Corridonia, Villa Fermani riapre le porte: “Un luogo di memoria, socialità e identità”
Villa Fermani torna alla comunità di Corridonia. Nel pomeriggio di oggi, sabato 9 maggio, l’edificio restaurato è stato riaperto al pubblico con un momento inaugurale che ha permesso ai cittadini di visitare gli spazi interni, restituiti alla città dopo l’intervento di restauro e messa in sicurezza.
I lavori, finanziati con 615 mila euro di fondi sisma, hanno riguardato la riparazione delle murature, il miglioramento delle connessioni tra le pareti e il rinforzo delle strutture. Interventi che hanno consentito il recupero funzionale dell’edificio e la sua piena fruibilità.
Per celebrare il ritorno alla città di uno spazio urbano particolarmente significativo, a quasi dieci anni dal terremoto, è stato organizzato anche un momento musicale e conviviale.
Villa Fermani rappresenta un luogo profondamente legato alla storia e all’identità cittadina. Le sue origini risalgono al 1855, quando l’area era un fondo agricolo delle religiose del Monastero di San Giovanni. Nel 1873 Davide Fermani acquistò la proprietà e la trasformò in luogo di svago, per poi donarla alla città nel 1894. Da allora la villa è diventata un bene pubblico di grande valore storico, culturale e sociale.
Durante i lavori sono emersi anche elementi finora nascosti o dimenticati, tra cui la scritta storica sopra l’ingresso principale e alcuni particolari architettonici interni celati dal tempo. Dettagli che arricchiscono ulteriormente il valore culturale dell’edificio e confermano il legame profondo tra Villa Fermani e la comunità.

L’edificio, riportato al suo storico lustro, ospiterà convegni, seminari, eventi anche musicali, mostre e matrimoni.
“La riapertura di Villa Fermani è un altro segnale concreto della ricostruzione che avanza e restituisce alle comunità non soltanto edifici sicuri, ma luoghi di memoria, socialità e identità. Ogni spazio recuperato rappresenta un passo avanti nel percorso di rinascita dei nostri territori. Investire nella messa in sicurezza e nel restauro di beni come Villa Fermani significa custodire la storia e la tradizione vera di una comunità e, allo stesso tempo, costruire nuove occasioni di incontro, cultura e partecipazione. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il sindaco Giuliana Giampaoli, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e tutti i soggetti coinvolti per il lavoro svolto con attenzione e sensibilità”, dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

Il sindaco Giuliana Giampaoli spiega che “Il grande impegno che abbiamo concentrato sulla riqualificazione di questo Parco e della Villa storica va ben oltre la ricostruzione. Siamo convinti e orgogliosi che qui si stiano riportando alla luce le radici della nostra storia, l'anima dei luoghi e della nostra identità culturale”.

nubi sparse (MC)
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