Attualità

Penna San Giovanni, l'area de "Le Saline" torna a splendere: punto ristoro con piscina di nuovo fruibile

Penna San Giovanni, l'area de "Le Saline" torna a splendere: punto ristoro con piscina di nuovo fruibile

S’inaugura domenica prossima, 26 giugno, una nuova stagione per “le Saline” di Penna San Giovanni: «tornerà ad essere un punto di riferimento, almeno per questa stagione estiva, per chi ama la natura, divertirsi all’aria aperta, degustare prodotti tipici e scoprire l’assoluta originalità di questo lembo di terra che presenta una caratteristica unica non solo per le Marche: la salinità del torrente che l’attraversa e che, per l’appunto, si chiama Salino». A parlare è Michela Gasparini, titolare della ditta Sibilla Service che ha ottenuto in convenzione la gestione dell’area dal Comune di Penna San Giovanni. Soddisfatto il sindaco, Stefano Burocchi, per questa riapertura: «è importante trovare interlocutori credibili che possano gestire servizi di qualità in un contesto straordinario come le Saline». «Abbiamo attivato un comodato d’uso, per tutto il periodo estivo, che comprende anche la piscina che tornerà, dunque, ad essere fruibile per chi vorrà». Punto ristoro con attività di merenderia, sentieri da scoprire guidati da accompagnatori che racconteranno la storia del luogo, attività benessere come il forest bathing, presentazioni di libri, degustazioni di vini e prodotti del territorio e tante altre le iniziative in programma al “Giardino Sentimento – Le Saline”, questo il nome scelto per la struttura.  Ad inaugurarla, domenica mattina alle ore 11, ci sarà il sindaco «per rimarcare l’importanza e la specificità di questo luogo nel territorio di Penna e non solo» sottolinea Burocchi. «Abbiamo patrocinato anche il primo evento di rilievo, la presentazione del libro “Il colore del tuo sangue”, un giallo scritto da Paolo Restuccia, regista della trasmissione cult di Radio2 RAI “Il ruggito del coniglio” per dare un ulteriore segno di vicinanza a chi ha deciso di investire qui». L’appuntamento con Restuccia è per giovedì 30 giugno alle ore 19.

23/06/2022 15:10
Crisi idrica Marche, Aguzzi: "Ci sono le condizioni per richiedere lo stato di emergenza"

Crisi idrica Marche, Aguzzi: "Ci sono le condizioni per richiedere lo stato di emergenza"

Richiesta dello stato di emergenza al Governo, ordinanza ai Comuni per il divieto di spreco di acqua ed avvio di una strategia che porti alla creazione di nuovi invasi e alla pulizia di quelli esistenti. Questi tre indirizzi riassumono la posizione della Regione Marche dopo la riunione di ieri a Roma della Conferenza Stato Regioni, riunita per affrontare il tema di grande attualità riguardante la crisi idrica che sta investendo la Penisola, in particolare la Pianura Padana, ma anche le Marche. Al tavolo, insieme con tutti gli assessori delle Regioni e delle Province autonome, anche il responsabile nazionale della Protezione civile, Fabrizio Curcio, il quale ha tracciato il quadro d’insieme da cui poi sono emerse tutte le criticità, illustrate nel dettaglio dai rappresentanti regionali.  “Anche le Marche – afferma l’assessore Stefano Aguzzi, intervenuto all’incontro – stanno soffrendo per il protrarsi di questo periodo di siccità, sia per l'approvvigionamento idrico in agricoltura, sia per quello di uso civile, che si prevede imminente, specialmente nel nord delle Marche. Ad esempio, le città di Fano e Pesaro prelevano l'acqua dal fiume Metauro, la potabilizzano e poi la immettono nelle case. Questo fiume è quasi a secco e non si prevedono imminenti piogge e ciò costituisce una seria emergenza”. Nei prossimi giorni, il Governo comincerà ad accogliere le richieste di stato d'emergenza da parte delle Regioni, sulla base di criteri stabiliti a livello centrale. “Questi criteri – spiega Aguzzi – si può presumere riguardino l’emergenza in agricoltura, nella zootecnica, di fronte a mancanza di acqua per gli animali, ed emergenza a uso potabile civile. Ritengo che nelle Marche vi siano le condizioni per rispettare questi criteri già ora, e ancora di più nel prossimo futuro. Perciò faremo richiesta dello stato di emergenza ma questo non risolverà il problema”. “La dichiarazione di emergenza – continua Aguzzi - potrà avere benefici in termini di ristoro per eventuali danni o spese aggiuntive ma non in termini approvvigionamento idrico. Ieri ho posto all’attenzione della Conferenza Stato Regioni la necessità di immagazzinare l'acqua in invasi durante i mesi invernali per poi utilizzarla in estate sia in agricoltura che per l'uso idropotabile. Servono dunque nuovi invasi o, dove ve ne siano presenti, serve un’accurata opera di pulizia. Sempre nel caso del fiume Metauro, sono presenti 3 invasi che, a causa dei fanghi che vi si sono depositati nel corso degli anni e mai ripuliti, di fatto oggi sono a meno di un terzo della loro capacità di contenimento.  La Regione Marche si muoverà dunque in questa direzione, cercando anche di superare gli ostacoli burocratici che spesso impediscono queste attività di. Nei prossimi giorni incontrerò Enel e Green Power che gestiscono diversi invasi nelle Marche, in particolare nel Pesarese, per cominciare a ragionare su come poter mettere in atto la pulizia di questi invasi”. “Nel frattempo – conclude Aguzzi - la Regione, in coordinamento con le Prefetture, emetterà la prossima settimana una ordinanza da recepire da parte di tutti i Comuni delle Marche per evitare lo spreco idrico.

23/06/2022 14:16
San Severino, asfaltata la strada bianca che conduce a Barbiato. Alla spesa collaborano i residenti

San Severino, asfaltata la strada bianca che conduce a Barbiato. Alla spesa collaborano i residenti

Il Comune di San Severino Marche, con la compartecipazione di sedici proprietari di fabbricati e terreni serviti dalla strada comunale che conduce alla frazione di Barbiato, ha provveduto all’asfaltatura di un tratto della ex strada bianca, per una lunghezza di 1 chilometro e 150 metri, eliminando così una serie di disagi per la circolazione sia degli stessi residenti che degli utenti. Oltre al rifacimento del fondo, con la posa in opera di misto granulometrico, si è provveduto anche alla asfaltatura con conglomerato bituminoso tipo binder. Il progetto dei lavori è stato interamente redatto e seguito dai tecnici dell’Area Manuntezioni del Comune mentre le opere sono state affidate all’impresa settempedana Gatti e Purini.        

23/06/2022 12:45
Crisi ristorazione, la parola ai dipendenti: "Voglia di lavorare? Orari assurdi e salari in nero"

Crisi ristorazione, la parola ai dipendenti: "Voglia di lavorare? Orari assurdi e salari in nero"

Il clamore scaturito dalla notizia sulla carenza di personale di un noto chalet presso Civitanova, ha provocato la reazione e suscitato l'attenzione di alcuni lettori di Picchio news, che inaspriti dall’ennesimo scarica-barile sui giovani e la loro presunta “poca voglia di lavorare”, hanno deciso di condividere la loro testimonianza, raccontando il proprio punto di vista. Vere e proprie denunce che scoperchiano un vaso di Pandora tutt’altro che segreto, evidenziando come i contratti stagionali vengano raramente onorati così come sono proposti: non di rado, ai dipendenti vengono richiesti turni di lavoro ben più lunghi del previsto, e retribuiti nel più dei casi in nero. Un modus operandi che ha fatto scuola anche nel settore della ristorazione, e finendo col rappresentare spesso e volentieri la norma per i lavoratori stagionali. Naturalmente, e per fortuna, esistono le eccezioni: locali e datori di lavoro che garantiscono ancora contratti trasparenti e remunerazioni oneste e regolari, ma qui l'intento è di denunciare una tendenza oramai inconciliabile con le condizioni perseguite dai lavoratori oggi. "Sono stato impiegato per anni presso varie realtà di Civitanova durante le stagioni estive e, nell’ormai lontano 2011, ho lavorato nello chalet in questione", racconta Enrico, impegato navigato nel settore, in una lettera inviata alla redazione. "Per quanto riguarda il rispetto nei confronti del dipendente, la voglia di trasmettere e, in generale, la bontà dell'ambiente di lavoro, nulla da eccepire. Tuttavia, le condizioni contrattuali non sono - o sarebbe meglio dire ‘non erano’ - quelle descritte". "In primo luogo - spiega - nonostante il contratto di lavoro fosse stato regolarmente stipulato, va evidenziato come non ci fosse reale corrispondenza tra ore 'effettive' e ore 'dichiarate'. Basti pensare che nel mio estratto conto previdenziale INPS, per il periodo 27-02-2011/31-08-2011, la retribuzione totale ammontava a 228 euro. In secondo luogo, i doppi turni (pranzo e cena) diventavano una necessità durante l'alta stagione, pur rimanendo debitamente retribuiti. In ultimo, devo dire che il compenso al tempo era inferiore a quello dichiarato, ma su questo possono aver influito parecchi fattori e non mi sento di accusare nessuno". Ciò detto - continua Enrico - la mia non è una critica diretta al ristoratore, ma piuttosto al sistema ristorazione e, in particolare, al periodo delle stagioni estive. Forse la mancanza di personale non è dovuta al reddito di cittadinanza, misura che in modo assoluto non condivido e vorrei fosse abolita. Ma se ci fosse più rispetto delle regole, degli obblighi contributivi e, in generale, di tutti i diritti che la legislazione prevede per il lavoratore, la ‘voglia di lavorare’ tornerebbe". Si sta parlando qui nello specifico di attività che per loro stessa natura navigano in un mare torbido a livello normativo: stando al rapporto rilasciato dalla Corte dei Conti a fine 2021, la separazione tra le competenze degli enti locali nel rilascio delle concessioni e la diretta attribuzione delle risorse che ne derivano, riservata allo Stato, sarebbe alla base delle criticità relative all’efficace gestione degli stabilimenti, delle entrate e del loro controllo. Basti pensare che l'indagine qui presa in esame tiene considerazione circa 12mila stabilimenti registrati, contro i  30mila stimati in tutto il paese. Le concessioni balneari in Italia si discostano inoltre dalle disposizioni volute dall’Unione Europea - delineate nella  famigerata “Direttiva Bolkenstein” - arrivando a costare allo Stato milioni di euro ogni anno: da un punto di vista prettamente numerico, per quanto riguarda il periodo compreso fra il 2016 e il 2020, “la media dei versamenti totali rilevata, pari a 101,7 milioni di euro, risulta inferiore a quella delle previsioni definitive di competenza pari a 111 milioni di euro”.  Se si considera poi che l’Italia è fanalino di coda in Europa per la crescita di stipendi medi negli ultimi 30 anni (Dati OCSE), registrando l'unico dato in calo fra i paesi UE, ecco che il quadro comincia a prendere forma e a delineare una situazione ben più complessa del semplicistico “i giovani d'oggi non hanno voglia di fare niente". “Non solo capita spesso che le ore previste dal contratto vengano ampiamente sforate, ma è diventata proprio la norma", racconta Leonardo, cuoco maceratese di 25 anni impiegato in un ristorante stellato in Trentino Alto Adige. "Le poche eccezioni sono quei locali dove i proprietari sono particolarmente noti e/o benestanti, come per i grandi marchi di moda: in quel caso possono permettersi una doppia brigata che si dà il cambio fra mattina e pomeriggio, evitando il turno unico. Al momento del contratto è quasi un tacito accordo fra dipendente e datore di lavoro: se l'accordo prevede una singola brigata e 8 ore di lavoro, è chiaro che quelle ore non potranno essere rispettate, non è proprio possibile". "A livello di paga ormai - prosegue - è difficile trovare qualcuno che non rispetti gli accordi contrattuali, a patto che siano persone serie. Può capitare che parte dello stipendio venga percepita in nero, ma in questi casi solitamente anche il contratto prevede meno di otto ore e ci si basa più su un patto verbale e una remunerazione a giornata. Certo, è necessario che il datore di lavoro mantenga rapporti seri, altrimenti lo sfruttamento è dietro l'angolo". "Per quanto possa risultare veritiero che la mentalità del “tutto e subito” rappresenti una caratteristica tipicamente giovanile, non ha senso fare di tutta l’erba un fascio", aggiunge Leonardo. "Magari all’inizio si fa fatica ad abituarcisi, specialmente in un lavoro come il mio dove si sta tantissime ore in piedi con pochi momenti di pausa, ma non sono l’unico ragazzo che con passione si impegna per realizzare il suo sogno. Ce ne sono tanti come me. Devo essere onesto nel dire che invece dall’altra parte manca spesso una retribuzione seria e un atteggiamento più rispettoso del lavoratore: è la consuetudine che ammazza questo mestiere. Sono anni che nella ristorazione si va avanti in questo modo e ormai la gente si è abituata ad aspettarsi quel trattamento. Prima magari c’era più offerta di lavoro, ora le persone non sono più così disposte a questo tipo di situazioni lavorative e preferiscono, magari, contratti completamente regolari, con ore di lavoro più dignitose e paghe più alte. Anche la pandemia ha aiutato a risvegliare un po’ le coscienze dei lavoratori: perché lavorare ai tavoli per 14 ore venendo pagato poco e in nero, quando posso avere una paga altrettanto decente, regolare e magari esercitando da casa in smart working? Qualità della vita, tempo libero e orari flessibili sono elementi che oggigiorno occupano posizioni di rilievo nelle priorità di chi si affaccia al mondo del lavoro". "Leggendo di questi imprenditori che lamentano carenza di personale - conclude Leonardo - mi viene sempre da storcere il naso, poi quando si parla di stagioni estive è ancora peggio: molti non fanno nemmeno la giornata di pausa e si trovano a lavorare per mesi interi 13/14 ore al giorno, senza mai fermarsi. Si aggiunga che spesso la retribuzione non è adeguata a quel tipo di orari ed ecco che la passione non basta più a sostenere questa situazione. La passione, tanto decantata da chi lamenta vuoti nell’effettivo, non ti permette di superare la stanchezza". 

22/06/2022 20:00
Appignano, emergenza idrica: emesse due ordinanze per limitare l'uso dell'acqua

Appignano, emergenza idrica: emesse due ordinanze per limitare l'uso dell'acqua

Allarme siccità.  A causa del persistente stato di scarsità idrica, il sindaco di Appignano, Mariano Calamita, ha emesso due ordinanze per limitarne l’uso. Divieto di utilizzo dell’acqua domestica per usi che non siano quelli relativi alle utenze e divieto di utilizzo per innaffiare orti e giardini o usi non indispensabili. Per quanto concerne l’acqua pubblica, invece, il prelievo massimo pro-capite dalle fontanelle, può essere di 5 litri al giorno e solo per uso potabile. L’amministrazione comunale invita tutta la cittadinanza al rispetto e all’uso responsabile di un bene così prezioso. Un provvedimento simile è stato emesso in giornata anche nel Comune di Morrovalle (leggi qui).

22/06/2022 19:41
Cosmari, arriva la fumata bianca: Brigitte Pellei è il nuovo direttore generale

Cosmari, arriva la fumata bianca: Brigitte Pellei è il nuovo direttore generale

Brigitte Pellei è il nuovo direttore generale del Cosmari. L’Assemblea dei Comuni soci riunitasi oggi ha approvato la delibera di nomina. Con voto favorevole unanime (56,46%) con la sola astensione di Montecassiano (2,09%), la nomina di Brigitte Pellei è stata ratificata con l’approvazione della delibera ed entro massimo quattro mesi entrerà in servizio assumendo il nuovo incarico. È  prevista un'assunzione a tempo pieno e determinato, per tre anni, con affiancamento nei primi mesi, fino al 30 novembre 2022, da parte del direttore uscente l’ingegner Giuseppe Giampaoli. Si prevede che il nuovo Direttore entrerà in servizio a metà agosto. Brigitte Pellei, laureata in ingegneria per l’Ambiente e il territorio presso l’Università di Bologna, indirizzo georisorse, dal 2011 coordina il Servizio Idrico Integrato della SECAM spa, Provincia di Sondrio per un bacino di circa 350 mila abitanti. Ha lavorato, come libero professionista, per la ASL di Sondrio. Come esperto ha partecipato a varie progettazioni, ha partecipato a diversi convegni sulla sicurezza e sulla qualità ed è docente in corsi di formazione. Svolge una importante attività di progettazione e ha frequentato diverse scuole di alta formazione professionale.

22/06/2022 18:34
Marche, arrivano i fondi per le stazioni del cratere: 2,5 milioni per nuova fermata Tolentino Campus

Marche, arrivano i fondi per le stazioni del cratere: 2,5 milioni per nuova fermata Tolentino Campus

Le stazioni ferroviarie delle città del cratere sismico cambiano volto e si rinnovano e questo grazie alle risorse del Fondo complementare sisma. Tra ieri ed oggi si sono tenute le conferenze di servizio tra Regione Marche e tutti i soggetti coinvolti nelle opere di restyling delle stazioni di Ascoli Piceno, Fabriano, Macerata, Tolentino e Tolentino Campus. "La Regione Marche - spiega l’assessore regionale al Bilancio e alla Ricostruzione, Guido Castelli - su impulso del presidente Acquaroli e mio, ha voluto dedicare una particolare attenzione al tema della accessibilità dei trasporti nelle aree del cratere". "Ne sono derivati, da una parte, lo stanziamento di 100 milioni di euro per la riqualificazione della Pedemontana tra Caldarola e Amandola, dell’Ascoli-Teramo e della Monti/Mare nel Fermano, e dall’altra questo piano di finanziamenti i cui interventi finanziari riguardano 5 milioni di euro, rispettivamente, per le stazioni di Ascoli Piceno e di Macerata, 3 milioni per quella di Fabriano, 1,8 milioni di euro per la stazione di Tolentino e 1,2 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 1,3 milioni di euro, per un totale di 2,5 milioni sulla stazione di Tolentino Campus", aggiunge l'assessore. "Una struttura, quest’ultima, di nuova istituzione e che si collega alla realizzazione del campus che sorgerà a Tolentino nell'alveo di quelle che sono state le strategie di delocalizzazione degli istituti scolastici superiori del territorio cittadino", spiega Castelli. "Il presidente Acquaroli - prosegue l'assessore - ha fortemente voluto che la mobilità e l'accessibilità delle zone del cratere assurgessero a criterio di orientamento dei fondi. Per parte mia, ho lavorato e mi sono prodigato affinché anche il trasporto su ferro potesse trovare risorse importanti". "Il risultato è rappresentato da una provvista finanziaria che, per le Marche, ha raggiunto 16 milioni. Le conferenze di servizio hanno visto il parere favorevole della Regione e degli altri enti e la cosa positiva è che per effetto delle tempistiche, dei cronoprogrammi e del fondo complementare sisma, le opere in questione saranno necessariamente da realizzare tutte entro il 2026". Gli interventi di restyling determineranno anche l’efficientamento energetico delle stazioni e comunque avrebbero un impatto significativo anche sotto il profilo della rigenerazione urbana, poiché le stazioni insistono prevalentemente negli ambiti più urbanizzati delle città. "Le risorse utilizzabili - conclude Castelli - fanno capo al segmento A del Fondo complementare sisma che complessivamente contiene 1 miliardo e 780 milioni, di cui 1 miliardo e 80 milioni per la dotazione infrastrutturale pubblica, mentre gli ulteriori 700 milioni riguardano le imprese private, relativi al segmento B".   

22/06/2022 17:45
Macerata, nasce un gruppo di aiuto per persone affette da fibromialgia

Macerata, nasce un gruppo di aiuto per persone affette da fibromialgia

È nato un gruppo di mutuo aiuto rivolto alle persone affette da fibromialgia e ai loro familiari. La partecipazione è gratuita e volontaria, l’appuntamento è ogni quindici giorni, il sabato dalle 10:30 alle 12:00 in piazza Mazzini a Macerata. Prossima data, sabato 25 giugno. “La Fenice”, questo il nome che l’iniziativa ha scelto, ha lo scopo di favorire lo scambio d’informazioni, pratiche, aiuti e consigli reciproci fra che soffre di una malattia, la fibromialgia, che ha per sintomo principale forti e diffusi dolori all’apparato muscolo-scheletrico e che colpisce tra l’1 e il 3% della popolazione mondiale, circa due milioni di persone in Italia. Spiegano i promotori: “Il fine dell’incontro è divenire ognuno risorsa dell’altro nello scambio delle proprie esperienze sulla fibromialgia”. A organizzare l’iniziativa è l’associazione Ama Macerata odv, Auto Mutuo Aiuto.

22/06/2022 15:52
Morrovalle, allarme siccità: il sindaco vieta l'utilizzo dell'acqua per innaffiare

Morrovalle, allarme siccità: il sindaco vieta l'utilizzo dell'acqua per innaffiare

Questa mattina, il sindaco Andrea Staffolani ha firmato un’ordinanza con la quale si vieta l’utilizzo dell’acqua proveniente da pubblico acquedotto per tutti gli usi diversi da quello potabile, quali l’innaffiamento di orti e giardini, l’irrigazione agricola, il lavaggio di automezzi, il riempimento di piscine ed altri impieghi analoghi. L’ordinanza, che sarà valida fino al 15 ottobre salvo revoca precedente e che è stata preceduta da una specifica richiesta dell’APM, si è resa necessaria a causa dell’attuale periodo di carenza idrica, che rende necessario disciplinare l’uso dell’acqua potabile e ridurre qualsiasi spreco, per evitare che si determinino situazioni critiche sia quantitative che qualitative nell’approvvigionamento idrico. L’inosservanza del presente provvedimento è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con la sanzione amministrativa di cui all’art. 7bis del D.lgs. n. 267/2000. Si invita la cittadinanza ad un uso corretto e razionale dell’acqua al fine di evitarne ogni inutile spreco  

22/06/2022 15:02
Civitanova, parcheggio gratis per le auto elettriche in piazza XX Settembre: parte la sperimentazione

Civitanova, parcheggio gratis per le auto elettriche in piazza XX Settembre: parte la sperimentazione

In via sperimentale dal prossimo mese di luglio e per la durata di un anno, i veicoli elettrici potranno sostare gratuitamente in piazza XX Settembre, a Civitanova Marche, all’interno degli stalli. L’iniziativa, volta a incentivare l’uso dell’auto elettrica non inquinante nel centro urbano, è stata varata ieri dalla giunta comunale nell’ambito dei progetti volti a implementare tutte le attività e le iniziative per una città più pulita e più verde. Gli utilizzatori di auto elettriche potranno dunque usufruire del parcheggio gratuito nella piazza centrale (piazza XX Settembre) grazie a un accordo con la CivitaS che gestisce gli stalli a pagamento. Il parcheggio "ticket free" in piazza si aggiunge ad altre iniziative a beneficio della mobilità sostenibile, come l’installazione di sette stazioni di ricarica per auto e moto elettriche, di cui tre realizzate con un finanziamento a totale carico della Regione Marche e quattro realizzate dal Comune con un contributo regionale di circa il 40% dell’investimento, queste ultime dotate anche di pensiline fotovoltaiche per la produzione di energia.   

22/06/2022 14:56
Gruppi elettrogeni nelle aree Sae, arrivano 4 milioni per i comuni del cratere: finalmente si parte

Gruppi elettrogeni nelle aree Sae, arrivano 4 milioni per i comuni del cratere: finalmente si parte

Gruppi elettrogeni nelle aree Sae, finalmente si parte. Arrivano quasi 4 milioni di euro per risolvere un problema che, soprattutto nei mesi invernali, mette a dura prova la tenuta delle persone che vivono nelle Soluzioni abitative d’emergenza (Sae) realizzate nei comuni dell’entroterra più colpiti dal sisma del 2016. Gli inverni gelidi, infatti, causano spesso l’interruzione delle linee elettriche, soprattutto nei luoghi di montagna, dove il freddo e il maltempo si fanno più rigidi, procurando inevitabili disagi nell’affrontare blackout e conseguenti abbassamenti delle temperature. Da qui la disponibilità del Dipartimento della Protezione Civile - sollecitato dalla Regione Marche - che ha stanziato una cifra di 3.750.000 euro per il cratere marchigiano, per questo intervento riconducibile a quelli previsti dall’OCDPC n. 489/2018. I Comuni in cui insistono i villaggi Sae, possono presentare progetti per dotarsi dei gruppi elettrogeni e sopperire così alla mancanza di energia elettrica e alle difficoltà che ne derivano. In tal senso, decisivo risulta il compito della Regione Marche in materia di valutazione dei progetti, sopralluoghi e autorizzazioni, volti a dare il via libera ai Comuni proponenti per la fase relativa agli affidamenti e tutto quanto concerne la parte operativa e burocratica, fino al collaudo finale. «L’attuazione del programma si è rivelata piuttosto complessa - commenta l’assessore alla Ricostruzione Guido Castelli - Fondamentale si è rivelata anche la collaborazione e la disponibilità di E-distribuzione per una serie di valutazioni effettuate a monte e per la partecipazione in fase di sopralluogo, in un’ottica di sinergia tra enti che va a risolvere una problematica che cittadini e comitati hanno più volte posto alla nostra attenzione. I tempi di realizzazione degli impianti sono ora piuttosto brevi: per questo i Comuni che procedono tempestivamente con la richiesta avranno sicuramente i gruppi elettrogeni attivi in vista dell’arrivo del prossimo inverno».  Proprio in questi giorni il dirigente del Settore Soggetto Attuatore Sisma 2016 regionale Silvia Moroni, coadiuvata da Roberto Stoppoloni e dal responsabile d’area di E-distribuzione Sergio Tomassini, ha effettuato una serie di sopralluoghi a Castelsantangelo sul Nera, Bolognola e Fiastra. A oggi è stata autorizzata una somma complessiva di euro 1.083.362 euro per la realizzazione degli impianti presso i comuni di Castelsantangelo sul Nera (240.000 euro), Bolognola (65.000 euro), Muccia (69.267 euro), e Pieve Torina (663.000 euro). Manca solo il collaudo, invece, per l’area Sae di Montecavallo, dove la cifra impiegata è di 46.094 euro.

21/06/2022 17:30
Pollenza, dopo 42 anni chiude la storica pizzeria "2P": "Ci abbiamo messo cuore e anima"

Pollenza, dopo 42 anni chiude la storica pizzeria "2P": "Ci abbiamo messo cuore e anima"

Dopo 42 anni si abbassa definitivamente la saracinesca della Pizzeria 2P di Pollenza.  L’attività era stata avviata nel dicembre del 1980 in Viale Carradori dai fratelli Fausto e Giancarlo Pierdicca con Giuliana, moglie di Giancarlo, ai fornelli. Poi, nel settembre del 1995, la pizzeria è stata trasferita nei nuovissimi locali di Casette Verdini conquistando un prestigio sempre maggiore grazie alle pizze buonissime cotte nel forno a legna e ai piatti della tradizione popolare come la polenta e la trippa. Il tutto preparato con prodotti di altissima qualità in un locale sobrio, rivolto principalmente a famiglie, uno dei pochi a non avere chiassose TV che propongono calcio a tutte le ore e a tutto volume. Il ricambio generazionale è avvenuto nel 2006 quando Tiziana, figlia di Giancarlo e addetta alla sala, dopo anni di attento apprendistato, ha rilevato l’attività e, con la stessa maestria del papà, ha sfornato pizze sempre più buone proponendo alla clientela piatti decisamente insoliti e gustosissimi come le pizze salate alla frutta (fragola, pera, mela verde, melograno, uva, melone, curcuma e pistacchio). “Ho la morte nel cuore – dice Tiziana – ma è una scelta che non posso più rimandare. Dapprima il lockdown ci ha costretto ad un lungo periodo di inattività. Inoltre i miei genitori sono stanchi ed è giusto che, dopo una vita di duro lavoro, si concedano il meritato riposo. Le mie figlie hanno altri progetti e sono felice che seguano le proprie inclinazioni e realizzino i propri desideri. Infine il personale: come altri miei colleghi, anch’io non riesco più a trovare collaboratori nonostante li abbia sempre pagati regolarmente e più che dignitosamente”. Lo scorso aprile, l’associazione nazionale aderente alla Confcommercio “50&Più” ha organizzato la premiazione dei “Maestri del commercio” presso il teatro Giuseppe Verdi di Pollenza: in quella occasione Giancarlo ha ricevuto l’onorificenza Aquila d’oro per i cinquant’anni di attività mentre Tiziana è stata premiata con l’Aquila d’argento a testimonianza del suo impegno venticinquennale. “Ci ho messo il cuore e tutta la passione di cui sono capace – ribadisce Tiziana – per soddisfare i miei clienti che sono stati tantissimi e affezionatissimi: molti di loro, quando ho comunicato la mia intenzioni di chiudere l’attività, hanno fatto di tutto per convincermi ad andare avanti. Posso solo ringraziarli per l’affetto dimostratomi in tutti questi anni”.  Proprio per salutare i clienti che vorranno gustare l’ultima pizza, il locale resterà aperto tutti i giorni da giovedì 23 a giovedì 30 giugno, data in cui lo storico locale cesserà definitivamente l’attività. “Con la morte nel cuore”, come la dolce Tiziana ama ripetere a tutti.  

21/06/2022 14:03
Ospedale Civitanova, la lettera di un paziente: "Esempio di efficienza, ma..."

Ospedale Civitanova, la lettera di un paziente: "Esempio di efficienza, ma..."

Una lunga lettera inviata da un nostro lettore alla redazione di Picchio News con oggetto l'ospedale di Civitanova Marche. Paolo Piccinelli, generale dei carabinieri in pensione, è stato vittima di un brutto infortunio domestico alcune settimane fa. Un infortunio che gli è costato ricovero e intervento presso il reparto di Ortopedia dell'ospedale locale. Una fotografia chiara tra pro e contro della sanità pubblica.  Di seguito la lettera inviata: "Uno dei sensori del livello di civiltà e dello stato di benessere di un’area è sicuramente l’efficienza del sistema sanitario. Il sistema sanitario nazionale non esiste da sempre, ma è anzi una conquista relativamente recente. È stato infatti istituito nel 1978. Alla sua base, fin dalla sua nascita, il sistema sanitario nazionale italiano ha tre princìpi fondamentali: l’universalità (ossia l’estensione delle prestazioni sanitarie a tutta la popolazione), l’uguaglianza (l’accesso alle cure senza nessuna discriminazione) e l’equità (la parità di accesso in relazione a uguali bisogni di salute). Recentemente ho dovuto verificare sulla mia pelle lo “stato di salute” dell’Ospedale di Civitanova Marche. Laceratomi completamente il legamento del quadricipite femorale, proprio quello di Ronaldo il fenomeno (tra le tante differenze, lui giocando a calcio, io scivolando uscendo di casa….), sono dovuto ricorrere alle cure del personale del Reparto di Ortopedia. C’è stato qualche (rarissimo) scetticismo sul perché mi affidassi alla sanità pubblica e non a qualche centro specializzato o a qualche luminare nello specifico settore: ho sempre confidato nell’eccellenza della sanità pubblica (è il mio 5° intervento), la stessa che, in più circostanze, ha salvato mia madre e mio padre da una morte prematura. Paradossalmente, più piccola la struttura, più accurato il livello di tutto il personale medico, infermieristico, amministrativo, persino il vitto era migliore! Tornando al Reparto diretto dal Dott. Maurizio Belletti, devo dire che la mia fiducia nel sistema sanitario nazionale è stata ben riposta. Ho condiviso la stanza, per poco più di tre giorni, con Otello, anch’egli con ginocchio da “sistemare”, ed insieme abbiamo potuto constatare e commentare l’elevata efficienza di tutto il reparto: medici (e primario) molto presenti in corsia (quando non impegnati in sala operatoria), infermieri costantemente disponibili e di una pazienza lodabile, tutto il personale impegnato sempre cordiale. Ma oltre al lato umano, l’efficienza e l’efficacia la danno anche il materiale che si ha a disposizione. E qui forse qualcuno che gestisce la parte del PIL destinata alla sanità dovrebbe essere più oculato. A partire dai letti di ricovero, che hanno l’unica opzione di regolamento dello schienale tramite una manovella (e chi si opera o è in genere ricoverato tribola molto nel trovare la giusta posizione di decubito). Ma soprattutto l’aspetto che a parere di scrive stupisce è la gestione del paziente che è fatta ancora in modalità cartacea.  Vi sono strutture ospedaliere che hanno adottato efficaci sistemi operativi che consentono la gestione informatizzata del paziente e della relativa cura, con notevoli vantaggi in termini di correttezza della terapia (l’infermiere, tramite un codice univoco assegnato ad ogni paziente sa costantemente, tramite un palmare, la storia medica e che tipo di farmaci deve essere somministrato, senza possibilità di errore, a seguito delle informazioni inserite dal medico nel sistema) e di risparmio sul costo dei farmaci (vengono forniti i farmaci necessari per ogni paziente, oltre ad una piccola scorta di quelli indispensabili, senza necessità di effettuare costose scorte degli stessi nei magazzini degli ospedali, che comportano il mancato utilizzo a seguito della scadenza o per altri motivi meno nobili). Questa gestione informatizzata è stata di recente, oggetto di uno specifico studio accademico del Politecnico di Torino, dal titolo “La logistica farmaceutica in tempi di spending review”, nel quale, dopo esser stato analizzato tale modello e la sua concreta attuazione, viene sottolineato, nelle sue conclusioni, che: “per quanto concerne la valutazione economica complessiva si rileva che l’A.O. ha avuto un risparmio complessivo, che corrisponde al 28 % circa”.  Ed essendo la spesa sanitaria probabilmente una delle più onerose del Paese Italia (per il triennio 2019-2021 erano stati stanziati per il fabbisogno sanitario nazionale una media di oltre 116.000 milioni di euro annui, poi incrementati a seguito dell’emergenza COVID), si comprende l’entità dei soldi che potrebbero essere risparmiati e reinvestiti in altri settori sanitari. Comunque, il mio intervento, e anche quello di Otello, è perfettamente riuscito. Ora ci aspetta un lungo periodo di riabilitazione!"              

21/06/2022 11:25
Porto Recanati, discarica a cielo aperto in località Santa Maria in Potenza

Porto Recanati, discarica a cielo aperto in località Santa Maria in Potenza

Durante un servizio di vigilanza le Guardie Venatorie Volontarie della sezione provinciale Federcaccia di Macerata hanno notato dei rifiuti abbandonati (coperte e materiale in plastica di vario genere) in località Santa Maria in Potenza, comune di Porto Recanati. Il fatto è stato segnalato alla Polizia Provinciale che coordina i servizi delle Guardie Venatorie Volontarie per gli adempimenti del caso. "In ogni comune c’è il centro di raccolta rifiuti dove tutti possono recarsi per differenziare i materiali da buttare -  ha affermato Il coordinatore provinciale delle Guardie Venatorie Fdercaccia Nazzareno Galassi - . È quindi incomprensibile il motivo per il quale qualcuno ancora si ostini ad abbandonare i rifiuti in luoghi naturali o per le strade, considerando i danni importanti che questi gesti provocano all’ambiente". Il coordinamento provinciale delle guardie venatorie della Federcaccia ricorda che il servzio è attivo tutti i giorni e le segnalazioni possono essere effettuate telefonando al 339/5981898 o al numero vedere della Polizia Provinciale 800216659.  

21/06/2022 11:17
Macerata, bagno chimico sotto il sole cocente. Il sindacato Faisa Cisal: "Autisti Apm inascoltati"

Macerata, bagno chimico sotto il sole cocente. Il sindacato Faisa Cisal: "Autisti Apm inascoltati"

Dopo le proteste relative alle fatiscenti condizioni dei locali adibiti alla zona ristoro per il personale dell'Apm di Macerata (leggi qui), si levano nuove lamentale da parte degli operatori del trasporto pubblico maceratese. A segnalare la condizione di disagio in cui i conducenti si sono trovati a operare durante lo svolgimento della manifestazione "Città di Macerata in Festa" è la sigla sindacale Faisa Cisal.  "Ogni qualvolta c'è una variazione di percorso del capolinea per cause relative all'organizzazione di manifestazioni o a lavori pubblici, non è mai stato considerato il punto di vista dei lavoratori né è stata ascoltata la loro voce", evidenzia il sindacato. Particolarmente discusso è stato il posizionamento dell'unico bagno chimico a disposizione del personale in un angolo di Via Trento, dove è stato allestito il capolinea temporaneo sino a oggi: "Posizionare un box chimico in plastica sotto il solleone, viste le altissime temperature di questi giorni, è inaudito. Si rischia un colpo di calore. Il problema è stato avvertito particolarmente dai conducenti della linea 4, che hanno a disposizione un tempo di sosta di soli 10 minuti che non permette loro nemmeno di recarsi a piedi in un vicino bar. Ma non sono stati gli unici".  "Sia l'azienda, che i responsabili dei lavoratori e l'Amministrazione comunale devono essere più attenti alle loro scelte. I conducenti vengono lasciati allo sbando, è ora di cambiare. Inoltre, nella tabella degli orari destinata agli utenti erano mancanti quelli relativi alla linea 7 e alla linea 8. Si è così creato un disagio anche per la cittadinanza. Ci auguriamo una maggiore collaborazione tra le parti, visto che il problema potrebbe riproporsi a breve. In vista dei festival estivi, a cominciare dalle giornate dedicate a Musicultura, auspichiamo un cambio di rotta", conclude il sindacato.   

20/06/2022 18:45
Monte Cavallo, rischio idraulico del torrente Madonna: inaugurato il nuovo ponte

Monte Cavallo, rischio idraulico del torrente Madonna: inaugurato il nuovo ponte

Ultimati i lavori per la messa in sicurezza del ponte sulla strada comunale di Pian della Noce, per l’eliminazione del rischio idraulico del torrente Madonna, che scorre a margine dell’abitato storico e delle attuali abitazioni di emergenza post-terremoto del 2016, nel Comune di Monte Cavallo. Oggi si è svolta la cerimonia di apertura del ponte, alla presenza dell’assessore regionale all’Ambiente e Difesa del suolo, Stefano Aguzzi, del sindaco Pietro Cecoli e delle consigliere regionali Elena Leonardi e Anna Menghi.  “Erano interventi necessari e urgenti da realizzare – ha detto Aguzzi – Nonostante l’iter sia stato complesso sono soddisfatto che siano stati completati, grazie all’impegno e alla collaborazione sia della Regione che delle amministrazioni locali, degli enti e dei tecnici incaricati”. Per questi lavori, la Regione ha utilizzato i fondi POR-FERS Asse 8 destinati alla riduzione del rischio idraulico nei territori colpiti dal sisma, destinando 600 mila euro alle opere per il Comune di Monte Cavallo. Il percorso amministrativo non è stato semplice in quanto la progettazione si colloca in zona di pregio ambientale. Dopo circa 1 anno, i lavori sono stati ultimati ed oggi l’opera è stata consegnata al Comune. La progettazione e l’esecuzione delle opere sono state curate in ogni sua fase dai dipendenti del Genio Civile di Macerata. Nel tratto di strada che conduce al centro abitato era presente un ponte che è stato riconosciuto non adeguato alla piena di progetto e comunque al limite di servizio; è stato quindi progettato un nuovo ponte della lunghezza di 12 metri, a 2 carreggiate. I lavori si sono concentrati sul torrente della Madonna, in quanto sul torrente dell’Angelo si erano già risolti i problemi di esondazione con l’utilizzo di fondi dal Sisma del 1997, costruendo un nuovo ponte e curando lo scorrimento delle acque. L’obiettivo è stato ripristinare l’argine di difesa dell’abitato, con attenzione sugli accessi ai fondi privati, prevedendo dossi artificiali per contenere le acque nella zona di scorrimento naturale. Il ripristino dell’argine è avvenuto emulando la tecnica dei muretti a secco, patrimonio culturale dell’Alto Chienti e Potenza, riconosciuta ultimamente come opera patrimonio immateriale dell’Unesco. Infatti a Monte Cavallo sul torrente dell’Angelo vi è un pregevole muro a secco che svolge la funzione di difesa idraulica. “Con la realizzazione del muretto – ha affermato Aguzzi – si è portato a termine un intervento che oltre ad essere funzionale all’eliminazione del rischio idraulico, preserva una tecnica e una costruzione strettamente connesse ad elementi identitari e culturali del Maceratese, le quali possono diventare un focus di riferimento per altri interventi da realizzare in contesti simili”.

20/06/2022 16:25
Truffe e furti agli anziani: incontro con i Carabinieri a San Severino

Truffe e furti agli anziani: incontro con i Carabinieri a San Severino

Furti e truffe non vanno in vacanza nemmeno d’estate. Anzi, complici le partenze per le località balneari e di montagna da parte di molti cittadini che solitamente forniscono un presidio sul territorio tenendo alla larga anche con la sola presenza i malintenzionati, tante abitazioni rischiano di divenire facili luoghi da predare. Al fine di evitare certe spiacevoli situazioni, con lo scopo utilissimo di informare per prevenire, l’Arma dei Carabinieri ha da tempo avviato incontri con la popolazione, soprattutto con le fasce più deboli e in particolare gli anziani. Un’attività puntuale coordinata dalla Prefettura di Macerata e dal Comando Provinciale dell’Arma. Nell’ambito di tale attività il comandante della locale stazione dei Carabinieri, luogotenente Massimiliano Lucarelli, ha tenuto, nei giorni scorsi, un incontro pubblico al Circolo ricreativo settempedano Acli Aps di via XX Settembre, aperto dal saluto del presidente Giovanni Dialuce, che ha registrato l’attenzione di numerosi partecipanti. L’iniziativa è stata sostenuta dal Comune di San Severino Marche e ha visto la partecipazione anche del sindaco, Rosa Piermattei, del vice sindaco, Vanna Bianconi, e dell’assessore ai Servizi Sociali, Servizi alla Persona e alla Famiglia, Michela Pezzanesi.    

20/06/2022 15:23
Siglato patto di amicizia tra San Ginesio e Chieve

Siglato patto di amicizia tra San Ginesio e Chieve

Si è svolta ieri nella splendida cornice dell’Auditorium di Sant’Agostino, la cerimonia di sottoscrizione del Patto di Amicizia tra il Comune di San Ginesio, rappresentato dal sindaco Giuliano Ciabocco, e il Comune di Chieve (Cr), rappresentato dal Sindaco Davide Bettinelli. Alla presenza delle più rappresentative associazioni locali che hanno contribuito a dare maggior lustro all’evento, le due municipalità, già legate dal 2016, hanno voluto ufficializzare “vincoli permanenti di fraternità e cooperazione” attraverso l’atto solenne sottoscritto dai sindaci- in nome e per conto dei loro cittadini- chiamati ad essere i veri protagonisti degli scambi a tutti i livelli e in molteplici settori: cultura, scuole, associazioni, anziani, attività economiche e produttive, volontariato, sport e tradizioni folcloriche. Pur essendo fisicamente e geograficamente distanti, San Ginesio e Chieve presentano analogie e affinità, avendo come comune elemento di fratellanza proprio la solidarietà. Nel corso degli anni sono infatti riusciti a instaurare un forti rapporto di collaborazione  finalizzato ad approfondire e valorizzare la storia, la cultura, l’istruzione, le attività economiche e produttive, il volontariato e le tradizioni folcloriche di entrambi i Comuni. In base a quanto sancito dall’articolo 2 verrà “regolata la promozione di scambi di natura turistico - culturali ed economici - professionali tra i due Comuni:- tra le scuole, al fine di favorire incontri fra i giovani per sensibilizzarli al confronto con coetanei radicati in contesti diversi e più ampi;- tra associazioni culturali, per la realizzazione di incontri musicali, rappresentazioni teatrali, mostre d'arte, conferenze e convegni al fine di favorire la presa di coscienza del contesto culturale che caratterizza le due realtà sociali e promuovere il processo di integrazione; -tra associazioni sportive, per l'organizzazione di competizioni in varie discipline, per corsi di perfezionamento in discipline specifiche, per la realizzazione di raduni o corse, tutte iniziative che rappresentano un fattore di unione e di pace fra i popoli; tra associazioni di categoria, per realizzare la promozione di attività agricole, industriali e commerciali, attraverso studi comparati di sistemi tecnologici e gestionali, scambi di professionalità e di banche dati. Si vorrà infine attivare un programma di iniziative di scambio nel versante sia culturale sia artistico ed economico-professionale prevedendo il più ampio coinvolgimento della due cittadinanze e dei settori sociali, culturali ed economici interessati attraverso un'azione di informazione, comunicazione e collaborazione attiva nelle varie iniziative che verranno intraprese. Il valore culturale e morale del presente Patto sarà testimoniato dalle varie iniziative che verranno organizzate a fini dello sviluppo sia dei rapporti tra le comunità di San Ginesio e Chieve sia dei rapporti di amicizia e di collaborazione tra le Comunità nel nome degli ideali di pace e di democrazia, nonché per una maggiore integrazione tra gli stessi.

20/06/2022 11:45
'Ai marchigiani non gliene frega nulla dei diritti civili'. La lezione del Pride di Pesaro (FOTO e VIDEO)

'Ai marchigiani non gliene frega nulla dei diritti civili'. La lezione del Pride di Pesaro (FOTO e VIDEO)

A migliaia si sono ritrovati in Piazza dellla Libertà (Pesaro) questo 18 giugno 2022 appena trascorso. Per fare gruppo, dare sfoggio di colori e sorrisi, provare ad alzare un po’ la voce se possibile. Qualcuno anche con un certo imbarazzo: per Isabelle – 18 anni, conosciuta proprio in questa occasione – era la prima volta, e nella sua onestà ha confessato: “E’ tutto così bello che sembra finto”. C'è stato anche chi, più visibilmente, sembrava non vedesse l’ora di dare espressione di sé, magari ballando e vestendosi in maniera più eccentrica: come Ivonne, 'drag queen' solo da tre anni perché “prima avevo paura. Nella mia regione, le Marche, c’è una mentalità ancora troppo retrograda. Oggi almeno si torna a respirare un po’ di libertà”. Un’osservazione, quella di Ivonne, che sottende una triste verità, da cogliere solo se si compie lo sforzo di lanciare lo sguardo oltre la facciata, fatta di carri, festa, musica e arcobaleni. E farlo atterrare lì, dove si trovano i drammi sommersi e le solitudini di chi, vessato e discriminato per anni perché 'diverso', finisce suo malgrado sulle prime dei giornali a recitare il ruolo della vittima. Una delle tante, di quelle che alla fine non fanno nemmeno abbastanza rumore. Come Cloe Bianco, ex professoressa, l’ultima di una lunga lista di persone (appunto) 'diverse' ad essere stata lasciata sola dalle Istituzioni, dopo essere stata sospesa dall’insegnamento nel 2015 perché transgender. E che dopo 7 anni di calvario sociale, ha scelto nella sua lucidità di togliersi la vita. Morire di omotransfobia: Cloe (58 anni, Marcon), Sasha (15 anni, Catania), Camilla (32 anni, Albiano Magra). Impossibile non ricordare i loro nomi in questo Pride del 18 giugno 2022 (leggi qui), tanto a Pesaro quanto a Livorno, Lecco, Parma, Torino e Varese. Impossibile non lasciar parlare anche i cartelli che hanno animato il corteo fino a Campo di Marte: “Contro natura è solo l’ananas sulla pizza”, “Cloe, Sasha e Camilla camminano con noi”, “Rispettate la nostra esistenza o aspettatevi resistenza”, “Non sono confusa”, “Basta patriarcato”, “L’amore non ha confini”. Impossibile, infine, non leggere nei volti di Damiano (18 anni, anche lui al suo primo “Orgoglio”), Alice, Nicole, Eden e altri ancora tutti quei brandelli di speranza che vorrebbero potersi affacciare all’indomani, quando la giornata sarà finita. E si tornerà con i piedi per terra. Anche su questa di terra, le Marche, che si è dimostrata in questa occasione, forse più di altre, spaccata in tre. Esiste una parte sommersa, che almeno una volta all’anno cerca di riprendere ossigeno prima della prossima apnea. Poi ce n’è un’altra: quella più reazionaria, bigotta e retrograda, che si lascia cullare dagli estremisti - come la leader di FdI Giorgia Meloni - sull’onda mediatica di slogan come “No alla teoria gender a scuola perché crea confusione ai bambini”, “No alla lobby Lgbt, sì alla famiglia naturale”. E che finisce, di conseguenza, col riversare feroce disprezzo e rabbia su tutti i membri comunità arcobaleno. Infine, c’è una terza parte, la più numerosa e peggiore: quella composta dagli indifferenti. Da coloro che scelgono di non prendere una posizione, che preferiscono non immischiarsi in certe questioni: come se la realtà sociale - cui appartengono per forza di cose – con tutti i suoi movimenti intestini, non fosse affar loro. Sono quella maggioranza di persone cui di fatto, dei diritti civili, di certi drammi, e di provare a cambiare le cose, non gliene frega assolutamente nulla. Se la politica del nostro Bel Paese continua a non volersi assumere quelle responsabilità che sono doverose verso tutti i cittadini (a prescindere dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere), preferendo piuttosto rimanere impassibile e con le mani sporche di sangue di fronte alle tragedie figlie dell’omolesbobitransfobia, certamente gli italiani – marchigiani compresi – accettano anche in questo caso di assumere il ruolo di 'spettatori passivi'. Ma è opportuno ricordare, scomodando una di quelle canzoni senza tempo di Farìbrizio De Andrè, che “anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”.

19/06/2022 15:50
"Ho scoperto di avere un mieloma, sono costretto a fermarmi": annullato il tour di Giovanni Allevi

"Ho scoperto di avere un mieloma, sono costretto a fermarmi": annullato il tour di Giovanni Allevi

Non ci girerò intorno: ho scoperto di avere una neoplasia dal suono dolce: mieloma, ma non per questo meno insidiosa. La mia angoscia più grande è il pensiero di recare un dolore ai miei familiari e a tutte le persone che mi seguono con affetto". Lo scrive sulle sue pagine social Giovanni Allevi. Il 53enne pianista e compositore, che da giorni lamentava forti mal di schiena, è costretto così a fermarsi e a sospendere i suoi impegni lavorativi. "Ho sempre combattuto i miei draghi interiori in concerto insieme a voi, grazie alla Musica. Questa volta perdonatemi, dovrò farlo lontano dal palco", ha aggiunto nel post pubblicato, al quale ha allegato anche una foto in cui ha 'tradotto' in musica la parola mieloma.

18/06/2022 19:34
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