Completata la demolizione della vecchia caserma dei carabinieri di Pieve Torina. “Avanziamo spediti, con la volontà di far rispettare i tempi di consegna del nuovo edificio destinato ad ospitare sia la locale stazione dell’Arma che il corpo dei carabinieri forestali”. Il sindaco Alessandro Gentilucci, insieme al maresciallo Raffaello Montanaro, comandante della stazione carabinieri di Pieve Torina, ha fatto visita al cantiere lungo la provinciale 209 in cui si sta procedendo alla demolizione del vecchio edificio per far posto a quello nuovo.
“Monitoriamo lo stato di avanzamento dei lavori affinché procedano secondo la tempistica prevista dal progetto” sottolinea Gentilucci. “Si tratta di un intervento importante, per un valore complessivo di oltre 4 milioni di euro, che restituirà alla nostra comunità e al territorio una caserma realizzata secondo i più recenti criteri edilizi, innovativi e sostenibili. Il fatto che lo Stato, attraverso il commissario straordinario per il sisma, abbia finanziato tale opera ci rafforza nella convinzione che, finalmente, la ricostruzione sembra aver preso il verso giusto”.
“Ringrazio il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, il commissario straordinario, Guido Castelli, il sottosegretario di Stato, Lucia Albano, il comandante Legione Marche Carabinieri, Salvatore Cagnazzo, il prefetto di Macerata, Flavio Ferdani e, per l’Agenzia del Demanio, Filippo Salucci, per aver presenziato la giornata inaugurale rendendo chiara ed evidente la presenza delle istituzioni a Pieve Torina”.
Domani (domenica 24 settembre) si celebra San Pacifico, frate esemplare per le sue virtù di obbedienza e mitezza scomparso nel 1721, compatrono della città di San Severino Marche.
In suo onore, anche se in parte rinviate a causa del Covid, proseguono una serie di iniziative programmate per il terzo centenario della morte. I Frati Minori ricorderanno proprio domani il “santo ancora vivo e presente in mezzo a noi” con una festa liturgica e cittadina che, quest’anno in particolare, coinciderà anche con la festa d’insediamento di fra Luciano Genga a nuovo guardiano del monastero e del santuario. Proveniente dal santuario del Santissimo Crocifisso di Treia, fra Luciano è già molto conosciuto in città. Prima di indossare gli abiti del frate era un vigile del fuoco impegnato ogni giorno in prima linea in quella che può comunque essere considerata una missione altrettanto importante nel quotidiano.
Fra Luciano prenderà parte al pellegrinaggio a piedi che, come vuole la tradizione, in occasione della festa di San Pacifico partirà alle ore 6,30 dalla edicola votiva dedicata a questo uomo di chiesa e di fede nel quartiere Settempeda.
Nel programma della giornata è poi prevista, alle ore 8 all’arrivo del pellegrinaggio al santuario, la celebrazione di una santa messa che sarà presieduta da padre Simone Giampieri. Alle ore 9 sarà invece il cardinale Edoardo Menichelli, arcivescovo emerito di Ancona e Osimo, ad officiare una santa messa. Altre celebrazioni sono previste alle ore 11,30, con la partecipazione del sindaco e delle altre autorità cittadine e alla presenza di padre Simone Giampieri e poi, nel pomeriggio alle ore 16. A presiedere la funzione sarà padre Alberto Sabbatini.
Ancora sante messe saranno celebrate alle ore 17, alla presenza di padre Ferdinando Campana, e alle ore 18,30 alla presenza di padre Luciano Genga.
Dopo tre anni la croce sul Monte Bove sta per tornare sull'omonima vetta. Ad annunciarlo, in via ufficiale, è il sindaco di Ussita Silvia Bernardini: "Sono partiti i lavori per il riposizionamento. Stavolta non porteremo la croce su a 'spalla', ma lo faremo tramite un elicottero...ma la magia sarà la stessa!".
La grossa croce metallica era caduta a causa del maltempo nel marzo del 2020 ed era stata recuperata nel luglio dello stesso anno grazie all'intervento dei vigili del fuoco (leggi qui). "Ci sono voluti 'solo' tre anni di carte ed autorizzazioni, ma grazie all’attivismo del Comitato, nato all’uopo, che ha raccolto parte dei fondi, alle donazioni arrivate al Comune di Ussita, all’operato di professionisti che hanno 'donato' il loro lavoro e alla struttura comunale che non ha mai mollato nonostante tutti i vari 'inciampi' e procedure da seguire (avremo la Croce più a norma… sotto tutti i punti di vista), finalmente riavremo la 'nostra' Croce", aggiunge la prima cittadina.
"Che sia di buon auspicio per l’intera ricostruzione di Ussita. Ci vorrà tempo, ma sarà più bella è magica di prima", chiosa la sindaca. Le operazioni di ripristino inizieranno dal 25 al 27 settembre. "In tali giorni volerà sul territorio comunale l’elicottero per il trasporto dei materiali e l’esecuzione dei lavori - precisa in un avviso Bernardini -. Si raccomanda di porre la massima attenzione nelle vicinanze della zona della punta della croce del Monte Bove".
Si tingono sempre più di rosa i ruoli di vertice della questura di Macerata. Si sono insediate la nuova dirigente della Squadra mobile, la 31enne Anna Moffa, e la 29enne Alessia Ausiello alla guida dell’Ufficio immigrazione.
La prima, originaria di Foggia, ha guidato finora proprio l’Ufficio Immigrazione e, dopo aver passato il testimone alla collega, andrà a sostituire Matteo Luconi (trasferitosi a Roma alla direzione centrale della polizia criminale). La seconda, invece, napoletana, arriva direttamente dal corso di alta formazione della Capitale.
A presentarle questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, il questore Luigi Silipo. “Le colleghe dovranno affrontare un compito gravoso. Da una parte l’Ufficio immigrazione che in questo momento è un settore molto sensibile e presenta notevoli questioni da risolvere. Dall’altra la Squadra mobile che è totalizzante. Entrambe sono preparate e pronte a dedicare tutte sè stesse al mondo lavorativo”.
“È il mio primo incarico in polizia, accolgo la sfida che questo ufficio mi riserva e farò del mio meglio”, ha affermato con entusiasmo Ausiello.
“La Squadra mobile è sempre stata la mia passione – le ha fatto eco Moffa - ma so anche che è uno stile di vita. Ritengo necessario che il cittadino non sia per noi solo una parte offesa ma una parte attiva. Allo stesso modo darò il massimo per ripristinare aree di legalità e risolvere problemi che sono sotto gli occhi di tutti”.
Nell’ambito delle attività addestrative ed esercitative del corpo nazionale dei vigili del fuoco è previsto, per i giorni dal 26 al 29 settembre 2023, lo svolgimento di un’esercitazione di colonna mobile regionale che coinvolgerà il personale e i mezzi dei cinque comandi vigili del fuoco della Regione Marche.
L’attività addestrativa consisterà nella simulazione di uno scenario emergenziale di tipo sismico che interesserà in particolare i comuni di Tolentino, Camerino e Caldarola.
Nel comune di Tolentino verrà predisposto un campo base presso il distaccamento dei vigili del fuoco, mentre presso il piazzale sito in via Madre Teresa di Calcutta verrà dislocato un centro di raccolta e smistamento dei mezzi di soccorso provenienti dagli altri Comandi della Regione Marche.
Nei comuni di Camerino e Caldarola si svolgeranno le attività esercitative di “ricognizione preliminare esperta” e di “ricerca e soccorso in ambiente urbano”.
In linea con quanto previsto con le direttive Ministeriali, l’esercitazione ha l’obiettivo di testare la capacità di risposta del corpo nazionali dei vigili del fuoco a un evento di tipo sismico con mobilitazione di risorse provenienti da tutti i Comandi della Regione Marche.
Per lo svolgimento dell’esercitazione verranno impiegati, per ogni giornata, circa 50 vigili del fuoco provenienti dai comandi di tutte le province della regione e circa 25 automezzi.
In particolare, è previsto l’utilizzo di squadre USAR L. (Urban Search And Rescue Light) specializzate nella ricerca e soccorso di persone sotto macerie, di squadre specializzate nella ricognizione e ricerca mediante utilizzo di aerei pilotaggio remoto (APR), di unità cinofile e di squadre per la ricognizione preliminare esperta (RECS) che hanno il compito di effettuare la valutazione speditiva delle criticità strutturali degli edifici e delle infrastrutture.
Sono in fase avanzata di esecuzione i lavori di ripristino della pista di pattinaggio comunale di via Zavatti, a Civitanova, impianto che mostrava segni evidenti di usura lungo l’anello di corsa, ma anche sul parapetto di protezione e sulla pista interna.
Per mettere a norma la struttura e consentire ai ragazzi di svolgere in tranquillità l’attività sportiva, l’Amministrazione comunale ha stanziato 100 mila euro. Ad eseguire i lavori, su progetto definitivo redatto dall’Ufficio tecnico comunale, è l’azienda “Area sport service” di Potenza Picena, che ha offerto un ribasso del 18,17%. L’impianto è gestito dalla Roller Civitanova.
“Per fine settembre i lavori saranno ultimati – rende noto l’assessore ai Lavori Pubblici Ermanno Carassai. La struttura fu realizzata nel 1988 e all’epoca era davvero all’avanguardia a livello nazionale. Negli anni successivi sono stati eseguiti solo piccoli interventi di manutenzione, mentre ora la Giunta comunale si è impegnata a realizzare una revisione sostanziale, provvedendo alla rimozione totale del tavolato perimetrale esterno, del plexiglass perimetrale e alla sostituzione dei paletti di sostegno verticali del parapetto perimetrale".
"L’Amministrazione comunale prosegue il suo impegno sul fronte dell’ammodernamento e del miglioramento del patrimonio pubblico, del recupero e della messa in sicurezza delle strutture di base da mettere a disposizione delle società sportive per svolgere maniera adeguata le attività e salvaguardare incolumità dei fruitori. Diversi interventi sono in programma per sistemare altre strutture sportive all’interno del territorio comunale”.
Il Pos è divenuto uno strumento fondamentale per consentire il pagamento ai clienti che non hanno denaro contante con sé. Si pensi ai turisti, che viaggiando preferiscono non portare soldi in contanti ma semplicemente la carta di credito.
Ed è per questo che il suo mancato funzionamento allo sportello della stazione di Macerata ha creato la protesta di diversi utenti. Dallo scorso venerdì, infatti, nella biglietteria è affisso il cartello "Pos non disponibile" e il disservizio sta creando disagi ai pendolari costretti a recarsi al bancomat più vicino per ritirare denaro contante.
Sebbene le alternative al classico sportello della stazione siano ormai molteplici (dal biglietto online, alla biglietteria self service) la questione ha indispettito diversi clienti che hanno protestato con il personale addetto per una problematica che si prolunga da giorni. Non sono chiare al momento le cause del guasto al dispositivo, né quando il servizio verrà ripristinato.
È stato riaperto questa mattina, al termine dei lavori di messa in sicurezza e allargamento, il ponte che si trova lungo la strada provinciale 180, nel comune di Belforte del Chienti. Presenti il presidente della Provincia, Sandro Parcaroli, il sindaco Alessio Vita e i rappresentanti della ditta Euroscavi di Vitali Roberto & C. di Castelraimondo che ha effettuato i lavori. Nei prossimi giorni verrà realizzata la segnaletica orizzontale e così l’intervento sarà completo.
“Ringrazio il personale dell’ufficio Tecnico e viabilità della Provincia che ha diretto i lavori e la ditta che ha portato a termine quanto previsto secondo i tempi contrattuali - ha detto Parcaroli -. Sappiamo che per i cittadini ci sono stati dei disagi dovuti alla chiusura del ponte che si trova nel centro abitato e ce ne scusiamo, ma questo intervento era importante per garantire idoneità e sicurezza alla viabilità e, soprattutto, permettere un comodo attraversamento pedonale”.
Gli interventi, per un costo complessivo di 450mila euro, hanno permesso di ampliare il ponte, con due corsie larghe 3,25 metri ciascuna e banchine laterali di 0,50 metri, per un totale di 7,50 metri, contro i precedenti 6,78. Sono stati realizzati anche sbalzi laterali per due marciapiedi larghi 1,50 metri ciascuno, in modo da poter essere fruiti agevolmente anche da persone diversamente abili. Montati, infine, i guardrail ai lati delle corsie stradeli e dei parapetti sui marciapiedi per garantire la massima sicurezza dei pedoni.
In occasione della “Settimana Europea dello Sport” la città di San Severino Marche sabato prossimo (23 settembre), a partire dalle ore 16, ospiterà un open day per la riapertura della pista di pattinaggio di via Bramante dopo i lavori di manutenzione straordinaria della scorsa estate.
L’iniziativa è promossa dal Comune, dall’associazione sportiva dilettantistica Rotellistica Settempeda e dalla società Amatori Basket. Sarà possibile provare gratuitamente le discipline sportive del pattinaggio e della pallacanestro.
Il rinnovato impianto, infatti, oltre che di una nuova pavimentazione è stato dotato anche di uno spazio dedicato al gioco del basket che consentirà di allenarsi all’aperto in una struttura che sarà aperta a tutti.
L’appuntamento di sabato rientrerà tra le iniziative della campagna “BeActive” promosse in collaborazione con Anci nell’ambito di un più vasto progetto finanziato dalla Comunità Europea, cofinanziato e gestito dal Dipartimento dello Sport della presidenza del Consiglio dei Ministri con il supporto di Sport e Salute e che mira a promuovere il benessere fisico e la salute dei cittadini diffondendo i valori sportivi in ogni individuo a prescindere dalla fascia di età e dalla dimensione sociale inserendosi in un calendario i cui obiettivi sono focalizzati nella realizzazione di programmi legati alla partecipazione, all’inclusione e all’innovazione.
La pista di via Bramante durante la chiusura estiva era stata interessata da un intervento di manutenzione straordinaria, finanziato dal Comune per un importo complessivo di 30mila euro, che ha permesso appunto la posa in opera di una nuova pavimentazione in resina colorata dell’anello e del rettangolo centrale dell’impianto. I lavori sono stati affidati a una ditta specializzata, la Vesmaco di Claudia Cacciani di Jesi. Insieme a questa l’impresa settempedana di Alban Dobrozi aveva eseguito anche lavori di preparazione del fondo, il tutto su progetto dell’ufficio Manutenzioni del Comune.
"Sospesi i lavori del rifacimento del selciato in via Mazzini, nel cuore del centro storico cittadino, per accertamento archeologico". Lo comunica il Comune di Cingoli attraverso una nota.
"In occasione del cantiere di rifacimento del selciato in via G. Mazzini nel tratto antistante il palazzo della Banca è infatti emerso un contesto di probabile interesse archeologico, subito segnalato dalla società addetta alla supervisione".
"Sul posto è subito intervenuta la funzionaria di zona per la Soprintendenza archeologica della Marche, Cecilia Gobbi, che ha dato mandato alla ditta specializzata di eseguire le opportune ispezioni e analisi per la valutazione dell’interesse e del valore archeologico del contesto", spiega ancora l'ente.
Presenti al sopralluogo il sindaco Michele Vittori, il responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale l’architetto Federica Vita, il direttore degli istituti culturali comunali Luca Pernici e l’archeologa che curerà l’ispezione Alessandra D’Ulizia. I lavori di ispezione archeologica si protrarranno per alcune settimane.
Il tecnico marchigiano Roberto Mancini, attuale ct della nazionale dell'Arabia Saudita, è stato immortalato con un pallone insanguinato nella nuova serie di murales dell'artista aleXsandro Palombo, apparsi allo Stadio San Siro di Milano e in altri punti della città.
"Palombo ha realizzato - si legge in una nota dell'artista -delle opere di sensibilizzazione che ritraggono alcune star del calcio che hanno deciso di prestare il loro volto con ingaggi stellari al regno saudita di Mohammed bin Salman, dove la situazione sulla violazione dei diritti umani è molto grave".
Roberto Mancini, Bin Salman, Ronaldo, Benzema e Neymar sono apparsi sui muri della storica biglietteria sud del San Siro dove ieri si è disputata la partita di Champions League tra il Milan e il Newcastle, proprio la squadra inglese "che - viene sottolineato nella nota - nell'ottobre 2021 è stata acquistata dal Public Investment Fund (PIF) il fondo sovrano dell'Arabia Saudita controllato dal principe Mohammed bin Salman che ha acquisito anche il 70% dei quattro grandi club della Saudi Pro League, Al Nassr, Al Ittihad, Al Ahli e Al Hilal”.
(Fonte Ansa)
Il sindaco Mauro Romoli ha consegnato ieri, nella sala nobile del Comune, gli attestati di encomio a due giovani concittadini che, in questa estate che si sta concludendo, si sono distinti nel loro lavoro di bagnini per le operazioni di salvataggio di vite umane.
Alessandro Luchetti, giovane atleta di salvamento Fin del Centro Nuoto Macerata e assunto dalla “Cooperativa 539 rescue” che, insieme ad alcuni assistenti bagnanti, suoi colleghi, il 15 agosto scorso sul lungomare nord di Civitanova Marche, con spiccata professionalità e prontezza ha prestato soccorso immediato a un’intera famiglia in pericolo.
Alessio Corona, giovane bagnino della “Cooperativa Cluana Nantes”, invece, ha effettuato la sua prima operazione di salvataggio il giorno 21 giugno scorso, sempre sul lungomare nord di Civitanova Marche, captando immediatamente la situazione di pericolo di un uomo e di suo figlio che, nei pressi degli scogli, rischiavano di annegare (leggi qui l'articolo).
Verso di loro il sindaco ha espresso parole di elogio: “il mio encomio è perché voi siete l’esempio di come la narrazione che i ragazzi di oggi siano nullafacenti e svogliati sia sbagliata, dietro le generalizzazioni per categorie ci sono sempre le persone, ognuna con la propria diversità e voi siete dei bellissimi esempi da mettere in evidenza perché nonostante la vostra giovanissima età già avete capito il valore del lavoro, ma soprattutto l’importanza di adoperarsi per gli altri salvando la vita di altre persone, la cosa più preziosa che abbiamo”.
“In questo momento non abbiamo quell'afflusso di migranti delle altre regioni, i Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) sono degli strumenti per consentire l'identificazione di persone che accedono nel territorio nazionale senza permesso di soggiorno o visto d'ingresso”.
“È una misura organizzativa per consentire l'identificazione sulla base del trattato di Dublino, quindi per le Marche non c'è l'esigenza di avere questo centro". Così il vice presidente della Regione Marche Filippo Saltamartini, assessore con delega alla sicurezza pubblica, rispondendo ieri ai cronisti a margine della seduta del Consiglio regionale”.
"Se il governo chiedesse di avere un Cpr per regione per ridistribuire i migranti? È un tipico strumento di polizia, il governo ha deciso di affidare al ministero della Salute l'individuazione di alcune caserme dismesse, ce ne sono anche nelle Marche”.
“Potrebbe accadere che questa misura sia adottata all'interno della nostra regione, ma è un centro di detenzione amministrativa su cui si sta approfondendo la costituzionalità della misura perché prevede misure restrittive della libertà personale. Si tratta di una tipica misura di polizia per identificare persone che accedono al territorio nazionale senza avere un documento d'identità".
La giunta comunale di Tolentino ha autorizzato la Moschini spa a realizzare un’infrastruttura di ricarica veloce per veicoli elettrici, in viale Cesare Battisti (all’altezza del numero civico 18), su area di proprietà comunale.
Un'area in cui "insistono due stalli di sosta per persone invalide che, per ragioni tecniche, devono essere utilizzati per l'impianto dell'infrastruttura di ricarica e considerato il fatto che attualmente questi stalli di sosta vengono utilizzati molto raramente anche a causa dell'inagibilità della attigua chiesa di San Catervo, è stato ritenuto opportuno prevedere la soppressione di uno dei due stalli e lo spostamento dell’altro di fronte all’edificio del civico numero 18", si legge in una nota del Comune.
È stata finalmente riaperta al traffico, nei giorni scorsi, una delle arterie più importanti della città di Matelica. Dopo i lunghi lavori che hanno interessato la zona, le auto sono tornate a trafficare la via mettendo fine agli inevitabili disagi causati dal cantiere. «Sicuramente la via più transitata della città, uno snodo importante per il traffico, per le linee dell’acquedotto comunale e delle fognature che ora sono tutte nuove – commenta il sindaco di Matelica Massimo Baldini -».
«Certamente i disagi sono stati molti, ma questo è il prezzo che purtroppo si deve pagare per avere servizi migliori. Basta guardare il centro storico dove si sono concentrati i lavori per riparare i danni del sisma, la zona del mercato vecchio, ad esempio, ha pochi accessi; poi terminati i lavori si dovranno sistemare le vie dissestate. Ci sono molti cantieri aperti e ci sono molti disagi, ma fra qualche tempo avremo una Matelica sistemata, più accogliente. Gli edifici pubblici, i musei, le scuole, le mura e anche le strade cittadine interne ed esterne sono in fase di cantierizzazione».
«Siamo in attesa dei ristori per i danni subiti dalle alluvioni, le strade provinciali sono state già rifatte, come pure quelle nazionali dell’ANAS. Ora stanno procedendo celermente i lavori della Pedemontana, presto saranno sistemate anche le strade danneggiate dai lavori per costruire la nuova arteria. Sicuramente avremo a che fare ancora con i disagi provocati da tutti questi cantieri. Ai matelicesi chiedo molta pazienza, fra qualche anno quando tutte le opere saranno terminate avremo una città più bella e con maggiori servizi».
Una scalata al monte San Vicino,1.480 metri sull'Appennino umbro-marchigiano, tra le province di Ancona e Macerata, per chiedere alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al governo italiano e a "tutti i governi del mondo" di "accendere un faro sulla deportazione di migliaia di bambine e bambini ucraini nei territori temporaneamente occupati dalla Russia".
Come spiega Bohdan Onyshchak, vicepresidente dell'associazione "Insieme per Ucraina" di Fano, "quello della deportazione dei nostri bimbi è un tema ancora troppo poco discusso".
"Oltre 19mila bambini sono stati illegalmente rapiti e queste potrebbe essere soltanto la punta dell'iceberg, visto che nelle regioni occupate dalle truppe russe si stima la presenza di 200mila bambini. Ricordo che ne sono stati liberati soltanto 364".
"Il Vaticano è in prima linea in queste iniziative di diplomazia umanitaria. Ma "l'appello che lanciamo dalla vetta di questo monte ha come obiettivo quello di sensibilizzare i governi e tutti i cittadini del mondo, così da intervenire per riportare a casa e quindi alle loro famiglie, questi bambini", dicono in coro i partecipanti alla scalata, una settantina di cittadini ucraini che vivono nelle Marche. "La deportazione dei nostri bimbi è un crimine di guerra che non può essere taciuto e tantomeno ignorato, ricordo che per questo il presidente Putin e altri responsabili del conflitto in atto, sono stati incriminati dalla Corte penale internazionale dell'Aia", sottolinea Bohdan.
L'appello si è trasformato in una lettera firmata da tutti i partecipanti all'evento che nelle prossime ore verrà inviata alla premier Meloni, "che ringraziamo per il sostegno economico e militare che sta assicurando al nostro Paese", dice ancora Bohdan. Infine, la speranza che la guerra possa quanto prima cessare: "Siamo arrivati sotto la croce di monte San Vicino per chiedere anche l'aiuto di Dio perché possa contribuire a riportare la pace in Ucraina", conclude il vicepresidente dell'associazione.
Lampedusa si prepara al giorno in cui è previsto l’arrivo della discussa “tendopoli”. Opposizione e maggioranza sono unite nel rifiutare quello che sull’isola viene chiamato “luogo di detenzione”.
Totò Martello, capogruppo di opposizione al Consiglio Comunale di Lampedusa e Linosa, ci ha raccontato cosa sta accadendo mentre l’Italia assiste a questo nuovo momento di crisi che sta attanagliando le coste e il cuore del Paese.
“I trasferimenti vanno avanti a singhiozzo con le navi di linea, e oggi c’è una nave supplementare che viene a prendere 800 migranti. Contemporaneamente continuano gli sbarchi”
“Nell’ex base Loran sorgerà un nuovo carcere, come successo a Lesbo. Noi avremo più migranti in carcere a Lampedusa che popolazione”
Quindi a quanto dice in questa tendopoli i migranti saranno tradotti in pianta stabile, in attesa di nulla?
Esattamente, in attesa di nulla. I rimpatri in termini numerici parlano di 4000 persone nell’arco di un anno, solo verso la Tunisia. Questo sarà un luogo qualificato come luogo di detenzione, proprio perché sono fatti affinché si muovano in funzione di un attesa che in realtà è vana, perché non esiste possibilità di trasferimento. Questo avviene perché la politica migratoria adottata in Italia è fallita a 360 gradi. Non sono come risalire in credibilità verso la popolazione, a cui hanno promesso mari e monti. Di fronte a questo fallimento invece di sforzarsi e capire perché non ha funzionato il passaggio con la Tunisia e perché la Tunisia continua a spedire migranti in modo illegale, qui arriva una tendopoli”
Lampedusa come reagisce?
Questa mattina c’è stato uno sciopero spontaneo e oggi pomeriggio alle 17.00 saremo tutti al molo commerciale per non fare scendere le tende che arriveranno in nave. Vogliamo tentare di impedire lo sbarco dei camion che portano le tende per costruire il centro di detenzione. A quanto pare ci sarà anche il vicesindaco (perché il sindaco si trova a New York) con tutta l’amministrazione.
Come stanno, in che condizioni sono i migranti sull’isola?
Non sono più all’interno del centro. Il sistema di accoglienza è fallito completamente, servizi per i migranti compresi. I servizi che dovevano essere garantiti dalla Croce Rossa sono saltati, quindi non riescono neanche più a mangiare, perciò sono state aperte le porte. Mezza Lampedusa ogni sera e ogni giorno offre da mangiare a tutti.
Lampedusa resta quindi un porto accogliente?
Assolutamente si, e mi auspico che resti sempre così accogliente e ospitale come è stata. I nostri cittadini continuano a offrire da mangiare, rifocillare e far sentire accolte queste persone. Ieri sera addirittura erano a ballare in piazza.
E il turismo? Quanto ci sta rimettendo? Perché questa è ancora stagione alta a Lampedusa.
Assai. Il turismo ha preso una batosta micidiale. Perché in un’Italia in cui è stata sempre seminato odio, i turisti che sentono questa situazione dai tg stanno dando disdetta per il loro soggiorno.
Da lunedì 18 settembre, dopo la sospensione per l’esodo estivo, riprendono i lavori di risanamento profondo della pavimentazione sulla strada statale 77 “della Val di Chienti”, in provincia di Macerata, e sul raccordo autostradale Ascoli-Porto d’Ascoli.
Gli interventi rientrano nel piano di manutenzione programmata della rete stradale Anas nelle Marche, in prosecuzione dei tratti già risanati.
Nel dettaglio, sulla SS77 a Civitanova Marche sarà interessato un tratto della carreggiata in direzione Foligno, in corrispondenza dello svincolo “Civitanova Ovest/autostrada A14”. Per consentire lo svolgimento dei lavori il traffico sarà regolato a doppio senso di marcia in carreggiata opposta mentre lo svincolo “Civitanova Ovest/autostrada A14” sarà temporaneamente chiuso in ingresso e in uscita per chi viaggia in direzione Foligno. Le deviazioni saranno indicate sul posto. Il completamento di questa fase è previsto entro il 14 ottobre.
Sul raccordo autostradale Ascoli-Porto d’Ascoli sarà interessato un tratto della carreggiata in direzione Ascoli Piceno, in prossimità dell’innesto sulla SS16 a Porto d’Ascoli, che sarà provvisoriamente chiuso. Il traffico proveniente dalla SS16 e diretto ad Ascoli Piceno sarà indirizzato sulla viabilità alternativa per entrare sul raccordo utilizzando lo svincolo di Monsampolo del Tronto. Il traffico proveniente dalla SS16 e diretto in autostrada potrà accedere al casello della A14 tramite la strada comunale via San Giovanni. Il completamento di questa fase è previsto entro il 29 settembre.
Sono stati firmati questa mattina i nuovi decreti in somma urgenza per sei nuovi interventi sul fiume Nevola, fiume Cesano e torrente Burano tramite fondi messi a disposizione dal vice commissario per l’alluvione Stefano Babini.
“È incessante il lavoro che il Genio Civile Marche Nord e la Direzione della Protezione Civile Regionale stanno svolgendo nel mettere in sicurezza tutti i corsi d’acqua compromessi nell’alluvione di un anno fa - afferma l’assessore regionale alla Protezione Civile, Stefano Aguzzi - Con questi nuovi interventi si vanno a pulire gli argini dei fiumi e a togliere il legname che in caso di incessanti piogge può creare seri danni a valle, riprofilando le sponde compromesse”.
Gli interventi riguardano otto Comuni marchigiani dove sarà effettuato un lavoro di risagomatura delle sponde e si procederà con la rimozione di alberature trascinate dalla corrente ed accumulate nell’alveo, e con il taglio dei rami. Nello specifico tre interventi riguarderanno il fiume Cesano: il primo nel Comune di Corinaldo (dal ponte in località San Michele verso monte per circa 5,5 km) per 250.000€; il secondo nel Comune di Castellone di Suasa (dal Ponte via Cesare Battisti verso valle per circa 5,5 km) per 250.000€; il terzo nel Comune di Pergola (dal Ponte viale JF Kennedy verso valle fino al Ponte in frazione Montesecco per circa 7,7 km) per 300.000€.
Sul Fiume Nevola sono previsti due interventi, nello specifico: il primo tra i Comuni di Tre Castelli e Corinaldo (da 1 km a monte del Ponte via Giacomo Matteotti di Ripe in zona Santissima Trinità verso monte) per 300.000€ e nei Comuni di Ostra Vetere e Barbara (dal Ponte della SP 11 dei Castelli in contrada Acqualagna verso valle) per 300.000€.
Invece sul Fiume Burano è previsto un intervento nel Comune di Cagli (a partire da 500 mt a monte del ponte via Flaminia fino a 500mt a valle del ponte via Buozzi) per un investimento di 200.000€.
“Nel secondo trimestre 2023 gli occupati nelle Marche sono 634 mila. Rispetto al II trimestre del 2022 questi diminuiscono di 6 mila unità (-0,9%). Un dato in controtendenza rispetto al valore del Centro (+1,8%) e dell’Italia (+1,7%). Al contempo, tuttavia, il tasso di occupazione generale rimane sostanzialmente invariato. Il calo è totalmente attribuibile al crollo degli autonomi, che diminuiscono di 28 mila occupati (-17,7%). I dipendenti sono invece 23 mila in più (+4,7%)”.
Sono i dati forniti dall'Istat e analizzati dalla Cgil Marche. Da questi si evince come la diminuzione degli occupati è ascrivibile alle sole donne, il cui tasso di occupazione scende al 59,8% (-0,3 punti percentuale). Gli uomini non registrano una variazione significativa in termini assoluti e osservano un tasso di occupazione del 74,2% (+0,8 punti percentuale).
Eleonora Fontana, segreteria regionale Cgil Marche afferma: “Nella nostra regione assistiamo in questo II trimestre 2023 ad un dato che va in controtendenza rispetto a quello nazionale. Diminuisce la forza lavoro e cioè la somma di occupati e disoccupati, ed aumenta il numero di inattivi. A pagarne le spese sono ancora una volta le donne, e i dati lo evidenziano chiaramente".
"Uno degli obiettivi principali del PNRR (piano nazionale di ripresa e resilienza) era la destinazione di risorse finalizzate al rilancio dell’occupazione femminile e invece nella nostra Regione ci troviamo di fronte ad un dato assai preoccupante con la perdita in termini assoluti di 6000 posti di lavoro tra le lavoratrici”. Prosegue Fontana. “Ci allontaniamo pericolosamente dagli obiettivi di promuovere l’occupazione, migliorare le opportunità di lavoro e lo sviluppo delle risorse umane. Come abbiamo più volte sottolineato le scelte intraprese finora non producono i risultati attesi e necessari, soprattutto per le donne, e anzi continuano a spingere le Marche in direzione contraria a quella auspicata e inderogabile”.
A livello macrosettoriale, il comparto che ha visto la maggiore perdita è l’agricoltura (-31,7%). Dall’altra parte, le costruzioni registrano un significativo aumento degli occupati (+5,3%). L’industria non segna particolari alterazioni della componente occupazionale (-0,6%).
Sottolinea ancora Fontana: “Il dato fortemente negativo di occupati nell’agricoltura e la diminuzione di occupazione nell’industria, diminuzione quest’ultima in linea con il livello nazionale, dimostrano come ciò che tiene a galla l’occupazione delle Marche è la significativa crescita nei settori delle costruzioni determinata dalla ricostruzione post-sisma e dai bonus fiscali".
Diminuiscono i disoccupati e il tasso di disoccupazione generale, fenomeno registrato anche nel Centro Italia e nell’intero Paese, sebbene nelle Marche in termini assoluti il calo risulti più marcato. I disoccupati calano sia nella componente maschile che femminile, con gli uomini che osservano tuttavia una decrescita maggiore rispetto alle donne.