Musone, la foce torna “fortemente inquinata”: il monitoraggio di Goletta Verde
La foce del Musone, sulla costa della provincia di Macerata, torna sotto i riflettori di Goletta Verde. Nel bilancio finale 2026 della campagna di Legambiente, il punto di campionamento è stato classificato come “fortemente inquinato”, confermando una criticità che si ripete nel tempo: secondo l'associazione, la foce del Musone ha superato i limiti nei monitoraggi degli ultimi sei anni, con la sola eccezione del 2024.
Un dato che inserisce il corso d'acqua tra i punti considerati più problematici lungo le coste italiane. Nel monitoraggio di quest'anno, infatti, su 391 campioni analizzati in 19 regioni, il 34% è risultato oltre i limiti di legge. La situazione appare ancora più critica alle foci: dei 188 punti campionati, il 54% è risultato inquinato o fortemente inquinato.
Il Musone non è l'unico punto sotto osservazione nella regione. Nel monitoraggio marchigiano sono risultati inquinati anche il punto della Calata Caio Duilio a Pesaro e la foce del torrente Arzilla a Fano, in provincia di Pesaro Urbino.
Il quadro regionale conferma così una tendenza evidenziata anche a livello nazionale: foci di fiumi, torrenti e canali sono tra i punti più vulnerabili, perché rappresentano il punto di arrivo al mare di acque che possono trasportare contaminanti.

I campionamenti di Goletta Verde vengono realizzati dai volontari formati da Legambiente e riguardano sia aree di mare frequentate dai bagnanti sia punti considerati maggiormente esposti al rischio di inquinamento, come appunto le foci.
Le analisi prendono in considerazione principalmente la presenza di Escherichia coli ed enterococchi intestinali, parametri utilizzati anche dalla normativa italiana per valutare la qualità delle acque di balneazione. I risultati vengono poi confrontati con i limiti previsti dalla legge.
Per Legambiente, tra le principali cause delle criticità rilevate c'è la mala depurazione, un problema che continua a interessare diversi territori italiani. L'associazione richiama quindi la necessità di migliorare il trattamento delle acque reflue e il controllo degli scarichi, soprattutto nei territori dove i superamenti dei limiti si ripetono negli anni.

Nel caso del Musone, proprio la continuità delle criticità nel tempo rende il dato particolarmente significativo.
C'è infine anche il tema della sicurezza e dell'informazione ai bagnanti. Secondo il bilancio nazionale di Goletta Verde, nel 70% delle foci monitorate non sono stati trovati cartelli che indicassero il divieto di balneazione.
Un elemento che Legambiente considera problematico, perché le aree in prossimità delle foci possono essere frequentate dai bagnanti nonostante rappresentino, dati alla mano, alcuni dei punti maggiormente esposti all'inquinamento.
(foto e fonte: sito Legambiente)

cielo sereno (MC)
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