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Macerata, cade in una buca e fa causa al Comune: "Dieci mesi di silenzio, ora chiederò i danni"

Macerata, cade in una buca e fa causa al Comune: "Dieci mesi di silenzio, ora chiederò i danni"

Una "rovinosa caduta" che si trasforma in un caso politico e legale. È quanto denunciato da Eleonora Pucci, cittadina che si definisce "storica (ex) elettrice dell'attuale amministrazione", attraverso una lettera inviata alla nostra redazione. Lettera nella quale punta il dito contro quella che definisce una "mala gestio della res publica" da parte del Comune di Macerata.

Al centro della contestazione non c'è solo lo stato delle strade, ma un presunto squilibrio tra i doveri dei cittadini e quelli dell'istituzione. "L'Amministrazione è sempre presente e 'martellante' quando si tratta di imporre tributi o sanzionare infrazioni, ma è assolutamente inadempiente ai propri doveri verso lo status quo dei marciapiedi e delle strade", scrive la Pucci, descrivendo una città costellata di "dislivelli e buche che sembrano veri e propri crateri".

La denuncia nasce da un episodio specifico avvenuto lo scorso 28 febbraio 2025 (stando al testo della lettera, ndr) in via Giuseppe Ungaretti. "Sono caduta rovinosamente a terra a causa di una buca nei pressi del civico 70, procurandomi gravi danni fisici, patrimoniali e morali" (vedi foto copertina, ndr), racconta la cittadina. La strada in questione rappresenta l'unico accesso a tre condomini dove risiedono numerosi anziani, categoria che, insieme ai disabili, risulta essere la più colpita dal dissesto urbano.

"Dopo una prima denuncia via pec inviata al sindaco e alla Giunta il 3 marzo 2025, il Comune è intervenuto per ripristinare il manto stradale circa tre mesi più tardi, in data 16 giugno 2025", aggiunge Eleonora, ma la vicenda ha preso una piega diversa sul fronte del risarcimento.

Dopo dieci mesi di tentativi di risoluzione pro bono pacis, la cittadina ha incaricato un legale. La risposta dell'amministrazione, giunta con un "miracoloso tempismo mezz'ora dopo l'ultimo sollecito inviato il 4 febbraio 2026", ha gelato le aspettative: "Il riscontro di controparte ravvisava l’assoluta mancanza di responsabilità del Comune nella causazione del danno".

Un diniego che ha spinto la Pucci alla decisione di citare in giudizio l'Ente: "Mi trovo costretta a procedere perché credo ancora nello stato di diritto e nel principio 'neminem laedere'. Lo farò a mie spese, ma mi chiedo: da dove proverranno i fondi necessari al Comune per sostenere il contraddittorio? Dai contribuenti?".

La critica si estende poi alla strategia amministrativa, accusata di privilegiare l'apparenza dei nuovi cantieri rispetto alla manutenzione ordinaria: "A livello di pre-campagna elettorale è più eclatante l'apertura di nuovi cantieri, ma l'amministratore riceve il mandato di gestire la res publica, non l'immagine personale".

La Pucci conclude con un amaro appello sulla vivibilità cittadina, citando anche le difficoltà con la partecipata APM e la mancanza di rateizzazioni sulle bollette, sottolineando come la realtà dei fatti sia ormai "all'evidenza del quisque de populo", nonostante i continui vanti della Giunta per le opere avviate.

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