Un gioiello dimenticato in mezzo alla natura, l’Abbazia di Roti – o Rotis – nel territorio di Braccano, nel Matelicese, sta per tornare a nuova vita. Ieri, 19 marzo, durante la Giunta dell’Unione Montana, è stato approvato il progetto esecutivo per il recupero del complesso, che vanta una storia millenaria.
Il monastero, esistente almeno dall’XI secolo, ospitò i monaci dell’ordine benedettino ed era una tappa di rilievo per i pellegrini durante il Medioevo, situato in posizione strategica tra le strade che conducevano a Matelica, Cingoli, Jesi e lungo la costa adriatica. Secondo i documenti storici, fino al XVIII secolo l’Abbazia di Roti ospitava anche i festeggiamenti dedicati alla Vergine, in quanto luogo consacrato a Santa Maria delle Grazie, titolo oggi passato alla vicina chiesa di Braccano.
«Con orgoglio e grande emozione abbiamo approvato il progetto esecutivo per il recupero dell’Abbazia di Roti – ha dichiarato il sindaco di Matelica, Denis Cingolani –. Grazie al finanziamento di 3,5 milioni di euro ottenuto con l’ordinanza 13/2023 del commissario straordinario alla ricostruzione, Sen. Guido Castelli, finalmente il progetto potrà prendere forma. È un grande passo per la rinascita di questo complesso monastico rimasto per troppi anni danneggiato».
Il sindaco ha voluto inoltre ringraziare il commissario Castelli e l’ufficio tecnico dell’Unione Montana per il prezioso lavoro svolto. Con questo intervento, un pezzo importante della storia e della cultura del Matelicese potrà essere valorizzato, restituendo alla comunità un luogo che per secoli è stato punto di riferimento spirituale e culturale.

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