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Macerata, "Salvo per miracolo dopo un attentato mafioso": il racconto del poliziotto in 'prima linea'

Macerata, "Salvo per miracolo dopo un attentato mafioso": il racconto del poliziotto in 'prima linea'

Tante le persone che sono accorse venerdì 24 marzo all’oratorio della Parrocchia Santa Madre di Dio per l’appuntamento con i “Poliziotti in prima linea”, un evento organizzato dalla Sezione di Macerata dell’associazione nazionale della polizia di Stato e dall’oratorio. A testimoniare la loro esperienza Rino Germanà e Cinzia Nicolini.

Erano presenti il prefetto Flavio Ferdani, il questore Vincenzo Trombadore, il comandante Provinciale dei carabinieri Nicola Candido, il colonnello della Guardia di Finanza Ferdinando Falco, l’assessore alla Sicurezza Paolo Renna, la consigliera Antonella Fornaro, la presidente del Coracom Cinzia Grucci.

A fare da padrone di casa il parroco Don Carlos, che si è complimentato per l’iniziativa, sottolineando l’importanza di insegnare ai ragazzi il rispetto per le forze dell’ordine e per il loro lavoro. Anche il questore e l’assessore Renna hanno plaudito all’iniziativa,in particolare il questore Trombadore ha sottolineato come la più efficace lotta alla delinquenza passa attraverso la diffusione della cultura.

Germanà ha raccontato tanti episodi di mafia vissuti in Sicilia e, incalzato dal presidente della sezione Giorgio Iacobone, ha nel dettaglio narrato le fasi dell’attentato nei suoi confronti, iniziando dai sogni premonitori di una settimana prima alle strane coincidenze di quella mattina, quando per puro caso stava rincasando con la Panda e non con il motorino.

Poi l’affiancamento dell’auto del gruppo di fuoco composto da Matteo Messina Denaro, Leoluca Bagarella e Giuseppe Graviano, lo sparo con fucile a pallettoni da distanza tanto ravvicinata che la rosa dei pallini non si apre del tutto, vetri in frantumi, ferita alla testa, blocca l’auto, risponde al fuoco e fugge verso la limitrofa spiaggia.

 I killers ritornano e Bagarella con il Kalashnikov poggiato sul tetto dell’auto spara una trentina di volte con colpi singoli: Germanà è ad una trentina di metri e li schiva. Forse pensando di averlo colpito i criminali si allontanano, ma ritornano una terza volta e stavolta mitragliano all’impazzata, Germanà è in acqua,è salvo.

Emozionante l’intervento della moglie, la signora Silvana, che anch’ella transita sul lungomare di Mazara del Vallo e si accorge dell’auto del marito, crivellata di colpi, l’abbraccio con il marito sanguinante, ma è andata bene anche se quell’attentato modificherà radicalmente la loro vita futura.

Coinvolgente, inoltre, la narrazione della dottoressa Cinzia Nicolini, che ha dapprima accennato all’ingresso delle donne in polizia e poi ha attratto i presenti con le vicende che l’hanno vista protagonista nell’attività undercover.  In particolare si è soffermata su di un’indagine svolta in Ungheria, che l’ha portata ad avere contatti con mafiosi russi, che con naturalezza raccontavano di omicidi eseguiti e di corpi buttati a pezzi nei fiumi.

La dirigente di polizia ha anche parlato di persone che si sono ravvedute, cambiata condotta di vita e diventate integerrimi cittadini. Ha menzionato tanti suoi collaboratori presenti in sala, da chi l’ha accompagnata a Budapest, a chi ha captato un frammento di discorso di un’intercettazione ambientale consentendo l’individuazione degli autori della strage di Sambucheto, ad altri due ispettori che hanno agito sottocopertura, facendo vivere al pubblico presente scene che si pensa avvengano solo nei film.

Anche la dottoressa Grucci, presidente del Corecom,l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni, già dirigente del compartimento della polizia postale delle Marche ha illustrato le operazioni sottocopertura che quasi quotidianamente fa la polizia postale. 

Grucci ha aggiunto che l’autorità di cui è presidente, tra i suoi compiti, ha anche quello di giudicare in merito alle controversie tra i gestori della telefonia e gli utenti, invitando il pubblico a rivolgersi al Corecom qualora ritenessero illecito il comportamento del proprio gestore.

 

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