"Il mio corpo è puro dolore, non ho speranza di miglioramento. Sono prigioniero di una non esistenza. Per questo voglio morire"
E' l'appello lanciato da Antonio, il secondo italiano, dopo Mario (tutti e due sono nomi di fantasia) che ha fatto ricorso ai tribunali per vedere riconosciuto il diritto alle verifiche delle sue condizioni per poter accedere al suicidio assistito, legalizzato dalla Corte Costituzionale alla presenza di quattro condizioni. Dopo mesi di battaglie legali, Mario ha ottenuto il parere positivo del Comitato Etico Regione Marche.
Antonio attende ancora, e insieme all'associazione Luca Coscioni sta per notificare all'Asur (Azienda Sanitaria Unica Regionale ) "un'altra diffida, la terza dall'inizio della sua vicenda per tentare di sbloccare la situazione" - spiega l'avv. Filomena Gallo, che fa parte de suo collegio legale -. "Da febbraio si sono concluse le visite di verifica della sua condizione, ma ancora non arriva il parere del Comitato Etico e Antonio continua a soffrire, ogni giorno di più".
L'avv. Gallo osserva inoltre che "se il testo della legge sul fine vita fosse confermato al Senato, dopo l'approvazione alla Camera, avrebbe gravi effetti discriminatori nei confronti di alcuni pazienti". Antonio, dal canto suo, chiede ai politici di "uscire dal vostro egoismo, pensate a me e ai tanti come me, aiutateci a morire."
(ANSA)
"E adesso un Museo della Resistenza perché il passato non sia mai dimenticato". All’indomani del conferimento della Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Città di San Severino Marche, il sindaco Rosa Piermattei lancia il progetto di dare vita a una "raccolta della memoria" sull’onda delle motivazioni che hanno spinto il Capo dello Stato all’assegnazione dell’onorificenza dopo i fatti che si registrarono in città tra il 1943 e il 1945.
“La nostra popolazione – sottolinea il primo cittadino settempedano – ha fornito un contributo insostituibile alla Resistenza ed è stata un grandissimo esempio di sacrificio e virtù civiche. Qui nacque la banda del Battaglione Mario sui cui sentieri si incrociarono partigiani di diverse nazionalità. Ed è questo un caso unico per la storia”.
In attesa di conoscere quando verrà ufficialmente consegnato il riconoscimento dal Quirinale, l’assegnazione è datata 20 aprile come riportato nel sito delle onorificenze della Presidenza della Repubblica con il numero 861 del 2022, il sindaco ha ufficialmente reso nota, in Consiglio comunale, la decisione del Capo dello Stato giunta su proposta del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.
“La medaglia al Merito Civile era attesa da anni, chi mi ha preceduto nella guida della città l’aveva richiesta compiendo un lavoro di ricerca unico. Comune e Anpi, grazie alla figura del compianto Bruno Taborro, hanno lavorato a lungo perché si riconoscesse anche il valore militare di chi operò nel periodo in questione", ha aggiunto il sindaco.
"Questa onorificenza rende merito alla Città, alle sofferenze e al dolore patito da tanti settempedani, alla lotta di chi sui sentieri della memoria operò, ai martiri di Chigiano e Valdiola - ha ribadito il primo cittadino -. Mi auguro che questa medaglia, proprio nella memoria di Taborro, non divida ma unisca tutti in un percorso che deve essere di ricordo della nostra storia".
"Ho pensato subito, con i colleghi dell’Amministrazione, a un museo da dedicare a una importantissima pagina della nostra storia, la più importante di tutte. Mi ha fatto piacere ricevere, subito dopo aver ufficializzato la notizia in Consiglio comunale, la telefonata del presidente provinciale dell’Anpi di Macerata, Francesco Rocchetti, che proprio il 25 Aprile scorso, durante il suo discorso in occasione delle celebrazioni per la Festa della Liberazione, aveva auspicato l’assegnazione di un riconoscimento alla nostra città per i fatti della Resistenza" ha concluso Piermattei.
Nell'ultima settimana nelle Marche la curva epidemica del coronavirus ha registrato una flessione intorno al 9% e, nelle ultime 24ore, l'incidenza di casi ogni 100mila abitanti è tornata ampiamente sotto quota 800 (da 805,24 a 772,27). Lo fa sapere la Regione.
In tutto sono 1.568 i casi positività rilevati in 24 ore, cioè il 35,8% dei 4.375 tamponi di diagnosi: sono stati eseguiti 5.136 test complessivi, che comprendono anche i 1.568 del percorso guariti.
Sono 421 le persone che accusano sintomi tra gli ultimi positivi; i casi comprendono 468 contatti stretti di positivi, 376 contatti domestici, 21 in ambito scolastico/formativo, 12 in ambiente di vita/socialità, 5 in ambito lavorativo, 2 in ambito sanitario, 1 in ambito assistenziale e su 254 casi è in corso un approfondimento epidemiologico.
Si è registrato ancora in provincia di Ancona il numero più alto di contagi (430); seguono le province di Pesaro Urbino (350), Ascoli Piceno (301), Macerata (245) e Fermo (164); 78 i casi provenienti da fuori regione. Tra le classi d'età è quella tra 25-44 anni quella più colpita (405), poi 45-59 anni (395) e 60-69 anni (201).
(Servizio in aggiornamento)
Questa mattina, nell’ufficio del sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, si è tenuta la cerimonia di giuramento dei nuovi Ispettori ambientali del Cosmari.
Ivo Gismondi, William Melatini, Massimo Pettinari e Damiano Rossetti, dopo aver superato un concorso, riservato al personale interno in possesso dei titoli e dei requisiti oggettivi e soggettivi, hanno giurato di fronte al presidente del Cosmari Giuseppe Pezzanesi, al vicepresidente e direttore generale Giuseppe Giampaoli, al comandante della Polizia Locale di Tolentino David Rocchetti e al responsabile della formazione Alberto Casoni. Erano presenti, oltre alla stampa, anche Fabiola Tiberi e Paolo Domizi di Cosmari.
La Giunta comunale di Tolentino, con apposita delibera, aveva approvato lo schema di convenzione tra Comune e Cosmari per garantire le attività di vigilanza e controllo sul rispetto delle prescrizioni impartite dal Regolamento Comunale di Gestione dei Rifiuti Solidi Urbani ed Assimilati.
"L’intento comune è quello di avviare un’attività finalizzata, in primis, ad un’operazione di controllo del territorio con finalità preventiva e - spiega il sindaco Pezzanesi -, successivamente, quando ne ricorreranno le condizioni oggettive, anche ad un’attività repressiva nei confronti di coloro che si renderanno responsabili di violazioni in materia di corretta modalità di conferimento dei Rifiuti Solidi Urbani ed assimilati".
Ai nuovi ispettori ambientali, Pezzanesi ha ricordato "l’importanza di educare i cittadini-utenti" per "prevenire comportamenti errati, conferimenti non rispettosi del regolamento del 'Porta a Porta' e abbandono dei rifiuti" con "l’obiettivo comune di migliorare ulteriormente sia la qualità che la percentuale della raccolta differenziata". I quattro ispettori ambientali saranno di ausilio sia agli agenti della Polizia Locale che agli operatori addetti alla raccolta dei rifiuti e al servizio di igiene urbana.
La Prefettura ha reso noto il calendario delle postazioni degli autovelox che saranno installati lungo la superstrada nel mese di maggio. Sul sito internet dell'ente, nell'apposita sezione dedicata, è possibile consultare l'elenco delle postazioni attive giorno per giorno.
Un elenco che verrà aggiornato mensilmente. Da sottolineare come il calendario faccia riferimento agli autovelox gestiti sia dalla Polizia Stradale che dalle Polizie Locali dei singoli comuni.
IL CALENDARIO COMPLETO DI MAGGIO 2022
Non è previsto nessun controllo domenica primo maggio. Autovelox in funzione da lunedì 2 maggio, con orario 8-13, a Tolentino nella corsia monti-mare e a Montecosaro, in direzione Foligno, dalle 13 alle 19. Il 3 maggio, dalle 8 alle 20, controlli nello svincolo di Macerata, in corsia monti-mare. Il giorno seguente si resta a Macerata, stesso orario (8-20), sia in direzione monti che in direzione mare.
Giovedì 5 maggio ancora controlli in direzione mare a Macerata, dalle 8 alle 20. Cambia l'orario di attivazione il 6 maggio: controlli a Camerino, direzione mare, dalle 8 alle 13. Sabato 7 autovelox attivi a Corridonia, in direzione monti, dalle 13 alle 19, e a Camerino (direzione monti), dalle 8 alle 13. Nuovo stop domenica 8 maggio. Dopodiché si riprende il 9 maggio, allo svincolo monti-mare di Macerata dalle 8 alle 20.
Si resta a Macerata, su entrambe le direzioni (dalle 8 alle 20), anche martedì 10 maggio. ll giorno seguente resta la doppia attivazione, ma su svincoli differenti: a Tolentino, in direzione Civitanova, dalle 13 alle 20, e a Montecosaro (direzione monti) dalle 8 alle 13. Il 12 maggio, sempre dalle 8 alle 13, controlli a Corridonia in direzione monti. Si torna a Macerata venerdì 13 maggio, dalle 8 alle 20. Autovelox spenti nel weekend del 14 e 15 maggio.
Duplice accensione lunedì 16 maggio: dalle 8 alle 20 controlli a Macerata in direzione mare e dalle 13 alle 19, a Corridonia, ma in direzione monti. Autovelox attivi anche il 17 maggio: dalle 8 alle 20 a Macerata, in direzione mare. Poi ancora, mercoledì 18, controlli a Macerata nella corsia verso il mare, dalle 8 alle 20. Il 19 maggio controlli a Tolentino (direzione Civitanova) dalle 8 alle 13 e a Montecosaro (direzione Foligno) dalle 13 alle 19. Venerdì 20 la PolStrada sarà a Camerino, dalle 13 alle 19.
Sabato 21 e domenica 22 maggio autovelox spenti. Si riparte il 23 maggio a Macerata, direzione mare, dalle 8 alle 20 e a Corridonia, direzione monti, dalle 13 alle 19. Nei due giorni seguenti si resta ancora a Macerata: corsia monti (dalle 8 alle 20) il 24 maggio e corsia mare (dalle 8 alle 20) il 25 maggio. Prevista per il 26 maggio una duplice accensione: a Tolentino (direzione Civitanova) dalle 13 alle 20 e a Montecosaro (direzione Foligno) dalle 8 alle 13.
Autovelox accesi, invece, venerdì 27, a Camerino dalle 8 alle 13, in direzione monti. Sabato 28 si resta a Camerino (direzione Foligno) dalle 13 alle 19 e a Corridonia, sempre direzione monti, dalle 8 alle 13. Nessun controllo domenica 29 maggio. Il mese si conclude lunedì 30 e martedì 31 maggio con gli autovelox attivi a Macerata: entrambi i giorni, dalle 8 alle 20, in direzione Civitanova Marche.
Che esistesse una grave crisi di rappresentanza, era fatto noto da tempo. Nel corso degli ultimi 30 anni i sindacati dei lavoratori hanno lentamente deposto le loro bandiere – un tempo alzate al vento insieme a chi scendeva in piazza a gridare di “rivendicazioni, tutele e dignità” – tendendo sempre più alla ricerca di una conciliazione nei confronti del potere politico.
Per i primi – i lavoratori – l’urgenza oggi verte fra l’inaccettabilità delle condizioni di contratto e la ricerca di un impiego stabile. Per i secondi – il governo e i partiti politici – le priorità si sono facilmente ridimensionate negli ultimi due anni, filtrandole con giustificazioni relative alla pandemia da Covid 19 (ieri) e allo scoppio della guerra in Ucraina (oggi) con tutte le conseguenze del caso: in primis, caro energia e dei materiali.
Ragioni da vendere da entrambe le parti, che però incontrano il loro comun denominatore nelle scelte del passato. Quelle legate agli accordi nati dopo la costituzione nel secolo scorso del Mercato europeo comune , e alle successive svalutazione della Lira, crescita dell’inflazione, e alle inevitabili manovre d’emergenza messe in campo. Nel frattempo, la moneta di scambio era ufficialmente diventato il debito pubblico.
Dalla fine degli anni ’80, la crisi economico finanziaria italiana – determinata anche dai significativi dissesti sociali e politici – diventa fatto conclamato: i prezzi al consumo aumentano, la Lira ha perso la sua forza, l’Euro diventa “l’unica soluzione”. Almeno per ritardare gli effetti più drammattici della suddetta crisi: dal 2002 il PIL italiano subisce una delle sue massime crescite nella storia (+109%), anche se drogata dal credito facile e dall’indebitamento perenne assunto come nuovo stile di vita.
Con la crisi "esogena" del 2008 – ovvero imputabile agli errori americani, con conseguenze che hanno coinvolto il resto del mondo -, l’Italia paga a caro prezzo le sue carenze strutturali, subendo nel giro di 4 anni un drastico calo del Prodotto Interno Lordo (-12,8%). Gli effetti sull’economia e, soprattutto, sul mercato del lavoro sono inevitabili: le risorse originariamente destinate, fra gli altri, a sollecitare l’occupazione – con agevolazioni, riforme, regolarizzazione dei contratti, revisioni dell’impianto normativo riguardo garazie e tutele - vengono ricollocate per fronteggiare lo stato di apnea delle imprese e quindi mantenere il nostro Paese competitivo sul mercato europeo.
Il tasso d’impiego, per capirci, in 10 anni scende del 60%.
L’evoluzione delle lotte sindacali, a questo punto, vengono rielaborate, anzitutto in virtù di quel diritto inalienabile proprio di ogni singolo individuo ad ambire a un’aspettativa di vita dingitosa, che passa in necessariamente per il lavoro. Questo vale in un Paese che si reputi socialmente sano (si rimanda qui all’art. 4 della Costituzione).
Ma arrivando ai giorni nostri, il dato che risalta maggiormente oggi è quello relativo al tasso di povertà: + 15% negli ultimi 5 anni, pari a 11 mln di persone a rischio. Fanno capo a questo bacino, secondo gli ultimi dati INPS e ISTAT del 2022, circa 3 mln di precari. E non basta una crescita delle assunzioni del 46% a fare da tampone, se contemporaneamente le cessazioni dei rapporti di lavoro superano il 50%. Questo perché a mancare sono, acnora una volta, le dovute garanzie.
Nelle Marche, questi dati nazionali si traducono con un 17° posto in classifica per l’incidenza di assunzioni stabili sul totale, e con un primo posto per quel che riguarda i contratti intermittenti (il cosidetto “lavoro su chiamata”). Inoltre, il 90% dei nuovi rapporti di lavoro è oggi a vario titolo precario – le formule contrattuali preferite sono quelle “a termine” – accompagnato da un +11% solo nel primo bimestre del 2022 degli infortuni sul lavoro (dove rientrano anche le cosidette “morti bianche”). A impressionare, su quest’ultimo dato, è l’aumento di un +49% relativo ai giovani under 19: difficile non riflettere sulle profonde mancanze relative alla modalità “alternanza scuola-lavoro”.
In ultimo, va considerata la nuova Legge di bilancio, rispetto alla quale i sindacati sembrano aver trovato terreno comune con le priorità di governo per quanto riguarda “le misure pensionistiche” (dove però pesano i contributi versati in almeno 38 anni di lavoro), “gli ammortizzatori sociali” (che dovrebbero sopperire all’aumento della disoccupazione), “gli sgravi contributivi” (che favoriscono i pochi contratti a tempo indeterminato) e “il rifinanziamento del reddito di cittadinanza” (punto sul quale il dibattito politico si infuoca maggiormente). Ancora una volta misure tampone, più che vere e proprie riforme.
“Emerge un sistema economico fragile e inadeguato ad affrontare le sfide che abbiamo di fronte – aveva dichiarato a inizio anno Rossella Marinucci, segretaria di CGIL Marche - a partire dagli investimenti del PNRR e dalla nuova programmazione europea. Un sistema incapace di affrontare le trasformazioni tecnologiche, ambientali ed energetiche investendo innanzitutto sul lavoro, la sua qualità e le competenze da valorizzare. Una ripresa che, per lavoratrici e lavoratori delle Marche, si traduce in contratti non stabili, part-time e frammentati, in lavoro polverizzato e precario. La ripresa in atto sarà effimera e lo sviluppo apparente se non incardinati nella qualità del lavoro e dell’occupazione: su questo terreno le Marche si giocano il futuro”.
Maggiore sicurezza per la città di Treia, che ha ottenuto un finanziamento dal Ministero dell’Interno per il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza sul territorio. Sono 11 le nuove telecamere che andranno ad aggiungersi alle 70 già installate, per un totale di 81 punti di rilevamento.
Sono stati rilevati, inoltre, circa 41.173 transiti dalla postazione presa a riferimento statistico: da gennaio a oggi sono stati sanzionati 217 veicoli con revisione scaduta e sequestrati 5 per omessa copertura assicurativa.
I controlli ordinari della polizia locale, con l’ausilio dei sistemi di videoripresa, hanno portato anche all’ accertamento anche di truffe assicurative ai danni di un automobilista dell'entroterra maceratese e risultati utili per la ricostruzione di sinistri stradali.
“Grazie al controllo attivo e attento del territorio, reso possibile anche attraverso la videosorveglianza, si possono contrastare con maggiore facilità fenomeni di illegalità, rendendo il nostro territorio più sicuro", ha dichiarato il sindaco Franco Capponi.
"Inoltre - ha concluso il primo cittadino - abbiamo ottenuto un finanziamento ministeriale di 11mila euro per l’attuazione del Progetto 'Responsabilmente giovani-uniti contro le dipendenze', al fine di aumentare le azioni di controllo nei luoghi di aggregazione e di ritrovo."
"Il livello complessivo di diossine, furani e PCB diossina simili nell'aria, espresso in tossicità equivalente, è risultato inferiore a 30 fg TE/m3 in tutti i campioni analizzati". A comunicarlo in via ufficiale è la responsabile del servizio territoriale dell’Arpam di Macerata Paola Ranzuglia, dopo aver diffuso nei giorni scorsi i risultati delle prime analisi riferite alle polveri sottili.
"Tale concentrazione – prosegue Ranzuglia - è caratteristica di una zona urbanizzata con bassa pressione antropica. Queste analisi confermano quanto ipotizzato fino ad oggi, ossia che la breve durata dell'incendio esploso la notte del 15 aprile e le condizioni meteoclimatiche favorevoli hanno consentito all'aria ambiente di ripristinare velocemente le normali condizioni qualità".
Tornano agibili altre due abitazioni nel nucleo urbano della città di San Severino Marche, dopo i lavori di ricostruzione che hanno fatto seguito alle scosse di terremoto dell’ottobre 2016.
Il primo cittadino Rosa Piermattei, ha revocato l’Ordinanza di inagibilità per un immobile di viale Bartolomeo Eustachio ricomprendente, oltre alle abitazioni, anche due attività commerciali i cui locali erano stati messi in sicurezza.
Per la sistemazione dell’edificio l’Usr della Regione Marche ha riconosciuto alla proprietà un contributo pubblico di 150mila euro.
Il tasso di incidenza cumulativo scende a 805,24 su 100mila abitanti (ieri era 833,15, in calo rispetto al giorno prima) nelle Marche dove sono stati registrati nell'ultima giornata, a fronte di 1.735 nuovi positivi. Essi rappresentano il 40,1% dei 4.324 tamponi diagnostici, su 5.258 tamponi complessivi. Questo quanto si apprende dal bollettino giornaliero emesso dall’Osservatorio epidemiologico regionale
La maggior parte dei nuovi casi resta nella provincia di Ancona, con 458, a seguire Macerata con 337, Ascoli Piceno con 335, Pesaro Urbino con 333, Fermo con 205, oltre a 67 casi di fuori regione. Le fasce di età in cui circola maggiormente il contagio sono 45-59 anni cn 403 casi e 25-44 con 399, a seguire 60-69 anni con 208 casi. Le persone con sintomi sono 483, i contatti stretti di casi positivi 507, i contatti domestici 401, i positivi in setting scolastico sono 22, mentre per 297 casi sono in corso approfondimenti epidemiologici
La Città di San Severino Marche è stata insignita della medaglia d’oro al Merito Civile. A darne la notizia, durante l’odierna seduta del Consiglio comunale riunitosi a palazzo Governatori, il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei.
«Con una certa emozione ed a seguito di tanto impegno da parte dell’ente per il raggiungimento di tale obiettivo - ha sottolineato il sindaco in un comunicato - vi informo che in data 20 aprile la Presidenza della Repubblica Italiana ci ha assegnato l’onorificenza con la seguente motivazione: “Durante il periodo bellico partecipò alla lotta partigiana, ospitando e sfamando centinaia di sfollati. Fu teatro di uccisioni, di numerose fucilazioni e di rastrellamenti ad opera delle truppe tedesche e a danno della popolazione. Esempio di estremo sacrificio e di virtù civiche".»
Una medaglia, quella al Merito Civile, che era da tanto attesa dalla Città di San Severino Marche per i fatti che qui si registrarono tra il 1943 e il 1945. Il sindaco Piermattei e l’Amministrazione comunale hanno più e più volte rinnovato richieste e sollecitazioni perché tale riconoscimento arrivasse. A concedere ufficialmente l’onorificenza è stato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, su proposta del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.
Il decreto con la firma del Capo dello Stato è stato diffuso dal Quirinale solo in queste ore tanto che lo stesso primo cittadino settempedano non ne aveva potuto dato ufficialità in occasione delle manifestazioni provinciali del 25 Aprile che la Città di San Severino Marche ha ospitato alla presenza di numerose autorità, gonfaloni e rappresentanti istituzionali del territorio.
E’ stato firmato nelle ultime ore la preintesa del Contratto Collettivo Integrato (CCI) da parte della dirigenza di Area Vasta 3. Ad annunciarlo è la direttrice Daniela Corsi, che nei prossimi giorni provvederà a sottoporre l’accordo alla verifica del Collegio Sindacale, prima di essere dichiarato ufficiale a tutti gli effetti.
“Si tratta del primo accordo decentrato attuativo, rispetto al Contratto Collettivo Nazionale sottoscritto il 19 dicembre 2019" - ha dichiarato Corsi attraverso un comunicato diffuso agli organi di stampa. "Nonostante la mancata adesione di alcune sigle sindacali, questo contratto chiude un lungo percorso di trattativa sia al tavolo sindacale ASUR che dell’AV3. In particolare, sblocca le procedure di pagamento di oltre 8 milioni di euro di premi di produzione (retribuzione di risultato) riferiti agli anni 2020 e 2021 (oltre ad arretrati pregressi) per circa 620 dirigenti ed introduce un incremento del 50% della indennità di pronta disponibilità."
"L’accordo inoltre – prosegue Corsi - pone le basi e stanzia risorse aggiuntive per 610 mila euro per la revisione dell’assetto degli incarichi professionali da assegnarsi agli stessi dirigenti. Le risorse stanziate consentiranno a questa Direzione di meglio valorizzare, anche in termini economici, le professionalità dei dirigenti. Al termine del processo, previsto per la fine dell’anno, ad ogni dirigente sarà attribuito uno specifico incarico professionale, ovvero rinnovato quello già svolto in precedenza.
"Con soddisfazione – conclude la direttrice di AV3 - si sottolinea l’importanza del risultato raggiunto proprio in favore di categorie professionali che nello stesso periodo interessato dall’accordo sono state gravate di un impegno lavorativo ed umano la cui portata ed eccezionalità è a tutti ormai nota."
Anche quest'anno, il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica ha ricevuto l'invito da parte della FEE (Foundation for environmental education) a presenziare alla conferenza che si svolgerà martedì 10 maggio - ore 10.30 - per annunciare l'assegnazione della Bandiere Blu 2022. L'incontro sarà realizzato via streaming con una diretta Facebook, in virtù delle norme anticovid tutt'ora in vigore.
"L’invito di oggi rappresenta per la Giunta e per l’Amministrazione comunale un momento di grande emozione - ha dichiarato il sindaco di Civitanova - e anche di orgoglio qualora anche quest’anno riuscissimo ad aggiudicarci l’importante riconoscimento che, se confermato, si tratterebbe per la nostra città della 19^ Bandiera Blu, vessillo che viene assegnato alle località costiere che soddisfano criteri di qualità relativi a parametri delle acque di balneazione e ai servizi offerti tenendo in considerazione, fra altri standard, anche la pulizia delle spiagge"
Prima decisione di un Tribunale in Italia di assegnazione del cognome materno al figlio minorenne dopo la pronuncia della Corte Costituzionale, che sancisce la possibilità del doppio cognome (oltre a quello paterno).
Il Tribunale di Pesaro, con provvedimento emesso ieri 28 aprile e depositato oggi, ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Andrea Nobili e Bernardo Becci dello studio NBBZ di Ancona, per la madre di un minorenne che chiedeva il riconoscimento anche del cognome materno al figlio, nonostante l'opposizione del padre.
Secondo i due legali si tratta della prima decisione di questo tipo in Italia dopo la recentissima pronuncia della Consulta, che "viene espressamente richiamata nel decreto del Tribunale di Pesaro, il quale ha ordinato all'Ufficiale dello Stato civile del Comune ove risiede il minore la modifica dello stato di nascita, aggiungendo il cognome materno".
(ANSA)
Inaugurato ufficialmente, presso l’area verde del ponte del diavolo nei pressi della ex centrale elettrica e oggi Sala di lettura, il “Book Point” l’opera ideata dal giovanissimo Pietro Canovari che con questo particolare progetto ha vinto il concorso “Io sogno”.
Come si ricorderà, il concorso “Io sogno” è stato elaborato dall’Ambito territoriale sociale 16 – Unione Montana dei Monti Azzurri da Lucia Della Ceca in collaborazione con l’Assessorato alle politiche giovanili del Comune di Tolentino, Informagiovani del Comune di Tolentino, Cooperativa Koinonia e Associazione Parsifal. Il progetto si avvale del cofinanziamento della Regione Marche e del Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio Civile universale.
L’iniziativa, rivolta ai ragazzi tra i 17 e i 19 anni, era partita diversi mesi fa e in diversi hanno aderito elaborando diversi interessanti progettualità. Hanno partecipato studenti dell’IIS Filelfo e l’Ipsia Frau e che con la collaborazione dei loro insegnati hanno presentato idee e proposte, sia individuali che di gruppi di ragazzi.
Attraverso l’applicazione digitale Mappi 16 i giovani residenti nel Comune di Tolentino hanno scelto un luogo da rigenerare o raccontare. L’idea è quella di condividere fotografie, riprese, registrazioni, documenti che riescano a disegnare le città.I giovani hanno scelto un solo luogo della propria città per rigenerarlo o recuperarlo attraverso la progettazione di una soluzione grafica, artistica, installazione, proposta progettuale di attività o servizi. Utilizzando Mappi16 hanno condiviso una foto, un video o un disegno che taggati e georeferenziati, sono stati inseriti nella mappa della città. Il vincitore ha visto realizzata la sua idea accompagnato da diversi professionisti del settore così da apprendere e trasferire conoscenze operative e gestendo un budget di circa 6 mila euro.
Il progetto vincitore del concorso “Bookpoint” di Pietro Canovari immagina una particolare pensilina, alimentata con pannelli solari, da posizionare nelle piazze della città per fermarsi a leggere e scambiare libri, un luogo per fare cultura e ribadire l’importanza del libro e delle biblioteche che escono dai soliti palazzi per calarsi nelle vie e nelle piazze più suggestive del centro storico e non solo, un luogo dove incontrarsi e interagire.
Hanno collaborato alla realizzazione del “Book Point” Stefano staffolani dell’Ufficio Tecnico comunale, Roberto Capenti, Luca Mosca, Riccardo Pallotta e le ditte Claudio Bettucci, Ciet e Cavarischia. La giuria, presieduta dall’Assessore alla Politiche Sociali Francesco Pio Colosi e formata da Adriano Capriotti ingegnere, Giusi Minnozzi giornalista e conduttrice radiofonica, Katiuscia Faraoni ingegnere, Luca Giustozzi fotografo, Luca Mosca ingegnere, Luca Romagnoli gionalista, Lucrezia Ercoli Direttore artistico Popshopia, Matteo Petrini, David Padella musicista e docente di musica, Silvia Tatò Assessore alla Cultura e all’Istruzione, Valerio Valeriani Coordinatore Ambito Sociale XVI ha deciso di proclamare vincitore Pietro Canovari con il progetto “Bookpoint Tolentino”.
Al secondo posto il gruppo di classe dello scientifico del Filelfo formato da Cesare Cavagna, Leonardo Colonnelli, Francesco Milantoni con il progetto “Sport pe tutti”. Al terzo posto Alessandro Ancillai con il progetto “campetto” di viale Giovanni XXIII.
Seguono il gruppo del classico Filelfo formato da Swami Baldoni, Arianna Cardarelli, Giada Malpiedi e Aicha Seck con il progetto rigenerazione abitazione via XXX Giugno, Lorenzo Teloni con il progetto “Trasporti pubblici”, Alessandro Manari con il corso di inglese, Benedetta Castignani con il progetto sul “ponte del diavolo” e il Gruppo di classe Ipsia con il progetto “Promozione Istituto”.
Soddisfazione dell’assessore Francesco Pio Colosi, presente all’inaugurazione insieme al Presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri Giampiero Feliciotti perché molti dei progetti presentati dai ragazzi erano già al vaglio dell’Amministrazione comunale e quindi verranno comunque realizzati come quello dello “Sport per tutti” e del rifacimento del campetto di viale Giovanni XXIII.
Medici e infermieri si sono ritrovati oggi presso l’Aula Biblioteca dell’Ospedale di Macerata per salutare, fra applausi e ringraziamenti – e un rinfresco finale – il primario del reparto Malattie Infettive Alessandro Chiodera, giunto al proprio pensionamento. Fra i presenti, la direttrice di Area Vasta 3 Daniela Corsi, il direttore sanitario Carlo Di Falco e l’assessore alla Sanità regionale Filippo Saltamartini.
“Un grande esempio di impegno, professionalità e riservatezza – ha dichiarato in apertura della conferenza Corsi – decisivo soprattutto in questi ultimi due anni per la gestione della pandemia e, in particolare del Covid Hospital di Civitanova che fra le varie difficoltà ha saputo contenere l’ondata dei contagi”
Un rigraziamento sentito, al quale si voluto associare anche Di Falco, sottolineando come unità di reparto come quelle destinate alle malattie infettive siano tornate ad essere una necessità, insieme alla guida generosa e discreta come l’uscente primario dell’Opedale di Macerata.
Non ultimo, anche Saltamartini ha voluto esprimere il proprio riconoscimento, sfruttando l’occasione per fare il punto – insieme ai sanitari presenti – sul presente e il futuro della sanità marchigiana. “L’organizzazione che il dottor Chiodera ha saputo mettere in piedi per fronteggiare i due anni di emergenza pandemica è lodevole – ha dichiarato l’assessore – e fa di lui un Garibaldi della nostra professione. Per affrontare le sfide del futuro, spero in una collaborazione informale che ci aiuti a risollevare le sorti della nostra Sanità."
"Il nostro Paese vive una situazione pesante, aggravata già dalla spending review del 2012 – ha proseguito Saltamartini – e oggi segnata dal Covid e dalla guerra in corso. Il debito pubblico nel frattempo è aumentato, il che mette a rischio l’impiego delle risorse come il Pnrr, che comunque non vedremo prima del 2025. Stiamo ancora pagando lo scotto di non avere sufficienti medici a disposizione – alcuni nemmeno specializzati - e un tetto per la spesa pubblica che ci impedisce di procedere con le nuove assunzioni: basti pensare che la Sanità nazionale oggi spende 124 mld di euro, 80 dei quali servono a colmare il disavanzo. Nel frattempo, l’ASUR rimane l’ultima realtà unica aziendale esistente in Italia, ma mancano le figure professionali in grado di raccogliere le esigenze delle varie Aree Vaste presenti nelle Marche.
Non possiamo illuderci – ha concluso l’assessore – di poter contare al più presto su nuove risorse, anche se stiamo rifinendo il testo della Riforma da presentare alle istituzioni entro giugno. Piuttosto, dovremo imparare ad ottimizzare quelle che già abbiamo oggi. Ci attende un futuro complicato, stando a quando si apprende dalla Cina sull’evoluzione del coronavirus, per cui dovremo prepararci alla somministrazione di almeno un milione e duecentomila nuove dosi, e in più capire come riuscire a smaltire le liste d’attesa rimaste finora congelate.
La cerimonia si è poi conclusa con la consegna a nome di colleghi e collaboratori di una targa al merito per il dottor Chiodera, che si è detto “fiero di essere approdato quel 4 settembre del 2001 all’Ospedale di Macerata. La mia speranza è che il reparto di Malattie Infettive rinasca e torni ai livelli di 20 anni fa: aiuterò il più possibile le mie dottoresse, in attesa dell’arrivo del prossimo primario”.
“Un pacchetto di misure straordinarie che risponde in modo adeguato alla grave sofferenza delle imprese, conseguente al forte aumento dei prezzi, e torna a rendere competitiva la ricostruzione post sisma, riconoscendo un aumento del contributo pubblico, oltre che per il futuro, a tutti i lavori effettuati a partire da luglio 2021”.
Così il Commissario Straordinario per la ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, commentando l'Ordinanza varata con l’intesa della Cabina di Coordinamento per contrastare “l’eccezionale aumento dei costi delle materie prime e far sì che il processo di ricostruzione, dopo le difficoltà dei mesi scorsi, possa ora riprendere, senza ulteriori ostacoli, per soddisfare le legittime aspettative dei cittadini colpiti dal sisma”.
Con l’Ordinanza, che è stata inviata alla Corte dei Conti e che entrerà in vigore quindi dopo il visto di legittimità, viene approvato il nuovo Prezzario Unico del Cratere 2022 e si stabilisce un aumento del costo parametrico del 25% per gli immobili produttivi e del 20% per gli immobili residenziali.
Si prevedono tuttavia particolari maggiorazioni che fanno lievitare il contributo concedibile per gli edifici uni e bifamiliari isolati di un ulteriore 25%, per quelli con danni gravissimi, e del 20% per gli altri, e vengono introdotti meccanismi che portano il contributo ad aumentare, in alcuni casi, di quasi il 50%. Per gli immobili produttivi il nuovo costo parametrico viene maggiorato di un ulteriore 30% per gli edifici in cemento armato e del 40% se realizzati in acciaio.
Il Prezzario Unico 2022 ed il nuovo costo parametrico potranno essere applicati, oltre che alle nuove richieste di contributo, a quelle già presentate e non ancora approvate, ma anche a quelle precedentemente decretate, con trattamenti differenziati tra i decreti emanati prima del 31 dicembre 2020 e quelli dal primo gennaio 2021, relativamente alle lavorazioni effettuate a partire da luglio 2021.
Il costo parametrico, che di fatto rappresenta il tetto massimo al contributo concedibile, verrà d’ora in avanti aggiornato ogni sei mesi, “garantendo così – ha spiegato Legnini – che le somme messe a disposizione dallo Stato per la ricostruzione post sisma 2016 restino in linea con l’andamento reale dei costi, anche in una fase di grande volatilità come quella attuale”.
“La ricostruzione post sisma 2016 – ha aggiunto il Commissario – aveva registrato un notevole balzo avanti nel corso del 2021, nonostante le difficoltà attraversate negli ultimi due anni, legate alla pandemia. Negli ultimi mesi, purtroppo, a causa dell'esplosione dei prezzi dovuta alla diffusione del 110% e ora della guerra, che ha determinato gravissime difficoltà nel reperimento di materiali e imprese disponibili, si è determinato prima un rallentamento e poi un blocco di molti cantieri.
Con la nuova ordinanza sui prezzi intendiamo mettere in sicurezza la ricostruzione che, sotto il profilo finanziario, è tornata ad essere una ricostruzione molto generosa, anche grazie alla stabilizzazione fino al 2025 del Superbonus 110% per tutte le categorie di edifici residenziali.
È generosa e liquida, come dimostrano i 315 milioni di euro di lavori pagati alle imprese in questi primi quattro mesi dell’anno. Ci sono adesso tutte le condizioni per guardare con maggiore serenità al futuro, serve ora più che mai un rinnovato impegno di tutti gli attori della ricostruzione, a partire dai professionisti e dalle imprese, ai quali mi permetto di rivolgere un appello a tornare a guardare con fiducia alla ricostruzione”, ha concluso Legnini.
I sindaci dell’Alta Valle del Potenza e dello Scarzito dicono no al progetto Pnrr per la realizzazione di condotte per la ricarica del lago di Castreccioni dalle prese di Valcimarra, Sefro, Pioraco e Fiuminata. Le ragioni contro l’idea avanzata dal Consorzio di Bonifica delle Marche, sono finite in un documento inviato al ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, e agli assessori regionali alle Risorse Idriche, Stefano Aguzzi, e ai Servizi pubblici e agli Enti locali, Guido Castelli.
“Non si tratta di una protesta sorda, la nostra, ma di un no ragionato con il quale un intero territorio vuol far sentire la propria voce” - spiega il presidente dell’ente comunitario e sindaco di Pioraco, Matteo Cicconi, che è il primo firmatario del documento aperto alla firma anche di altri amministratori e già sottoscritto dal sindaco del Comune di San Severino Marche, Rosa Piermattei, in qualità di ente capofila, e dai primi cittadini di Treia, Franco Capponi, di Castelraimondo, Patrizio Leonelli, da quello di Fiuminata, Vincenzo Felicioli, di Gagliole, Sandro Botticelli, e di Sefro, Pietro Tapanelli.
Diverse le “interferenze negative” che gli amministratori locali lamentano. I prelievi previsti, infatti, secondo questi ultimi causerebbero inevitabilmente l’impoverimento del bacino idrico ad essi sotteso in quanto il drenaggio previsto in captazione creerebbe una situazione di cospicuo richiamo delle acque di falda con conseguente impoverimento di tutto il comprensorio circostante.
“Attualmente – spiegano i sindaci - tale bacino, con le sue acque, garantisce il fabbisogno idropotabile a più di un territorio comunale e l’operazione prospettata porterebbe inevitabilmente ad un grave ammanco di acqua ad uso potabile. Già oggi, nei periodi estivi o di prolungata siccità, si assiste ad un notevole decremento delle portate delle sorgenti, tanto da richiedere l’attivazione di misure di contenimento della conseguente carenza idropotabile.
Si aggiunga poi che tra le sorgenti afferenti al bacino coinvolto dal prelievo in progetto ne ricadono due inserite nei piani emergenziali della Protezione Civile, la sorgente San Giovanni di Sefro e Ponte Cannaro di Pioraco, la cui portata deve essere interamente garantita a tale scopo e che, inoltre, la captazione in progetto comporterebbe una significativa riduzione a valle della portata del fiume Potenza stesso con conseguente diminuzione della attuale disponibilità e qualità della risorsa idrica, sia irrigua che idroelettrica, a servizio dei territori ricadenti nella vallata che già oggi presenta problematiche di forte carenza idrica che sarebbero indubbiamente aggravate dalla realizzazione del progetto in questione”.
Dai primi cittadini dell’Alta Valle del Potenza e dello Scarzito, infine, l’invito a usare i fondi del Pnrr per investimenti e interventi a favore del territorio per un utilizzo efficace ed efficiente delle risorse che vada nella direzione di risolvere le problematiche di natura idrogeologica esistenti e promuova il risparmio dell’acqua con la sistemazione degli acquedotti esistente.
La Regione Marche ha integrato le linee guida operative per la prevenzione al Covid-19 nelle strutture ricettive e negli stabilimenti balneari, adeguandosi alla nuova circolare messa dal Ministero della Salute. La Regione ha valutato, in accordo con le associazioni di categoria del settore, di mantenere alcune disposizioni precauzionali in modo da favorire il più possibile una ripartenza graduale che garantisca la sicurezza e la tranquillità degli utenti e dei turisti che trascorreranno le vacanze nelle Marche.
In particolare negli stabilimenti balneari è caduto l’obbligo di distanziamento minimo degli ombrelloni pari a 10mq, tuttavia per consentire agli operatori che, a vantaggio degli utenti, intendano mantenere il distanziamento più ampio, la Giunta Regionale ha deciso di confermare per la stagione estiva 2022 le seguenti disposizioni:
“Misure straordinarie ed urgenti connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19 per la ripartenza delle Marche”: In via provvisoria e in relazione alle limitazioni imposte ai titolari degli stabilimenti balneari e delle attività di bar e ristorazione ai fini del contenimento del contagio da Sars-Cov-2, i Comuni o le Autorità competenti possono assegnare in concessione temporanea le fasce di spiaggia libera di lunghezza massima pari a 25 metri lineari contenute tra due concessioni demaniali marittime ovvero fasce di spiaggia libera confinanti con una singola concessione demaniale marittima per un massimo di 12 metri lineari al fine di attrezzarle garantendone il corretto utilizzo, in coerenza con le norme e le linee guida vigenti.
Inoltre, i Comuni e le Autorità competenti possono, altresì, assegnare in concessione temporanea le aree di spiaggia libera confinanti ad attività di bar o ristorazione per consentire il posizionamento di tavoli all'aperto e fino a un massimo di 100 mq. Decaduto il ricorso al plexiglass e ai distributori di gel sanificante, resta solo l’obbligo della sanificazione degli ambienti comuni.
Comunica la Regione, per gli stabilimenti balneari che assicurino un distanziamento tra gli ombrelloni (o altri sistemi di ombreggio) “in modo da garantire una superficie di almeno 10 m2 per ogni ombrellone, al fine di favorire, per quanto possibile, l’ampliamento delle zone d’ombra per prevenire gli assembramenti, soprattutto durante le ore più calde, derogando al piano spiagge, le aree destinate ad attività ludico-sportive, potranno provvisoriamente essere organizzate dalle imprese balneari per diverso allestimento quali zone ombreggianti, gazebo, ombrelloni o altre attrezzature.
“Per gli stabilimenti balneari che installino gli ombrelloni seguendo le distanze minime previste dal regolamento regionale le aree destinate ad attività ludico-sportive, potranno provvisoriamente essere organizzate dalle imprese balneari per diverso allestimento quali zone ombreggianti, gazebo o altro solo in funzione di un ampiamento di utilizzo delle aree comuni”.
“Per consentire i lavori di ripristino e messa in sicurezza del ponte sulla strada provinciale 180 al km 2+800 nel comune di Belforte del Chienti, si prevede la chiusura della strada dal 4 maggio 2022 al 6 agosto 2022, andando ad interrompere la circolazione dalla frazione di Villa Case e Borgo San Giovanni fino al centro abitato di Belforte”, lo rende noto la Provincia. “La circolazione verrà deviata in superstrada, così da non creare disagio al traffico veicolare”.
“Si tratta di un intervento strutturale reso necessario a seguito degli eventi sismici che hanno colpito il territorio a partire dal 24 agosto 2016 che vede ANAS Spa quale “Soggetto Attuatore” dell’intervento (ex OCDPC 408/2016 - art. 4)”.
“Durante il tavolo tecnico tenutosi il 31 gennaio scorso per organizzare l’esecuzione dell’intervento in cui era presente anche la Provincia di Macerata – si legge in una nota - è stata ravvisata la necessità di chiudere al transito di tutti i veicoli il tratto stradale in corrispondenza del ponte per 90 giorni (dal 04/05/2022 al 06/08/2022). La viabilità ordinaria sarà deviata lungo il tratto della SS77 tra gli svincoli di Belforte del Chienti e Serrapetrona.