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Banche, la fuga dai territori colpisce anche il Maceratese: in un anno chiusi sette sportelli

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La progressiva riduzione della presenza bancaria nei territori riguarda da vicino anche la provincia di Macerata. Nel giro di un solo anno il territorio ha perso sette filiali: secondo i dati della Banca d’Italia elaborati dal Centro studi CNA Marche, gli sportelli bancari sono passati dai 125 presenti a inizio 2025 ai 118 del 31 dicembre dello stesso anno, con una riduzione del 5,6%.

Un calo superiore rispetto alla media regionale: nelle Marche, nello stesso periodo, gli sportelli sono scesi da 611 a 585, con 26 chiusure complessive (-4,3%). Anche il numero dei Comuni maceratesi serviti da almeno una banca è diminuito, passando da 33 a 32, mentre gli sportelli disponibili ogni 100mila abitanti sono scesi da 41 a 39.

Un fenomeno che si inserisce in una tendenza nazionale ormai consolidata. Tra il 2015 e il 2025 l’Italia ha perso oltre un terzo degli sportelli bancari: la rete è passata da 30.258 a circa 19.140 filiali, con una riduzione del 36,7%. Oggi quasi il 44% dei Comuni italiani non dispone più di una filiale bancaria e il fenomeno riguarda soprattutto i piccoli centri: oltre il 96% dei Comuni senza sportello ha meno di 5mila abitanti.

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Nelle Marche il ridimensionamento è stato ancora più evidente. Nell’arco di dieci anni, dal 2015 al 2025, la regione ha perso 482 sportelli bancari, passando da 1.067 a 585 filiali (-45,2%). Nello stesso periodo i Comuni serviti da una banca sono scesi da 205 a 143, con 82 Comuni marchigiani rimasti senza dipendenze bancarie alla fine del 2025.

A preoccupare CNA Macerata è soprattutto l’impatto sulle imprese, in particolare quelle più piccole e radicate nei territori. «La digitalizzazione dei servizi bancari è un’opportunità, ma non può giustificare questa progressiva ritirata dai territori – commenta il presidente di CNA Macerata Simone Giglietti –. Per una piccola impresa il rapporto con la banca non si esaurisce in un’applicazione. Servono persone che conoscano l’azienda, ne comprendano i progetti e sappiano accompagnarne gli investimenti».

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A confermare la tendenza è anche l’analisi sulle attività di intermediazione monetaria elaborata dal Centro studi CNA Marche attraverso gli Open Data della Camera di Commercio delle Marche. Tra il primo trimestre 2021 e il primo trimestre 2026, nella provincia di Macerata le localizzazioni delle attività bancarie sono diminuite da 192 a 139, con un calo del 27,6%, superiore alla riduzione regionale del 23%.

«Quando chiude una filiale non scompare soltanto uno sportello – aggiunge Giglietti –. Si allontana un punto di riferimento per imprese, famiglie e persone anziane. Le conseguenze sono ancora più pesanti nei piccoli centri e nelle aree interne. Occorre garantire una presenza adeguata e servizi di consulenza realmente accessibili: il credito deve restare vicino alle imprese che vogliono investire, innovare e creare lavoro».

La trasformazione digitale dei servizi bancari procede dunque parallelamente a un progressivo arretramento fisico degli istituti dai territori, con le aree interne e i Comuni più piccoli tra i primi a risentirne.

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