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I Sindaci dei Comuni Marchigiani derivanti da fusione chiedono al Governo il rispetto degli impegni previsti dalla legge "Delrio"

I Sindaci dei Comuni Marchigiani derivanti da fusione chiedono al Governo il rispetto degli impegni previsti dalla legge "Delrio"

Nella giornata di venerdì 5 luglio presso la civica residenza di Trecastelli si sono riuniti Sindaci ed Assessori in rappresentanza dei Comuni di Colli al Metauro, Terre Roveresche, Sassocorvaro Auditore e Vallefoglia, con l’adesione anche dei Comuni di Fiastra e Valfornace. Gli amministratori hanno esaminato la grave situazione che si è determinata a seguito del mancato adeguamento dello stanziamento necessario a garantire ai Comuni risultanti da fusione il contributo decennale previsto dalla legge nel 60% dei trasferimenti dell’anno 2010 ai Comuni originari. Dal 2011 al 2019 sono state realizzate 119 fusioni per un totale di 268 enti Nelle Marche sono state realizzate 7 fusioni: Colli al Metauro, Fiastra, Terre Roveresche, Trecastelli, Valfornace, Vallefoglia. Nel 2019 si è aggiunto Sassocorvaro Auditore. Il contributo è stato regolarmente assegnato fino al 2018 per un totale, nelle Marche, di 5.863.982,15 euro a cui nel 2019 bisogna aggiungere le risorse necessarie per la fusione di Sassocorvaro Auditore per un totale di 6.810.851,25.

"Nel 2019, nonostante la vigenza della norma che prevedeva il mantenimento del contributo decennale pari al 60% dei trasferimenti 2010, il Governo non ha adeguato la stanziamento sulla base delle nuove fusioni realizzate nel 2019. Nelle Marche ciò ha comportato un contributo di 4.346.145,50 pari al 64% di quanto previsto dalla legge. Significativa la situazione per le fusioni più recenti. La notizia dei nuovi importi arriva ad esercizio quasi concluso quando i servizi sono già stati avviati e le nuove opere in fase di realizzazione" spiega il primo cittadino di Valfornace Massimo Citracca.

"Si mette in crisi il processo di razionalizzazione e potenziamento della rete dei Comuni che si è tradotto in una riduzione delle spese per la politica e la burocrazia a favore delle spese per i servizi come risulta in maniera inequivocabile dai dati dei conti consuntivi - continua il Sindaco -. Ciò mette in gravi difficoltà gli amministratori che, sulla base di precise norme statali, hanno predisposto piani di fattibilità e di investimenti sulla cui base i cittadini hanno votato a favore della fusione nei referendum. Si mina la credibilità del sistema democratico e si ferma un percorso di razionalizzazione della spesa pubblica."

Per queste ragioni i sindaci dei Comuni Marchigiani risultanti da fusione fanno appello al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e al Ministro degli interni, perché venga mantenuto quanto sancito dalla norma a favore delle popolazioni che hanno aderito a quanto previsto dalle leggi della Repubblica. L’iniziativa dei Sindaci proseguirà con l’incontro dell'11 luglio a Roma con l’ANCI nazionale e con altre iniziative congiunte e condivise con l’obiettivo l’adeguamento delle risorse finalizzate a garantire i trasferimenti previsti dalla norma.

 

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