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"Basta fontane usate per l'igiene personale e panchine come letti": Sclavi firma l'ordinanza anti-bivacco

"Basta fontane usate per l'igiene personale e panchine come letti": Sclavi firma l'ordinanza anti-bivacco

Il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi ha emesso una nuova e articolata ordinanza con la finalità di tutelare il decoro urbano della città, a seguito della recrudescenza di fenomeni di occupazione indebita di aree pubbliche. Il provvedimento, che ricalca i contenuti di una precedente disposizione del 2025, nasce "dalle numerose segnalazioni di cittadini ed esercenti preoccupati per l'aumento di bivacchi e accampamenti abusivi in parchi, giardini e spazi monumentali", puntualizza Sclavi. 

Le nuove regole, con decorrenza immediata e valide fino al 31 dicembre 2026, impongono il divieto assoluto in tutto il territorio comunale di "campeggiare o accamparsi utilizzando tende, sacchi a pelo, coperte o costruzioni di fortuna".

È inoltre vietato "posizionare attrezzature che occupino lo spazio esterno alla sagoma dei veicoli, accendere fuochi a fiamma libera e disseminare rifiuti o avanzi di cibo". L'ordinanza mira a contrastare non solo l'occupazione fisica degli spazi, ma anche l'uso improprio dei beni comuni, vietando esplicitamente "l'utilizzo delle fontane pubbliche per l'igiene personale o il lavaggio di indumenti, nonché l'uso delle panchine come luoghi di pernottamento".

Il provvedimento proibisce "lo stazionamento prolungato e ingiustificato che possa arrecare intralcio o pregiudizio alla sicurezza", così come "è severamente vietato imbrattare o danneggiare edifici pubblici e privati con scritte o disegni". "Tali condotte - precisa Sclavi -, oltre a generare una percezione di insicurezza, comportano costi straordinari per la collettività legati agli interventi di pulizia e riqualificazione urbana necessari per ripristinare il decoro dei luoghi colpiti dal degrado".

Per i trasgressori sono previste sanzioni pesanti: l’inosservanza dei divieti comporta una multa amministrativa da 25 a 500 euro, oltre all'obbligo di cessare immediatamente il comportamento illecito e ripristinare i luoghi a proprie spese.

L’ordinanza dispone inoltre il sequestro cautelare e la confisca dei mezzi e delle attrezzature utilizzate per commettere la violazione. Nei casi più gravi, gli uffici comunali sono pronti a procedere con querele e azioni legali per ottenere il risarcimento dei danni arrecati al patrimonio cittadino, affidando la vigilanza costante sulla legalità e la sicurezza alle forze dell'ordine e alla polizia locale.

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