L'acqua del mare sfiora quota 30 gradi: in venti anni aumento di 4,2°C
Chi in questi giorni ha fatto il bagno lungo le coste marchigiane potrebbe aver avuto una sensazione insolita: un mare tutt’altro che fresco. Le misurazioni effettuate dall’ISPRA attraverso la Rete Mareografica Nazionale hanno registrato temperature dell’acqua arrivate a 29,5 gradi ad Ancona.
Un dato che diventa ancora più significativo se confrontato con quello registrato nella stessa zona vent’anni fa. Il confronto tra le temperature rilevate dalla stazione di Ancona nel 2006 e quelle del 2026 mostra infatti differenze importanti, soprattutto all'inizio dell'estate.
Il 1° luglio 2006, la temperatura dell'acqua ad Ancona era di 25 gradi. Vent'anni dopo, nello stesso giorno, il termometro dell'ISPRA ha segnato 29,2 gradi: quasi quattro gradi e mezzo in più.
Anche il confronto con agosto restituisce un mare più caldo. Il 1° agosto 2006 la temperatura era di 27,6 gradi, mentre il 1° agosto 2026 è arrivata a 29,5 gradi, con una differenza di 1,9 gradi.
Il dato di Ancona non rappresenta naturalmente l'intero Adriatico né permette, da solo, di stabilire l'andamento climatico di tutte le coste marchigiane. È però un confronto tra due misurazioni effettuate nello stesso punto e nello stesso periodo dell'anno, a vent'anni di distanza, e mostra una differenza che non passa inosservata.
Il fenomeno si inserisce in un quadro più ampio che riguarda tutto il Mediterraneo. E non si tratta soltanto di una percezione legata alle temperature estive. Il Mediterraneo è considerato un "hotspot climatico", cioè una delle aree del pianeta in cui gli effetti del cambiamento climatico risultano particolarmente marcati.
A livello globale, inoltre, il 2026 sta mostrando temperature eccezionalmente elevate degli oceani. Secondo Copernicus, la temperatura media globale della superficie dei mari e degli oceani nel luglio 2026 ha raggiunto 20,96 gradi, superando il precedente record di 20,89 gradi registrato nel 2023.
Tra gennaio e giugno 2026, secondo i dati del servizio marino di Copernicus, le ondate di calore marine hanno interessato quasi l'intero bacino mediterraneo, con circa l'80% dell'area colpita da eventi classificati come forti, severi o estremi.
Le cosiddette marine heatwaves sono periodi prolungati nei quali la temperatura del mare rimane molto più alta rispetto ai valori normalmente registrati in quella zona e in quel periodo dell'anno. E non sono prive di conseguenze.
Un mare più caldo significa infatti modificare le condizioni nelle quali vivono numerose specie marine. Alcuni organismi possono essere particolarmente vulnerabili alle temperature elevate, mentre specie provenienti da aree più calde possono trovare condizioni sempre più favorevoli per espandersi nel Mediterraneo.
Il riscaldamento delle acque può inoltre avere conseguenze sulle attività economiche legate al mare, dalla pesca all'acquacoltura. Gli ecosistemi costieri sono particolarmente sensibili a variazioni prolungate della temperatura e agli altri effetti collegati alla crisi climatica.
C'è poi un altro aspetto. Un mare più caldo può contribuire a fornire maggiore energia e umidità all'atmosfera, creando condizioni favorevoli per fenomeni meteorologici più intensi quando si verificano le condizioni necessarie.
Per le Marche, dunque, quei 29,5 gradi registrati ad Ancona dall'ISPRA raccontano qualcosa che va oltre la semplice curiosità estiva. Il confronto con i dati del 2006 mostra che, nello stesso periodo dell'anno, oggi l'acqua può raggiungere temperature sensibilmente più elevate.
Non significa che ogni estate futura sarà necessariamente più calda della precedente, né che la differenza registrata in una singola stazione possa essere attribuita esclusivamente al cambiamento climatico. Ma vent'anni di distanza e quasi due gradi in più nel confronto di agosto, insieme alla differenza ancora maggiore registrata a luglio, sono un dato che merita attenzione.

cielo sereno (MC)
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