San Severino, Villa Berta è nel pieno dell'estate e guarda oltre: dopo la piscina, spa e prodotti del territorio (FOTO)
Prima di addentrarsi tra le mura e i giardini di Villa Berta, a San Severino, è doveroso un cenno sul contesto in cui la struttura si inserisce. Questa realtà non è un’isola a sé stante, bensì il tassello di un mosaico molto più ampio, variegato e complesso, dove ogni azienda è la conseguenza di una precisa concatenazione di eventi.
Noi di Picchio News abbiamo intervistato Otello Moretti, titolare dell'attività, e la sua compagna Palma. La loro storia va ben oltre l’alta professionalità imprenditoriale: affonda le radici in una precisa visione della vita che rifiuta i modelli standardizzati. Tutto nasce per una conseguenza. È il caso del Punto Verde, azienda che oggi produce imponenti quantità giornaliere di sottoli, salse tartufate e passate di primissima qualità, nata inizialmente in modo casalingo per lavorare gli ortaggi che avanzavano dal loro ristorante, Il Marchigiano. Da lì, la scelta di estendere l'attività a una visione industriale.

Una dinamica analoga ha guidato la Pizzeria srl, che oggi è portata avanti anche dai figli di Otello e Palma e che nel corso del tempo ha raddoppiato i ritmi fino a produrre 150mila pizze al giorno. Dalla provincia marchigiana, i prodotti del Punto Verde e le pizze vengono esportati in tutto il mondo, dagli Stati Uniti all'Inghilterra, fino alla Francia. Una direzione chiara che, partendo dal lavoro familiare di una vita, arriva sulle tavole internazionali grazie a una precisa attitudine dei titolari: affrontare i problemi complessi, risolverli e, insieme, saper immaginare, allargando i confini con la consapevolezza dei rischi e delle opportunità.
C’è un’ultima avventura, nel lungo percorso imprenditoriale di Otello e di Palma, che racconta una spiccata capacità di vedere futuro dove altri avrebbero visto soltanto fatica: Villa Berta.
Un progetto nato circa tre anni fa, quasi per intuizione, e cresciuto passo dopo passo, con la stessa ostinazione che ha sempre accompagnato la sua storia. Quando Otello è arrivato qui, Villa Berta non era il luogo curato e accogliente che si presenta oggi. Era una struttura lasciata in gran parte a sé stessa, segnata dall’incuria, dagli spazi trascurati, dagli animali morti, dal verde abbandonato, da ambienti che avevano bisogno di essere ripensati e riportati a nuova vita. Eppure, davanti a questo quadro difficile, Otello ha visto possibilità.

Da lì è iniziato un lavoro profondo di trasformazione: la pulizia degli spazi, la sistemazione del piazzale, la riorganizzazione degli ambienti, il recupero progressivo della struttura e la costruzione di una nuova identità. Villa Berta è diventata così non soltanto un luogo da restaurare, ma un progetto imprenditoriale vivo, destinato a crescere.
Otello è presente in prima persona, soprattutto in cucina. Nonostante le tante attività da seguire, continua a voler vedere, assaggiare, controllare, capire. Accanto a lui c’è lo chef Rosalino Zagaglia, già presente nella precedente gestione, con il quale si è creata una piena sintonia. La cucina è cambiata profondamente: Villa Berta non nasce come ristorante “alla carta” nel senso tradizionale. La sua vocazione è un’altra: grandi eventi, matrimoni, comunioni, cerimonie, occasioni importanti. Una struttura pensata per accogliere numeri importanti, anche centinaia di persone, senza rinunciare alla qualità. Otello ragiona da imprenditore abituato ai grandi volumi: comprare bene, organizzare bene, lavorare sulla quantità, ma senza abbassare il livello del prodotto. La sua filosofia è chiara: non una ristorazione piccola e frammentata, ma un modello capace di unire efficienza, qualità e capacità organizzativa.

In sala, invece, il volto dell’accoglienza è Palma, la compagna di Otello. È lei a seguire gli ospiti, a gestire l’organizzazione, a curare la sala con quell’esperienza maturata sul campo che spesso vale più di qualsiasi teoria. Palma racconta un lavoro fatto di attenzione, ascolto e capacità dimettersi costantemente in gioco e ridefinirsi.
“Cerchiamo sempre di migliorarci. A Villa Berta ogni ospite, ogni evento e ogni esperienza rappresentano un’occasione di crescita e uno spunto per fare meglio. Il nostro compito è ascoltare, coinvolgere le persone e aiutarle a trasformare un’idea, un desiderio o una semplice immaginazione in qualcosa di concreto e realizzabile”, spiegano Otello e Palma.

Accanto a loro c’è anche il figlio di Otello, figura fondamentale nella parte progettuale e amministrativa. È lui a seguire i fondi, i bandi e in particolare le opportunità legate al PNRR, destinati alla ristrutturazione e alla valorizzazione delle altre strutture del complesso. L’obiettivo è rimettere a nuova vita edifici belli, tipici, ricchi di potenziale, che possono diventare parte integrante di un progetto turistico e ricettivo molto più ampio.
Perché Villa Berta non vuole fermarsi a ciò che è oggi. Il progetto futuro è ambizioso: ampliare la ricettività fino ad arrivare a circa trenta camere, valorizzare la piscina già presente, realizzare nuovi servizi, creare una palestra, una spa e spazi dedicati al benessere. L’idea è trasformare Villa Berta in un complesso completo, capace di unire ospitalità, ristorazione, eventi, relax e territorio.
C’è poi il progetto di recuperare ulteriormente la villa e le strutture circostanti, immaginando anche uno spazio più intimo e selezionato dedicato alla degustazione e alla vendita di prodotti tipici. Una sorta di ristorantino e punto vendita dove raccontare un territorio vasto attraverso il cibo, i vini, i prodotti agricoli e le produzioni dell’azienda.

Villa Berta diventa così l’ennesimo tassello di una visione più grande. Non un’attività isolata, ma parte di un sistema: agricoltura, produzione alimentare, ristorazione, eventi, ospitalità. Tutto si tiene, tutto nasce da ciò che c’era prima e si proietta verso ciò che ancora deve arrivare.
"Vivo per il lavoro- afferma Otello- perché la mia soddisfazione è vedere un progetto crescere e funzionare. Fin da piccolo non ho mai pensato al guadagno, ma a raggiungere un risultato. Mi piace confrontarmi, affrontare problemi complessi e trovare soluzioni. Ma senza passione e senza una squadra unita non si va da nessuna parte".
In questa storia si ritrova pienamente il carattere di Otello: la voglia- o meglio la necessità- di fare, il bisogno di risolvere, la capacità di non spaventarsi davanti ai problemi. Anzi, quasi di cercarli, perché è proprio lì che lui trova la spinta per costruire qualcosa di nuovo.





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