano stati 3.323), con un tasso di negatività del 43,9% (dal 41,8%) sui 5.506 tamponi diagnostici analizzati (ieri 7.947). L'incidenza chiude una settimana in calo e oggi si attesta a 1.064,73 settimanali ogni 100mila abitanti (ieri 1.078,12).
Questo quanto emerge dai dati rilasciai dall’Osservatorio epidemiologico delle Marche, che confermano il trend positivo degli ultimi sette giorni, nonostante il numero giornaliero di nuovi postivi rimanga piuttosto alto. Ancona è ancora la provincia delle Marche più colpita con 800 casi, ma oggi è Pesaro Urbino la seconda (432), seguita da Macerata (406), Ascoli Piceno (381) e Fermo (303); sono 93 i contagiati provenienti da fuori regione.
Anche oggi quasi la metà dei casi giornalieri si concentrano nelle due fasce da sempre più colpite in questa ultima ondata, con 608 casi per i 25-44enni e 575 per i 44-59enni. Ma si conferma anche il trend recente con numeri in salita anche nelle fasce d'età più avanzata: 295 positivi tra 60 e 69 anni, 206 tra 70 e 79 e 141 da 80 da 89. Tra i più giovani sono di nuovo i bambini delle scuole elementari (6-10 anni) i più colpiti con 157 contagiati.
Sono oltre 3.600, di cui circa 1.700 minori, i profughi ucraini giunti nelle Marche attraverso l canali delle Prefetture. Il dato è emerso nel corso di una videoconferenza del Comitato di accoglienza Marche. Presieduto dall’assessore alla Protezione Civile Stefano Aguzzi, l’incontro – con prefetti e Anci Marche – è servito a puntualizzare le varie fase della macchina organizzativa dell’accoglienza.
“Stiamo lavorando per definire gli aspetti logistici dei vari scenari che si possono delineare, in funzione dell’andamento degli arrivi nella nostra regione - riferisce Aguzzi – La nostra protezione civile, in questa fase, provvederà a contrattualizzate alcune strutture alberghiere per provincia, tra quelle segnalate dalle rispettive associazioni di categoria, destinate a ospitare eventualmente i profughi che non hanno la possibilità di sistemazione presso parenti, conoscenti o associazioni, segnalati dalle stesse Prefetture”.
“Contatteremo inoltre i gestori del trasporto pubblico locale per attivare un servizio gratuito nel primo mese di permanenza dei profughi sprovvisti di mezzi autonomi, sempre su segnalazione delle Prefetture, per dare loro la possibilità di muoversi in piena libertà. Il sistema di accoglienza delle Marche sta potenziando la sua capacità di risposta, adeguandosi all’evoluzione del conflitto in corso”.
Su proposta dell’assessore regionale all’Ambiente Stefano Aguzzi, la giunta regionale ha deliberato lo stanziamento di oltre 2,167 milioni di euro per la realizzazione di opere pubbliche per la messa in sicurezza del territorio a rischio costiero e ora è stata stilata la graduatoria con gli 8 Comuni costieri ammessi al finanziamento: Montemarciano, Pedaso, Porto Sant’Elpidio, Pesaro, San Benedetto del Tronto, Mondolfo, Grottammare e Porto Recanati riceveranno dunque il contributo regionale per effettuare gli interventi.
“I comuni interessati da fenomeni di dissesto idrogeologico legati al rischio costiero – ha sottolineato Aguzzi – possono così effettuare interventi significativi e attesi: la manutenzione delle opere di difesa della costa riveste un ruolo fondamentale per queste realtà e richiede un impegno economico finanziario notevole e costante. Per la regione Marche la difesa della costa è una delle priorità perché ha ricadute oltre che sull’aspetto ambientale, anche su quello economico, quali il turismo balneare.
"È necessario investire sulla prevenzione ed intervenire costantemente sul territorio al fine di prevenire eventuali danni ambientali dovuti alle mutate condizioni climatiche, cercando sempre più di valorizzare le nostre stupende coste. E’ mia intenzione proseguire l’impegno in tal senso, cercando di reperire altre risorse tramite il Pnrr”.
I comuni interessati cofinanzieranno gli interventi per una quota pari ad almeno il 30% della somma richiesta e hanno già a disposizione il progetto definitivo o esecutivo dell’intervento da realizzare. Eventuali economie risultanti dalla realizzazione dell’intervento ammesso a contributo potranno essere utilizzate dallo stesso Comune per ulteriori investimenti per le medesime finalità, previa autorizzazione della Regione Marche e purché la spesa sia comunque rendicontata entro l’anno di competenza 2023.
Danni causati dalle nevicate del 2017: arrivano 12 milioni di euro per le Marche Il Commissario Straordinario per la Ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, ha firmato il decreto con cui trasferisce 48 milioni all'Ufficio speciale per la ricostruzione della regione Abruzzo e 12 milioni di euro a quello delle Marche per rimborsare i danni indotti dalla doppia emergenza dovuta al terremoto e alle nevicate del gennaio 2017, nei territori che erano già stati colpiti dal sisma pochi mesi prima.
In particolare i fondi sono destinati a soggetti sia pubblici che privati, oltre che alle attività economiche e produttive dei Comuni che rientrano nel cratere sismico. Un provvedimento molto atteso, che consentirà l'avvio del ripristino di moltissime strutture che non erano ancora rientrate nel percorso di ricostruzione, proprio in vista di questo finanziamento.
Le somme erogate ad Abruzzo e Marche rappresentano il 60% della somma totale stanziata dall'ordinanza 120 del 2021. A questa prima tranche ne seguiranno altre due: un 30% sarà erogato dopo l'approvazione del piano delle opere pubbliche e il 10% finale sarà assegnato in seguito all'impiego effettivo delle somme ricevute. In totale all'Abruzzo andranno 80 milioni di euro, alle Marche 20 milioni. I soggetti attuatori degli interventi sono gli Uffici speciali per la ricostruzione delle rispettive regioni, che avranno quindi anche la responsabilità delle istruttorie necessarie per ottenere i contributi.
“Questa Amministrazione ha investito circa 49 mila euro di arredi urbani nel parco Baden-Powell, provvedendo alla sostituzione di sei panchine, cestini, giochi a molla e a bilico, altalene, sostituzione rete recinzione del campo di calcio, porte calcetto, alla piantumazione di due cipressi, all’opera di pulizia con idrolavaggio e ripulitura delle scritte con spray sul marmo, alla sistemazione di cordoli e alla pavimentazione dei vialetti. Inoltre, solo in via Verga abbiamo sistemato quattro panchine e quattro nuovi cestoni per i rifiuti".
È quanto precisa l’assessore all’Ambiente del comune di Civitanova Marche, Giuseppe Cognigni, nel replicare alle critiche piovute negli ultimi giorni riguardo la gestione del verde pubblico. "Da 5 anni abbiamo dato il via ad una collaborazione con cittadini volontari del quartiere - precisa l'assessore -, con i quali abbiamo realizzato la scorsa primavera la pista BMX per bambini, all’inaugurazione c’erano più di 300 persone, segno che l’ascolto e il coinvolgimento con i residenti c’è stato".
"Come in ogni zona verde della città, ci sarà ulteriore bisogno di lavori per sistemare la totalità dell’area, considerata anche l’inciviltà di alcuni individui che si divertono a danneggiare reti e giochi - aggiunge Cognigni -. Per questo l’Amministrazione Ciarapica ha già provveduto ad installare le telecamere sui parchi, finanziando anche quello di via Guerrazzi che dovrà entrare in funzione nel mese di aprile. Ricordo che analogo intervento è stato fatto al parco Cecchetti di San Marone, altro centro di ritrovo su cui l’Amministrazione ha realizzato diversi investimenti".
“Sono poche le città come Civitanova con tanti parchi video sorvegliati, e due di questi sono proprio nel quartiere di san Marone. Vien da pensare che il comitato spontaneo abbia sbagliato la data nell’indirizzare la sua invettiva” conclude Cognigni.
La maggioranza del Consiglio comunale di Macerata ha approvato nelle ultime ore l'acquisto dei locali siti in corso Matteotti 1 e 3, relativi all'ex Upim. Un investimento da 60 mila euro, che porterà alla nascita di un nuovo ascensore in vicolo Ferrari, "concepito - ha sottolineato l'assessore Andrea Marchiori - per agevolare l'accesso alla galleria a persone diversamente abili e mamme con passeggino". In sintesi, un progetto collocato nel prossimo futuro dal costo di circa 250mila euro, e destinato a conferire maggiore lustro ai beni comunali e ad abbattere le barriere architettoniche.
Una manovra che invece, a detta dell'opposizione, suona più come l'ennesima operazione immobiliare volta a favorire gli esercizi commerciali del centro storico, in particolare quelli del versante Nord (che già dispone di attracchi). Anzi: alcuni esponenti - come Maurizio Del Gobbo, Narciso Ricotta, Stefania Monteverde e Alberto Cicarè - hanno sottolineato come il progetto non solo fosse fuori dall'ordine del giorno dell'ultimo Consiglio comunale, ma penalizzi zone più urgenti, come quella relativa a corso Cairoli.
A questo, si aggiungerebbe il ricorso di un mutuo d'acquisto da parte del Comune per rilevare i locali dell'ex Upim: strategia di indebitamento che lo stesso Marchiori - a suo tempo nell'opposizione - aveva ampiamente contestato.
La Prefettura ha reso noto il calendario delle postazioni degli autovelox che saranno installati lungo la superstrada nel mese di aprile. Sul sito internet dell'ente, nell'apposita sezione dedicata, è possibile consultare l'elenco delle postazioni attive giorno per giorno.
Un elenco che verrà aggiornato mensilmente. Da sottolineare come il calendario faccia riferimento soltanto agli autovelox gestiti dalla Polizia Stradale e non a quelli gestiti dalle Polizie Locali dei singoli comuni.
IL CALENDARIO COMPLETO DI APRILE 2022
Si parte subito il primo aprile, con i controlli in funzione dalle 8 alle 13 a Corridonia nella corsia mare-monti. Il 2, dalle 13 alle 19, autovelox attivi nello svincolo di Camerino, in corsia monti-mare. Nessun controllo previsto domenica 3 aprile.
Il 4 aprile, controlli in direzione mare a Tolentino, dalle 8 alle 13. Cambia l'orario di attivazione il 5 aprile: controlli tra la Sfercia e Muccia direzione monti, dalle 8 alle 20. Il giorno seguente si resta allo svincolo di Corridonia, ma in direzione mare, sempre dalle 8 alle 20. Stesso orario e stessa uscita per i controlli della PolStrada il 7 aprile. Dopodiché ci si ferma venerdì 8, per riprendere sabato 9 aprile dalle 13 alle 19, allo svincolo mare-monti di Corridonia. Nuovo stop domenica 10 aprile.
Si riprende lunedì 11, dalle 13 alle 20, a Tolentino in direzione mare e - sempre dalle 13 alle 20 - a Montecosaro, in direzione monti. Il 12 marzo autovelox attivi dalle 8 alle 20 tra la Sfercia di Camerino e Muccia. Il 13, sempre dalle 8 alle 20, ma a Corridonia in direzione mare.
Duplice accensione giovedì 14 aprile: dalle 8 alle 20 controlli a Corridonia in direzione mare e dalle 8 alle 13, sempre a Corridonia, ma in direzione monti. Due accensioni sono previste anche per il 15 aprile: dalle 8 alle 20 tra la Sfercia e Muccia in direzione monti e dalle 8 alle 13, a Camerino, in direzione mare. Sabato 16 e domenica 17 aprile autovelox spenti.
Poi ancora lunedì 18, controlli a Corridonia nella corsia verso il mare, dalle 8 alle 20, e a Camerino, in direzione monti, dalle 13 alle 19. Il 19 aprile tra la Sfercia e Muccia in direzione monti, dalle 8 alle 20. Il 20 autovelox in funzione a Corridonia in direzione mare, dalle 8 alle 20. Il 21 aprile autovelox attivi a Tolentino in direzione mare dalle 8 alle 13, a Montecosaro in direzione monti dalle 13 alle 20 e a Corridonia in direzione monti, dalle 13 alle 19.
Venerdì 22 aprile nessun controllo, così come domenica 24. Autovelox accesi, invece, sabato 23, a Camerino dalle 13 alle 19, in direzione mare. Il 25 e 26 aprile ancora controlli a Corridonia, in direzione mare, dalle 8 alle 20. Molteplici accensioni mercoledì 27 aprile: dalle 13 alle 20 controlli a Tolentino in direzione mare e a Montecosaro in direzione monti; a Corridonia, direzione monti, autovelox attivi dalle 8 alle 13.
Il 28 aprile autovelox in funzione tra la Sferica e Muccia in direzione monti dalle 8 alle 20. Il 29 duplice accensione: a Montecosaro in direzione monti dalle 8 alle 13 e a Camerino, in corsia monti-mare, dalle 8 alle 13. Il mese si conclude sabato 30 aprile con lo stop ai controlli.