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Macerata, il verde che manca: solo 12,41 alberi ogni 100 abitanti, il dato più basso nelle Marche

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Quando arriva il grande caldo, in città anche l'ombra può diventare una questione di salute e vivibilità. Asfalto, cemento ed edifici assorbono il calore durante il giorno e lo restituiscono lentamente, mentre la presenza di alberi può contribuire a creare zone d'ombra e a raffrescare l'ambiente attraverso l'evapotraspirazione. È il fenomeno delle cosiddette isole di calore urbane, particolarmente evidente durante le ondate di temperature elevate.

E proprio mentre le estati diventano sempre più segnate da episodi di caldo intenso, i dati sulla presenza di alberi nei capoluoghi marchigiani raccontano una situazione molto diversa da città a città. E Macerata è quella con il dato più basso tra i capoluoghi marchigiani per i quali l'Istat ha raccolto il numero di alberi.

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Nel capoluogo maceratese risultano infatti 12,41 alberi ogni 100 abitanti. Un dato che colloca Macerata al 69esimo posto nella graduatoria nazionale dei capoluoghi presenti nella rilevazione.

Davanti ci sono tutte le altre città marchigiane comprese nel dataset. Fermo è nettamente prima, con 39,06 alberi ogni 100 abitanti, e si trova all'11esimo posto nazionale. Segue Pesaro, con 28,09 alberi ogni 100 abitanti e 23esima posizione. Più distaccata Ascoli Piceno, con 12,86 alberi ogni 100 abitanti, appena sopra Macerata.

C'è però un'assenza importante nella fotografia regionale: Ancona non compare nella graduatoria, perché per il capoluogo regionale il dato sugli alberi non è disponibile. Il confronto tra le città marchigiane, quindi, riguarda soltanto Fermo, Pesaro, Ascoli Piceno e Macerata.

Il dato diventa particolarmente interessante se messo in relazione con quello che è successo sul fronte delle temperature. Macerata è stata infatti una delle città marchigiane maggiormente esposte alle ondate di calore di questa estate, arrivando in una delle giornate più calde a un livello di allerta massimo e a una temperatura apparente di 42 gradi. Il 17 luglio, secondo il bollettino della Protezione civile regionale riportato dalla Tgr Marche, erano previsti 39 gradi a Macerata, con una temperatura percepita di 42.

Ed è qui che si apre una domanda: può esserci una relazione tra la quantità di alberi presenti in una città e la sua esposizione al caldo?

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Non si tratta di dire che i 12,41 alberi ogni 100 abitanti di Macerata siano la causa delle temperature elevate registrate quest'estate. Il clima di una città dipende da moltissimi fattori, dalla posizione geografica alla conformazione urbana, dai materiali utilizzati alla ventilazione. Ma la relazione tra vegetazione e temperatura urbana è un tema ormai centrale nella progettazione delle città.

Lo stesso Istat, nel suo rapporto sull'Ambiente urbano 2023, segnala infatti la crescita delle aree di forestazione urbana proprio in relazione alla necessità di mitigare l'isola di calore: nel 2023 queste aree sono aumentate del 6,7% rispetto all'anno precedente.

Gli alberi possono intervenire sul microclima in diversi modi. La chioma intercetta la radiazione solare e crea ombra, mentre attraverso l'evapotraspirazione le piante contribuiscono allo scambio di calore e quindi al raffrescamento dell'ambiente circostante. Il beneficio, naturalmente, dipende anche dalla posizione, dalle dimensioni delle alberature, dalla specie e dalla disponibilità di acqua.

Per questo 12,41 alberi ogni 100 abitanti non significa automaticamente che Macerata sia una città più calda di altre, così come 117,44 alberi ogni 100 abitanti non rendono automaticamente Modena una città fresca. Il dato Istat fotografa infatti una componente specifica del verde urbano e mette in rapporto gli alberi censiti con la popolazione residente.

Ma proprio il confronto tra i numeri e le temperature apre una riflessione. Macerata è ultima tra le città marchigiane presenti nella rilevazione per numero di alberi e, nello stesso tempo, quest'estate è stata ripetutamente interessata da condizioni di caldo intenso. Una coincidenza che non dimostra un rapporto di causa-effetto, ma che pone una domanda concreta sulla capacità della città di mitigare il calore nei propri spazi urbani.

La distanza rispetto alle prime posizioni nazionali è del resto enorme. Modena guida la graduatoria con 117,44 alberi ogni 100 abitanti, seguita da Trieste con 113,66 e Cremona con 107,53. Mantova arriva a 94,2, Brescia a 86,85 e Cosenza a 70,64. In fondo alla classifica si trovano invece Napoli, con 4,38 alberi ogni 100 abitanti, e Siracusa, ultima con 2,49.

Il confronto, però, va letto con cautela. Il numero di alberi per abitante non coincide con la quantità complessiva di verde di una città e non dice dove siano collocate le alberature, quanto siano estese le loro chiome o quanto siano accessibili ai cittadini. È un indicatore utile per confrontare la dotazione arborea, ma non esaurisce la fotografia del verde urbano.

Perché se il caldo estremo è destinato a diventare una delle sfide delle città dei prossimi anni, la domanda non è soltanto quanto alte potranno diventare le temperature. È anche quanto le città saranno attrezzate per renderle più sopportabili. E, tra le possibili risposte, gli alberi sono una delle infrastrutture naturali che l'Istat stessa indica come strumenti per la mitigazione dell'isola di calore.

I dati sugli alberi provengono dall'indagine Istat “Dati ambientali nelle città – Ambiente urbano, anno 2023”, riferita ai 109 Comuni capoluogo di provincia o città metropolitana. L'Istat ha pubblicato il rapporto l'8 luglio 2025.

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