L’Etna soffia, Ancona devia: la cenere cambia i cieli marchigiani
L’Etna erutta e i suoi effetti arrivano fino alle Marche. Non è la cenere del vulcano a raggiungere Ancona, ma il suo impatto sul traffico aereo: l’eruzione in corso in Sicilia ha infatti costretto a modificare alcuni dei collegamenti tra l’Aeroporto delle Marche di Falconara e Catania, proprio alla vigilia di Ferragosto.
Oggi, giovedì 13 agosto, il volo Ryanair delle 14.20 diretto ad Ancona è stato dirottato su Trapani, mentre il collegamento Volotea delle 20.20 è stato cancellato. L’aeroporto di Catania resterà chiuso almeno fino alle 2 di venerdì 14 agosto, quando sarà effettuata una nuova valutazione della situazione.
Per chi parte dalle Marche, dunque, l’eruzione del vulcano siciliano si traduce in un cambio di programma: una destinazione che improvvisamente diventa irraggiungibile e un aeroporto alternativo che entra nel tabellone delle partenze.
Il motivo è la presenza della cenere vulcanica, un pericolo tutt’altro che trascurabile per gli aerei.
La cenere dell’Etna non è semplice fumo. È composta da minuscole particelle minerali che possono essere estremamente abrasive e, soprattutto, fondersi all’interno dei motori a reazione.
Se aspirata dai motori, la cenere può depositarsi sulle componenti interne e comprometterne il funzionamento. Può inoltre danneggiare le superfici dell’aereo e ridurre la visibilità dalla cabina di pilotaggio.
Per questo, quando una nube di cenere interessa le rotte aeree, vengono introdotte limitazioni o sospensioni dei voli nelle aree considerate a rischio. Non basta quindi semplicemente “aggirare” il vulcano: è necessario conoscere con precisione dove si sta spostando la nube e come sta evolvendo.
Ed è così che un’eruzione in Sicilia finisce per avere conseguenze anche a Falconara: il vulcano è a centinaia di chilometri, ma basta la sua cenere per cambiare la destinazione di un volo lontano.

cielo sereno (MC)
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